Il successo nella culla
Si parla qui, spesso, di amore nelle varie declinazioni. Ma persino questo sentimento ruota o subisce il destino. Puoi impegnarti, qualificarti ma ad eccezione di alcuni lavori, molti altri, ciò che siamo o non, lo dobbiano o non ai nostri genitori. Prendiamo un ambito artistico ma pure semplicemente, l’attitudine ad essere indipendenti, a spiccare il volo e costruirsi qualcosa. Genitori benestanti o illuminati o equilibrati, regaleranno già il 70% della fortuna ai figli. Il restante lo troveranno se cosi deve essere. Ma se un genitore, sprona il figlio a viaggiare o imparare una lingua straniera o gli offre comunque chances, ha già permesso al figlio di definirsi domani e di non sentirsi inopportuno o trasparente in questo mondo. Lo spunto l’ho preso da una trasmissione musicale, giovani talentuosi e sul talento forse qualcuno più su di un genitore c’entra, ma le opportunità di molti artisti, deriva dal papà o mamna. Se un padre ti manda a studiare 6 mesi o 1 anno all’estero, se un padre suona e ti insegna a suonare o a cantare perche ha una band, quando si hanno supporti vari, tutto ciò quanto determina un assetto dell’individuo poi? Un figlio che viene negativizzato, che respira pesantezze,paure degli adulti, che deve fare il genitore e non il figlio, talento o non, potenzialita o non, quanto sara penalizzato e sognerà di essere al posto di quel figlio educato alla libertà? Se un ragazzo amasse cantare, ma non si fosse potuto permettere un maestro, quanto potrà/potrebbe soffrire se un suo coetaneo in tv, fosse famoso e leggesse che il padre/madre/zio ecc sono musicisti o cantanti e gli avessero dato modo di farsi esperienza, come si sentirebbe? Molto demoralizzato…molto.
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Categorie: - Riflessioni
39 commenti
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Non riesco a raccapezzarmi in questo discorso perché sono abituata a comportarmi bene ma non sono una persona che idolatra le persone fino al punto da dargli importanza. Pago le tasse (o meglio le pagano i miei genitori) ma in un’altra vita non mi sarei accorta neanche di abitare in Italia perché la mia vita si svolge nelle zone adiacenti alla mia abitazione. Il resto del mondo lo vedo di sfuggita… non sono la classica persona che trascorrerebbe le giornate a visitare monumenti. Mi piace vagare o in macchina o a piedi per rilassarmi e per stare tra le persone. Tutte le mie passioni sono a tempo perso. Penso di crescere i miei figli in questo clima per abituarli a non sottomettersi mai a nessuno o ad essere persone che usano due pesi e due misure. Tipo che da tizio accetteresti tutto e un ragazzo senza arte né parte si deve fare in quattro per andare a salutare sua madre… magari lo deve fare di nascosto. Io sono così. Veramente non guardo in faccia a nessuno perché penso che le persone siano tutte uguali. Il rispetto non conosce colori politici, non c’è bisogno di essere istruiti per riuscire a stare bene al mondo. Bisogna accettare serenamente che esistono persone che non la pensano come noi e hanno lo stesso diritto che abbiamo noi di dire la loro. Pensare di doverli istruire significa non essere sicuri del fatto proprio. Una persona che ha il polso della situazione non ha problemi a convivere pacificamente con il pensiero degli altri. O sbaglio? Avrà gli strumenti per mettersi in una posizione d’ascolto e non avrà bisogno di sminuire il proprio interlocutore.
Rossella scusa ma non sei fuori il mio tema? Non ho capito cosa c’entri…cmq grazie
È vero in buona parte. Ma c’è anche l’opzione: “seguo la mia strada anche se i miei non mi appoggiano”. E non credo che questi ultimi siano casi rari.
Rossella,
“esistono persone che non la pensano come noi e hanno lo stesso diritto che abbiamo noi di dire la loro. Pensare di doverli istruire significa non essere sicuri del fatto proprio. Una persona che ha il polso della situazione non ha problemi a convivere pacificamente con il pensiero degli altri. O sbaglio? Avrà gli strumenti per mettersi in una posizione d’ascolto e non avrà bisogno di sminuire il proprio interlocutore.” – così in effetti dovrebbe essere… osservazione chiara e centrata!
Biancabianca,
la penso esattamente come te.
“Un figlio che viene negativizzato, che respira pesantezze,paure degli adulti, che deve fare il genitore e non il figlio, talento o non, potenzialita o non, quanto sara penalizzato e sognerà di essere al posto di quel figlio educato alla libertà?”
hai centrato perfettamente il punto cara bianca! la questione non è tanto nascere in una famiglia che disponga di mezzi materiali, quanto più che altro nascere in una famiglia che ti trasmetta gli STRUMENTI EMOTIVI per costruirti la tua strada. anche le famiglie benestanti possono comunque ostacolare un figlio nella sua naturale e sana evoluzione, se hanno un concetto distorto dell’ educazione; e, da questo punto di vista, i genitori che ti trasmettono solo convinzioni negative sono davvero devastanti, per quanto mossi da buona fede ( il tentativo di proteggerti da presunti fallimenti e delusioni ). Ma i genitori di solito ignorano il fatto che sono proprio gli errori e le perdite che subiamo nel nostro cammino a renderci, poi, ancora più forti ( se abbiamo realmente la TEMPRA per riuscire a farcela ). e più i genitori cercheranno di ostacolare le esperienze, l’ indole e le iniziative di un figlio, più gli errori che quest’ ultimo commetterà in seguito saranno gravi.
