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La fine improvvisa di un amore

di Loredana
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14.073 commenti

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  • 11121
    elena -

    CONSIDERAZIONI FUORI

    Purché le orchidee non tolgano ai semplici la consolazione della cicoria .
    Oggi è proprio la condizione che abbiamo identificato con la povertà (l’accontentarsi di poco) a risultare fuori moda e fuori tempo, per il motivo semplice che il “poco” non esiste più. E questa è forse la principale nota caratteristica della “carestia” che sta colpendo l’Occidente, la parte del mondo che fino a qualche anno fa definivamo ricco e sviluppato. E in effetti lo è ancora: manifestazioni indecorose di opulenza si accompagnano ai segnali inquietanti dell’incertezza e della crisi.
    Siamo totalmente schiavi del sistema: dipendiamo dal mercato, dal rifornimento di materie prime e da ogni tipo di servizio. C’è stato un tempo in cui ci venivano forniti a prezzi ragionevoli, poi, dopo l’assuefazione un po’ tossica e la conseguente dipendenza, la musica è cambiata e vivere ci è diventato “economicamente insostenibile”.
    Ci hanno spogliato delle capacità e delle conoscenze che ci consentivano di mantenere una autonomia economica familiare, per quanto minima.
    Nessuno sa più tessere, farsi un vestito, aggiustare un tubo rotto, riparare una bicicletta, attaccare un bottone, allevare una gallina senza ricorrere al veterinario. Siamo italiani e sappiamo ancora cucinare, operazione che in altri paesi si è ridotta alla brutalità di un precotto infilato nel forno microonde. Le nostre terre sono state abbandonate alle ortiche, e ogni proprietario si è ridotto in cuor suo a sperare di poterle vendere approfittando di un piano regolatore favorevole. Non sappiamo piantare e coltivare alberi da frutto, riconoscere tra le piante selvatiche quelle commestibili, imbiancare una cucina, accudire un malato, non sappiamo fare più niente di niente. Intanto il costo dei servizi e delle materie prime lievita e noi non siamo più nelle condizioni di poterne fare a meno: mezzi di trasporto, riscaldamento, metano, petrolio, acqua, assistenza sanitaria dissanguano le nostre finanze.
    Ci hanno detto che lavorare fuori casa, per uomini e donne, è meglio e ora le nostre madri trascorrono una vecchiaia tristissima in qualche casa di riposo. Ci arrabattiamo anche per loro perché anche la retta dell’ospizio lievita. Come lievita il costo dell’idraulico e del falegname, perché tutti hanno bisogno di guadagnare e il giusto prezzo viene fissato sempre troppo in alto rispetto alle nostre possibilità.
    La vita è stressante, il lavoro manca, i salari non crescono ma i prezzi sì, non c’è più niente a buon mercato e non c’è modo di aggirare o di saltare il mercato. E se restringiamo i consumi per un senso di economia domestica (quello che ci è rimasto ) è l’economia generale a risentirne. Se risparmiamo l’economia va peggio, la disoccupazione aumenta e via. I supermercati non hanno più gli scaffali di un tempo, debordanti di merci come mammelle gonfie di latte. Ci attende la lotta per la sopravvivenza: Europa e Cina, nord e sud, impiegati e operai, ricchi e indigenti…e che altro

  • 11122
    elena -

    ….continua

    Stanno aumentandoi i suicidi motivati da problemi finanziari, e non solo tra i poveri ma anche tra gli imprenditori che vedono la piccola ditta mangiata da una concorrenza sleale, dai debiti. Vivere non è più sostenibile, questa è l’epoca della non sostenibilità.
    Quanto dovremo pagare?

  • 11123
    LUNA -

    FIORDALISO: certo che capisco. Il punto è però che da un lato anche la rabbia ha un senso, una ragione ed è funzionale è sano dirottarsela addosso o su chi o ciò che non c’entra? Stai ammettendo/usando la rabbia che provi verso lui, la frustrazione che senti causata da lui per ascoltarti davvero? Dici che le parole di valinda (ho capito) ti hanno fatto effetto perché ‘lui faceva il figo’. Lui. Un po’ come dire: mi fa male se parlate di pioggia e me la prendo con chi penso la stia nominando però al contempo mi dico che stare sotto un diluvio non era poi così male. Io capisco che stai male. Però penso anche che se l’empatia ti fa bene per quanto hai l’impressione che non si possa capire la tua disperazione, confusione, ansia, frustrazione è sano, oltre che corretto, che ti si dica ‘non faccio da pungiball perché è un’altra persona che ti ha fatto male’

