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La vita è sfuggevole

di Sandro82

Mi sento uno stupido se penso a quanto ho sofferto in questo periodo. A quante cose ho rinunciato, a quanti giorni ho buttato al vento piangendo e pensando al passato. Mi son fatto zavorrare da esso, gli ho permesso di rovinarmi il presente. Mi son sempre lamentato del fallimento della mia vita, di come tutto fosse andato storto. Mi son fatto opprimere dalla visione di un futuro nero e senza speranza, perdendo di vista il fatto che esiste solo il presente ed è questo che va vissuto, nel migliore dei modi possibile. Ho litigato con tanti, ho detto cose orribili alle uniche persone che mi amano veramente.

In questo periodo ho pensato tanto al suicidio, cercando di capire quale fosse il metodo meno doloroso, sia per me che soprattutto per chi rimane. Ma per questi ultimi non esiste tale metodo. Inoltre ho sempre avuto una paura fottuta. Pur essendo consapevole che non c’è niente dopo, ho avuto paura di questo “niente”. Quindi, da persona senza fegato quale mi sono rivelato, ho cominciato a desiderare una morte che non dipendesse da me, in modo da lavarmene le mani e lasciare fare al caso. Ho sperato tornasse a trovarmi un vecchio “amico”, che in passato mi ha ridotto ad un relitto, che mi ha cambiato (in peggio) la vita, facendomi perdere quel poco che, con tanti sacrifici (soprattutto di mio padre), avevo ottenuto. Beh, alla fine sono stato accontentato.  Però non è stato come mi aspettavo. Credevo avrei accolto la cosa come una liberazione, ma l’unica reazione che mi sta provocando è un sentimento di indescrivibile rimpianto. Rimpianto per ciò che non ho fatto. E rimorso per tante cose che invece ho fatto.  Ho perso troppo tempo a pensare al passato e ad un futuro che non sarebbe mai arrivato. Col senno di adesso è stato tutto molto stupido e moltissime cose davvero insignificanti.

Il fatto è che, nonostante la consapevolezza che la morte arrivi per tutti, quando tocca a noi sembra quasi impossibile. “Sta succedendo sul serio? Davvero tocca a me?” Penso a tutto quello che avrei voluto fare, ai posti che avrei voluto vedere e mi rendo conto di avere avuto poco tempo ma soprattutto poche possibilità. Ancora c’era tanto da vedere in questo pianeta e io sono stato come incatenato, dalla mancanza di soldi e da me stesso.

Dicevo che sono stato accontentato ma, inconsapevolmente, ci ho messo anche del mio. Un paio di visite di controllo saltate e un esame che ho rimandato per mesi e per altri mesi ho tardato a ritirarne l’esito, come lo sapessi. In realtà è stata colpa della mia tendenza a procrastinare tutto, tendenza fortemente accentuata in questo periodo di forte depressione. In passato ho già avuto a che fare con questa malattia e con la sua cura (peggiore della malattia stessa) e ne sono uscito per un soffio, portandomi dietro pesanti strascichi, brutti ricordi di una sofferenza immane e la promessa che mai più avrei passato tutto questo. Quella promessa rimane, specialmente perché questa volta la malattia ha attaccato un organo piuttosto delicato e malmesso già di suo, cosa che lascia poco scampo. La mortalità è molto alta e lo stadio è avanzato. Invece di mesi di sofferenza per inutili tentativi, preferisco rinunciare e decidere come andarmene, che è la mia unica vera libertà. Voglio risparmiare sofferenze a me e agli altri.

Non lo dico a voi per muovervi a compassione o per manie di protagonismo (mai appartenutemi), quanto perché non ho a chi altri dirlo. Vorrei tenere amici e parenti all’oscuro della mia scelta, perché non capirebbero né accetterebbero. Anche solo confidarlo ad un amico temo sia un peso troppo grande per lui e una responsabilità che non gli compete. Inoltre mi servirebbe qualche consiglio riguardo la mia “strategia d’uscita”.

