Il piano dell’élite globalista
Riferimento alla lettera:
Dovevo rispondere all’ utente Suzanne nella sezione chat, relativamente a determinati argomenti. Ma in un normale commento non mi sarebbero bastati i caratteri perché il tema è complesso, e quindi ve lo illustro in questa lettera. Le ragioni per cui vogliono ridurre la popolazione globale sono molteplici: Spariranno molti lavori...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 8 Novembre 2024
L'autore ha condiviso 19 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore maria grazia.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Politica
85 commenti
Lascia un commento
Puoi commentare liberamente senza registrarti.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati più volte al giorno.
Per mantenere la discussione utile e costruttiva, ti chiediamo di intervenire solo sul tema della lettera. Se vuoi parlare di un altro argomento, puoi scrivere una tua lettera qui.
Non pubblichiamo insulti, botta e risposta tra utenti, propaganda o testi copiati da altri siti.
Puoi pubblicare fino a 2 commenti per lettera alla volta. Se ritieni necessario inserire un link nel tuo commento, sarà pubblicato solo se non ha finalità promozionali.
Per maggiori dettagli, leggi l'informativa sulla privacy.

@mg: purtroppo le persone ultra qualificate in Italia non trovano impiego perché per l’appunto TROPPO qualificate per le aziende italiane (al 98% pmi a vocazione manifatturiera o comunque strettamente collegate al manifatturiero). Ma questo non significa che le aziende siano poco serie, è che hanno poco da offrire rispetto a certi gradi di formazione.
Per esempio un ingegnere aerospaziale che ci sta a fare in una torneria meccanica, se non l’operaio? Non è che lo puoi pagare 5k al mese solo perché è “ingegnere”. Se ti lavora come operaio lo paghi come operaio.
Quanto agli altri migranti economici, c’è molta gente che dall’estero torna con le ossa rotte o che se ci resta va a lavare bicchieri in qualche pub o a servire al bancone dei fast food, carriere dignitose sì ma che non definirei brillanti.
E il basso livello degli stipendi reali è colpa del cuneo fiscale (e quindi dello stato), non delle aziende, alle quali i lavoratori costano circa 2 volte quello che essi percepiscono realmente.
Gabriele, che Suzanne sia una provocatrice senza argomenti ormai lo sappiamo. Anche il fatto però che tu dia ragione a White Knight mi sembra più una sottile provocazione nei miei confronti che altro. Come si fa a negare il fatto che in Italia esista un problema sociale legato al lavoro e all’economia? Ma vale lo stesso discorso per altre cose che ho affermato, e che sono evidenti. È questa la ragione per cui continuo a sostenere certe posizioni: parlano i fatti.
Certo, poi capisco pure che quando ci si è fatti tre dosi e si è creduto nella narrazione governativa, è molto difficile accettare di aver preso una cantonata, di essersi affidati a chi in realtà vuole la nostra disfatta, e certe reazioni, come quelle di Suzanne, esprimono questo malessere. Ma se non si è disposti a rivedere certe proprie convinzioni in nome dell’analisi oggettiva della realtà in cui ci troviamo, scusami ma non vedo molta possibilità di un confronto.
Si Golem, e considera che in un’azienda tedesca hai concrete opportunità di crescita e i meriti ti vengono riconosciuti, non sei visto come “lo schiavo che deve sottostare al padrone”. E’ una questione proprio culturale. Io attualmente lavoro nella logistica a tempo pieno dal lunedì al venerdì e il sabato faccio mezza giornata, faccio prevalentemente le consegne ma può capitare che stia anche in ufficio o in magazzino a fare l’inventario. Capita abbastanza spesso che io istruisca i miei colleghi tedeschi sui procedimenti informatici, perché la maggior parte di loro non ne capisce un tubo. Al netto percepisco 1500 euro al mese. Che si, possono sembrare pochi, ma in Italia quei soldi – come dipendente – li ho visti solamente una volta in tutta la mia vita, in un lavoro ( sempre come autista ) a tempo determinato.
