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Il primo amore non si scorda mai

di Giulia Gabbia

Riferimento alla lettera: Vagavo senza meta lungo una strada larga e deserta. Non ero triste, ma neppure allegra. Sentivo soltanto un vuoto dentro a cui non sapevo dare una ragione e non riuscivo a capire da cosa fosse generato. Mi sentivo solamente priva di un qualcosa, ma non sapevo cosa. Benché la pioggia...
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Data di pubblicazione: 22 Ottobre 2013

L'autore ha condiviso 22 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Giulia Gabbia.

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Categorie: - Cultura e Spiritualità

47 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    Giulia -

    Cari amici noto che tutti avete qualcosa da raccontare sull’amore ,chi bene ,chi male cmq, tutti voi avete dei ricordi io vi lascio con una mia poesia sempre rimanendo sulla tematica .. La dedico a tutti quelli che hanno provato una amara sconfitta sull’amore .

    AMARA SCONFITTA

    Come è amaro
    il sapore della sconfitta
    nella vana ricerca
    di un sentimento
    sempre negato.

    Sopravvivendo
    su di un cuore
    che ha sempre
    pagato .

    Cammino
    sul sentiero
    perdendomi
    nel bosco.

    Aggrappandomi
    ad un appiglio
    che scivola
    tra le impure farfalle

    striate dai colori
    che recidono l’anima
    dalla morte
    immaginata .

    Il silenzio
    si bea
    nei lamenti

    incarnato
    sulle vane speranze

    incrinandosi
    con il cuore
    che piange …

  • 27
    Giulia -

    Questa poesia, offre diversi livelli di lettura chiave che vanno oltre il semplice significato del suo contenuto. Affronta la delusione subita, vivendola come un’amara sconfitta, forse avuta, dopo un estenuante lotta. La vita è un campo di battaglia, dove spesso non si vorrebbe partecipare per evitare inutili e dolorose sofferenze che scaturiscono anche da eventi esterni imprevedibili. Parole incisive, taglienti e veritiere, raccontano lo stato d’animo e le riflessioni in modo realistico, ma altamente concreto. Personalmente, la vita mi ha insegnato che alle volte si vince anche quando apparentemente si perde; ciò nonostante, condivido ogni parola da voi lasciata e comprendendo appieno il tutto

  • 28
    LUNA -

    Galooth: @Ho scritto che non c’è maggior afrodisiaco per una donna (ma vedo che anche gli uomini ne sono colpiti) che essere abbandonate, e che se per loro il rapporto non si è esaurito, quell’abbandono è come se cristallizzasse l’immagine dell’amato per sempre.

    Vero, indipendentemente che si sia uomini o donne per alcuni l’abbandono sembra cristallizzare il ricordo, ma non sempre tramutando la persona come un eroe, spesso anzi è il rancore, l’importanza che si da’ all’altra persona come colui che ha scelto di lasciare, abbandonare, a essere difficile da digerire per molti. Altre volte, semplicemente, quella persona piaceva, interessava di più tra mille e quindi, se davvero non è scaduta completamente attraverso i suoi comportamenti, anche se le cose non hanno funzionato, una persona non nega, a distanza di anni, un interesse che ha provato. Lo dici tu stesso però: “se il rapporto non si è esaurito”. Allora in molti casi la questione non è che l’abbandono sia un afrodisiaco sentimentale, che lega di più una persona che altrimenti se ne sarebbe infischiata o avrebbe trovato nell’amato difetti maggiori standosi assieme, ma che l’amore che proviamo per qualcuno, e che potenzialmente proseguiva su scenari di complicità e costruzione, non si spegne con l’interruttore soltanto perché l’altra persona cambia idea, registro, sentimenti o se ne va. Chi è veramente bisogno di vivere con le dita nella presa della corrente e poi viene anche mollato/a se la vive molto diversamente da chi amava qualcuno, ci stava assieme sul serio e con un rapporto “normale” e poi si ritrova improvvisamente in una situazione di abbandono.
    Mia zia ha amato per 40 anni lo stesso uomo, e lo ha amato davvero, e se ha sofferto per il suo abbandono non è stato perché essendosi lui rivelato uno stronzo fetentone di colpo ha scoperto di amarlo di più. Prima non viveva con un uomo che apprezzava per i suoi difetti. Viveva con un uomo fatto di pregi e difetti e lo amava. Oggi non nega il fatto che si sia comportato in uno schifo di modo, ma, a parte la sofferenza che una separazione porta, non è neanche così facile, pur senza cadere nell’idealizzazione eroica, rielaborare che una persona che credevi di conoscere, amavi e avevi ragione di pensare che ti amasse, un giorno sia diventato “qualcosa” di totalmente diverso da chi hai conosciuto, che chi sembrava tenerci al tuo benessere ti abbia piantato un coltello nella schiena ecc.
    E il fatto che lei non rimuova completamente il fatto che lui sia