E’ tutto vero quello che dici, solo che arriva il momento della consapevolezza e ti rendi conto dei possibili disastri che possono aver fatto i genitori, ma, proprio in quel momento, dovresti prendere la tua strada. Purtroppo molte persone, direi tantissime, usano come scusa l’educazione o eventuali negatività da parte dei genitori per non prendere in mano la vita colpevolizzando sempre gli altri (i genitori) tutto ciò perché fa comodo rimanere nella zona di confort costruita fino ad oggi. Quante persone si rendono conto di quanto i genitori possono essere stati negativi e nonostante ciò non far nulla per cambiare continuando sempre a colpevolizzare il passato? Lo so che è difficile cambiare, ci vogliono le palle, ma direi che non è impossibile…
YNGVI
se ti riferisci a me, caschi proprio male.. perchè nella vita non mi abbatto di fronte a nulla e faccio l’ impossibile per ottenere quello che desidero, anche quando tutti i presupposti pratici mi sono contro, come in questo momento. ma, sopratutto nell’ ultimo periodo, ho capito che è proprio in questi momenti che ti arrivano delle vere e proprie ILLUMINAZIONI. capisci bene però che tante situazioni spiacevoli si potrebbero evitare, se tante famiglie non fossero così riottose a che i figli seguano la loro strada. Noi possiamo star qui a fare tutti i bei discorsi di questo mondo, ma è chiaro che per seguire le proprie aspirazioni bisogna anche poter avere delle BASI di partenza favorevoli, altrimenti è quasi naturale perdersi per strada a causa della necessità di dover sopravvivere. ai giovani che hanno genitori troppo invasivi lascio un unico consiglio: andatevene di casa prima che potete, e cercate di tagliare ogni cordone con loro. Anche se in tasca non avete nulla, avete però qualcosa che vi apre tante porte: LA GIOVINEZZA… Certi passi è meglio farli adesso, dopo potrebbe essere tardi. e pazienza se i vostri genitori – per ora – non vi approveranno e non vi capiranno. Se rimarrete con loro avrete delle comodità e delle sicurezze in più, ma dovrete rinunciare a tante altre cose ( come la libertà di scelta ) e questo presto o tardi vi procurerà perdite ben più grosse che il rinunciare a un pasto caldo e a una casa spaziosa e confortevole. Gli agi li potrete ritrovare anche dopo, quando vi sarete costruiti il VOSTRO destino. I vostri genitori devono vivere la LORO vita, non la VOSTRA.
Cara Mariagrazia, ho solo espresso una mia opinione dettata dalla mia esperienza di figlio castrato dalla madre. Non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello la tua persona. Ho risposto a Bianca, la lettera era la sua, quindi la risposta era diretta a lei. Se avessi voluto rispondere a te, all’inizio del mio intervento, avrei messo il tuo nome come ho fatto in questo…Certo che, certe persone sono molto fumentine…dai su, cara Mariagrazia, diamoci una calmata….
YNGVI
sarà… ma, da come avevi scritto il tuo commento, devi ammettere che a chiunque al posto mio poteva venire lo stesso dubbio. Dai sù.. diamoci una calmata!..
@yngvi…allora ti rispondo subito. Esistono coloro che come dici..usano ancora l’alibi del genitore “ostacolante” ma anche coloro che lotteranno sempre ma non potranno fare tanto quanto avrebbero fatto in condizioni educative diverse. Elisa canta A modo tuo che racchiude tutto. Se io ti guardo andare e ci sono se torni, tu sarai libero da sempre. Se tu mi castri,io dovrò farmi il triplo del lavoro e ciò che l’altro otterrà prima..io l’otterrò molto dopo. Se mi trasmetti solo paure e aria mortifera, io dovrò destrutturare tutte costruzioni pessime, poi trovare la forza per andare e comprare materiale sano, capire come usarlo, abituarmici, mettermi li e tirar su, una nuova esistenza. In più dovrò far attenzione alle sirene di Ulisse, di quei meccamismi che ho introiettato, vedi scarsa stima o difese o..! E mentre fai tutto ciò la vita ti passa o è passata. Se capisci, per una donna, che tua madre ti ha massacrata sul concetto figli e non ci stai e lotti, potresti trovarti piu forte di certo ma troppo in ritardo per viverti la tua maternità. Gli insight nella vita arrivano se è destino o la sofferenza spinge, ma ci sono traguardi che potrebbero non raggiungersi mai. Se uno avendo un talento e col giusto proposito e spinta motivazionale..sarebbe diventato una star, oggi potrebbe essere un musicista o levarsi lo sfizio di suonare o cantare al karaoke ma certi treni sono andati. Si puo imparare a camminare ad ogni eta ma la maratona di Ny meglio farla da giovani che da grandi grandi poco allenati.
Condivido le parole di bianca,il treno quando passa,non torna piu indietro…avojaa a rincorre!!
L’ambiente familiare nei primi anni di vita e’ fondamentale.
Fortunato colui che ha avuto genitori che abbiano trasmesso al figlio la stima e fiducia di se,decisamente meglio di chi nasce ricco
Al contrario sarebbe meglio non metterli al mondo per niente
@Fabio…si appunto, il successo nella culla!
