Storie di piccioni e di esseri umani
Un giorno un tizio mi raccontò una storia sui piccioni che mi affascinò notevolmente ( anche se non lo diedi a vedere). Questi animali, generalmente disprezzati dagli esseri umani ( in base a parametri assai bizzarri), pare abbiano una forte propensione alla monogamia: insomma, si scelgono per la vita. Studi piuttosto crudeli hanno dimostrato come un esemplare della coppia, allontanato anche di migliaia di chilometri, riesca dopo diverse peripezie a ritrovare la via di casa e il proprio nido. Hanno inoltre osservato dei veri e propri rituali di riavvicinamento, con voli in cui sfiorarsi e subito allontanarsi, seguiti da lunghi momenti dedicati alle effusioni, simili ai nostri baci. Altro esempio di istinto conservativo, alla stregua di quello in cui maschi di altre specie tentano di inseminare quante più femmine possibili per la perpetuazione della specie. Così, mi domando se la naturalità dell’essere umano non consti proprio nel cercare e mantenere un unico compagno/a di vita, mentre proprio il condizionamento culturale non ci allontani da questa istintiva progettualità. Un modello socio-economico-culturale che ci impone sempre maggior rigore verso noi stessi e verso gli altri, intendendo con questo termine una irrealistica ricerca di perfezione e di continuo miglioramento, perdendo un po’ il senso di questa estenuante ricerca. Mai accontentarsi; scegliere significa rinunciare ad infinite e forse migliori possibilità. E se invece la nostra scelta fosse considerata qualcosa di unico e insostituibile? Un nido confortevole in cui tornare dopo i nostri faticosi viaggi, accolti da rituali amorosi di cui, attimo dopo attimo, impareremo a riconoscere ogni dettaglio.
La mia unica paura è di non ritrovare la via di casa e di smarrirmi in qualche angolo remoto di mondo…
“Here’s a token of my openness
Of my need to not disappear
How I’m feeling, so revealing to me
I found my mind too clear
I just need someone to be there… for me”
Pearl Jam
Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Riflessioni
26 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

L’unico motivo per il quale penso si possa provare disprezzo o fastidio verso di loro sono gli sgagazzamenti a tradimento sulla testa o sulla macchina. Non ne vedo altri.
Anche io ho visto un documentario in cui si evidenziava la monogamia dei piccioni. Questa tipologia di legame è presente anche in altre specie animali, mentre molte altre sono promiscue.
Ti sei posta un interrogativo interessante, di non facile risposta. Personalmente credo che in parte dipenda dalla natura di ogni singolo individuo, ci sono persone non portate per una vita monogamica, senza che il partner abbia colpe particolari.
Ci sono anche tanti casi, come dici tu, in cui non ci si “accontenta”, si vorrebbe sempre il massimo dalla compagna o dal compagno, il che porta ad una neanche troppo latente insoddisfazione.
Accade anche perché finita la fase dell’innamoramento si notato meglio i difetti e se da innamorati li si accetta, successivamente possono rivelarsi un ostacolo troppo grande, per cui in un certo senso bisogna vedere di che cosa non ci si accontenti e cosa non si tolleri.
Sono convinto che il cambiare continuamente partner, come spesso accade oggi, porti ad una perdita di sé, perdendo la capacità di provare sentimenti autentici e la capacità di capire di cosa si abbia realmente bisogno.
“Un modello socio-economico-culturale che ci impone sempre maggior rigore verso noi stessi e verso gli altri”
Si, sono d’accordo con te e penso che si stia cominciando a diffondere questa consapevolezza, credo che la gente cominci stufarsi di essere indirizzata in schemi preconfezionati su come vivere l’amore o i traguardi della vita, se fai così sei innamorato, altrimenti non è amore, se lei è una bella donna ok, altrimenti ti sei accontentato, se vivete in simbiosi è amore altrimenti la storia è destinata a finire etc.
Io penso che ogni coppia deve vivere il rapporto come meglio crede e poi solo il tempo deciderà se è amore vero oppure no.
Uguale anche per la ricerca dell’amore, si cerca la perfezione sia fisica che caratteriale, ma molte volte il risultato è la singletudine ad oltranza.
La perfezione non esiste, come la felicità assoluta non esiste, bisogna saper trovare un compromesso, ma nella maggior parte delle volte viene giudicato come un “accontentarsi” che richiama il “fallimento”, cosa che terrorizza tutti.
Credo che sia meglio chiudere occhi e orecchie alle imposizioni socio-culturali e fare un analisi onesta di se stessi, capire bene cosa si cerca dalla vita e prendere la decisione più adatta al nostro carattere.
