La specie umana
Ehhh sì l’essere umano è proprio uno strano animale.
Da quando ha iniziato a dare il suo primo vagito 250 mila anni fa, fino ad oggi è sempre rimasto lo stesso.
Sì è vero: oggi sa come si controllano le forze della natura, conosce (con buona approssimazione empirica) quasi tutte le leggi della natura, sa comunicare in modo articolato i propri pensieri ai propri simili (anche se in forma ancora del tutto superficiale e arcaica) e ha innalzato di molto il proprio livello tecnologico.
Eppure… eppure…
Eppure dal punto di vista sociale è rimasto quell’essere primitivo e violento che era ai primordi (se non addirittura peggio).
La maggior parte degli enormi progressi tecnologici, hanno avuto sempre un solo obiettivo: conquistare e/o uccidere, nel modo più efficiente e più sicuro possibile, i propri simili. Dalla lavorazione del bronzo e del ferro fino alle più recenti tecnologie (internet, il nucleare, la “conquista” spaziale).
E non abbastanza paghi di distruggerci a vicenda, abbiamo voluto estendere la nostra brama di distruzione anche alle specie animali, causando l’estinzione di molte specie dalla faccia della terra. Aveva ragione l’agente Smith quando diceva a Morpheus che la razza umana è un virus, un cancro per questo pianeta…
Ogni avanzamento tecnologico ha infatti come base e fine ultimo la violenza e la sofferenza (guerre, vivisezione, lager: vedi anche la UNIT 731 giapponese), mai (o solo raramente) il benessere altrui. Infatti l’uomo sa che a vincere non sono i giusti, bensì coloro che hanno “le spalle più coperte”. Qualche volta, addirittura, supera se stesso e inventa solo per il gusto di fare del male. Le ricadute positive di tale avanzamento tecnologico dipendono più dalla necessità di guadagnare (l’avvento del consumismo) che non dalla reale volontà di fare del bene (lampante è il caso delle aziende farmaceutiche).
È quindi a causa di questa inettitudine sociale (maturata e rafforzata nei millenni), che ancora oggi nella società “moderna” ci sono persone che soffrono, che si suicidano …
È sempre a causa di questa inettitudine che ancora oggi siamo cauti nelle relazioni. Abbiamo sempre paura che l’altro ci voglia “fregare” e che alla fine ci lasci e ci faccia soffrire (e ahimè spesso a ragione e qui faccio un mea culpa e mi ci metto pure io nella categoria di quelli che hanno paura di essere “fregati”), diventando così noi stessi freddi e distaccati (per difesa), contribuendo così all’indifferenza generale, ampliandola….
Molte persone denunciano la loro solitudine e la loro voglia di farla finita perché si sentono sole, non capite, non ascoltate (anche io lo feci, con un nick diverso da questo). Le cause sono sempre le stesse: egoismo, indifferenza e superficialità. Se poi aggiungiamo anche il fatto che i momenti di riflessione e crescita individuale oggi sono scarsi, se non addirittura inesistenti (causa degrado scolastico e mass-media), il quadro della situazione è completo e deprimente.
Chissà forse un giorno tutto questo cambierà, ma sono ormai troppo misantropo per crederci veramente…
oracolo85@gmail. com
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Categorie: - Riflessioni
19 commenti
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Per quanto mi riguarda, il problema l’ho risolto da tempo… non metto al mondo figli e mai lo farò. La mia coscienza è a posto.
Concordo con entrambi in pieno.
Se l’essere umano non si è evoluto dopo tutto questo tempo credo che mai lo farà. Tanto vale che la razza si estingua il prima possibile.
Eppure pare che a molti piaccia ancora stare qua…
Anche io ho riflettuto e rifletto tutt’ora sulla condizione umana. Il quadro generale è davvero qualcosa di imponente, deprimente e pesante. Sì, il mondo fa schifo, la vita comincia con dolore, finisce con dolore ed è piena di dolore.
Per andare avanti bisogna cercare ragioni ed emozioni sempre più forti per non essere spazzati via. Vabbé, in ogni caso il mio commento sarà inconclusivo perché tutto ciò che riguarda la condizione umana è inconclusivo.
@ Criss
Non mettere al mondo figli è una delle peggiori forme di egoismo. Scegli di non seguire il corso naturale della vita perché hai paura di soffrire.
