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Ricucire

  

Salve a tutti, non è la prima volta che bazzico su questo sito, visto che è veramente una bella idea – e ne approfitto per ringraziare tutti coloro che lo mandano avanti, ma è la prima volta che scrivo un mio post.
Ricucire – perché di questo si tratta – un rapporto, una vicinanza, un cuore; sperando intanto che lo strappo non sia diventato troppo grande.
La storia comincia all’incirca quattro mesi fa, proprio quando stavo cominciando ad uscire da un periodo veramente sballato della mia vita – o, almeno, a rendermi conto che lo sballo continuato non portava a niente. Accadde che una sera di fine estate conobbi una ragazza che già m’ha cambiato la vita.
Si, in quella mezz’oretta che ci conoscemmo, e in quelle quattro parole che scambiammo, già era scattata qualcosa dentro di noi, e mi bastarono veramente pochi giorni per rendermi conto che m’ero davvero innamorato di lei.
Certo, all’inizio ho faticato parecchio per conquistarla, ma tanto ci tenevo ( e ci tengo ) che riuscii poi a vincere la sua diffidenza e le sue resistenze; non posso dimenticare i primissimi momenti, quando ancora niente era accaduto, e lei in pubblico mi definì ‘amico’ e ‘fratello’. Ma io volevo starle a fianco comunque e in ogni modo, e c’era un intesa forte – lo sentivamo entrambi -, e così in poche settimane questo bel fiore sbocciò.
Ci siamo baciati una sera, questione di pochi secondi. Ed eravamo al settimo cielo.
Pochi giorni dopo ci siamo rivisti, neanche il tempo di un uscita ed eravamo già a casa mia, tutta la notte a fare l’amore. E pure al mattino dopo.
Questo è quanto per il primo mese, e quel giorno (anzi quella notte forse) ci siamo fidanzati.
Da lì, tutto fu speciale. Ogni giorno che la vedevo sorridere, io non volevo altro, e lo stesso lei per me; ogni notte insieme, erano amore, passione, aria e fuoco; mi sentivo – e mi sento – perdutamente innamorato di lei, e quando eravamo insieme con amici, non potevo che essere fiero di lei, una donna non solo in anagrafica (si, perché io sto più vicino alla ventina, lei di più ai trenta), ma in tutto e per tutto: Bellezza, Fascino, Intelligenza e Spirito. Al punto che potrei stare ore ed ore ad ascoltarla, tanto i suoi discorsi sono sempre così appropriati, così pieni di vita. Così come il suo modo di essere.
Insomma, in poche parole eravamo felici.
Tanto mi sentivo convinto di essere sulla strada giusta insieme a Lei, che continuai con più determinazione di prima il mio percorso, mollando in via definitiva gli sballi, le cattive compagnie ed ogni tipo di ‘cazzata’. Cominciai addirittura a guardare con più serietà al mio temperamento – notoriamente troppo impulsivo – cercando di capire dove c’era da lavorare di più per migliorare.
Arriviamo così verso la fine del primo mese di fidanzamento, e vennero i primi casini. Complice, ahimé, l’alcool. Eravamo in un locale, e si beveva insieme – io ero un po’ brillo. A seguito di una banalità – Lei s’era allontanata un attimo dal nostro tavolo senza dirmelo – mi scattò la molla della rabbia. Le feci una bella scenata in pubblico, e continuai pure sotto casa sua.
Una catastrofe. Il giorno dopo mi disse che da quel momento per Lei ero morto. Per me fu una botta molto pesante, ed arrivai a farmi veramente del male.
Fatto sta che, comunque, il suo Amore prevalse, e in pochi giorni tornammo insieme.
Neanche due settimane dopo, però, litigammo di nuovo: stavolta accadde che non mi piacque il modo di fare – piuttosto da casanova – di alcune persone che incontrammo. Questo a Lei lo feci subito presente, e, di fronte al suo rifiuto di riconoscere quanto dicevo di questi presunti ‘amici’, mi salì di nuovo la rabbia. Nuovamente scenata, e nuovamente lei mi considerò morto. La incontrai pochi giorni dopo, ma lei fece finta di non vedermi; pure quando arrivarono amici in comune, lei preferì andarsene.
Quella sera ho bevuto come un disperato, e poi sono andato – completamente fuori di me – a farle di nuovo un gran casino.
Ma il Suo Amore quant’è grande! E così dopo un po’ mi volle perdonare, di nuovo. Promisi, che non avrei più abusato di alcool, che non avrei più sofferto di gelosia, che l’avrei rispettata in tutto e per tutto.
E fu così al secondo mese inoltrato. Ed effettivamente, quei miei errori servirono tanto a cambiare. Non toccavo più alcool, mi concentravo di più sulla mia rabbia, la gelosia andò del tutto scemando.
Così, il Nostro Amore era di nuovo libero di prendere il volo. Che momenti fantastici che passavamo – come al primo giorno! – quanti progetti, quanta dedizione, quanta poesia!
Così, fino a poco tempo fa. Pareva andare tutto ok, e per una sera – eravamo in vena di festeggiamenti – ci mettemmo a bere entrambi più del solito. Ed io peccai di superbia: credevo che stavolta potevo bere tranquillamente – dopo che ormai da tempo non avevo né voglia né piacere di toccare ancora alcool – senza dover fare i conti con la mia impulsività. Pareva andare tutto liscio, fin quando, in cinque minuti, accadde il finimondo. Mi lasciai prendere dalle paranoie di gelosia, e così perpetrai l’ennesima scenata, seguita da rissa. Non contento, la andai a cercare nuovamente a casa.
Ma non voleva vedermi. Naturalmente era terrorizzata.
E non vuole vedermi né sentirmi fino ad oggi.
E così ora, con le cose ancora ‘a caldo’ son qui, a chiedermi come ho potuto agire così per la terza volta, a pensarLa ogni minuto e ogni secondo della mia vita, e a sperare ancora…
Forse molti di voi penseranno che sono un poco di buono, che giustamente mi merito tutto questo. E Forse avrete anche ragione.
Ad ogni modo, contro l’alcool è anni che lotto, e per fortuna non ne abuso al livello del passato; ma ad ogni tragico scivolone come quelli di cuoi sopra, mi sento punto e d’accapo.
Un pò come Sisifo: spingi il macigno su per la montagna; arrivato in vetta, scivola di nuovo..
Ma sopratutto, quel che mi distrugge, è pensare a tutto il male che ho fatto non volendolo alla persona che amo con tutto il Cuore. Pensare che accarezzavo un fiore, e alla fine l’ho calpestato. Pensare a tutto l’Amore dato, e a tutto quello vergognosamente buttato. Un rimorso che mi porto nel cuore, che è come un macigno. Perché non mi fa male sapere che le cose finiscano – anzi, da che mondo è così che va; ma, sapere che debbano finire così, con violenza, come fosse una demolizione, questo è terribile. E tutto ‘grazie’ a me.
Ora cerco solo un modo per mostrarle che si può continuare su quella nostra strada giusta, che davvero posso migliorare, che davvero quest’Amore ha ancora ali per volare.
Perché non s’è visto mai un Amore così limpido, perché non esistono Anime più complici delle nostre, perché non c’è una persona più speciale di Lei.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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7 commenti a

