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Perché mangiamo?

di Leonardo88

Certamente una giusta e ovvia risposta potrebbe essere perchè abbiamo bisogno di energia.
Poi da qui si potrebbe distinguere i diversi tipi di alimenti e gli elementi che li compongono e fornire ad ogni elemento una funzione specifica che andrà a svolgere nel nostro organismo (vitamine, proteine, fibre…). Tutto molto ovvio e molto semplice.
Questo è quello che normalmente si potrebbe rispondere.
Ora però, senza prendere in considerazione il micro, senza cioè andare oltre a quello che l’occhio umano può vedere, la domanda appare in una nuova luce: perchè mangiamo quindi?
E’ una cosa talmente ovvia che non ce la chiediamo nemmeno. Assumiamo che mangiamo perchè il nostro organismo ne ha bisogno. Si ma, perchè?
Perchè questo bisogno di cibarci di altra vita?
Perchè il nostro organismo è strutturato in modo da dover assumere da fuori energia che gli serve per sopravvivere?
Se siamo esseri individuali, se ogni essere vivente è unico e distinto, perchè allora costituire una catena alimentare dove sembra che ci sia una tendenza ad unificare e riciclare la vita?
Perchè in sostanza abbiamo bisogno di energia da fuori?

Può essere forse che in fin dei conti, nonostante tutti i nostri sforzi per cercare l’indipendenza, l’autonomia, siamo e resteremo per sempre alle dipendenze di un unione con le altre forme di vita?
Può essere che la vita stessa sia da intendere come una unità complessa che per sopravvivere abbia bisogno di movimento (individualizzazione, catena alimentare) come ad esempio l’energia cinetica, ma che allo stesso tempo non può che restare “nei pressi” di sè stessa?
E questa ambivalente tendenza (unione-individualizzazione) che rappresenta le due facce della stessa medaglia, non riverbera forse in tutti gli ambiti della nostra esistenza (penso all’amore, penso alla socialità, penso alla famiglia, penso al cibo)?

Se queste poche considerazioni sono in linea teorica giuste, perchè allora tendiamo (sempre di più) a staccarci dal tutto, ad isolarci, a pensarci, noi esseri umani, come una razza tanto superiore degradando le altre forme di vita? Perchè vogliamo inventarci dei e divinità sperando in un aldilà senza accorgerci che le nostre radici sono più radicate nell’aldiqua più di quanto pensiamo?

E tutto questo proprio perchè mangiamo…

L'autore ha condiviso 16 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Leonardo88.

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Categorie: - Riflessioni

17 commenti

  • 1
    dan -

    Una domanda ce l’ho io: queste pippe mentali ti aiutano a vivere meglio?

  • 2
    Almost-Imperfect -

    Mangiare ed il cibo non sono argomenti poi così banali; basta pensare a tutte le volte che lo si usa come sostitutivo di altro. Ci si nega, oppure si esagera a seconda dei casi, ma sempre per colmare bisogni diversi dalla semplice fame.
    E per di più, almeno secondo il mio punto di vista, come ogni necessità primaria ci viene reso pure piacevole.
    Esisterà un motivo per cui ci sono sapori, odori, colori e la vista anche… Fosse stato solo per nutrirsi ed incamerare energia, sarebbe bastato molto meno. Un unico alimento uguale per tutti, di una forma e colore qualsiasi, nessuno sovrappeso e nessuno sottopeso.
    Invece ogni persona ha dei propri gusti e preferenze, ed anche lo stesso alimento ognuno lo percepisce e recepisce in base ai propri gusti, ed esperienze.
    Rifletto spesso sulle valenze che ogni persona da al cibo ed a volte resto ad osservare come gli altri (ma anche me stessa) mangiano: chi è veloce, chi lento, chi adora i sapori forti e chi no, chi ama il dolce, chi preferisce il salato.
    Il rapporto che si ha con il cibo è molto intimo, di sicuro legato al nostro modo di essere, ecco perché non è solo uno scambio energetico con l’esterno.
    Ho letto anche un libro sul cibo e le emozioni, quanti aspetti si potrebbero considerare…
    Ma forse sono andata un pò fuori dei binari e tu volevi dire altro…

  • 3
    Stefano614 -

    Cè l’evoluzione della specie e l’evoluzione di un individuo che per crescere ha bisogno di nutrirsi. E questo riguarda ogni essere vivente, non ci vedo nulla di così curioso. L’uomo è superiore alle altre specie non perché non ne condivide aspetti pratici ma perché è consapevole di se stesso e del mondo che lo circonda. Ciò non toglie che il materialismo secondo molte persone non basta a spiegare la realtà che viviamo. L’uomo fino dagli albori della sua esistenza ha sempre coltivato l’approccio con la spiritualità ed il culto dei morti. Perché ha sempre percepito questa “materia oscura” dello spirito che per quanto poco tangibile per alcuni sensi lo è molto in altri..

