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Le quarantenni nubili

di catullo

Views: 0 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

Come valuti questa lettera?

È ormai diventato un luogo comune il fatto che le donne siano vittime di uomini nel migliore dei casi sciocchi, immaturi e superficiali. Basta entrare in una libreria e si trovano decine di libri sull’argomento, oppure ascoltare i monologhi di Luciana Littizzetto. Insomma, si leggono e si sentono un po’ dappertutto parole indulgenti verso il gentil sesso, tutte legittime e condivisibili per carità, però certe volte mi dico che evidentemente chi dice e scrive queste cose non ha mai avuto il “piacere” di incontrare una specie femminile estremamente interessante, se non altro sotto il profilo antropologico: le quarantenni nubili.
Io ci ho avuto a che fare, e vi assicuro che ne avrei fatto volentieri a meno. Sapete com’è, ho 48 anni e ormai il mio target è quello!
So bene che è sempre sbagliato generalizzare, probabilmente sono stato sfortunato ad incontrare certe persone e ammetto di esserne attratto, quindi “chi è causa del suo mal”… Però mi permetto di provare a descriverle (e giudicarle: è inevitabile, le ferite sanguinano ancora un po’, chiedo venia).
Dunque, queste ragazze (chiamiamole così, ché loro si sentono tali) sono arrivate alla fatidica soglia dei 40 o giù di lì senza essersi mai sposate. Adesso si chiamano single e se ne vantano, ai miei tempi si diceva zitelle ma tant’è, sono io che sono vecchio, chiamiamole zitelle 2.0. Quindi niente ex mariti con cui litigare e niente figli, nella loro vita poco o nulla è cambiato rispetto a quando di anni ne avevano la metà.
Lavorano, molte guadagnano bene per loro fortuna, sono indipendenti, vivono da sole, fanno shopping, viaggiano, fanno pilates, possono avere tutti gli uomini che vogliono, ogni sera aperitivo o apericena, chupito & mojito, sushi, cinema, dj set e vernissage… Sono le regine delle feste. Vivono in simbiosi con il loro smartphone: sono costantemente su facebook, twitter, skype, whatsapp, instagram e chi più ne ha più ne posti. Hanno mille amicizie, l’amico del cuore, il trombamico, l’amico gay che le capisce come nessuno, legioni di corteggiatori che ogni tanto “assaggiano” (parole loro).
Insomma, sempre come dicono loro, “si divertono”.
Però c’è un “ma”… un “ma” grande come una casa: si lamentano di non essere felici. Fotti e chiagni, come dicono a Napoli.
Ma come, dico io? Fate tutto quello che vi pare, che vi manca?
Eccoci arrivati al punto. Dietro a questa vita sociale di lustrini e paillettes c’è un vuoto spaventoso, che cercano di riempire in tutti i modi con le loro “emozioni”. Per loro tutto deve essere emozionante, è una continua ricerca che non può mai essere soddisfatta, corrono dietro alle emozioni come un criceto nella ruota.
E non distinguono la differenza tra “emozione” e “sentimento”. Anzi, i sentimenti proprio non sanno neanche cosa siano. E poi le emozioni si possono condividere sui social network per cercare la solidarietà un po’ pelosa degli amici più o meno virtuali, i sentimenti no, ma who cares?
Però, arrivate in prossimità dei fatidici 40, ecco che gli viene a mancare la terra sotto ai piedi: vogliono sistemarsi, sognano il principe azzurro, qualcuno con cui “fermarsi” (sempre parole loro), vanno in affanno e prendono delle tranvate tremende, di solito con uomini sposati o comunque non liberi (l’emozione della clandestinità per loro è impagabile) di modo che possono continuare a lamentarsi dei maschi brutti e cattivi e non correre il rischio di doversi impegnare per davvero. Perchè è così: vogliono mettere su famiglia, avere dei bambini (sbrigatevi però) e al tempo stesso continuare a vivere da single.