La mia ditta non mi paga il corso di tedesco né il ristorante – molte altre ditte lo fanno – ma solo la palestra ( è una cosa che mi ha stupito perché
in Italia non lo fa nessuno ), ma non ho problemi a studiare da sola e a fare la spesa al discount. Poi comunque io qui frequento rigorosamente solo tedeschi o italo tedeschi ed è un bell addestramento. Io detesto non farmi capire.
Nei prossimi mesi mi iscriverò a un corso per videomaker qui a Berlino e proporrò i miei progetti da freelancer.
Per il resto.. Schönen Sonntag und ein Gruß zu deine tochter.
White Knight, io non credo che molti neo diplomati o neo laureati partono con l’idea di fare subito il lavoro dei loro sogni. Giustamente però vorrebbero un contratto e una paga a norma di legge e adeguati all’ attuale costo della vita. Il discorso tasse lo capisco benissimo, ma non può ripercuotersi interamente sul povero lavoratore. L’ imprenditore in gamba non sfrutta i dipendenti sottopagandoli, ma assume persone capaci dando loro quanto gli spetta, e si difende dal fisco con mosse legali ma intelligenti.
A questo punto,si può dire:Ma quanto ci mancano quei tempi,dove l.veronica Ciccone alias”Madonna”aveva impresso sulla sua t-shirt:”Italians do it Better!!”🙄😳
@mg: 1,5 K NETTI al mese è la paga media di un’impiegata o di un operaio con qualche anno di esperienza dalle mie parti (nord Italia). Se è vero che in Germania (dove si vocifera che le aziende paghino di più a parità di mansione) prendi quella cifra, allora significa che sei l’ultima ruota del carro, altro che “formo io i colleghi tedeschi”, LOL!!! XD
E comunque in bocca al lupo, vedrai a breve in cosa si trasformerà la Germania…
Se dovessi trarre della situazione del mondo del lavoro italiano, sulla base delle mie non poche esperienze, direi che il filo rosso che le ha caratterizzate è l’impostazione gestionale padronal-paternalista, quasi di antico stampo contadino, e a quelle aggiungo anche quella di mia figlia che nella grande Milano ha lasciato il posto per quella ragione. Il “padrone” italiano, ancora oggi preferisce circondarsi di “uomini di fiducia”, ubbidienti e devoti, che normalmente non eccellono per intelligenza e iniziativa. Questi a loro volta selezionano sottoposti che abbiano le stesse caratteristiche col che la catena operativa finisce per avere “anelli” via via sempre più deboli e non competitivi con ambiti concorrenziali che operano la selezione con criteri diversi, quindi non ci dovremmo meravigliare se la nostra economia non crea ricchezza.
Bill Gates ebbe modo di dire che sceglieva i suoi collaboratori perché fossero più intelligenti di lui, solo così poteva migliorare le prestazione delle sue aziende. Non credo che abbia avuto torto.
White knight scrivi solo scemenze, ma non mi stupisce. Sarai il classico “impreditore” medio italiano che “assume” i dipendenti pagandoli 700 euro al mese per un tempo pieno + straordinari, e che magari si sorprende pure se non sono abbastanza motivati.
In Germania, per un lavoro comune è perfettamente normale all’ inizio percepire quella paga, appunto perchè sei appena arrivato. In Italia sarebbe impensabile, e come hai detto tu stesso succede – se va bene – solo dopo anni che lavori per la stessa ditta. PARECCHI ANNI, aggiungo io. So di persone laureate che, in Nord Italia, sono arrivate a uno stipendio appena decente dopo circa 15 anni di lavoro. Ma di cosa parliamo?
Non ho detto di formare o di avere ruoli direttivi, ho parlato di ragguagliare i colleghi su alcune cose di carattere tecnico che loro non sanno fare. Per me comunque la cosa più importante è che mi trovo bene, cosa che in Italia non mi succedeva da almeno 20 anni.