    Stefano

  • 4
    libera -

    Ho letto di alcune teorie secondo le quali noi mangiamo perchè il nostro cervello è programmato a pensare e dunque a convincersi che senza l’energia presa dal cibo non potremmo sopravvivere. Secondo la stessa teoria invecchiamo per lo stesso motivo. E cioè, in parole povere, è la nostra mente a creare la realtà. A conferma di ciò sembra esistino individui che hanno provato a stare molto a lungo senza cibo, ”nutrendosi” unicamente dell’energia solare, attuando quindi qualcosa di simile alla fotosintesi clorofilliana. E che, facendo ciò, siano sopravvissuti alla grande. Alcuni sarebbero stati posti sotto controllo medico per cercare di verificare la veridicità e le eventuali modalità secondo le quali tutto questo potrebbe avvenire.
    Ora, chiaramente io non ho esperienza diretta di fatti del genere, non posso quindi pronunciarmi sulla possibilità o meno che questo avvenga, penso però che l’argomento sia interessante, perchè potrebbe portarci a indagare più in profondità sulle dinamiche della mente umana e, forse, a scoprirne potenziali sconosciuti.
    Il fatto di dover mangiare, peraltro, non credo centri molto con la necessità o meno di inventarsi divinità la cui adorazione ci sollevi dal quotidiano. Penso che l’esistenza di un essere intelligente e incorporeo sia compatibile con la creazione di esseri corporei e con specifiche necessità fisiche. Certo, resta il mistero sul perchè da un essere che sia pura energia siano venuti fuori esseri materiali e corruttibili, ma questo non significa che l’essere materiale e corruttibile non conservi una parte di ”dna spirituale” in qualche angolo del suo essere. Tra l’altro, per restare in tema, le persone che sembra siano rimaste più a lungo senza nutrirsi (il condizionale è d’obbligo, certo) sono stati santi e yogi, gente insomma, con il lato spirituale molto più sviluppato di altri.
    Sul considerarsi superiori alle altre forme di vita ho sempre pensato che sia un peccato di inutile presunzione; anche un eventuale alieno con intelligenza molto avanzata potrebbe considerarsi superiore all’uomo, ma questo gli darebbe il diritto di venire qui e calpestare o distruggere tutti? Non vedo su che basi.

  • 5
    Leonardo88 -

    Tutte cose interessanti, certamente.
    Il mio intento e la direzione che questa lettera vorrebbe prendere è però un altro.
    Non mi riferisco al come e perchè mangiamo da un punto di vista psicologistico, non è di mio interesse.
    La coa è più profonda.
    Perchè abbiamo bisogno di assimilare energia dal di fuori? (E mettiamoci pure, cosa che comunque mi lascia molto perplesso e che non mi convince affatto checchenedicanogliscienziati!, “la fotosintesi umana”)

    Il punto è che è rivelante e rilevante il fatto che tutte le organizzazioni vitali abbiano bisogno di dipendere da un mondo.
    E nonostante questo ogni forma di vita è gelosa della sua indipendenza e della sua individualità.

  • 6
    Andrea -

    Io personalmente mangio perchè ho fame. E il mio piatto preferito sono i filosofi arrosti.

  • 7
    Marquito -

    Non è che tutte le organizzazioni vitali abbiano “bisogno di dipendere da un mondo”. Semplicemente hanno bisogno di energia e se la procurano dove la trovano, vale a dire nel mondo circostante. Potrei capire se si parlasse di collaborazione e di simbiosi, ma qui si tratta esattamente del contrario. Ogni individualità afferma sé stessa a spese delle altre e per sopravvivere ha bisogno di annichilirle e di distruggerle.

  • 8
    libera -

    Arrosti?? Chi non sa scrivere e non è interessato all’argomento può astenersi per favore?

    Leonardo, in effetti è vero che ogni forma di vita dipende in qualche modo da un’altra, pur rivendicando la sua autonomia. In special modo credo sia la specie umana a mostrare più di ogni altra il suo orgoglio nel sottolineare questa indipendenza e unicità. E certamente si, questa ambivalenza si rispecchia in ogni altro ambito della nostra esistenza.
    Ma stai cercando forse di dire che dovremmo dimostrarci in sostanza più umili ed essere più rispettosi nei confronti degli altri viventi? In questo caso ti appoggio in pieno. Un pò meno se il tuo argomentare dovesse portare a concludere che siamo ”umani, troppo umani” e quindi a escludere o rendere improbabili le possibilità di esistere oltre la fisicità.