  • 29
    LUNA -

    esistito e i ricordi che appartengono comunque a lei, di cose positive che sono avvenute, non credo sia insano o cristallizzarsi.
    Come possiamo effettuare una rimozione forzata di un pezzo della nostra vita che comunque ci appartiene anche se l’altra persona se n’è andata? E ciò non significa per forza mettere una persona su un altare.

    Io non so, fermo che restare cristallizzati in un’idealizzazione è deleterio, quanto sia sano in realtà non accettare che una parte della propria vita, comunque sia andata, faccia parte del proprio vissuto.
    Tra l’altro, per quanto non ci si innamori milioni di volte nella vita, anzi probabilmente non più di un paio, non è neppure detto che “il primo amore” sia uno solo. Molte persone conservano un ricordo vivissimo delle prime emozioni che hanno provato anche se il loro primo bacio non è stato “gettato via”, ma dato in un particolare stato d’animo. E non serve che la persona sia stata afrodisiacamente stronza o che si sia resa indimenticabile con azioni pessime. Non serve che vi sia un rimpianto per provare affetto per un PROPRIO ricordo.
    I nostri ricordi appartengono a noi stessi e quindi ci sono ricordi che, indipendentemente da come l’altra persona si sia comportata, e anche indipendentemente da qualsiasi forma di rimpianto, sono nostri.

    Certo è diverso se davvero una persona continua a stare nel passato pur vivendo il suo presente.
    Ma è pericolosa, per esempio, anche la gelosia retrospettiva che dà ai sentimenti degli altri e alle emozioni degli altri delle valenze che magari sono molto differenti da ciò che la persona interessata da un ricordo prova. Fermo che si può avere le antenne e percepire gli irrisolti altrui.

    Concorderai che alle volte i primi amori del parter possono risultare più indigesti dei propri, che ciò sia a ragione oppure no.

    E a volte, paradossalmente, alcuni usano inconsciamente la “scusa” del primo amore della partner o del partner per non lasciarsi andare loro nella storia che vivono o per attribuire ad un nemico del passato, che magari neppure c’è concretamente, ogni possibile difficoltà anche propria del presente.

    Tempo fa una mia amica mi diceva che lei non ha nessun problema a sedersi anche allo stesso tavolo del suo ex e della sua nuova compagna, non prova rabbia per loro e neppure interesse. Lui è parte del suo passato, punto, ma che è il suo compagno a farsi mille congetture su questa sua storia passata e confronti con il primo amore di lei.

