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Ritorno ad Atlantide

Lettere scritte dall'autore  leoM

Riepilogando, maschi che non sono più maschi, femmine che non sono più femmine, mafiosi nell’Antimafia, Prodi che anziché esorcizzare il vampiresco e satanista Stato italiano ne accresce il peso, l’opposizione che ora protesta ma che prima aveva fatto le stesse cose in altro modo, licenza di stuprare, assassinare, rubare, aquile impallinate da figli di mign***a pezzi di m***a, genocidi in nome di Dio e di Cristo, caccia alle streghe, balene che spiaggiano, tigri che si estinguono, aborigeni che non vogliono più riprodursi perché dicono che non ne vale la pena, Novembre che pare Giugno e Giugno che pare Marzo, ghiacciai in estinzione pure loro, buchi dell’ozono, radiazioni, chemioterapia, tette al silicone, viagra e spinelli …………………

…. non ho mai detto che Roma è la culla di tutte le civiltà, anche perché non lo è affatto, ma insieme con altri penso che se i Latini avessero dedicato più tempo alla conoscenza dell’Universo anziché alla tecnologia bellica e all’ingegneria civile, probabilmente già l’imperatore Adriano avrebbe avuto l’energia pulita, tanto per dire su che livello di potenzialità stavano.
la società contemporanea fa schifo, fa schifo come obiettivi generali e come attuazioni specifiche; è figlia della depressione clericale e delle varie presunte liberazioni razionali e di costume che ha generato con secoli di plagio, è piena di teste di cuoio fasciste, di commercianti e usurai arricchiti di basso profilo, di pseudo-scienza oscurantista, di demagoghi e di un massimalismo vomitevole ed è povera di genialità liberale.
Gerico era di sicuro più avanti anche se non usavano telefonini e UMTS, e parliamo di 10.000 anni fa e Sumeri ed Egizi ne sapevano di più!
propongo di rinfrancarci lo spirito parlando di antichità classica e pre-neolitica, anziché di str****te, e apro il dibattito battezzandolo “Ritorno ad Atlantide”.

come diceva Confucio, amo gli Antichi e li coltivo, perché so che in loro sta l’uscita da questa macabra, mefitica e puzzolenta palude tecnologico-commerciale, in cui la mamma indica meravigliata la gallina a suo figlio di 27 anni, operatore di call center rincoglionito dalla pubblicità ingannevole e che non ne ha mai vista una, dicendo: “uuuuuh, vedi figliolo, quella è una gallina, falle una fotografia”.

L'autore ha scritto 8 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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12 commenti

Pagine: 1 2

  1. 1
    usul -

    benedetta sia la sintesi ed il suo creatore!
    non potrei trovarmi in maggiore accordo e al primo che salta su a dire la solita scontatissima castroneria (“sì, è vero, ma c’è anche del buono; con Internet si comunica in tutto il mondo!”) si deve rinsecchire anche il lobo cerebrale sinistro!

  2. 2
    Meneghin -

    Me par che a voi ve ghe s’è andà via el cerveo, benedeti. Mi son de Venesia, in questi giorni abbiamo acqua alta. Stiamo rischiando de far davero la fine de Atlantide! Come la vogliamo salvar Venesia, benedeti?
    Con gli antichi o con la tecnologia?
    E da quando tornar nele caverne è stata mai una solusion?
    E voi che sapete bene la storia, quante volte l’uomo è tornà indrìo ? Mi non voglio parlar de internet, ma el progreso noè cativo. Gli uomini semai lo sono.
    E vista l’età, mi te ofro il lobo sinistro usul, che quelo destro m’è già andato in mona. Ma se quela è sintesi, mi son clareta petaci.
    Le cose no son bone nè son cative, al contrario de l’omo.

