Il poliamore salverebbe l’umanità dal femminicidio
Purtroppo si susseguono a ritmo battente, con particolare incidenza nei mesi estivi, in ogni latitudine geografica i femminicidi, che scaturiscono nella quasi totalità dei casi per motivi di gelosia. Il fenomeno allo stato attuale, appare inarrestabile e in continuo aumento. Cerchiamo ora di fare una semplice analisi e di spiegare perché accade tale assurdo e terrificante fenomeno, che può colpire qualsiasi famiglia, nessuna esclusa. Alla base sta sempre un rapporto relazionale ammalato fin dall’inizio. Molte volte accade di assistere a delle scene che suscitano nell’immaginario collettivo quasi una condizione emotiva dì “invidia”,….ovvero ad apparenti rappresentazioni della “famiglia del Mulino Bianco”. Si può addirittura arrivare a ricredersi su tale utopico concetto, laddove si ammirano coppie innamoratissime e felici, da sembrare quasi fuori dalla concezione del tempo e della realtà! Queste coppie sono le più suscettibili ad essere coinvolte in fenomeni di femminicidio. La coppia ammalata crea al proprio interno l’esclusività della loro esistenza e tutto ruota intorno alla loro artificiosa felicità, costruita per sfuggire al senso insopportabile di un mondo, che sul piano pratico e relazionale vede i singoli componenti, estranei totalmente a dinamiche diverse dal loro modo di pensare e di agire. Si crea quindi un sodalizio esclusivo e auto- protettivo nel contempo, dove il significato della vita stessa si riversa nella stabilità e nella continuità del rapporto di coppia. I valori fondanti provengono da credenze radicate arcaicamente nella mente umana, dove principi quali l’esclusività, il possesso, il senso della proprietà privata, si riversano irresponsabilmente nei confronti di un essere umano.
Fin tanto che tali equilibri non vengono scossi, tutto sembra procedere per il meglio, ma il continuo rinnovarsi di attenzioni di particolare rilevanza per mantenere inalterato tale malsano equilibrio, porta ad aumentare costantemente i livelli di attenzione, che sfociano la quasi totalità delle volte, in una patologica gelosia.
Succede poi che tali atteggiamenti iniziano a corrodere silenziosamente quella necessità di individualità necessaria ad ogni essere umano per poter affermare la propria personalità. Giorno dopo giorno, senza immediata consapevolezza, il rapporto inizia a diventare sempre più soffocante. Iniziano i primi litigi anche per cose di poco conto, primo segnale di profonda insofferenza che sta lentamente maturando in un rapporto che è destinato a scomporsi e finire. Molte volte è solo questione di tempo.
Ma cosa accade poi alla fine, nella mente soprattutto maschile in particolar modo, quando avvengono delle irreparabili rotture relazionali? Cerchiamo ora di analizzare la mente tipo del maschio, in particolar modo del maschio italiano. Questo mammifero è cresciuto con valori culturali imposti fin dalla nascita e importati da ataviche credenze a livello familiare e sociale. Innanzitutto il senso della famiglia: non visto come componente sociale di crescita e di evoluzione collettiva, ma visto come rifugio e feudo personale. Questo è il primo passo falsante che la mente maschile in particolar modo compie per dare origine ad una famiglia, dove molte donne inizialmente si sentono appagate e protette da tale scelta, condividendo tale decisione, in particolar modo se provenienti da realtà d’origine disagiate, dove hanno a loro volta, vissuto delle difficoltà socio-ambientali. Vedono la nuova famiglia come fonte e nel contempo meta dei loro sogni e dei loro desideri, credendo ognuno in valori che mai corrisponderanno per lo più nella realtà ad una reale visione comune se andremo poi ad analizzarli nel dettaglio nella maggior parte dei casi. Inizialmente tuttavia emergono, suffragati molte volte da una travolgente passione o da un folle innamoramento, elementi accumunanti che offrono l’illusione di avere molte cose da poter condividere: la maggior parte delle volte si tratta in realtà solamente dell’atavica paura della solitudine. Questa società manipolatrice e manipolante fomenta con principi completamente fuorvianti tali convinzioni. Impone alla famiglia il senso stretto di esclusività, limitandone i campi sperimentativi in campo relazionale, imponendo a livello sessuale delle regole apparentemente morali, che possano illudere la coppia di essere preservata da pericoli di varia natura. Viene costruito il senso della morale, strettamente legato al campo sessuale, evitando accuratamente di far capire culturalmente che la sessualità ed il sesso, null’altro sono che una pulsione naturale del nostro inconscio, come la fame, la sete, o il sonno. Essendo tuttavia impossibili da manipolare nel tempo queste tre pulsioni che ho citato, ritroviamo nell’essere umano anche la sessualità, che appare invece una pulsione molto più elastica che può essere comodamente manipolata in termini temporali molto più prolungati e nel contempo può essere incanalata in scelte apparentemente alternative. (Prendiamo ad esempio il voto di castità di chi si dedica a scelte di carattere religioso,…anche se poi nella realtà, sappiamo tutti cosa in effetti succede). Accade pertanto che la sessualità assume una connotazione particolarmente guidata verso concetti come esclusività sessuale, o proprietà privata. In tale modo si crea la convinzione nella mente umana che si possa limitare il senso estensivo delle pulsioni sessuali dell’individuo.
