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Senso di colpa per lo studio

di Sana92

Sono una ragazza di quasi 21 anni, al secondo anno di ingegneria. Sono rimasta indietro di uno esame che è propedeutico e mi blocca tutti quelli del secondo anno.
Ho sprecato l’intera sessione a cercare di passarlo … ai primi appelli riconosco i miei sbagli, al terzo sono stata bocciata ingiustamente, quando gente che aveva fatto la metà del mio compito è passata.

Da allora mi sono fatta consumare da un senso di colpa del tipo “Sono un fallimento, studio quattro mesi per un esame e non lo passo, ho già perso un anno, tutti si prenderanno la laurea in tempo e io no, ho deluso tutti, dovevo fare la cassiera e non prendermi responsabilità … ”

Il punto è che io sono sempre stata molto PRESSATA dai miei genitori per lo studio, nonostante sia sempre stata brava e mi piacesse studiare.
Sin dalle elementari, non mi facevano uscire perchè il pomeriggio dovevo studiare.
Alle superiori mia madre rendeva giugno un inferno, perchè appena uscivano i cartelloni dei risultati andava là e copiava tutti quelli dei miei compagni, tornava a casa e faceva medie, osservava, e per almeno tre settimane mi sbatteva in faccia i risultati altrui, le loro medie, facendomi notare come si fossero alzati o diminuiti di tot punti. Questi discorsi dalla mattina alla sera , e io passavo metà notte a piangere perchè volevo essere lasciata in pace. Aveva un comportamento maniacale !
All’università, diceva “Non mi sembra il caso di uscire … fra poco hai gli esami, quando studi?” quando era ottobre e gli esami iniziavano a gennaio. E se uscivo diceva “Sei sicura di farcela? Non devi guardare gli altri. Non tornare tardi che domani non ti alzi e non studi. E se esci di sabato sera quando studi? Stai buttando via la tua vita … ”
Mio padre una volta mi ha addirittura detto “Noi ti paghiamo l’università e diamo tutti i soldi che vuoi, però devi smetterla di uscire così tanto e mettere la testa apposto”
In tutto questo voglio precisare che uscivo il venerdì pomeriggio con il mio ragazzo, il venerdì sera qualche volta, e il sabato sera con le amiche. I restanti giorni ero a casa, o all’uni a seguire le lezioni e studiare.

Ogni volta che esco di casa per un motivo diverso dall’uni, mi sento in colpa. A volte sono anche arrivata a pensare “vabbè a questa persona dico che non posso andare, sennò i miei genitori si arrabbiano … ”

Lettera pubblicata il 10 Marzo 2013. L'autore ha condiviso 8 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Famiglia - Me stesso - Scuola

La lettera ha ricevuto finora 7 commenti

  1. 1
    pucioladoro -

    Carissima Yumina92,

    prima di tutto voglio dirti una cosa: io ho perso due anni alle scuole superiori, uno giustamente perché ho riconosciuto di non essermi impegnata abbastanza per guadagnarmi la promozione, un altro ingiustamente per tutta una serie di motivi che non sto qui ad elencare sennò starei più tempo a raccontarti la mia sfortunata esperienza piuttosto che aiutarti e consigliarti! Ti ho fatto questa piccola introduzione, citandoti un episodio della mia vita per dirti che per quanto possa essere spiacevole, deludente, etc… questa non è la fine del mondo: non hai ammazzato nessuno, non hai fatto del male a nessuno, non hai fatto reati quindi rilassati, tranquillizzati (e te lo sta dicendo una persona che ha perso 2 anni a scuola!) che sennò non farai altro che auto-lesionarti per un qualcosa che alla fine, sì certo è importante, ma non deve esserlo così tanto da mandare in crisi te, il tuo cervello e la tua vita!!