E qui entro io, finalmente. Quando incontrano uno come me, che si fa la doccia tutti i giorni, riesce a mettere in fila due parole di italiano (talvolta azzecco il congiuntivo, addirittura) e non gli salta addosso prima ancora di essersi presentato, si innamorano perdutamente: poco importa che io sia impegnato o meno (pensate pure tutto il male di me, me lo merito). Ne ho incontrate più di una, sembrano fatte con lo stampino, anche se nessuna ha alzato la posta in gioco come l’ultima.
Abbandono il “loro” e proseguo con il “lei”: è bellissima, mi lusinga, mi fa capire chiaramente di interessarle, e cado.
Inizia così a bombardarmi di parole meravigliose ad ogni ora del giorno e della notte, mi diverte, passiamo insieme tutto il tempo possibile, non ne sbaglia una accidenti a lei, credo a tutte le sue parole. Mi dice che devo lasciare la mia fidanzata non per lei ma per me, perchè io sono splendido e devo essere libero di risplendere, se con lei tanto meglio. Io prendo tempo, non voglio buttare all’aria tutta la mia vita per qualcosa che non so ancora cosa sia, il fatto è che mi sembra fin da subito tutto “troppo”, è un po’ soffocante, fatico a starle dietro.
Dura tre mesi, tre mesi intensissimi, alla fine mi decido, scelgo lei e – come da copione – le vengono i dubbi: “A volte mi manchi, altre no e a volte non provo più la stessa passione di prima”, “ti confesso che a volte traballo. La colpa non è di nessuno, sta solo accadendo”, “quello che vuoi forse non c’è più”, “non darmi responsabilità che non posso prendermi… io voglio poter sapere per te che la vita va avanti anche senza di me”, ecc.
Ho copiato e incollato a caso dalla sua ultima mail (chilometrica come sempre). La solita sequela di frasi trite e ritrite. Decido di chiuderla lì, ma sono uno stupido e non riesco a evitare di dirglielo in malo modo: mi sento preso in giro, ingannato da una che con me diceva di voler “costruire qualcosa di grande, serio e duraturo” perchè “per la prima volta in 40 anni voglio e vedo un futuro con qualcuno” fatto di “serenità, sincerità e amore”.
Non le avevo chiesto niente, non era il caso di dirmi anche “chissà se ti piacerò ancora dopo che avremo un bimbo”. Io figli non ne ho, l’argomento non è necessariamente delicato soltanto per loro, almeno questa poteva risparmiarsela.
Tuttavia sono arrivato a pensare che a modo suo lei abbia agito in buona fede. Semplicemente non ce la fa, non ce la fanno. Sono incapaci di fare sul serio, quando si rendono conto che si tratta di smettere di vivere come ragazzine, di spegnere ogni tanto lo smartphone e provare a diventare donne, di vivere nella vita reale (sì, quella ANCHE delle bollette e dei piatti da lavare) si sottraggono, si fanno venire mille dubbi e incertezze. Perchè non sanno neanche da che parte si comincia a vivere, a stare con qualcuno: gli mancano troppi pezzi. Meglio continuare a fare le stesse sciocchezze che facevano a 20 anni, convinte di divertirsi finchè possono, senza rendersi conto che non hanno alternative.
Ma è triste, almeno per me. Non più giovane io, ancora giovane (forse) lei… Sento che è stata la mia ultima illusione e forse è meglio così: è come se fosse calato il sipario sulla prima parte della mia vita, con una storia tristissima, di due anime che non sono state capaci di incontrarsi e di capirsi dopo avere creduto di volare insieme, io sicuramente e lei, almeno a parole, senz’altro. Restiamo così, a ostentare indifferenza l’uno verso l’altro sul lavoro, ed è pesante.
Io tornato all’ovile (senza rimpianti se non quello di aver tradito e anzi sollevato e più consapevole di quello che ho) e lei che va per la sua strada, dietro ad avventure sempre più improbabili (sempre più in basso mi permetto, visto lo standard di uomini – sposati, naturalmente – con cui si incontra nei motel, e me lo raccontava pure) sempre più sola, con l’illusione di godere la sua libertà… “obbligatoria”. È tutto maledettamente triste. Solo questo rimane.
E l’amarezza di vederla buttarsi via sapendo di quanto amore sia capace… finzione o no, non importa.
Sarò moralista, giudicante, e tradendo la mia fidanzata per lei non mi sono certo comportato correttamente, sarò anche egoista e presuntuoso, ma credo di meritare altro.