Queste pulsioni vengono tenute a bada fin tanto che la mente riesce a costruire e sopportare ologrammi del film della “famiglia del Mulino Bianco”. Appena questo film termina o si interrompe bruscamente, tale pulsione suona come campanello d’allarme di un attacco aereo in arrivo e inizia a scuotere interiormente l’individuo, ma con aspetti psicologici nella maggior parte dei casi completamente differenti tra uomo e donna. Nell’uomo scatta uno stato di allerta molto forte dove cerca di rafforzare anche in maniera violenta i propri confini di possesso per evitare che la sua presunta proprietà privata, (la propria moglie, donna, compagna, amante), possa uscire da tale recinto. In questi casi la donna di contro, cercherà disperatamente delle vie di fuga che in molti casi terminano purtroppo tragicamente, come possiamo notare quotidianamente dalle sconvolgenti notizie che imperversano sui telegiornali e i mezzi di comunicazione. Purtroppo la religione ha delle grandissime responsabilità in tali epiloghi in quanto predica da sempre (o almeno la maggior parte delle religioni), il concetto di “monogamia”, escludendo ogni e qualsiasi possibilità alternativa, che viene bollata come “blasfema”, inopportuna, patologicamente insana, fuorviante! Nel frattempo delle vite umane con questi principi saldi nella così detta morale (artefatta), vengono tragicamente a mancare e famiglie intere ogni giorno piangono e si disperano davanti a tragedie assurde che potrebbero essere definitivamente limitate o ridotte in gran parte. Alla base di tali scelte comportamentali decisamente patologicamente gravi, esiste una totale mancanza di autostima e nella mente umana accade un processo mentale molto pericoloso. Il soggetto che vede infrangere ciò che per lui significava il senso della propria vita, (aspetto completamente deleterio sotto il profilo di una sana ed equilibrata struttura psicologica dell’individuo stesso), si sente profondamente fallito come soggetto ed il senso di fallimento assume una connotazione totalizzante riguardo alla sua persona e alla sua personalità. Non riesce per mancanza di sufficiente autostima a localizzare in elementi reali, la dimensione dello stato oggettivo della situazione, palesando apertamente dei limiti molto significativi nell’ambito della propria intelligenza emotiva. Ovvero quella capacità conferita dalla propria autostima di gestire gli stati emozionali che sovvengono in base alle condizioni emotive che si determinano nella propria interiorità. Ovviamente tutto ciò è radicalizzato in una cultura di base supportata e puntellata da certe credenze di cui prima è stato posto un chiaro riferimento. A questo punto il soggetto ribelle (ovvero la donna nella maggior parte dei casi), assume la trasposizione di “causa totale del proprio fallimento personale” nel maschio e scatta quindi una palese evidenza di pensiero dicotomico (ovvero non logico), facendo poi emergere anche altre comorbilità psicopatologiche. Non riesce tale soggetto a formulare il pensiero: “E’ fallito il mio rapporto personale con “Maria”, ma bensì: “Maria” è la causa personale del mio fallimento personale e totale come individuo. Nella mente provata da tale condizione di instabilità già preesistente di base, ma segretamente celata dalla fotografia mentale “della famiglia del Mulino Bianco”, a quel punto la figura di Maria, diventa il peso e l’ossessione che evidenzia in maniera violenta la fallace consapevolezza di avere perso completamente la propria autostima. Nella realtà è proprio invece una totale carenza di autostima che diventa la genesi di un simile epilogo di pensiero. A quel punto, solo eliminando fisicamente “l’ingombrante presenza psicoemotiva” di “Maria”, fuori dai limiti di quella che si riteneva la propria proprietà privata, si riesce ad auto convincersi di limitare i danni della propria profonda angoscia! Il soggetto elimina fisicamente“Maria”, in quanto (secondo lui) causa delle sue condizioni di disperazione interiore e frustrazione, con la convinzione di poterne annullare l’effetto devastante che la paura di perdere il proprio possesso induce nel soggetto. Se invece lo esclude motu proprio estirpandolo dal proprio immaginario collettivo, si auto induce la fallace illusione di un senso liberatorio e di riconquista della propria autostima. Questa sotto l’aspetto psicologico è la principale causa per cui vengono originate condizioni mentali che inducono al femminicidio.
A tal riguardo diventerebbe necessario con la massima urgenza che questa società alla deriva, cambiasse rapidamente i propri parametri socio-esistenziali tramutando la morale in etica, ponendosi su basi di totale rinnovamento ideologico. Il primo passo sarebbe quello di insegnare sin dalle scuole primarie all’individuo, tutti quei passi e quelli schemi comportamentali e protocollari per creare una sana autostima. Questo ovviamente riguarderebbe entrambi i sessi. Poi sarebbe necessario insegnare a relazionarsi in ambito sociale curando particolare attenzione allo sviluppo della propria intelligenza emotiva nonché alla propria intelligenza sociale, ovvero alla capacità di interagire con gli elementi esterni a se stessi in ambito relazionale, gestendo le singole capacità di relazionarsi con gli altri in maniera efficiente, costruttiva e socialmente compatibile. Compito questo che solo teoricamente allo stato reale delle cose viene demandato alla scuola. Ovviamente ciò dovrebbe essere integrato anche con il supporto didattico a sviluppare e mantenere in ogni circostanza efficiente la propria intelligenza emotiva. Già partendo da queste basi si inizierebbe un processo di evoluzione culturale non di poca rilevanza! Ad integrazione di tutto ciò sarebbe poi necessario intervenire nello spiegare chiaramente aspetti filosofici esistenziali che attualmente sono messi al bando da questa società falsa e corrotta, ovvero che è condizione naturale potere “amare” contemporaneamente più persone. Questa società ha impostato delle convinzioni assurde, dove il senso ed il significato dell’amore interpersonale può essere tale, solo se orientato in senso monodirezionale. Tutti coloro che hanno vissuto un minimo di esperienze relazionali nella propria vita, sanno benissimo che condizioni emotive amorevoli possono essere rivolte contemporaneamente a più persone nello stesso tempo. (Condizione molto diversa invece è lo stato iniziale dell’ innamoramento che assume altre connotazioni che in tale contesto non vengono per ovvi motivi di spazio esplicitati). Se tale concezione di fattibile e possibile pluridirezionalità, venisse adeguatamente spiegato, compreso ed entrasse a far parte dei propri concetti mentali, entrerebbe a far parte di una cultura collettiva che non porterebbe poi a dovere assistere a quotidiani e terribili fatti di cronaca. Questa società si veste quotidianamente con abiti luccicanti di falsa moralità in un circo dove vengono rappresentate situazioni che sono scollegate alla realtà oggettiva delle cose.
La monogamia viene presentata come condizione base di stabilità sociale ed emotiva, nonché come dettato religioso di base nel cattolicesimo in particolare. Il concetto filosofico della corrente new-age degli anni 60, che ha radici tuttavia ben più lontane, risalenti al pensiero foureriano di Charles Fourier, promuove il concetto di “Poliamore” come scelta individuale con portata ed estensione sociale. Tale teoria basata su effettivi presupposti di onestà morale, applicata alla realtà contingente che si viene a determinare in ambito sociale, permette ai singoli individui elementi formanti della coppia, con la massima onestà morale, se sentita esigenza comportamentale, di potersi relazionare a tutti i livelli con una cerchia determinata di persone, unite da patto di assoluta onestà intellettuale e comportamentale tra loro, in ogni ambito, senza suscitare alcun senso di gelosia, e tale possibilità si estenderebbe anche in campo sessuale, dove gli stessi rapporti affettivi e sessuali non vengono circoscritti ad una “monodirezionalità”, ma laddove l’individuo può estendere alternativamente, creando e trovando, (in una condizione di ovvio par-condicio), elementi di reale e concreta gratificante stabilità personale a livello psicoemotivo.
