Secondo voi c’è un perché a tutto?
di
Prometeo
Vorrei consultarvi in merito a questa domanda posta già nel titolo:
Secondo voi c’è un perché a tutto o viviamo nella più totale casualità delle cose?
L'autore ha condiviso 34 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Prometeo.
Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Riflessioni
25 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Certo che si, tutto cio che viene spacciato per inspiegabile altro non è che una trappola per gonzi
Bravo Angwhy. È così.
Magari certe cose succedono senza una ragione plausibile, ma sono più che d’accordo con il primo commento.
No, è evidente che non esistono delle motivazioni valide per spiegare certi avvenimenti, specialmente quelli tragici. Tuttavia
una buona parte di ciò che succede viene determinata dalla propria volontà Durante l’esistenza ci sono poi dei momenti “decisivi” (che è bene allenarsi a riconoscere) in cui una scelta diversa da un’altra può cambiare radicalmente il corso degli eventi.
Prometeo,
in sintonia con il commento 4, secondo me, la maggior parte di quanto ci succede è determinata dal nostro temperamento, dalle nostre radici sociali/famigliari e dalle lezioni tratte dalle nostre esperienze, mentre esiste una parte minima, ma spesso molto incisiva, che dipende da eventi su cui non abbiamo alcun potere o anche da forme culturali in essere, a cui siamo inconsciamente incapaci di sottrarci.
l’interpretazione di ognuno dei suddetti aspetti ricade comunque sempre nella modalità soggettiva di farvi fronte o di scantonare. c’è sempre per tutti una qualche possibilità di scelta, quasi sempre caratterizzante!
Niente dipende da noi, la volontà non è mai così forte da determinare il destino di nessuno. A mio parere bisogna imparare ad andare “a vela” altrimenti rimani fermo ancorato alla tua volontà
Dipende cosa intendi. Una variazione del prezzo di un titolo o dell’andamento di un mercato si può definire casuale se non è accompagnata da nessuna notizia. Tuttavia il motivo di fondo per cui si muove il prezzo è che ci sono più o meno venditori che compratori. Dunque il motivo dell’oscillazione del prezzo di un titolo c’è sempre ed è sempre lo stesso, cioè la naturale forza di mercato, la naturale legge di mercato. Quello che può essere casuale è che in quel momento ci siano stati più o meno compratori che venditori. Se ci spostiamo su quel piano, la casualità esiste.
Ovvio che c’è un perché a tutto. Basta leggere Wikipedia o, per chi è vetusto come Angwhy, riprendere in mano il manuale delle Giovani Marmotte. Mi sa però che tu sei un gonzo, perciò lascia perdere.
Quando ti sfilano davanti, tutti i giorni di tutta la tua vita in processione devi chiedere l’estratto conto perché non è una roba tanto normale. Significa che c’è qualcuno che ti ha ridotto in uno stato di schiavitù e vivi una serie di automatismi che ti rendono suscettibile a cambiamenti che non dipendono dalla tua volontà. Se fai un commercio il discorso cambia. Che ti devo dire? Nella vita tutto serve. La possibilità di entrare in giri più grandi dipende dal fatto che non sei un idealista e non lo sei perché ti assumi il rischio di avere dare un prezzo alle persone. Non vivi di snobismo e quantaltro. Questa è la gavetta. La gavetta è importante perché ti consente di sentirti superiore in tutto a te stesso. Umanamente potresti essere invidioso, geloso, ecc. Ma tu hai superato dio. Vivi nella consapevolezza che queste realtà riguardino i mortali. Ti puoi rapportare alle leggi del mercato. Dio si fa superare da noi. Almeno io sono qualcuno perché esisto. Questa è la notizia. La buona notizia.
Secondo me no. Non tutte le cose avvengono per un motivo. A volte succedono e basta. Chi può dirlo? È come quando si cammina, sul marciapiede, e dando per scontato che nulla può succedere, ti si piomba addosso un’auto e ti investe. Non ci pensiamo mai. Pensiamo soltanto che stando sul marciapiede, nulla possa capitare, poichè analizzando ora queste o quelle circostanze, certe cose non debbano capitare. Invece capitano.
Io credo nell’essere umano. Nel fatto che è la persona che sceglie, se fare o non fare. Noi scegliamo di metterci al volante ubriachi, e poi se succede qualcosa addirittura arrogarci il diritto di dire: “ma io non volevo”. Invece volevi eccome. Lo volevi, Perchè potevi scegliere ed hai scelto la cosa che ha portato come conseguenza il ferimento di una persona. Non ci sono motivi, ci sono le persone e le loro scelte.
In genere il corso delle cose prevale sulla
volontà e quindi è meglio seguire la corrente che remare contro.
A volte tutto sembra procedere in una determinata direzione, in pratica in molti casi sono gli avvenimenti stessi a dirci cosa fare o non fare.
Il libero arbitrio esiste, ma è molto meno
di quando si possa pensare.
Sì e no… personalmente mi sono fatto l’idea che alcune cose capitano perchè “scritte da qualche parte” (nel destino, nella volontà degli dèi, nel fato…) altre invece capitano per via delle decisioni dei singoli individui (ai quali è rimesso un certo margine di libero arbitrio) o per somma di concause tecniche (terremoti, uragani, crisi economiche, guerre, scoperte scientifiiche, ottime annate di vino… sono tutte cose nelle quali sono presenti in forze dei driver quantificabili, studiabili, e talvolta prevedibili).
