La coppia
Riferimento alla lettera:
Quando due persone formano una coppia, hanno spesso tendenza a tagliarsi fuori dal proprio ambiente. Lo abbiamo vissuto più o meno tutti. La coppia si chiude in se stessa, a scapito dell’individualità dei due esseri che la compongono. Invece di rimanere entrambi aperti a tutto ciò che li circonda, a...
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Data di pubblicazione: 16 Marzo 2006
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@maria grazia
copio questo tuo estratto:
Quello che più fa paura agli uomini di oggi è la mancanza di controllo sulle loro donne, ma non credo che il loro modus operandi sia sempre orientato sulla razionalità, come potrebbe trasparire da discorsi come quelli del dissacratore. Gli uomini hanno un forte lato irrazionale ed emotivo secondo me, ma fanno più fatica ad ammetterlo perchè tradizionalmente gli viene attribuito il ruolo di soggetti “duri e imperturbabili”, salvo poi rivelare tutte le loro fragilità quando li si mette con le spalle al muro. Il femminicidio è il sintomo più grave e più drammatico, ma non l’unico, di queste loro debolezze.
Beh, il controllo non è raziocinio? Non è l’uso della ragione per mantenere il potere su un soggetto?
La gelosia anche…
L’uomo piega il pensiero al possesso e lo chiama amore 🙂
Fa sorridere.
Sarà amore per lui, per me è na strunzata!
Il lato emotivo nell’uomo non lo vedo.
O meglio: o è fuori controllo, da depressi, psicopatici, sensibili cronici o è inesistente.
Una volta esistevano i poeti, i cantori, i musicanti… oppure veri geni della letteratura che riuscivano a far emergere il loro lato femminile pur rimanendo uomini.
Ora fatico a vedere un Maschio, vero, con gli attributi e col cervello funzionante ma avente anche intuizione e creatività sviluppate, dolcezza, armonia nel comportamento.
Io credo che il problema maggiore dell’uomo sia la sincertà con se stesso.
L’uomo, come la donna eh, vive di stereotipi da cui non sa sganciarsi, indossa maschere che non riesce più a togliere.
E così, figuriamoci dove finisce l’amore!
In una bella, bellissima sceneggiata 🙂
ets, l’ avevamo capito! 😉
“Il lato emotivo nell’uomo non lo vedo.
O meglio: o è fuori controllo, da depressi, psicopatici, sensibili cronici o è inesistente.”
Cassandra, ma sono anche queste espressioni del lato emotivo di una persona. Ma certamente sono le espressioni meno apprezzabili. Oggi come dici tu gli uomini ( o almeno molti di loro ) fanno fatica sia ad ammettere la propria parte emotiva e “irrazionale”, sia ad indirizzarla verso qualcosa di bello, di nobile, di giusto. o più semplicemente di piacevole. il maschio di oggi è in crisi, e come sempre la donna fa da capro espiatorio perchè le si addebita la colpa di questa situazione. Ma in realtà sono proprio i modelli sociali di riferimento su cui si basa il nostro sistema a fare pressioni sul maschio e a “castrarlo”. Un uomo che ha paura di ammettere le sue debolezze è un infelice, è un prigioniero. NON E’ LIBERO.
Un VERO UOMO non ha paura di farsi vedere mentre “piange”, e non ha paura di chiedere scusa o di chiedere “aiuto”.
“L’uomo piega il pensiero al possesso e lo chiama amore 🙂
Fa sorridere.
Sarà amore per lui, per me è na strunzata!”
quoto in pieno 🙂
@maria grazia
ok, allora correggo: il lato emotivo maschile non è in equilibrio con la parte razionale.
O è troppo contratto o è fuori controllo…
Questa è la grande prova, per me, che deve affrontare il genere umano.
Ritrovare la Stella di Davide 🙂 l’Equilibrio tra emisferi cerebrali, tra i sessi, tra le polarità…
L’essere umano non è LIBERO.
Come è vero…
Ad esempio: chissà se Yoel legge le risposte alla sua lettera e chissà se medita sulla bugia colossale che mi ha raccontato ieri… chissà se si domanda il motivo per cui mi ha miseramente mentito.
Chissà se si domanda che bisogno ci fosse di mentire.
Mah!
Misteri della vita.
Un uomo che mente a 50 anni non è degno di me nemmeno come amico.
“il lato emotivo maschile non è in equilibrio con la parte razionale.
O è troppo contratto o è fuori controllo…”
verissimo. ecco perchè in questo momento si avverte fortemente un maschilismo “di ritorno”, accompagnato talvolta da tragici episodi di violenza.