  • 11124
    luna -

    ps: è sano e corretto per chi mette il giusto paletto, per sè, quando l’atteggiamento di confronto non è assertivo. Ma lo è anche per chi, magari, si ritrova a centrare la vera origine della rabbia, frustrazione, senso di spaesamento etc. – andrea parla di un generico modo di pensare delle donne, ma è con una donna in particolare, la sua ex, sa lui perché, che ce l’ha. Che la veda come un angelo, un angelo caduto in volo, un “demone”, una persona superficiale o quel che lui ovviamente pensa o sa. Quel che io so, per me, è che sento, ragiono, mi trovo in accordo o disaccordo non certo in base ad una generica ‘donnità”. Se poi per lui è più comodo o in qualche modo utile vederla in un certo modo…

  • 11125
    andrea -

    x luna,fiordaliso,valida

    Allora forse sarò stato un pò duro sicuramente avete capito che non mi trovo in una posizione positiva..chiedo scusa per le parole dure che ho utilizzato effettivamente non conosco le vostre esperienze e il vostro vissuto, non posso giudicare solo da un post in un forum..sono 4 mesi e passa che è finita la mia storia e che sono al punto di partenza..la mia storia non è lunga come quella di luna..ma come ha detto giustamente qualcuna in qst forum, non ricordo chi, ha sottolineato il fatto che la lunghezza della storia non è indice del livello del sentimento..io ho 24 anni e pensavo di aver trovato la donna della mia vita; dopo tante esperienze mi sono deciso di mettermi in gioco per l’ultima volta..purtroppo non pensavo che l’evolversi di questa storia sarebbe andata di pari passo con una crisi personale..infatti la delusione d’amore adesso è accompagnata da depressione profonda..sono 4 mesi che esco solamente per fare sport e andare in palestra per non pensare..i pensieri di morte mi tormentano..io ho 24 anni, sono sempre stato un ragazzo allegro e con la voglia di vivere..con un sacco di amici e tante esperienze di vita,sportivo infatti giocavo a calcio anche a buoni livelli..bel ragazzo..e la cosa più tragica che sono anche un ottimo studente..io infatti faccio medicina e chirurgia avevo ottimi voti..da 4 mesi ho mollato tutto sono uno straccio nessuno mi riconosce più molti amici li sto perdendo..quando sento parlare di flirt e robe varie mi irrito ma non è colpa vostra come o detto non conosco le vostre storie e non posso giudicare..io avrei la possibilità di avere altre donne ma non lo faccio..il mio amore per lei è tutto mi ha distrutto..non pensavo di crollare cosi..per me è difficile andare avanti la voglia di morire è grande..ma ripeto la delusione d’amore è solo una goccia che ha fatto traboccare il vaso di una situazione psicologica già al limite..lei mi ha detto che non ha un altro però ci credo poco..ho fatto di tutto per riconquistarla..poi grazie anche ai consigli su qst forum ho capito che l’unico modo è non farsi più sentire e sparire..hanno utilizzato parole dure nei miei confronti..all’inizio non capivo e non accettavo ma adesso so che funzionano di più consigli così duri che semplici e inutili parole di conforto..non so come andrà a finire la sofferenza è tanta..le avevo detto anche di non abbandonarmi in un momento così difficile..invece…….