Nessuno ci rimetterebbe e tutti ci guadagnerebbero. Ovviamente difficile risulta in questa società permeata da falso moralismo, fare accettare e sdoganare liberamente tale comportamento…e si preferisce assistere quotidianamente alle stragi familiari a cui noi tutti, in maniera tragicamente impotente assistiamo quotidianamente! Tutto ciò è solo meschina “falsità ideologica”. Quasi tutti sappiamo cosa significhi avere un amante, essere traditi o tradire a nostra volta, ma tutto ciò fa parte di questa ammalata cultura sociale e come tale queste condizioni vengono considerate pertinenti e “tacitamente” accettate nella nostra realtà sociale. In tal modo viene considerato logico elemento di consequenzialità, il senso del dolore emotivo, dato dalla scoperta di un tradimento, vissuto quale profondo senso di inganno personale. Ma tali elementi emotivi null’altro sono che fattori di profonda immaturità emotiva che permettono a questa società di fondarsi oltre che sulla falsità anche sul masochismo relazionale.
Il Poliamore non permette tali devianti condizioni emotive e sociali, ma da ad ogni individuo la possibilità di ricercare con serenità che dovrebbe essere assolutamente condivisa, anche in ambito di scelte familiari, i migliori presupposti per vivere condizioni di assoluta serenità. Tutto ciò senza essere costretti ad interrompere relazioni che sotto aspetti di diversa natura, presentano comunque condizioni di positiva valutazione ed accettazione, senza compromettere elementi di stabilità emotiva e sociale, entrando invece in piena e consapevole accettazione di un nuovo e più sano modo di concepire la propria esistenza, rispettando anche quella degli altri. Ovviamente le nostre credenze e il modo tradizionale come ci è stato insegnato a concepire la nostra vita e la famiglia non permette di cogliere l’essenza sublime e l’importanza fondamentale di queste concezioni alternative, che eviterebbero l’esistenza del femminicidio come a volte ineluttabile conseguenza di scaturita da elementi patologici dati dalla gelosia.
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Categorie: - Amore
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Seneca tu hai colto nel segno: il delitto per amore/gelosia non deriva dal patriarcato, dal sessismo, o da altre invenzioni femministe, bensì da dinamiche malate di coppia e/o di società.
Le quali potranno anche (in maniera distorta) ispirarsi a (dis)valori sociali e religiosi… però alla fine la patologia del rapporto non è conseguenza, bensì causa.
Come la violenza negli stadi: non è la squadra X o Y ad essere responsabile delle risse tra ultras: sono gli ultras stessi e le loro teste bacate ad esserlo ab origine.
Quanto al poliamore come cura alla violenza: attento, anche Charles Manson era un hippie… e David Koresh praticava il poliamore con le sue adepte davidiane…
Poliamore deve essere il nuovo termine trendy dopo narcisisti.
Ad ogni modo studi hanno evidenziato che gli uomini più intelligenti tendono alla monogamia.
“Ma cosa accade poi alla fine, nella mente soprattutto maschile in particolar modo, quando avvengono delle irreparabili rotture relazionali?”
Accade che una donna, dopo una rottura relazionale, trova 10 uomini (anche di più con le app di incontri) in un giorno, mentre un uomo prima che trovi un’altra con cui consolarsi …campa cavallo (sempre che la trovi). Vorrei vedere se gli uomini trovassero una partner con la stessa facilità delle donne, come reagirebbero alle rotture
Per Argo
“Accade che una donna, dopo una rottura relazionale, trova 10 uomini (anche di più con le app di incontri) in un giorno, mentre un uomo prima che trovi un’altra con cui consolarsi …campa cavallo (sempre che la trovi).” – Ottima sintesi!
Interessante anche l’affermazione sulla tendenza alla monogamia delle persone più intelligenti.
Per Seneca
Pur considerando che la maggioranza degli esseri umani ambisce, per indole o per cultura, a rapporti di coppia stabili e duraturi, esistono uomini e donne per i quali è preferibile, se non mandatoria, l’attitudine ad avere più partner. Sia in sequenza temporale che in contemporanea con rapporti in corso. Sempreché abbiano facoltà ed opportunità di mettere in atto inclinazioni e desideri.
Questi, che sono sempre di più, già fruiscono di una forma, ridotta o nascosta, di poliamore. Se la cultura consentisse di estenderla e di renderla meno riprovevole, di certo potrebbe ridurre i femminicidi.
A mio avviso, l’ostacolo principale non consiste nella religione, ormai desueta, ma nella genitorialità, che, se non adeguatamente controllata, rende difficile offrire ai figli un ambito familiare di crescita solido ed emotivamente costruttivo.
Si possono avere varie relazioni sessuali ma l’ amore lo si prova per una sola persona. Quindi no, il poliamore non è fattivamente possibile. Quello della coppia aperta è solo un mito hippie.
E comunque chi compie atti come il femminicidio credo che di base non abbia mai amato.
“Accade che una donna, dopo una rottura relazionale, trova 10 uomini (anche di più con le app di incontri) in un giorno”
Gli uomini che puoi trovare sui social o sulle app di incontri non hanno molta rilevanza. Si tratta perloppiu’ di tizi di scarsa qualità, uomini non attraenti, poco intelligenti, mentalmente limitati oppure tizi in cerca dell’ avventura. Poi magari sarò io ad avere standard elevati.. ma credo che alla fine, se andiamo a vedere la vita REALE, una donna che esce da un rapporto di lungo corso ha le medesime difficoltà di un uomo a rifarsi una storia con la persona adatta.
In termini puramente teorici, il poliamore potrebbe essere la soluzione dei mali del mondo: tutti amano tutti senza gelosie e possessioni e la vita è una cosa meravigliosa. Un po’ come il Comunismo, che in teoria doveva diventare il modo per eliminare le ingiustizie e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e si é rivelato il contrario.