Per quanto riguarda Yoel, non conosco nel dettaglio la questione, quindi posso solo avanzare delle ipotesi circa il suo comportamento:
– paura del giudizio dell’ altro
– paura di non essere compreso
– bisogno o necessità di far emergere un lato di se stesso piuttosto che un altro
– erronea valutazione del vostro tipo di interscambio
– passate esperienze “traumatizzanti” che possono averlo condizionato in questo senso
Mi sembra invece meno probabile l’ intento di fare deliberatamente del male per il gusto di farlo.
Naturalmente le mie sono semplici punti di vista personali e quindi come tali, ampiamente opinabili.
Dove finisce la ragione incomincia l’irrazionalità, ovvero la pazzia.
Un essere irrazionale non è mai logico e giusto, infatti odia la matematica e impone solo ciò che in quel momento l’impulso gli detta, per sua convenienza o per capriccio.
Entrare nel mondo di questi esseri è un grave errore, possono gravemente contagiare l’uomo, ma più spesso sono loro ad invaderlo usando la porta del cuore e del sesso, vere cavalle di tro.., dilaniando istintivamente come belve il malcapitato immobilizzato dal suo stesso amore ed indotto così ad un conflitto interiore tra istinto e ragione, conflitto che può sfociare perfino nel femminicidio, come dalle cronache.
L’irrazionalità femminina non è certamente amore, ed ovvio che spaventi molti uomini, infatti i pazzi fanno spavento, poichè sono irrazionali, imprevedibili e pericolosi, chi non li eviterebbe? Un pazzo.
Non si tratta di debolezza maschile, ma di prudente prevenzione, pura legittima difesa.
quindi Diego, secondo te il femminicida sarebbe il “povero malcapitato” vittima delle oscure arti femminili, mentre la donna uccisa l’ abile e diabolica lestofante che se l’ è cercata???
Non so cosa ti abbiano fatto le donne di tanto grave, ma spero che prima o poi tornerai alla ragione!..
In ogni caso, tralasciamo di mettere di mezzo la parola “amore” in queste vicende. CHI UCCIDE NON AMA E NON HA MAI AMATO.
Chiariamo. Io non ho affatto detto che l’ uomo non abbia un lato irrazionale, ma a differenza delle donne lo sa controllare meglio ( a parte gli spostati, ma queste persone ci sono anche tra le donne e non di rado ). Mentre noi uomini cerchiamo di ponderare molti aspetti prima di iniziare una qualunque relazione ( anzi prima di iniziare una qualunque cosa ), quando una donna si innamora perde la testa, nel vero senso della parola, non capisce più niente, manda a puttane amicizie hobby e talvolta persino il lavoro. Io lo trovo un atteggiamento del tutto squilibrato che può portare solo al vuoto esistenziale. Che poi quelle così sono anche le prime ad essere cornificate o mollate per un’ altra, ma lo sbaglio è il loro, non del tizio a cui sbavano dietro. Nel momento in cui una donna perde la sua dignità e ci mette al centro del suo mondo per noi non vale più nulla, a quel punto la consideri nè più ne meno che un buco. L’ uomo ama e rispetta solo la donna che sa mettere dei paletti e dei limiti, in tutte le cose. il resto ( la spiritualità, la fusione totale, l’ amore mistico ) spiace dirlo ma sono tutte minchiate!
Comunque tu Diego hai qualche serio problema. Fatti curare!
Diego, se io fossi una donna avrei paura a conoscere uno come te. Devi essere un tizio davvero pericoloso per il genere femminile..
Quindi era una cavalla e non un cavallo quello di tro...
Non finisco mai di imparare su questo forum.
madonna quanto rido!!!!
:)))
intanto vi ringrazio…
poi… dissacratore, vedi, io capisco davvero molto bene quello che dici il punto è che, secondo me, tra il modo d’amare femmile e quello maschile bisognerebbe, bisognerebbe dico io, trovare un punto di incontro, una via di mezzo cosicché l’uomo perda un po’ del suo famigerato autocontrollo e la donna acquisisca un po’ di raziocino.
Infine è questo che ci racconta la mistica, eh!
Ci insegna a trovare un Equilibrio.
🙂
Invece noto che ci si serra in posizioni radicali e radicate.
Io ho imparato moltissimo, proprio da quel mio ex 🙂 a controllarmi ed a mettere i paletti prima di prendere enormi cantonate.
Ho imparato ad osservare ogni minuzia, a spaccare il capello in 4, per cui, un uomo che mi rivolta la frittata lo mando a ca.... dopo 2 secondi, pur se mi piace tantissimo la sua mente ed il suo corpo!
La parte razionale in me NON ha preso il sopravvento, perché magari per quell’uomo il mio cuore continua a battere.
Non smetto di amare in modo istintivo, non smetto di SENTIRE!!!!
Capisci?
