Anche stasera faccio tardi
di
obiuan
Anche stasera faccio tardi, sono quasi le 23 e non ho ancora finito di lavorare, ma tanto nessuno mi aspetta a casa, come ormai succede da più di un anno ormai. Purtroppo mi sto abituando a questa situazione, la solitudine mi fa meno paura, ormai sto imparando a convivere con lei. E’ la mia convivente !!!!!!! che fortuna che ho.
Comunque va bene così, non è importante avere qualcuno per forza che ti aspetta, forse è il caso di amare se stessi, io non l’ho mai fatto, e tutto prenderà un’altra piega.
Forse…..
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Categorie: - Me stesso
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Come vedi faccio tardi anche io…nessuno mi cerca, aspetta o desidera.
Purtroppo vedo che ne siamo in tanti in questa situazione.
Teniamo duro, impariamo ad amarci ma anche ad amare gli altri, sono sicuro che di riflesso anche gli altri (almeno qualcuno) inizieranno ad amarci.
Buonanotte.
ciao, siamo proprio in tanti a non essere cercati…….. sara’ la crisi. 😉 Finira’ . me lo auguro e lo auguro a tutti.
proviamo consolarci se stessi..nn fa niente..mille volte lo dico anch’io..nn fa niente..pero poi sento il vuoto..la necesita di sentirmi importante per qualcuno..nn solo un gioco..e nn sai che fa piu male..un amore nn corrisposto o la solitudine..tanti sogni che spariscono all’alba..tante lacrime che si asciugano da sole..ma nn fa niete..un poeta diceva:Se rompi dal bosco un ramo/Che importa al bosco di lei?/che importa al mondo intero/se piangono gli occhi miei?..speriamo che domani cambiera tutto..l’unica cosa che nn dobbiamo perdere e la speranza..
Certo Mac, ogni giorno dobbiamo cercare una spiegazione, una scusa, alla nostra situazione. Forse è giusto così. Buona giornata
sono capitata di recente per caso su questo sito e da allora ogni tanto mi collego e leggo qua e là. spunti, frasi, commenti, brevi stralci di vita altrui. e ogni volta resto colpita dalla somiglianza di tante vite sconosciute, diverse eppure simili nel loro ferito modo di sentire. e mi chiedo allora come sia possibile, come sia possibile che esistano così tante esistenze solitarie che non si incrociano? come due persone che piangono per il loro silenzio sulle rive opposte di una stessa spiaggia, così vicine eppure così infinitamente lontane.
e più ci penso e più mi convinco che il “problema” non sono gli altri ma siamo noi stessi. che il mondo in realtà è pieno di persone, persone che forse non sanno avvicinarsi le une alle altre perchè troppo prese dal “piangersi addosso”, dal disperarsi per la propria solitudine, dall’essere così accecati dalle proprie lacrime da non accorgersi che forse basta alzare la testa e guardarsi intorno per scoprire l’altra persona che sull’altra riva piange con tristezza allo stesso modo e per lo stesso motivo.
certo, bisogna essere in due. noi dobbiamo alzare la testa dal nostro petto e guardare in giro ma lo stesso devono fare anche gli altri perchè i nostri sguardi si incontrino. ma come noi arriviamo a questa semplice piccola verità così possono arrivarci anche le altre persone. e come noi, in un attimo di consapevolezza, possono alzare il loro di sguardo e incrociare i nostri occhi. e scoprire che, forse, siamo meno soli di quello che pensiamo. perchè la nostra solitudine prima di tutto nasce da dentro. e forse è figlia più di quanto vorremmo ma non possiamo avere che di una reale mancanza di interazioni.
io non lo so. io non lo so come si fa, da dove si comincia. so solo che bisogna iniziare. non so neppure se è il verso giusto, le cose giuste, i pensieri giusti. ma da qualche parte bisogna pur cominciare no? e se sbaglierò…mi fermerò un momento, farò un profondo respiro e ricomincerò da capo. perchè sbagliare fa parte del gioco. e il soffire anche….ma non penso che ci sia solo quello.
rapida72
Beh, Rapida, allora spero di incrociare il tuo sguardo e leggervi la tua sofferenza simile alla mia.
