Ma perché?
Ciao a tutti. Ho già scritto la mia storia tanto tempo fa pensando che sarei potuto guarire e invece ci sono ricaduto alla grande e ora temo di non avere più la forza di rialzarmi. Andiamo per ordine. Conobbi “questa” ragazza nell’oramai lontano 2004. Me la presentò la ragazza di mio fratello, erano compagne di classe. All’inizio ero molto restio a intraprendere qualcosa di serio data l’enorme differenza di età ( dodici anni ) ma pian piano mi affezionai a lei ma non sapevo che avrei pagato tanto amaramente il fatto di essere stato sempre pulito, corretto e ricco di sentimenti. Dopo circa sei mesi lei e la sua amica litigarono pesantemente fino a non guardarsi più in faccia. Nonostante i miei tentativi di riappacificazione la rottura tra loro non si sanò mai e ciò comportò una gestione della mia relazione tra mille difficoltà in quanto se c’era l’altra, non potendosi vedere, dovevo rinunciare a qualsiasi evento in comune ecc…. Nonostante il contrasto diventato insanabile, la mia storia con lei proseguì ma avendo molte delle mie amicizie dalla parte di mio fratello e di mia ” cognata” inevitabilmente ci trovavamo spesso soli. Eppure stavamo bene lo stesso ed è qui che affondano dolorosamente i miei ricordi, bastava stare insieme, guardare un dvd, andare al cinema, passeggiare insieme, fare ripetutamente l’amore, fare shopping e qualche gita per toccare il cielo con un dito. Nessuno dei due si lamentò mai di questa situazione tuttavia sapevo che forse avere una vita sociale con qualche amicizia in più avrebbe soltanto fatto bene all’amore ( da qui i miei tentativi di far pace, puntualmente falliti). Lei era straniera e aveva una situazione familiare piuttosto difficile, dovuta a due genitori che pur lavorando, commettevano errori in continuazione non essendo in grado di prendersi cura del bilancio. Si trovavano spesso senza soldi a fine mese e sinceramente mi facevano una gran pena. Mi proposi io la prima volta di aiutarli, poi data una mano si presero il braccio. Puntualmente ogni fine del mese, quasi fosse una mia scadenza !, il padre mi chiedeva i soldi, a volte 100 a volte 200 euro che comunque mi venivano restituiti il mese successivo. A lei intanto avrei dato anche un rene se non fosse per degli atteggiamenti che cominciavano a non piacermi. Pretendeva che andassi da lei tutti i giorni ( 22 km di distanza a volte ero stanco ma lei non capiva oppure era semplicemente egoista ) e si arrabbiava da matti se non andavo. Non le interessava ( così sembrava ) nulla di tutto il resto, voleva solo stare con me, il fine settimana dormivo da lei e andò avanti così per tanto, tanto tempo. L’andavo a prendere a scuola annaspando tra i miei impegni e il lavoro, la aiutavo a studiare e contribuii malamente a viziarla regalandole tutto quello che le piaceva, borse, capi firmati, pensierini con tanto amore e dedizione. Bastava però la minima incomprensione ( a volte magari sbagliavo anche io ) ma che non giustificava comunque l’uso delle mani. Non che mi metteva le mani addosso, ma gli spintoni che tanto mi davano fastidio erano una sua prerogativa oltre alla preoccupante indifferenza che mostrava quando si litigava ( raramente prendeva per prima il telefono per fare pace). Per causa sua sono finito anche in ospedale, presi la malattia del “bacio” o mononucleosi che se contratta da una persona non più adolescente ti riduce davvero a uno schifo. Intanto la situazione economica dei suoi precipitava sempre di più, mi prodigai in mille consigli a fin di bene ma non mi diedero mai ascolto. Fu così che il padre lasciò il lavoro perché il datore gli aveva risposto male e non trovò meglio da fare che farsi assumere da un’agenzia interinale che puntualmente lo lasciò a casa poco tempo dopo mentre la madre se ne stava bellamente in malattia. Cominciai a innervosirmi e specialmente la madre mi dava l’impressione di stare sempre a combattere i miei consigli e ad annientare le mie opinioni. Stavo iniziando a capire che in fondo era razzista e me lo