Mi dispiace per molti italiani e cittadini della società occidentale che hanno perso la vera essenza della vita, quella vita semplice che poteva essere assaggiata tempo fa e lo si può ancora fare in paesi un po’ più “modesti”.
Ma scusa Ariel…dici che il mondo fa schifo, che la vita è piena di dolore e poi affermi che non figliare è una delle peggiori forme di egoismo? Non si seguirà la natura ma almeno si segue la razionalità…altrimenti a che pro possedere un cervello che ti rende capace di accorgerti di una determinata condizione?
Secondo me avere coscienza che la vita è dolore e poi propagarla comunque ha un che di diabolico…
La vita è piena di dolore ma se sei veramente cosciente capirai che questo dolore non è proprio come tutti la pensano. Il dolore fisico è abbastanza reale: sono impulsi diretti al nostro cervello. Ma la sofferenza invece nasce proprio da dentro il nostro cervello. Io penso che il dolore fisico possa anche essere una delle cose più meravigliose al mondo: per esempio il dolore che una madre prova durante il parto è secondo me un dolore talmente forte che lega profondamente madre e figlio, facendo nascere l’istinto materno nella madre. Secondo te questo dolore è negativo?
La sofferenza che il nostro cervello produce invece deriva dalla nostra ignoranza. Quando ti leghi a una persona o a una cosa e la perdi allora soffrirai per la perdita eppure non c’è nessun dolore fisico. Te lo spieghi? Se sei invece cosciente del fatto che tutto in questa vita è di passaggio allora puoi evitare molta sofferenza. Tutti dobbiamo morire un giorno o l’altro e tutti, proprio tutti potremmo morire proprio oggi per numerosissime cause. La vita è molto fragile eppure è qualcosa di infinitamente preziosa. E oltre a ciò la vita da essere umano è ancora più preziosa. Impara a considerare ciò.
Esiste qualcosa che è peggio del dolore; tale cosa si chiama indifferenza. Non intendo per forza il puro significato del termine, ma anche qualcosa di più articolato, che apparentemente potrebbe essere cognitivamente connesso al significato opposto. Mi riferisco all’incapacità degli individui di scegliere con una certa maturità (che non è solo razionalità) quale sia la loro strada, la via che intendono percorrere e poi dimostrare la coerenza di sapersi battere e decidere in relazione a tale decisione. Con questo voglio dire: è inutile sperperare parole, prese di posizione e ideologie se poi nel quotidiano le persone dimostrano, nel loro piccolo, di non seguire minimamente l’etica tanto predicata, discostando parecchio l’agire dalla “teoria”. Questo, a mio parere, nasce ed è conseguenziale alla caduta di ideali quali condivisione, solidarietà, voglia di immedesimazione (che sappiamo tutti non essere una passeggiata, ma richiede dedizione e convinzione): parlare di punti di riferimento socialmente etichettati come “sani” a mio avviso è solo la facciata, il voler farsi vedere “bravi”, ma non corrispondo ai reali sentimenti che dimorano dentro.
L’altro problema deriva da una mancanza di interiorizzazione, personificazione e radicalizzazione dei punti di vista: le persone si adeguano, come i giri di valzer, vanno dove porta il vento, seguono la corrente, la massa, si schierano verso la “ragione” della situazione (mediocrità, semplicismo): in poche parole tutti, volenti o nolenti siamo influenzati dal conformismo, ma quando questo arriva ad essere la causa che si adotta a prescindere, allora qualcosa di malato, profondamente malato, c’è. Se una persona arriva automaticamente a puntare il dito, a strcere il naso e a provare disprezzo (reale o solo perchè pensa che tutti farebbero così? Non sia mai che si sfiguri!) di fronte alla diversità, chidendosi in una nicchia, che protegge (l’unione fa la forza..una volta era un bel motto, oggi fa pensare al negativo), è annientata.
Ebbene si, riconduco tutto il problema sul piano sociale. Magari a torto, ma credo che l’individualità non riesce ad emergere, si sente spiazzata di fronte ad una collettività pronta a tagliarti fuori solo perchè non coincidente con lei stessa. La contaddizione dei nostri giorni: abbiamo molti strumenti a disposizione per poter essere liberi, ognuno con la propria identità, le prerogative che variano il mondo. Eppure..eppure ci facciamo fregare (io compresa) dagli obblighi delle convenzioni, diventando limitati.