Ma tu hai quasi 40 anni (se deduco giusto dal tuo nick) ed io 50: per noi è ancora più improbabile uscirne così facilmente …
Certe volte mi chiedo perché non esistano punti di incontro cittadini permanenti dove ritrovarsi tutti insieme, noi esseri soli, e cercare di aiutarci a vicenda. Senza sovrastrutture religiose o scientifiche, né appesantimenti sociologici o altro; semplicemente, un luogo dove conoscere chi davvero può comprendere quello che proviamo e ritrovare il piacere di sentirsi insieme ad altri. Dando sempre il benvenuto a quelli che ci diranno di esserci riusciti, alla fine, a tornare al mondo dei non soli, e come.
Mah, la solitudine mi sta facendo farneticare …
E’ che la speranza non mi basta più, vorrei trovare qualche soluzione più concreta …
R
Rapida, spesso ho provato a ragionare come te, io ho 47 anni, un matrimonio finito ed una successiva presa in giro di quasi 3 anni. sono molto critico con me stesso, mi piango addosso da un anno eppure in questo anno ho conosciuto più persone dell’altro sesso, di età lontane e vicine, ma sono ancora qui a scrivere. Se clicchi sul mio nik leggerai le mie farneticazioni da ottobre ad oggi. Roberto, la penso come te, nic, anche io ho le stesse speranze, come mac. Rapida, spero tu abbia ragione, ma come dice roberto, gli occhi si devono incontrare, gli occhi fanno quello che possono….. io sono stanco di sperare, ma ho ancora voglia di credere, anche se il mio passato mi ha donato splendide menzogne e crudeli verità. Non può piovere per sempre amici miei. Vi abbraccio
io ho una domanda da fare, forse una domanda fastidosa ma onesta: ma tutte queste persone sole vogliono davvero un incontro con l’altro, un incontro onesto, sincero, da pari a pari, una condivisione di idee, pensieri, sentimenti, emozioni, progetti, speranze, cose da fare assieme o vogliono piuttosto un’ancora di salvezza, un salvagente al mare immenso della solitudine in cui nuotano? una riva di approdo per appoggiarsi finalmente e tirare il fiato? le persone non sono questo, gli altri non sono questo! gli altri sono come noi, gli altri SIAMO noi. io sono l’altro per te, tu lo sei per me.
e se io mi sento così forse allora anche l’altro si sente allo stesso modo. e se io cerco un salvagente forse allora anche l’altro sta cercando la stessa cosa. ma che incontro ci può essere allora? fra due persone stremate che cercano sostegno l’una dall’altra? sostegno che non sono in grado di dare perchè chiedono reciprocamente.
incontrarsi è un dono; incontrarsi è dare e ricevere. e incontrarsi, oggi almeno credo, non è facile. e non è scontato. però può succedere. ma certamente non succederà se prima io dentro di me non faccio spazio, vuoto, silenzio, pulizia. pulizia da tutto il ciarpame, gli appesantimenti, le zavorre che mi sono portato fino qua.
certo, non è facile. ma come posso io accogliere l’altro se non so accogliere prima me stesso? come posso dare se prima di tutto sto chiedendo? chiedo una relazione vera, paritaria o cerco solo qualcuno che mi dia un sostegno e cancelli con la sua presenza tutto il mio dolore? perchè sapete….la vita va avanti nel bene e nel male. e può succedere che la persona che vi ha salvato al vita per mille motivi dall’oggi al domani non ci sia più. e allora cosa fate? ritornate nel baratro in attesa del prossimo angelo? o decidete di vivere comunque? sulle vostre di gambe? gustando con dolore ma consapevolezza tutto il male che vi appartiene, che appartiene solo a voi perchè è la vostra di vita, ma anche tutta la gioia che in qualche modo c’è? è impossibile che non cene sia….nessuna cosa esiste senza il suo contrario. quindi, forse, basta solo guardarsi intorno un po’….
così, riflessioni mattutine.
ciao a tutti e…non vogliatemene se scuoto un po’…non c’è giudizio alcuno, solo spunti.
Rapida,
visto che sembri destreggiarti molto bene, dove consiglieresti di cercare un partner, ammesso che si sia già concluso quanto da te giustamente suggerito con la frase che di seguito riporto?