dimostrerà più avanti. Consapevole di avere a che fare con una ragazza che continuava a non assecondare i miei desideri, non trovai mai il coraggio di lasciarla perché come voi tutti sapete, l’amore a volte è strano e incondizionato e ci fa fare tante cose stupide. Iniziava a essere sempre più scortese ma ogni volta le trovavo una giustificazione, come lo stress per la maturità, i problemi dei suoi ecc…. Imperterrito e dritto come una autostrada io continuai con il mio buonismo, con i miei sentimenti sgualciti dai suoi comportamenti, le mie cene e vacanze pagate senza voler nulla in cambio se non l’affetto…. Intanto i soldi non tornavano più indietro fino ad arrivare a un debito di circa 600 €. Ciò che mi fregava era che lei voleva stare sempre con me, non si staccava mai, il telefono squillava sempre, comunque mi sentivo cercato e ogni tanto per lo meno mi sentivo dire ” Sono orgoglioso di te” ” Senza di te non so proprio come farei” e altre cose che davano tregua al mio cuore e mi annebbiavano al tempo stesso il cervello. Intanto la madre completò l’opera e dopo oltre sei mesi di prolungata malattia, la ditta le diede il benservito. Ma con mio grande stupore, mi fece capire che era quello che cercava in modo da prendere la disoccupazione (Mio Dio!). Preso in un vortice di dubbi e incertezze, avevo capito che il futuro non era certo roseo ma ero continuamente sviato da lei, che necessitava della mia presenza e comunque ragazzi io le volevo bene, un bene dell’anima e non volevo che pagasse lei le cazzate dei suoi genitori. Fin quando dopo tre anni e mezzo di passione, di dubbi, di errori e di abnegazione da un giorno all’altro mi disse ” Io e mia madre partiamo per il mio paese staremo via 4 mesi”. Non la presi bene anche perché si parla di un paese lontano, tanto lontano. Ma lei tra le lacrime mi diede tutti i recapiti telefonici, “vedrai passerà” mi diceva…..
La prima settimana andò tutto bene, chiamavo quasi tutti i giorni, mi diceva “Mi manchi” e si parlava del più e del meno. Poco dopo iniziò il disastro. Cominciò ad essere indifferente, quando chiamavo sembrava quasi infastidita e a lungo andare iniziai ad alterarmi e a perdere la calma. Ma mai una volta che fosse stata chiara, diceva che non aveva nulla e che non dovevo PREOCCUPARMI. Iniziò poi a chattare e ad apparire in foto piuttosto ambigue con un cugino coetaneo e io commisi l’errore di farle presente che l’avevo controllata, il mio disappunto ecc… Per tutta risposta, per lei erano cose normalissime, niente di che…. Seguì un mese di indifferenza da parte di entrambi, poi si avvicinava Natale ci sentimmo ancora, sembrava tutto a posto e invece i primi di gennaio, a migliaia di km di distanza e per telefono mi sentii dire la magica frase”Ti voglio bene ma non ti amo più” con tutta una sfilza di scuse accampate poco credibili che voi conoscete già e che tra l’altro discordavano fra di loro. Mi sono sentito distrutto e invece di soprassedere e farmi la mia vita ho continuato a farmi del male. Dovevano restituirmi ancora i soldi, avrei potuto lasciarglieli o bruciarli davanti a loro, non mi servivano ma la rabbia che maciullava il mio corpo giorno dopo giorno mi portò, una volta tornate, a chiedere di saldare l’antipatico debito in una altrettanto antipatica situazione senza concedere rate come erano soliti fare, ma tutto e subito. E così fu. Tra l’altro tornarono dopo sei mesi e non quattro, lasciando qui quel poveraccio del padre da solo dando dimostrazione che se non c’è un sentimento con il genitore/marito come può esserci con un’altra persona ? Io non lascerei mai un genitore, una ragazza o un mio stretto caro solo come un cane per tutto quel tempo.
Dalla mamma ha ereditato la passione per la spiritualità, se la menavano sempre con la loro meditazione, la venerazione di una sorta di santona indiana che predica l’amore… Come si fa a essere così incoerenti se poi l’amore dimostrano di non sapere cosa sia al punto che finito tutto mi disse che “IL BENE SI PRENDE” (da brividi).