  3. 3
    usul -

    se ti ze de venecia, alora avrai gustato el progreso de porto marghera benedeto e se ti ze ancora convinto che el progreso ghe vol e che porto marghera no è cattivo ma è che l’omini de la Esso e queli de la ditta veneciana che han mandato in mona el Vajont so gli unici cativi alora ze vero che ti ze clareta petaci e che ha un’idea stravaganza de la storia.
    ciao meneghin e perdona ‘sto pessimo venesian.
    ps., stavolta in italiano: il cavernicolo non è l’unico esempio di uomo a tecnologia intelligente; ergo, non c’è bisogno di rientrare nelle caverne per essere intelligenti; può bastare tornare a prima della rivoluzione industriale dell’800 e stavolta cercar di usare tutto il cervello.

  4. 4
    Meneghin -

    Quando se parla de omini cativi noè da intender ghe io vorìa parlar de orchi dele favole.El mal noè nei semi de riso, el mal è nella monsanto.Porto marghera ghà un nome e dei responsabili. Porto marghera se chiama enichem e montedison.
    La metalurgia e la cantieristica naval no son cativi. Ma se li svilupi mal, se ti te voi diventar rico, se ti sei disonesto e asasino, alora che centra el progreso?
    El cantiere naval ghà sfamà tanta gente, se avesero rispetato le norme de bon senso. Mi pare gha’ fato el calafatà (se me permeti el termine triestino, ghè l’operaio naval) tuta la vita, ghà mantenuto 10 fiòli.
    Se ti voi tornar prima dela rivolusione industrial, meti in moto la machina del tempo e torna a lavorar la tera co’ le man.
    Porta la morosa a partorir senza saper se torna a casa opur se more de infesion, benedeto. Se voi usar tuto el cerveo, basterìa farlo adeso,che saremo tuti benestanti e sazi.

  5. 5
    usul -

    proporre o di tornare indietro nel tempo oppure contentarsi di un progresso tecnologico che è palesemente maligno non solo perché usato male da uomini cattivelli ma proprio perché cattivo in sé (tecnologia sbagliata, superficiale, cretina, in poche parole da homo stupidus) è appunto una delle solite castronerie d’uso comune.
    la strada è buttare nel cesso la tecnologia cattiva insieme con quelli che la sostengono.
    tu applichi inopportunamente il tradizionale detto “non è la pistola che è male, ma la mano di chi la usa”. qui è tutt’altra faccenda ed è molto più seria, “tra cui”, porto marghera, che sarebbe tale anche senza i dirigenti della montedison, poiché è tecnologia petrolifera e il petrolio ha cominciato a diventar cattivo da quando è stato scioccamente convertito all’industria occidentale, mentre prima apparteneva all’economia naturale, come descrive Marco Polo, che dovresti conoscere.
    ps. un poco di veneziano passi, ma una terapia intensiva è troppo. se puoi, perché non usi l’interregionale italiano?!

  6. 6
    Meneghin -

    Mi piace di più l’analogia con il bisturi che quella con la pistola,che è un’arma di offesa che non ha applicazioni socialmente utili e come tale la getterei via volentieri.Così come mi piace più il dialetto veneziano che l’interregionale italiano (che sembra un treno alta velocità:).Siccome però rischio l’incomprensione,farò uno sforzo espressivo. Buttare nel cesso non è mai cosa saggia.Si fa prima a cambiare le cose che a distruggerle e ricominciare da capo.Quando si criticano le cose bisognerebbe farlo con cognizione di causa e obbiettività, ammettendo i lati positivi che il progresso ha portato.
    Dietro lo sfruttamento del petrolio ci sono interessi umani che è inutile che io ti ricordi. La guerra in Iraq è colpa del petrolio? Il petrolio centra eccome, ma di per se è solo un liquido nero puzzolente ed inerte. Semmai è colpa di chi vuole il potere mondiale attraverso lo sfruttamento del petrolio.Tornando a Venezia,soltanto la tecnologia può salvarla. Non certo le chiacchiere e tantomeno i transfert virtuali nella saggia antichità.Purtroppo il rischio è che una volta stanziata la cifra,ci sarà gente che farà a gara per mangiare la torta.Ma la colpa è allora della tecnologia? O della classe di potere che di tecnologia non capisce un bel nulla?Non c’è un parlamentare che abbia una cultura scientifica:sono tutti avvocati,politologi,filosofi.Soltanto buoni a parlare,e spesso neanche quello.Le società non progrediscono a chiacchiere.La ricchezza,intesa come benessere collettivo,non si raggiunge coi pistolotti infarciti di latinismi che siamo costretti ogni giorno a sorbirci.
    Permetime de salutarte in venesian.