Ricucire

  1. 1
    Fabricius -

    Secondo me per risanare tutto dovresti dimostrare che vuoi rinunciare veramente e se hai un problema, frequentare un gruppo per liberarti definitivamente dall’alcol, dato che è lampante che tu e il bere non andate d’accordo. Commettere lo stesso errore per 3 volte di fila è grave e non dico che sarà facile ricucire lo strappo anche questa volta (soprattutto perché 4 mesi è un breve periodo per 3 casini). Quindi se pensi che lei sia più importante, datti da fare e cancella l’alcol dalla tua vita. Non può farti che bene

  2. 2
    sciuscia -

    Dispiace dirlo ma finché nn ti tojerai il vizio dell alcool succedera ancora e ancora…solo tu puoi aiutarti nessuno altro…magari poniti piccoli traguardi a un mese due mesi se sarai costante risolverai per sempre il problema e sarai felice con una donna….auguri per tutto

  3. 3
    Monica -

    voi uomini prima bevete , fate scenate violente e poi sobri vi pentite chiedendo perdono e che non farete mai più una cosa così brutta .Addirittura che non toccherete mai più una goccia d alcol . Ma le vostre promesse durano davvero poco ! ti do un consiglio evita l’alcol e preferisci una bibita o acqua senza cadere in tentazione !

  4. 4
    poulain -

    Leggendo la tua lettera mi sono ritrovata nella tua povera ragazza,ma lei al contrario mio ha avuto le palle di non farsi mettere i piedi in testa, come invece io,per la paura di perdere,facevo.
    Ti consiglio di cambiare,per te stesso non per lei,e di dirglielo,non è normale avere comportamenti del genere,la gelosia è la bestia piu brutta in un rapporto.
    Cerca di parlarle,magari ti puo aiutare,ma sta a te decidere quello che vuoi per Te stesso.