Mi chiamò due mesi dopo, forse perché non aveva nulla da fare, forse perché si sentiva in colpa. Come stai? Cosa fai? le solite scontate frasi di chi ormai non ha più nulla da dirsi. Poi il nulla, mesi e mesi di silenzio fin quando feci la più grossa minchiata della mia vita. ( si parla dell’inizio di quest’anno). Ero in un momento spaventoso, era passato ormai un anno ma stavo ancora come il primo giorno. Rabbia mista a dolore, rassegnazione, ricordi, malinconia. Mi trovai da quelle parti per comprare un pc portatile e d’istinto mi recai sotto casa sua. Non volevo fare nulla mi soffermai a guardare intorno, ricordando di quando ero felice, di quando credevo ancora all’amore e quando credevo ingenuamente che se si ama e si è fondamentalmente dei bravi ragazzi, si viene rispettati e corrisposti. Ma ciò dipende anche in chi ci si imbatte. Da lontano, mentre ero immerso nei ricordi, apparve una signora in lontananza. “c....” esclamai mi sembrava la madre, in preda all’agitazione scappai verso la macchina e via….. La sera stessa mi arrivò una mail con scritto “Ti ha visto!” che cosa ci facevi qui?? Accampai qualche scusa poco credibile e mi lasciai scappare “Mi mancano certi momenti”. Mi rispose ” Piccolo, hai passato l’inferno con me”. Mi illusi che forse cominciava a capire qualcosa, che avesse dei rimorsi. Mi guardai bene dal contattarla poi qualche settimana dopo, mi chiamò e mi chiese di vederci. Tentennai ma poi accettai. Ma teneva bene le distanze, non era più quella di prima, si vedeva lontano un miglio. Mi comportai di conseguenza poi uscimmo un paio di volte, fin quando una sera mi saltò letteralmente addosso, senza che io facessi nulla. “Ho voglia di te, voglio sentirti, voglio fare l’amore”. Così fu ma dopo pochi minuti di rapporto, io sentii il bisogno di fare veramente l’amore e non sco.... in uno squallido piazzale. Ma a lei interessava solo quello, perché si irrigidì e perse il coinvolgimento, o la libidine ( perdonatemi) iniziale. Persi l’occasione ( scusate ancora ) di impalarla come avrebbe meritato e venni su di lei accarezzandola anche se chiaramente non le importava nulla delle carezze.
Era diventata una da una botta e via. Continuava però a chiamarmi e non ne comprendevo il perché. Non aveva un c.... da fare oppure voleva farsi aiutare a trovare lavoro. Erano le uniche spiegazioni che sapevo darmi. L’indecifrabile rapporto andò avanti per due – tre mesi in cui sfoderò ancora l’arte dell’opportunismo, della mancanza di rispetto, cercandomi quando aveva voglia e respingendomi quando ero io a cercarla. A un mio semplice messaggio ” Sono in Germania con i miei amici, magari ci vediamo settimana prossima” lei non trovava di meglio che rispondere ” A me cosa me ne frega?”. A questo punto cercai di farle capire che non era il modo di trattare una persona e che probabilmente avrebbe trattato meglio un qualunque stronzo ma non me. La sua risposta? Sei immaturo. Persa ogni speranza, cominciai a pensare che fosse pazza, soltanto una persona instabile di mente può insultare gratuitamente un’altra persona senza averne un buon motivo. La presi anche a male parole, salvo pentirmene ancora e invitarla a cena. Ma andavo ancora incontro al nulla, tanto che dopo aver mangiato e bevuto se ne andò quasi subito a casa senza nemmeno ringraziare. Allorché ho desistito e so di averlo fatto troppo, troppo tardi dando importanza a una ragazza che non meritava più nulla, perché se prima aveva un caratteraccio ma comunque mi dimostrava qualcosa, ora è chiaramente divenuta definitivamente un’altra persona che non può assolutamente convivere con me, il classico bravo ragazzo, tranquillo, semplice senza grilli per la testa.