Avevo pensato di vendere il poco che ho e sfruttare parte di un piccolo risarcimento (che dovrebbe arrivarmi entro pochi mesi) per fare un viaggio in un luogo mai visitato, per fare qualcosa di mai fatto, per avere la compagnia di una bellissima donna (per la prima volta a pagamento, visto che già da tempo ho perso la voglia/speranza di una relazione). Vorrei recuperare qualcosa. Però so che non godrei di niente di tutto questo e che sarebbe denaro sprecato che invece potrei lasciare alla mia famiglia (che versa in terribili condizioni economiche). Eppure sarebbe egoismo cercare di provare qualche breve momento di gioia o adrenalina prima di andarmene? Non è forse un mio diritto provarci? Non lo so, sono combattuto.

Vorrei chiudere tante cose in sospeso, ma non ne ho la forza. Non credo avrò volontà e tempo (potrebbe servirne tanto) per vendere le mie cose, per cui avevo pensato di incaricare un amico. Secondo voi è sbagliato dare tale responsabilità? Voi come reagireste se un amico vi dicesse di mantenere questo segreto e vi chiedesse di occuparvi di questa cosa? Sembrano cose futili a cui pensare in circostanze del genere, ma penso a chi rimarrà e vorrei aiutarli.

È tutto così strano e offuscato. Mi sembra un sogno che non riesco a distinguere dalla realtà. Per la testa mi passano troppe cose, sono confuso. Ho sempre cercato di immaginare come sarebbe finita, ma mai mi sarei aspettato finisse davvero così, pur avendolo desiderato ultimamente. In verità avrei preferito qualcosa di più veloce e inaspettato, magari durante la mia più grande passione.

Vorrei tanto tornare indietro e non sprecare il mio tempo. Vorrei aver perdonato. Avrei voluto un carattere meno spigoloso, far pace subito, per non perdere i bei momenti con la persona che amavo. Vorrei non aver rinunciato a tanto. Vorrei non esser stato tanto stronzo con mia madre. Adesso vorrei un sacco di cose, ma è tardi.

Cercate sempre di essere in pace con voi stessi. La vita non è altro che una breve illusione.

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Sandro82.

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Categorie: - Me stesso

28 commenti

  • 1
    Filipp -

    Sandro, hai desiderato molto di farla finita nell’ultimo periodo ora il destino pare volerti accontentare ma non ti sento felice… Dovresti saltellare dalla gioia ma non è così. E lo sai perché? Perché vuoi vivere! Quindi adesso basta filosofeggiare, combatti come mi sembra hai già fatto una volta e sconfiggi di nuovo questo male. Curati, e metti al corrente i tuoi cari. Ti saranno vicino e con loro la battaglia sarà meno pesante e per favore vincila questa battaglia e poi torna qua a scrivere che ne sei uscito una seconda volta, ne saremo tutti felici tu per primo! Un abbraccio.

  • 2
    Condor -

    Ciao Sandro82,
    mi spiace che le cose siano ancora peggiorate.
    Se veramente il tuo destino è segnato, e ne hai la forza, io approfitterei per cercare di godere gli ultimi momenti della tua vita:
    1) un bel viaggio
    2) stando vicino alle persone che ti vogliono bene

    Comunque rifletterò molto su quello che hai scritto….
    Ti abbraccio

  • 3
    Sofia -

    Sara’ perché io ci sono passata nel profondo …in tutto ciò che hai detto…
    Però Sandro….tu sei l’unico da quando sono qua che mi hai commosso!
    Mi sono molto commossa a leggere la tua lettera… Ho imparato un po a conoscerti fin dalla prima tua lettera e te lo sai…ti son sempre stata un po vicino chiedendoti anche come stavi…mi ero un po affezionata a te… E ora non hai idea del dolore e dispiacere nel leggere questa tua lettera…

    Ora non me la sento di scriverti….
    Ma lo farò domani con calma….