  7. 7
    usul -

    un bisturi è come un pugnale, un’arma da taglio; con un pugnale potrei incidere il morso di una vipera e con un revolver potrei divertirmi al tiro al bersaglio come si può fare con l’arco; così, con un bisturi o con una pistola o con un arco o con un martello o con una pietra potrei uccidere, ma questi sono tutti esempi che non hanno nulla a che fare con la perversione dell’attuale tecnologia industriale, molto basata su scienze massimaliste, come e soprattutto la chimica, che è di per sé innaturale e quasi totalmente tossica.
    se sostituisci l’ossido di propilene usato nell’industria e cancerogeno, con qualcosa di non cancerogeno, hai buttato metaforicamente nel cesso, dov’è il loro posto, sia l’ossido di propilene sia il principio maligno che faceva usare l’ossido di propilene. ora però l’ossido di propilene non vive da sé, ma fa parte di un processo complicato dove interagisce con altri elementi della stessa natura. quindi devi intervenire sull’intero processo, ossia buttarlo nel cesso insieme con chi l’ha inventato.
    se tu torni ad una tecnologia naturale, non hai compiuto un banale cambiamento in ciò che esiste; tu hai ribaltato lo status quo, hai drasticamente modificato l’approccio filosofico e metodologico e hai metaforicamente buttato nel cesso quello sbagliato che c’era prima.
    i pochi lati positivi e “classisti” di questo progresso, come dici tu, non sono nulla che non ci sarebbe stato anche meglio seguendo la pista intelligente, quella più riflessiva, anziché la strada rapida e cretina, con la differenza che in questo caso il costo è gigantesco – e non possiamo più permetterlo – in termini di esaurimento delle risorse, di sbilanciamento dell’ecosistema complessivo e in vite umane e non umane.
    mi giunge notizia che a Viterbo ci sia un boom delle vendite di guide satellitari; in effetti, giocattolo molto utile per disimparare a sapere da soli dove sta il centro del paese. probabilmente, gli acquirenti sono quelli che non avrebbero saputo individuare il Nord senza una bussola o la rotta senza un Loran. ma come avranno fatto i grandi navigatori a traversare gli oceani dico io?!!
    metafisicamente parlando, il Diavolo non lo compri a metà; o tutto o niente!
    Venezia non la salvi con il Mose o qualche altra costosissima pezza calda supertecnologica, più di quanto puoi risolvere il traversamento dello stretto di Messina o della Manica con qualche superespediente tecnologico che crolla al primo respiro un poco più rumoroso della Terra.
    questo intendevo apprezzando il concetto del “ritorno ad Atlantide” e quando ho scritto “non c’è bisogno di rientrare nelle caverne per essere intelligenti; può bastare tornare a prima della rivoluzione industriale dell’800 e stavolta cercar di usare tutto il cervello” (ovviamente non con un’impossibile macchina del tempo ma con un drastico mutamento nell’atteggiamento generale verso la vita).

  8. 8
    usul -

    ………………….
    notazione finale: il calafataggio lo facevano anche i greci e ci campavano sé e famiglia stabilmente. quindi non dobbiamo nulla di sostanziale al progresso tecnologico degli ultimi 2 secoli, salvi i disastri naturali che ha prodotto e la piramide d’indecenza che s’è creata: 10.000 plutocrati, 100.000 miliardari, 1M di milionari, 3Mld variegato ceto intermedio, 4Mld di morti di fame e di sete, ma in buona compagnia con virus di recentissima tecnologica fabbricazione.
    ciarèa!