La cosa che più mi rattrista è capire che anche chi dovrebbe avere il compito di formare, in realtà è soggetto al senso comune. Mi viene in mente l’ultima lezione di sociologia all’università: frasi fatte, luoghi comuni, percorelle che acconsentivano (solito dilemma: davvero convinte? davvero davvero?)..
Io credo, che l’unica via per la felicità (il fine ultimo di tutti noi) sia data dal creare relazioni umane di qualsiasi natura (abbiamo bisogno anche e soprattutto di chi ci contesta: comprova del fatto che non siamo macchine che producono medesimi risutati standardizzati, ma siamo opinabili, criticabili, esposti a simpatie e antagonismi ideologici: wow, abbiamo delle idee tutte nostre, partorite dai nostri cervelli, wow..ne siamo dotati, fantastica scoperta!). Tutto questo, unito all’umiltà che si sta volatilizzando sempre più, sarebbe la via per una vera democrazia esistenziale, libera circolazione di modi diversi di interpretare la vita, i fenomeni correlati e i modi per superare difficoltà, per approcci nuovi, per rivoluzioni interiori..se l’individualismo di tutti riuscisse ad essere speso come risorsa a favore della collettività, della progressione universale, saremmo davvero un capolavoro.
Ma, ahimè, anch’io mi sto abbandonando all’inettitudine (oltre che alla misantropia!) e mi sto convincendo che tutto questo è solo un’utopia, magari dettata dalla mia giovane età, magari dalla mia mission esistenziale, ma sempre utopia rimane.
Ciao
Si, io concordo The dreamer, anche sul fatto che probabilmente rimarrà un’utopia.
Ariel, qualunque sia il tipo di dolore, per me è dolore e non riesco ad amarlo.
Si, anche il dolore della partoriente è negativo, perchè quando dai la vita dai anche la morte, e tutto il dolore che ci sta in mezzo (e forse anche dopo…).
Si, so che è consolatorio pensare che forse il dolore aiuta a crescere, che può essere una ”scuola” o che aiuti ad evolvere, ma se penso ai milioni di esseri che hanno subito e subiscono torture e sofferenze di ogni grado e atrocità non posso non pensare che sarebbe stato meglio per loro non essere mai nati.
@ The Dreamer:
Coscienti di questo fatto cosa è meglio fare?
@ minurta:
Cosciente del fatto che ci sono innumerevoli esseri che soffrono cosa decidi di fare? Toglierti la vita? O togliere la loro vita così non soffrono più?
Il dolore tutti lo sentono ma è l’ignoranza che fa soffrire. Fidati, ho sentito dolori fisici veramente forti eppure sono ancora vivo e capace di sorridere. Sono cosciente del fatto che invecchierò e che il mio corpo tornerà ad essere semplice terriccio. E quindi?
Sono cosciente che potrei perdere le gambe, la mia famiglia, i miei averi, tutto. E quindi?
La sofferenza viene quando ci leghiamo alle cose. Cosa mi impedisce di essere felice? Ci sono persone che si accontentano di poco, un pezzo di pane al giorno e ci sono altre persone che si impiccano perché i genitori gli hanno tolto il motorino.
La conclusione del mio discorso è che il dolore c’è sempre stato e ci sarà sempre. Il dolore è l’UNICA cosa che ci fa sentire vivi.
La filosofia di vita superiore a qualunque altra cosa che io sia riuscito a trovare l’ho trovata nel buddhismo. E’ una religione che è nata 500 anni prima di Gesù Cristo ed è forse l’unica religione che pone al centro dell’attenzione quello che c’è dentro di noi e non quello che c’è al di fuori come per esempio Dio onnipotente.
Informatevi sul buddhismo, ecco il mio consiglio. Potreste trovare le parole più preziose di quest’esistenza.
Ho espresso solo un mio parere.
