Salta i links e vai al contenuto

Malagiustizia e malasanità

COME DIFENDERSI DALLA MALA GIUSTIZIA E DALLA MALA SANITA’

Vorrei tentare di sintetizzare il più possibile una storia lunga ben quindici anni che, si è conclusa il 6 luglio del 2016, con il morte di mia moglie, sola ed abbandonata in una stanza anonima, prospettiva infelice di tanti altri anziani, ben 92 ammalati gravi presenti, non autosufficienti, considerando il fatto che in servizio è prevista una sola infermiera, dove il bisogno di assistenza è indispensabile, ( non essendoci neppure un’auspicabile impianto di video sorveglianza), soprattutto in caso di disfagia, di cui soffriva, tanto che il certificato della Guardia medica intervenuta recitava: constato il decesso, per crisi respiratoria, della signora……….. alle ore 6, 45……presumibilmente alle ore 6, 05.??? ? Nei primi mesi del 2000, ai primi accenni di una imprevista amnesia che, nel tempo, andava man mano peggiorando, pertanto iniziammo con una serie di visite specialistiche e cure prescritte, dallo psicologo, il neurologo, il geriatra ed infine, in seguito a un ricovero al S. Raffaele di Milano le venne diagnosticato il morbo di Alzheimer, nel gennaio del 2005. Dopo un ‘approfondita ricerca sull’argomento mi resi pienamente consapevole della gravità della malattia, decisi di accompagnare mia moglie nel prevedibile lungo ed angosciante percorso che l’attendeva, con tanto amore e dedizione.. A gennaio 2007, i primi casi di incontinenza diedero l’avvio ad un accentuarsi del peggioramento cognitivo, per cui assunsi una Signora, per quattro ore al giorno, per un aiuto nell’assistenza. Alla fine del 2007, fui costretto a presentare ricorso al giudice tutelare, per ottenere la nomina dell’AdS, per ragioni amministrative, proponendomi in coerenza con quanto chiede la legge 9 gennaio 2004, n6 (il giudice tutelare preferisce, ove possibile, il coniuge…, la persona convivente) essendo io il solo convivente. Ciò nonostante il giudice tutelare rifiutando senza un motivo la proposta, nominò una parente che non ha mai potuto prestare qualsiasi attenzione all’ammalata, essendo impegnata a tempo pieno con la propria famiglia, figlia piccola, lavoro ecc.. Inoltre, dal momento che venne nominato l’AdS, diedi per scontato che al fine dell’esenzione per reddito, da riconoscere per visite mediche, venisse riconosciuto, il venir meno di conseguenza il cumolo dei redditi, dal momento che l’amministrazione del reddito della moglie passava totalmente di competenza all’AdS e, di seguito, totalmente versato ad una casa di riposo inadatta e mancante dell’essenziale. Vari interrogativi posti all’ASL al sindacato pur riconoscendo la validità della richiesta non hanno saputo darmi una definitiva risposta. E ora sto pagando esagerate sanzioni. Nemmeno il medico di famiglia che, pur usufruendo, io, di ben tre esenzioni per patologia, per sua comodità ha sempre segnalato l’esenzione per reddito ora reclamata e sanzionata dall’ASL

il giorno 1 settembre del 2011, improvvisamente, mi ammalai e fui ricoverato, dimesso il 7 novembre completamente ristabilito.

L’AdS, come volevasi dimostrare, non potendo, per ragioni di famiglia, disporre di tempo, pensò bene di ricoverarla in una casa di riposo per anziani, decisamente inadeguata, comunque in modo provvisorio.

Rientrato nella nostra abitazione, l’Ads respinse la mia richiesta di rientro della moglie, pertanto presentai Istanza al giudice tutelare per ottenere il rientro di mia moglie secondo l’ampia letteratura medica, sociale ed umana che consigliava a che consiglia la cura in famiglia, soprattutto per certe malattie come l’Alzheimer.

Allegate alle varie istanze, presentai ben due certificati medici, uno del Direttore della stessa struttura dove era ricoverata mia moglie e l’altra del Presidente dell’ordine dei medici e consulente del Tribunale, tutte e due i certificati dichiaravano positiva e fattibile la mia richiesta.

Il giudice tutelare ignorando i pareri medici, o meglio, rifiutando pareri competenti, rigettò la mia istanza, dichiarando che nella casa di riposo sarebbe stata curata meglio.

Da notare che non0stante abbia interpellato associazioni di ogni genere, sindacato, politici, avvocati, ecc. ecc. non ha avuto nessun aiuto, pur seguendo fiducioso il percorso della (giustiziz) ?????? E mia moglie è deceduta per una prevedibile crisi di disfagia a cui era soggetta, unicamente per mancanza di un tempestivo intervento di assistenza. Ora, mi chiedo, quanti possono essere deceduti. nelle stesse circostanze, ma soprattutto quanti potrebbe morire sempre nelle stesse circostanze, se non si porrà rimedio

(tutto opportunamente documentato)

FRIGO Giacomo – via Monte Marona 10, 28923 VERBANIA. frigiaco@libero. it . cell 3383089452

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

Lettere con argomenti simili:
Continua a leggere lettere della categoria: Cittadini - Salute
Una lettera scelta dal caso proprio per te...

Lascia un commento

▸ Mostra regolamento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili
Ricorda che sei personalmente responsabile di quanto scrivi su questo forum: prima di inviare il commento verifica che non infranga norme di legge e che non arrechi danno, non offenda la reputazione e non violi la privacy di alcuno.