Lapo Gianni
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Sono tornato di recente ad abitare nella mia casa di gioventù, in Via San Domenico, a Firenze, e una mattina, avviandomi a piedi verso appunto San Domenico, vedo un orrido cartello toponomastico bianco e blu che denota quella straduzza, o viottolo che dir si voglia, che sulla destra, sale verso via di Camerata: “ Via L. Gianni”, recita. “Carneade, esclamo, chi era costui?”.
Meno male che, nascosto fra le incolte fronde sottostanti appare un cippo, con una vecchia targa marmorea che dice pianamente: “Via Lapo Gianni”; al che mi vengono in mente gli struggenti versi: “Guido, io vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento……” .
Ora mi chiedo: chi è quel solenne asino illetterato che ha permesso uno scempio simile? A parte la bruttezza del cartello, non poteva far scrivere “Via Lapo Gianni”? A quando inorridire di fronte a “Via T.Cassai “(Masaccio); “Via F. Filipepi “(Botticelli);” Via D. Bigordi”(Ghirlandaio);”Via J. Robusti” (Tintoretto); etc.etc ….
L’ignoranza (e l’idiozia) umana non ha proprio limiti!
Umberto Cellino
Via San Domenico
Firenze
Data di pubblicazione: 20 Novembre 2015
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Categorie: - Cittadini
31 commenti
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Umberto tu sei un puro e non mi sorprende che il tuo post non riceverà risposte.ammetto di non conoscere Lapo Gianni (sul cui nome ti risparmierò un paragone fin troppo scontato) ma conosco assai bene i grandi nomi che hai indicato nelle parentesi.quello di cui non sono sicuro è che qualche milione di Italiani non pensi che si tratti di calciatori.un bacione a Firenze..
Rahere,
concordo, e ammiro la tua cultura.
è ignobile lo scempio che si sta facendo ovunque, a partire dalle nozioni che si insegnano a scuola. nel film Fahrenheit 451 (1966, diretto da François Truffaut) si mettava in scena l’intento suggerito da un un romanzo di fantascienza di salvare i testi dei libri più importanti per l’umanità. ora basterebbe anche solo preservare i nomi per intero di chi molto ha dato in ogni contesto, affiancandoli a qualche data di riferimento.
se ’43 è il tuo anno di nascita, l’osservazione si spiega. noi siamo ormai parte di un passato in dissolvimento: adesso è di moda il mondo delle immagini! 🙂
Rahere,
anch’ io concordo. ti stimo, ti rimiro e ti ammiro. e ti mando un sentito e caloroso abbraccio. e ricordati che solo tu puoi sapere cosa è meglio per te, fermo restando che la vita è tutta un’ incognita.
Davvero complimenti. Un raro esempio di cultura toponomastica. In effetti nel quartiere dei Filosofi una via Carneade sarebbe necessaria. Anche per ricordare i tanti veri carneadi che si incontrano nella nostra peregrina esistenza.
Un fan di Don Abbondio, che va a spasso percorrendo i suoi stradelli e formulando i suoi interrogativi? Chiedi chi ha permesso lo scempio? Prova a chiedere all’ex sindaco, magari lo sa, magari no. Immagino peraltro che questo Lapo Gianni sia un personaggio molto amato dagli Agnelli. Un antenato?
Yog, difatti in questo forum abbiamo vividi esempi di figure che si richiamano al Don Abbondio.
Per Yog: non sono un fan di Don Abbondio, anzi mi sembra uno stereotipo, come sono stereotipi tutti i personaggi dei Promessi Sposi; cito ad esempio:Frà Cristoforo il Troppo Buono, Don Rodrigo Il Troppo Cattivo, Lucia La Troppo Scema, Renzo il Troppo Citrullo etc. Che Sergio Leone abbia pensato a loro quando ha diretto “Il Buono,il Brutto,il Cattivo”?
Sono solo una persona che ha letto e legge ancora molto sorretto da una solida cultura umanistica. (Il vecchio Liceo Classico Michelangelo,Old Mike,ha lasciato il suo segno in tempi non sospetti, prima del 68, per intenderci, il che la dice lunga sulla mia età).