Ora so che ha trovato la sua dimensione, va a ballare tutti i fine settimana ( cosa che allora non le interessava per nulla) e mi ha ancora una volta assimilato, digerito e dimenticato alla velocità della luce. Il mio dramma non è più aver perso lei ( tutti continuano a dirmi che è stata una fortuna ), ma è quello che mi ha comportato tutto questo. Sono sempre nervoso, non mi fido più e non riesco più ad avvicinarmi a nessuna, mi sento solo, impacciato non sono più quello di prima e soprattutto ho perso il sorriso. Tutto questo per colpa di una stupida ragazzina. Non tornate mai da chi vi ha lasciato facendovi soffrire e siate indifferenti, perché poi come me, vi spaccherete il cervello nel cercare spiegazioni che non avrete mai con l’aggravante di sentirsi in colpa per aver dato ancora spazio nel cuore e nella vostra vita per qualcuno che dalla nostra/vostra vita doveva assolutamente uscire.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Me stesso
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Finalmente una lettera, tra le tante che appaiono qui giornalmente, che racconta un cerchio che si chiude, che non pone domande irrisolvibili ma che dà una visione concreta e REALE di cosa può accadere in certi casi.
Che dire, soffrire per amore è una delle cose peggiori che ti possono capitare, ma si può uscire dal tunnel della sofferenza, basta volerlo. Ora ti sei sfogato, caro brokensmile, da come scrivi sembri una persona colta, intelligente, pratica, con la testa sulle spalle. Se lo vorrai, potrai riprendere la tua vita di prima, migliorata dalle esperienze avute che t’hanno inevitabilmente insegnato qualcosa, e intraprendere nuove strade: chissà mai dove potranno portarti! Abbi fiducia..
Ciao Brokensmile,
anch’io, come te, esco fuori da una storia diciamo così, complicata, sicuramente non quanto la tua! Però, certe senzazioni, certe brutte emozioni che tu dici di provare ora (l’assenza quasi di fiducia negli altri, la scarsa voglia di sorridere, l’essere nervosi…)sono identiche alle mie…anch’io, proprio come te, vivo un po’ “sospesa”, nulla mi emoziona davvero, non come prima almeno, però vado avanti!
Mia nonna diceva sempre “Il frutto non cade mai lontano dalla pianta!”, può sembrare una cretinata, ma nella sua banalità è spaventosamente vero! Sono stata 4 anni con un uomo più grande di me di sette anni, non sto a raccontarti nei dettagli (se hai voglia e tempo ho raccontato la mia storia, mi sono sfogata un po’ in “Quattro anni intensi, difficili e non rimane più nulla?!!”)tutto, mi dilungherei troppo; non sono stata in grado di stabilire un rapporto affettivo con la sua famiglia, soprattutto con la madre e la sorella, persone incapaci di esternare affetto, mi verrebbe da dirti anche rispetto. Nulla, i miei tentativi cadevano sempre nel vuoto e ne ho provate diverse, ma niente! Loro molto fredde, distaccate, sempre pronte a difendersi (ma da chi, mi chiedo?!!Io cercavo solo un po’ di affetto, di essere accettata!). Ho creduto, da quanto ero innamorata, che lui potesse essere diverso, che stando con me, si potesse un pochino plasmare ai miei modi di dimostrare amore….e l’ho creduto fino alla fine, quando, ha chiuso tutto letteralmente sparendo, senza darmi una spiegazione, non facendosi più trovare e, nell’unica occasione in cui ci siamo visti, mi ha liquidata con 5 parole in tutto, usando una freddezza, un distacco, una “cattiveria”, così la chiamo io, non umana!…perchè?! Ho fatto ruotare le mia vita per tutti e 4 gli anni attorno alla sua, cercando di essere presente, di capire, di giustificare, di assecondare…Sicuramente di sbagli ne avrò fatti, si era in due, ma io ho puntato tutto quello che avevo per costruirmi un futuro con lui…
….la così tanta diversità, di valori, di principi, di essere proprio, non paga quasi mai, se poi non c’è la volontà da parte di entrambi di fare qualcosa in comune, poi, non si va proprio da nessuna parte!
IO non so dirti se questa ragazza ti abbia davvero amato, almeno agli inizi, intendo, certo è che, per il modo in cui è stata cresciuta, i “codici affettivi” che ha assorbito dalla famiglia, non sono certo da paese dei balocchi… Non voglio offendere nessuno, ma a me persone così, in base alla mia esperienza anche, mi danno l’idea di vivere di espedienti, cercando sempre un guadagno personale in quello che fanno, non c’è nessn atteggiamento che sia fatto più per il bene e la felicità dell’altro rispetto al loro…
Tu hai amato tanto e in parte la amerai anche ora, forse. E hai amato nel modo che sai, con i mezzi che ti hanno probabilmente trasmesso le persone care che ti circondano e in questo, non c’è nulla di male!
