Quando un Dio unisce e un altro divide
di
galvanize
Riferimento alla lettera:
Ciao, vi racconterò la mia storia che credo sia unica nel suo genere. Credo di chiedere aiuto anche se aiuto non può esserci. In primavera ho conosciuto una ragazza marocchina che si sta specializzando in Italia dopo una laurea francese. E' bellissima. Siamo usciti insieme e siamo stati subito bene...
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Data di pubblicazione: 5 Settembre 2008
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Categorie: - Amore

rebeccona, spero per te che il tuo maritino chihuahua non conosca mai una brasiliana o una russa (ma basterebbe pure una tedesca o olandese), gli potrebbe passare la voglia di stare con un maschione violento e prepotente che usa linguaggio da bettola. per quanto riguarda il discorso scientifico, critichi tanto ma non esprimi idee: devi avere un cervello fanta-aranciata (pieno di bollicine). continua a dare alla gente i tuoi banali consigli, un bambino di 3 anni riuscirebbe ad essere più profondo. i tuoi pregiudizi razzisti, i tuoi luoghi comuni sono causati da incrostazioni di bigottismo fra i neuroni che neanche un martello pneumatico riuscirebbe a scalfire. ma tu te ne glori, tu sei tosta, tu sei forte, tu sei emancipata, tu non ti abbassi a fare figli… sei un’interessante innesto ultrafemminista su una pianta catto-fascista. e vedi troppi film di fantasia… aho, attenta! un troll! da quella parte! un clone!
Galvanize, non è obbligata, ma dentro di sé non trova la forza per ribellarsi e mettersi contro l’intera sua famiglia… Avevo letto un romanzo di Nagib Mahfuz, scrittore egiziano (“Tra i due palazzi), nel quale emerge chiaro il nocciolo del problema: donne che crescono in una cultura che tanto le reprime e soffoca non riescono nemmeno a concepire che la vita possa essere diversa da come è, cioè in fondo ritengono “normale” che le cose vadano come vanno, la sottomissione all’uomo, l’obbedienza ecc. ecc.: accettano, questo è il punto. Sarebbe già un passo avanti se riuscissero a ribellarsi, per cominciare, dentro di sé, cioè riuscissero a percepire quanto vi sia di ingiusto e di violento nell’imporre a un’altra persona la volontà altrui… Ma è un problema grosso come una montagna…
(P.S. per il cavernicolo luc: il tempo è scaduto. Cercati l’attenzione delle donne italiane nella realtà. Buona fortuna).
@Rebecca:
Rinuinciare alla famiglia, al proprio paese sarebbe impossibile.
E il problema non è neanche il tizio imposto.
Poco dopo che stavamo insieme mi disse che non saremmo mai potuti stare insieme perché lei DEVE sposare un tunisino e MAI sarebbe andata contro la famiglia.
Succede.
Affari loro…
per il fascio-femminista: finalmente! spero che da ora mi ignorerai, non ti avevo invitato. vade retro!
Lo vedi, galvanize? Per quanto dispiaciuta, lei è convinta debba essere così e accetta. L’idea di ribellarsi non la sfiora nemmeno, non è per lei concepibile e forse nemmeno concepita… Peccato.