  • 9
    ventolibero -

    Concordo sia con Dan come anche con Andrea, non si può fare altrimenti !
    Ma tu guarda che razza di ‘discussioni’ oh…ma proprio certi non hanno null’altro di cui occuparsi, null’altro da fare…beati loro!

  • 10
    Leonardo88 -

    Piccola premessa con chi si lamenta.
    Trovo sia peggiore sprecare il proprio tempo ad intervenire in discussioni reputate insulse che il cercare di intavolare una discussione se vogliamo oziosa ma che ha una sua logica. Voi potete trovare stimolanti altre discussioni, ed ho il sospetto che le vostre effettivamente potrebbero risultare molto più insulse, ma d’altrocanto, non è di mio interesse farlo.

    Libera.
    Effettivamente intendo proprio quello che hai detto.
    Però il mio intento è in generale trascendere la fisicità non in direzione di una spiritualità celeste, ma in direzione di quel soffio vitale che credo possa meglio essere inteso con il termine di energia.

    Non credo che saremo mai in grado di chiarire una volta per tutte di che cosa si tratti questa “energia”. Ne quindi potremo trovare di conseguenza una parola per definirla correttamente.

    Credo solo che tutti gli esseri viventi siano strutturati in virtù della vita in modi differenti, ma che abbiano un origine in comune.

    Marquito
    è giusto quello che dici tu.
    Ma io ti domando è così semplice il fatto che abbiano bisogno di energia? Perchè hanno bisogno di energia? Io l’ho chiamata cibo perchè parlavo di esseri umani.. E comunque se non dipendono da un mondo, dove la trovano l’energia?

  • 11
    Marquito -

    Ciao Leonardo. Credo che ci sia stato un piccolo fraintendimento. Io non ho mai negato che le organizzazioni vitali dipendano dal mondo circostante per alimentarsi e sopravvivere (negarlo sarebbe una follia). Ma una cosa è affermare che queste organizzazioni “dipendono dal mondo”; altra cosa è affermare che “hanno bisogno di dipendere dal mondo”. Quando il leone si ciba della gazzella non credo che lo faccia per soddisfare un suo ipotetico bisogno di comunione con l’universo.
    A parte questo:
    Concordo pienamente con te e con libera quando sottolineate l’ambivalenza della nostra condizione terrena. Più una specie è evoluta e più tende ad affermare la propria indipendenza rispetto all’ambiente di cui si nutre. Dal mio punto di vista, comunque, questa osservazione potrebbe essere applicata anche ai singoli individui.

  • 12
    ventolibero -

    Vuoi scandagliare gli aspetti psicologici alla base del mangiare, della ‘coazione a ripetere’ che ti porta ad ingurgitare continuamente cibo?
    Allora, senza tante disquisizioni davvero insulse, compreso quello che potrei dire io naturalmente, ti suggerisco di leggere Anatomia della distruttività umana di Erich Fromm, tutto il libro, così magari avrai qualcosa di interessante da dire!

  • 13
    Leonardo88 -

    Ceramente marquito.. potrebbe essere applicata anche ai singoli e non è un caso che un uomo è tanto più forte quanto più autonomo.
    Il ricordarci che fondiamo le nostre radici qui, sulla stessa terra di tutte le altre forme di vita, forse potrebbe aiutare ad essere un po’ più tolleranti e meno aggressivi.
    Poi c’è da dire che non è facile rispettare l’ambiente se quello su cui facciamo affidamento sono semplici dati: ci dicono che si è superata la soglia delle polveri sottili, e allora scatta il caos; ci dicono che i ghiacciai si sgioglieranno, e allora scatta il caos; ci dicono che il nucleare fa male e poi vediamo che effettivamente è così, e allora scatta il caos. Ci dicono che fumare fa male (ma la gente continua), ci dicono che l’inquinamento atmosferico dipende molto dall’uso dei combustibili fossili (ma intanto ci si aggrappa alle finanziare per comprare una macchina che nemmeno ci si può permettere), ci dicono che l’energia è da centellinare (ma vedo gente che ne fa un uso spropositato ad esempio quei negozi che lasciano acceese le insegne perfino la sera!), ci dicono che certe cose sono difficili da smaltire e da reciclare (e la gente continua a comprare, comprare, comprare!)
    Ci dicono tante cose, ma non tutte le cose sono accolte veramente nella nostra condotta di vita. Questo perchè non si ha un contatto diretto con le conseguenze che tutte queste cose provocano su di noi. Noi vediamo che anche se ogni tanto fumiamo siamo vivi, che se compriamo un nuovo prodotto superfluo il mondo non cambia, che se lasciamo accese due luci in casa quasi nemmeno la bolletta se ne accorge. La macchina sappiamo che è quel che è ma è troppo comoda ed è indispensabile. E’ il nostro sistema che rende queste cose indispensabili. Non potremmo non adattarci. Ed è giusto così. Tuttavia, nel nostro piccolo qualcosa possiamo fare se ci impegnassimo…piccole cose che non hanno la pretesa di cambiare il mondo, o se non altro la possibilità..