Hai provato fino alla fine, troppo forse, dato che ti sei fatto ancora più male! IO in parte ti capisco, convivere con i ricordi è così faticoso, non ti abbandonano mai, qualsiasi cosa tu stia facendo, sono sempre lì… ma devi avere la forza di tenerli con te quando si presentano e pensare che, proprio percè ricordi, appartengono al passato!
Le persone non cambiano (altra frase scontata, ma semplicemente vera!)
Questa persona è così, e mi sembra che tu l’abbia già sperimentata a sufficienza, e sia già stato anche troppo male!
Dicono che passa… stiamo a vedere! Intanto prenditi cura di te, si annaspa, lo so, però l’obiettivo deve essere quello di trovare un nuovo equilibrio, non so come si faccia, ma ci si prova, senza smettere mai di crederci!
Un abbraccio e CORAGGIO!!!
Pulcino79
caro broknsmile mi ha fatto tenerezza leggere quello che hai scritto.
Cmq non hai specificato l’età,anche se mi pare di capire che quando l’hai conosciuta,questa ragazza doveva essere adolescente.
Bè…questo già è un indizio importante.Le persone a quell’età sono in fase di crescita…e purtoppo cambiano inevitabilmente ma non per colpa loro…è la vita! io credo che non ci sia nulla di più semplice…è successo che la bimba è cresciuta.Quando si cresce si inizia a capire se stessi guardiamo tutti i legami che abbiamo in una prospettiva diversa.Tutto cambia e agli occhi di chi sta evolvendo tutto questo è stupefacente.Non so se capisci cosa intendo…cmq mi sembri un ragazzo davvero a modo e sono sicura che un altra te la trovi.Capisco il dolore…ma penso che tu ce la possa fare.
Un abbraccio
Crescere non deve essere sinonimo di maleducazione e di mancanza di rispetto, specialmente nei confronti di chi ha dato tanto, tantissimo.
Crescendo si può cambiare idea e non provare più amore per chi ti sta accanto; tuttavia penso che non aveva il diritto di calpestare i miei sentimenti. Non esiste un modo indolore per lasciare ma lei l’ha fatto in un modo incivile che rispecchia la tesi di pulcino79 “per il modo in cui è stata cresciuta, i “codici affettivi” che ha assorbito dalla famiglia, non sono certo da paese dei balocchi…”
Adesso frequenta persone poco raccomandabili e se crescere significa prendere certe strade…
Caro brokensmile,non hai capito cosa voglio dire…scusa forse sono stata poco chiara.Crescere non vuol dire prendere certe strade,come d’altronde la sua maleducazione e inciviltà ovviamente non hanno nulla a che vedere con la crescita ma con altre cose.Io mi riferisco al fatto che quando ci si fidanza molto giovani o quando uno dei due è molto giovane,come nel tuo caso e il rapporto prosegue per le lunghe,esso è destinato a cambiare.Per forza di cose.Io non mi riferisco ai comportameti ma a qualcosa di più profondo…
Quando tu hai scelto questa ragazza probabilmente avevi già le idee chiare…una ragazzina come poteva avere le idee chiare come ce le avevi tu?
capisci cosa intendo?
il mio discorso prescinde da quello che tu hai fatto per lei…sei stato davvero l’uomo che ogni donna vorrebbe per carità…ma pensa anche questo se vuoi capire cosa è andato storto.
