Storia di una persona cattiva
Storia di una persona cattiva.
Non ha senso nascondersi, edulcorare, perché tanto non sapete chi sono, mi giudicherete in ogni caso e io sono qui per questo.
Sono qui per farmi giudicare e condannare, quindi coraggio.
Avete presente le ragazze graziose con le amiche brutte?
È di un rapporto del genere che sto parlando. Di invidia [ma sarà invidia davvero? ] di cattiverie, di giochetti subdoli.
Una è alta, magra e graziosa. Ha parlantina e ci sa fare con le persone, le attira e… piace. Non c’è altro da dire. Piace.
L’altra è bassa, molto grassa, molto insicura. Si sente sempre sola, sempre sbagliata.
Una continua a cercare di mettere i bastoni fra le ruote all’altra, ma poi se ne pente, cerca di rimediare, ma poi ci ricasca. Una è cattiva.
Sono io.
E non sono quella grassa.
Dio, non so perché lo faccio.
Ti giuro, non so perché ti faccio questo. Credimi, me ne pento, ma continuo. Scateni dentro di me un istinto orribile, un mostro, non riesco a controllarlo.
La prima volta che ci siamo conosciute io mi sentivo piuttosto sola, lo sai. Non riuscivo ad abituarmi agli altri. Molto brava a scuola, sveglia, amichevole ma nel profondo, sola. E tu?
Tu eri più sola ancora di me. Ho un vivido ricordo di te allora. Un metro e cinquanta per circa ottanta chili, quei maglioncini scollati portati senza nessuna maglietta e nessun reggiseno, volevi attirare gli sguardi dei maschi, piacere. Avevi insufficienze in quasi tutte le materie. Ti sei attaccata a me in maniera disperata e io te l’ho lasciato fare. Godevo in maniera ancora più disperata della tua ammirazione. Era ancora normale, ti volevo bene davvero.
Poi maddalena della mia classe ha detto quella cosa, ha detto: ” ma è amica tua? Che schifo” e io ho risposto ” no, mi fa solo pena”. È stato l’inizio della mia cattiveria.
Eri amica mia e ti ho rinnegato.
Mi vergognavo a farmi vedere con te ma non riuscivo a fare a meno della tua presenza. Eri sempre accondiscendente, dicevi sempre che avevo ragione. Che cosa malata, sapevo che non eri d’accordo, ma volevo sentirti dire che avevo ragione, che avevo sempre ragione.
È andata sempre peggio. Dopo anni che ci conosciamo, io lo so che mi odi, anche se mi sorridi e fai finta di essere mia amica.
Ti ho ferito in mille maniere, ti ho fatto sentire una fallita.
Anche tu mi hai ferito in molti modi e hai detto a tutti quel segreto che ti ho raccontato.
Beh, a dirla tutta, tu mi hai anche augurato di morire ammazzata, quindi non sei proprio una santa.
Diciamo che a vederla in maniera equa, io ci ho messo il mio buono per stuzzicarti, ma tu hai un carattere tremendo, presuntuoso e permaloso.
Ed è proprio per questo che sono cattiva.
Ti trovo piena di difetti, ma ti sto vicina lo stesso. Purtroppo non è perché li ho accettati. È perché stare vicino a te mi fa sentire… migliore.
Ora che l’ho detto sembra ancora più orribile. Si vede tutta la mia presunzione.
Non sono migliore di te, lo so perfettamente. E con questa lettera che tu non leggerai mai sto ammettendo di non esserlo.
La cosa più insensata è che non ho nulla da dimostrare, non a te. A dirla tutta, non capisco perché io ti debba ostacolare, non ho nessun motivo per invidiarti.
Accidenti, io ho tutto quello che tu desideri, me lo dici sempre. Mi dici sempre di quanto vorresti anche tu essere entrata nella facoltà per cui hai provato, avere un ragazzo, essere magra. So che detesti il fatto che sono più portata di te per il disegno, nonostante non abbia studiato arte, so che hai strappato i disegni che ho lasciato a casa tua.
Li avevo lasciati apposta, mi vergogno a dirlo.
Volevo che vedessi quanto ero brava.
Hai fatto bene a strapparli
perché mi arrabbio quando dici che sono più fortunata di te, perché ti devo sempre far notare quanto i tuoi genitori siano ricchi, del fatto che ti lascino stare a casa senza ne studiare ne lavorare a inseguire lo stupido sogno di diventare disegnatrice per cui tu non sei portata e per cui non ti impegni per nulla, perché mi importa tanto del fatto che tu non noti tutte le possibilità che hai avuto più di me [e hai buttato]?
Oh, credo che questa sia la risposta.