    Ciao Sandro…

  • 4
    Golem -

    Sandro, sei una persona seria, come lo è la tua lettera, l’unica che abbia trattato il tema della vita e della propria morte da adulti, e l’unica degna di una mia stima. In questo senso, e per come lo hai espresso, quando accadrà quel momento che aspetta tutti, sappi che per me avrai vissuto quello che sarà stato, da uomo. Molti non potranno dirlo, tu sì.
    Ti ammiro.

  • 5
    Dany0103 -

    Questo è quello che vorrei passasse.

    La vita va vissuta come se ogni giorno fosse l’UNICO. Il più possibile…

    Fatti il viaggio Sandro. Credo che per i tuoi l’idea che hai fatto qualcosa che ti ha fatto sorridere sarà una consolazione.

    E si, cerca di mettere a posto le tue cose. Tutte!

    Curati finché c’è un filo di speranza… ma (sempre mio modestissimo parere),non arrivare all’accanimento… almeno io non credo lo farei!

    Sempre più convinta: la vita è come un soffio di vento. E la salute il bene più prezioso…

    Un abbraccio

  • 6
    Michelle86 -

    Caro Sandro,

    In questi giorni ho pensato e ripensato alla tua lettera e a cosa avrei voluto dirti, a come mi ha fatto sentire..
    E ad essere sincera sono incazzata con te per aver desiderato la morte, e in generale con le persone che scelgono di vedere tutto in modo negativo! Si perché di gente che passa cose brutte e affronta periodi bui ce n’e` a volonta`, eppure alcuni scelgono di mantenere il sorriso fino in fondo, di amare la vita fino alla fine apprezzando le piccole cose belle che ci sono sempre, mentre altre credono di essere vittime della vita come se non avessero alcun potere sulla propria situazione e sul proprio destino.
    Io ti dico che certe cose non si possono controllare, ma che si ha sempre, e dico sempre, una scelta: quella di vedere le cose da un altro punto di vista, di scorgere la bellezza delle piccole cose, di essere positivi, non perché dobbiamo fare contenti gli altri, ma perché lo dobbiamo a noi stessi! Da ogni esperienza, bella o brutta che sia, si impara qualcosa in piu` sulla vita e su sé stessi, si diventa piu` consapevoli (se lo si desidera) cosí da fare meglio la prossima volta. Dimmi, ora, in questo momento, ti sembra cosí difficile da fare? Dici tu stesso che ora ti senti uno stupido “pensando a quanti giorni ho buttato al vento piangendo e pensando al passato”.
    La vita e` qui ed ora, tutto il resto sono solo nostre pare mentali, e prima ce ne rendiamo conto meglio e`, perché la vita e` incerta, chiunque di noi potrebbe non esserci piu` domani.
    Nessuno sa cosa ci sia dopo la morte, e ognuno e` libero di pensarla come vuole, eppure chi sta per morire istintivamente pensa alle cose che non ha fatto, o a quelle che avrebbe voluto fare in modo diverso, migliore. I rimpianti sono la cosa peggiore al momento di andarsene, e allora forse la pace con sé stessi, sapendo di aver fatto tutto il possibile per essere felici, diventa il nostro scopo di vita.
    Comunque tu ci sei, qui ed ora, e la domanda e` questa : cosa non sei disposto a rimpiangere?
    Purtroppo per la maggior parte di noi ci vuole appunto una vita intera per renderci conto di cosa vogliamo e di cosa abbiamo davvero bisogno, ma a volte vale la pensa accelerare i tempi con un po` di volonta`.