Che fare? Beh, oddio nessuno è onnipotente. Eppure, c’è chi nel suo piccolo và avanti credendoci..va avanti perchè sente una “Luce” dentro, qualle cose che si chiamano valori, benedetti sani valori. E’solo appellandosi a loro che possiamo superare l’egoismo, meccanismo tanto facile quanto misero. E’ una grama consolazione per chi davvero sente qualcosa pulsare dentro, o almeno credo..è la sensazione di avere entusiasmo dentro e vederti intorno pochezza: è la frustrazione di non poter condividere con nessuno qualcosa di grandioso che coltivi nei tuoi momenti di solitudine..un qualcosa che a suo modo ha il merito di farti sentire libero..non so descrivere tutto questo a parole, troppo limitate.. (il tutto è più della somma delle parti – CITAZIONE NON MIA) ..
Non so..sai i piaceri fugaci fanno godere di benessere, ma quando quelli si dissolvono se non c’è qualcosa dentro (che ripeto, per mia pura ignoranza non so denominare) tutto è solo volgare passaggio, come la nostra stessa esistenza in fondo. E credo che l’uomo nutra la speranza di lasciare una sua traccia, l’aroma della sua essenza nella scia che lo porta aldilà.
Non togliere la vita, semplicemente non perpetuarla. Tagliare il male alla radice.
Vedi, tu hai aderito al buddhismo e hai trovato il modo di dribblare i dolori…ma un tuo eventuale figlio non è detto che abbia questa capacità. Ciò che va bene per te non andrà bene per tutti. E il grande sbaglio a mio avviso è che si mettono al mondo figli secondo i propri (e momentanei) criteri di valutazione. Es: poichè la vita per me è bella do per scontato che per tutti lo sia; poichè io amo la vita sicuramente anche mio figlio la amerà; poichè ho trovato forza in questa religione o filosofia conto sul fatto che anche mio figlio sarà capace di farlo, ecc. Quando invece ognuno ha una sua natura e un suo destino che potrebbero essere assai funesti. Io semplicemente non mi azzardo a giocare alla roulette russa con la vita umana…
PS: il prezzo da pagare per sentirsi vivi è troppo alto per i miei gusti, se potessi scegliere preferirei non sentire nulla di nulla.
Concordo completamente con quanto detto da minurta e da The Dreamer. Sono sulla mia “stessa linea d’onda” (come si suol dire XD).
Ci sono poi alcuni punti sul commento di Ariel che mi hanno molto incuriosito e fatto riflettere:
1)”Il dolore tutti lo sentono ma è l’ignoranza che fa soffrire.”
Cosa intendi precisamente con il termine “ignoranza”?
Cosa intendi precisamente per dolore e per sofferenza?
2)”La sofferenza viene quando ci leghiamo alle cose.”
Semmai la sofferenza viene quando le cose ce le tolgono (comunque ho capito che volevi dire questo). Io però aggiungerei anche le persone, oltre che le cose… e quando le perdiamo proviamo dolore e soffriamo (anche se non siamo ignoranti visto che la perdita di una persona cara fa sempre male). Tale tipo di sofferenza esisterà sempre (e questo è un’altro punto a favore della non procreazione e di quanto la vita sia esecrabile di per sè).
Le religioni (quali anche il Buddismo) sono solo una giustificazione (e quindi un antidolorifico) a quanto sopra esposto e di fatto (essendo solo dei punti di vista e non delle realtà) sono assolutamente inconclusive.
Nella religione ci si può credere o non credere, ma il crederci non implica che tale religione “custodisca” effettivamente la verità…
3)”Il dolore è l’UNICA cosa che ci fa sentire vivi.”
Mah… forse sarò anormale io, però, nella mia breve esistenza, mi sono sentito veramente vivo quando amavo ed ero amato, e non quando provavo dolore e/o soffrivo…
Grazie ancora a tutti per i vostri commenti, non sapete quanto mi fanno riflettere e crescere.
Sinceramente vostro…
Oracolo
@ The Dreamer:
Infatti nel buddhismo c’è un sentimento che bisogna coltivare per non perdersi nell’immensità e questo sentimento è la compassione per gli altri. E’ abbastanza semplice parlarne ma non è semplice metterlo in pratica. Siccome questa è la vita e questo è l’universo e coscienti del fatto che tutto è così allora l’unica sentimento che può essere veramente considerato positivo è capire e aiutare gli altri. Ovvio che per fare ciò si deve capire la propria persona e i propri problemi.
@ minurta:
Quello che sento dentro magari dipende dalla mia esperienza personale: sono nato in una famiglia in cui ogni componente ha messo al mondo figli e con tutte le difficoltà rimangono sempre la speranza del futuro.