  • 11126
    fiordaliso -

    ANDREA la sofferenza è tanta, è difficile e complicato. Io da 3 mesi non lo sento più e non lo vedo più. e mi fa male pensare questo ogni giorno, pensare ai giorni e ai mesi che trascorrono senza di lui. anche io ero a buon punto con gli studi, ma ora ho mollato tutto. mi immaginavo il giorno della mia laurea con lui al mio fianco, fiero e orgoglioso di me, invece, adesso non so nemmeno se riuscirò a prendermela la laurea.
    mi ha abbandonata, non ha lottato x me come io invece ho fatto per lui, non ha alzato un dito per rimediare. e ancora oggi io spero con tutto il mio cuore che non si faccia rivedere, che non si faccia risentire perchè non so quale reazione potrei avere, e allo stesso tempo una piccolissima parte di me vorrebbe che tornasse, forse per far passare un pò di dolore…forse parlo cosi perchè questo distacco è avvenuto da un giorno all’altro, improvvisamente. da un giorno all’altro, mi sono sentita togliere una parte di me. ora mi sento tremendamente sola, non ho più voglia di far nulla. se tu dici che stai perdendo gli amici, stai facendo un grosso errore. gli amici (quelli veri però) ti aiutano ad andare avanti. per me è cosi. mi distraggono e mi fanno ridere…Andrea, la vita DEVE continuare e credimi che te lo sto scrivendo con le lacrime agli occhi, perchè a parole siamo tutti bravi. la mia vita, come probabilmente la tua, adesso è incasinata al massimo e non si pensa ad altro che alla persona perduta. Però dentro di te devi dirti che ce la puoi fare, che se qualcosa in quel rapporto si è rotto irreparabilmente, bisogna prenderne atto e cercare, col tempo di farsene una ragione. Nel mio di rapporto almeno, è successo questo…è andato tutto in mille pezzi, e vorrei tanto raccoglierli uno per uno e rimettere tutto insieme..Potrei, ma rimarrebbero comunque i segni. Io come te, ora sto cercando di accettare le cose come stanno, ma è davvero difficile. Perchè ancora non mi sono rassegnata, non riesco a farmene una ragione e a darmi pace..Bisogna sforzarsi ogni giorno di superare quel dolore e quel tormento.

  • 11127
    LUNA -

    ANDREA: ciao, mi dispiace che stai male e comprendo il tuo stato d’animo, per quello che posso, molto più di quanto credi. E lo stesso dico a Fiordaliso.
    Anche perché, anche nel mio caso, lo stato di “abbattimento” è stato sicuramente causato dalla questione amore, ma in un contesto in cui anche altre cose e situazioni (attraversavo anche un lutto personale vicinissimo, la perdita di un amico, problemi di salute di un famigliare, problemi miei di salute, problemi logistici inerenti alla casa ecc ecc) rendevano tutto più difficile e me (anche se normalmente sono molto corazzata riguardo lo stress e sono di animo ottimista e positivo) più esposta e provata.
    Qui non abbiamo mai “sindacato” sulla durata di un amore e sulla sua intensità emotiva da parte di chi scrive, nè su quanto una persona che vive un lutto amoroso possa essere sconvolta, confusa, turbata anche a livello esistenziale. Anche perché i sintomi di un trauma amoroso, e anche le fasi, sono quasi sempre uguali, anche se possono avere una maggiore o minore intensità, essere vissuti in maniera più o meno invasiva (anche perché appunto molto dipende anche dal contesto personale e dal modo di vedere se stessi e la vita su cui si innesta la delusione) e avere una maggiore o minore durata. Non vorrei che tu leggessi in questo una “freddezza” nell’affrontare la cosa. Non è assolutamente così, ma è vero che si attraversano purtroppo diverse fasi, pesanti, e che non resta che cercare di affrontare il più possibile al meglio e cercando di tenersi su e preservare se stessi. Cosa che, è ovvio, tanto più si sta male e più risulta difficile o può sembrare persino impossibile, e si ha l’impressione che il dolore non finirà mai.
    Però credo sia anche importante considerare (e tu nel tuo post lo hai comunque fatto) che è vero che parliamo di amore e di dolore connesso al male d’amore, ma che entrano in gioco molti altri fattori quando una persona ha la sensazione di andare giù a picco come descrivi tu o come descrivono molte persone in queste pagine.
    E’ vero che la durata di una storia è relativa perché ciò che conta è l’importanza che le abbiamo dato, il senso di fregatura e delusione che possiamo provare, le aspettative emotive e non solo che sono andate disattese, il fatto che se una persona ci sembra rivelarsi totalmente diversa finiamo con l’avere un effetto rimbalzo anche sul nostro senso di identità ecc.
    Quello che posso dire non è che non si può soffrire per una storia più breve o più in giovane età (non soffriamo o ci sconvolge qualcosa in base ad uno schema preciso, ma in base a come noi stiamo vivendo la cosa, e in base all’effetto che ci fa… in tal senso, anche, non possiamo giudicare l’emotività altrui), anche perché è possibile che in una storia breve una persona investa moltissimo e non solo in termini emotivi. Una storia più lunga da un certo punto di vista, oggettivo, può “concatenarsi” in maniera ancora più forte con l’esistenza in genere e con delle scelte di vita. Intendo dire,