Per Angwhy, che dice di non conoscere Lapo Gianni: si tratta di un Notaio di Firenze, quindi Ser Lapo Gianni, contemporaneo e amico di Dante Alighieri e di Guido Cavalcanti, ai quali il Divin Poeta dedica appunto il sonetto di cui ho citato l’incipit.
Stranamente Dante non lo cita in nessun canto nè dell’Inferno,nè del Purgatorio nè del Paradiso.
D’accordo che Lapo Gianni è morto sicuramente dopo Dante Alighieri, ma ben sappiamo come il Nostro non avesse alcuna remora a mettere all’inferno anche personaggi che nel 1300 erano ancora vivi e vegeti (Bonifacio VIII docet) e come sempre nell’Inferno citi Guido Cavalcanti anche se indirettamente tramite suo padre Cavalcante, sodale di Farinata degli Uberti.
Per informazione: mio figlio maggiore si chiama Lapo.
Chissà perchè…
Rahere43
Rahere,
pur essendo culturalmente ignorante, mi piacerebbe scambiare con te pareri sulle reciproche letture, ammesso che si possa avere qualche interesse in comune.
se ti va di contattarmi in privato, questa è la mia mail provvisoria: carren2@gmail.com
buona domenica!
PS: simpatica e a mio avviso centrata la tua sintesi sui personaggi dei Promessi Sposi! e pure divertente… 🙂
Finalmente la “cultura” fa capolino su queste desolata plaghe virtuali. L’originale interpretazione stereotipica dei personaggi manzoniani che avrebbero influenzato con le loro caratterizzazioni l’epopea degli “spaghetti” western, è interessante nella sua spregiudicatezza. Segue in fondo l’indicazione di un altro “sunnominato”, Gabriele Rapagnetta, che sentenziava: “Memento Audere Semper”. È bravo il nostro fiorentino.
In questo senso mi chiedo se non è possibile che anche Mario Puzo possa aver preso spunto da Don Rodrigo per la sua Saga del Padrino. E Toto Peppino e la Malafemmena? Non ci vedete l’inquietante figura della monaca di Monza? Che ne pensate?
Ad minora.
Rahere
quando Sergio Leone ha scritto e diretto “Il Buono,il Brutto,il Cattivo”, è probabile che si fosse semplicemente ispirato a tre suoi conoscenti o vicini di casa. La cultura secondo me è come la beneficienza: ostentarla è poco elegante. sopratutto se, come nel caso di alcuni, è solo improvvisata per fare bella figura. Non parlo di te, sia chiaro! siamo in molti qui a leggere tanto e su qualunque argomento, e penso che chi sia interessato ad istruirsi maggiormente, non abbia bisogno delle nostre citazioni e delle nostre lezioni. Provvede già da solo a reperire le informazioni che gli servono. e io sono la prima a sperare che le persone lo facciano, perchè la cultura, così come l’ arte, è uno dei più bei godimenti della vita. e pergiunta è gratis!ciao.
Ah, tu non parlavi di lui MG? Ti ammiro.
Golem, ti riferisci al Don Abbondio ? diciamo che il suo personaggio rispecchia una vasta cerchia di utenti. e alcuni di questi gli somigliano più degli altri .. 😉
Deliziosa MG, sicuramente parlavi di Babbo Natale. Però io non sapevo proprio chi era Lapo Gianni. Adesso so che era un notaio che parlava come rensi. Indispensabile. Mo me lo segno. Mi sento già più acculturato.
No MG, mi riferivo all’ostentator cortese, re della stradina e della “coltura” (toponomastica) fiorentina.
Oggi prontamente oggetto di adescamento per “affinità e-lettivo anagrafiche”, da chi vuol colmare la propria di “coltura”.
“Tempus fugit, senectutem adsurgat. Festina”.
Yog, comunque ha già tratto giovamento “dall’ostensione” e si è “a cul turato”. E yo tambien.
Yog: Renzi, non rensi.