L’essere umano è fallace, egoista e egocentrico, e non si può controllare nelle sue manifestazioni emotive, quindi inutile illudersi. Anche l’Esperanto doveva diventare la lingua di tutti, e oggi non la cagano neanche i linguisti.
Innanzitutto bisogna capire di cosa stiamo parlando.
Cosa intendete per “femminicidio” e per “patriarcato”?
Date nei vostri commenti una definizione a questi termini.
Senza ricorrere a un dizionario: femminicidio vuol dire uccisione di una femmina e patriarcato vuol dire comando, o comunque supremazia del padre. Quanto al patriarcato inteso in senso letterale, ritengo che nella nostra società esso non ci sia più o comunque si sia molto attenuato rispetto al passato. Le rivoluzioni degli anni 60 puntavano, com’è giusto, a una pari dignità fra i sessi, o meglio fra i generi, che avrebbe dovuto portare a un rispetto reciproco fra le persone. Purtroppo quest’obiettivo è in parte fallito e ci ha lasciati in balia di rigurgiti malriusciti di andri-arcato (ovvero di volontà di supremazia da parte del maschio) oppure di atteggiamenti di vendetta da parte delle donne, che hanno interpretato l’istanza di cambiamento in chiave di: Finalmente gliela facciamo pagare, a quei pezzi di merda dei maschi (soprattutto se italiani o mediterranei in genere). Quanto al termine femminicidio, che sembra di spiegazione molto semplice, presenta implicazioni complesse.
Vogliamo chiamarlo così per contrapporlo al termine omicidio, cioè uccisione dell’uomo? Ma l’uomo al quale qui ci si riferisce non è l’uomo inteso come maschio, ma inteso come homo, cioè appartenente alla specie, che quindi comprende anche la femmina. Se invece vogliamo dire che l’uccisione della donna è più grave perché essa, in quanto donna è più debole, questo può avere un suo senso, ma appunto implica che una certa differenza fra i due generi appunto ci sia. Quanto al poliamore, non credo che risolverebbe il problema anzitutto perché i componenti di una coppia non sono uguali e non è detto che uno dei due sia pronto ad accettare gli amori plurimi dell’altro. La riduzione del femminicidio, così come di qualsiasi omicidio, passa per il recupero della capacità di autocontrollo e di rispetto dell’altro e nulla a a che vedere né con i diversi tipi quantitativi di amore né, tantomeno, con la supremazia di un genere sull’altro. Un femminicida non è un patriarca, ma un immaturo…
Per ovvi motivi non posso vedere ora le eventuali risposte ai miei due scritti di stamattina, ma fin da subito desidero precisare che non intendo in alcun modo sminuire o giustificare il femminicidio, che preferisco chiamare omicidio a carico di donna. Credo però che spiegare l’effettivo significato dei termini aiuti a togliere loro delle connotazioni che non gli sono proprie e concentrarsi su quelli che, effettivamente, sono i problemi. Come ho specificato prima, secondo me il femminicida non è un patriarca ma è un immaturo emotivo, che non sa accettare l’abbandono da parte di un’altra persona e reagisce eliminandola, come forma di estremo possesso o di vendetta. Ciò, potenzialmente, può essere compiuto anche da parte di una donna a carico di un maschio, indipendentemente dal fatto che statisticamente siano in maggioranza i casi di un tipo o di un altro. Per porre rimedio a ciò, non credo che occorrano fantomatici poli-amori, ma un’educazione che miri al rispetto reciproco.
Inoltre bisogna imparare, banalmente, a fare i conti con le frustrazioni. Il che non significa accettarle con gioia (il disappunto per esse è più che legittimo), ma imparare a controllare le proprie reazioni al riguardo. E qui, dopo tanta accademia, permettetemi una parentesi personale. Chi mi conosce sa che io sono una persona che non vede. Questo nella mia vita ha comportato numerose delusioni e frustrazioni, delle quali, senza volerlo, sono state concause anche le persone che mi circondavano. Quanti sabati sera, nell’adolescenza, ho trascorso a casa, perché nella macchina dei miei amici che uscivano non c’era un posto libero. E quante ragazze alle quali ero interessato mi hanno più o meno esplicitamente scaricato perché non potevo andarle a prenderle sotto casa per scarrozzarle in giro. Queste son cose che mi hanno fatto male e che mi avrebbero spinto a reazioni incontrollate, ma ho, appunto, imparato a controllarmi, a meditare, a leggere, a incassare e a non ammazzare nessuno.
Max, ragiono in base alle tue definizioni di femminicidio e patriarcato.
Femminicidio: uccisione di una femmina.
Max, tu dici: “Se vogliamo dire che l’uccisione della donna è più grave perché essa, in quanto donna è più debole, questo può avere un suo senso”.
Ma una donna, in quanto donna, non è per forza sempre più debole di un uomo. Una campionessa di pugilato confrontato con un uomo anziano non è più debole.
Inoltre, secondo la definizione costituisce femminicidio anche l’uccisione di una donna per mano di un’altra donna. In questo caso la logica che la vittima sia più debole della sua assassina non ha senso.
Inoltre, secondo questa logica sarebbe più grave il femminicidio per mano di una donna che il maschicidio per mano di un uomo.
Max, tutelare maggiormente la vita di una donna rispetto a quella di un uomo, da un altro punto di vista significa tutelare meno la vita di un uomo rispetto alla vita di una donna. Gerarchia degli esseri viventi: animali ed esseri umani? No,…
animali, uomini, donne. Gli uomini a metà strada tra animali e donne.
Infatti anche tu prosegui dicendo “ma appunto implica che una certa differenza fra i due generi appunto ci sia”.
Patriarcato: supremazia del padre.
Anche tu noti che ormai da noi è un sistema di organizzazione sociale rara. Possibile che sia la causa dei femminicidi dei giorni d’oggi? No. Ma è un termine utile per dare la colpa all’uomo sempre e comunque. Il patriarcato, questo fenomeno che uccide le donne, va cambiata questa mentalità patriarcale dei maschi. In altre parole, i maschi vanno educati alla sottomissione alla donna. Allucinante.