    Un abbraccio

  • 7
    Francesca -

    Sandro ho letto tutte le tue lettere e mi hai emozionato e fatto piangere. Sicuramente sei una persona molto fragile soprattutto per la vita non facile e per la delusione amorosa avuta, ma chi non ha fragilità in questa vita? Nonostante hai desiderato di morire nell’ultimo periodo ora si fa strada in te un certo istinto di sopravvivenza.. sei molto giovane ancora, soprattutto per morire, cerca di lottare più possibile, non ti arrendere, curati e cerca anche un supporto psicologico di cui avresti avuto bisogno già negli ultimi mesi. Lotta anche per la tua famiglia, per la tua mamma, l’amore di una mamma è più grande di qualsiasi amore che puoi trovare in altre donne ( te lo dico da mamma)… e soprattutto lotta per te stesso, te lo devi.. la vita ancora più darti molto, magari qyesta fase passerà, ce l’hai già fatta una volta no??? Forza… coraggio. ..

  • 8
    Cassandra -

    Che bella lettera…
    Dopo aver letto quella di edier, fa una certa impressione
    http://www.letterealdirettore.it/flebile/

    Entrambi calcate la mano sul non aver del tutto vissuto, sul tempo che scorre portando via con sé… la vita.

    Cosa dire?

    Ognuno di noi è diverso ma di fronte alla morte si reagisce in modo simile: si diventa VERI.

    E la verità tu l’hai descritta benissimo: perdonare, amare, vivere il presente, essere se stessi in PACE.

  • 9
    Sofia -

    Sandro….perché non stai rispondendo?… Non è da te…tu hai sempre risposto..

    Dove sei?
    Come stai?

  • 10
    Sandro82 -

    Grazie a tutti per le vostre parole. Scusate se risponderò parzialmente, non sono lucidissimo per adesso.

    Filippo, Dany, Francesca: purtroppo non c’è molto da curare. Si tratterebbe di subire asportazioni chirurgiche, chemio, radio e tutta la trafila che serve ad allungare di qualche mese la vita. Che me ne faccio di poco tempo in più se devo vivere tra ospedali, dolore, sangue e vomito? Su questo aspetto sono molto razionale e pratico.

    Michelle: il problema è che molte cose si danno per scontate, tipo la vita. Questo perché, per autoprotezione, la mente umana tende a nascondere l’ineluttabilità della morte. Si sa ma spesso, nelle scelte di tutti i giorni, ci si illude che si vivrà “per sempre”. Ho desiderato la morte perché effettivamente la mia vita è stata frustrante e inutile e l’ho desiderata in un periodo che non sono riuscito a sostenere. Adesso me ne pento, ma solo col senno attuale. Spero che tutto questo serva a qualcuno, a fargli capire che ogni giorno in più è un regalo.

    Condor, Golem, Cassandra: grazie anche a voi.

    Sofia, non avevo ancora risposto perché… non lo so. Devo ancora seriamente realizzare. Mi sento in un incubo, sono confuso. Rileggendo la mia lettera, mi sembra scritta da un altro. Non riesco ancora a capacitarmi che si stia parlando della mia vita (o di quel che ne rimane). Stamattina mi son svegliato con una sorta di tranquillità, quasi serenità, poi ho “ricordato” e mi son reso conto di non essermi risvegliato da un brutto sogno, ma che è la cruda realtà. Ho avuto una mattinata d’angoscia, di irrequietezza. Adesso mi son calmato un po’, per quel che valga. Mi ha aiutato pensare che non devo più disperarmi a cercare lavoro, che non devo più vergognarmi di arrivare a 40 anni a casa con i miei, che non vedrò mai i segni della vecchiaia. Ho riconsiderato anche la mia passata relazione e adesso posso dire che sono contento di averla avuta, almeno ho provato cosa significhi amare veramente (ma non essere amato, non si può avere tutto). Avrei potuto ritardare 2-3 anni e non conoscere mai la sensazione di guardare negli occhi qualcuno e sperare tutto il bene del mondo per quella persona. Sono contento di averla conosciuta e di aver condiviso con lei 2 anni, pur con tutte le sofferenze e illusioni (perché da parte mia era tutto genuino).
    Sto tirando i conti di quella che è stata la mia vita. Sto cercando di trovare tutti i lati positivi, anche se questi non superano di certo quelli negativi. Sto provando ad aiutarmi così.