  • 30
    Galooth -

    Luna, le tue riflessioni sono corrette, ma penso si debba riconoscere che la condizione di “ancora amanti” abbandonati o non ricambiati, sposti i valori dei due soggetti su piani di forza diversi
    Il soggetto rifiutato tende a diminuire il valore di sè, aumentando quello dell’altro. Il primo quindi si sente indegno dell’amore di chi gli/le piace e di cui ha bisogno, arrivando spesso ad accettare compromessi pur di vedersi ancora riconsciuto dall’oggetto del desiderio.
    Questi compromessi si possono configurare a partire dalla semplice nostalgia, magnificata oltre modo dall’assenza di quell’oggetto amato e quindi dal nuovo valore dello stesso, come fosse diventato un bene raro.
    Lo stato di “necessità” di un bene di cui si sente il bisogno accentua il valore dello stesso, a prescindere dal vero valore di quel bene, non so se mi sono spiegato.
    Questa situazione, molto più frequente nelle donne da quel che leggo su questi forum, consente all’altra parte di approfittare molto spesso della condizione di dipendenza spianando la strada alla “stonzaggine” questa si molto più frequente nei maschi, stronzaggine tanto più intensa quanto è basso il livello qualitativo dell’individuo che la esprime.
    Ecco perchè trovo grottesco che si continui ad “amare” chi non ti vuole. Pur comprendendo la difficoltà di abbandonare un sentimento che comunque ha dato un’identità sentimentale, come per altre cose della vita bisogna avere la capacità di capire quando ci si è sbagliati, o semplicemente è finita, anche se solo da una parte. Non credo, per fare una metafora, che tu resteresti al telefono se dall’altra parte avessero riattaccato da un pezzo. Chi resta ancorato a certe illusioni o romantiche speranze sta facendo un esercizio simile a quello descritto, oltre che inutile e deleterio per sè e persino per il desiderato altro che ti ha abbandonato.
    Ho risposto ad una certa Dreamer su un altro forum, nel quale questa giovane donna descrive con dovizia di particolari un indimenticabile (per lei) personaggio che l’ha lasciata da 4 anni, che se visto senza gli occhiali rosa della nostra protagonista sarebbe giudicato poco più di uno dei tanti disgraziati che abbindolano le ragazzine con circonvoluzioni verbali e caratteriali, che fanno pensare a quelle ingenue poverette di avere a che fare con un genio incompreso, quando quasi sempre si tratta di “senzapalle” congeniti
    Lei è ben fidanzata con un altro, ma dichiara “endless love” per il primo. Mah.
    Vedi, quanto è meglio il sogno

  • 31
    uffa -

    Galooth nella vita bisogna pur dare un senso a, certi valori.. da come scrivi sembri un uomo frustrato dalla vita.. lasciati un po’ andare non dare tutto per scontato… ricordati mai dire mai.

  • 32
    Galooth -

    Se lo dici tu che sono frustrato c’è da crederci. Ma a quali valori ti riferisci ?

  • 33
    dreamer -

    La certa Dreamer ti ha ria posto all’altra lettera e ti risponde anche qui. Mi rendo conto che forse non si sia in grado di andare oltre le parole. La parola amore è una sola eppure ha più significati. Ma per tenere il discorso più chiaro userò affetto smisurato e incondizionato.
    Si è cristallizzato il ricordo e credo sia anche normale. E quel ricordo è a me caro.
    Detto ciò non metto in discussione la mia attuale relazione,se penso a un’ala che si unisca alla mia penso almio attuale compagno. Non tollero neanche l’idea di un’altra persona che mi metta un dito addosso,tanto meno immagino un futuro senza di lui. Se penso a un figlio lo vedo con i suoi occhi e con la sua testa pelatina. E capa tosta come lui,buono,semplice,ma estremamente determinato.
    Ho amato altre due persone con tutta me stessa,nonostante io abbia avuto altre storie,queste due persone non usciranno dal mio cuore solo perchè le cose sono andate male.
    Ti dirò di più…una di queste due persone ha anche provato più volte a ricreare con me una relazione….ma l’amore chequi cito nei loro confronti…non è a questo finalizzato…ecco perchè non ho assecondato.
    Ma CIO non cancella un sentimento….che nulla ha a che vedere con la mia attuale relazione

  • 34
    uffa -

    Ai valori della famiglia, dell’amore e chi più ne ha più li metta. Cmq non era un offesa solo una considerazione..