@ Oracolo:
Per dolore intendo il dolore fisico e tangibile, impulsi dei nostri organi che vengono interpretati come dolore. Per sofferenza intendo gli impulsi che derivano dall’attaccamento emotivo o di altra natura per le persone o per le cose. Per esempio quando perdiamo una persona cara proviamo sofferenza che può arrivare a diventare dolore fisico. Per ignoranza intendo essere inconscienti del fatto che, per esempio nel caso della perdita di una persona cara, possiamo e dobbiamo morire oggi o un domani.
Il buddhismo è qualcosa di molto prezioso. Sono d’accordo sul fatto che molta parte degli insegnamenti buddhisti sono utili come antidolorifici ma c’è molto altro. Il primo passo è certamente alleviare il dolore e capirne l’origine però capire che persino la stessa realtà è un’illusione nessuno te lo può spiegare.
Mi dispiace se dilago nelle parole. Mi dicono sempre che sono strano, forse dovrei cominciare anche io a dire che tutti quanti che mi sembrano strani. Da piccolo cercavo sempre l’essenza delle cose. Ora che mi trovo davanti il tutto cerco risposte dove non ci sono domande e faccio domande dove non ci sono risposte.
Vivete la vita perché è tutto ciò che avete ma ancora per poco!
@Ariel
Grazie per la precisazione, ora ho capito cosa intendevi… debbo dire che è un modo di vedere le cose molto interessante e accattivante…
Fai bene inoltre a dilungarti nelle parole così eviti fraintendimenti e non curarti di coloro che ti giudicano per questo.
Per quanto riguarda il fatto di essere strano, penso che tutti lo siamo nei confronti degli altri, visto che tutti siamo diversi…
Inoltre, se tutti fossimo “normali”, sai che noia !!!(e qui qualcuno mi dovrebbe spiegare il significato della parola “normale” visto che secondo me una normalità oggettiva non esiste, ma esiste solo una normalità soggettiva…)
Apprezzo molto il tuo modo di vedere le cose, e sarebbe molto bello se al mondo ci fossero più persone “strane” che sanno ancora cosa vuol dire riflettere, e ci fossero meno persone “normali” che però stanno al mondo “solo per consumar dell’ossigeno” (come si dice dalle mie parti)
Grazie ancora per la tua precisazione Ariel 🙂
Oracolo
Ariel, scusa la mia ignoranza, ma se ricordo bene, il buddhismo prevede non avere alcun desiderio. Allora, finchè parliamo a livello filosofico, wow, è una storia affascinante, che prende parecchio: mi viene da associare questo all’immagine di un mendicate, che vive di sopravvivenza, di incontri e nulla più, e in questo ritrova la sua felicità..un pò come vivere per oggi senza pensare al domani..
Fantastico, molto bello!
Ma scendiamo un attimo alla realtà: come si fa a non avere desideri? Viviamo in una società che spona al consumismo, bramiamo l’amore, abbiamo sogni e ci costruiamo, consapevoli o meno, aspettative. Se tu mi dici che tutto questo tende all’inevitabile condanna per l’insoddisfazione, concordo pienamente. Ma io credo che sia impossibile non avere desideri, piccoli o grandi che siano.
Poi non mi quadra il discorso della reincarnazione, nè il raggiungimento del nirvana.
Perdonami, non vorrei offenderti con questi miei pensieri, ma io credo che la solidarietà dovrebbe essere un valore umano, intrinseco alla personalità, non penso necessiti di regole o filosofie. Insomma, o ti cresce e si alimenta costantemente dentro di te, o penso sia impossibile farlo nascere.. Anche se a guidarti è magari un maestro spirituale, se non parte da te, come tua spontanea iniziativa, per me vale ben poco..diventa un semplice aderire in quanto ammaliati da tale guida.. E’ un pò come quando ci innamoriamo, finiamo per farci piacere anche quello che nella nostra testa associamo a lui/lei e prima non lo avremmo nemmeno considerato se non disprezzato. Non so spiegarti bene quello che intendo, diciamo che io parteggio per la spontaneità dei comportamenti, nel bene e nel male..
@ The Dreamer:
Il buddhismo consiste degli insegnamenti del Buddha, niente di più. Nessuno ti obbliga ad aderire al buddhismo e sarebbe una cosa contraria agli insegnamenti del Buddha. Serve saggezza per comprendere profondamente gli insegnamenti.
