La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
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Naty son d accordo con te….Se uno lascia che lasci deciso..senza se o ma…Stop..fine,non ci sentiamo,non mi rispondi ai msg perchè sennò mi illudi,dovresti scomparire dalla mia vita…poi forse saremo amici dopo molto tempo chissà…ma sse ei sicuro di lasciare…Fallo e basta…Le cose sarebbero mooto più facile…il problema è che la vita non è per nulla facile..
Ehehehehe, ELENA… Psicopatica? Sì, magari anche, ma meglio psicopatica sola che psicopaticoaccompagnata allora, scusa. 🙂
Scherzi a parte: a uno un po’ fuori di testa devi lasciar dire e credere tutto quello che vuole, purché se ne vada ahahaahha…
RAFFI, ho letto un po’ la tua storia… Ma vedi, penso che si debba, nonostante io stessa ho detto (chiaro, si scrive, si è sintetici e anche riduttivi per forza) che meglio evitare, se si chiude, ecc. Che si debba valutare da caso a caso. Per esempio, nel tuo caso mi pare di avere capito che la ragazza sia abbastanza giovane… E che ancora, in generale, non se la senta di avere un rapporto molto impegnativo, di quasi convivenza, ecc. Insomma, un conto è una donna di 33 anni, che è stata cinque anni con uno in un continuo tira molla molla tira, e cose pesanti tipo un aborto (insomma, facciamola corta: lei da questo tizio non ci ha cavato/cava/caverà altro che problemi), e un conto è una ragazza giovane, che per dire, magari era alla prima vera storia importante, chiaro che allora si manca più di esperienza anche per una chiusura come, almeno secondo me, per esperienza, dovrebbe essere quando si è più maturi ed esperti. Ossia: un taglio netto. Anche perché si dà un valore diverso al tempo e alle energie che si spendono (o perdono e basta…): il tempo non lo voglio buttare e nemmeno voglio farlo buttare a un altro. Ergo, secondo me, una di 33 anni, a uno come NICK che ne ha 40, dovrebbe essere in grado di dire: in realtà mi sono sbagliata, non ti amavo, non tornerò più con te, non aspettare che io torni, non perdere il tuo tempo. Cose così. Dell’ex, ripeto, nun ce ne po fregà de meno. Lei, a 33 anni, deve prendersi le sue responsabilità verso NICK, con cui stava fino all’altro ieri. Che poi abbia meditato sul suo ex, che la causa sia stato lui? Può essere, come no, ma in fondo, quelle sì, sono cose sue. Però, in generale, se uno non si esercita MAI a prendersi le responsabilità dei suoi sentimenti, come di non-sentimenti (legittimo: mica si ama per forza…), temo che avrà poco da stare con qualcuno… Insomma, si parte da lì. E infatti qua stiamo a parlare, perennemente, quasi, di confusi, o eterni confusi. Che noia, che barba… Oggi mi sento molto Sandra Mondaini… Che noia, che barba ehhehe!
Leggendo le lettere mi rendo conto che ogni storia si somiglia.Premetto che ho 50 anni,sono separato ed ho due figli maggiorenni.Tre anni fa incontro una ragazza che oggi ha 34 anni, ci innamoriamo ed iniziamo una storia.Il problema principale e’ la distanza ,lei abita a Verona ed io a Varese.Comunque ci si vede almeno una volta la settimana, poiche’ per lavoro sono spesso in Veneto.Dopo un anno e mezzo prima crisi, lei mi dice che non mi ama piu’ che sono troppo attaccato ai miei figli e che lei vuole un futuro ed una famiglia.
Dopo un mese di sofferenza atroce da parte mia riesco a strapparle una cena e ci rimettiamo insieme,ed il giorno dopo mi scarica di nuovo .Dopo tre giorni mi chiama chiedendomi scusa e dicendomi che non vive senza di me.Le faccio delle promesse e ricominciamo.Dopo qualche mese di buona intesa lei perde il lavoro e in un anno cambia 4 posti da precaria.Smette di fumare consigliata da me ed entra in crisi, inizia a farneticare che vuole un figlio, che le amiche le dicono che con me non avra’ futuro e iniziamo un tiramolla sia a causa delle mie perplessita’ e della sua aggressivita’ e acidita’.Un mese fa ,dopo l’ennesima aggressione verbale,prendo esco da casa sua e me ne vado.Mi cerca dopo qualche giorno e mi dice di scusarla, di perdonarla, e che tra noi esiste un sentimento fortissimo e solo le incmprensioni lo logorano.Torno da lei,la perdono.Dopo una settimana esce con le amiche e mi telefona lapidaria, dicendomi che con me e’ tempo persoe e che anche se mi ama vuole farsi la sua vita. Corro da lei, facciamo una serata fantastica, amore e sesso bellissimo, lei dice che io sono l’uomo della sua vita e che sono il suo chiodo fisso.