Data di pubblicazione: 25 Giugno 2014

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Categorie: - Amore

52 commenti

  • 1
    Steve -

    In questo racconto è racchiusa tutta l’esistenza delle donne come Maria Grazia II: La Vendetta. Le donne del nuovo millennio.
    Catullo Santo Subito!

  • 2
    pensieroso -

    Sembra siano delle narcisiste patologiche da come le descrivi, sembra? Il brutto è che cominciano già in tenera età ad assumere questi comportamenti, specialmente quelle provenienti da famiglie più o meno agiate, quelle che non si sono mai dovute curare dei problemi del quotidiano, ma che pensa a tutto papino.
    Vivono lo stile bic, usa e getta, fino ache tutto appare avventuroso, piccante, interessante, strano, particolare, piacevole ecc. ( solo per loro però) allora è tutto ok, ma non appena avvertono un senso di noia spariscono, fuggono via, con una delle solite scuse, non esitano a tradire, ti mollano li come una pezza vecchia. Ti pnotizzano convincendoti che loro sono il meglio per te, ci caschi come uno scemo e poi… sono delle egocentriche, vivono per procurarsi piacere a discapito del dolore che possono provocare ad un uomo e non se e curano. Meglio perdere che trovare elementi del genere.

  • 3
    KATY -

    Scrivi benissimo.

    Peccato che per una str***a da quattro soldi, a quanto scrivi tu, immatura ed egoista, non hai esitato a mollare un’altra persona.

    PEccato che sull’altra (quella abbandonata) non hai speso che due righe.

    “Io tornato all’ovile (senza rimpianti se non quello di aver tradito e anzi sollevato e più consapevole di quello che ho) ”

    Se ero io l’altra, non tornavi mai più all’ovile.

    PEr me era chiusa. Non si scherza coi sentimetni, col rispetto reciproco….per che cosa?

    Per una str****a.

    Scrivi senz’altro molto bene, ma ti sei comportato in maniera tut’altro che decente.

    KATY

  • 4
    verdebottiglia -

    Non metto in dubbio che il tuo possa essere un quadro reale delle 40enni nubili, ma ti assicuro che vale lo stesso per i 40enni scapoli! Una vera tristezza…
    Meglio che non aggiungo altro…

  • 5
    catullo -

    Lo so Katy, lo so. Non mi perdonerò mai di aver tradito la mia compagna per una deficiente simile. Grazie per i complimenti per la mia scrittura, comunque.

  • 6
    roxana -

    Anche se ti è già stato detto: complimenti scrivi molto bene.
    Sarà che le stronze egoiste narcisiste egocentriche fanno sempre soffrire ?

    Se ti può consolare: già da come scrivi, la zitella ha perso una grossa occasione!

  • 7
    catullo -

    Verdebottiglia, non ho dubbi che i maschietti siano anche peggio… ma non è consolante, anzi! Ma che gente c’è in giro?

    Roxana ti ringrazio, sei molto gentile.
    Me lo hanno già detto che scrivo bene, devo decidermi a farlo più spesso, magari mi tiene lontano dalle cattive compagnie… 🙂

  • 8
    ele -

    è vero molte quarantenni sono così, spero che quando avrò quell’età l’opinione sulle donne sarà più positiva!

    per il resto hai tenuto il piede in due scarpe, perché fare la morale agli, anzi alle, altre?

  • 9
    maria grazia -

    Ragazzi
    la verità è una sola: noi 40enni nubili spesso siamo nubili per scelta. cioè abbiamo scelto di restare “signorine” piuttosto che soccombere in matrimoni infelici e di facciata, quei matrimoni che secondo il nostro pretendente ci avrebbero “salvato” dai belli e impossibili che ci fanno soffrire. insomma raga ce la godiamo ( a parte qualche bastonatina qua e là 😀 ) e alla maggior parte dei maschietti non va proprio giù che adesso anche noi, FINALMENTE, POSSIAMO FARE COME CI PARE.
    quindi, caro Steve, nessuna mania di rivalsa verso il maschio, nessuna fissa strana di “vendetta”.
    MA SOLO UNA SANA, FANTASTICA E SACROSANTA VOGLIA DI VIVERE LA VITA. CON TUTTI I SUOI PRO E I SUOI CONTRO ( ma è questo il bello! )
    comunque mi complimento con catullo per la sua scrittura ironica e scorrevole 🙂
    mi dispiace per la tua disavventura, spero dimenticherai presto. La vita è breve, sopratutto dopo i 40 anni… quindi… MEGLIO GODERE CHE SOFFRIRE !
    secondo me tu ti sei “inzerbinato” per questa donna che stavi frequentando, come forse hai fatto con altre ( mi viene da pensare che non sia la prima “vacanza” che ti prendi dalla tua fidanzata ufficiale… ). e questo è stato un errore. le persone ( sia uomini che donne ) in amore devono anche stare un pò sulle spine e sperimentare il desiderio. quando la cosa si stava facendo soffocante, avresti dovuto farlo presente alla tua amante, invece che piegarti a tutti i suoi capricci. tra l’ altro avendo già una compagna. scusa ma secondo me sei tu quello che ha le idee confuse, non le 40enni single ( che tu definisci molto gentilmente e modernamente ZITELLE ).
    stà tranquillo che i piatti li laviamo ( io poi me li lavo a mano e la lavastoviglie non la uso quasi mai ) e le bollette le paghiamo. non vogliamo vivere nella sporcizia, e nemmeno vogliamo che ci stacchino acqua, luce e gas ( del telefono posso farne anche a meno, la tv non c’è l’ho, quando posso usare internet è tutta grazia ricevuta. e anche se da bambina papà mi ha viziato ).