  9. 9
    Meneghin -

    Impossibile non essere d’accordo sulla maggior parte di quello che dici. L’impiego sconsiderato e criminale di veleni e pesticidi,l’uso di
    sostanze chimiche,il consumismo sconsiderato.
    Bisogna tuttavia ricordare che all’inizio del 1900, il nostro pianeta aveva circa un miliardo di abitanti,meno di un quinto di quelli odierni.
    Le Americhe all’inizio dell’Ottocento non ospitavano più di 24 milioni di
    persone. Oggi siamo 6,6 miliardi di persone.Normalmente la popolazione cresce di più dove le risorse sono abbondanti e dove l’economia più sviluppata ha migliorato le condizioni di vita.
    Questo non è esattamente un lato “classista” di questo progresso. Semmai classista è il modo nel quale vive il 20% di queste persone ai danni del restante 80%. Il processo di applicazione delle nuove tecnologie per migliorare (attenzione, dico migliorare) la propria vita è un meccanismo
    del tutto naturale.
    Talmente naturale che anche un’ameba si sposta come può verso una
    condizione più favorevole alla sua misera esistenza.
    Circa 6-7 mila anni fa gli uomini abbandonarono il nomadismo e divennero
    sedentari. Per merito dell’agricoltura e dell’allevamento fu possibile
    garantire una base alimentare a un maggior numero di persone e la
    popolazione della Terra raggiunse, duemila anni fa, i 200 milioni di
    abitanti. Lo sviluppo dell’agricoltura permise anche la nascita delle prime città, la cui sopravvivenza era garantita proprio dalle risorse agricole.Nei
    secoli successivi la popolazione della Terra ebbe oscillazioni dovute
    all’alternarsi di periodi di benessere e periodi di carestia. Fame,
    pestilenze e guerre avevano decimato le popolazioni. Ma intorno alla metà
    del 1700 la situazione cambiò radicalmente proprio perché allo sviluppo
    dell’agricoltura si unì la Rivoluzione industriale.
    Tutto ciò non significa che non siano necessarie e urgenti delle correzioni di rotta,ma questo è diverso che dire che tutto il progresso è da buttare
    inquanto sbagliato.
    Se l’acua la spuza,no se lèa el tapo ala laguna.
    Ciarèa

  10. 10
    usul -

    “Circa 6-7 mila anni fa gli uomini abbandonarono il nomadismo e divennero
    sedentari. Per merito dell’agricoltura …”

    in realtà Gerico è datata molto più indietro; comunque, il mutamento di modello di sviluppo dalle usanze paleolitiche a quelle neolitiche è stato vissuto come un trauma esistenziale descritto in tutte le cosiddette proroculture come un “peccato originale” e in ogni caso non certo dovuto a maturazione scientifica, come dire una retrocessione culturale dalla Natura all’artificio, l’inizio di ogni male, fino alla cosiddetta Rivoluzione Industriale dove si sono sommati gli effetti degeneri della Rivoluzione neolitica a quelli dell’oscurantismo clericale seguito alla caduta dell’Impero romano, che ha prodotto una pseudoscienza di reazione con il Razionalismo e il Materialismo.
    in conclusione, dalla rivoluzione neolitica fino alla pre-rivoluzione industriale ci sono stati di sicuro problemi trasportati attraverso i secoli e i millenni, ma la Rivoluzione Industriale ha prodotto una degenerazione esponenziale, perché sul retroterra dell’ignoranza ha sviluppato una tecnologia perversa che ha consentito di moltiplicare detti problemi su scala planetaria in 150 anni, espandendo con il colonialismo europeo il razzismo, lo sfruttamento, lo schiavismo, il classismo dell’Impero romano, distintosi più per la tecnologia bellica che per le arti liberali.
    non a caso sono potuti accadere tutti i noti disastri, tra cui esemplare quello del Vajont, dove la disonestà e la presunzione che solo con un innaturale sbarramento idrico si possa ottenere energia si sono sommati all’involutivo disprezzo per le caratteristiche naturali del luogo.

    “Il processo di applicazione delle nuove tecnologie per migliorare (attenzione, dico migliorare) la propria vita è un meccanismo
    del tutto naturale”

    certo, ma il modo come lo fai è duplice: intelligente o cretino.

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