Vabbè:
Chi avrebbe mai immaginato che una tranquilla passeggiata settembrina a San Domenico e una prima distratta, poi allibita, poi incazzata occhiata a un cartello toponomastico avrebbe suscitato tale ridda di commenti?
Poi siamo passati, dopo una mia risposta, dal generale al personale.
Sono stato velatamente, ma non troppo, accusato di esibizionismo intellettuale, (il che è vero) e, in un certo senso, vergognarmene.
Oggi uomini o sedicenti tali mostrano orgogliosamente muscoli oliati e palestrati; avvenenti ragazze esibiscono fisici invidiabili frutto spesso non di Madre Natura ma delle sapienti mani di chirurgo, allo scopo di sfondare nel fatuo mondo dello spettacolo mediatico. Ma non fate aprire loro bocca, per favore! Et dans les profondeurs du vide le scaphandrier s’est perdu…(Baer/ Ferré)
E io, dovrei vergognarmi di essere e di dichiararmi intellettuale?
Come diceva Totò: “Ma mi faccia il piacere!”
Rahere43
beh, Yog.. tutto sommato il Natale è alle porte e sarebbe anche plausibile. difatti, qualcuno sta già chiedendo ( anche se implicitamente ) un qualche DONO.. 😉
A buon intenditor..
Vedi Rahere? Se il rampollo l’avessi chiamato Gianni, invece di fare il figo con Lapo, oggi avresti avuto le tue soddisfazioni ritrovandone sentore nella secolarizzata toponomastica fiorentina.
Un saluto a donna Lagia che immagino sia ancora a bordo dei “vasel”.
P.S. Tu sai certamente che per alcuni studiosi il Lapo a cui ti riferisci potrebbe non esser quello de’ Ricevuti ma il poeta Lippo Pasci de’ Bardi. Anch’egli in contatto con Dante. O non te l’hanno comunicato all’Old Mike?
Pensa. Avresti potuto chiamarlo Lippo.
“Yog: Renzi, non rensi. Vabbè”
Yog, ma come fai a fare certi errori, suvvia. Devi sempre farti riconoscere dagli intellettuali “brainbuilders”?
Rahere fa benissimo a dichiararsi orgogliosamente intellettuale. Se non lo fa lui?
(E c’è gente che aspetta il cinepanettone)
P.S. Rahere ti dó una dritta, la battuta di Yog sottolineata in blu era ironica. Praticamente, mutuando il Divin Poeta per quanto sino a quel punto letto, “ei del cul fece trombetta”.
Trombetta, come l’omonimo Onorevole dell’indimenticabile e già citato Totó naturalmente. Di cui non ricordo il vero nome per esteso. Potresti rammentarcelo?
Rahere, nella tua immensa cultura ti è però sfuggito che l’ “errore” di Yog ( rensi ) era INTENZIONALE. comunque mio caro Rahere, per quanto ti possa sembrare strano, io personalmente ho notato molta più intelligenza in giovani e avvenenti fanciulle che mostrano generosamente al pubblico le loro grazie, che non in compunte signore della piccola e media borghesia che si atteggiano a intellettualoidi.
Trattasi dell’Onorevole Cosimo Trombetta.
Trattasi.
Emendo subito l’errore concedendo la maiuscola al fiorentino dalla lingua biforbita: la versione corretta è renSi.
Buona giornata a tutti
Mi sono seccato.
Ho cominciato con un, credo, innocuo post sull’ignoranza che certi personaggi addetti a un servizio pubblico, quale la toponomastica, non dovrebbero avere. E massime a Firenze.
Dopo qualche primo post benevolo, una mia risposta che ha scatenato un casino, se mi permettete il termine.
Vedete, io sono un sociologo e per molti anni della mia vita ho studiato il comportamento di gruppi di persone, sia coatti che spontanei, di fronte a determinati eventi.
Non lo facevo per gioia di conoscere , ma per vil denaro, per studiare e poi applicare strategie di marketing finalizzate a vendere questo o quel prodotto per conto di molte industrie nel settore alimentare, nazionali e non.
Nel frattempo ho anche tenuto Master presso istituzioni private italiane. E sempre, naturalmente, per vil denaro!
