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Lavoratore Precoce

Lettere scritte dall'autore  

Ho compiuto 35 anni di contributi ed ho iniziato a lavorare in regola a 16 anni di età fisica fino ai 18 continuativi. Farei parte dei lavoratori precoci se la legge non ci avesse delegittimato e discriminato. Vorrei esprimere a tutti un mio giudizio; altro psicologicamente pensare, me ne andrò in pensione qualche anno prima, visto che nei miei 16 anni di età, cioè da ” ragazzino ” andavo a lavorare alla zona industriale di CT, col troppo freddo e col forte caldo, dovevo essere li alle ore 07,00, e dovevo alzarmi dal letto alle 05,30 per prepararmi per tutte le mie esigenze fisiche prima di partire. Mentre Io mi alzavo così presto visto la mia tenera età, quelli più grandi di me, la mattina si alzavano dal letto più tardi, ed io dovrò andare in pensione quando andranno costoro con tanto di rispetto; avendo iniziato a lavorare un bel pò più tardi di me; vi sembra giusto?. Nel contempo approfitto per ringraziare tramite questo blog, i Signori legislatori che con le loro comprensioni e considerazioni che hanno avuto verso di noi, i quali abbiamo iniziato a conoscere il sacrificio e la sofferenza del lavoro molto prima degli altri, e avendo anche dato per primi il nostro contributo per lo sviluppo e per la crescita dell’ Italia. Su tutta questa filastrocca c’è da tenere presente in piena considerazione, che Io e gli altri ragazzini come me, in quegli anni più belli dell’ infanzia ci alzavamo prima delle ore 6 di mattina col buio, mentre gli altri, dico quelli più grandi di Noi dormivano indisturbati nel più bello della mattinata e si stiravano le ossa nel letto fra le coperte, compresi anche quelli che ci amministrano. Da ragazzino mi facevo forza nell’ alzarmi per non rifarmi chiamare da mio Padre che dopo il suono della sua sveglia,veniva a svegliarmi; alzati Pietro, ed io con grande forza d’ animo, anche se ragazzino quale ero, ed anche se mi veniva a mancare il riposo, con voce quasi da bambino e col sonno negli occhi rispondevo a mio Padre, si Papà mi sto alzando. A questo punto non riesco proprio a capire perchè Noi precoci in un’età all’epoca infantile non possiamo oggi privileggiare e godere nel potercene andare in pensione qualche anno prima di quelli che hanno iniziato a lavorare dopo di noi e goduto l’ infanzia più di Noi. Noi abbiamo subito un trauma che ci trasciniamo da tempo, divenendo dei lavoratori precoci: cioè lavoratori da ragazzini; iniziando a dare il nostro primo contributo, come le pecore quanto iniziano a dare la loro prima lana in modo più precoce della loro maturità, e che ormai adesso non ci viene più riconosciuto, come se il nostro sacrificio non fosse servito a nulla, per le dovute e ingiuste inconsiderazioni di questi legislatori. Con questo, Invito coscientemente ed umanamente a riflettere e ha cercare di prendere delle dovute e giuste azioni in un tempo spero abbastanza breve, per tutti noi reduci di precocità, e che con questa precocità di lavoro e non di divertimento che si è tatuato in noi purtroppo in modo indelebile ormai stanco come quello di un anziano, per aver iniziato a lavorare troppo precocemente. Per me, non so se anche per voi, lavoratori precoci: cioe’ lavoratori da ragazzini, per giusto giudizio e per giusta causa, noi dovevamo essere riconosciuti ancor di piu’ e meglio dei lavori usuranti che godono e privileggiano di anni di prepensionamento, pensando a quelle nostre piccole e tenere ossicine fraggili che eravamo. Perche’ noi da ragazzini ci siamo usurati ancor prima e di piu’ dei lavori usuranti.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    sarah -

    io sono una giovane e vorrei davvero che le persone come te riuscissero ad avere una pensione per i lunghi sacrifici durati tutta una vita, aumentando l’età pensionabile impediscono per giunta ai giovani di iniziare a lavorare, quindi si inizia a lavorare sempre più tardi, io ho iniziato a 25 ma c’è gente che a trenta ancora non lavora.Mio padre ha iniziato da ragazzo ma nessuno gli faceva un contratto, solo nero, è dovuto andare in pensione per malattia, non era più in grado di lavorare e prende una pensione da fame, piglio più io di lui e io vado avanti a fatica, dovrebbero eliminare “certi stipendi” e “certe pensioni” invece di ridurci alla fame.

  2. 2
    Precoce 2 -

    Anche io sono un precoce perchè mio babbo come penso anche il tuo non era certo un signore e quindi ancora una volta si da addosso a chi poco aveva e poco ha ma che molto lavora per quei pochi che molto avevano e molto continuano ad avere e poco hanno lavorato

  3. 3
    riccardo -

    ciao,anche io come voi ho iniziato a lavorare molto presto,avevo 14 anni e 10 mesi.lavoravo a turni settimanali,mattina06.00-14.00 altra settimana 14.00-22.00.posso dire tranquillamente di essere cresciuto in filatura a pettine in quanto ero alto 1.45,dopo alcuni anni 1.80.ho rinunciato molte volte ad uscire dopo cena con grande rammarico,perchè la mattina mi dovevo alzare alle 5.00,mentre i miei amici lavoravano a giornata e facevano un orario meno stressante.la settimana che ero di sera non uscivo per niente perchè fino alle 22.30 non ero a casa e mi sarebbe anche mancata l’energia per andare a divertirmi.insomma credo che questi anni di lavoro con contributi regolarmente versati, devono essere riconosciuti come lavoratore precoce e non dovrebbero fare finta di niente,ma di darci un riconoscimento in termini di anzianità.saluti.

  4. 4
    ida -

    proposta sul concetto di “precocità”
    se si sposta l’età pensionabile dai 55, 60,65…..in avanti di pari passo dovrebbe alzarsi l’età di “ingresso precoce” , quindi da 14 ai 18…..20

    cosa ne pensate?

    Ida

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