    dedico questa canzone a tutte le mie amiche coetanee single e a tutti i bei mascalzoni che ci ronzano ancora intorno, nonostante la “stagionatura” … 😀

    https://www.youtube.com/watch?v=yqL2OGq1TnE

  • 10
    mr x -

    Catullo, spero bene che tu abbia imparato la lezione, non c’è speranza, son tutte così! (o quasi.)

  • 11
    pensieroso -

    Potremmo fare tanta di quella letteratura sul narcisismo patologico che ci passeremmo la vita. Personaggi senza scrupoli, se vi dicessi cosa è accaduto ieri sera a me con la mia ex capireste quanto sono subdole/i. Mi astengo dal farlo per due motivu, non ne vale la pena e non è la lettera giusta, sta di fatto che riescono a manipolarti a loro piacimento, però quando il loro gioco viene scoperto e glielo fai notare, allora molano la presa per un po, e poi di nuovo all’attacco alla prima occasione. Katy mi piacciono le tue analisi 🙂

  • 12
    Katy -

    @pensieroso. Grazie.

  • 13
    catullo -

    @Maria Grazia:
    Potevo intitolare la lettera “la 40enne nubile”,è chiaro che mi riferissi a questa persona in particolare… Anche se certe caratteristiche di fondo le ho trovate anche in altre donne che ho conosciuto e frequentato.
    Tengo comunque a precisare che ognuno è libero di vivere come gli pare, a 30, 40, 50 e anche 100 anni, se ci arriva.
    Mi sono permesso di giudicare (e male) una persona che ha fatto di tutto per farmi innamorare di lei pur sapendo che io non fossi libero, che insisteva per farmi lasciare la persona con cui sto e che quando ha capito che facevo sul serio si è fatta venire tutti i dubbi possibili…
    Potevo capirlo e accettarlo da una di 22 anni, da una donna di 40 lo capisco e lo accetto meno, molto meno.
    Ripeto, ognuno è libero di godersi la vita come meglio crede a tutte le età, ma non venga poi da me a lamentarsi che si sente sola e vorrebbe costruire con me qualcosa di serio e duraturo… Vuole fare l’avventuriera, faccia pure, ma evidentemente qualcosa non le torna se poi cerca di sistemarsi con uno come me, che benchè fedifrago sono una persona integra, sicuramente più integra di lei. Io il mio tradimento l’ho vissuto malissimo, credeteci o meno, a lei non è mai importato nulla di come mi sentissi, lei mi voleva a tutti i costi finchè non poteva avermi e quando potevo essere suo si è tirata indietro.
    Io mi permetto di giudicare sbagliato un comportamento simile, tanto più da una donna di 40 anni, che se è arrivata “single” a quell’età, benchè estremamente affascinante e desiderata, forse qualche problema relazionale ce l’ha.

    grazie ancora a tutti/e

  • 14
    Nadir -

    “Io il mio tradimento l’ho vissuto malissimo”