Lo sai che ti ho sempre detto la verità? È uno sgarbo terribile fatto a te. La prima cosa che mi hai detto è che non volevi sentirti dire tutta la verità. Che a te piaceva che ti dicessero le cose in maniera cauta o che non te le dicessero affatto. E io invece utilizzo sempre la vecchia scusa della persona schietta e ti dico tutto. E ti vedo sgonfiarti, abbatterti, soffrire. Mi odio. Cerco di rimediare, di farti contenta, ti presento ragazzi, ti chiamo con le mie amiche, ti faccio un complimento.
Senza guardarti mai in faccia.
Perché.
Perché.
Tante volte mi sono detta basta, mi sono detta di smetterla, che era un rapporto malato, insano. Di esserti amica e basta.
Ma tu sei sempre così accondiscendente, cambi sempre opinione a seconda della compagnia, ti contraddici e io ti faccio sempre quelle domande cattive. La verità è che sei un tipo di persona che non mi piace, ma allora perché devo continuare a stuzzicarti, se non mi piaci, perché non ti sto lontana.
Oggi sono stata carina con te.
Ho evitato di dire quello che pensavo veramente di quel fumetto che hai fatto. Orrendo. Mancavano pezzi alle persone e un sacco di errori di grammatica nei balloon. Non l’ho detto. Buona azione? Ma se penso cattiverie e mi sento superiore, che buona azione può essere?
Però se ti avessi detto la verità, tu avresti pianto.
Questa è la storia di una ragazza cattiva, che dice e fa cose cattive per poi odiarsi e cercare di rimediare.
Ora ho smesso di farti o dirti cose cattive, amica o nemica che tu sia, ti faccio solo cose gentili. Ma continuo a pensare cose orribili e a desiderare i tuoi fallimenti e a gioirne segretamente.
non sapete chi io sia, dove vivo, dove abito, chi sia la mia amica, sapete solo quello che io vi ho detto. Vi giuro che è la verità, nessuna scusa, è quello che faccio, penso e dico.
E ora ditemi che non sono orribile, se ne avete il coraggio.
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Sei orribile…si, però trovo una logica.
Cara Kia,
leggo questa lettera per caso in un momento particolare della mia vita in cui questa tua lettera capita proprio a pennello..sarà il destino? 🙂
Innanzitutto complimenti perché scrivi veramente bene e questo denota senza dubbio un’intelligenza fuori dal comune.
TU NON SEI UNA PERSONA CATTIVA, tutt’altro. Sei semplicemente te stessa e sei umana, tutto qui. Essere alta, magra e brava a scuola non è una colpa, non è un delitto, non fai del male a nessuno. Sei semplicemente fatta così e anzi sono doni e qualità preziose di cui dovresti essere orgogliosa e felice. Perché ti senti in colpa per questo? Perché vuoi farti del male coltivando questo rapporto malato e insano..? Su questo punto hai pienamente ragione e denoti una profonda e lucida analisi interiore che magari avesse tanta altra gente, quella cattiva ma cattiva veramente.
Il rapporto tra donne e tra amiche è sempre un po’ complicato per la solita storia della competizione, invidia, uomini e simili…ma questo succede a tutte credimi. Però se tu sei intelligente, brava e sai disegnare qual è il problema? Riflettici…se questo rappresenta un disagio per le altre non pensi che sia un problema LORO e non tuo? Sono loro che magari si sentono inferiori a te e ti invidiano? Tu certo hai creato un rapporto non sano di co-dipendenza affettiva e lo ammetti chiaramente, riconoscerlo è già la soluzione al problema.
Questa tua amica non la vedo come una vittima, anzi. Magari anche lei ha sfruttato un po’ del tuo splendore per vivere di luce riflessa e sfruttarti per i suoi scopi. Te lo dico perché ai tempi della scuola ci sono passata anch’io in un rapporto non proprio identico ma simile…e solo dopo tanti anni mi sono accorta di quanto male mi aveva fatto questa presunta amica..che mi ha sempre usato per copiare i compiti, facendomi fare sempre da parafulmine per passare poi sempre lei da quella più debole e indifesa…cosa fintissima e vigliacca. Visto che poi all’occorrenza, le bastava sapere che mi piaceva un ragazzo per fare di tutto per soffiarmelo o sparlare di me, offendermi e quant’altro con la scusa che lei era fatta così. E io ci stavo pure male, perché mi sentivo IO quella sbagliata ovviamente. Ma che colpa avevo se a scuola andavo meglio di lei? Se scrivevo i temi meglio di lei e avevo una vita sociale, una famiglie e degli amici che evidentemente lei vedeva migliori dei suoi? (non che sia chissà chi io anzi sono una persona comune e normalissima..) Addirittura questa “amica” faceva pesanti apprezzamenti sui miei ragazzi e chissà magari se avesse avuto l’opportunità c’avrebbe pure provato.