    Io non sono un genitore, quindi non posso prendermi la responsabilità di dire se i tuoi genitori stiano facendo bene il loro dovere o meno, non mi permetterei mai assolutamente, ma di certo non ti stanno aiutando, questo è poco ma sicuro se la tua situazione è quella che hai scritto. Che senso ha vedere la media dei tuoi compagni di classe? Certo, è normale volersi fare un’idea di come sia l’andamento della classe, ma mi sembra molto eccessivo segnarsi addirittura i voti degli altri studenti! L’unica persona di cui si deve preoccupare un genitore a parere mio, è il proprio figlio!! Non farti uscire nemmeno perché devi studiare, anche questo mi sembra eccessivo… cioè, se poi eri una studente che andava male in tutte le materie e questo doveva semplicemente essere un modo per “punirti” e farti studiare un po’, l’avrei capito, ma siccome da quanto racconti, non è affatto così… oh che vita è??? Povera te!

    Tu non devi sentirti in colpa per niente, ma devi assolutamente parlare chiaro con i tuoi genitori, stabilirci un rapporto in cui tu puoi dire quello che pensi (sempre con rispetto), così non si può affatto avere una conversazione tranquilla. Devi fargli capire che facendo così, non fanno altro che alimentare le tue ansie, che non ti fanno stare serena, che ti faranno allontanare, e che non è certo una sera in meno o un pomeriggio in meno passato sui libri che ti aiuterà a passare gli esami!! Sii chiara, parla con loro e digli che tu devi sentirti più libera, senza oppressioni, e che già lo è l’università in sé per sé, se poi ci si mettono anche loro… secondo me, anche il fatto che loro ti fanno stare in ansia, è un fattore che ti blocca per passare quest’esame. Tutto sta nel chiarire con loro prima di tutto perché secondo me, è questo il problema basilare e poi vedrai che se ti capiranno e vogliono davvero il tuo bene, staranno più attenti alle tue esigenze (senza esagerare eh :P) e vedrai che il resto andrà certamente meglio, anche all’università, certo, continuerà ad essere difficile, ma la vivrai con più serenità…

  2. 2
    sars92 -

    Cara yumina, avendo la stessa età e frequentando anch’ io un corso di studio abbastanza tosto penso di poterti dare la mia massima solidarietà ^.^. Comunque penso che le tue angosce siano un pò uguali a tutti quelli che affrontano (seriamente) un percorso di studi, tutto ciò è reso ancora più opprimente dal fatto che chi ci finanzia sono i nostri genitori che inoltre riversano tutte le loro speranze e fiducia in noi. Il nostro compito è impegnarci sicuramente, cosa che tu hai fatto nell’ esame che non è andato bene ( spesso capita anche a me ed altri miliardi di studenti). Ma la tua vera consolazione e che tu fai tutto questo per TE, i giorni passati suoi libri, seguire alcuni corsi pallosi, devono essere sacrifici che fai per te stessa. Il tuo scopo deve essere quello di raggiungere i TUOI sogni e mica non ce la farai se perdi un anno? Metti i paraocchi e non guardare ciò che fanno gli altri, ma pensa solo a ciò che vuoi raggiungere tu. Poi avrai un anno in più per prepararti meglio e puntare a voti più alti ( che non guastano mai). Per quanto riguarda i tuoi genitori, dimostra che se cosciente di ciò che fai, fatti degli schemi suddividendo i giorni con gli argomenti da studiare ritagliando un pò di tempo anche per te e mostrali a tua madre. Falle vedere ogni giorno che hai svolto la porzione del tuo dovere e che ti atterraial tuo comodo schemino. Non potrà dubitare di te! Sta tranquilla che tutto si sistemerà e trarrai i frutti dal tuo sacrificio;) Ciao.

  3. 3
    Almost-Imperfect -

    Ciao Yumina92,
    anch’io ho fatto ingegneria (un bel pò di tempo fa :=)) e come te ho passato il primo anno e parte del secondo dietro un esame che proprio non riuscivo a superare. Perché poi, oltre alle difficoltà proprie, a volte ci si sommano quelle di alcuni professori che si fissano che tu non sia in grado e ti rendono la cosa più difficile che ad altri. L’unico 19 della mia carriera universitaria!!!
    Cerca solo di non demoralizzarti troppo e insisti, è l’unica soluzione; anche perché di questi scogli nella vita futura ne troverai tanti, per cui è bene che tu impari già da adesso a contare sempre su te stessa ed a lottare anche quando le cose non vanno bene.
    Quello che mi sembra un pò esagerato, scusa se mi permetto, è il comportamento dei tuoi; di certo non ti rendono la vita più serena.
    Il consiglio che posso darti io è di studiare, impegnarti ed insistere, ma di ritagliare anche i giusti spazi per te, che sono veramente importanti. Per di più il periodo universitario secondo me può essere denso di esperienze anche dal punto di vista sociale; si è abbastanza adulti da godersi appieno tutte le sfaccettature e tutti i rapporti che si possono creare tra “colleghi”. Ricordo con piacere i momenti di studio all’università, con i miei compagni, quando ci si accampava per i corridoi dell’ateneo, oppure se il tempo era bello fuori nei giardini, oppure le tragedie davanti ai risultati degli esami scritti….

