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Il malessere e la paura di ogni cosa

  

Non so quando è cominciato, forse un inizio non c’è: sono sempre stata così. Sempre sfigata con le amicizie, sempre avuta la sensazione di venire esclusa, emarginata, di dover sudare anima e corpo per intrattenere una vita sociale, dovendo costantemente combattere con un sentimento di disagio e inadeguatezza che non si interrompe mai. Non importa chi ho davanti, quanta stima io abbia di quelle persone, quanto siano brave nei miei confronti oppure no: il problema non è degli altri, è mio, ormai l’ho capito. Finisce sempre che dopo un po’ che sto in mezzo alla gente mi viene voglia di fuggire, rintanarmi nella mia casa, nella mia stanza, rimanerci per ore senza parlare con nessuno, vedere nessuno. Ora poi che la maggior parte delle mie amicizie è andata fuori città mi ritrovo quasi sempre da sola, le poche volte che esco con chi è rimasto mi sento di legno, tutta rigida e poco comunicativa, fatico molto a star dietro agli altri, a volte mi viene l’ansia, mi incespico nelle parole, mi viene la nausea e voglio andar via. Sono combattuta fra il bisogno disperato di sentirmi parte della socialità, del mondo “fuori” e fra la voglia di chiudermi la porta alle spalle e non lasciar entrare nessuno. A volte mi dico che decidessi davvero di farlo mi ritroverei a non saper più gestire nessuna relazione e perderei ogni possibilità di poter costruire nuovi rapporti d’amicizia. Ben presto dovrò spostarmi in un’altra città per continuare gli studi e penso a questa cosa ogni giorno. Dovrei essere felice perché mi sono presa la laurea triennale, invece mi ossessiono e rimugino pensando a tutti i possibili fallimenti che potrei incontrare in un ambiente nuovo: fallire esami, non riuscire a farmi nessun nuovo amico, stare male, non uscire più di casa, sentirmi definitivamente tagliata fuori dal mondo. Questa sensazione di essere scacciata via dalle persone ce l’ho da quando ero piccola, non so perché. Con le amicizie ero sfigata anche allora, ma in famiglia ero e sono amata e supportata e penso anche di essere una persona intelligente, sensibile, in grado di dare molto… ma la paura mi paralizza, mi vengono le crisi di pianto, mi sale l’ansia e sudo e mi vengono nausea e vertigini, comincio a fare pensieri cupi immagino le persone che mi respingono, le cose che cambiano in peggio, la fatica del vivere, tutta la vita mi appare come una continua lotta per far sì che la tristezza e l’angoscia non abbiano il sopravvento su di me. Il che assomiglia di più a un sopravvivere. Ci aggiungo il senso di colpa costante, per non so esattamente cosa, che mi impedisce anche di parlarne seriamente con gli altri. Quando comincio a dare voce ai miei problemi mi sembrano stupidi e senza valore, cose risolvibilissime frutto di un capriccio. Mi dispiace, ma non sto bene, non posso farci niente.

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12 commenti a

Il malessere e la paura di ogni cosa

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  1. 1
    Gabriele -

    Ciao into.

    Ho letto il tuo sfogo, ed è simile a quello che lessi poco fa, di reika.
    Secondo me hai solamente bisogno di sfogarti, di trovare della sana umanità, che non percepisci.
    Non sei sola.
    Sappi che l’umanità e la sensibilità delle persone, non è scomparsa è solamente nascosta.
    Tutti soffrono, chi più, chi meno, questo sito ne è pieno.
    Morale della favola? Si erge un muro.

    Sicuramente hai occhi per guardare, e vedrai che gli altri stanno bene.
    Non credere, ciò che spesso sfugge a noi, molto spesso sfugge agli occhi.
    La maggior parte delle persone che troverai hanno problemi di vario genere, solo che come te, non lo esternano, perchè se lo si fa ci si rende molto vulnerabili.

    Ora passo a quel senso di angoscia che ti prende pensando al futuro. E’ normale perchè non puoi prevederlo, ma puoi essere in grado di gestirlo, attraverso il presente.
    Rilassati.

    Per rilassarti ti consiglio di ascoltare l’assolo di violoncello di Bach, e se ti riesce, piangi.
    Ti farà soltanto bene.