Io all’epoca stavo in un angolo e non dicevo nulla..perché pensavo che fossimo amiche. E sì anche a me lei forse faceva un po’ pena, ma in senso di compassione…perché aveva perso il babbo, per la scuola non era portata quasi in nessuna materia (dati oggettivi) e la aiutavo e giustificavo in tutto. Però poi sono cresciuta, le nostre strade si sono divise pur restando sempre in contatto…..
Ma LEI non era cambiata, anzi forse era peggiorata. E con la scusa che eravamo state compagne di banco e amiche si permetteva giudizi pesanti non richiesti, veleni, frecciatine, comportamenti molesti. Cosa che io non avevo mai fatto con lei, anzi cercavo sempre di essere gentile e carina proprio come stai facendo tu. Ma lei continuava ad essere sempre più fastidiosa e pesante, mi metteva sempre più a disagio…criticando in modo cafone con la scusa di scherzare ogni mia cosa, ragazzo ecc..
Così mi sono chiesta: ma è questa l’amicizia? Un’amica si comporta così? La risposta ovviamente è NO. E allora ho aperto finalmente gli occhi, ho ricostruito tutti i tasselli e ho capito. Non so se lei mi abbia invidiata io non credo di avere doti particolari o di essere chissà chi per suscitare questo sentimento…però so che quel rapporto mi faceva stare male, mi creava malessere e non benessere. E non credo che questo faccia parte dell’amicizia giusto? Così ho detto basta, non ho più sprecato ulteriori energie in questo rapporto ormai logoro e ho tagliato tutti i ponti con lei…e lei con me. Non l’ho più cercata e lei ha fatto altrettanto. Ho anche vissuto bei momenti con lei e non rinnego nulla, non credo sia una cattiva persona in fondo.
Ma sono felice della mia scelta e lei non mi manca affatto. Allontanarla dalla mia vita è stata una liberazione. Non le porto rancore e le auguro ogni bene ci mancherebbe, ma non la voglio nella mia vita. Perché nell’amicizia io cerco risate, benessere, sorrisi e spensieratezza. Se ci sono momenti difficili si affrontano insieme certo, ma dev’essere un dare e un ricevere..senza rinfacciare e senza veleni. Ma se in un’amicizia è sempre tutto difficile ed estenuante allora forse non si tratta di amicizia non credi?
E allora è meglio andare oltre. Perché vuoi farti del male in questo rapporto? Meglio coltivarne di nuovi e più gratificanti non credi? Sono sicura che se ti guardi intorno non sei sola e se anche così fosse le cose possono sempre cambiare in meglio…e puoi sempre disegnare se sei brava e ti piace così tanto, almeno è un’azione che ti gratifica no? 🙂
Dammi retta, la vita è troppo breve per sprecare energie con persone che non lo meritano…cerca di volerti più bene e tutto andrà meglio credimi!
In bocca al lupo per tutto 🙂
Parlando per esperienza, mi sembra che questo rispecchi lo stereotipo di molte amicizie di oggi: tutti carini davanti e appena uno volta le spalle, ecco la coltellata. La nascita di queste amicizie non è casuale, nascono solo per la possibilità di sfruttare una persona. Tu ti senti superiore (lei è grassa e tu magra), quindi ne approfitti per sentirti meglio. Avevo un’amica a cui tenevo veramente, dopo 3 anni di amicizia (in cui io le ho dato tanto, sia dal punto di vista affettivo che da quello economico) invidiosa di una mia possibilità di avere un ragazzo, mi dice e mi fa cose orribili, solo dopo questo ho capito che lei mi era “amica” esattamente per il tuo stesso motivo. Personalmente le persone che non piacciono le evito, non faccio finta di volergli bene, non voglio ne il loro successo ne l’insuccesso, semplicemente non mi interessa, io mi impegno nell’amare chi mi vuole davvero bene. Inoltre non ho bisogno dell’insuccesso degli altri per sentirmi superiore.
Ti sei mai chiesta cosa faresti tu al posto della tua “amica”? Seriamente?