  • 35
    LUNA -

    Galooth, la metafora del telefono mi.piace molto ed e’ molto efficace. E concordo. Pero’ forse parliamo di due cose diverse: per idealizzare un “nulla” non serve manco che una vera relazione vi sia e anche per non digerire un rifiuto e sentirsi sminuiti, anche perche’ una ferita narcisistica non ha bisogno di un sentimento. Allo stesso modo e’ sufficiente una dipendenza per sbattere la testa contro un muro di rifiuto. Per continuare ad amare qualcuno non serve pero’ che l’oggetto di quel sentimento sia all’altro capo di un ipotetico filo ne’ che vi sia una ricerca effettiva e un mettersi nel didietro la propria dignita’ concretamente. non credo che mia zia, che non ha mai cercato, supplicato, inseguito suo marito (se non aver cercato ovviamente un iniziale chiarimento) abbia mancato di amor proprio e dignita’ (di fronte a chi?) vivendo le sue emozioni intimamente e le sue rielaborazioni. Se ami qualcuno non e’ che assume piu’ valore perche’ se ne va, e’ che e’ umano sentire la mancanza di qualsiasi vero affetto lontano: se un amico fraterno o una sorella si trasferiscono lontano si smette di amarli solo perche’ non sono piu’ a un metro di distanza? Se si litiga con un parente prossimo si smette di amarlo per questo? L’amore e’ piu’ vicino a un affetto viscerale che ad altro. Poi, certo, c’e’ chi (uomo o donna) tende a considerare abbandono ogni “non riconoscimento”, a non accettarlo, a creare rapporti di dipendenza con “chiunque”, c’e’ anche chi di base cerca il rifiuto per rimettere inconsapevolmente in scena un copione (e non e’ per forza masochismo, perche’ del male non gode, non lo sa gestire e risolvere, e’ diverso)… ma se parliamo non di serialita’, ma di una storia importante e’ diverso, anche se ognuno vi da’ le proprie valenze… secondo il tuo principio uomini e donne dovrebbero entrare in una certa modalita’ rispetto a chiunque li abbandoni o rifiuti. Quello dovrebbe essere il discriminante. In realta’, tranne ove vi sia una reale serialita’, che ha pero’ ragioni piu” profonde del semplice “fascino ddel rifiuto”, cosi non e’. Chi non si sarebbe neanche voltato indietro in analoghi casi per “chiunque”, se pure possa entrare in gioco l’orgoglio ferito, vive diversamente la fine di un amore. Di cio’ che tale considera. Per vivere una relazione bisogna essere in due, l’amore unilaterale e’ una fetecchia e a volte puo’ essere anche nevrosi o timore di relazionarsi davvero, ma per amare qualcuno…

  • 36
    LUNA -

    Non e’ necessario che sembri speciale ad altri ne’ che lo “sia”, amiamo qualcuno per cio’ che di costui costei piace a noi e per cio’ che per noi rappresenta, e non e’ neppure questione di “idealizzazione”. Le mie amiche amano i loro compagni e mariti, alcune con loro hanno messo su famiglia, una di loro anche con un amico mio da una vita a cui voglio molto bene. Questi uomini possono piacermi di piu’ o di meno, non dico aolo fisicamente, ma anche caratterialmente che sia. Alcuni mi sono piu’ simpatici e ci parlo piu’ volentieri, tuttavia e non sono ne’ santi ne’ demoni ne’ eroi sono evidetemente speciali per chi li ama e ha scelto loro (e viceversa ovviamente) cheche’ io ne possa pensare eventualmente di come quelle coppie siano assortite e che non mi fidanzerei con nessuno di loro. Del mio amico trentennale, poi, che conosco alquanto bene, la sua compagna conosce lati bonus/malus che io non conosco affatto. Il mio primissimo amore lo lasciai io eppure non per questo gli voglio meno bene. E mi rimane un affetto molto minore per un altra persona che invece lascio’ me (lo lasciai io , salvavita, ma poiche’ ero tradita direi che lui mi mise nelle condizioni di scegliere “me”. Non passai un minuto concretamente all’altro capo di un telefono muto e tra l’altro fu lui in seguito a cercare me (e dissi no), tuttavia di un tempo per rielaborare il distacco ebbi bisogno. A distanza di anni sicuramente considero piu’ importante la storia precedente (e non solo io) e non vi furono infine vincitori e vinti anche se in teoria secondo il tuo parametro “vinsi” io perche’ me ne andai per prima. Non ho un rimpianto per quell’amore ma non lo rinnego e nel massimo rispetto per chi e’ venuto dopo nella sua vita come nella mia (rispetto non semplicemente “dovuto”, ma naturale se si ama qualcuno) non mi stupi’ quando a distanza di anni e molti ci si aiuto’ in un momento particolare della vita. Da sempre mi sento dire da chi e’ venuto dopo come ho potuto innamorarmi di “quello la’” e cosa io abbia trovato in lui. Mi vengono aciorinati anche evidenti difetti che conosco e non nego affatto e incompatibilita’ (non dubito che lui abbia presenti i miei. Anche perche’ ce li siamo sempre detti in faccia). Tuttavia il buono che ricordo e considero non e’ idealizzazione. Sono cose positive che ho visto e vissuto. da notare poi che non stiamo insieme da secoli ne’ vorrei starci. Il fatto che io non lo demolisca non significa che io lo idealizzi…