Il maschicidio viene chiamato leggitima difesa
Max, tu hai mostrato correttamente gli effetti dell’epifenomemo, ma le cause originarie vanno ricercate nelle origini del rapporto uomo/donna. Questo nasce principalmente per ragioni economiche, in un reciproco do ut des dove il sentimento che oggi riconosciamo dobrebbe essere fondante era secondario, e semmai legato alla soggettiva sensibilità dei protagonisti, e non cime valore precipuo della relazione.
In questo gioco delle parti, il potere era detenuto dal “capofamiglia”, termine ancora oggi usato nei documenti ufficiali, che contiene un significato in termini di quel “potere” che non avrei bisogno di spiegare. E qusl’era questo potere? Quello economico, a l quale era sottoposta la donna che implicitamente assumeva un ruolo di subalternità.
Questa posizione ha cominciato a scricchiolare dopo la Rivoluzione Industriale quando la donna ha iniziato ad avere un ruolo economico concreto, quando cioè portava a sua volta soldi a casa, oltre a sobbarcarsi il lavoro di gestione di quella》
Infatti, Trader, io ho detto che il considerare, come molti vorrebbero, il femminicidio come cosa più grave del semplice omicidio, troverebbe una giustificazione proprio nel considerare la donna come l’elemento più debole fra i due. Ma io rifiuto il termine femminicidio proprio perché ritengo che la donna non sia più debole puramente e semplicemente perché donna, per cui l’omicidio a suo danno è cosa comunque gravissima e deprecabilissima, ma lo è tanto quanto l’omicidio a carico di chiunque altro. E come già ho detto: non sto giustificando o sminuendo tale azione orrenda, ma semplicemente portando i termini della questione in quella che ritengo la sua giusta prospettiva. Peraltro, nelle mie aggiunte di oggi pomeriggio ho argomentato ampiamente come secondo me certi casi di omicidio a danno di donne non hanno a che fare con il presunto patriarcato – che semmai sarebbe meglio chiamare andriarcato – ma con problemi di immaturità affettivo-relazionali di altro genere e altra complessità.
》Tralasciando le tribolate vicende che hanno caratterizzato le rivendicazioni femminili, a partire da quel tragico 8 marzo negli USA, la perdita di quel potere maschile si è mostrato quasi sempre attraverso la repressione violenta di quelle istanze, sino a quelle odierne, che attenzione, non sono aumentate rispetto al passato, ma solo più visibili. E lo sono perché i valori pregressi, incentrati sul noto patriarcato, non hanno più senso. Ma resta un dettaglio importante che spesso viene trascurato che ha un ruolo misconosciuto negli episodi di violenza di cui si tratta, ed è l’istinto maschile. L’istinto di possesso.
Quello non lo elimina nessun cambiamento dei valori morali, può farcela solo la cultura. Che, se parliamo dell’Italia, non consente grandi speranze, vista la posizione che da quel punto di vista occupiamo nel consesso quanto meno europeo.
Io, che ho sposato una donna inglese, ho notato DA SUBITO la differenza di “cultura”, e di quanto la Rivoluzione Industriale, là dove è iniziata, questa abbia influito, prima che da noi, sull’emancipazione femminile.
Max, dici correttamente: affermare che il femminicidio è grave come l’omicidio, non significa giustificare o sminuire tale azione orrenda. Purtroppo in questi ultimi anni si è esagerato nella tutela della donna.
Teorie farlocche additano l’uomo come mostro crudele assetato del sangue delle donne.
Basti pensare alla piramide della violenza di genere, in cui si presuppone erroneamente che gli elementi che stanno alla base siano causa dei femminicidi al vertice. Assurdo. Ci sono più morti per mano di uomini che per zampa di orsi. E sticazzi, quanti orsi si incontrano al giorno? Chi ha fatto questa affermazione, le direi:”Qua c’è una gabbia con un orso e fuori c’è un uomo. Se sei convinta di ciò che hai detto, entri nella gabbia dell’orso”.
Golem, credo che il motivo della violenza maschile, più precisamente sia la volontà di essere superiore alla donna, cioè la sensazione di non essere virili se la compagna ha uno stipendio più alto, ecc.
Una supercazzola in cui non riesco proprio a trovare un nesso logico trs poliamore e riduzione del femminicidio.
Mi trovo perfettamente in linea con Trader,anche se non trovo nulla di male nel categorizzare uno specifico tipo di omicidio (si parla di fratricidio, infanticidio, uxoricidio senza connotazioni morali), il problema è come riempiamo poi quel contenitore etichettato. Non tutti gli omicidi di donne sono femminicidi e quasi nessuno ha le stesse radici (soprattutto se ci si riferisce al patriarcato).
Ma ovvio che molte donne vengono uccise non in quanto donne ma per altri motivi. Motivi che comunque si ricollegano quasi sempre a dinamiche malate nella coppia e nella società. Tali dinamiche sono riconducibili anche al tipo di cultura in cui si cresce. E, come già detto, in Italia prevalgono una cultura e una mentalità che vogliono la donna sempre e comunque in qualche modo “subalterna” all’ uomo. Non a caso le donne intelligenti sono quelle che fanno più fatica a trovare un partner o ad accedere a ruoli lavorativi standard, per cui si preferiscono figure remissive e accomodanti. Le donne “ben inserite” in tutti questi ambiti sono sempre, guardacaso, quelle un po’ tontolone. Le donne più sveglie invece sono spesso single e/o lavorano in proprio. Molte emigrano all’estero.
Le donne intelligenti si accompagnano a uomini intelligenti e sono capaci di reinventarsi e trovare un ruolo lavorativo soddisfacente. Il problema è quando ci si crede intelligenti a dispetto di tutte le evidenze che la vita ci presenta…
E pensa che qui c’era uno ( che a te sicuramente andrebbe a genio ) che davanti alla parola “reinventarsi” gli veniva l’orticaria, specialmente se tale azione veniva intrapresa da una donna. In ogni caso, tu vivi obbedendo alle regole ( o per meglio dire alle convenzioni ). Io vivo facendo quel che mi pare, quando mi pare, dove mi pare e come mi pare. Chi è più intelligente tra le due? Chissà.
Suzanne.
“Io vivo facendo quel che mi pare, quando mi pare, dove mi pare e come mi pare.”
La cosa più triste e che te ne vanti.