Avresti le condizioni favorevoli per essere una persona bella e soddisfatta, invece leggerti è desolante. Vi state reciprocamente usando. Con una differenza, non insignificante: potrai nasconderti dietro a tutti gli alibi che vuoi, ma se sei veramente capace di essere schietta con te stessa quanto lo sei con gli altri, ti apparirà lampante quanto differenti siano i vostri bisogni. Lei si aggrappa a te per solitudine, con l’illusione che la tua vicinanza le riempia un vuoto. Tu lo fai per puro egocentrismo, arrivismo, presunzione. Mi dispiace, il meccanismo è lo stesso, ma umanamente stiamo parlando di due stati d’animo che trovo differenti, da una parte vedo un insondabile vuoto affettivo, che fa dispiacere, che fa immedesimarsi, dall’altro a mio avviso la sterilità. Ora ti scrivo quello che a te sembrerà anche assurdo ma a me più ci penso più sembra realistico: se lei un giorno trovasse qualcuno che la sappia apprezzare realmente per quello che è, avrà l’opportunità di “redimersi con se stessa” delle bassezze di oggi causate da quella che mi sembra a tutti gli effetti una situazione di permanente frustrazione, insoddisfazione. Per te, che ti credi superiore, le cose saranno più complicate: hai più di lei, eppure sei infelice. Se lei raggiungesse un frammento di quello che hai tu, probabilmente si sentirebbe al settimo cielo, tu risulti inappagata se arrivi a giocare con la persona più debole che hai attorno a te. Ti stai dando la zappa sui piedi da sola.
“E ora ditemi che non sono orribile, se ne avete il coraggio.”: cos’è questa, una sfida? una provocazione? nessuno deve dirti se sei cattiva o meno, la tua coscienza parla da sola.
Abbi pazienza, ma non posso farne a meno.
SEI DAVVERO DISGUSTOSA.
Son quasi contenta, leggendo questa specie di letterina untuosa, di non aver mai avuto amiche.
Bleah
eeeee cattiva mò… sono cattivi gli assassini, i violenti, i ladri…tu sei solo un po’ sfigatella dai
100% d’accordo con Katy.
Non sei un mostro, o perlomeno non più di tantissimi altri. Anche io ho dentro di me un lato cattivo e oscuro, solo che non ho il tuo coraggio di esporlo come hai fatto.
Devo anche dire che il mio lato cattivo lo soffoco e lo controllo per quanto possibile. Al posto tuo per esempio questo rapporto malsano lo avrei gia’ troncato, il male ti logora anche a te.
Fai pulizia nella tua vita, taglia di netto le cose malsane, e’ meglio soli che invischiati in rapporti strani.
…se questa lettera è vera la sensazione che mi dà, più di tutte, è: stanchezza.
mi sembra tutto molto faticoso. Una continua competizione, e dipendenza, indipendentemente se il concetto parta da io sono più magra o io sono più grassa, io sono più brava o io sono meno brava…
non so se avete altre amiche, non dici se ti rapporti con le altre persone comunque in termini di competizione.
Tutti noi abbiamo lati oscuri, è vero, ma più che chi sia cattivo e chi sia buono noto lo spreco enorme di energie. La vita, più che conquistare il premio cuore d’oro o il bollino di cattivi soggetti è stare in equilibrio. Ognuno a suo modo, anche attraverso le etichette che ci diamo o evitiamo.
Però concordo con Kiki. Tutti noi magari con l’andare del tempo possiamo tagliare dei rami “secchi” o renderci conto che delle amicizie o conoscenze e rapporti in genere si regolano e dipanano su dinamiche che ci lasciano più insoddisfatti che soddisfatti, ci comunicano più disarmonia che armonia ecc, per quanto se ce li siamo scelti, o tenuti, una ragione c’è (e ognuno sa la sua o le sue). Però effettivamente se una persona non mi piace la penso come Kiki, e con le persone che considero amiche ho certamente più affinità che non.
E per quanto ci siano delle dinamiche che sono molto umane e su piccola scala possono comunque emergere, anche inconsciamente, o contingentemente, devo dire che non vivere i rapporti in modo competitivo è molto più piacevole e rilassante.
Anche se io e le mie amiche non abbiamo la stessa taglia, la stessa altezza, gli stessi identici talenti, e neanche le stesse biografie. Questo rapporto che hai e avete lo descrivi in un modo che appare così faticoso da sembrare un secondo lavoro. Anzi, forse è meglio lavorare se il tempo libero e degli affetti è così
Da giovanissima ho avuto un’amica che anche se non era “peggio” di me e non aveva meno riscontri sociali di me comunque, ho capito poi, se la viveva in questo modo. Tra parentesi eravamo anche fisicamente così diverse (non meglio o peggio, almeno dal mio punto di vista), due “tipi” proprio così diversi, anche nel modo di essere, che se a uno piaceva il suo tipo era più difficile che gli piacesse il mio, e viceversa. Non che ci pensassi tutti i giorni, perché non giravo con il contatore di chi guardava lei o me, ma con il senno di poi mi rendo conto che era così. Oltre al fatto che anche a noi attiravano ragazzi molto diversi. Probabilmente se tutti avessero guardato lei e io fossi stata l’amica che fa tappezzeria non l’avrei presa così bene. Anche perché credo proprio che un rapporto in cui le cose vanno così sia deleterio. Fermo restando che soprattutto durante l’adolescenza ognuno ha le sue paranoie, si piace e non si piace, si ama e non si ama, magari un giorno si sente un leone e l’indomani fa a pugni con se stesso/a.