Quella della Germania è una crisi passeggera come ce ne sono state altre, non è una crisi strutturale dovuta a un sistema corrotto, come ad esempio la nostra, ma è una crisi dovuta a scelte infelici del settore automotive, che ha preferito puntare sull’ elettrico e proporre auto orribili a prezzi irragionevoli piuttosto che andare incontro alle vere esigenze dei consumatori. Se l’industria automobilistica tedesca aggiusta il tiro e se ne fotte della propaganda “green” della UE, ci metterà niente a risollevarsi. L’ Italia invece non ha speranza alcuna, perché è gestita da personaggi collusi con la mafia e con interessi di ogni sorta.
Esatto Golem, hai fatto un’ analisi precisa della situazione. Al datore di lavoro nostrano interessa di più la “sensazione di potere” che l’ effettiva efficienza dell’ azienda. E meno ti paga, più si sente potente. I risultati sono quelli che possiamo osservare: mediocrità ovunque, competitività assente, mancanza di nuove idee, di slancio vitale, ecc..
@mg: no per fortuna NON sono un imprenditore, perchè vedo che vita di m*** fanno… però occupo ruoli di responsabilità lì dove lavoro e spesso mi scontro col fatto che chi sta in basso pensa sempre che in alto ci siano solo agi e comodità, ma poi è gente che al lavoro ci viene con la stessa mentalità che aveva quando andava alla scuola dell’obbligo (se ci andava a scuola), come se fosse un obbligo e senza metterci niente di proprio (poi piagnucolano se non fanno carriera).
Il tuo discorso è pieno di stereotipi e luoghi comuni tipico di chi non ha mai rivestito un ruolo di responsabilità in un’azienda.
Già condivido di più l’analisi di Golem 32, quello semmai è un vero problema: il persistere di una mentalità artigianale-contadina in seno ai proprietari e dirigenti d’azienda italiani. Però anche lì: e i dipendenti? Cioè non è che i dipendenti siano tutti illuminati mentre gli imprenditori e i dirigenti sono tutte capre mafiose. Anzi, spesso quando cerchi di proporre cose nuove…
..sono i dipendenti stessi a frenare, perchè evolvere e innovare comporta la fuoriuscita dalla comfort zone di tutti (dipendenti compresi).
Prova ad introdurre un nuovo gestionale, a proporre un corso di formazione UTILE e pagato dall’azienda, o un cambio organizzativo volto all’efficientamento delle procedure… vedrai per lo più gente che mugugna e trascina i piedi.
Tutti vogliono la Silicon Valley ma poi magari non sanno nemmeno usare il pacchetto Office o parlare 2 parole di inglese.
All’estero (in SIlicon Valley in primis) la meritocrazia funziona più che in Italia, verissimo, ma è un ascensore che non va solo verso l’alto: va anche verso il basso. La domanda è: quanto è pronto il dipendente medio italiano ad accettare un ambiente di lavoro sì più dinamico, ma anche più competitivo e spietato (e senza le protezioni sindacali di casa nostra)?
Io personalmente sarei favorevole…
White knight 1500 è un’ottima paga per un addetto alle consegne. Mi sembra di aver capito che è questo il lavoro che fa Maria Grazia in Germania per quel tipo di mansione è normale non prendere di più. Ho un amico che lavora alla Bartolini e non stiamo parlando del sud Italia. Lui prende si e no 800 al mese e fa il tempo pieno più gli straordinari ( tutti non pagati ). Conosco gente laureata che non trova lavoro oppure trova solo a paghe bassissime oppure stage non retribuiti. Tanti si lamentano e capisco Maria Grazia se è voluta andare via. Io pure, attualmente lavoro alle poste con contratto a tempo determinato, se non me lo rinnovano sinceramente poi non vedo prospettive.
A me sembra che tu la fai troppo semplice.