    Ciao

  2. 2
    Paride -

    ciao InTo, sai capisco perfettamente quello che provi. io soffro di ansia e di attacchi di panico e di conseguenza tante volte mi sento come te, sento che vorrei scappare, sento che vorrei starmene da solo pur sapendo invece che avrei bisogno di un abbraccio in quel momento, sento che vorrei fare tante cose ma mi sento inadeguato, non mi sento in grado di farlo, insomma mi sento un fallito…sento che vorrei morire, ma non avrei mai il coraggio di farlo…l’unico consiglio che ti posso dare è di provarci quando si ti presenta un occasione, un qualcosa che vorresti fare anche se la paura in quel momento non ti permette neanche di muovere un passo…anche a me i sensi di colpa uccidono, mi angosciano, non mi lasciano in pace per tante cose, per un amore perso che non avrei mai voluto perdere…provaci InTo, provaci!!! sai, io da un mese circa mi sono rivolto ad un neurologo e prendo degli psicofarmaci che permettono di affrontare meglio la mia vita, anche se poi comunque dipende tutto da te stesso…quello che ti voglio dire è che se tu senti il bisogno di un aiuto non esitare a chiederlo, non ce nulla di male nel farlo, anzi, l’ammettere di aver bisogno di un aiuto è segno di grande responsabilità e maturità secondo me, ed è già un grosso passo in avanti credimi. tu sei giovanissima sicuramente, quindi hai davvero tanta vita davanti a te, tante cose che devi fare, tante cose belle ti aspettano vedrai!!!! FORZA INTO, NON MOLLARE, FALLO PER CHI TI VUOLE BENE, MA SOPRATTUTTO FALLO PER TE STESSA. FORZA FORZA FORZA, UN ABBRACCIO GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!

  3. 3
    InTo -

    Gabriele e Paride, vi ringrazio per le vostre risposte, siete stati molto gentili e carini e mi avete tirata un po’ su! Oggi è la vigilia e sono un po’ più allegra perché starò in famiglia come ogni anno ed è una cosa che mi rende molto contenta. E’ vero che tutti intorno a noi soffrono per qualcosa, ma non lo esternano e quindi sembra che tutti stiano meglio di noi, spesso lo penso anche io. Intanto vi auguro un buon Natale e vi ringrazio ancora.

  4. 4
    uffy -

    Ciao!purtroppo io sto nella tua stessa situazione,sono totalmente sola.In un anno ho perso la mia migliore amica,k mi ha disonorato e umiliato,e il mio ragazzo k ho capito che nn mi ha mai amato,ho perso tutto,xó, soprattutto,la sicurezza e la voglia di vivere,xke se bisogna vivere sempre in guardia dalle brutte cose,nel dubbio e nel timore di ciò k può accadere,k bellezza c é a vivere?anzi k senso ha farlo?purtroppo oggi é Natale,e vorrei passarlo in tranquillità con la mia famiglia,l unica cosa ke mi resta,ma anche questo non posso farlo xké ognuno sta per fatti suoi e,x quanto mia madre cerchi di costituire un nucleo unito,siamo sempre disgregati,mio fratello gioca al computer di sopra mia sorella guarda la tv nella cantinetta mio padre si riposa sul letto,e lei cucina come una matta per non si sa bene chi,visto k nessuno vuole mangiare..e io sono qui a scrivere a persone sconosciute,perché mi é più facile parlare con persone con le quali non ho niente da perdere..anche io come vedi non sono brava ad avere relazioni sociali,non ho parenti vicini né qualke amico ke mi domandi semplicemente ‘come stai’..e così a volte me ne esco,a piedi o con la macchina e vado in qualche posto isolato e nascosto dove non c é nessuno e me ne sto lì mi porto una borsetta con un po di caramelle o di pan carré con la marmellata e faccio specie di picnic da sola,canto o penso..bhe almemo lì posso camtare in pace senza k nessuno mi rimproveri x essere stonata,spesso parlo da sola e mi racconto tante cose..non é così male stare soli anzi a volte preferisco parlare da sola che con gli altri,xché non mi capiscono,ma a volte quando sto sola piango xché ho paura k un giorno non sarò più capace di stare con gli altri..ho perso tutti credimi, poi quando qualche volta sono con il ragazzo che amo e che non mi ama, precisiamo,io non riesco a parlare con lui comincio a balbettare xché sento k non mi capirà e ke é troppo difficile parlare,a volte quando ho qualcuno vicino immagino di essere sola perche allora sono sicura,ma poi ho paura xché non mi rendo conto k sto con qualcuno e smetto di sentirlo, non di ascoltarlo,ma di sentirlo,cioé le mie orecchie non avvertono più il suono della sua voce..é come se fossi in una sfera k é il mio mondo e che da lì non potessi sentire nessuno.credimi é brutto isolarsi, perdi la percezione della realtà confondi il presrnte col passeto e col futuro ti immagini cose k forse neank esistono.Non chiuderti in te stessa xk poi non riuscirai più a uscirne