  • 11
    Sandro82 -

    Domani farò un’altra visita e cercherò di farmi dare una stima sul decorso della malattia e sul tempo che mi rimane prima di accusare i sintomi peggiori. Solo allora i miei familiari sapranno del problema. Spero che il tempo sia sufficiente a fare un viaggio, qualcosa che non ho mai fatto. In realtà ci sono molte, moltissime cose che mi sarebbe piaciuto fare ma che non riuscirò a fare.

  • 12
    Cassandra -

    Io ho lavorato con i malati terminali, quindi la Morte l’ho guardata per anni negli occhi.

    Tra tutti i miei lavori questo è stato quello che mi ha donato di più perché la Morte insegna a Vivere, non c’è niente da fare.

    La società moderna l’ha nascosta, celata e disinfettata. Perfino negli ospedali la morte spaventa.

    E’ un fatto, questo, che mi ha dato molto da pensare, nel passato e che mi ha permesso di rimanere, con la mente, nel presente.

    Ogni giorno mi chiedo: cosa farei OGGI se morissi domani? E mi rispondo sempre allo stesso modo: sto facendo esattamente ciò che voglio fare.

    Credo sia questo l’insegnamento della Morte.

    Fai tutto ciò che ti riesce, Sandro!

    Ho letto le tue lettere… la tua ragazza che ti ha lasciato e… cosa c’è dopo?

    Ti dico la mia opinione. Qualche anno fa ho sognato un uomo che è morto ammazzato. Un uomo che era esistito davvero! Non ne sapevo nulla, non lo conoscevo ma l’ho sognato, mi ha portato al suo funerale ed a vedere tutti i suoi cari nell’intimo delle loro emozioni.

    Il tizio in questione mi diceva, mentre mi mostrava tutta le scena facendomi vedere chi si disperava davvero e chi no: IO NON SONO MORTO.

    Durante tutto il sogno, me lo ripeteva continuamente e nei suoi occhi vedevo l’Infinito, le Stelle, le Galassie…

    Che lui fosse morto non c’era dubbio alcuno, è stato ammazzato tramite incaprettamento per una faida tra massonerie… ma questo signore voleva comunicarmi anche qualcosa d’altro.

    Voleva comunicarmi che la Vita è sempre, che la Morte è solo una soglia, un passaggio, verso una vita differente e che si può anche ritornare.
    Lui mi disse che sarebbe tornato per fare giustizia di questa sua morte assurda, non cercata, non voluta, da innocente.

    Ecco, ogni Vita ha un proprio senso, anche nella Morte. Ogni vita è un Continuum di qualcosa che si svolge eternamente.

    Chi vorresti essere ancora? Vorresti tornare e come? La tua psiche, i tuoi pensieri non muoiono mai, formula dei precisi DESIDERI e ritorna.

    Quel signore che ho sognato, prima di morire, fu avvisato che sarebbe stato ammazzato, da suo padre, innanzitutto. Ha avuto svariate ore a disposizione prima di fare quella orribile fine.

    Fece in tempo di indignarsi, di terrorizzarsi e di pentirsi di certe scelte… ma tutto ciò gli servì anche per formulare dei DESIDERI che potessero rimanere VIVI e che potessero ridargli la vita.

    Pensaci.

    Ti abbraccio.