Se io preferisco stare con una straniera, oppure con una donnapoco attraente, oppure voglio rimanere vergine fino al matrimonio, ben venga, l’importante è che quando torno dopo un lungo viaggio, ritrovi ad accogliermi un “nido…
Io credo, al contrario, che ogni uomo abbia una coscienza. L’istinto di conservazione mi dice che non posso cominciare un progetto senza che prima si sia relizzato un piano di giustizia. Quando tenti la via della conciliazione te la vivi male. Io, che non sono una giustizialista, preferisco astenermi dal complicarmi l’esistenza… anche perche’ il percorso quotidiano di conversione avviene nonostante noi. Mi piace lasciare ad altri il piacere di sostare nella giustizia che deve venire. Ma questa giustizia non posso portarla io. Nel momento in cui mi metto in gioco, tenendo conto della piccolezza dell’essere umano, non posso credere che un gesto di pace basti a placare i tumulti di una coscienza che in quel momento si risveglia, non prima. Prima quando c’era la rabbia. Le storie finiscono anche per questa ragione. Per il nostro troppo conformismo. E la colpa non sta mai da una parte o dall’altra. Le condizioni le decide la vita? Chi sono io per pretendere che gli altri mi debbano fare posto? Saro’ io a rinunciare. La situazione non sarebbe vivibile? Ma la mia smania di arrivare allo scopo, alla fine, mi fregherebbe comunque. Gli uccelli hanno un istinto che li predispone a farsi il nido… avvertono il pericolo e la stanchezza. Quando perdi la cognizione del dolore rischi di farti male senza accorgertene. Le possibilita’ mancate per me sono tentazioni. Ci sono soddisfazioni e soddisfazioni. Alcune ti esaltano per poi gettarti nello sconforto.
Certo che siete forti. Fare un parallelismo sulla “monogamità” dei piccioni, chè è un evidente “convenienza” di natura etologica, applicandogli i valori di quella umana nel giudicarla, con tutte le loro famose sfumature culturali, morali e conseguenti aberrazioni che questi contengono, è l’ennesima dimostrazione del perchè è impossibile per alcuni staccarsi dal punto di vista antropocentrico, se non addirittura “personale” (come nel caso estremo di Virkus) nel giudicare le situazioni.
Capite perchè poi non si può discutere con certi soggetti?
Però Wakk si distingue sempre per l’originalità delle sue esternazioni. Bisogna riconoscerlo.
Guarda Walk, hai proprio colto nel segno: ” prendere la decisione più adatta al proprio carattere”. Sembra semplice, ma non lo è per niente! A volte ti ritrovi a desiderare ciò che altri hanno deciso sia desiderabile ( la società, la cultura, che poi alla fine sono l’insieme dei tuoi affetti e di tutti gli imput che ricevi, mica poco!) e non te ne rendi nemmeno conto. Un esempio banale : ad una certa età, se sei donna, è normale desiderare avere dei figli o, l’unica alternativa accettabile, risiede nel dedicarsi interamente ad una carriera prestigiosa ( ma che sarà mai questa carriera? Boh!). Oltre a questo, niente altro è auspicabile, altrimenti rappresenti una devianza dalla norma. E allora come si fa a discernere tra desideri autentici o eteroindotti?
PS ma Yog si è reincarnato in Pax?
Mi spiace Golem ma non hai proprio capito il senso di ciò che ho scritto, perché è sempre preminente il tuo bisogno di storpiare il pensiero altrui. Io non ho dato connotazioni morali ad alcunché; tra l’altro tu sei proprio uno di quelli che riduce ogni comportamento umano alla sua radice istintuale, persino i baci; bé, occorrerebbe quantomeno presentare tutte le possibilità presenti in natura per perpetuare la specie e non solo quelle funzionali alla propria teoria.
“prendere la decisione più adatta al proprio carattere”. Non è una ovvietà questa? Infatti Suzy ci ricorda che non è facile, proprio per le maledette aberrazioni di cui, inascoltato, parlo spesso. Cosa presume uno come Wakk di se? Basta leggere le sue banalità.
Che poi, per conoscere il proprio carattere già ci vuole una obiettività che si vede raramente in questi lidi.
Su,
visto che sei dalla parte dei piccioni, quali altri motivi hai trovato per detestarli oltre a quelli citati da me? E con simpatia fra l’altro. Pensa se al posto loro volassero le vacche o peggio i maiali.