“ma certamente non succederà se prima io dentro di me non faccio spazio, vuoto, silenzio, pulizia. pulizia da tutto il ciarpame, gli appesantimenti, le zavorre che mi sono portato fino qua.”
Rapida, io spero tanto che tu creda fermamnte in quello che dici e che la tua vita vada a gonfie vele. Io so nuotare, perdonami, non cerco un salvagente, non ne ho bisogno. Io ho cercato di costruire con mia moglie e poi con l’altra persona. Di mezzo ci sono stati tradimenti ed altro, che sintetizzo in disonestà. Io ho voglia di costruire, ho voglia di sognare insieme a qualcuno, ho voglia di vivere. Va bene così, è utile il giudizio di tutti, se no non metterei qui le mie solitudini. Un abbraccio a tutti
dove cercare un partner?….
al supermercato….
…le persone non si comprano, non si cercano. le persone arrivano, semplicemente vivendo. e lasciando la porta aperta.
e non parlo solo di partner.
quello che volevo dire, e che forse non è stato chiaro, è che c’è così tanto da fare e da vivere, e così poco tempo, che vale davvero la pena passarlo a pensare a quanto si è tristi soli e disperati?
si può essere tristi sentendosi soli ma godere comunque di tutte le altre cose che, comunque e in ogni modo, accadono.
io almeno la penso così. e così sto cercando di gestire la mia vita.
se io imparo a stare “bene” da sola (e per bene non intendo che sia meglio o peggio, solo bene, serena) allora chiunque arrivi sarà il benvenuto. non viene per “salvarmi”, viene per condividere, per fare un pezzo di strada con me. e quando sarà il momento se ne andrà…perchè sceglierà un’atra strada, perchè magari sarà arrivata la sua fine, perchè magari non staremo più bene assieme. ma io con me starò bene lo stesso. soffendo magari per il dolore della separazione. ma sempre sulle mie gambe. solide o vacillanti ma mie.
quando qualcosa ti parte da dentro…nessuno più te le può togliere.
questo è solo il mio punto di vista sulle cose….ed ovviamente è non condivisibile. volevo solo aprire delle riflessioni e magari illuminare nuovi angoli da cui vedere le cose. anche per me, perchè scrivendo a qualcuno vedi nero su bianco quello che volevi esprimere e ri-vedi se è corretto o meno.
PS: per rossana: ci possono essere tanti modi per aprirsi…un corso nuovo di qualcosa che interessa, volontariato, politica, circoli culturali, associazioni, ballo…. io consigli non ne so dare, ma cominciare da sè e da quello che davvero si vuole forse può essere un buon punto di partenza. (PS2: sei così tanto arrabiata?…sensazioni)
buona notte
Rapida, sono d’accordo con te che l’altro non può e non deve essere un ‘salvagente’. Anche perché non ne esiste uno, di salvagente, davvero inaffondabile. E nessuno è tenuto ad esserlo.
Ma è anche vero che ‘l’altro’ può ben essere determinante nel farti vedere la vita diversa, nel darti nuovi stimoli, nell’offrirti scopi ed obiettivi che non avevi più.
Per questo, pensare che un cammino insieme può concludersi semplicemente perché uno dei due decide di ‘scegliere un’altra strada’, mentre a te suona perfettamente logico, a me mette i brividi … Certo che può succedere (mia moglie lo ha deciso dopo 22 anni di matrimonio) ma metterlo in preventivo come se fosse una voce di capitolato è dura.
L’autosufficienza che descrivi tu è sacrosanta sul piano della logica (chi non la vorrebbe?), ma è attuabile (forse) solo da chi non è stato segnato da esperienze profonde: nessuno resta se stesso e conserva tutte le sue sicurezze quando finisce un rapporto. Il dispiacere di non sentirsi importante per nessuno (descritto nella lettera di apertura) è centrale per capire la voragine.
Dire che nessuno ti può togliere qualcosa da dentro è discutibile, almeno relativamente agli umani.Idem per il tuo consiglio di fare pulizia dentro: anch’esso fa parte di quel blocco retorico che tutti si sentono in dovere di propinare a chi sta male (insieme al più classico ‘pensa a chi sta peggio di te’).