  • 37
    Galooth -

    Dreamer, Luna e Uffa, più tardi sarò più dettagliato nel replicare alle vostre considerazioni, ora posso solo anticiparvi che l’argomento in questione sarà il concetto di “amore” che in voi vedo coniugato in maniera idealistica, attraverso la visione onirica che Dreamer, non a caso, visto il nickname, esprime benissimo, ma che altrettanto non casualmente ha ridimensionato nel suo ultimo post, riguardo quel rimpianto personaggio, caratterialmente particolare, defininendolo affetto ” smisurato e incondizionato”, quasi a volerlo mettere in secondo piano rispetto al suo presunto amore in corso.
    A più tardi.

  • 38
    Galooth -

    Riprendo l’argomento volendo sottolineare quanto siano differenti i punti di vista maschile e femminile circa l’idea che le parti hanno della parola “amore”.
    Il genere cui appartengo, vive gran parte della vita sessuale e sentimentale convinto che l’amore sia quell’attrazione fisica che ti fa perdere la testa per una donna e che si configura come desiderio di possesso con la relativa gelosia che l’accompagna.
    Tutto questo si può anche trasformare in una convivenza che dà luogo ad una famiglia e a tutto ciò che ne consegue, persino ad una relazione “sana”, laddove questo temine si identifica con uno scorrere tranquillo della convivenza, ma dove, tuttavia, tra le parti non si è mai creato un vero rapporto umano, che trascenda le differenze sessuali.
    Questa “ignoranza” maschile è causata dalla forte dipendenza dal sesso inteso come indice di AMORE, visto che la cultura maschilista non metteva il maschio in condizione di chiedersi se il suo comportamento era corretto o meno se ossequiava quelli che sono i parametri della “persona per bene” e del buon padre di famiglia, una volta accasato. Tuttavia, spesso arrivava alla fine dell’esistenza senza aver capito niente della psicologia della sua compagna, che a sua volta non si poneva neppure la questione, perchè ” tanto è così per tutte”.
    Da qualche tempo le carte del “così fan tutti” sono state sparigliate dalla globalizzazione mediatica e non solo, aprendo prospettive solo qualche anno prima inusitate. I maschi (alcuni) hanno acquisito (o fatto emergere) una sensibiltà più femminile entrando in crisi e le donne si sono in parte mascolinizzate nella soddisfazione di alcuni desideri che prima erano tabù. Cosa resta di intatto cui rifarsi? La parte degli istinti fondamentali, quelli legati alle funzioni arcaiche dei due generi: la trasmissione e l’allevamento della vita nelle femmine,e la “distribuzione” (più abbondante possibile) dei propri cromsomi da parte del maschio.
    Pur con le mille sfumature personali, caratteriali, contingenti e persino ambientali, la maggior parte delle nostre cosiddette “brave ragazze” prima o poi inizia l’addestramento a quel tipo di dedizione materna, sin da piccola.
    Le bambole del periodo infantile (anche se non obbligatoriamente)ne sono un primo esempio, bambole che sono state ritrovate in scavi antichissimi, a dimostrazione di come fossero necessarie alle bambine. Crescendo, questa vocazione si sposta (sempre soggettivamente) verso oggetti in carne ed ossa, come c’è da aspettarsi
    Cont