  • 11128
    LUNA -

    che è oggettivo che se ho passato gli ultimi dieci, venti, trenta anni con una persona e con quella persona ho investito emotività, scelte, immagine di me e della mia idea di cosa siano i rapporti, ho modulato anche la mia vita per 10, 20, 30 anni in base ad un certo tipo di “NOI” e il credere che avesse un senso profondo la fine di una storia può avere delle ripercussioni ancora più potenti sul nostro senso di identità e anche che è possibile che il rimboccarci le maniche per ricominciare una nuova vita può essere ancora più cazzuto dal punto di vista logistico, economico… che non è questione di essere materialisti parlarne, è che anche queste cose si riflettono sulla quantità di problemi che una persona (anche a livello emotivo, quindi) può trovarsi ad affrontare nel voltare pagina, e in generale nel lottare (positivamente) per avere una qualità di vita soddisfacente, da ogni punto di vista. Ciò detto è chiaro che c’è anche chi se ne esce da una storia di 30 anni e pare che volti pagina senza battere ciglio, rinnegando anche la sua vita precedente, e c’è chi si ritrova con la vita scassata nelle fondamenta per una storia breve. Chi deve riprendere una sua sana identità e individualità, chi mentre ha perso la fiducia, l’energia, e si sente scombussolato e deluso l’ha sempre molto dura. Perché, probabilmente, prima ancora che con l’altra persona, oggetto dei suoi sentimenti e valori che sente frustrati, feriti, e con il mondo che sembra talvolta rappresentare la caduta di quei valori, sta litigando con se stesso.
    Tutto ciò per premettere che non ti porto la mia esperienza per dire: ho sofferto di più io… (non esiste un “soffriomentro” e non avrebbe neanche senso) ma per dirti che comprendo come ti senti, e che penso che, per quanto sentirti così possa anche spaventarti non ti resta purtroppo che continuare a fare tutto il possibile per prenderti cura di te e cercare di stare meglio possibile, anche quando hai l’impressione che niente serva. Il possibile per fare pace con te. E anche per trarre (so che sembrano parole del cavolo ora magari) il meglio possibile da un’esperienza negativa. Per andare avanti più sereno, non meno. Il bivio può sembrare spaventoso, ma chiunque ha provato gli stati d’animo che descrivi con il senno di poi si sente più sereno quando comprende che è riuscito a salvare se stesso dall’idea che TUTTO dovesse essere rivisto. Ha da passa’ nuttata, come si dice… ma il modo in cui, pur accettando le nostre paure e debolezze, viviamo la nottata comunque secondo me una differenza la fa.
    Essere duri con se stessi quando avremmo bisogno di tenderci la mano da soli bene non ci fa (seppure possiamo avere anche bisogno in certi momenti di litigare con noi per fare pace), ed essere duri con gli altri quando gli altri sono in atteggiamento di apertura nei nostri confronti nemmeno. Se pensiamo che l’amore vale proviamo a mettere un po’ d’amore anche nelle piccole cose, piuttosto che la nostra rabbia. Io la penso così.ciao a tutti.