Visto ciò che sì è commentato, sembrerebbe inopportuno ricordare quel vecchio detto che recita che “TUTTO IL MONDO È PAESE”., Effettivamente ci sono situazioni per certe nazioni(come la nostra)dove si è fin troppo…PAESE impedendo una piu che legittima EVOLUZIONE di mentalità, anche se poi c’è da chiedersi se a questa corrisponde una,a mio modesto avviso, FONDAMENTALE MATURITÀ,ma questo è un discorso non sempre facile da risolvere,come si potrebbe pensare!!
VIEL GLUCK,LEUTE(anch’io conosco un po’il tedesco,solo a livello di scuole superiori e alla U ci vuole la cosiddetta”umlaut”)!!
@carlito: naturalmente semplifico, d’altronde il tema è estremamente complesso e i caratteri a disposizione troppo pochi (non saprei dire se “purtroppo” o “per fortuna”, eheheh). Tuttavia a me sembra che MG semplifichi ancora di più.
Non lo so ragazzi, forse frequentiamo ambienti diversi mi viene da dire: cioè 800 Euro sono poco più di un sussidio tipo il fu RDC, sei sicuro che il tuo amico te la racconti giusta?
Poi quanto ai laureati l’ho detto prima: ci sono persone TROPPO formate per un tessuto produttivo come il nostro, fondato su PMI padronali, le quali non sono i lager nazisti descritti da MG però sono comunque rimaste un po’ indietro. Ecco che, paradossalmente, per suddetti laureati non c’è spazio (e inoltre essi sarebbero SPRECATI per le nostre PMI).
Poi bisogna vedere anche in COSA sono laureati e che skills effettivamente hanno.
Molti facevano il lavapiatti in Italia e poi fanno il lavapiatti anche in Germania… solo che all’estero è più cool…
È evidente che l’imprenditoria italiana risente del brodo di coltura in cui è cresciuta la nostra cultura sociale, che è un cocktail di familismo, cattolicesimo e mentalità contadina che è stata “imprintata” ulteriormente durante il fascismo dalla figura del “capo” padre padrone, come figura che non si discute, e fintanto esiste una stabilità imposta da certe regole, chi le “minaccia” è visto come un perturbatore. Paradossalmente il boom italiano è nato nell’immediato dopoguerra da “perturbatori” che hanno “intrapreso” idee innovative trovando però un “foglio bianco” sul quale disegnare i loro progetti, proprio perchè l’Italia non aveva ancora una realtà socio politica consolidata negli interessi di parte. Perchè tutto inizia da lì, dalla politica. Penso ai Borghi per gli elettrodomestici, ai Del Vecchio, i Buitoni, o a gente come Enrico Mattei per l’energia, che poi morì in un discusso incidente aereo. La stessa scuola tende a premiare la mediocrità, e a non riconoscere le eccellenze creative, qualificandole spesso al contrario di quelle che sono》
Quoto in pieno, White knight ed anche Golem ed aggiungo, che i dipendenti, almeno in Italia, non si percepiscono come collaboratori del proprio titolare d’impresa, ma che addirittura rischiano con il loro operato, quasi sempre incompetente ed inadeguato, di far perdere clienti al proprio titolare.
Per esempio, oggi, ho semplicemente richiesto un preventivo, ad un fornitore ed il dipendente ha risposto che non dipendeva da lui e che non doveva Dar conto a nessuno, ergo, depennati, arrivederci. Salvo poi essere richiamato dal titolare stesso, e messa in chiaro che non avremmo avuto a che fare con tal dipendente, ma direttamente con lui, ci ha ripreso, ma non é che possa andare sempre cosí, ed in ogni caso, lamentarsi non serve a niente, se non c’è mai la promozione di sé, poco o tanto comunque si lavora e si viene pagati, quindi inutile sabotare il proprio lavoro, perché se si merita gli altri se ne accorgono anche in Italia, tranquilli.
