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La rivoluzione culturale

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11 commenti

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  1. 11
    Francesco LG -

    Caro Filippo, è indubbio che ogni soluzione può risultare la più efficace. Già è tanto che ne stiamo parlando pur non conoscendoci personalmente. Questa è un’altra grande conquista dell’epoca moderna. Io modestamente ritengo, come ho scritto nel mio articolo, che il semplice cambio di classe dirigente – sperando che esso avvenga e nel milgiore dei modi – non può risolvere la situazione. Semplicemente perchè fintanto che la società civile non sarà matura e forte, il potere politico – specie quello corrotto – ne approfitterà, e le cos enon cambieranno. Ora, questa maturazione della società civile è una cosa che avviene di colpo? Con una rivoluzione anche se di carattere culturale? Certamente no. Una società civile, come tu puoi insegnarmi viste le esperienze, matura nel corso di anni, di decenni, di secoli. La mia convinzione però è quella che oggi, viste le particolari combinazioni di condizioni, la generazioni di giovani alla quale appartengo, possa, se davvero lo vuole, dare il colpo di grazia alla questione meridionale. Per far sì che questo avvenga ho pensato ad una rivoluzione culturale, l’unica forma di agire collettivo che sia non solo compatibile con una democrazia moderna, perchè di carattere pacifico e civile, ma anche l’unica efficace e possibile, in quanto non mette a rischio nessuno personalmente ma tutti collettivamente. Non sò fino a che punto, caro Filippo, l’astensione dal voto possa essere una soluzione efficace. Si può astenere dal voto chi è stato minacciato dalla ‘ndrangheta di andare a votare e magari di fotografare il proprio voto? E’ difficile. Ma non escludo che ( nel contesto di una riuvoluzinoe culturale) possa essere un ulteriore grande segnale di cambiamento. Una rivoluzione culturale che riesca a fondere episodiche buone azioni di stampo cattolico e grande dedizione al proprio lavoro e alla propria condotta di vita di stampo protestante.
    Ps: sono stato a Tropea, caro Filippo, al residence l’Olivara due anni fa, e mi son reso conto che, non solo Tropea è bellissima come si dice, ma che gli altri 800 km di costa calabrese non hanno nulla da invidiare a Tropea. E’ vero, i soldi arrivati per la depurazione delle acque (80 milioni di euro mi pare) se li son rubati le consorterie di politici corrotti e mascalzoni, ma è anche vero, caro Filippo, che noi cittadini non disdegnamo di costruire le nostre case sulla spiaggia abusivamente, di allacciarci alle condotte dell’acqua magari senza contatore e quindi senza pagarla, ecc.. Non disdegnamo di lasciare sporca la spiaggia, ecc. Insomma cogliamo l’occasione di questo delicato momento storico e dimostriamo a tutti, prima a noi stessi, che il Sud Italia non è nè un inferno, nè una pattumiera, ma un territorio fatto di gente che è stanca di soffrire e che è pronta a fare la sua parte per un reale e definitivo cambiamento.

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