Ma, nel presente caso, ho commesso un errore: ho dimenticato, perché non lo ritenevo necessario, di applicare a questo gruppo spontaneo che si è creato, le ferree regole del marketing, perché mi divertivo e basta. E credo di averlo anche allegramente dimostrato con la mia voluta ed esagerata saccenteria e il mio voler fare il Pierino a tutti i costi!
Ma sono iniziate, allusioni personali non molto piacevoli e per niente ironiche, come si vuol far credere, sia nei miei confronti che nei confronti di altre persone del gruppo e siamo via via scivolati nel “tritello”, come si dice a Firenze.
Allora ho smesso di divertirmi e se vogliamo essere seri andiamo un po’ avanti.
Io non sono un ostentator cortese, re della stradina…Ci ha già pensato egregiamente a suo tempo, un certo Sig. Piero Bargellini. Non sarei alla sua altezza.
Quanto a Lippo (Filippo Pasci de’ Bardi), a parere di alcuni studiosi il “Lapo” di cui in parola, all’Old Mike, dove niente era dato per scontato, abbiamo a suo tempo affrontato la questione.
Primo: Lippo è il diminutivo di Filippo, vedasi ad es. Filippo (Lippo) Lippi mentre Lapo è contrazione di…
Jacopo; il che è tutta un’altra cosa. Secondo: Filippo Pasci de’ etc. non faceva parte dei “Fedeli dell’Amore” compagnia filosofico letteraria di cui era invece sodale Lapo Gianni, assieme a Guido Cavalcanti, Guido Guinizelli, Cino da Pistoia, lo stesso Dante ed altri. Terzo: Dante ha scritto dei versi indirizzati a Filippo Pasci de’ etc., chiamandolo “Lippo”.
Perché in altri versi avrebbe dovuto chiamarlo “Lapo”?
Alla luce di queste argomentazioni l’ipotesi del Sig. Filippo Pasci de’ etc. fu mandata bellamente a ramengo.
E poi a me il nome Lippo non piace e, d’accordo con mia moglie, ho chiamato il mio primo figlio Lapo, nome che ai primi degli anni settanta, era considerato un nome per cani e non per cristiani, quindi, come vedete, non volevo assolutamente fare il “figo”, tutt’al più il canaio!
Quanto a Donna Lagia l’ultima volta è stata avvistata a bordo della Costa Concordia assieme a un certo Schettino e non se ne è più sentito parlare….
Allusioni poi, non certo benevole verso una persona che mi ha dato il suo indirizzo email e che poi si è ritirata in un giusto e dignitoso silenzio.
Se un qualche componente del gruppo si è “ a cul turato”, potrei sempre citare, cadendo ovviamente nello scurrile letterario: “Questo modo di retro par che uccida” (Inferno- Canto XI- Vs.55) oppure: “ Qual va dinanzi e qual di retro il prende”(Purgatorio- Canto VI- Vs.2) ed altre di minor valenza.
Quanto alle compunte signore della piccola e media borghesia, ricordate la signora Wanda Pasquini nel personaggio della Signora Alvara la macellara (Alvara Girelli coniugata Bucalossi)?
Appunto….
Per concludere : “Vabbè”.
E’ un mio intercalare da Brain Builder (Costruttore di Cervelli, per i non anglofoni come me), quando mi accorgo che la situazione non è sostenibile e pur con rammarico devo prenderne atto.
Personalmente, per quanto mi concerne, un mio caro Amico purtroppo scomparso, Don Franco Bencini,…
, Dombe per i fedeli o semplicemente Franco per gli Amici, diceva che Dio ha dato due Doni agli uomini: il Primo Dono è di capire poco e il Secondo è di non capire nulla.
Io ringrazio il Signore di avermi concesso il Secondo Dono.
Un Caro Saluto e buon cinepanettone a tutti!
Rahere43
P.S. Se, malgrado tutto, qualcuno volesse contattarmi può farlo tramite facebook.
Il mio nome e cognome sono, come avrete notato, nel post di inizio. Non sono abituato a nascondermi.
U.C.