》Io ricordo ancora tutti i miei “capo classe”, dalle elementari in poi: erano i più “obbedienti”, non i più bravi e ancora meno i più carismatici; e questo già la diceva lunga sui criteri coi quali si giudicava di chi dovesse ricoprire un ruolo da “superiore”. E per quel che mi consta lo stesso criterio ho visto applicato nelle aziende in cui ho lavorato, sia pubbliche che private, anche se nelle prime era ridicolmente evidente quanto quei ruoli fossero coperti da sciocchi “yes man” incompetenti professionalmente, figurarsi per il ruolo dirigenziale. Avrei decine di aneddoti al riguardo ma richiederebbero troppo tempo per elencarli e spiegarli adeguatamente.
Io non mi sono mai lamentato della mia carriera nell’ente pubblico acquedottistico, perché mi riconoscevo “perturbatore” e sapevo che non sarei mai diventato direttore generale, ma se arrivi primo su 400 in una prova psico attitudinale e poi ti ignorano, mi sembra che non ci voglia molto per capire che chi sta “in alto” vuole gente più stupida di loro nei posti chiave. Al contrario di Bill Gates.
CLAUDIO, pur di non darmi ragione diresti che il cielo è arancione e il prato è viola..
NO, il resto del mondo NON È L’ ITALIA. Scordatevelo.
Quale sarebbe la maturità che a me mancherebbe? Sentiamo.
White knight, ma è proprio questo il punto. Le aziende italiane non devono continuare ad assumere il “dipendente medio”, ma il DIPENDENTE IN GAMBA, e questo ovviamente vuol essere pagato il giusto e si aspetta che i suoi meriti vengano riconosciuti. E infatti la figlia di Golem, per dire, che a quanto pare è una ragazza brillante, ritiene scadente l’ambiente di lavoro italiano e ha preferito abbandonarlo.
Ho rivestito eccome un ruolo di responsabilità visto che in Italia ero un autonoma a p.iva e lo sono ancora. Disbrigavo io tutta la contabilità per risparmiare sul commercialista, che poi era inutile nella maggior parte dei casi. Per me AGGIORNARSI E FORMARSI È D’ OBBLIGO. E comunque io l’ho sempre fatto con piacere.
Sono venuta Germania per:
1. finanziare i miei progetti
2. fare corsi di formazione
3. trovare clienti di alto livello, sia qui che in Italia.
4. diventare bilingue
La comfort zone lavorativa? Non so che cosa sia.
Carlito grazie per le puntualizzazioni. Certa gente o nega spudoratamente la realtà o non sa manco leggere..
Ascoltami bene, già con quel”pur di non darmi ragione…”si può già Troncare subito il “dibattito”tra noi(spontaneo il”chi ti credi di essere!!”& poi, minimo,uno vuole essere RICOMPENSATO PROFUMATAMENTE per quello,visto che sei stata proprio tu ad esporre certe”cifre”).
Il concetto di MATURITÀ era riferito in generale, prendendo anche spunto da un verso di un brano, ascoltato dì recente,di r.cocciante,’vivi la tua vita’del`91 che recitava:”in questo mondo Evoluto,ma che non MATURA MAI”.Ripeto, scritto da Cocciante,non un personaggio a caso, aldilà che possa piacere o no!
E su quel detto,che sembra averti creato “scompiglio”,ma che è più vecchio di me,te ed altri messi insieme,non ci trovo nulla di strano.Infatti i cimiteri(e,quindi,la morte)esistono in Germania come da noi e resto del mondo.Giovani ed anziani sono ritenuti tali qua,come lì da te e viceversa!!
Mi pare di capire,che ti trovi bene in quella nazione e BUON PER TE,ma “cantarsela”&”suonarsela”come vuoi ci sta, però chiedere…
..tanta approvazione ce ne passa e lo trovo Ingiustificato.Fai riferimento a ciò che ho scritto nel commento n°6,se hai qualche dubbio,ma ricordati che mi avevi risposto in modo,sostanzialmente,PACATO!!TSCHUSS!
