La crisi dei quasi 30 anni
di
Sty.88
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti! Vivo a Parigi e ho quasi trent'anni e ho bisogno di sfogarmi non avendo dei amici, sono in un periodo in cui le preoccupazioni per amore, lavoro e futuro, per la mia vita dunque, sono nubi sempre più scure e sempre più presenti nei miei giorni, non...
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Data di pubblicazione: 13 Gennaio 2018
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Categorie: - Me Stesso

Parte 2
Ci ritroviamo nella camera entrambi ancora abbracciati e in lacrime, i suoi mi dispiace si sprecano, ma a quel punto le dico che ho fatto tutto il possibile e che se non prova più lo stesso di prima non ha più senso nulla. Lei va e inizia a scrivermi di volermi vedere ancora il giorno dopo per portarmi all’aereoporto, io le dico che la amo, che la voglio, ma che se vuole vedermi non è per prendermi in giro e perché sia l’ultima volta, ma a queste “condizioni” non viene. Mi dice che è stata tutta notte in macchina a dormire fuori dall’hotel, ma non la vedo.
In settimana mi scrive lei di sua iniziativa, come mai aveva fatto in tutto questo tempo. Mi scrive che pensa a noi, che le manco, che ha voglia di abbracciarmi, che pensa a quello che le ho detto e non sa perché non riesce più a provare lo stesso di prima. Penso che se ci tiene a me allora l’unico modo è prendere un aereo e venire da me, niente di più semplice. Il venerdì mi scrive però che va via il weekend con gli amici (da quel weekend sono più che certo, più che stracerto che non abbia nessun altro) e che non sente di poter provare le stesse cose di prima, di non restare ad aspettare lei che comunque in tutto questo tempo non ha cambiato idea.
Continua…
Parte 3
Qualche freddo messaggio ancora questa settimana, meno della scorsa, condito da qualche “mi manchi e “sono importante” di risposta ai miei.
3 giorni fa le scrivo dicendole che non ne posso più di stare così male, che non può scrivermi quelle cose, che se davvero le manco, prova ancora qualcosa e non vuole buttare tre anni di venire da me, di rivedersi almeno, oppure di lasciarmi stare per sempre se ritiene che non c’è più alcuna possibilità di stare assieme.
La sua risposta in un altrottanto messaggio che inizia con un “..mio piccolino..” dicendosì quasi sollevata che io abbia finalmente iniziato ad accettare la realtà e che rispetta la mia “decisione” e che non vuole allora più farmi male.
Sabato avrò la prima seduta della mia vita da un psicologo. Sto malissimo, ripenso a tutto, ripenso a quel 27 dicembre in cui poche ore prima eravamo al telefono parlando della valigia fatta, di cosa mangiare all’ultimo e dell’aereo che avrei preso da li a poche ore, e quella chiamata in lacrime poche ore dopo in cui diceva di volermi lasciare. Non riesco davvero a farmene una ragione, mi sembra tutto così senza senso, una relazione finita in questo modo poi.
La verità è che non la voglio più sentire perché spero che con un silenzio prolungato, cosa che di fatto mai c’è stata in questi quasi due mesi, possa magari cambiare idea. Mi manca tanto.
Ma guarda, non è colpa tua, ma sua: che significa che quando sei stato male si è sentita trascurata? Ti sembra normale? Invece di sostenerti in un momento difficile e darti fiducia che tutto sarebbe andato bene lei si sente trascurata? Guarda è una donna egoista, non hai perso niente, e sicuramente neanche prima ti amava totalmente ma solo in funzione di ciò che le davi tu. Fai il tuo periodo di lutto, ci sta, ma stai certo che è meglio perderla una così.
Ho letto tutto adesso, ma dopo anni… Com è andata a finire questa storia?