Io ho offerto solo uno spunto di riflessione che voglio dire…è opinabile.
ciao
No mi sono espresso io male…
Lei è cambiata perchè come dici tu era inevitabile, ma altrettanto inevitabilmente a causa della scarsa educazione di fondo che aveva (soprattutto l’educazione ai sentimenti ) quando è arrivato il momento di salutare l’ha fatto in un modo inaccettabile. Io stesso cinque anni fa mi ero immediatamente posto il problema tanto che dentro di me osservai “Luca ( questo è il mio nome ),stai attento perchè andrà avanti tanto se lo vorrai ( non so perchè ma percepivo queste sensazioni) ma cambierà un giorno. E infatti…. Io ho la maledetta predisposizione a non ascoltare il primo, innocente e veritiero impulso che proviene dal mio cervello ed è sempre quello giusto, in tutte le cose. Con questo non voglio dire che avrei dovuto lasciarla perdere perchè comunque ho condiviso delle emozioni che non sono affatto da buttare, ma non sono stato in guardia. Visto che era una eventualità che avevo preso in considerazione fin dal primo momento avrei dovuto prepararmi ad affrontare la sofferenza, cosa che io ho affrontato molto male. Bisogna essere forti, ci sono anche cose nella vita molto peggiori e io non sono certo fiero di me stesso per il modo in cui mi sono fatto trattare. Mi rimprovero soprattutto questo. Poi sai di errori durante il rapporto ne ho commessi anche io e ne faccio tesoro, tuttavia io ho avuto sempre rispetto, sono stato corretto e nei momenti brutti ci sono sempre stato. Sai che una volta le stava morendo il cane è sono dovuto correre perchà non avevano i soldi per il veterinaio? Sai che una volta le ho fatto la spesa perchè non avevano da mangiare? Immagini come mi sono sentito quando ho capito di non essere indispensabile ? L’uomo perfetto non deve essere certo la croce rossa, il benefattore e chi ti risolve tutti i problemi, ma trattare così chi ti ha sempre dato una mano per me è stato vergognoso. Sono certo che rispetterà di più il classico stronzo o il primo pirla che capita ma a questo punto ciò non deve interessarmi. Ciao
“L’uomo perfetto non deve essere certo la croce rossa, il benefattore e chi ti risolve tutti i problemi, ma trattare così chi ti ha sempre dato una mano per me è stato vergognoso. Sono certo che rispetterà di più il classico stronzo o il primo pirla che capita ma a questo punto ciò non deve interessarmi.”
purtoppo credo che sarà proprio così…Il punto è che hai fatto davvero tanto per questa persona,sia sentimantalmente che materialmente.Quando le persone ricevono tutto questo ben di DIO si accomodano.
ma sai quando si ricorderà di te? quando il primo stronzo,come dicevi, non le darà quello che le hai dato tu.Per questo lo rispettarà,perchè farà di tutto per ricevere le attenzioni che tu gli hai dato e che non riceverà dall’altro.
Con te ha dato tutto per scontato.Eri diventato talmente premuroso che le tue attenzioni erano divenate per lei un abitutine,quasi come se tu fossi uno dei suoi genitori,come se fosse stato tuo dovere ad un certo punto.Lei sicuramente non lo pretendeva ma a livello inconscio penso che qualcosa del genere sia successo…vista anche la fine che ti ha fatto fare,il modo in cui se ne è andata,in cui ti ha trattato.
Per te dico una cosa…è meraviglioso come una persona possa dare davvero tutto se stesso.Ma forse non è meraviglioso per chi non se lo merita,per chi non VEDE certe cose.La coppia malsana è a incastro.mi spiego: c’è da un lato una personalità che ha bisogno di dare e dall’altro una personalità che ha bisogno di ricevere.Ecco, il puzzle è fatto.
mi hai dato?grazie, bè…è tuo dovere.
hai ricevuto? grazie voglio sempre di più e se non mi stai più bene ti mando anche a quel paese.
capisci cosa intendo?
mi auguro che troverai la persona giusta…quella che merita.
ciao luca
Grazie mi hai tirato su il morale; almeno adesso so che esistono anche donne intelligenti, sensibili e intuitive come te in qualche angolo del mondo…
grazie luca…sei davvero molto carino…:-)
credo che tutti facciamo degli errori,il fulcro sta nel rendersene conto…e nel saper anche fare una disamina delle situazioni.credimi che più passerà il tempo e più tutto sarà chiaro.
abbi fede…anche io devo avercela!me lo ripeto ogni giorno!
ti abbraccio!
ciao, non conosco ancora il tuo nome; mi piacerebbe ( sempre se non chiedo troppo )conversare con te. Ti rinnovo i miei complimenti, intorno a me vedo solo tanta superficialità e tu non sei così
Ti abbraccio anche io, puoi raccontarmi di te se vuoi
Ciao luca,
certo che mi fa piacere conversare con te e Ti ringrazio ancora per i complimenti..:-).Anche tu non mi sembri per nulla superficiale come persona,per questo ti ho scritto.leggendo la tua lettera ho capito che sei un ragazzo come pochi(ormai) e mi auguro davvero che tu riesca ad uscire da questo labirinto di pensieri…come d’altronde devo riuscirci io!