    Mi ha ricordato una “poesia” di Guzzanti

    Malgrado questo

    Mi dici che sto giocando
    coi tuoi sentimenti,
    colla tua vita…
    colla tua carta di credito…
    Me ne assumo la responsabilità, perché malgrado questo
    io ti amo e so essere molto severo con me stesso…
    Mi dici che ti tradisco, che c’ho l’amante e mi mostri
    le prove, le foto, le lettere… ti mancano dei gioielli…
    Come sai essere ingiusta a volte!
    Ingiusta con me, ma anche con Loredana.
    Sei così gelosa dei tuoi oggetti, del tuo portafogli, della
    tua macchina… quel tuo sguardo acido che rivolgi non
    solo a me, ma anche alle mie amiche, quel tuo sguardo
    torvo come volessi dirci: “E adesso io come ci vado a lavorare?”
    Eppure, malgrado questo, io ti amo!
    Adesso vado due settimane a Honolulu,
    un viaggio d’affari.
    Se ti senti sola ti leggi un libro, dipingi,
    approfittane per pensare un po’ a te stessa,
    perché il televisore serve a me.
    Non piangere, con me non attacca perché io TIAMO!
    E se un giorno dovessi scoprire di averti fatto soffrire
    come tu dici, di averti rovinato la vita,
    calpestato i sentimenti, tradita,
    ingannata,
    se un giorno dovessi soltanto sospettare
    d’averti rubato la giovinezza, spento ogni tuo desiderio,
    arrivare a farti desiderare la morte.
    Se un giorno scoprissi tutto questo,
    mi faccio un cazziatone che me lo ricordo
    per una settimana!

  • 15
    rossana -

    Catullo,
    non c’è dubbio che ti esprimi molto bene e che hai fatto un’analisi abbastanza equilibrata della storia che ti sei trovato a vivere.

    se fossi in te, mi chiederei se e quanto amo la donna che ho tradito. secondo me, se si ama, non si tradisce.

    scusa la crudezza e la scarsa comprensione.

  • 16
    catullo -

    Nadir, non hai pietà!
    Però mi hai fatto sorridere…

    Comunque pensatela come volete, io non sono un traditore seriale, l’ho fatto solo questa volta e non mi è piaciuto per niente farlo, indipendentemente da come sia finita.
    Penso che la lezione mi sia servita, mi si rimprovera spesso di dare troppo credito a quello che mi dicono gli altri, sarò anche ingenuo ma do per scontata la buona fede delle persone. Invece bisogna farsi furbi, e non dare niente per scontato, diffidare. Triste, ma è così.
    Mi sono trovato investito da un amore enorme, troppo, nessuna mi ha amato come ha fatto lei, e questo in fondo è quello che brucia ancora. Ci ho creduto e sono rimasto fregato, ferito e deluso da me stesso.
    Poi, come si possa amare così e cambiare idea come niente fosse è un mistero che rimarrà tale.

  • 17
    Crank -

    Ma c’e’ davvero gente che si preoccupa di dare anche la benche’ minima attenzione alle 40enni single bisognose di attenzioni ? Ma veramente dobbiamo parlare di queste persone ? Ho un’amica cosi’….sempre tra aperitivi e serate etc. Ogni tanto mi invita ad un aperitivo. Sono andato solo una volta qualche anno fa e mi e’ bastato,per carita’. Posso essere delle strafighe,possono essere simpatiche e frizzanti,ma un uomo e’ un tantinello scaltro smaschera in 2 secondi la loro tristezza cronica. Perche’ infondo loro lo sanno benissimo di aver fallito come donne,e’ inutile. Pannolini e pappe dite voi ? Ma manco morto,una donna mica si realizza allattando e spadellando,una donna di realizza quando fa coppia stabile con un compagno stabile,quando oltre al sesso puro e semplice entrano in ballo quei sottili piaceri fatti di essere una coppia sotto lo stesso tetto,la famosa caverna,il nido,qualcosa che l’uomo fa da quando ha messo piede sulla terra.Stare a casa ti annoi ? Benissimo,allora sparisci e vai a goderti il tuo stupido narcisisimo e aperitivi con i tuoi vesiti da 20enne e la pelle del collo che comincia a chiedere il conto nonostante le tue ore a fare sport e rassodare i glutei. E ricordatevi che noi uomini guardiamo le 25 enni,non le 40enni,pero’ personalmente la 25enne mi limito a guardarla,con la 40enne ( la mia meravigliosa compagna) divido la vita e il piacere che nessun aperitivo e DJ set potra’ mai darmi.