    E la cosa più divertente è che la spinta che ci può far formulare una concezione di questo tipo è proprio sotto gli occhi di tutti, in tutte le situazoni della nostra esistenza, per lo appunto, ad esempio, dal semplice mangiare.

    A volte però siamo troppo impantanati in discorsi umani, troppo umani, e a volte ci dimentichiamo di quella meravigliosa semplicità che è la vita.

    A me pare che le cose siano così, poi pensateci un po’ anche voi!

    Saluti

  • 14
    AgosTino -

    Mangiamo perche siamo mostri, uccidiamo altre vite per sopravvivere.

    Pensando che ci sono esseri che divorano il “mangiare” ancora vivente.

    Mangiamo perche abbiamo bisogno di energia e vero, ma il modo di riceverla mi fa schifo.

    A pensarci, non mi piace partecipare di questa vita su questa terra, dove uno e costretto a divorare l’altro per la propria sopravvivenza.
    Pero sono molto covarde a lasciarla di mia volonta.
    Quel creatore a creato noi mostri e noi ci illudiamo di avere una civiltá e umanita, di saper distinguere tra il bene e il male.
    Se noi siamo simili a lui non voglio proprio sapere come é lui.
    Questa é la mia opinione.
    Agostino

  • 15
    Andrea -

    In questo forum ne ho lette di min…ate, ma questa discussione le batte tutte. Adesso ho scoperto di essere un mostro perchè stasera ho mangiato un panino con la bresaola. Porca vacca (anzi no, diciamo Accidenti, se no la vacca si offende), domani scavo una buca, mi ci pianto dentro fino all’ombelico e da domani in avanti, per nutrirmi aspetterò che qualcuno mi annaffi. Spero che così riuscirò a non far male a nessuno

  • 16
    Leonardo88 -

    andrea parli cosi perchè purtroppo per una serie di motivazioni il tuo cervello non è aperto alla comprensione.
    Credo che tu sia abbastanza deficitario in questo quindi fossi in te mi impegnerei per colmare le evidenti lacune.
    Mi auguro solo che tu sia un ragazzino perchè altrimenti la cosa si farebbe preoccupante.

    Agostino forse hai fainteso il mio discorso: non sono d’accordo con te con il reputare uno schifo questa condizione. E’ l’unica condizione possibile d’altrone per permettere la vita. Credo solo che se uno lo accettasse e lo comprendesse appieno perfino la morte potrebbe essere idealizzata in un modo più consono. Lo diceva gia Lavoisier.. nulla si crea, nulla si ditrugge, tutto si trasforma.

  • 17
    libera -

    ”Caro” Andrea,
    ovviamente nessuno può farti sentire o meno un mostro a seconda di quello che mangi, nè importi alcunchè, ci mancherebbe solo questo, in una vita e una società che sono già abbondantemente grondanti di imposizioni.
    La questione riguarda semplicemente il fatto che l’animale, al pari dell’uomo, SENTE ogni tipo di sofferenza e VIVE la condizione di sofferente nel medesimo modo in cui lo vive l’essere umano. Da qui, in particolare nelle menti di persone con un minimo di sensibilità e cervello, nascono tutta una serie di riflessioni che ci portano a domandarci se sia giusto o sbagliato, lecito o meno, se bisogna attivarsi o far finta di nulla, su una questione che riguarda condizioni di dolore, e quindi di una certa importanza (beh, personalmente d’immensa rilevanza: cosa può esserci di più importante e grave della sofferenza, in tutte le sue forme?)
    Voglio rassicurarti ancora una volta sul fatto che nessuno potrà toglierti con la forza la tua gustosa bresaola, ma permetti che qualcuno si ponga il problema, senza voler fare campagne di ”esproprio forzato” di carne animale da macellerie e supermercati vari, ma facendo magari una scelta molto più semplice e personale.
    Per cui, se discussioni di questo tipo sono troppo assurde per i tuoi gusti, il forum e la rete sono piene di discussioni di ben altro livello in cui, sono certa, ti sentirai molto più a tuo agio.
    Cordialità.

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