  • 39
    Galooth -

    Segue.
    Queste “bambole” in carne ed ossa, sulle quali addestrarsi, lo diventano, loro malgrado, i fidanzatini di QUESTO genere di ragazze, di frequente molto romantiche, sognatrici e innamorate dell’amore più che dell’oggetto del loro amore.
    Cosa accade a mio avviso, che essendo questo esercizio un gioco in fondo,è necessario che si dimostri “gratificante” e soddisfare il desiderio nella maniera più completa, altrimenti non è più la rappresentazione idilliaca di un’aspirazione romantica del proprio ruolo di “accudente”, ma la dura realtà nella quale non è detto che si realizzi tutto quello che si desidera, condizione questa che si chiama Vita.
    Quando la nostra Dreamer parla con struggente sentimento di quell’amore non completato, proietta su quel povero ragazzo sia il suo valore di “mamma” in addestramento che di donna in prospettiva, ma ne altera inconsciamente gli aspetti oggettivi perchè… è più bello giocare che vivere veramente, atteggiamento assolutamente comprensibile per chiunque, visto che la vita non è rosa come i sogni, e basta accendere la tv per accorgersene.
    Ecco che l’attuale fidanzato con cui vive i primi accenni di REALTA’, ha il suo carattere, spesso litigano, sporcherà cose che si devono lavare, ci saranno le bollette da pagare. Insomma, con la convivenza emergono tutta una serie di situazioni che col sogno non hanno niente a che vedere.
    Ricorrere però ai ricordi, romanzarli e riuscire a intravedere in un caso umano (come spesso sono i protagonisti di questi sogni d’amore) una specie di irragiungibile eroe “che è troppo speciale per essere capito da questa società”, è un modo per avere una umana scusa per non accettare che tutti, dico tutti, siamo dei disgraziati in cerca di un equilibrio, mentre con i romanzi mentali e i sogni romantici si resta in quel felice periodo che è l’infanzia, ma che con la vita vera c’entra come i cavoli a merenda.
    Dreamer ha ridimensionato in “affetto smisurato e incondizionato” quel sentimento che ritiene di provare per quel povero ragazzo tormentato da chissà quali drammi esistenziali, ma non si accorge che quel ragazzo (che invece lo aveva intuito) è stato solo uno strumento per soddisfare certe sue “esigenze di giovane mamma” in allenamento.
    Se un bambolotto di plastica un bel giorno crescesse e diventasse autonomo, non servirerebbe più alla sua piccola “mamma”. E così per Dreamer, quel ragazzo che non “cresce” resterà sempre il suo amato bambolotto, degno di un affetto smisurato e incondizionato.

  • 40
    camy -

    sono una donna e ti dico molto interessante, davvero tanto di cappello Galooth 🙂

    tra l’altro:

    “Il genere cui appartengo, vive gran parte della vita sessuale e sentimentale convinto che l’amore sia quell’attrazione fisica che ti fa perdere la testa per una donna e che si configura come desiderio di possesso con la relativa gelosia che l’accompagna.”

    questa realtà che hai qui descritto in questa frase mi girava in testa da un po’ di tempo… quindi me l’hai confermata.. 🙂 ti ringrazio.

  • 41
    Kid -

    ..convinto che l’amore sia quell’attrazione fisica che ti fa perdere la testa per una donna e che si configura come desiderio di possesso con la relativa gelosia che l’accompagna.”

    Nel mio caso , non c’è niente di più lontano dal mio modo di essere . Anche nel caso di altri ragazzi ,che conosco personalmente.
    Per esperienza inversa, credo che gelosia e possessività siano caratteristiche genetiche degli individui e solo in poche zone d’Italia ne sopravvive l’aspetto prettamente culturale. Quindi, caratteristiche diffuse ma non assolute, tipiche ,più che del maschio o della femmina ,delle persone insicure.
    Complimenti a Galhooth ,invece, per la perfetta descrizione dell’allenamento all’amore materno, che è evidente nei comportamenti che caratterizzano l’innamoramento immaturo , quasi adolescenziale (la proiezione bambinesca e sognatrice del compagno/a che si riscontra nella intensità del sentimento a lui diretto , ma , allo stesso tempo, nella vacuità dello stesso,davanti alle “prove” della vita)anche quando l’età dell’adolescenza è ormai terminata, e che è sempre destinato ad infrangersi contro la normalità della realtà e delle persone, che di certo non possono “fuggire” in una dimensione parallela, che “esiste” soltanto sopra le nuvole.

  • 42
    camy -

    kid, infatti galooth aggiunge :
    “..dove, tuttavia, tra le parti non si è mai creato un vero rapporto umano, che trascenda le differenze sessuali.
    Questa “ignoranza” maschile è causata dalla forte dipendenza dal sesso inteso come indice di AMORE, visto che la cultura maschilista non metteva il maschio in condizione di chiedersi se il suo comportamento era corretto o meno se ossequiava quelli che sono i parametri della “persona per bene” e del buon padre di famiglia, una volta accasato. Tuttavia, spesso arrivava alla fine dell’esistenza senza aver capito niente della psicologia della sua compagna”
    che comunque esclude quegli uomini che invece il problema di un rapporto umano se lo pongono, e anche di capire la compagna.
    tuttavia non si può negare che descrive situazioni reali maschili, quante numericamente non lo so, ma ne conosco anche io. specie la gelosia, specie quando c’è quella in modo ossessivo, allora si capisce che tipo di amore è, cioè “non evoluto”. eppure ne esistono casi così, kid, e sono anche pericolosi per chi non sa trattenere la violenza. la dipendenza sessuale maschile a questi livelli è pericolosa per la donna che ne è causa scatenante (anche involontariamente).
    comunque io personalmente spero negli uomini “sani” e che ce ne siano molti. 🙂