E non vale solo nelle scelte pratiche ma sptto emotive…emozionali. Proprio oggi ho ‘duscusso’ con un conoscente psicologo. Chiedendomi stato civile, dico single. Chiede come mai e rispondo un sunto di ciò che mi sento. Una veloce diagnosi, deformazione professionale, mi dice che il mio problema è il controllo. Per amare ci si deve lasciare andare. Concordo pure ma gli spiego che per sopravvivere alla mia famiglia o mi controllavo o ero succubissima e tonta. Ho dovuto optare per ricostruirmi ma figlia di madre ipersuperextra “controllora”, un pò dovevo averlo introiettato ma per protezione. Lui ribadisce che chi e anche lui, trova l’amore, è perche si lascia andare e non controlla e non per la fortuna. Inizio a stranirmi perche qui pare che chi si è dovuto rifare da solo debba pagare su tutto e per gli altri sia facile dare suggerimenti. Ma ancora una volta, gli dico ok hai ragione tu, ma che devo fare se non incontro? Almeno qualcuno che mi faccia battere il cuore? E come si fa a lasciarsi andare? Perche quiil punto è fare pratica e se non te lo sei potuto permettere è un casino. Che mi risponde? È lunga la questione, poi ne riparleremo. Ecco signori, si può rincorrere il treno con tutto il fiato ma poi tu arrivi al binario e quello riparte e tu di nuovo a ricercare il fiato.
Biancabianca,
facendo riferimento alla tua lettera iniziale, ti espongo le mie idee in merito.
“Si parla qui, spesso, di amore nelle varie declinazioni. Ma persino questo sentimento ruota o subisce il destino.” – a mio avviso, vero soprattutto il principio che ad amare s’impara da piccoli, e che l’amore dovrebbe essere innanzitutto insegnato dai genitori, nei rapporti fra loro e nel loro modo di dedicare affetto e attenzioni ai figli. affetto e attenzioni che dovrebbero comunque sempre rispettare la loro indole e lasciar loro spazi per poterla sperimentare in piena libertà.
restando in questo ambito, è scontato che l’ambiente può essere tanto pregnante quanto la genetica nel costituire la personalità dell’individuo. da anni si cerca di capire con studi sui gemelli quale delle due componenti abbia in linea statistica maggior influenza, senza poterne venire a capo del tutto.
secondo me, a seconda del soggetto e della maggior incidenza in esso dell’una o dell’altra componente (non tutti vivono nello stesso modo realtà infantili simili o quasi identiche – fratelli e sorelle possono esserne influenzati ma non piegati nella stessa misura), si avrà un risultato preponderante in una delle due. su questo agisce, poi, il caso, implementandone o castrandone gli esiti.
c’è da considerare, anche, l’eventuale reattività degli individui, nel senso che in famiglie di stretto rigore conservatore può emergere, per contrasto, il ribelle per eccellenza, così come in ambiti famigliari incapaci d’amare può verificarsi chi, inopinatamente, lo sa fare fino ai limiti estremi. attitudine genetica?
l’ambito sociale e il momento storico fanno il resto, tenendo conto che la società altro non è che una rete in cui imprigionare gli individui, per renderli più mansueti e più produttivi.
qualsiasi storia personale ha comunque le sue radici, esili o fortissime, nell’infanzia. a partire dai 18-20, però, si dovrebbe essere in grado di riassettarsi su valori e principi di propria scelta, anche se raramente questo è possibile per intero. resteranno comunque sempre retaggi famigliari e di passate esperienze dirette.
bianca e Fabio hanno perfettamente ragione. molti artisti ricchi e famosi ( per esempio ) oggi non sarebbero quello che sono se il loro ambiente familiare e il loro background di provenienza fossero stati diversi; e non parlo tanto di possibilità materiali, ma proprio di SPINTA MOTIVAZIONALE. Io per esempio non venivo da una famiglia particolarmente penalizzata da un punto di vista economico, anzi. Ma sono dovuta andarmene di casa per impedire ai miei genitori di castrarmi e negativizzarmi del tutto. ragazzi è così. E’ inutile raccontarsela. Che poi nella vita bisogna comunque lottare e perseverare, questo è fuori di dubbio. Ma bisogna capire che non tutti hanno la forza d’ animo sufficiente per contrastare un clima familiare e un destino sfavorevoli. Per riuscirci bisogna essere persone fuori dal comune, diventare autentici figli di buona donna. E’ meglio che vi mettiate in testa che se non siete nati con la camicia non potete giocare SECONDO LE REGOLE, perchè le regole non sono state concepite per quelli come voi ( e come me.. ). ma dovrete invece CAMBIARLE.
“Ho dovuto optare per ricostruirmi ma figlia di madre ipersuperextra “controllora”, un pò dovevo averlo introiettato ma per protezione.”
bianca idem per me! ti capisco BENISSIMO.
“chi si è dovuto rifare da solo debba pagare su tutto e per gli altri sia facile dare suggerimenti”
“non tutti hanno la forza d’ animo sufficiente per contrastare un clima familiare e un destino sfavorevoli”
State scrivendo qualcosa che molti negano eppure rappresentano enormi fardelli per chi li vive personalmente…
Questo, a mio avviso, si scontra con il tanto in auge “volere è potere”. Siamo esseri umani, non supereroi. Ognuno fa quel che può. Essere cresciuti in contesti devastanti per la stima di sé è qualcosa che penalizzerà sempre. Qualcuno durante l’esistenza riesce a trovare una via per riscattarsi, qualcuno riesce a sovvertire totalmente i paradigmi e rinasce, ma questo non vale per tutti, anzi credo per pochi. La maturità e l’età sono soggettive e relative, come lo è la forza di volontà, d’altro canto tutti vorremmo essere felici. La verità è che nascere in una famiglia rispetto ad un’altra, in un Paese o in un altro, in un contesto storico/sociale rispetto ad un altro è questione di fortuna o il suo opposto. Non si tratta di vittimismo, ma della cruda realtà di ogni singolo giorno in cui realizzi quanta fatica in più tu debba fare nella struggente rincorsa di uno straccio di “normalità”. La giustizia non esiste. Chi si trova nella parte svantaggiata capisce davvero di cosa si parla, tutti gli altri si prodigano in suggerimenti da Baci Perugina. Io la penso così.