Anche il suggerimento che dai a Rossana (fare volontariato, politica, etc) è arcinoto, ma non sempre applicabile: c’è chi non ha l’età o le nozioni oppure il tempo necessario che associazioni o circoli o partiti ti chiedono di mettere a disposizione e poi è difficile trovare enti del cosiddetto volontariato che siano realmente aperti a tutti senza imporre un modo di pensare predefinito … Ma questo è un tema che meriterebbe di essere sviluppato in un altro forum.
In sintesi: non è così facile uscire dalla solitudine, credimi.
Le tue considerazioni sono ben accette perché sicuramente in buona fede, ma sono anche, se posso dirtelo, tipiche di chi non ha mai provato (buon per te!) un vero ‘vuoto’. E poi basta: nessuno si crogiola nel pensare alla propria tristezza, ne faremmo tutti volentieri a meno e sentirsi dire anche questo è troppo.
Morale: anche tu sei la conferma che la via di uscita per chi è solo può venire soltanto da chi è altrettanto solo e ne può capire realmente le pulsioni. Da due persone ‘stremate’, come dici tu, certo che può nascere una coppia (di partner o di amici) più forte. L’alternativa è quella di affidarsi al tempo che tutto appiana facendolo sbiadire. Ma è un’alternativa per chi si è già arreso.
Ciao
PS: Rossana non è ‘arrabbiata’ e non lo sono neppure io. Coglieva solo, probabilmente, la tua tendenza a dare ‘ricette’ un po’ usurate (anche ‘gli altri siamo noi’ mi ricorda qualcosa) e vagamente… sbrigative. Ma del resto il tuo nick è ‘Rapida’, giusto?
Ciao Rapida. Io al momento mi sento così, sono solo ma sono abbastanza sereno. Non sto nè meglio nè peggio, accetto questa situazione, non mi chiudo ad eventuali sviluppi, ma non ho l’ansia di cercarli. Poi se arrivano tanto meglio. Sei una persona saggia e come dici tu, mettere nero su bianco le proprie sensazioni spesso aiuta. Leggere i commenti pure. Io dico sempre che bisogna sentire tutti e non ascoltare nessuno, perchè poi l’ultima decisione è mia, però questo sito aiuta senz’altro, quando così tante persone scrivono le proprie esperienze ed i propri stati d’animo. Capisci che il mondo non è per tutti un parco giochi. Mal comune….
Buona giornata.
Giustissimo quello che dici rossana..cosi si dovrebbe reaggire..teoreticamente..pero l’impatto di una delusione e risentito differente da persona a persona..nn penso che nessuno vorebbe vivere costruendo dei muri senza una porta..chi e piu forte riesce per primo..chi no soffre troppo e per tanto..al di la della ragione..al di la del fatto che sai ch’e sbagliato..probabilmente nn ti trovi per caso qui..avrai pure te la tua triste storia,come noi tutti..esntirai pure te la solitudine..nn so..cerchiamo tutti delle risposte ad un solo perche..
Roberto, se ti può consolare con la mia ex moglie è finita dopo 21 anni e nemmeno io avevo messo a bilancio la voce “separazione” quando l’ho sposata. Io amo dire che le chiacchiere stanno a zero; la solitudine non è un merito nè una colpa, tutti quanti ne faremmo volentieri a meno, quando per un motivo o per l’altro, ci viene imposta. Una coppia si fa in due, banale considerazione, ma basta uno solo a distruggerla, è la legge dei piccoli numeri che così tanto cambiano la vita. Alla mia età, 47 anni, se incontrerò qualcuno incontrerò una persona sola, come me, sola più dentro che fuori, per così dire, perchè colpita nei sentimenti, dolorante nell’anima e stanca dal cammino.