    altra realtà dove si possono osservare queste cose sono anche certe culture per esempio, come gli arabi che vietano di esistere alle loro donne e perché se non per possesso? gelosia? amore inteso come “sei di mia proprietà”? sono fatti culturali anche, di evoluzione culturale o meno. meno male che son nata in italia e non in quei paesi lì.

  • 43
    Galooth -

    Ho parlato della mancanza di comunicazione tra i sessi, volendo sottolineare come spesso anche con questa situazione si possono creare relazioni apparentemente funzionanti, ma in realtà guidate da in copione scritto in parte dagli istinti e in parte dalla cultura corrente.
    Ho preso il caso di Dreamer perché è significativo di come si perseguano dei desideri naturali, in quanto istintivi, percependo questi come “amore”, e tutto questo in assoluta buona fede, ma in realtà di stanno facendo solo le prove generali dell’amore.
    Nel caso specifico, e in milioni di altri casi analoghi, alcuni dei quali letti su questi forum, il bisogno di trovare un “bambolotto” bisognoso di cure è talmente impellente che molte di queste belle e romantiche ragazze sono attratte proprio e soprattutto da ragazzi ” difficili” diciamo così. Quelle difficoltà, sono la dotazione necessaria per allenar le al ruolo di accudìtrici di cui accennavo in precedenza. Per il sesso femminile il rendersi utili, nutrire, curare, accudire appunto, crea una forte identificazione e un ruolo preciso di terapeuta del corpo e dell’anima delle persone che gravitano nel suo ambito affettivo, ruolo definitosi in tre milioni di anni di evoluzione umana.
    Queste caratteristiche che oggi ritroviamo nelle nostre non, mamme o ragazze come Dreamer e donne come Luna, sono risultate utili per l’economia umana e pertanto auspicabili in una femmina.
    Ma oggi le regole si sono stravolte. I ruoli non sono più così definiti. Ci sono donne capitani d’industria e maschi che fanno i ” mammi”, donne che emergono e maschi che vanno in crisi di identità, ma gli istinti originari restano attivi, non intaccati dalla cultura che cambia. Ed ecco che una giovane donna, tra non molto laureata, piena di vitalità e voglia di vivere, una giovane donna emergente, una donna libera mille volte più di sua nonna probabilmente,che potra’ scegliere il suo futuro, che ricorda con nostalgico struggimento i momenti in cui ” curava” il suo bambino, probabilmente uno dei tanti maschi che non riescono più a trovare una collocazione in questa società, spesso, paradossalmente, per essere stati troppo ” accuditi” da nonne, mamme e fidanzatine varie, mantenendoli così in un perenne stato di infantilismo.
    Camy ha giustamente sottolineato una mia frase che riguardava una condizione necessaria per mettere in atto una vera crescita del rapporto sentimentale, riconoscendo quando agisce l’egoismo degli istinti, e quando l’amore vero, che è altra cosa

  • 44
    camy -

    🙂
    ..volevo sottolineare anche questa tua frase, Galooth:

    “probabilmente uno dei tanti maschi che non riescono più a trovare una collocazione in questa società, spesso, paradossalmente, per essere stati troppo ” accuditi” da nonne, mamme e fidanzatine varie, mantenendoli così in un perenne stato di infantilismo.”

    ne parlavo giusto con un mio amico, di come in Italia ci sia molto infantilismo fra giovani uomini e giovani donne (intendo circa dai 20 ai 40 anni), oggigiorno, proprio per questo essere stati troppo viziati da famiglie o fidanzati e fidanzate di turno.