E’ meglio che vi mettiate in testa che se non siete nati con la camicia non potete giocare SECONDO LE REGOLE, perchè le regole non sono state concepite per quelli come voi ( e come me.. ). ma dovrete invece CAMBIARLE.
@mariagrazia
ciao,
potresti spiegare meglio? non mi sarebbe così chiaro.
cosa vuoi dire esattamente?
sai come’ anch’io avrei perso il famoso treno! anzi,ci sono proprio finito sotto!..sotto a un treno! 🙂
Fabio
ricordi il film “una donna in carriera” ? la protagonista impersonava una semplice segretaria che mira a diventare manager di una grande azienda di New York, e per riuscirci, si finge una professionista che ricopre un ruolo elevato in modo da avere il “passpartout” per poter trattare con importanti uomini d’ affari senza essere discriminata ( o peggio ancora molestata sessualmente ). ecco… più o meno intendo questo con il “cambiare le regole”. chi sta in basso deve usare tattica, audacia e fantasia se vuole sfondare il famoso soffitto di vetro, altrimenti rimarrà sempre dov’è perchè mostrandosi in modo trasparente si porterà sempre dietro il fardello della propria “etichetta” ( quella di persona DESTINATA alla sconfitta ). per esperienza personale, posso dire che se avete qualcosa che VALE VERAMENTE da poter offrire, dovete INTRUFOLARVI nei canali giusti. Lì riuscirete a promuovere le vostre capacità e le vostre idee. Ma per riuscire ad accedere a quei canali, a volte occorre giocare d’ astuzia. Perchè diciamocelo: questa è una GUERRA, e in una guerra è FONDAMENTALE avere una STRATEGIA.
Lasciate inoltre perdere la tiritera del “sono stato tanto sfortunato/a e adesso voglio riscattarmi”: non frega niente a nessuno. pensate piuttosto a progettare qualcosa di cazzuto e poi a proporlo alla gente GIUSTA in modo NON CONFORME.
Anch’ io di “treni” me ne intendo…. ma ora ho capito che quelli che pensavo di aver perso, alla fine erano solo PULMINI. Ciao 🙂
stella
discorso più che giusto e che condivido al 100%. Il “farcela o non farcela” non sempre ( anzi quasi mai ) dipende semplicemente dalle proprie capacità, come invece afferma qualcuno ( tra l’ altro possiamo assistere a numerosi esempi di rampolli che ricoprono ruoli importanti anche se sono dei perfetti idioti, e il motivo di questo lo sappiamo tutti ). Il contesto in cui si nasce e si cresce è FONDAMENTALE.
@ maria grazia
no,non ho visto il film che dici tu,per curiosità sono andato a curiosare su internet e su youtube.
devo dire che a me i film americani non mi sono mai piaciuti perché sono troppo banali,troppo faciloni,troppo poco reali.
nei loro film ce’ stata da sempre solo propaganda ed un vero e proprio lavaggio del cervello! e’ il trionfo del loro modello “culturale”
per farci credere che quello che conta nella vita e’ sempre il successo (materiale s’intende),la carriera,i soldi e il solito tutti contro tutti,e infatti si vedono i risultati.
a me queste cose,questi “valori” non mi interessano minimamente e se dunque quello e’ il treno che ho perso,allora non ho perso proprio niente!
e’ vero il contesto in cui si nasce rimane fondamentale,infatti e’ il contesto ad essere completamente sbagliato
ciao grazie
Fabio,
concordo interamente con il tuo post 20. a mio avviso, se siamo quasi tutti messi così male in tutti i sensi è proprio perché “è il contesto a essere completamente sbagliato”, avendo perso gran parte delle sue migliori connotazioni umane, anche solo come obiettivi ideali.
non per niente il mio contributo alla discussione era centrato sull’apprendimento ed evoluzione della capacità di provare e di esprimere emozioni, intesi come espressione di “successo” nella propria vita.
Fabio
ognuno prende a modello i SUOI valori di riferimento. e se per alcuni il successo materiale è basilare nella vita per sentirsi a proprio agio, non è detto che debba esserlo per tutti. Io non ho nulla nè contro i cosiddetti “scalatori sociali”, nè contro chi decide di adottare uno stile di vita più semplice e alternativo. QUALSIASI scelta, a mio avviso, può essere consona al proprio equilibrio. purchè fatta con cognizione di causa.
Ciò che io non sopporto sono le discriminazioni: “tu non puoi fare quella cosa perchè non sei… non sei figlio/a di… non sei questo e quello…ecc…”.
Io mi batto contro i PREGIUDIZI. e questi appunto sono pregiudizi. ma se c’è gente che trova la propria felicità anche vivendo – per assurdo – in una capanna, BUON PER LORO!
Il contesto da cui si proviene è sbagliato nel momento in cui i tuoi familiari vogliono decidere PER TE. e per me è stato così. Ecco perchè a 23 anni me ne sono andata via di casa per non fare più ritorno. Ma ovviamente non è detto che tutti debbano seguire il mio esempio.. c’è anche chi a 40 anni non si è ancora emancipato dal peso della “FAMIGGHIA”, e sono pure contenti così. ognuno è fatto a modo suo.