Dunque, evito di rispondere alla solita zanzara golem fastidiosa che gira in ogni lettera, invece Suzanne riguardo la tua risposta vorrei portarti un esempio:
Una mia amica non vuole avere figli, l’età non c’entra perchè è ancora giovane, non ne vuole avere perchè dice che non se la sente, fin qui tutto ok, nessuno la obbliga.
Peró capita spesso che su fb scriva dei pensieri sull’argomento, mettendo l’accento sulle critiche che riceve per la sua decisione di non essere mamma.
Da questo si capisce che se decidi di ragionare con la tua testa, poi inevitabilmente verrai etichettata come una “diversa” e questo fa male, da fastidio e ferisce, in fondo siamo animali sociali e ci piace essere apprezzati.
Credo che la formula giusta sia scegliere il meglio per se stessi senza condizionamenti, ma con la consapevolezza che tutto questo richiede un prezzo da pagare.
Un prezzo che corrisponde a sguardi, critiche, frecciatine e pregiudizi.
Più o meno come quelli che dicono che non puoi dare un parere perchè non sei allo stesso livello di cultura 🙂
Invece credo di averlo capito bene Suzy, e quell’anelito di nido era fin troppo chiaro a quale speranza si riferiva. Ma tu qui non ti sei ancora resa conto che hai a che fare ANCHE con gente che certe cose le prende alla lettera.
Anche se il bacio ha assunto nei millenni le connotazioni “culturali” che ti piace immaginare, purtroppo per te e per i romatici, quello nasce per ragioni molto più importanti e necessarie alla vita naturale che non alle tue speranze.
Non sono così stupido da non sapere che quando bacio mia moglie la prima cosa a cui penso è il piacere che ne traggo, ma so anche che quel rossetto che vi mettete ha una ragione molto più antica che non quella che appare. E come per tutto ciò che attiene alle vicende umane, se non si conosce l’origine delle cose, non si capirà mai il perché esistono nè perché oggi hanno certe connotazioni. Che piacciono anche a me se non fosse chiaro. Pensaci.
Ciao Suzanne,
Bella lettera, e spunti interessanti!In + qualcosa mi ha portato il gradevole ricordo della lettura del gabbiano Jonathan Livingston.
Personalmente credo che siamo un calderone di mille cose che bollono insieme: condizionamenti esterni, vari e molteplici istinti,aspirazioni future, esperienze passate,tratti caratteriali e chi + ne ha + ne metta.
Forse possiamo arrivare a identificare la lista degli ingredienti e capirne le singole proprietà ma loro nel calderone interagiscono, si influenzano vicendevolmente,mutandosi.. per non parlare della non staticità: il fuoco è acceso e il processo di cottura è in continuo mutamento.
Ecco, anche la percezione di noi stessi nel tempo è un altro argomento interessante, ricordo di aver visto bel video in cui si parlava di come gli esseri umani “siano lavori in corso”, che si erroneamente pensano di essere opere finite
Se lo ritrovo posto il link
PS
1) Com’è andato il concerto?
Golem, guarda che alla fine in questo caso non ho detto nulla di troppo diverso da te. Sono partita dalle mie interpretazioni di ciò che è “naturale” e, al contempo, auspicabile. Fino a qualche tempo fa ero convinta di come la coppia stabile, fedele e duratura fosse una mera chimera che annientava la libera istintualità dell’essere umano, e il mio aderirvi rappresentasse una sorta di paura ad uscire dagli schemi culturali in cui sono cresciuta. Oggi invece mi domando se in realtà il fallimento del nucleo familiare ( perché è lampante e senza immediate soluzionila profonda crisi che lo ha investito) non sia piuttosto un prodotto di una società che nell’ultimo secolo ha mercificato anche ogni tipo di ideale. In questo senso ho proposto un ribaltamento di posizioni: ciò che è naturale in realtà sarebbe ciò che negli ultimi tempi è stato bollato come una costrizione, una rinuncia, un falso mito “borghese”. Non è tanto il giudizio degli altri a preoccuparmi nelle mie scelte, quanto piuttosto capire se e come i miei desideri siano in qualche modo depistati da una sovrastruttura artificiale che ci conserva “sotto spirito” per tutta la vita.
Pax, la seconda parte della lettera si intitolerà : ” dieci buoni motivi per amare i piccioni”
1. Permettono lo svago dei nonnetti al parco;
2. Hanno un antenato nobile, il piccione viaggiatore;
3. Sono volatili e quindi rappresentano la libertà;
4. Essendo così fedeli e abitudinari potrebbero essere classificati come animali…
Adam, sono stata letteralmente rapita!!! Davvero mi risulta difficile renderlo a parole, ma l’energia e il fascino suscitati da una semplice chitarra e un ukulele a volte penetrano più in profondità di una band al completo. Solo se però hai il carisma di Vedder! Concerto stupendo e organizzazione, una volta tanto, efficiente. Non mi sono resa bene conto di essere insieme a cinquantamila persone!