  5. 5
    luna -

    ciao, ho l’impressione che il tuo problema con l”alcool sia un po’ piu’ grave di quanto (comunque costruttivamente) affermi. cio’ anche perche’ ammettere una dipendenza e’ difficile e si tende cmq a dirsi di averla piu’ sotto.controllo di quanto non sia, poi per il fatto di come ti dia facilmente in testa.e anche perche’ comunque pur trovando nello sballo una via di fuga mi pare anche quando non c’era “bisogno” dell’

  6. 6
    luna -

    alcool trovandoti nell’occasione hai bevuto. guarda che non e’ un giudizio. il punto e’ pero’ che quando una sostanza o il gioco o quel che sia prende troppo spazio nella nostra vita e ci altera e’ molto piu facile che la dipendenza controlli noi che viceversa… anche per automatismi scontati. di fatto a te farebbe bene certo risolvere il problema alla radice ma anche abituarti a non associare l:alcol alla convivialita e ai momenti belli e ai momenti di down. una cosa pero’ notavo: questo problema se vuoi devi.affrontarlo tu e credo che lei abbia fatto bene a mettere i paletti. altrimenti si adatterebbe lei ai tuoi “disagi” e tu tanto piu’ te li terresti e tanto piu’ qdo dopo un episodio piu eclatante torna la “normalita’! e quindii anche l’esigenza di affrontare il problema risulta meno prioritaria… pero’ lei lo sa che hai un problema con l’alcool e che con te non si tratta di bere solo un aperitivo perche’ cmq l:alcol e’ un tuo tallone d’achille… dunque perche’ beve con te? non credo possa impedirti di bere se vuoi farlo, pero’ sarebbe come se sapessi che uno ha problemi alimentari e lo portassi in cioccolateria… il problema va affrontato alla radice e l’alcol lo incontrerete ovunque anche a cena da amici. e’ il tuo rapporto con il dire di si o no ecc il punto. pero` nella fase in cui sei tu ora magari il lato alcolico della serata lo eviterei.

  7. 7
    Syrus -

    Che dire, intanto grazie per aver condiviso le vostre opinioni. Comunque son d’accordo con tutti voi – effettivamente l’alcool, almeno nel mio caso, è una brutta bestia. Per questo sono motivato a perseverare nell’intento di evitarlo in ogni caso…Eppure, devo ammettere che in questi momenti difficili la tentazione è forte. Se non altro, perché mi sento davvero giù.
    Nei giorni successivi all’ultimo ‘casino’ ho provato in tutti i modi a chiedere scusa, ma, pure se ci sono state parole e atti d’amore da parte di entrambi, per Lei la storia è chiusa.
    La situazione si è pure complicata da quando sono riuscito a fare più chiarezza sui fatti dell’ultima litigata, recuperando la memoria anche grazie a varie ‘testimonianze’ di altri, se così si possono chiamare.
    E’ vero, avevo bevuto e la stavo aggredendo con parole che non meritava. Ma la rissa è partita a causa di suoi conoscenti, che si son messi in mezzo insultandomi. Da li aggredisco, mi aggrediscono, e finisco svenuto a terra. E Lei se ne va, pur avendo visto tutto, senza chiamare nessuno in soccorso. E dire che quando ho ripreso conoscenza, la prima cosa che ho cercato di fare è stata andare da Lei…
    Comunque, le ho fatto presente tutto questo, e Lei la vive come un accusa immotivata nei suoi confronti; come se volessi togliere alle sue ragioni, per tirare acqua al mio mulino.
    In verità non è così. So bene dei miei errori, che l’han ferita. Comunque so anche bene che io m’ero fermato alle parole, mentre Lei in questo caso c’ha messo i fatti…e che brutti fatti!
    Certo, se non avessi fatto come ho fatto, non si sarebbe arrivati a questo punto, ma è anche vero che le botte non me le sono cercate io, che non mi sono intromesso io, ma altre persone.
    Eppure nel mio cuore di amore ancora ce n’è e tanto – ma Lei non vuole sentire storie. Non ho più come sentirla, né come avvicinarla. Le nostre famiglie ora si odiano a vicenda. Vorrei solo, azzerare tutto e ripartire, ora che, in qualche modo, ci rendiamo conto entrambi cosa si prova, sia da vittima, che da carnefice.

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