Sono sereno, rispetto alle altre lettere che ho scritto su questo sito, un serena rassegnazione al vuoto che avanza, ma ciò non toglie che io speri di incontrare una nuova compagna di viaggio. In due si vive meglio, malgrado molti disdegnino la coppia, io sono un grande sostenitore della famiglia. Questo non sta a significare che Rapida abbia torto, è solo questioni di punti di vista, lei ha il suo. Ciao a tutti.
scusate..intendevo Rapida
per roberto, per obiuan e per tutti quelli che leggono e che pensano a quanto sia facile parlarne da fuori….
sono molto più dentro alle cose di quanto pensiate e sono stata molto più vicina a perdermi di quanto forse sappiate immaginare. il dolore, le paure, i timori, le tristezze sono noti compagni di viaggio.
ma non ho mollato. e non ho intenzione di farlo.
una persona saggia ad una mia obiezione molto simile alle vostre una volta mi ha detto: -e allora continua a guardare il baratro!-. così, molto brutalmente.
aveva ragione.
posso scegliere. se guardare in giù o guardare in alto.
io ho scelto di guardare in alto. scelgo ogni giorno di farlo.
e quando mi vengono le paturnie potenti penso: ma se domani fosse il mio ultimo giorno di vita e mi chiedessero cosa ho fatto il giorno prima di morire dovrei rispondere con -mi sono fatta le seghe mentali-.
e mi rendo conto dell’enormità di questo spreco. e le paturnie se ne vanno di botto.
devi andarci molto vicino alla fine per apprezzare di nuovo quello che ti sta intorno.
quindi non dite che io non so. io so. solo scelgo diversamente.
buona giornata. a tutti.
per roberto: rapida è anche un altro modo di chiamare la cascata….
Rapida,
non sono arrabbiata, semmai a volte demoralizzata, nonostante condivida tutto quanto hai scritto e senti.
concordo pienamente con te quando affermi: “…le persone non si comprano, non si cercano. le persone arrivano, semplicemente vivendo. e lasciando la porta aperta.
e non parlo solo di partner.”
ho ripreso a socchiudere la porta da meno di un paio d’anni, anche confrontandomi qui e traendone spesso linfa vitale. a dire il vero, forse mi ci sono rifugiata per smaltire una recente scottatura, derivante proprio dall’aver aperto un portone a chi non lo meritava…
curiosità: mi potresti dire quanti anni hai, per favore?
rapida, colpito e affondato. hai ragione su tutta la linea, guardare nel baratro è terribile, meglio provare a tirare su la testa
Rapida, giusto per precisare …
1) Qui nessuno ama indugiare a guardare il baratro. Colpiti dalla vita sì, masochisti no.
2) Idem per il chiudere la porta agli altri. Con queste lune di solitudine, il rischio è semmai quello di essere troppo poco selettivi …
3) Le ‘obiezioni’ che hai ricevuto non sono frutto di un esercizio retorico tra chi è più o meno saggio, tra chi ‘sa’ (come dici tu, un tantino presuntuosamente) e chi no. Il punto è un altro: come venirne fuori? Lo so che è difficile per chiunque dare una risposta precisa, anche perché ognuno è fatto diversamente. Ma quello che sicuramente NON è utile a nessuno è la fiera delle frasi ad effetto e prive di concreta applicabilità.
4) Tu dici che hai conosciuto (o sfiorato) anche tu il vuoto della solitudine. Sarà … Mi associo peraltro a Rossana nel chiederti l’età: non per un’insana curiosità, ma per capire quanta vita (e ciò che essa elargisce a piene mai) hai già vissuto.
Grazie comunque per il tuo contributo. Ma non avertene, se incontri qualcuno che non si allinea perfettamente al tuo pensiero …
PS: Prendo nota del significato di Rapida nelle tue intenzioni. Subito dopo, mi incuriosisco: perché hai scelto questo nick?
per rossana e roberto: anni 39…. non credo che sia quanti ne hai vissuti ma in che modo. le botte arrivano quando arrivano, non è che ti chiedono prima quanti anni hai.
per roberto: quello che ho scritto cerco di metterlo in pratica prima di tutto con me stessa. e se dico qualcosa è perchè in qualche modo l’ho già vissuta, sentita e provata dentro di me. non mi permetterei mai di “suggerire” qualcosa che, in qualche modo, non abbia già sperimentato.
per il resto…non volevo assolutamente peccare di presunzione, è nato tutto solo dal mio stupore nel trovare quante storie si accomunano nel loro modo di sentire e nel modo di reagire (o di non reagire). e pensavo che uno spiraglio di cielo potesse…aiutare? forse solo condividere quello che faticosamente ho imparato e continuo ad imparare.