Grazie a te! ciao
Come il titolo della mia lad, l’imprinting negativo lo hai da piccolo, dai no detti senza senso, dalle castrazioni trasmesse,dai riferimenti affettivi mancati,dalle paure iniettate in endovena,che non adulti bambini ributtano sui legittimi bambini. E ti vogliono convincere si tratti di amore e ti fottono nel tuo crescere alimentando sensi di colpa e/o ambiguita. Chi respira peŕo un tenore di vita ricco ha sfumature diverse nonostante la base educativa identica, di chi respira sempre problemi economici. Quindi per il bambino che cresce, il 1colpo di fortuna sta solo nel cercare consapevolezze e se ti arriva perche stai male dentro (come nell’adolescenza) un insight poi il primo coraggio é nel tollerare che sei solo a dover capire chi sei e dove devi andare. Prendiamo ad es 2 effetti di un’educazione negativa,anoressia/bulimia e affini. Chi ad esempio si é difeso in un modo fisico,deve realizzare la difesa, convivere, provare a guarirsi ma il contesto se non arriva altra fortuna,non ti da gli strumenti e già qui inizia un lavoro dell’anima e non, inimmaginabile. Parlo di me,ero 12enne e grazie agli insani principi alimentari ricevuti, cicciottella. Ci soffrivo e i miei si mi portarono da un dietologo ma (ed ecco il ruolo sorte poi) mi diede una sorta di anfetamine per bloccare la fame,io che ancora non avevo il ciclo. Pensate ad una che va alle medie e fa la dieta fame, con la mamma che poi per ‘amore’ ti porta il gelato o la pizza all’uscita. Tu 12enne dici no un giorno o due, ma le varie dinamiche poi ti confondono, le delusioni ti abbattono e ti puoi riperdere. Tuttavia persi i chili in piu,divenni molto carina, complimenti a dx e a sx e li se ci fosse stata la sorte, che ne so, mi avesse visto un agente di moda o un fotografo,oggi sarebbe diverso. Invece il mio nucleo familiare mi ricastró,ripresi chili e tutto ció poi mi condizionerà sempre. Cresci e ritenti di ritrovare te stesso ma ecco nuove strade. Ebbi un’amica il cui padre era pilota Alitalia…
..lei giró il mondo da figlia e scelse di fare l’ingegnere sin da piccola ed anche lei con esperienze estere e prestigio. Ma lei respiró la sua realtà. Quanti sanno alla 3media cosa fare? Qti dopo il diploma sanno se faranno universita o possano permettersela. Un mio compagno di scuola alle superiori, capra tutti e 5 gli anni,strappó un 36 e subito dopo entró in banca. Ecco che se culla e sorte non sono a favore, si é un motore che fa di tutto per accendersi, ma si ingolfa, a volte parte,a volte si ferma perche non ha piu carburante. Si io credo fermamente che si debba andar via ad una certa etá ma le condizioni mentali e i condizionamenti a volte/spesso non te lo permettono. Io per le cose che ho affrontato da sola..solissima, i miei demoni,l’essere bambina ma dovendo fare il genitore e l’adulto, mi sento molto coraggiosa e oggi posso dire che almeno non sono un’ameba. Per ció che ho introiettato avrei. Ma ad es come ha fatto Mgrazia non ci sono riuscita..cioé andarmene. Son consapevole di aver fatto molto per ricostruirmi ma un filo non riesco a levarlo. Credo seppur sia orrendo dirlo, che forse sarei/saró libera quando e se miei non dovessero esserci piú. Saró libera e sola di vivere con la V. Ora sopravvivo con la S. Solo che un conto farlo a 20 e uno a 40 e passa. Se la sorte mi avesse portato ad opportunita concrete che ho cercato di avvicinare, forse la culla l’avrei lasciata con un fardello emotivo diverso. Se i miei fossero stati come i genitori mia amica, farei oo pure l’ingegnere. Se un genitore ti dice..vai e vola ce la fai..quello sarà un essere libero il cui destino in parte gli é stato donato in culla e in parte lo realizzerà da solo. Se hai un genitore che non ti fa scendere neppure in cortile a giocare per paura di chissache, il lavoro di quell’individuo sará infinito e il risarcimento inadeguato per sempre. Ritorno a Mgrazia e al suo andare via. Come hai maturato fattivamente la cosa? Io come oggi, non avrei saputo dove andare.
“imprinting negativo lo hai da piccolo, dai no detti senza senso, dalle castrazioni trasmesse,dai riferimenti affettivi mancati,dalle paure iniettate in endovena,che non adulti bambini ributtano sui legittimi bambini.”
giustissimo bianca! è esattamente così. e sono tra l’ altro quegli stessi genitori che poi, una volta che sei adulto, si meravigliano pure perchè non sei diventato chissà chi o non hai un conto in banca a sei zeri!… pazzesco.
io non mi pentirò mai di essermene andata via di casa molto presto per sottrarmi a un clima altamente castrante e negativo, per inseguire i miei progetti e la mia strada. e, a differenza di quello che pensa qualcuno, PER CONTO MIO sono riuscita già a concretizzare non pochi traguardi e le cose davvero importanti non le ho mai lasciate a metà. Ovviamente i moralisti, i bigotti, i mezzi uomini e i benpensanti continueranno a pensarla diversamente e ad affermare che per una donna le cose sono due: o rimane in casa con i genitori, o si mette con qualcuno e va a vivere con lui. tutte cazzate! la verità è che quando la vita e la fortuna ti voltano le spalle e non nasci nella bambagia, devi svegliarti e prendere le redini della situazione, se vuoi arrivare da qualche parte. e questo, spesso, comporta il dover accettare la dura legge non scritta della nostra società: o ti fai furbo, o vieni divorato.