Episodi a parte che potrei citare, tra cui il fatto che ci provò con il mio ragazzo dell’epoca, il fatto è che a distanza di tanti anni l’ho incontrata poco tempo fa. Lei era con una sua amica, e parlava con sincera nostalgia dei nostri tempi andati, ricordi nostri e simpatici, che condivido, per quanto me la sia lasciata indietro perché certe sue modalità, generali, e quelle dettate anche dalla sua competitività, erano sgradevoli, per le dinamiche che generavano. Ciò in generale, non solo con me.
Il giorno che l’ho vista poco tempo fa è stata lei a tirar fuori, con nostalgia e anche affetto, sicuramente sì, aneddoti anche molto simpatici e divertenti dei tempi che furono. Ma quando la sua amica ha detto: “ma questa tua amica dov’è l’hai tenuta nascosta? :)” lei ha detto “Ah, lei è sempre stata più spiritosa di me” e la conversazione ha preso (anche) presto questa piega, in cui lei diceva che io più questo, io più quello, io più quell’altro. Non credo che mi abbia proprio odiata, penso che, per come è fatta lei, mi abbia anche voluto bene, ma che io le sia stata anche sulle palle, molto, per queste menate. Che io con lei non mi sono mai fatta, forse perché tra me e lei, almeno relativamente, la più sicura di sè ero io.
Comunque anche lei sembra una xsona sicura di sé, ha avuto amori importanti e successi personali. Ad un certo punto ha fatto una battuta, molto divertente. Ha detto: visto, anch’io sono capace! Lo ha detto con un sorriso, ma sul serio. Come se quella chiacchierata a 3 fosse un palcoscenico della corrida in cui una delle due prendeva meno o più applausi. Un problema suo. E mi sono ricordata xke’ è faticoso interagire con lei. Indipendentemente da chi, tra noi due, sia spiritosa o meno, più alta o più bassa, più magra o più grassa, più cattiva o più buona. A parte che, ma è relativo, abbiamo la stessa taglia. 1 delle sue migliori amike è come lei: con lei si rapporta a “punti” e affetto mix sputtanate al vetriolo
@T.D.: sai, spero sempre di leggerti!
Un abbraccio (anche se virtuale)
Katy
LUNA TROVATI UN UOMO
Kia è strana anche questa tua lettera. Il tuo dilemma è sapere dagli altri se ti reputano brava o cattiva? Oppure farti dire di tutto per espiare le tue colpe?
Come hanno già detto altri, tutti noi siamo spesso divisi tra due fuochi e che lo vogliamo o meno, così come ci sono persone più o meno belle esteticamente, allo stesso modo ci sono quelle più o meno belle interiormente. Esteticamente sei una bella persona, interiormente no.
Penso che il punto sia tutto li.
Potrei definirti come meschina, sadica e vigliacca. Vigliacca per il fatto che te la prendi con una persona più debole di te, che non ha i tuoi stessi mezzi per difendersi. Come chi maltratta gli animali o chi fa il bullo a scuola con i più deboli.
Non ricordo più quale filosofo abbia detto che bisogna dare il potere ad una persona per vedere come questa sia realmente. Tu hai potere su di lei e lo usi per farle del male, ogni tanto ti morde la coscienza e ti metti in discussione, ma poi il lato malvagio prevale.
E’ anche vero che di grandi uomini e donne ce ne sono pochi, altrimenti non rappresenterebbero l’eccezione. La maggior parte delle persone, come ben sappiamo, è appunto meschina e piccola.
La cosa buona è che comunque tu ti metta in discussione, segno che non sei a posto con te stessa. Quindi se non ti piaci, puoi anche scegliere di migliorarti.
Perchè al di la di tutto, in questo momento dai solo prova di essere una persona piccola, che trae piacere da queste cose tristi.
Forse è anche questo che ti spinge a essere cattiva con lei, il fatto che oltre ad un ragazzo e all’essere magra (cosa che probabilmente ti fa anche avere il ragazzo), tu non sia nulla più di lei.
Non sei orribile cara amica mia.
Anche io sono tua amica perché sono una persona cattiva. Non ho mai strappato i tuoi disegni perché sapevo che l’avresti voluto, per appagare il tuo bisogno di cattiveria e accrescerlo fino a essere un fuoco dentro di te.