  • 13
    maria grazia -

    Sandro, dopo aver letto la tua toccante testimonianza, non rimane molto altro da dire e qualunque discorso può sembrare inopportuno. perciò intervengo solo e unicamente per manifestarti la mia solidarietà e la mia vicinanza in un momento come questo. Tutti qui ti abbiamo conosciuto come un ragazzo intelligente, educato e sensibile, sempre rispettoso con tutti e mai aggressivo, pur nel raccontare i tuoi dispiaceri. Spero che utilizzerai queste tue meravigliose doti per fare tesoro ( nei modi che riterrai più opportuni ) del tempo che ti rimane, poco o tanto che sia. Ci tengo sopratutto a sottolineare che, pur trovandoti a vivere in questo momento una situazione terribile, sei comunque riuscito a risollervarmi! a fare tu qualcosa per me, e non il contrario. quando hai detto che ti sta aiutando molto il ricordare le cose belle che la vita ti ha dato, accantonando quelle brutte. E’ quello che farò anch’ io Sandro, d’ ora in poi anche più di prima, dopo averti letto. Forse i miei sogni si realizzeranno, o forse no. ma tu con il tuo bellissimo commento mi hai fatto capire che comunque la vita mi ha già regalato tante cose meravigliose, e non solo schifezze. Ed è su quelle che mi concentrerò, qualunque sarà il mio destino, qualunque sarà la quantità di tempo che mi rimane.
    Oggi sono una donna di 41 anni, e sono tornata a vivere con la mia famiglia di origine dopo 20 anni di esistenza solitaria lontana da casa. Lo trovo meno sgradevole di quanto avessi immaginato, non mi spaventa l’ idea di invecchiare – meno di quanto avrei creduto, almeno – e devo dire che sono più felice di quanto non lo sia mai stata. Forse sto diventando vecchia, forse per qualcuno lo sembro, o forse no.. non lo so. Io non mi ci sento. Il problema dell’ arrivare a 40 o 50 anni è che DENTRO non “invecchi”, ti senti sempre un pischello.
    Ma non glielo dirò a quegli sbarbati e sbarbate che girano in scooter, “whatsappano” tutto il tempo, fanno tante stronzate e qualche volta hanno bisogno di una “tirata di orecchie” o di buoni consigli.
    Mi sono resa conto che tutto quello che mi serve per essere felice era lì, davanti a me, E’ SEMPRE STATO LI’. ma io non lo vedevo. Come ora non lo vedono quelli che passano l’ esistenza a maledire tutto e tutti.

  • 14
    maria grazia -

    Ti ringrazio veramente di aver condiviso con tutti noi questa tua esperienza, e spero che molti di quelli che passano la vita a lamentarsi e ad alterarsi per cose futili e inconsistenti ( compresa tanta gente che viene qui ) possa davvero comprendere il senso delle tue stupende parole.
    Capisco e condivido anche la tua scelta di non perpetrare inutilmente un’ eventuale futura sofferenza oltre il dovuto. Ti capisco benissimo e io farei altrettanto.
    Se dovesse capitarmi quello che è capitato a te, ripenserò a te e forse mi sentirò meno spaventata. Ma non mi sento sola. E spero che non ti ci senti nemmeno tu.
    NOI comunque per te ci siamo, per quanto può valere.
    Un grande abbraccio, a nome mio e di tutti quelli che amano la VITA!
    Se la cosa ti fa piacere, fai conto che io sia lì con te. ciao.

  • 15
    Sofia -

    OK Sandro…miraccomando tienici informati su tutto quello che ti dicono alle visite e confrontati con noi sempre!
    Chiedi a loro chiarimenti più che puoi!
    Davvero sei certo che non si possa fare più nulla?
    Vorrei che avessi davvero la certezza di questo e andassi da più specialisti ad avere conferma..

    Scusa se te lo dico ma in questo momento mi ritorna alla mente la storia di una ragazzina che avevo saputo dalla madre ( che io conoscevo) che anche lei le era stato detto che era inoperabile in quel punto e non c’era più nulla da fare,poi loro hanno girato altri 4 specialisti finché ne hanno trovati due che le avevano detto tutto l’incontrario del primo…
    La ragazzina è stata operata e ora sta bene….