Ma chi ha già tutto dalla nascita, non potrà mai capire questo concetto. Quindi non aspettatevi comprensione da chi ha avuto vita facile. Rassegnatevi al fatto che queste persone non vi capiranno mai!
Per quanto riguarda il maturare fattivamente la cosa, ti posso dire che anche i miei genitori non mi permettevano di muovere un passo. E non perchè io avessi qualche “problema particolare” o perchè fossi un soggetto che neccessitava di controllo ( come qualcuno starà già ipotizzando nella sua testa mentre si fa i suoi soliti viaggi… ) ma semplicemente perchè i miei genitori erano IPERANSIOSI E MANIACALI, e trasmettevano tutte le loro insicurezze su noi figli. Mio fratello aveva un carattere abbastanza malleabile e lo accettava rassegnatamente, ma io non ce la facevo proprio a digerire le loro assurde manie: così una sera ho fatto le valige, ho caricato tutto in macchina, e mentre mio padre dietro di me mi urlava di fermarmi, io me ne sono andata e dal finestrino ho fatto loro pure il gesto del dito. Era una decisione che meditavo da tempo, e quella sera mi sono decisa a CONCRETIZZARLA.
Se oggi come oggi voglio bene ai miei genitori e sono riuscita a vedere ANCHE le cose buone che hanno fatto per me, oltre ai loro sbagli, è stato solo e unicamente perchè a un certo punto ho saputo prendere le distanze da loro. per me quello è stato un passo necessario. ma non è detto che per chiunque debba essere così.
Biancabianca,
ogni essere umano ha doti e limiti. se questi dal più al meno si bilanciano, si è in grado di costruire se stessi e un proprio futuro, più o meno soddisfacente, ma, se i limiti sono oggettivamente quasi insuperabili per le nostre capacità genetiche di reazione o per le condizioni ambientali o economiche in cui ci si viene a trovare, non c’è fatica o impegno che tenga: sarà difficilissimo e lunghissimo venirne fuori, ammesso che ci si riesca.
per questo di solito sono comprensiva con chi non ce l’ha fatta e ha accumulato negatività, in aspetti sia sociali che emotivi. la perfezione non è di questo mondo e nessuno è da disprezzare, per di più non conoscendo le ragioni che l’hanno reso poco gradevole.
sei nel giusto anche quando imputi alla sorte, oltreché all’importantissima influenza dei genitori, più o meno condizionante per ben 10-15 anni (proprio quelli in cui tutto viene inciso a caratteri di fuoco nel disco vergine della memoria). personalmente, se non avessi avuto la fortuna d’incontrare a un terzo del mio cammino una psicologa, che mi ha rimessa in piedi, oggi di certo non sarei così serena, nonostante i miei errori e le partite perse.
se non te la senti o non puoi lasciare la famiglia d’origine, potresti provare, se già non l’hai fatto, a cercare un supporto psicologico. solo, però, se sei disposta ad accettare di rimetterti totalmente in gioco e di rivedere, ad una ad una, tutte le tue convinzioni. in sostanza è quello che si dovrebbe fare da soli intorno ai 18-20 anni ma che non a tutti riesce nel modo migliore.
non perderti d’animo e cerca il tuo equilibrio. già hai fatto molto a mantenerti salda finora. volendo e impegnandoti a fondo molti miglioramenti sono di certo ancora possibili, per consentirti, se non la luna, almeno la serenità.
Se oggi come oggi voglio bene ai miei genitori e sono riuscita a vedere ANCHE le cose buone che hanno fatto per me, oltre ai loro sbagli, è stato solo e unicamente perchè a un certo punto ho saputo prendere le distanze da loro. per me quello è stato un passo necessario. ma non è detto che per chiunque debba essere così.
prendo spunto da questa riflessione qui sopra di maria grazia perché penso possa tornare di grande aiuto a bianca,ma credo a tutti,chi più chi meno ha vissuto lo stesso tipo di esperienza,
e cioè’ che un altro modo per superare le “castrazioni” genitoriale starebbe anche nel perdonare e/o di rendersi conto che anche i nostri genitori sono esseri imperfetti,così che quando si e’ veramente compreso questo,il loro perdono DIVENTA IL NOSTRO STESSO PERDONO..e da li vi sarà una base stabile su cui ripartire e stavolta col piede giusto e nella giusta direzione
Mgrazia…hai preso la macchina e sei andata….! Ma dove? Da chi? Con dei soldi tuoi? Lavoravi?