Nessuno ti dice di non avere desideri ma devi essere cosciente del fatto che questo ti porterà sofferenza. Più siamo attaccati a delle persone, a degli oggetti, a delle emozioni e più soffriremo quando queste non ci saranno più. Niente è permanente in questa vita. In
Mi fa una strana impressione quando vedo persone che hanno paura della morte. Come si fa?
Vorrei farti capire che non penso così perché me l’ha insegnato qualcuno. Semplicemente mi sono ritrovato nei quattro immisurabili, che sono una specie di precetti fondamentali del buddhismo.
Ti starai chiedendo se sia una cosa simile a tante altre organizzazioni al mondo che predica l’amore verso il prossimo. Il buddhismo è molto particolare. Potrei stare giorni interi a spiegarti cose e cose ma sommariamente ti aiuta a capire cosa siamo, cosa pensiamo, come agiamo, essere coscienti del tutto.
Se non credi nell’incarnazione o in molte cose particolari questo non ha importanza. Un vero buddhista è una persona che attraverso la pratica coltiva una mente pulita capace di generare pensieri puliti e compassionevole verso tutti gli esseri senzienti.
Purtroppo non ho un maestro spirituale e vorrei tanto trovare tempo e un tempio buddhista per praticare in gruppo. Aiuta molto avere un maestro.
Infine, l’essere umano è materia. In questa materia risiede una coscienza. Questa coscienza puoi vederla come energia. I buddhisti la chiamano luce chiara. Quando muoriamo, questa energia non sparisce semplicemente. Una cosa che mi ha fatto sorridere è stato che anche la fisica quantistica condivide certi concetti con il buddhismo, una religione nata 2500 anni fa.
1) Ciao, ti prego di leggere attentamente, sono sicuro che ti interessa. comunque sul fatto che l’uomo è molto evoluto inteligentemente e tecnologicamente ti sbagli, solo gli scienziati lo sono o altre persone come noi, che sanno raggionare molto bene sulle cose, oggi ci sono persone che non hanno bisogno di creare e di inventare cose, visto che ci sono altre persone a farlo al posto loro, la gente si limita a fare stupidi lavori continui (senza usare inventiva) e a comprare tutto quello che hanno bisogno. l’uomo si stà evolvendo in peggio, nn usa più l’inventiva è il suo cervello stà diventando solo memoria e niente loggica, quindi praticamente prima o poi diventeremo delle speci di robot. come all’inizio l’uomo si è sviluppato inteligentemente per poter costruire e difendersi dalle altre speci, ora stiamo scendendo e stiamo sepre più rincoglionendo con tutte le minchiate a cui noi andiamo ogni giorno incontro e quindi tutti i segnali elettrici che arrivano al nostro povero cervello che ci fanno rincoglionire. Tutto ha senzo, in questo mondo ogni cosa ha senzo, tranne l’uomo, per mè l’uomo è solo un gigantesco errore della natua, mentre le altre speci agiscono sempre senzatamente ed ogni cosa che fanno per loro stessi e sepre per il bene della loro specie, l’uomo sa solo penzare a se e rovinare se stesso e gli altri. Alcuni dicono che gli animali sono anche più primitivi di noi per la mancanza di senzibilità e amore e perchè penzano solo a sestessi, ma si sbagliano, un amico può sempre tradirti o magari se ne frega di te mentre tu hai bisogno, un cane invece e sempre disponibile per te e fedele, io avevo un cane, e se non fosse per lui sarei morto! Stavo a mare col mio cane (Snupi) e con un mio caro amico, che conosco dall’infanzia (miglioreamico) e all’improvviso uno scualo bianco mi morde e mi trascina affondo per la gamba. Il mio amico preso dalla paura scappa verso la riva e si mette in salvo, mentre il mio cane (a cui non piaceva affatto l’acqua) si lancia subbito in acqua e morde lo scualo. Alla fine lo scualo mi lascia finalmente andare e se la prende col mio cane. Io mi metto in salvo, ma il mio cane ancora in acqua viene sbranato e io inpaurito mi limitavo solo a guardare. ero piccolo quando questo è successo e qualunque co...... di merda che mi va a dire che gli animali non hanno amore e senzibilità e penzano solo a sestessi io come minimo lo ucciderei. Solo l’uomo (viziato di merda) penza solo a se stesso e non ha senzibilità. (continua sotto)