Ovvio che me ne vanto. Così faccio rosicare i poveri inferiori come voi che invece di godersi la vita patiscono e soffrono, e per scaricare la loro frustrazione attaccano gli altri. Perché appunto siete inferiori, cioè inconsapevoli. La vostra anima non è evoluta ma involuta. O proprio se n’è iuta. Ciao, capre.
MG (o preferisci farti chiamare Stuntman?), sei tu quella che sta sempre a scrivere sul web per sfogare la frustrazione contro il mondo, convinta che tutti ce l’abbiano con te; sei tu che offende in maniera puerile, come una bambina che batte i piedi; sei tu che racconti frottole sul web, per sentirti superiore; sei tu che hai bisogno di dirci che hai l’aspetto di una trentenne, anche se hai cinquanta anni; che non sei laureata, ma hai più conoscenze dei dottori; che millanti di aver fatto prestigiose professioni; che sei fi.. e migliore di tutti, perché lo hai deciso tu.
Ti pare che dovrei rosicare per una come te? All’opposto, constato che sei una brutta persona. Mi dai fastidio perché mi insulti, ma questo non è rosicamento, anzi. Non vorrei essere te per tutto l’oro del mondo. Sei una persona spiacevole. I post del tuo sito in cui proponi di fare peti in faccia sono disgustosi. Mi repelli come persona al punto da non piacermi nemmeno fisicamente.
Eppure, quando ti conoscevo poco, la pensavo diversamente, infatti ti avevo fatto i complimenti per la tua foto che avevi pubblicato. Ora mi provochi repulsione.
Ecco, questo è ciò che mi susciti, altro che rosicamento, altro che invidia, altro che voler essere te.
Se hai raggiunto un’evoluzione animica come sei convinta di essere, dovresti ragionare su questa situazione. Evolversi prevede un percorso fatto tramite il confronto sincero con altre persone, non la convinzione di avere ragione sempre e comunque, non il ricorso alla menzogna per fingere di essere ciò che non si è.
Fai quello che ti pare, ma non credere che rosichi per come sei fatta. Mi rattristo per come sei fatta.
Poter fare ciò che si vuole è una mera illusione di chi non sente di avere responsabilità verso niente e nessuno, ovvero una persona senza affetti, lavoro, relazioni umane significative, senza un posto nel mondo in cui sentire di esistere per uno scopo.
Cogito, Maria Grazia è in continua competizione con gli altri per evidente senso di inadeguatezza; io le lascio volentieri la sua presunzione di intelligenza superiore, se può rendere meno gravosa la sua esistenza.
Chi è più intelligente tra le due? Chissà.
Nessuno qui ha dubbi, penso nemmeno i troll
Io vivo facendo quel che mi pare, quando mi pare, dove mi pare e come mi pare.
Ringrazia tuo padre per gli immobili che ti ha lasciato in eredità
La cosa più triste e che te ne vanti.
Altro che anima evoluta, coi discorsi che fa a 50 anni chissà quanti altri giri su sta terra
Trader qui l’unico a inventare palle sei te. Scrivi le idiozie più assurde, screditi chi non ti va a genio postando emerite scemenze, descrivi la tua vita come un’ esistenza di successi quando è palese che sei lo scemo del villaggio ( lo sei qui, e certamente lo sei anche altrove ). Hai bisogno costante di nutrimento emotivo e per trovarlo provochi in continuazione. Hai un problema SERIO, lo capisci? Hai davvero bisogno di aiuto. Chi ti spalleggia lo fa solo perché gli torni utile, ma anche costoro sanno benissimo che sei tutto scemo, ma sei così fuori di capoccia da non rendertene conto. Per me comunque le cosa peggiore è che sei totalmente rinkoglionito dal sistema. Esci dal mondo degli unicorni e diventa adulto, che sarebbe pure ora. A me poi pare assurdo che uno come te sia riuscito a trovare moglie, ma ormai credo di averle viste tutte. Ma forse è solo una delle tante panzane che hai detto su te stesso.
Parlava degli unicorni Utente X, quindi Maria Grazia, attraverso le offese e gli sproloqui a Trader ha confermato che si serve di Sockpuppets, quindi che altro ci serve per non trattarla più?
Poi ovviamente esprimo solidarietà con @Trader, che non si merita questi sproloqui ed offese, che usano per l’ennesima volta la tecnica a specchio: lei si sente accusata ed accerchiata e reagisce aggredendo perché, abbiamo ragione, su tutto: non sa portare avanti un discorso, perché le sue fonti sono Red Ronnie e la quinta dimensione, non sa portare avanti un discorso perché é ignorante, non ha nessun titolo e parla di rosicamento nei suoi confronti, quando gli altri che dovrebbero rosicare possiedono non UNA, ma ben TRE lauree… E poi pone domande, aspettandosi che gli altri passino sopra, senza dare l’ovvia risposta, che sí, tra le due la più intelligente é Suzanne. Certo Suzanne, puoi usare tutta la compassione che vuoi, ma ad un certo punto di fronte a domande “retoriche” poste con tanta
…arroganza e prepotenza, ci vuole una risposta secca, che in quel caso é: Suzanne.
Ora, andrà avanti a dire che tutti sono cattivi con lei, senza nessun motivo, con il mainstream, che siamo pecore e poveri scemi ignoranti.
Ora una domanda per coerenza. Se fosse tutto vero, ammettendo che sia come dici, si tutta la linea, avresti un bel modo per risolvere alla radice:
Andartene via. Vola libera via da qui.
Embè… Certo che essere riconosciuta intelligente da soggetti come Argo, come Trader e come Cogito è un importante traguardo di vita. So’ soddisfazioni eh!
Per rispondere all’altro imbecille: nella villa di famiglia ci vive mia madre. Io erediterò parte di quella proprietà solo alla sua morte, ammesso che non muoia prima io. Ad ogni modo è una donna che sicuramente camperà ancora a lungo perché fisicamente è molto forte. E di questo io ne sono felice sia chiaro.
Però io vivo per conto mio e mi mantengo da sola, come faccio da quando avevo 23 anni, cioè da quando sono dovuta andare via di casa.
Mi dispiace molto per la tua condizione, ma se la tua vita è triste perché sei un cesso e non trombi e in più devi fare lo schiavo, non è colpa mia.
Non é colpa tua, di tante cose, però. Se non é colpa tua, perché ti comporti come se lo fosse?
Se sei tanto libera e perfetta, sposando questa tesi, perché non te ne vai?