Andare via é l’unica cosa da fare, per alcuni che conosco, neppure la distanza fisica colma quella emotiva. Saranno sempre gestiti da loro o da mariti (in riferimento alle donne ovvio) a cui sono approdate dopo nuclei di origine asfissianti o simili. Io ho molti punti oscuri, la memoria non mi assiste sul perche abbia o non abbia fatto certe scelte. Ho lottato per tutto, per uscire e rientrare tardi, ma sptto per vivere, per trovare me stessa, per non gettare la spugna. Ad oggi ció che mi fa fiera é il mio essere combattiva e ne ho di storia, per cui molti si arrenderebbero al vittimismo o a scelte dubbie. Io volevo e dovevo esistere..nessuno me lo ha insegnato. Se so cucinare é perche creativa e curiosa, volevo fare! Se sono comunicativa ed empatica come il mio esterno mi riconosce, lo sono per essere passata nel tunnel della sofferenza, delle paure,non so se l’intelligenza come faccio presente nel post di Tao (..metà strada) e lo cito anche a te Rossana, mi abbia penalizzato e penalizzi. Sicuramente puó essere, ma stavo male da piccola e piuttosto che buttarmi in strade sbagliate, volevo esistere. Per farlo visto che spingeva il dolore o ero brava ad ignorarlo, a rimuoverlo e per me prima o poi, riesce, oppure dovevo non dico accettarlo, ma combatterlo. Negli anni in cui mi ero ‘riappesantita fisicamente’,laddove il leit motiv materno era: (ovvio non sempre esplicitato cosi ma subdolo, ambiguo, onde 1000v piu distruttivo) ma chi te lo fa a fare..ma oggi goditi tale cosa,poi domani chissa! Ma perche vai (in caso di un lavoro lontano) fin laggiú, ti stanchi. Perche prendi la macchina, puó succedere quello o questo. Capirete che io fronteggiavo, non volevo rinunciare, ma il carico di malessere che vivevo era allucinante. Fronteggia mie paure ed esigenze, solo dopo aver fronteggiato quelle materne, con le assenze emotive paterne, io troppo ho fatto. Dicevo quando..
..mi riappesantii, mi cercai tramite forme artistiche,esponendomi, pure li ero coraggio e timori. Non volevo stare nell’angolo ma emergere umanamente. Ma un maledetto nucleo mortifero ha attecchito non nell’impedirmi di amare la vita e di ricercarla in tutto come potevo, ma nel non mollare pure violentemente il “nido” come hai fatto tu Mg. Del resto a parità di genitori patologici, si hanno modalità diverse, e noi stesse siamo diverse e quindi un nucleo interiore tuo, ti ha permesso di..! Io mi sento un coraggio laddove il max fosse 100, a 98. Il 2% mi ha fottuto nel non uscire ancora da casa. E voglio usarlo come punto di forza. Perche continuo a lottare per farlo seppur non abbia 20/30 anni. Poi ero cosi stanca e confusa che intrapresi anche io il supporto psicologico ma pure li vi é la sorte e la parte economica che gioca un ruolo spesso importante nell’indipendenza. La prima duró poco, perche io raccontavo e lei si faceva le unghie. No non era decisamente giusta. Poi rifui vacante, quando potei ripresi con una che molti anni dopo,scopriró perche per fortuna degli insight vi erano stati,che aveva cercato di vessarmi. Aveva bisogno di me sia per un suo ritorno narcisistico professionale,sia personale. Decise e li io ancora spiazzata dalla sua proposta che presi come valorizzazione della mia persona, che potevamo terminare il percorso, che eravamo quasi amiche e che il rapporto poteva cambiare cosi. Capivo che qualcosa fosse anomalo ma non afferrai li per li. Poi la mia intelligenza elaboró che lei in questa amicizia, mi trattava sempre come la paziente e non alla pari ed io non volevo quel piano. Glielo dissi e lo negó. Scelsi di allontanarmi giustamente e cercava di alimentare il senso di colpa. Un deja vu materno. E dai oggi e domani dissi basta e lei si comportó malissimo. Immaginate come mi sia sentita, anni dati a chi invece di aiutarmi a tutto tondo, lo ha fatto parzialmente e male. Dura da vivere pure ció! Avrei da aggiungere ma in una successiva.
bianca
io avevo messo precedentemente dei soldi da parte lavorando come donna delle pulizie in un ufficio assicurativo della mia città; con quelli mi sono pagata il viaggio. dopodichè, mi sono cercata un lavoro stagionale in una zona di mare. L’ ho trovato, e con quello mi sono pagata inizialmente la mia permanenza in quel luogo; questo mi ha permesso il distacco. Fortunatamente allora le circostanze economiche ti permettevano più cose e potevi ancora trovare lavoro con una certa facilità. Ma devo anche dire che io mi sciroppavo allegramente e senza batter ciglio 12 ore filate in un chiosco di piadine ( dalle cinque del pomeriggio alle cinque del mattino ). Oltre all’ iniziale lavoretto stagionale che mi ero trovata per “finanziare la mia fuga”, in seguito ho anche avuto modo di svolgere anche altre professioni: per esempio tempo dopo conseguii la patente D e venni assunta da una società di servizi come autista di autobus. Purtroppo i turni erano pazzeschi ( 11 ore complessive di guida al giorno compreso il sabato ). e comunque dovetti andarmene anche perchè tempo dopo ebbi un brutto incidente di macchina insieme a una mia amica, e per sei mesi non potei usare la gamba sinistra.
Quando uno si trova nella necessità di andare a vivere da solo, non posso dire che queste situazioni siano semplici da risolvere, ma il modo lo si trova secondo me. certo, devi essere molto adattabile, sopratutto all’ inizio.
Io in un modo o in un altro ho sempre cercato di essere finanziariamente indipendente, proprio perchè come dici tu volevo evitare di sposarmi per convenienza ( come fanno molte altre ) e di passare dalla sudditanza al “padre padrone” a quella del “marito padrone”. Ad oggi ti posso dire che sono soddisfatta della mia scelta, pur con tutti i problemi e i grattacapi che mi ha comportato. LA LIBERTA’ NON HA PREZZO, e non c’è difficoltà materiale che giustifichi l’ assoggettazione a qualcosa o a qualcuno. opinione personale, ovviamente..