Golem, grazie per aver riportato la tua interessante esperienza. Non perché suggella quanto ho affermato sull’ argomento, ma perché consiste in un’analisi LUCIDA E SCEVRA DA IDEOLOGIE O SENTIMENTI PERSONALI sul panorama lavorativo italiano. Estremamente interessanti anche le tue considerazioni sulla ripresa economica di una nazione da ricostruire e dove non ci siano troppi balzelli burocratici. Guardacaso in questo momento i posti migliori per avviare un’ impresa e per investire sono i paesi in via di sviluppo. Ma credo comunque che anche l’ Italia sia destinata – insieme alla Spagna e alla Grecia – al crollo totale e alla riduzione della popolazione all’ estrema povertà, per poi risollevarsi tra qualche decennio. Dopo aver conosciuto l’ età dell’oro, in Italia si ritornerà a vivere per molto tempo come a Calcutta o come a Caracas.
“se si merita gli altri se ne accorgono anche in Italia, tranquilli.”
Per accorgersene se ne accorgono. Ma la cosa non gli va molto giù.
Di grazia, Maria Grazia! Ma dove li piazzi dei neolaureati (magari in materie STEM) ultraskillati in un panorama imprenditoriale costellato da tante snc ed srl con 10-15 addetti, a conduzione familiare e di stampo artigianale, manifatturiero o strettamente connesso a tali settori?
Si tratta di aziende che cercano operai specializzati (saldatori, montatori, carpentieri, ecc.) e al massimo qualche tecnico disegnatore (per il quale è spesso sufficiente un diplomato all’istituto tecnico). Da laureato posso dirti che è sì un po’ deprimente come panorama, però:
a) il fatto che siano aziende a basso contenuto intellettuale e tecnologico non significa che siano dei lager come tanta narrativa sindacale (tipo la tua) vuole far credere. Alla fine tolta qualche eccezione sono ambienti comunque genuini;
b) le cose stanno cambiando: molti imprenditori stanno vendendo. E non vendono al vicino di casa, ma a multinazionali, grossi gruppi o fondi di investimento.
La cosa singolare è che spesso…
…non vendono aziende morenti, ma aziende con ottimi fatturati, risultati operativi e utili!
Perchè? Perchè gli imprenditori a loro volta si sono rotti i co**ioni!
Si sono rotti delle tasse, della burocrazia, dei sindacati, dei dipendenti, della concorrenza spietata, dello stato, ecc.
Si parla tanto (e giustamente) di Great Resignation dei dipendenti (che è un fenomeno internazionale e non solo italiano comunque), ma qualcuno ha notato che riguarda anche i datori di lavoro? Qualcuno ha mai fatto una statistica sui fenomeni M&A in Italia negli ultimi 4-5 anni?
A me non dispiace l’idea della trasformazione del nostro panorama pmi in uno costituito da aziende più grandi, lo trovo stimolante. Ma i comfortzonisti avranno di che lagnarsi parecchio.
Ci saranno più opportunità di impiego, di carriera, e di crescita, specialmente per gente formata. Ma i sindacati dovranno vedersela con colossi di aziende e non piccole fabbrichette artigianali.
Intanto metto i pop corn nel microonde…
CLAUDIO, io ti sto sulle palle, punto e basta. E ci può stare, alla fine ognuno ha i suoi gusti. Ma è lampante che quella frase sulla maturità poteva essere mal interpretata. Forse dovevi spiegarti meglio…
Non cerco alcuna approvazione, figurati. Ma i motivi che spingono alcuni a contestarmi di continuo non hanno nulla di razionale, sono dettati solo da sentimenti soggettivi. Non si hanno argomenti validi per darmi contro e allora mi si deve “mobbizzare”. Ma così facendo non si risolve nulla perché i temi importanti non vengono affrontati con la lucidità che richiede un dibattito.
Si, in tutti i posti del mondo si nasce, si vive e poi si muore, ma cosa centra con la questione economica? E’ di questo che si stava parlando. Anche perché un conto è morire dopo aver fatto la bella vita, altra cosa è dopo aver campato sempre da poveracci dovendo rinunciare a tutto.