  • 18
    pensieroso -

    L’analisi di Maria Grazia mi piace, ma ce ne sono parecchie in giro, e non solo quarantenni, che usano a loro piacimento gli uomini, giocano con i sentimenti non curandosi delle ferite che provocano, per loro è importante godersela fino a che noia non sopraggiunga e poi via nel gabinetto, sciacquone e avanti un’altro. Sarà un godersi la vita Maria Grazia, ma non a discapito dei sentimenti e della vita altrui, a meno che non si è chiari subito, allora ci sta. Il problema rimane che in molte, pare godano solo quando riducono l’uomo uno zerbino, consapevoli di ciò che fanno, e lo lasciano spesso giustificando la cosa con una frase tipo “voglio un uomo forte”, ma la verità è che non sono capaci di amare, mantenere sano un rapporto, e hanno paura di impegnarsi, morale? Sole o divorziate, con o senza figli, vittime del loro egocentrismo.

  • 19
    rabecca -

    La libertá é una condizione impagabile, perche ti permette di ridisegnare in qualsiasi momento la tua vita, di lasciare aperta una porta sul futuro. Un matrimonio con dei figli, se non funziona, puo diventare una gabbia opprimente. Io capisco queste donne, ed in fondo penso che abbiano paura di fermarsi, di perdere le alternative della vita, forse sono infantili, ancorate al desiderio di bellezza e felicitá facili, incapaci di rischiare e fare sacrifici. In parte do loro ragione, perche non sarebbero buone madri di famiglia e almeno rimangono coerenti con se stesse.
    Comunque, trattasi di un quadretto diffuso a milano e a poche altre citta un po piu emancipate della media. Nel paesino la quarantenne single fiera di se non esiste, o meglio non le danno la possibilita di esistere. peccato.

  • 20
    catullo -

    Ho trovato interessantissimo questo:

    http://www.psicoterapiapersona.it/2013/02/18/il-complesso-di-elettra-ovvero-la-ricerca-del-principe-azzurro/

    Sembra l’identikit della mia, specialmente gli ultimi paragrafi spiegano molte cose.

  • 21
    maria grazia -

    “Io mi permetto di giudicare sbagliato un comportamento simile, tanto più da una donna di 40 anni, che se è arrivata “single” a quell’età, benchè estremamente affascinante e desiderata, forse qualche problema relazionale ce l’ha.”

    catullo, una persona ( uomo o donna che sia ) può ritrovarsi single a 40 anni per motivi che non dipendono dalla sua volontà e dalle sue qualità umane, quindi io ci andrei piano a sparare giudizi, specie se, come fai tu, menzioni tutta un’ intera categoria ! sono d’ accordo con te sul fatto che avresti dovuto dedicare la tua lettera esclusivamente alla donna di cui parli, senza tirare in ballo l’ intera generazioni delle 40enni e il fattore età.

    pensieroso
    noi donne single di 40 anni non miriamo a inzerbinare nessuno ! almeno per quanto mi riguarda, se un uomo con me si “inzerbina” lo fa per sua esclusiva volontà e comunque gli faccio capire subito che questo tipo di atteggiamento con me non funziona perchè non cerco uno zerbino, ma un uomo forte e indipendente, con un suo equilibrio e che pur amando non perde mai la sua dignità. Io penso che bisogna semplicemente mettere in conto che quando inziamo una storia ( specie se si tratta di un rapporto clandestino ) sono tante le incognite che possono entrare in ballo giocando a nostro sfavore, e quindi poi è inutile a mio parere atteggiarsi a vittime e accusare l’ altro delle colpe peggiori e di premeditazione. nessuno premedita di abbandonarci e di farci soffrire quando si inizia una storia ! è assurdo pensarlo ! evidentemente, strada facendo, ci si rende semplicemente conto che quella persona non è adatta a noi. punto. proprio non capisco questa mania tanto in voga di accusare i propri ex partner delle peggiori nefandezze solo perchè le cose non sono andate come volevamo noi. relazionanrsi con qualcuno non è come comprare un buono fruttifero in posta ( che non comporta rischi ) ma è come comprare le azioni di una multinazionale. dobbiamo mettere in conto la perdita FIN DALL’ INIZIO.