    Scusami se ti dico questo…ma è solo perché vorrei che te davvero avessi la certezza che non c’è più speranza capisci?
    Per quello che ti ho detto..non fermarti a un dottore…

    Tienici informati su tutto…e appena puoi scrivici!

  • 16
    rossana -

    Sandro,
    mi dispiace per la seria malattia e per tutte le sofferenze che comporta. spero che una sana reazione vitale t’induca a combatterla. non indugiare oltre…

    “sono contento di averla avuta, almeno ho provato cosa significhi amare veramente (ma non essere amato, non si può avere tutto).” – è bello che tu possa valorizzare sia te stesso che l’importante parte di conoscenza di cui hai potuto beneficiare. a volte, anche in vite lunghissime non c’è di meglio o di più…

    un abbraccio.

  • 17
    Golem -

    Sandro, la tua è la testimonianza più importante e seria da quando frequento LaD, e sei tu che stai dando delle lezioni di vita a molti di noi. Persino a chi attraverso le tue esperienze vorrebbe dare un senso alle proprie.
    Io e tutti coloro che stanno partecipato al tuo dramma ti sono molto vicini umanamente, e vorrei che questo riuscisse a non farti sentire solo, non più di quanto lo siamo tutti, anche quando siamo alle prese con problemi più banali ai quali spesso diamo importanze che non meritano.
    Ti mando un grandissimo saluto. Ciao

  • 18
    maria grazia -

    “Persino a chi attraverso le tue esperienze vorrebbe dare un senso alle proprie.”

    Ho capito a chi ti riferisci Golem, e sono d’ accordo con te: è nauseante! ma che ci vuoi fare..

  • 19
    Cassandra -

    Vi riferivate a me????

    Ma io attraverso TUTTO ciò che analizzo do senso alle mie esperienze, perché no?

    La Morte l’ho valutata molto da vicino facendo volontariato in ospedale in lungodegenza e lavorando con i malati terminali, di notte, nelle case di riposo, negli ospedali ed a domicilio.

    Ho iniziato ad interessarmi di malati terminali quando si è ammalata di cancro mia nonna, che abbiamo tenuto in casa finché è morta.

    E da lì ho iniziato a lasciare il mondo della moda ed a valutare un ambiente totalmente differente.

    La Morte insegna moltissimo, è stata mia maestra perché ho potuto assistere anziani e giovani portandoli fino all’ultimo respiro.

    Capisco quello che scrive Sandro perché l’ho provato sulla mia pelle.
    Quando muore qualcuno dopo giorni di sofferenza e tu gli tieni la mano… quando esci per strada e osservi il resto del mondo ti fai delle domande precise.

    Chi sono io? Cosa VOGLIO? Perché VIVO?

    Quando vedi che per una banale incidente puoi perdere la vita in un battito, ragioni meglio sul tuo cammino.

    Io i vostri commenti, Golem, e maria grazia, sempre che steste parlando di me (e non vedo altri), li comprendo poco.

    Sto scrivendo la mia esperienza, si può sapere perché vi brucia il culo?

    Mah, io non lo capisco mica…

    Racconto un fatto che mi ha sempre lasciata abbastanza stupita: quando qualcuno moriva in ospedale, il cadavere lo si lavava e lo si faceva sparire abbastanza in fretta.
    Se la stanza era grande o doppia, si metteva un divisorio per non turbare la sensibilità degli altri ospiti.

    Tutto ciò veniva fatto con una velocità non naturale, secondo me.
    La Morte terrorizza parecchio le persone, anche chi lavora con essa.

    E proprio per questo anche Vivere spaventa.

    Sandro, scrivo a te, oltre le facili parole compassionevoli: i misteri legati alla Natura, al ciclo delle stagioni ed alla Terra, un tempo ci avvicinavano alla Morte con maggiore serenità e più accettazione.