Non so le percentuali di casualità-predestinazione, ma secondo me si aggirano attorno al classico fifty-fifty.
“Noi tutti siamo il risultato delle scelte che abbiamo fatto nella nostra vita”. Questa è una delle frasi su cui sono più d’accordo. Ovvio che a monte di tutto, c’è però una situazione di partenza, tutt’altro che trascurabile. Ma la vita è fatta di scelte, che conducono a dei risultati. Quindi sì, per me c’è un perchè a tutto e sono le nostre scelte che lo determinano. Anche se spesso purtroppo, se una scelta è buona o cattiva, lo si scopre solo a posteriori e magari l’esito non dipende nemmeno da noi.
Rispondendo a Shinder, per me remare contro da parte di un singolo individuo non porta MAI a dei grandi risultati, il corso delle cose, nella globalità, ha SEMPRE la meglio. Però, se ci va, si può benissimo rifiutarlo e agire comunque di propria iniziativa, pur sapendo che non se ne trarrebbero vantaggi. Ripeto una cosa che ho già detto un milione di volte: bisogna ragionare sempre con la propria testa, mai con quella della collettività. Il libero arbitrio c’è eccome e bisogna ricordare nessuno potrà mai toglierlo.
Prometeo,
come vedi, tutti hanno un loro concetto su un tema così complesso, e, come in altri contesti altrettanto complessi, nessuno può avere la certezza di possedere la cosiddetta “verità”.
dal mio punto di vista, ottime le sintesi dei commenti 11 e 12, fermo restando che resta apprezzabile chi si assume del tutto la piena responsabilità delle proprie scelte.
Promy, dovrebbe essere abbastanza evidente che ogni cosa succede perchè vi è una ragione, anche se non apparentemente logica o non visibile immediatamente. Diciamo che quando si tratta di fallimenti è facile trovare chi invoca il destino, mentre per gli eventuali successi gli stessi parlano di volontà. È comprensibile umanamente, e anche qui se ne trovano di soggetti del genere.
Comunque, per chiarirsi le idee sul vero nocciolo della questione ti propongo cosa pensava Lao Tze riguardo il “fato” e l’imponderabile, e cioè che “un vincente trova sempre una strada, un perdente trova sempre una scusa”.
Commento 9. Ripeto con altri termini il commento di Rossella.
Se i giorni passano sei uno schiavo e cambi anche se non vuoi, ma se sei un commerciante invece che uno schiavo allora è un’altra storia.
Se rischi di avere dare un prezzo alle persone (quindi sei un mercante di schiavi) non sei un idealista e quindi puoi entrare in giri più grandi (più grandi di cosa non si sa, forse ti girano di più). Non sei snob, anzi, fai la gavetta e facendo la gavetta ti senti superiore, anche se superiore solo a te stesso.
Potresti essere invidioso, geloso, invece sei modesto: hai superato Dio facendo la gavetta e sei diventato immortale.
La buona notizia è che almeno Rossella è qualcuno, gli altri non so, ma lei esiste. Per contro, aggiungo io, sarebbe stata una brutta notizia se non esistesse.
Concordo Trader. Come si dice spesso, se Rossye non ci fosse bisognerebbe inventarla. E abbiamo pure chi potrebbe farlo. Io la adoro, veramente. In ogni caso devo comunque farti i complimenti per essere stato forse il primo vero esegeta rosselliano. Considerati come colui che ha scoperto la stele di Rosetta di Rossella.
Trader,
molto simpatico ed esaustivo il tuo commento 16.
Ottimo Trader abbiamo trovato l’interprete ufficiale delle risposte ad minchiam.adesso gia che ci sei traduci anche gli altri interventi,nel frattempo ti copio incollo alcuni dei commenti ricevuti
non ho capito niente della tua risposta
non penso di aver capito cosa intendevi dire
sei pazza
cosa ti sei fumata
boh!
..(continua)
Sì Trader, soprattutto esaustivo. Grazie alla tua scoperta ora potremo decodificare le centurie rosselliane.
E così potrò dire di aver avuto la fortuna di vedere la Stele di Rosetta a Londra e quella di Rossella su LaD. Buttalo via.
Grazie ragazzi/e!
Adesso mi resta solo da capire da che pianeta proviene Rossella.
Ci sono domande che non hanno risposte
e altre che hanno risposta nella domanda stessa.
Trader,
di recente sembra che anche Fabrizio riesca a capire quanto basta di Rossella per risponderle…
lei viene dal mondo dei sogni e dell’invisibile, del nulla e del tutto.
può piacere o non piacere ma c’è, e continua a esprimersi, senza mai interagire. magari potessi con il tempo imparare a essere e non essere, proprio come lei!
già mi fa piacere quando scambiano i miei commenti per suoi…
Alisee, la vera sfida è trovare le giuste domande per certe risposte. Il resto, diciamolo tra noi che tanto nessuno legge, è pura banalità.
Ciao! Se ti piace la lettura ti consiglio “La profezia di Celestino”, ha un punto di vista interessante su quello che hai chiesto…