Ho sempre gioito quando mi facevi notare che ero grassa, e ho mangiato i cibi più tremendi pur di rimanere grassa e costringerti, tuo malgrado, a continuare la tua opera di autodistruzione attraverso il disprezzo e la cattiveria che permane dentro te e fermenta un vino dal gusto amarissimo di fiele.
Ho sempre saputo che anche i miei soldi, la mia ricchezza, partorivano in te il tuo male. Getto al vento tutte le possibilità che la vita mi offre per vedere il tuo volto arrossire di rabbia e di orgoglio nel rinfacciarmi i miei insuccessi.
Il fumetto, che tu non hai capito, era volutamente orrendo. Ho fatto apposta a mancare sia i pezzi di persone che gli errori grammaticali. Affinché tu potessi pensare di essermi superiore per un’altra volta anche in questo campo e fomentare ancor di più la tua sete di guerra atomica, chimica e batteriologica interiore.
Non sei orribile, sei solo il risultato di quello che io ti ho lasciato diventare. Tua amica grassa per sempre.
sì, Kia, sei cattiva dentro (oserei dire: in fondo in fondo quasi felice di esserlo) probabilmente perchè sei invidiosa della tua “amica” almeno quanto lei sembra essere invidiosa di te.
a mio avviso, la risposta al tuo comportamento te la sei data da sola, con queste affermazioni: “ti devo sempre far notare quanto i tuoi genitori siano ricchi, del fatto che ti lascino stare a casa senza ne studiare ne lavorare a inseguire lo stupido sogno di diventare disegnatrice per cui tu non sei portata e per cui non ti impegni per nulla, perché mi importa tanto del fatto che tu non noti tutte le possibilità che hai avuto più di me [e hai buttato]?”
brutta storia un incrocio “amichevole” basato sulla possibilità, diretta o indiretta, di farsi del male a vicenda! spero che una delle due trovi presto l’opportunità di lasciarsi definitivamente l’altra alle spalle, e credo sia facile intuire per chi delle due faccio il tifo, affinchè abbia il coraggio di voltar pagina, nonostante la solitudine. il legame perverso che ti lega a questa donna ricca, grassa e infelice tutto può essere meno che amicizia!!!
Katy, che bello! grazie per il saluto.
Grazie, anche a me fa piacere leggerti.
Contraccambio l’abbraccio!
ciao ciao, a presto,
T.D.
OOOO ragazzi occhio che alcool alla lunga fa male…bevete de meno!!!
Non sei cattiva, sei solo sincera. E parecchio autocompiaciuta.
…oh, wow, la risposta in diretta fa molto “reality”, come in quel settimanale in cui gino e pina invece di telefonarsi aspettano di leggersi sul giornale insieme ad un folto pubblico
Che tristezza, tutte e due. Veramente, spero vi sentiate soddisfatte di queste cavolate. Ma come si fa a volere così male alle persone?
La risposta di Pandino te la sei ovviamente scritta da sola. Lo stile e i contenuti sono identici alla prima lettere… Stessa struttura del periodo, stesso uso della punteggiatura e aggiungerei, stesso autocpmpiacimento. Kia io ti capisco, è normale pensare queste cose nel profondo di noi. Il bene e il male, come sappamo, sono dogmi sociali che schematizzano due tendenze intrinseche all’essere umano e per questo naturali. Ma a parte le lezioncine base di filosofia, ho trovato la tua lettere autocelebrativa e per questo fastidiosa. Vuoi che la gente ti condanni, ti giudichi ti faccia sentire una perfida carogna. Bé per questo sei finita nel posto giusto! Questo è generalmente un forum di maestrini moraleggianti. Ti hanno insegnato che il bene è giusto e tu strumentalizzi dei banali meccanismi sociali per ribellarti a questo e affermare la tua personalità attraverso la scelta meno “giusta”. Sei stata sincera ma ingenua, hai creduto speciale un comportamento e dei pensieri che sono in realtà molto ordinari e su questo hai cercato di autocelebrarti. Kia su con la vita… e sai cosa? Potresti scrivere un raccontino, la gente va pazza per questa roba.
Tranquilla kia…
Pochi ti giudicheranno… Se tu avessi detto le stesse cose riferendoti al tuo uomo o ragazzo ti avrebbero crocifisso, te ne saresti tirate dietro di ogni… Ma per queste sciocchezze ma chi ci fa caso, roba normale di tutti i giorni… Anzi continua pure così…
Ma che schifo oh…
c’è sempre qualcuna meglio di te…ricorda ,,,
Ben detto Almost-Imperfect..
come fanno certi a pensare che questa tizia non sia cattiva, mi domando cosa sia la cattiveria per loro..bah..
Con questa solfa del nessuno colpevole perchè tutti colpevoli, bel modo di solleversi dalle responsabilità.