Questo il momento più struggente…
https://youtu.be/B9NGCXnEZaE
E poi ho scoperto questo fantastico artista dublinese!
https://youtu.be/VQx2NyVFpZk
Peccato che tu non ci sia stato! Se riesci seguilo in qualche data!
Suzanne
avevo chiesto i potenziali difetti non i pregi. Sui vecchietti al parco sono pienamente d’accordo, con il calo dei cantieri sono ancora più importanti. Qui segnalo per il fan club di Rossella il suo intervento più fuori tema di tutti, quello sui cantieri.
Tornando al tema dei piccioni come esempio di monogamia per la vita, nel loro caso più sopportabile perché non vivono a lungo, farsi delle idee, dette anche pregiudizi, che un modello di vita sia valido per tutti è profondamente sbagliato. Siamo tutti, seppur di poco a volte, diversi. Ho avuto la ventura nella mia vita di essere similpiccione. Ma lungi da me considerare che il modello che ho vissuto sia l’unico o quello giusto. che vanno dal poliamori, che a me piace chiamare famiglia punulua e in tutte le indefinite semplificazioni, comprese le famiglie aperte. Ognuno cerchi la sua. Per un tempo indefinito o per sempre. E’ valso fino ad ora per me. Come il mio vissuto hanno la stessa dignità di essere vissuti altri modelli. Possibilmente se uno/a ce la fa nella correttezza e nel rispetto. Quindi mi fa sorridere chi parla di patriarcato, verginità,magari solo per la donna o libero amore senza limiti o vincoli. C’è posto per tutti, senza imporre il proprio modello agli altri in maniera integralista. Torno alle mie lepidezze.
“quanto piuttosto capire se e come i miei desideri siano in qualche modo depistati da una sovrastruttura artificiale che ci conserva “sotto spirito” per tutta la vita.”
“…sotto spirito…”. Finalmente vedo la “luce” in una affermazione letta su questo parolificio. Bè, mi compiaccio Suzy, ma non mi sorprende che tu possa essere arrivata a porti “quella” domanda. Al di là delle polemiche sai che stimo la tua “cilindrata”.
In fondo è esattamente quello che mi chiesi io a suo tempo quando affrontati la nota questione, domanda che quasi nessuno si pone riguardo a quanto siano realmente “nostre” certe aspirazioni e obiettivi. Quasi tutti seguono i “sentieri degli gnu” senza capire se è quello che davvero vogliono percorrere. Questi sono i famosi “‘gnurant”.
In realtà dovremmo porci sempre fuori dalla nostra dimensione abituale, per poter osservare con maggior ogettività i parametri ai quali ci rifacciano, e poter capire se questi siano realmente in linea con la nostra vera natura. Ma per riuscirci oltre la cilindrata serve cultura, conoscenze “vissute”. Non si possono fare ipotesi costruttive se non si hanno dei “pezzi”, delle cognizioni alle quali attingere. Ha fatto bene Adam a citare “Il gabbiano Jonathan Livingston”. Contiene il senso della mia ricerca, e a me da ragazzo mi ha “indirizzato”. E poi parla della libertà di “volare” veramente, la mia vera passione, metaforica e non.
>>>
>>>
Capisco il tuo ecumenismo morale nel difendere le diverse posizioni, anche quando non dicono nulla – cose che qui si possono osservare facilmente – ma si rischia di creare illusioni che non fanno bene neppure all’illudendo.
La coppia stabile esiste, e la mia ne è una prova, ma questa nasce solo dalla consapevolezza di sè che deriva da quella visione “altra”, che ci distacchi dagli stereotipi coi quali spesso conviviamo, come i famosi “detti” precotti del nonno.
Oggi si “viaggia” in aereo, non più con la carrozza a cavalli. Sfruttiamo almeno i lati positivi di questa società massificata e le conoscenze alle quali possiamo attingere, molto più di quanto fosse possibile ai nostri antenati.
Pax, che ci sia posto per tutti non ne sono sicura ma, soprattutto, questi “tutti” sanno quale sia il loro posto affinché non rimangano eterni insoddisfatti? Le mie riflessioni partono sempre da me, sorvolano ciò che mi pare di vedere intorno, per ritornare nuovamente a me. In altre parole, ciò che è giusto per gli altri non mi interessa particolarmente, piuttosto trovo utile comprendere il perché di certe posizioni, considerate naturali e scevre da qualsivoglia condizionamento, ma a conti fatti, infelici.