Cosa ci fai qui, con tutte queste persone, che non capiscono niente, che sono ignoranti, e alle quali dici che sono sfigati, offese dette con gratuità come al solito. Evita. Evita tutto. Hai già un posto dove esprimerti, quindi non serve che stai qui. Sei la perfezione fatta a persona.
Tutto quello che dici all’indirizzo, sostanzialmente di tutti qui, tolti i suckpuppets che ti inventi per dare la parvenza di qualcuno che sia d’accordo con te, é smentito dal fatto che hai bisogno del forum. Altrimenti smetteresti.
Ci sono periodi molto lunghi in cui gli altri utenti non scrivono, più o meno tutti sospendiamo, l’unica che non sospende, e che invece dovrebbe andarsene sei tu.
Ma non lo fai. Piuttosto, costruisci dei falsi Nick name, tipo Utente X, dove ti offendi da sola, e dove offendi. Peccato, che ad un certo punto, specialmente quando si leggono tanti sproloqui, con diagnosi psichiatriche, annesse, tali utenti prendono i commenti del forum e li sottopongano ad amici, psicologi VERI, specialmente in sociologia e psicologia dei Mass media e dei social: nonostante a Suzanne sembrasse che non fosse così, a tutti gli effetti al 92%, perché questo é risultato dai test effettuati, accurati e riconosciuti, che Maria Grazia ed Utente X siano la stessa persona. Quindi, sei stata ben sgamata. Piantala con la pantomima, raccogli le tue cose, e vattene.
Suzanne, continua pure a credere tutte le cazzate che vuoi sulla sottoscritta, se questo ti fa sentire meglio. La realtà sappiamo entrambe qual’e’: io ti ho polverizzato su tutta la linea, non c’è storia. Se poi vedessimo anche la tua foto, quello sarebbe l’ affondo finale. Quelle che si mettono con gli extracomunitari non sono certo delle Miss, si sa. E non è razzismo, è solo un dato di fatto. Per il resto, in questo momento sto cercando un assistente personale perché non riesco più a seguire tutto da sola. In verità dovrei assumere almeno quattro persone ma non me lo posso permettere. Eh sì, non si può avere proprio tutto tutto. Che vuoi farci. Ma io faccio quello che mi piace, sta qui la differenza. Ho le mie responsabilità, verso me stessa e la mia famiglia. E non permetto a nessuno di affermare il contrario.
Altro che persona “senza un posto nel mondo”. Anzi a volte invidio chi come voi non ha un cacchio da fare tutto il giorno. Siete frustrati, ma almeno vi riposate un bel po’.
MG, anzi, Stuntman, quali palle? Idiozie? Chi lo stabilisce, tu? Non ho successi? Ci conosciamo? Te lo ha raccontato qualcuno?
MG, rispondi come al solito stile “specchio riflesso”, cioè rispondi in maniera infantile. Evito di ribattere con risposte dello stesso livello, altrimenti proseguiamo all’infinito con
“Sei stupido”
“No, tu sei stupido!”
“E invece no, tu sei stupido!”
gne, gne, gne.
Ecco, sappi che il livello del tuo dialogo è questo.
Ti dico solo che io ti critico in base alle informazioni che ho su di te e su deduzioni plausibili, mente tu ci critichi in base al nulla, cioè in base a come ci immagini. Ci schernisci sul nostro aspetto fisico. Prendere in giro per l’aspetto fisico di per sé è spregevole, ma il bello è che le nostre magagne su cui ci prendi in giro te le sei inventate, perché non ci hai mai visto! E così tutto il resto. Ti sei fatta un film con noi che recitiamo il copione che hai scritto tu, ma sono solo tue fantasie.
È come se avessi deciso che le foto che pubblichi sono di una tua amica, tu in realtà sei una racchia e ti prendessi in giro per questo motivo.
Sei una poveraccia, capace solo di insultare gli altri.
Grazie Cogitoergosum, nemmeno tu ti meriti gli insulti gratuiti di quella poveraccia. L’hai descritta benissimo.
Sentila, come prosegue con i suoi insulti, come una bambina.
Che vuoi farci, si diverte così.
Ecco MG, alias Stuntman, prendi e porta a casa!
Un dato di fatto, dato da delle premesse di discriminazione razziale, e discriminazioni di tipo fisico, in questo caso body shaming. Mostrare foto é una scelta, che nel tuo caso Maria Grazia, serve per soddisfare
il tuo bisogno di approvazione, altri non hanno bisogno di arrivare a mostrare le proprie foto a sconosciuti, perché hanno già chi li fa sentire unici e speciali. A prescindere dalla bellezza o bruttezza presunta. Hanno un elevata autostima. Non da ultimo, hanno più senso di riservatezza e privacy: la tua é una scelta tua, quindi non é che puoi da questo sparare sentenze, se tal persona non lo fa é perché é cessa, mentre tu sei fi... Non é così.
Si chiama senso del pudore.
Il problema delle interazioni e della tua incapacità conclamata a portarle avanti, almeno qui dentro, si risolve alla radice, andandotene via.
Cosí sí, che faresti un bel gesto.
P.s. Difficilmente fanno tutti gli errori ortografici e di sintassi che fai tu, anche coi suckpuppets, si scrive qual é, non qual’é.
Maria, che tu ti mantenga con la pensione di tua madre o sia un’imprenditrice informatica con dipendenti non frega niente a nessuno. Sei talmente ossessionata dal ritorno della tua immagine che non ti rendi nemmeno conto di risultare patetica. Cerchi di offendermi insinuando che stia con un extracomunitario o che sia brutta, ma non riesci nemmeno a ipotizzare che per me queste non siano offese. Sei schiava dell’immagine che vorresti dare di te ma che non riesci a vendere perché così grossolanamente lontana dalla realtà. Accettati per quella che sei e smettila di competere con gli altri,perché per gli altri nemmeno esisti, lo capisci?
Cogito, io credo davvero da parecchi anni che Maria abbia dei problemi da risolvere con sé stessa per potersi relazionare agli altri in modo maturo, per questo non credo che le nostre parole possano avere alcun senso per lei.