C’è una regione profonda sotto alla nostra coscienza dove nascono i pensieri e le sensazioni meno convenzionali, pure e sincere, non ancora sporcate dalla morale. Per me queste non sono soggette a un giudizio positivo o negativo. Le hanno davvero tutti anche se per ognuno assumono forme diverse. Chi poi ha interiorizzato in maniera assoluta le norme comportamentali non sa nemmeno di poterli avere questi pensieri, ma la maggior parte della gente lo sa benissimo. La cattiveria in se io credo non esista. Poi è chiaro che abbiamo bisogno di una società che punisca certi atti (fortunatamente non certi pensieri) per evitare di essere dannosi a noi stessi e agli altri. La ragazza della lettere non è cattiva, al limite è un pò ingenua e vuole essere provocatoria. Sguazza nel ruolo che decide di assumere considerandolo estremo e non sapendo che invece è normale. Tra l’altro non commenta nemmeno più…
beh per precisare io penso che sia cattiva, ma come molti altri.
Questo non la solleva dalle sue responsabilità, però “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, e in questo caso è più difficile, Almost Imperfect e Andrea.
E’ relativamente facile trovare gente che non ha mai tradito, che magari è stata pure tradita, e questo spiega perché le reazioni in quel caso sono più virulente. Proprio perché alla frase “chi non ha mai tradito scagli la prima pietra” io ed altri iniziamo subito, perché effettivamente sono un (co.lione) fedele.
In compenso è molto più difficile, secondo me, trovare persone che non abbiano mai provato invidia, disprezzo taciuto, ipocrisia nei rapporti. Io per esempio mi sono macchiato di queste cose, e parzialmente continuo a farlo. Perciò ci sta più “comprensione”.
Certo non mi metto a ferire volutamente le persone o a creare rapporti malsani come l’autrice. Però ho il mio lato oscuro anche io, come tutti, come anche voi.
@colam’s
a me invece fa proprio pensare questo atteggiamento.
Sarò di parte, ma se kia avesse scritto “penso cose brutte del mio ragazzo, lo tratto male, ecc…” avreste reagito in altro modo, basta aggirarsi tra le varie lettere e leggere.
Quello che a me sorprende è come sia facile in alcuni casi additare ed accanirsi, ed in altri invece no; ci vuole coerenza sempre non solo quando fa comodo o quando vengono toccati nervi personali scoperti.
Per me provocare consapevolmente dolore ad altri non è bello, e non lo è rivolto nei confronti di nessuno, neanche degli animali guarda…
Lo stesso vale se si parla di debolezze umane.
Già che “persona cattiva” è un termine che uso molto poco; non mi sento migliore di kia, ho la mia “gobba” da guardare e voltandomi indietro ho di sicuro fatto peggio, anzi ne sono certa, e nel mio futuro può darsi che non sarò migliore; ma non venirmi a dire che coloro che giudicano i tradimenti in modo anche poco educato sono tutti/tutte sante perché non ci credo neanche se lo vedo…
E non dirmi neanche che “è relativamente facile trovare gente che non ha mai tradito”, se si vuole nascondere la testa sotto terra ti rispondo che hai ragione, alterimenti a voler essere obiettiva, se mi guardo in giro, vedo l’esatto contrario
ciao Almost-Imperfect,
ti leggo sempre volentieri.
concordo con questa tua ultima affermazione: “E non dirmi neanche che “è relativamente facile trovare gente che non ha mai tradito”, se si vuole nascondere la testa sotto terra ti rispondo che hai ragione, alterimenti a voler essere obiettiva, se mi guardo in giro, vedo l’esatto contrario.”
anche se non è che ci sia da esserne contenti!
—
fataMorgana,
mi piace molto il tuo punto di vista. soprattutto quando affermi che: “Chi poi ha interiorizzato in maniera assoluta le norme comportamentali non sa nemmeno di poterli avere questi pensieri, ma la maggior parte della gente lo sa benissimo. La cattiveria in se io credo non esista.”
quello che non mi va nel post iniziale di Kia è la piena consapevolezza che sembra avere di qualcosa di sbagliato-malato nel rapporto con la sua “amica” ed il relativo auto-compiacimento, privo della volontà di porvi in qualche modo argine o rimedio. a mio avviso, non si dovrebbe voler fare del male quando ci si rende conto della sofferenza che questo può arrecare.
kia frequenta abitualmente il forum. di certo ci legge ma forse hai ragione tu: ha semplicemente voluto essere provocatoria!