“a parità di genitori patologici, si hanno modalità diverse, e noi stesse siamo diverse e quindi un nucleo interiore tuo, ti ha permesso di..!”
ognuno di noi bianca è un individuo a sè, non siamo tutti uguali. quindi, di fronte a situazioni simili, ognuno reagirà in una diversa maniera. inoltre, ognuno di noi ha una diversa scala di valori e di principi per cui nella vita farà certe scelte piuttosto che altre. anche in questo senso parlavo di “adattabilità”. Tutto sta a stabilire quale sia la cosa più importante PER TE: per me, come ti ripeto, era il raggiungimento della piena libertà e dell’ indipendenza personale, e questo ovviamente comporta l’ abbandono di “terreni sicuri” per l’ ignoto ( qualche volta anche “l’ azzardato” ). ma sono scelte che presuppongono un certo temperamento, che non appartiene a tutti. ecco perchè molti altri preferiscono subìre il monopolio genitoriale e restarsene in famiglia, pur magari avendo situazioni ancora più pesanti della mia. quello che oggi penalizza di più, secondo me, non è l’ intelligenza, anzi! ma l’ avere convinzioni personali molto ferme e radicate e che non si è disposti a rivedere, in caso di necessità. e la società odierna quanto il mondo attuale del lavoro, purtroppo ti costringono a rimetterti costantemente in discussione perchè tu possa “spuntarla”.
Io ancora oggi non potrei mai vivere con mia madre ( mio padre purtroppo non c’è più ) perchè sarebbe uno scontro continuo per via della visione opposta che abbiamo delle cose. A sentire lei, quando era ragazza mi sarebbe dovuto succedere qualcosa ogni volta che mettevo il naso fuori di casa. Non si poteva vivere in quel modo! Ora lei vive in ristrettezze e non potrebbe permettersi di mantenere una figlia 40enne. Cerca di aiutarmi come può, ma di più non può fare. per me, la serenità e la calma interiore sono un obiettivo primario, e vivendo con lei, per tutte le situazioni che ho descritto, stare tranquilla non mi sarebbe possibile. ma se per altri la situazione è differente, nulla da dire. l’ importante è che ognuno si senta bene nel “vestito che indossa”. e intorno a me vedo moltissima gente infelice e alienata perchè non conduce la vita CHE VORREBBE VERAMENTE.
Per quanto riguarda il supporto di uno psicologo, dovresti anzitutto trovarne uno SERIO e COMPETENTE ( cosa non facile.. ), e comunque non so quanto possa esserti di aiuto, se in CONCRETO ti senti incastrata in una situazione che non ti fa star bene.
Tao
grazie per il tuo apprezzamento
cia
Biancabianca,
mi dispiace che l’appoggio psicologico non abbia funzionato. in effetti, non è affatto facile incocciare la persona giusta, che deve avere molti più requisiti di una semplice corretta professionalità. temo occorra anche qualche sintonia di fondo, difficile da trovare in quel contesto come in tutti gli altri.
se non hai risorse o coraggio di lasciare casa, cosa che si dovrebbe fare dopo la maturità, non puoi che cercare altre strade, innanzitutto per raggiungere un minimo di serenità. da questa può derivare un modo meno tormentato di affrontare il tuo maggior cruccio, anche se mi sa che il vederlo disciolto possa derivare più dalla buona sorte che da tutto il resto.
Mancó la fortuna, non il valore. Da una frase di un’importante battaglia replico di nuovo in merito. Si Rossana, é la buona sorte che deve scendere in campo..io ho fatto e faccio tutto il possibile ma ci vuole il di piú..quel di piú, che fa la differenza sempre.
Biancabianca,
è indubbio che la salute, la sorte e l’ambiente di nascita facciano la loro più che buona parte nel contesto di una vita.
ci sono stati inventori che hanno precorso i tempi, senza essere apprezzati e sono morti quasi sconosciuti, mentre chi ha portato avanti le loro idee, anche soltanto cento anni dopo, ha poi raccolto tutti gli onori, incidendo il suo nome nella storia dell’umanità.
artisti validissimi sono stati disprezzati, come lo fu anche Van Gogh alla sua epoca, mentre altri, molto meno meritevoli, hanno avuto una vita colma di riconoscimenti e di momentanea gloria, per poi sparire subito dopo la morte, inghiottiti dal nulla.
anche se molto può dipendere da noi, non tutto è nelle nostre capacità. la casualità degli incontri determina spesso il futuro sentimentale di gran parte degli innamoramenti e dei successivi grandi amori…
secondo me, per poter riconoscere chi attraversa il nostro cammino bisogna però riuscire a tenere sempre aperti non solo gli occhi ma anche la capacità di accogliere, dedicando un sorriso a tutti, sia a chi lo merita che a chi potrebbe non esserne degno.
non ti perdere d’animo!
“La vita non è trovare te stesso. La vita è creare te stesso.”
G. B. Shaw
Biancabianca,
come di certo ben sai, si può affermare tutto e il contrario di tutto. nessuno ha la verità in tasca e nessuno, a meno di lavorare di fantasia, può costruire castelli con fuscelli di paglia.
prima di ambire a grandi ideali, più che apprezzabili, si dovrebbe essere consapevoli del patrimonio di base di cui si dispone (un seme di bambù o una ghianda di quercia?). guardare agli altri e vivere di confronti è la strada maestra per rendersi infelici.
per fortuna è data a ognuno la libertà di scelta e la capacità di distinguere per sé stesso, in tutti i contesti, incluso quello che riguarda l’amore.
G.B. Show pero dimentica che per agire bisogna prima essere
Non menla sento di credere che G.B. Show non abbia tenuto conto che si debba già essere per diventare qualcosa di più. Un niente non puó diventare qualcos’altro.