    Ora la “civilizzazione” ci ha impoveriti, distaccati, separati da questo Utero Cosmico che dona Vita e Morte.

    Ad Eleusi Vita e Morte si incontravano durante i riti di iniziazione ai misteri segreti ed ancora oggi è possibile ripercorrere questi sentieri…

    Io mi permetto di darti uno spunto: perché non utilizzare il tempo che ti resta, vivendo in mezzo alla Natura, gustando odori e sapori nuovi e confrontandoti con nuovi amici?

    Non dovresti spendere nulla. Se vuoi ti lascio la mia mail, pensaci…

  • 20
    Golem -

    Cassye, no. Però abbiamo letto con piacere le tue confessioni.

  • 21
    maria grazia -

    Cassandra, io e Golem non ci riferivamo affatto a te! se tra una mungitura e l’ altra ( quella delle mucche, intendo ) leggessi i post più attentamente, avresti capito al volo di chi parlavamo..e meno male che sarei io quella complessata, ossessionata dal giudizio altrui e con il dente avvelenato.. sempre lì sul piede di guerra e preoccupata di giustificarsi!

    Usare persino una lettera come questa per lanciare attacchi, fare allusioni o scaricare le proprie frustrazioni è davvero avvilente.

    un saluto dalla matta che dispensa consigli ad altri matti, spacciandoli per verità assolute oltretutto.

  • 22
    Sofia -

    Cassy aspetta a partire in quarta!!
    Certo che però passare dal mondo della moda a guardare malati terminali….cioè… Va be meglio che non dica nulla….( io non l’avrei fatto manco morta una cosa del genere o un lavoro del genere sia proprio perché sono troppo sensibile e sofferente in quel lato sia proprio perché di ospedali e malati terminali non me la sentirei mai di guardarli e di affrontare sempre la morte! Basta…io ho già dato..) però ti ammiro in questo caso….e credo che sia vero… ti abbia comunque insegnato molto questa esperienza!

  • 23
    Sofia -

    SANDRO CI SEI?
    COME STAI? SCRIVICI DAI…..
    dicci cosa ti hanno detto i medici….Fatti sentire sandro!

  • 24
    Sofia -

    Ho una percezione non positiva….Sandro..dai Scrivici…

  • 25
    Cicci -

    Sofia, probabilmente Sandro ha deciso di vivere i suoi ultimi momenti lontano da tutto e tutti, riavvicinandosi solo a coloro che possono dargli il loro amore vero e tangibile.
    Sandro un giorno ci rincontreremo tutti e ci faremo un sacco di risate. Alla fine Sofia, non serve continuare ad insistere, basta solo comprendere e farsi da parte.
    Buona notte.

  • 26
    Sofia -

    No non è così cicci,..c’è altro…
    Lui non avrebbe mai smesso di scriverci ancora in questo momento che aveva bisogno di noi…

    C’è altro ..

  • 27
    Sofia -

    Spero non sia quello che sento…le cose brutte che sento cerco sempre di farle andare via e non farci caso ma poi alla fine tornano sempre….
    Spero che tu possa ancora farti sentire con noi Sandro…..

  • 28
    Diego -

    Caro Sandro, chi ti ha convinto che dopo questa “vita” c’è il nulla? Forse quelli che vorrebbero restare eternamente in questa illusione attaccandosi alle cose del mondo per dimenticarsi di sè stessi? Questo si che è spaventoso, una corsa verso il nulla.

    Il sogno presente, che molti credono reale tanto da vendersi completamente per esso, è invece assai fatuo, seppure a volte è così orribile da sembrare l’unica vita esistente, ma pensa solo un attimo a quanto è insignificante l’intero universo se tu stesso riesci a contenerlo nella tua immaginazione, allora ti renderai conto che oltre ad esso ci sei sempre Tu, ovunque sarai. Non dare corpo e potere alla morte, combatti e vinci la battaglia contro le false idee.

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