  • 45
    dreamer -

    Galooth, mi trovi d’accordo nella tua ultima analisi. Quando parli di prove generali all’amore. E quando parli delle due concezioni diverse di amore nei due sessi, senza comunque voler generalizzare.
    E’ esattamente quel tipo di amore di cui io parlo, quell’amore materno che riporta comunque alla mente l’infanzia, il periodo in cui ci si allenava, in cui le emozioni erano intensificato da un innamoramento per l’amore stesso.
    Quel che resta nel tempo non è che un’immagine. E a quell’immagine si resta comunque legati, come ad un qualunque ricordo infantile. E la persona in questione non è importante in quanto se stesso, ma in quanto legato a quei ricordi.
    Diventa importante in quanto ricordo.
    Ma non va ad intaccare un presente che comunque si è poi costruito.
    Tutto ciò fa sorridere tutto sommato.
    Ripensare alla donna che ha bisogno del “dramma” , nel senso ampio della parola, mi fa sorridere, perché in fondo, mi ci ritrovo pienamente. Posso dire però che, riconoscendo questa tendenza, questo limite, si impara a conviverci, e si sorride…

  • 46
    Galooth -

    Cara Dreamer, come ho già detto sono proprio le donne più femminili, romantiche e amorevoli che spesso vanno incontro a questo tipo di attività onirica trastullandosi nei ricordi, ma mi permetto di dirti che non è del tutto vero che sia un’attività priva di rischi nel rapporto REALE che si sta vivendo.
    A prescindere dal pur inoffensivo desiderio di rimanere adolescenti dichiarando amore etermo ad “un’immagine”, posso dirti che scoprire che la propria donna mantiene certi ricordi edulcorati di un amore che è rimasto “cristallizzato” per mille motivi, diventando un totem al quale rivolgersi nei momenti in cui la realtà chiede risposte, non è molto gratificante per chi VIVE quella famosa realtà con quella compagna sognatrice.
    A me è capitato, e non dopo due anni, ma venti, e francamente per quello struggimento romantico che vi ho riscontrato, avrei voluto essere io al posto di quell’irraggiungibile personaggio, che nella fantasia di lei assumeva i contorni che tu stesso hai romanticamente descritto per quel tuo indimenticato ex.
    Purtroppo però quel personaggio era tutt’altro che quello che lei ha voluto immaginare e mentenere nella memoria in certi termini. Succede che la necessità di giustificare una scelta che si percepisce, ma non si ammette impropria, e nella quale si sono profusi una passione e un impegno totalizzante e assoluto (spesso legato alla “prima volta”) verso un povero disgraziato con mille problemi, o semplicemente un bambino viziato e capriccioso, (realizzatosi più tardi come un fallito, come per quell’ex della mia lei), trasforma la storia in una fiaba e il protagonista nel principe azzurro, col mito del quale molte ragazzine sono cresciute ma che non vogliono riportare al giudizio della realtà.

    Se davvero sei innamorata del tuo attuale compagno, seppellisci per sempre quel “bambolotto” col quale ti piace rifugiarti nei momenti in cui la realtà ti sembra banale, e vivi invece quest’ultima pienamente, amando il tuo lui per quello che è e che ha di CONCRETO e non per quello che tu immagini che debba avere, come nel caso del simulacro di cui parlavo in altri post.

    Riempire la tua anima e i tuoi pensieri dell’amore vero, reale, tangibile, fatto di obiettivi da raggiungere e speranze da realizzare col tuo uomo è l’unico modo per diventare adulti veramente,l’unico per diventare donna, e far così divenire concreti gli unici sogni per cui vale la pena sognare.
    Un caro saluto

  • 47
    camy -

    “Riempire la tua anima e i tuoi pensieri dell’amore vero, reale, tangibile, fatto di obiettivi da raggiungere e speranze da realizzare col tuo uomo è l’unico modo per diventare adulti veramente,l’unico per diventare donna, e far così divenire concreti gli unici sogni per cui vale la pena sognare.”

    è quello che vorrei fare anch’io…trovando un uomo che voglia farlo anche lui con me.
    come sempre ottime parole Galooth 🙂
    Dreamer ascolta il consiglio di Galooth, lascia perdere il passato più o meno romanzato, anche solo nel perdere tempo a riviverlo con la mente.. perchè non ti dà nulla di concreto in mano e toglie tempo e importanza al tuo attuale lui e alla vostra vita. 🙂

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