In questo caso il quesito, posto innanzi tutto a me stessa, era: siamo così sicuri che il costruirsi un nido sia una condizione così antinaturale e soggiogata alle morse del patriarcato piuttosto che di qualche altra costruzione culturale?
Golem, ora che ho più tempo volevo dedicarmi anche alla lettura di De Botton.
Mi fa piacere Suzy. Allargare la visuale non può che migliorare la visione dello “spettacolo” della vita.
Su, hai detto che la domanda è posta a te. Se ce la fai cerca di risponderti. Ma devi sapere che non esiste solo il bianco o il nero, ma infinite sfumature di grigio, a per ogni sfumatura infiniti modi di percepirle. Aggiungi anche che in momenti diversi le tue ridposte possono essere diverse ed è bene accettarlo. Quello che ti rende felice oggi è possibile che lo sia anche domani oppure no. Oggi io sono un piccione, probabilmente anche domani, ma non ho certezza.
Finisco con lepidezza: da piccione sgagazzo senza sensi di colpa, perché come disse lo scorpionr: è la mia natura!
Pax,
in perfetto accordo con il post 20, e anche con un altro tuo, su altro thread, con qualche leggera variante…
Certo certo Pax, esistono mille sfumature ( ma non ci sono più le mezze stagioni), però, vedi, non è così semplice. Io posso decidere di piccioneggiare nella mia vita, scegliendo un compagno col mio stesso desiderio. Ad un certo punto sento però l’esigenza di tortorare o colombare; non posso certo esigere che l’altra persona lo accetti o addirittura si modifichi nella mia stessa modalità e tempistica! Siccome ogni singola scelta coinvolge in qualche modo anche gli altri, io sarò sempre comunque in parte responsabile anche dell’infelicità altrui. Questo non è un problema risolvibile col “rispettiamo tutti viva la libertà”. A volte, rispettando se stessi si finisce per tradire gli altri o viceversa.
non è facile su imbroccarle tutte, come il suo contrario. C’è posto anche per gli infelici se vogliono restare tali. Volere e cercare cose non possibili è la via più breve per l’infelicità.
Ciao Suzanne, senza parole per il video del concerto…purtroppo tournée europea finita.. a questo giro proprio non riuscivo a liberarmi,ma conto di rifarmi a costo di andare a vederlo direttamente a casa sua 🙂
Rispetto alla lettera:
Concordo non sia semplice,ma passare da piccioneggiare o tortorare non dovrebbe essere una scelta cosi… volatile.
Penso un cambiamento cosi profondo non avvenga dall’oggi al domani,lasciando ampio spazio al dialogo sia in coppia che con se stessi.. il finale puo’ restare amaro ma forse ci si puo’ arrivare nel rispetto…. poi ovvio sempre + semplice da drie che da fare..
Ciao Adam, se andrai a vederlo direttamente a casa sua mi unirei a te;) A proposito, esistono ancora le groupie o sono sopravvissute solo quelle di Al Bano?
Ritornando alla lettera, ciò che volevo semplicemente esprimere coi miei ultimi commenti è che in realtà non è del tutto vero che siamo liberi di essere ciò che vogliamo in ogni momento o meglio, questa libertà in qualche modo influisce su quella altrui. Per questo mi fa un po’ sorridere l’affermazione ” c’è posto per tutti”; certo, ma essendo animali sociali, ogni volta in cui ci rendiamo conto di voler essere qualcos’altro, andiamo a modificare tutta quella rete di relazioni in cui siamo immersi, creando squilibri e destabilizzazioni.
Adam, prossimo concerto: Gazzé, Consoli, Silvestri a Collisioni 🙂
Suzanne, se cambi qualcosa di te e non sei su un’osoletta da sola, interagisci e cambi qualcosa anche per gli altri.
Per me uno dei premi Nobel per l’economia è andato a Wassiliii Leontieff per la sua matrice. Che si applica anche al di fuori dell’economia. Se cambi un dsto o più dati questi condizionano tutti gli altri. Quindi è meglio non porsi troppi problemi se vuoi modificare qualcosa di te stessa. >E’ colpa o merito di Leontieff misurare le variazioni che toccano gli altri per le tue azioni e i cambi che toccano te nelle azioni degli altri. Non vedo nessun problema, è un fatto naturale.