  5. 5
    Gabriele -

    Ciao uffy

    Mi fai tanta tenerezza, e lo scrivo sul serio.
    E’ come avere a che fare con un cucciolo di labrador, tenerezza allo stato puro.

    Non riesco a scrivere altri pensieri, perchè quello che hai scritto è disarmante.

    Ciao

  6. 6
    rebelsoul -

    Ogni volta che leggo qua lettere e commenti mi rendo conto che molta gente soffre o ha sofferto..e quasi tutti sono accomunati da una gran sensibilita’!Buttate fuori il malessere che sentite..piangete incazzatevi gridate..e se alcuni si permettono di giudicare senza conoscere tra voi e loro la merda son loro..come si dice non sarete come nessuno ma nessuno sara’ come voi..unici e veri con la vostra interiorita’ e sensibilita’!Un in culo alla balena e un abbraccio

  7. 7
    angela85 -

    Ciaoooo. Mi ritrivo nella tua situazione. Ajchio nn sn fortunata cn le amicizie e passo ore in camera.mi sn dovuta semore fare in 4 x essere accettata.6 il mio riflesso. Se ti va scrivimi. Stellanascente85@virgilio.it

  8. 8
    Uffy -

    Gabriele perché mi paragoni a un cane?io preferisco i leoncini..ma purtroppo non sono un animale, se potessi io vorrei essere un ghiro, così potrei rannicchiarmi in una tana o in una grotta e dormire quanto voglio senza pensare a niente. Comunque forse non dovevo scrivere quello cge ho scritto, magari la gente pensa male, ma spero che capiranno che io volevo dire solo a questa ragazza di non scoraggiarsi, perché lei non é l unica sola in questo mondo, oggi a dir la verità siamo tutti soli con questa tecnologia. Una volta ho visto in una macchina tre bambini ,fratellini, e tutti e tre erano impegnati uno con lo smartphone uno col notebook e l altro con il videogame, erano così vicini eppure non riuscivano a comunicare. Che brutta cosa!

  9. 9
    Martina -

    Ciao,
    quando hai una brutta sensazione, cerca di percepire cosa vuoi fare. Vuoi tornare a casa? Vuoi rimanere? E se quando torni a casa ti penti? Torna fuori.
    Seguiti.

    Avere dubbi su se stessi è un difficile esercizio che ci diamo per comprendere meglio le cose.

    SBAGLIA! Non preoccuparti di sbagliare. Anche se quello che fai è un capriccio, hai diritto di sbagliare. Vivi lo sbaglio.

    Marty

  10. 10
    Gabriele -

    Ciao uffy

    Il mio era un commento molto smaliziato, tanto è vero che non sarebbe dovuto passare il paragone, ma il messaggio, ovvero la tenerezza che il tuo commento trasmette.
    Il cucciolo di Labrador è quanto di più tenero si possa vedere.
    Tutto qua.

    Non si possono neanche scrivere commenti di una certa qualità, che vengono subito capiti male, o non capiti.
    Me ne rammarico.

    Perchè io dovrei pensare male di ciò che scrivesti nel tuo pensiero precedente al mio?
    Perchè tanta freddezza e distacco?
    Io non sono in guerra con nessuno, come te, e il mio era semplicemente una constatazione, di ciò che in me hai trasmesso.
    Non c’è nulla di male o di negativo, credimi, e al giorno d’oggi leggere quelle righe fa un certo effetto.

    Metti via lo scudo e l’arma, non ti servono.

    Ciao.

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