Sono due anni e mezzo che vivo in uno stato di pensieri,sentimenti che mi fanno andare continuamente su e giù.una vera e propria crisi esistenziale.medito,rifletto su tutti i legami che ci sono stati e ci sono nella mia vita.Sulla loro natura,sul perchè sono nati.Sono nella fase in cui devo scindere al meglio il bene e il male.Come tutti gli esseri umani(forse non tutti a dire il vero!!!) cerco di capire fino a che punto ho fatto degli errori e fino a che punto li ho subiti.Come dire,sto in stand by.Ma per davvero…per un lungo periodo ho cercato di strafare e di agire il più possibile per riparare a cose per cui bastava solo fermarsi un attimo e capire.Ti lascio immaginare i risultati.Non so se intuisci quello che voglio dire…
Ps: tu come stai? ci sono stati risvolti emotivi?
auguro il meglio…bacio
La mia situazione è identica alla tua; sbalzi d’umore, continuo a farmi domande senza trovare le risposte giuste. Anche io ho fatto degli errori, ma penso che non c’è stata una giusta proporzione tra errore ed effetto. Mi spiego meglio: il mio sbaglio è stato dare troppo senza pensare a porre dei rimedi a delle situazioni che andavano colte e vissute in maniera diversa, la punizione che ne è seguita è stata troppo severa. E’ davvero triste come hai giustamente osservato tu in precedenza, DARE l’anima incondizionatamente a chi non se lo meritava affatto. Certi casini a volte ce li cerchiamo, non si deve dare amore a chi non lo apprezza, bisogna capire che a un certo punto bisogna fermarsi, se il sentimento non rispecchia le nostre aspettative bisogna tirare fuori gli attributi e salutare, chiudere. Lei ha chiuso nonostante il ben di Dio che avevA; perchè non sono stato in grado di farlo io quando invece ne avevo mille di motivi? O amore o nulla anche se è facile parlare adesso. Emotivamente che dirti, mi è rimasta strozzata in gola la voglia di dire TI VOGLIO BENE a qualuno e di essere ricambiato. Auguro il meglio anche a te!
Ps.
Sono stato un anno a piangermi addosso, ma dopo quella squallida parentesi ho capito finalmente che non ne valeva la pena. Ma quell’abisso di tempo sprecato chi me lo può dare indietro ora?
E soprattutto il questito che mi pongo spesso ( non voglio sembrarti il vendicativo di turno)chi fa del male volontariamente ( perchè si, era ed è consapevole di quello che ha combinato ma ha sempre fatto finta di nulla )alla fine paga ? La ruota gira?
Quali sono stati i risultati del tuo “strafare”? L’ho fatto anche io ma non mi ha portato a nulla….
“bisogna capire che a un certo punto bisogna fermarsi, se il sentimento non rispecchia le nostre aspettative bisogna tirare fuori gli attributi e salutare, chiudere.”
già…bisogna capire che a un certo bisogna fermarsi.Hai detto benissimo.la mia situazione è un pò diversa,perchè la persona con cui sono stata mi ha dato tutto e io ho cercato di fare altrettanto.Poi ad un certo punto la vita ci ha messo a dura prova con eventi inaspettati e spiacevoli ed è iniziata la sofferenza.è stata dura e lo è tutt’oggi.Ma il punto focale è stato che per quei sentimenti,per tutto quel dolore non mi sono fermata a riflettere,ho strafatto.E ho sbagliato tutto.Ovviamente in buona fede,perchè non volevo perdere nulla,non volevo accettare che le cose fossero cambiate.
Mi dicevo: fai quello che senti,continua,continua.E invece ho ottenuto pessimi risultati.
Come hai detto tu,dovevo cacciare gli attributi e rischiare,potevo farlo in tutta serenità e non ci sono riuscita in nome dell’amore che era stato.Quando forse l’amore può manifestarsi anche in altri modi,non necessariamente con lo”stafare”.è lesivo.troppo.per noi stessi e per chi lo riceve.