Io sono sulla stessa linea di Almost-Imperfect. Tra l’altro FataMorgana scrivi che “la cattiveria in se io credo non esista”, quindi nemmeno la bontà? Io penso invece che ciò che ci differenzia gli uni dagli altri siano i nostri lati caratteriali. Concordo che ognuno abbia un lato oscuro e possa provare sentimenti considerati negativi, come la rabbia, l’odio, l’invidia. Tuttavia c’è chi per predisposizione, chi per scelta, tende a perseguire l’una o l’altra strada. C’è gente invidiosa, lo sono stato e lo sono anche io sotto alcuni aspetti, ma conosco gente che non lo è affatto e gente che di invidia ci muore.
Kia non può essere solo ingenua, consciamente sceglie di fare del male ad un’altra persona che, in questo caso, è anche più debole.
Provare dentro di sè alcuni sentimenti e assecondarli sono due cose diverse, che secondo me fanno la differenza.
Un conto è incontrare una bella ragazza per strada e farci su un pensiero, un altro è trascinarla in un vicolo e saltarle addosso.
Credo che da un lato si debba comprendere l’altro e anche immedesimarcisi, tuttavia se si vuole tentare di migliorarsi bisogna anche cercare di fare la cosa giusta. Altrimenti si rischia di far passare tutto, come spesso infatti succede. Il caso più eclatante ad esempio è quello dei politici..rubano perchè possono..rubano tutti i politici..ruberei anche io se fossi al loro posto. Spesso passa questo concetto, che però non condivido, perchè in questo modo si tente a giustificare i nostri lati oscuri e le cose non potranno mai cambiare così.
@rossana
ricambio!
Per un pò non ti avevo più incontrata, ma ci sono periodi in cui anch’io mi faccio prendere da altro e momenti in cui leggere e scrivere assume più rilievo, un pò altalenante
sì, Almost-Imperfect, a volte anch’io m’allontano per un po’ ma poi, in certi particolari momenti, vengo improvvisamente risucchiata da questo mio vecchio amore di forum! 🙂 è come una finestra a cui sento il bisogno di riaffacciarmi ma anche come uno specchio, in cui di tanto in tanto devo tornare a riflettermi…
No secondo me nemmeno la bontà in sè esiste. Come dici tu esisteno tendenze ambivalenti ed esistono scelte personali. Certo anche disposizioni personali, ma io non intendevo dire che siamo tante fotocopie gli uni degli altri. Volevo solo dire che tutti hanno una zona profonda dove nascono pensieri e sentimenti incoffessabili. Avevo anche specificato che è necessario per le società stabilire dei parameetri comportamentali e le punizioni per chi li supera, altrimenti ci faremmo del male. Ma io intendevo la galera per gli omicidi e reati gravi, non la pubblica flagellazione per dei dispettucci tra amiche. E sono le azioni a venire condannate non i pensieri, altrimenti saremmo tutti galeotti. I valori di bene e male, buono e cattivo sono frutto del pensiero duale occidentale, non credo siano assoluti ed eterni. ma queste sono divagazioni dal tema, le scrivo solo per spiegare perchè secondo me Kia non è cattiva. Sono ragazzate e rivalità tra amiche bearsi di essere cattivi per questo (come già dicevo) mi sembra ingenuo e autocompiacente. Di una cosa sono molto contenta invece, che verso Kia la reazione è stata ancora in qualche modo contenuta e quindi uno spazio di dialogo si è aperto. Quei battibecchi sterili che nascono dopo le lettere dei traditori o dei problemi amorosi sono in genere di una mediocrità spaventosa.
Non faccio una particolare tragedia per ciò che ha detto kia, nel senso che si possono commettere atti ben peggiori, però non credo neanche che siano solo dispettucci. O forse per noi che non li subiamo è così, ma per chi li riceve non è detto che sia uguale.
Proprio ultimamente le cronache hanno parlato di fatti simili, che purtoppo si sono conclusi con il suicidio del ragazzo vessato.
Ora, ripeto che non sarà questo il caso, però succede che una singola persona, solo perché più debole, venga presa di mira da tutta la comunità di “ragazzini” e diventa il capro espiatorio di tutti; non sempre le liquiderei come ragazzate, partono come stupidaggini, ma poi nella testa di chi le subisce diventano problemi insormontabili.
Rimane il fatto che l’intenzionalità con cui kia maltratta la sua amica, consapevole di farlo, non è per niente un atteggiamento da lodare.
Per cui mi riconosco in molte delle cose che andrea ha scritto
non avevo intenzione ne di leggere ne di rispondere ai commenti, ma ho ceduto alla curiosità del leggere…. volevo solo dire che la risposta di Pandino non l’ho scritta io. è un utente che ha voluto simbolicamente rispondere alla mia lettera, scritta in prima persona in prima persona. non commento quello che voi mi scrivete, in nessun senso, perchè avete ragione tutti.