  4. 4
    Yumina92 -

    Ma infatti, io non mi arrendo … mi demoralizzo ma sono abbastanza testarda da riprovare l’esame !

    Solo che mi demoralizza il fatto che io magari studio, e m svago poco, un po’ per scelta, un po’ perchè se torno tardi sempre non riesco a studiare, un po’ per i miei … mentre gli altri colleghi fuorisede è tutto un uscire e divertirsi e passano che è una meraviglia!

    Alla fine , durante la sessione io uscivo due sere (roba tranquilla del tipo, all’una a casa) e una giornata andavo dal mio ragazzo, nella sua città , o veniva lui da me … i restanti giorni studiavo, la sera mi vedevo un film e poi a letto.
    Forse sarò troppo stressata ?

  5. 5
    Monica -

    ciao,
    guarda io sono una studente universitaria di oltre 40 anni (mi sono iscritta l’anno scorso ad una facoltà di una uni on-line, per approfondire le mie conoscenze in ambito lavorativo).In qualità di studente (matura!!) mi sto rendendo conto che “scegliere” di studiare è veramente piacevole, per il fatto in sè di poter imparare …cosa che non avrei mai creduto di pensare fino a qualche tempo fa, quindi sono perfettamente d’accordo sull’importanza dello studio, soprattutto ai giorni nostri….ma ci vuole una grande serenità di fondo ! e siccome sono anche mamma di un ragazzino di terza media (che rischia l’anno scolastico !!!! ) ritengo di poter comprendere entrambe le situazioni: da mamma ti posso dire che pure io ho fatto degli errori con mio figlio, assolutamente in buona fede e con la convinzione di agire per il suo bene ! così, con l’ansia e la pressione esercitata sia dalle proprie convinzioni che da altri (insegnanti, ma anche terze persone) non ci rendiamo conto di trasmettere le stesse ansie ai nostri figli ! Tieni conto che in tutto ciò influisce anche la nostra autostima e le nostre insicurezze personali. Per quanto possa sembrarti difficile, credo che, gradualmente e per il bene di entrambi, tu debba spiegare ai tuoi genitori la necessità
    di prendere personalmente le decisioni sull’organizzazione scolastica e, di conseguenza, sulla tua vita. Dovresti far loro capire che non hanno motivo di preoccuparsi: da quello che scrivi mi sembri una persona estremamente seria e responsabile. A parer mio hai diritto di vivere serenamente sia lo studio che le tue giornate di svago, senza sensi di colpa, altrimenti continui a vivere turbata e, a lungo andare, potrebbero risentirne anche i tuoi risultati scolastici. Spero di esserti stata d’aiuto…un abbraccio !

  6. 6
    Aton -

    Mmh. Dopo un anno chissà dove sono finiti i suoi risultati scolastici. Forse era meglio come cassiera, peccato che posti da cassiera non ce ne sono. Altrimenti farei anch’io il cassiere, senza ribadirmi le gonadi a suon di martellate.

  7. 7
    Luna -

    Spero abbia passato l’esame e (se il lavoro c’e’, ci fosse) che abbia lavorato un po’, per uscire dalla sola logica del voto e della prestazione scolastica. Buono per relativizzare e anche per non stare sempre solo sui libri provando poi un senso di disorientamento totale, anche avendo 110 e lode, uscendo dall’universita’. Il guaio (e lo trovo piu’ sano) e’ che una volta si poteva non studiare soltanto durante in attesa di lavorare dopo. Ora, in effetti… Comunque un esame (o anche piu’ di uno) piu’ ostico puo’ capitare a tutti. Ammalarsi per l’universita’ pero’ anche no…

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