  • 11129
    maria kiara -

    ANDREA…invece…ora devi andare avanti,hai amato tanto questa persona e la ami ancora,ma forse ti sfugge che devi amare te stesso!!merita che un giorno LEI ti vedesse che non hai combinato niente? stai facendo vuoto intorno a te,stai cadendo in basso ed ora inizi a scavare…basta! è ora di risalire,mi pare di capire che hai ancora un po di stima di te stesso,il fatto stesso che te ne rendi conto,è un buon segno,non solo lei ti ha tolto l’amore,la gioia,i tuoi progetti,tu ti vuoi dare anche il carico da 90,ti dico una cosa che tu ora forse penserai sia una ca…ta,ma sai questo colpo come ti renderà forte,ti renderà piu uomo!ritrova i tuoi amici,x stupidi che possano sembrare,alza gli occhi e guardati intorno,questa è la vita,come tanti di noi ti capiamo,c’è chi non riesce ad andare avanti,chi spera,chi non si da pace ma tutti cerchiamo di reagire è sopravvivenza!!!la mattina ti devi svegliare e come compagna della giornata deve esserci la stima,fino alla sera,non ti prometto che dimenticherai,che non soffrirai,anzi..ma saranno sempre di meno,come FIORDALISO anch’io ho perso tutto,lavoro,casa,amore,dopo 7 anni maravigliosi x me e x lui,e lui non mi chiama da tre mesi,da quando me ne sono andata di mia volontà perche avevo capito che non mi amava come prima non so,non lo so ancora oggi,dai ANDREA una nuova donna è gia in viaggio verso di te e tu non lo sai,a anche se non c’è ci sei tu che sei la cosa piu importante che hai..POI RAGAZZI MA S. VALENTINO?????CE LO SIAMO DIMENTICATO????DAI TROVIAMOCI SOLIDEROFHOPE SOLO TU PUOI ORGANIZZARE DIMMI COSA DEVO FARE E IO LO FACCIO CIAO A TUTTI..andrea ci conto…..

  • 11130
    piccolastella -

    @andrea,fiordaliso…ragazzi so bene come vi sentite.il mio ex m iha lasciato dopo sei anni e mezzo x una banale lite da cui poi è finito tutto…contemporaneamente aveva un’altr storia e tempo due mesi-scarsi-ha portato lei in famiglia e lo stesso ha fatto lei.nn potete immaginare la mia sofferenza nel vedere ke x me era crollato tutto ciò ke avevo costruito mentre x lui la vita è andata avanti senza problemi,senza la minima sofferenza.dopo tanti sforzi anch’io avevo preso un bel ritmo con l’università,stavo x finire ma poi mi sono bloccata xkè inutile prendersi in giro la voglia di studare era zero.ho passato giorni,ore a pensare xkè proprio a me, xkè essergli stata fedele,averlo amato più di qls cosa al mondo nn sia servito a nulla…tante volte lui mi mancava di rispetto ma io speravo ke un giorno avrebbe capito quale dono io fossi e avrebbe smesso di farlo…quel giorno nn è arrivato.è arrivato il giorno in cui ha detto di nn amarmi più,in cui l’ho visto con la nuova fidanzata,il giorno in cui ho saputo ke nella casa in cui andavo io era entrata lei…conosco la sofferenza di cui parlate,sono quasi 5 mesi ke mi ha lasciato e vi posso assicurare ke con il tempo le cose migliorano ma la strada è lunga…io mi trovo ancora a piangere,crollo in una valle di lacrime x niente. nn so se il mio cuore gli appartiene ancora,sinceram nn mi voglio porre il problema xkè tanto la situazione nn cambierebbe.da questa storia ho avuto l’ennesima conferma ke nessuno è x sempre ma io dovrò star sempre con me stessa e vi confesso ke sono fiera della persona ke vedo nello specchio.è vero mi ha tradito,mi ha usato finchè gli conveniva e mi ha preso in giro e io ho permesso ke lo facesse ma sono fiera di me xkè gli ho dato tutto l’amore ke avevo e nn ho colpe x averlo perso.sono stata me stessa fino all’ultimo secondo e sono fiera di me anche se questo ha portato al fatto ke mi abbia spezzato il cuore.so di essere una brava persona e vi confesso ke a 26 anni sono piena di paure,ho paura ke diventerò una di quelle zitelle ciniche e acide della tv…ho paura ragazzi,ho amato in maniera incondizionata e ho ottenuto solo una grande delusione ma la vita va avanti…forse un giorno un altro amore arriverà o forse no…a volte mi sento sola ma poi valuto cosa è importante e l’unica risp ke ho è:sono io.prendetevi tempo ma nn tralasciate il vostro futuro.è amaro dirlo ma la carriera è l’unica cosa su cui possiamo contare,il nostro avvenire è l’unica cosa ke ci è rimasta xkè la soddisfazione x quello ke realizzi con le tue forze nn può portarla via nessuno,anche se visti i tempi di crisi verrà messa a dura anche quella.purtroppo questi tempi-x i quali mi sento un pesce fuor d’acqua-sono tempi in cui si fa un percorso insieme ma devi esser pronto all’evenienza ke nn sarà x sempre.e io devo iniziare a fare i conti cn qst realtà.

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