  • 22
    maria grazia -

    Crank
    ci fa molto piacere se hai una vita sentimentale felice con una bella compagna 40enne. ma ti faccio presente che la realizzazione di un essere umano ( qualunque sia il suo sesso e qualunque sia la sua età ) non passa per il raggiungimento della condizione di accoppiato/a, ma per il raggiungimento della consapevolezza, della serenità e della pace interiore. e queste cose prescindono dal titolo di “fidanzata” o dall’ avere un anello al dito !

    rabecca
    tu poni una questione interessante. ma vedi non è che le 40enni di oggi che rimangono single lo rimangano per un loro infantilismo di fondo, ma perchè probabilmente sono “troppo” ( troppo evolute, troppo forti, troppo consapevoli, troppo capaci ) per uomini che invece sono “troppo poco” ( poco inclini alla comprensione, all’ amore, all’ impegno, al confronto alla pari ). noi donne nate negli anni 70 siamo state cresciute con l’ idea della necessità della lotta e dell’ autoaffermazione. gli uomini della nostra età, per contro, a mio avviso non hanno fatto questo percorso evolutivo perchè le loro famiglie li hanno abituati a un modello femminile ormai superato ( la donna sottomessa e senza ambizioni ). ecco perchè ora si trovano in serie difficoltà a rapportarsi con la maggior parte di noi, a parte qualche raro caso. sono e si sentono inadeguati di fronte a questa NUOVA DONNA che pretende ( a giusto diritto ) le stesse cose che loro pretendono da sempre ( benessere economico, affermazione professionale e sociale, libertà di espressione e di costume ). noi donne percepiamo questo loro disagio, e il più delle volte preferiamo rinunciare da subito a quello che sarebbe un rapporto fatto più di coltelli che di carezze. questo perchè loro ( gli uomini ) non sono cattivi, sono solo INCAPACI DI COMPRENDERE le nostre nuove necessità e di adattarsi di conseguenza. ma noi donne di oggi non possiamo tornare ad essere come le nostre madri e le nostre nonne. siamo diverse, VOGLIAMO ESSERE così come ci sentiamo di essere. altrimenti faremmo violenza a noi stesse, saremmo infelici e renderemmo infelici anche gli uomini che si accoppiano con noi.

  • 23
    pensieroso -

    @Maria Grazia, non e sempre una mania colpevolizzare l’ex, spero per te tu non abbia mai a che fare con un narcisista patologico manipolatore, sennò comprenderesti che a volte è più che lecito additare l’ex come principale colpevole, fermo restando che comunque le colpe siano da una parte e dall’altra. Ti consiglierei una lettura sull’argomento narcisista p. m. E comprenderesti che premeditano eccome molto spesso.

  • 24
    Max (Lighthouse) -

    per uomini che invece sono “troppo poco” ?

    E poi qualcuna dice di non generalizzare…
    Ah beh

  • 25
    maria grazia -

    @pensieroso
    la mia storia più lunga e più importante della mia vita, quella che più di altre mi ha segnato nel profondo, è stata proprio con un ragazzo narcisista. quando ci siamo conosciuti lui aveva 24 anni e io 26. questa storia mi ha lasciato ricordi bellissimi ma allo stesso tempo mi ha anche dato molto dolore, perchè appunto questo uomo, essendo un narcisista ( probabilmente patologico ) inevitabilmente mi faceva soffrire. Non so fino a che punto abbia premeditato il modo in cui è finita la nostra storia e le cose brutte che mi ha fatto. ma è anche vero che nessuno mi obbligava a continuare a restare in quella situazione, in cui mi sono accapigliata volutamente per cinque anni sperando che le cose cambiassero in mio favore. quindi alla fine, se di “colpe” si può parlare, queste sono state da entrambe le parti. io penso semplicemente che quando amiamo una persona non adatta a noi, che ci fa del male, ci sono sempre dei “segnali premonitori” che però spesso preferiamo ignorare, convinti che il nostro amore e il nostro modo di fare potranno condizionare positivamente l’ altra persona. ma questo significa illudersi ( come ho fatto anch’ io ), ignorando aspetti caratteriali gravi e negativi dell’ altra persona che noi, come semplici innamorati, non siamo assolutamente in grado di correggere. nessuno può cambiare veramente, a meno che non sia LUI STESSO a volerlo con tutte le sue forze. tra l’ altro penso che il narcisismo abbia in qualche modo a che fare anche con questo, cioè con la convinzione che spesso abbiamo di poter cambiare l’ altro unicamente in virtù dell’ amore che proviamo per questa persona. senza considerare che spesso quegli aspetti che vogliamo modificare sono proprio quelli che ci hanno fatto innamorare ( indipendenza, sfuggevolezza, fascino del mistero e brivido dell’ incognita ).

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