10 giorni fa dovevamo uscire a cena, vado a casa sua e scontrosa e cattiva mi accoglie con un “NON TI AMO PIU’, NON PROVO PIU’ IL TRASPORTO DI QUALCHE TEMPO FA, TU NON HAI SAPUTO TENERE VIVO IL MIO AMORE” .Sconvolto ritorno a casa , e dpomezz’ora mi arriva un sms dove si diceva preoccupata nel vedermi sconvolto e che temeva per la mia vita.
Da allora l’ho cercata e le ho detto che soffro come una bestia, e le sue risposte sono lapidarie e secche.Mi dice che ho rovinato tutto io e che ho fatto appassire l’amore.Non c’e’ un altro e sono sicuro, ma sono anche sicuro che questa persona ha instabilita’ mentale e seri problemi caratteriali.Aggiungo che per almeno 10 anni ha abusato di Hascish e di cocaina, fino a quando ha conosciuto me ed ha smesso.Tornera’???sto molto male,nonostante tutto Ambrogio
Naty….non ho mai detto la nostra età…..In realtà lei ha 38 anni,sono io più giovane….Lei ha avuto una storia durata 3 anni finita oramai da 2 anni e mezzo…che però le ha lasciato il vuoto dentro…dovevano andarea convivere….è una persona molto sensibile….e pur avendomi detto molte volte che nn torerebbe indietro…i segni di quella storia gli sono rimasti dentro…Ha paura di non provare più emozioni…quest anno insieme l abbiamo vissuto molto intensamente,forse troppo,forse non era pronta…
RAFFI: sì, però, vedi, quando una persona si ritrova nella condizioni di scegliere se staccare o no la spina per un’altra l’altra persona non è in grado di scegliere o di esprimere una scelta. Non può veramente. e quindi ci si ritrova a prendersi la responsabilità veramente per un’altra persona che non è oggettivamente in grado in quel momento.
Mentre nel caso di un rapporto l’altro sente, pensa, e parla. Anche se a noi fa più “comodo” pensare che sia stato rapito dagli alieni o che in quel momento sia incapace di intendere e di volere. E di solito ci fa “comodo” (metto tra virgolette perché comodo non è, intendo dire che ste situazioni son scomode e fannno male, ovviamente) soprattutto se intende e vuole ma qualcosa che non va d’accordo con ciò che vogliamo e sentiamo noi.
dici: @è vero lei non mi ha detto di aspettarla…”è una responsabilità che non voglio avere”…e su questo la posso capire…dopotutto neanche lei sa di quanto tempo avrà bisogno…e se è solo questione di tempo…
tu puoi capire che lei se ne lavi le mani sul vostro rapporto dicendo che non vuole la responsabilità di dire come, quando, ecc.
dici che è giusto. Diciamo allora che è giusto nel senso che appunto una persona può decidere assolutamente di recidere un rapporto e di dire: io in questo momento non voglio un impegno, non voglio rendere conto ad altri dei miei stati d’animo.
Brutto per chi lo subisce, ma sì, ci sta.
Il fatto è che tu in questo suo: non voglio la responsabilità su di te e noi non leggi quello che è, ma leggi:
poiché io non sono in grado di amare e non voglio prendermi responsabilità prenditele tu anche per me perché io sono incapace di intendere e di volere ma in realtà se fossi in grado di amare come tu intendi l’amore io amerei te…
Ora, lo ha detto?
Mettiamo anche che lo abbia detto, ma non vuol dire un cazz. Vuol dire: io mi faccio i c.... miei, perché ho bisogno di farmeli (sacrosanto), ma tu sei un caro ragazzo che, guarda, se non fosse che in questo momento sento il bisogno di farmi i c.... miei ci farei un pensierino.
Lo so che sono brutale, ma non è questione di parte emotiva e parte razionale, non soltanto. Intendo dire che una parte emotiva è anche quella che ci fa sentire male se ci arriva un pianoforte su un piede che vola giù dal secondo piano. Ma se noi neghiamo quella parte emotiva e decidiamo sentire solo quella nostra (fatta anche di aspettative) che ci dice di prenderci la responsabilità anche per quel poverino che lancia i pianoforti dal
secondo piano, ma non andiamo al pronto soccorso a vedere se ci siamo fratturati un piede, non stiamo scegliendo tra razionale ed emotivo, ma non stiamo ascoltando tutto quello che ci dice la nostra emotività.