Per il resto anche io ho in gola il poter dire”ti voglio bene”…è passato talemente tanto di quel tempo che mi sento come anestetizzata.Pensa che nella fase di confusione totale ho acquistato anche la tendenza a non dire più quello che avevo dentro…cose che non è per nulla parte di me…io amo il dialogo,soprattutto amo scoprire quello che ho dentro insieme alle persone a cui voglio bene.non è stato più possibile…e ora mi sento quasi morta dentro.
comunque nella tua situazione capisco la rabbia…è assolutamente normale.Ti confermo che alla fine gli errori si pagano,che essi siano compiuti volontariamente o meno…alla fine il conto arriva.
La tua ex sicuramente prima o poi assaporerà l’amaro,credendo di addentare una cassata siciliana.Paghiamo tutti…a volte anche gli errori degli altri e lo facciamo come se fossimo stati noi gli
artefici.
A 24 anni ho capito che è dura…e talvota ingiusto.Ma sai una cosa?credo molto nella provvidenza e alla sincronicità degli eventi,in fondo nella vita di ognuno di noi nulla succede a caso.Dobbiamo capire perchè.ricavare il meglio dal peggio…anche se a parole è molto semplice,difficile è attuarlo.
Fammi sapere come va…un abbraccio!ciao luca!
Mi dispiace cara, anche tu devi aver sofferto molto.
Ma non ti preoccupare a 24 anni sei giovane, hai sicuramente il tempo per recuperare. Lei ( adesso ) ha quasi la tua età ma attualmente è nella fase della demenza che di solito si manifesta intorno ai sedici anni. Tu invece mi sembri già molto matura e con la testa sulle spalle.
Già, io ho pagato gli errori miei ma soprattutto le castronerie degli altri e ciò che ne scaturisce è una sensazione davvero fastidiosa.
Da dove scrivi Lune ?
CIAO
ciao luca,
io sono della campania.tu?
comunque mi ha fatto ridere “la fase della demenza che si manifesta a sedici anni”!!!
ma hai avuto modo di vederla di nuovo?bacio
Si dai lo ammetto, anche io a 16 anni ero un pirla ( così capisci che sono di Milano ). Ma a 16 non a 22…..
Mia mamma ha origine campane, vicino Avellino. Un pezzetto del mio cuore è rimasto li, ci sono stato quando ero bambino; e sono tifoso del Napoli ( qui tutti mi insultano e si chiedono sempre come fa un milanese a tenere il Napoli ). Non so se ti interessi di calcio, ma fino a qualche anno fa quando veniva su a Milano, Bergamo, Brescia e dintorni andavo sempre a vederlo.
No, non l’ho più vista e non voglio vederla mai più ( non voglio perdere decimi dai miei occhi, il suo ricomparire potrebbe comportarmi danni alla retina ).
Un bacione anche a te, ma non mi hai detto come ti chiami ( o forse ti chiami Lune )
hai ragione a voler preservare la vista!
comunque Di calcio me ne intendo poco,nel senso che la domenica non è sicuramente il mio appuntamento fisso,però non mi dispiace vedere qualche partita in compagnia,così per divertirmi,come scusa per stare insieme!e qui arriva il bello…sono milanista!!!Cmq non sono di napoli e anche i miei hanno origini avellinesi!
Pensa un pò!
bacio!
Io lombardo e del Napoli, tu campana e milanista. Tutto al rovescio! Cmq nemmeno per me è un appuntamento fisso, la domenica preferisco uscire, non vorrei passare per il fissato o il pazzo sfegatato….
Non sei di Napoli, hai origini avellinesi allora sei di Salerno…
ANNA, che bel nome… trasmette sicurezza!
Bacio e buon week end
grazie luca:-)
parlo poco di me perchè questo è un blog pubblico,spero capirai.
comunque buon week-end anche a te!
nella speranza di pensare meno a tutto quel pò che ci macina…Bacione!
Hai perfettamente ragione,scusa se sono stato un po’ invadente.
Se ti va di fare quattro chiacchiere ti lascio il mio indirizzo e-mail
brunocalu@tiscali.it, puoi scrivermi se vuoi;
ciao milanista!