per il mio nick…è stata una cosa istintiva, ma più ci penso e più ci sta. credo sia il movimento, la bellezza dell’acqua che scorre, la potenza che sprigiona, il rumore, il suo frastuono, le goggioline intorno, l’arcobaleno che fanno, come ci vedi il mondo da dietro….sono bellissime le cascate. e rapida semplicemente perchè mi piace di più, ha un suono più morbido all’orecchio, più piacevole.
per obiuan: siamo noi che ci coloriamo la vita, qualunque cosa ci accada. (se ti va leggiti un mio commento a una lettera scritta ai primi di aprile dal titolo -sono stanca- di tale Emotiva).
e by the way…io penso che le cose si fanno in due…ma pure in due si disfano, non è mai una persona solamente a farlo.
e infine per rossana: è vero che aprendo la porta rischiano di passare anche le carogne. ma se non la si apre non entra proprio nulla, no? magari uno spiraglino alla volta, una sbirciatina fuori e poco per volta. poi un giorno scopri che ti gusta!
in ultimo, concordo con tutti che son punti di vista, ognuno ha il proprio….e di solito ognuno pensa che il proprio sia quello giusto 😉
grazie per le chiacchierate
Hai ragione Rapida sul fatto che sono tutti punti di vista, pareri personali, sui quali si può chiacchierare all’infinito e ognuno è libero di rimanere della sua opinione. Rapida io per due volte sono stato lasciato ngli ultimi 4 anni e per due volte mi è stato detto che sono un uomo meraviglioso e che non ho colpe. Mia moglie e la mia ex…compagna?….(no non credo compagna) mi hanno ingannato, tradito, distrutto e io non ho colpe, lo hanno detto e riptuto nel tempo anche ad altri, compreso amiche loro, con le quali avrebbero potuto affossarmi. Malgrado ciò, malgrado io abbia reso felici queste persone, sono qui, alle 22,25 di una sera d’agosto a scrivere sul pc, rispondendo ad adorabili sconosciuti. Cara Rapida, io oggi sono stato in mezzo al mare, in canoa. Mentre ritornavo dall’uscita, il mare si è alzato, perchè nella mia città, Genova, il vento è dispettoso e si alza senza pravviso, agitando il mare. Era la metafora della mia vita di 47 enne, sbatttuto dalle onde, remavo quasi in salita in certe occasioni, ma il mio fine era ritornare nel mio porto sicuro. Almeno in quei casi ho un porto siuro dove tornare. Nella mia vita questo non c’è, e mi manca, Dio sa quanto… mi manca. Non ho più voglia di soffrire eppure anche oggi in mezzo al mare qualche lacrima mi è caduta. Ciao a tutti, da obiuan alias Maurizio.
hai ragione, Rapida: gli anni contano sì e no, pur avendo comunque un loro peso. concorderai che più tempo trascorre maggiori sono le opportunità di prendere qualche bastonata in più…
poi, dipende, su quali temperamenti vanno a cadere: c’è chi è partito bene nell’infanzia, e traballa soltanto. c’è chi ha già patito più della norma, e allora anche una piccola bordata può stenderlo per anni. c’è chi ha una maggior autostima e chi non ne ha avuta mai per niente… chi è in grado di reggere bufere e chi si perde nel primo temporale… è tutto molto soggettivo.
apprezzo la giusta tendenza che hai enunciato e mi auguro che possa essere posta come obiettivo da chiunque è afflitto dalla circostanza di essere o di essere rimasto solo. e ti ammiro per l’equilibrio che hai raggiunto, molto raro a ogni età.
vado a leggermi i tuoi post di aprile, se non troppo faticosi da rintracciare. grazie per i tuoi contributi.
caro obiuan alias maurizio, un sorriso dolce per le tue lacrime. sei tu il tuo porto sicuro, tienitelo stretto in mente e nel cuore.
ciao rossana, grazie per le tue parole.
ps: il mio equilibrio sta sulle montagne russe….ma queste sono un pochino meno ripide di qualche tempo fa. faccio quello che posso 😉
stasera son cotta!
un saluto a tutti
Rapida,
anch’io descrivo spesso il mio fragile equilibrio con l’esempio delle montagne russe! a volte pure con la metafora del funambolo… e anch’io faccio del mio meglio per… stare a galla!
un abbraccio.