Il tuo istinto può dirti cose che noi non siamo (veramente) in grado di capire, ma quello che tu chiami istinto si chiama anche: non accetto che sia finita.
ho delle aspettative su questo rapporto e anche se lei mi dice di no io intendo lottare comunque, anche a costo di farmi un sacco male, per portarla a vedere le cose COME VOGLIO IO.
se tu intendi coltivare comunque le tue speranze e corteggiarla comunque e accettare di prendere il volante di tutte le responsabilità anche nel momento in cui lei dice che non vuole prendersene nessuna, tu sai e devi fare quello che vuoi.
Ma il discorso è che, di base, tu non sei paziente perché speri che lei guarisca per se stessa da questa sua incapacità di amare, ma lo sei fondamentalmente perché vuoi che lei ami te. proprio te.
Naturale, mi dirai.
Naturale sì, ma il fatto è che mentre tu metti in qualche modo avanti i suoi bisogni (capisco che ha bisogno di questo e di quello) in realtà è forse perché il tuo bisogno che le cose vadano in un certo modo viene prima di tutto. anche delle cose che oggettivamente lei ti sta dicendo. anche del fatto che lei ti abbia ripetuto, dopo un mese o quello che era di pausa: io sono stata meglio così.
Mi ripeto, Raffi, le persone possono stare in crisi anni e poi tornare, è vero, può succedere. Ma quello che dicono quando sono in crisi lo pensano, in quel momento lo pensano davvero, non hanno un ventriloquo che parla al loro posto. E se non li ascoltiamo veramente è come se fosse un dialogo con il sordo, ma il sordo non è la persona in crisi, non soltanto almeno, ma anche noi.
“Io non ti amo” (massì, tanto non sa quello che dice)
“Io voglio stare da solo/a” (non è vero, ma non lo sa)
Sai cosa sveglia a volte (ho detto a volte) le persone in crisi? quando gli altri, invece di fare gli psicologi e gli infermieri, ridiventano umani, non arroganti o ricattatori, ma semplicemente si rimettono in una posizione di parità, in cui anche se l’altro è in crisi comunque risponde delle sue parole e azioni.
Allora la persona in crisi esce magari dal suo egocentrismo e si accorge che, mentre lui è in crisi, il mondo comunque si muove.
Non è detto che tornino da te, così, le persone in crisi, ma magari hanno una spinta in più per tornare in loro.
LUNA: mi fanno riflettere molto le tue parole…..ed oggettivamente sono in una situazione “pericolosa”dove posso confondere le mie aspettative,le mie speranza…con la realtà dei fatti…Molto spesso non non so dove sbattere la testa,non so cosa fare,cosa pensare…..quale è la realtà?!?!quello che mi ha detto o quello che non ha detto?!a me guardandola negli occhi mi sembra di aver capito determinate cose…non mi sono mai sbagliato nei suoi confronti…mai.IL mio istinto sbaglia ora oppure dice il vero?! A chi devo dare ragione?!?!Mi sto solo illudendo o seguo davvero qualcosa di concreto?!?!domande senza risposta……risposte che avrei tanto bisogno di avere…..mi basterebbe una piccola certezza….o forse ce l ho di già…
RAFFI:
una realtà ce l’hai sotto gli occhi, direi, sicuramente.
E cioè il fatto che questo rapporto, in qualsiasi fase sia, ti costringe a dire questo:
@Molto spesso non non so dove sbattere la testa,non so cosa fare,cosa pensare…..quale è la realtà?!?!quello che mi ha detto o quello che non ha detto?
Ti costringe cioè a domandarti quale sia il confine tra realtà e ipotesi, detto e non detto.
E già questa cosa non va bene.
Te ne rendi conto?
Che lei sia sfuggente e incoerente nel dire e dimostrare le cose o che lei sia molto chiara, ma tu non vuoi prendere le cose semplicemente per quello che sono comunque nel momento in cui viviamo un rapporto noi dovremmo sentirci in grado di vedere degli elementi da cui fare le nostre considerazioni.
Quindi in entrambi in casi questo rapporto è per te, cheché tu ne dica, una forte dose di ansia.
Fino a dubitare delle tue percezioni.
Come si è detto precedentemente detto, è possibile che noi non vogliamo prendere la realtà per quella che è perché ci fa male.
Oppure può darsi che l’altra persona, con la sua incoerenza reale, ci confonda, ma in entrambi in casi allora andiamo a cercare cosa potrebbe stare sotto, ma vivere di condizionali in modo costante, seppure per un periodo breve (ma il tuo non è già più breve) ci fa malissimo. Ci manda in tilt il cervello, perché il cervello umano vive anche di ipotesi, ma soprattutto di dati da elaborare.
Se piove e sento la pioggia mi dico: che faccio prendo l’ombrello? Prendo l’ombrello oppure no, ma comunque opero una scelta.