Cogito, a voler essere proprio precisi si scrive qual è, con la è accentata grave e non con la é accentata acuta. Ma credo che, più che di un errore dovuto a non conoscenza, nel tuo caso si tratti di un problema di digitazione o conversione a livello informatico. Quando ero al ginnasio e dovevo trascrivere con la macchina per scrivere i compiti in classe per renderli leggibili ai docenti vedenti (che non conoscevano il Braille) mi capitava di compiere qualche errore di battitura e la famigerata professoressa Cesana, che insegnava le cinque materie letterarie, a ogni errore rimarcava: Errore di tasto o di testa?
Suzanne, se io per voi non esistessi non stareste qui a scrivere una valanga di commenti ( o per meglio dire di idiozie ) che hanno il solo fine di screditarmi. È anche vero che lo fate perché siete dei vampiri energetici. Sarei io quella ossessionata dalla mia immagine? Ne sei proprio sicura? Io ho postato battute scherzose sugli inferiori, e tu hai subito sentito il bisogno di precipitarti a fare la lista dei tuoi traguardi, e che secondo te chiunque dovrebbe raggiungere per non essere considerato un fallito. Il che è già un assurdo perché ognuno ha il suo percorso e la sua storia e non esistono tappe prestabilite che valgano per tutti. Vedi, è in casi come questi che viene fuori l’ essenza di una persona. E tu ti eri già rivelata altre volte. Non credi a quello che dico su di me? Pazienza. Non devo dimostrare niente a nessuno, appunto. Ma dopo anni che mi attacchi senza motivo e ti inventi cazzate assurde sulla sottoscritta ne avrei anche piene le palle.
Non vivo della pensione di mia madre, primo perché la mia dignità non me lo permetterebbe, e secondo perché la sua pensione è molto bassa e sarebbe assolutamente insufficiente per tutte e due.
Sei solo una vipera, e le cose che hai scritto ti classificano per quello che sei. OGNUNO DI NOI ha un suo posto nel mondo. Che NON DECIDI TU, né nessun altro. E visto che ti arroghi il diritto di stabilire come debbano vivere gli altri non ti stupire se poi ti viene risposto di rimando.
La verità è che ti senti una cacca, e per cercare di stare meglio tenti di ferire chi è più evoluto/a di te.
Non credo nemmeno che tu stia insieme a una persona di colore. Per me sei la donna di un vecchio utente che scriveva qui anni fa, che incontrai dal vivo e con cui mi scontrai. Probabilmente ti ha mandata lui.
Esatto Max, qual è, volevo vedere chi se ne accorgeva, e te ne sei accorto tu. Di certo altri non hanno di questi problemi, scrivono senza responsabilità alcuna, anche rispetto alle norme della lingua scritta.
Cari Utenti di LaD, vi invito e vi esorto a non dare più seguito a nessun commento di Maria Grazia.
Maria Grazia,
smetti di pensare a Kid.
Non so se continui a leggere o a interagire qui ma so per certo che al momento non ha rapporti di coppia con nessuna delle 2-3 utenti ora attive sul sito.
Chiunque continui a scrivere per auto affermarsi su un social, lo fa per rispondere a uno o più bisogni, che non è affatto facile ipotizzare correttamente. Inutili gran parte dei tentativi per indovinare almeno i più pressanti…
Cogito, e poi come farete? Di cosa parlerete? Come passerete le vostre giornate?
i tuoi errori di grammatica sarebbero un “test” per vedere chi li nota? Dai, potevi inventartene un’ altra 😆😆😆
Non credo comunque che Max sia interessato a fare certe correzioni. Credo volesse solo sdrammatizzare la discussione. Apprezzo il suo tentativo ma credo sia fatica sprecata. Purtroppo qui abbiamo a che fare con problemi seri..
Io penso a chi cavolo mi pare. Mi sono fatta una mia idea – giusta o sbagliata che sia – sui rapporti che intercorrono tra te, Suzanne e l’ utente uomo che hai citato. Ho dubbi già da parecchio tempo, ci sono molti dettagli e indizi al riguardo. Se i fatti confermeranno i miei sospetti ( e cioè che sono spiata da lontano e che c’è una macchinazione in atto finalizzata a distruggermi a livello lavorativo e personale ) ed emergeranno le relative prove, a quel punto
deciderò che cosa fare. Non illudetevi però di potermi incontrare di persona. La causa legale sarà gestita a distanza e da soggetti terzi.
Ad ogni modo l’ utente maschio che hai menzionato è l’ ultimo dei miei pensieri. Lo considero solo uno spiacevole incidente di percorso. Ci sono altre cose che meritano mille volte di più la mia attenzione. Inoltre sono innamorata della persona che frequento e certe figure maschili le ho del tutto relegate nel passato.
Questo forum non è un social e io vi presenzio molto meno rispetto ad altri.
I social io li uso quasi esclusivamente per lavoro, sporadicamente per cazzeggio. Nel complesso mi annoiano, li trovo inconsistenti, mi drenano energie e ne farei completamente a meno.
“Cogito, e poi come farete? Di cosa parlerete?”
Faremo i mille dibattiti come abbiamo fatto negli anni in cui eri giustamente bannata. Ce l’abbiamo fatta senza di te, pensa. LaD e il mondo va avanti senza il tuo supporto. Vabbè, sei intervenuta spesso segretamente sotto altre spoglie, ma hai dato più che altro fastidio.
“Questo forum non è un social e io vi presenzio molto meno rispetto ad altri”
Caspita, considerando la marea di commenti che scrivi qua, se scrivi ancora di più sugli altri social, devi stare tutto il giorno a disseminare le tue stupidaggini sul web.
Davvero tu, Suzanne e Rossana vi siete contesi l’amore di un uomo?! Ecco perché vi odiate vicendevolmente.
Raccontate come si è svolta questa faccenda di cuore!
Per Trader
Mai stata in competizione con altre donne per le attenzioni di un uomo!
I pochi maschi con cui ho avuto relazioni amorose, più o meno convenzionali, mi hanno dato, per libera scelta, ben più di quanto avessi immaginato di poter ricevere.
A me MG non dà alcun fastidio. Stupidamente, mi sono scontrata con lei anni fa su un tema di particolare interesse, senza che nessuna delle due abbia poi cambiato idea, a seguito del lungo e tempestoso confronto.
Alcuni altri argomenti ci trovano in contrapposizione. Com’è normale che sia fra utenti di diverse formazioni e temperamenti.
Apprezzo le moderazioni indirette esercitate dagli utenti. Meno i tentativi di escludere.