2) Se un cane muore a chi gli inporta, tanto è solo un animale. (questo è un esempio della nostra senzibilita che ci rende dei crudeli assasini, ed egoisti UMANI DI MERDA). l’uomo non solo uccide la sua stessa specie, ma fa strage di animali e di altre specie provocandone quasi l’estinzione, e questo solo per soldi, e anche per soldi l’uomo uccide la sua stessa specie. gli animali quando cacciano, lo fanno solo per estremo bisogno di cibbo, e preferiscono muorire piutosto che uccidere un altro animale della stessa specie. Gli animali non sono affatto creature selvagge ed assasine, l’uomo invece pur di essere più felice fa di tutto, pure uccidere i suoi simili, ma se spesso non lo fa e solo per non andare contro alla polizia. Io non ho manco fede, solo per il fatto che la chiesa dice che gli animali sono fatti apposta per far mangiare noi e che dio ha il nostro aspetto MINCHIATE, lo diciamo solo a favore nostro, perchè siamo egoisti di merda. Un uomo è più preoccupato alle scarpe che si graffiano o al vestitino che si è sporcato piutosto che alle persone che muoiono ogni giorno e che soffrono la fame, si disperano per niente. Un uomo se si definisce un animale e gia un complimento, perche è cento volte peggio. Se gli scienziati sono cosi intelligenti rispetto agli animali secondo me e solo perchè noi siamo stati in questo mondo più tempo delle altre speci, quindi dovremmo essere molto più evoluti dopo tutta quella esperienza acquistata nel tempo, ma la società con tutte le minchiate inutili che ci mette in testa ci stà rovinando. io penzo di saper tutto su questo mondo solo con la loggica, ho teorie su tutto, poi quello che inparo a scquola sono solo nomi e parole inutili, a volte nel compito di fisica mi invento le formule in quel’ istante e poi il risultato mi viene giusto, ma ho 4 in fisica, solo perchè uso un diverso procedimento inventato da me, anche se è giusto, gli altri anno quasi tutti 6 o 7 solo perchè invecie di usare la loggica memorizzano semplicemente quello che gli viene detto. l’uomo arriverà a non avere più inventiva e farà solo quello che gli verrà detto e a memorizzare tutto come un computer, insomma diventeremo computer viventi continuando cosi e nn possiamo sempre aspettare che qualcuno inventi cose per noi. (continua sotto)
3) Tutti i grandi scienziati avevano brutti voti a scuola (soprattutto in italiano, antologia, storia e materie letterarie assolutamente inutili) un esempio e albertainstain, grande matematico/fisico (che è stato bocciato 3 volte ed in matematica aveva voti bassisimi). Il nostro DNA si evolverà nel tempo per adattarci al meglio nel mondo in cui viviamo, cioè con un cervello basato solo sulla memoria e su tutta la babbaria che ci inzegnano in questa schifo di società è aumentando di numero avremmo sempre più bisogno di animali per nutrirci e per gli anticorpi che ogni giorno estraiamo da loro e ci pigliamo per evitare malattie, La stupida gente che prende le medicine non solo in caso di malattie mortali, ma solo per prevenirle, o per stare più sicuri, quindi il nostro corpo riterrà sempre più inutile la produzione di anticorpi e il nostro DNA si evolvera in modo sempre peggiore, quindi un giorno non potremmo fare più a meno dei medicinali, e uccideremo sempre più animali, (ho stupida gente) non ti sei mai chiesto, tu che leggi, perchè gli animali non si ammalano mai e non rischiano malattie di nessun genere? Perchè il loro DNA si è evoluto nel tempo per resistere a tutto ciò che è dannoso per l’oro, tutti gli animali morti un tempo per malattie o per altre condizioni hanno reso col tempo il loro DNA sempre più perfetto, questa è l’evoluzione. Noi umani siamo solo dei schifosissimi parassiti, ed è un bene se ci estinguiamo, Io mi faccio schifo da solo ad appartenere a questa razza di bestie ignoranti e senza senzo, aveva raggione albertainstain a dire che la stupidità umana non ha un fine. e con questo concludo prima di scocciarti. ciao