Se invece stessi tutto il giorno a dirmi prendo l’ombrello o no… diventerei “deficiente” (passami la parola) o comunque sprecherei un’infinità di energie non risolvendo il problema, ma tenendo un file mentale costantemente aperto. Al contempo potrei bagnarmi, mentre ancora non mi decido, oppure persino restare fermo sulla porta tutto il giorno preso dal mio dilemma.
Lo stesso vale per un discorso come: piove, ma se smettesse di piovere io…
Ok, ma sta piovendo. Si può certamente dire: piove, ma se smette di piovere andrò a farmi una gita. Ma non è che stai fermo sulla porta finché non smette non potendo sapere se e quando smetterà. Magari tra 6 mesi se è la stagione delle piogge. Ma mettiamo il caso ancora peggiore: piove… o no? vedo la pioggia scendere ma non sono certo della mia percezione. Forse è la tipa del piano di sopra che sta mettendo ad asciugare il bucato. E’ vero, dall’altra parte della strada piove anche… però forse anche lì
c’è gente che stende il bucato. Oppure, anche se sento la pioggia sulla mia pelle, poiché la pioggia non mi piace, forse magari in realtà non piove, ma io sto sudando molto.
Vedo anche la locandina del quotidiano locale, lì, all’edicola fuori dal portone: periodo di fortissime precipitazioni.
Ma… secondo me no. Secondo me l’hanno scritto, ma forse volevano dire che in realtà non è così. Forse chi ha scritto la locandina non sa cosa sia veramente la pioggia. Forse non capisce quanto sarebbe bello se ci fosse il sole. Magari ora lo chiamo e glielo spiego.
Ah, non mi risponde. Mi dicono che non vuole parlare con me. Ma forse vuole, solo che in realtà non se ne rende veramente conto.
Allora provo a chiedere alla signora del piano di sopra se per caso sta mettendo ad asciugare il bucato, così magari capisco se è lei o piove davvero. Lei non mi apre la porta. Poi finalmente mi apre. Io le faccio la mia domanda, lei mi sorride, e mi offre una torta di mele. Ma continua a non rispondere alla mia precisa domanda.
Signora, mi scusi, ma lei sta stendendo il bucato?
Lei mi dice: io non posso prendermi nessuna responsabilità.
Sì, ho capito, ma le ho chiesto se sta stendendo il bucato.
Lei mi dice: sa che sto facendo una torta di mele?
Mi offre una fetta di torta di mele e mi sorride quindi anche se non mi risponde forse in realtà però vorrebbe solo che non sa dire: sì, sto stendendo il bucato.
Non è colpa sua. Sa dire tutte le altre cose ma rispondere alla mia domanda no. Voglio dire, può succedere, no?
Alla fine quando sto per uscire lei finalmente mi dice: no, non sto stendendo il bucato.
Io le chiedo: lei è proprio sicura che non sta stendendo il bucato?
Sì, mi dice.
Io però non sono del tutto convinto. In fondo mi ha offerto una torta di mele.
Esco e scendo le scale, arrivo di nuovo al portone.
Lei ha detto così, quindi forse quella che cade è pioggia…
Però non sono mica sicuro.
Non potrebbe essere un idrante?
O magari king kong sta facendo la pipì. O forse è la signora del piano di sopra che sta tentando di dirmi qualcosa. Intanto piove… Scusa, Raffi, per questo delirio… ma era per dirti come possiamo incastrarci nei condizionali. Di base io credo che le persone dovrebbero mettersi reciprocamente nella condizione di non dover diventare deficienti per capire un sottotesto, e persino avere il dubbio che non esista.
Luna: sei stata geniale in quello che hai detto…..mi hai fatto sorridere e allo stesso tempo ho paura…..sono davvero in quella situazione?!?!davvero non mi accorgo se piove o qualcuno sta stendendo i panni?! Sarà che oggi è una giornata no…e quindi vedo tutto nero,non sono sicuro di nulla,ne di quello che ho provato o creduto di provare….non è facile vivere in un mondo pieno di se e di ma…che forse ho costruito io…..ma se uno di quei Se o Ma esistesse davvero?!?!sono pronto a non crederci?! Alle volte credo,che durante quella passeggiata con lei,qnd le ho detto quelle cose e lei nn ha risp…penso di aver fatto un patto con lei senza dire nulla…..ora è così non possiamo chiedere altro dal nostro rapporto..ne tempo ne parole…..silenzio assenso….un altra immagine creata dalla mia testa?!?!?! Mj faccio troppi pensieri…dovrei essere come i miei amici,preferiscono lasciare standoci male…ma non mettere mai se stessi in secondo piano…..non aspettano mai……non si se loro si perdono qualcosa o sono io che lo faccio