Molte donne diventano come vuoi uomini, smettono di SENTIRE.
Io sento sempre molto, MOLTISSIMO, vivo dentro di me delle EMOZIONI potenti ma VALUTO i pro e i contro prima di prendere una decisione.
Ecco, secondo me voi uomini dovreste, dovreste dico, imparare da noi a SENTIRE col cuore e non solo a ragionare come dei contabili.
Tutto qui.
Scusate se insisto col rischio di sembrare noiosa, vorrei scrivere ancora riguardo al sentire.
La donna si è mascolinizzata, ha imparato ad usare, un po’ come facevano i miei nonni con le loro consorti.
Si cercano il ricco figo possibilmente con un bell’uccello e se lo fanno andare bene per la vita.
Fanno un calcolo profitti e perdite e via…
Hanno imparato da voi.
Beh, io credo che tutto ciò abbia rovinato il rapporto uomo/donna, mi spiace.
La Donna deve rimanere TALE, le occorre solo di trovare un maggiore equilibrio.
Se togliamo alla Donna il suo meraviglioso SENTIRE diventerà una cavalla di tro.. ma poi non lamentatevi se hanno imparato da voi!!!!
Se mi venite a fare la filippica sulla meraviglia dell’amore razionale, ok, ci posso anche stare ma allora presentatemi i dettagli anagrafici, il conto corrente ed i centimetri del vostro pisello.
Grazie 🙂
Maria Grazia, io cerco solo di fare luce sulle tragiche dinamiche umane, tra cui anche il femminicidio, riportato sempre più spesso dalle cronache, perchè tutte le cose visibili hanno un movente invisibile e spesso il vero carnefice finisce male perchè il suo crimine morale, sebbene invisibile, può innescare potenti reazioni brutali, in quanto l’inconscio umano può prendere il sopravvento quando viene indotto un conflitto tra la coscienza ed il subconscio e quest’ultimo non è in più grado di mediare con l’Id, che è il vero padrone di tutti, per quanto l’uomo illuminista si illuda di averlo rinchiuso nella galera della sua falsa coscienza.
Ora, se spiego le molle psicologiche di certi crimini, non ho capito perchè dovrei essere io lo sponsor del femminicidio… 🙂
Inconsciamente tutti sanno qual è la diritta via ed anche cosa si deve o non si deve fare per evitare tali spiacevoli episodi, chi non spiega alla gente questi meccanismi mentali diventa complice del fenomeno, ed è lui l’unico ignorante di quella vera natura umana che pretende di dissacrare.
Chi non ha sacro rispetto dell’Id è un folle che lotta mediante la sua volontà contro un abisso ignoto, non mi meraviglia affatto che la specie umana stia finendo così male ed abbia terrore dell’inconscio, anzichè delle sue abominazioni cerebro corticali socialmente imposte.
@ Diego
La tua è una analisi perfetta.
Cassandra,
sottoscrivo gran parte dei tuoi post 36 e 37 sull’importanza del SENTIRE femminile in contrapposizione al puro e semplice RAZIONALIZZARE maschile.
a mio avviso, opinione puramente personale, le donne non dovrebbero mai rinunciare agli aspetti più affascinanti del loro modo di essere, che però dovrebbero essere contenuti in un adeguato livello di maturità e di stabilità. libere, ma anche concrete e consapevoli!
Diego,
sottoscrivo anch’io il post 38. quando il subconscio è spinto a prendere il sopravvento sono guai per tutti. infatti, non è infrequente che il maschio che uccide rivolga, poi, l’arma contro di sé.
illustrare meglio le dinamiche di questo tipo di omicidi per ridurne l’incidenza sarebbe senz’altro di maggior utilità rispetto al fare uso elettorale di una statistica astratta oppure allo strumentalizzarla come diversivo per sottacere altre inquietanti realtà.
Diego, io rimango della mia idea e nessuno me la toglie! Chi uccide un altro essere umano è un individuo del tutto folle, abnorme, deviato, o comunque è una persona in quel momento non-sana, non-lucida, sia a livello spirituale che a livello morale. A maggior ragione se il delitto viene compiuto per futili motivi, come di norma avviene per i femminicidi che si verificano in ambiente familiare.
Ognuno ha i suoi parametri per definire cosa è “giustificabile” e cosa no. io preferisco giustificare una persona che nella vita fa o ha fatto tantissimo sesso, piuttosto che giustificare l’ omicidio!
punti di vista personali, e nulla di più!
Cassandra, è vero. Non si può smettere di SENTIRE da un momento all’ altro. Ma davanti a certe dimostrazioni di miseria e di pochezza umana da parte di una persona in cui avevi creduto, anche se magari solo per un “momento”, o davanti a certi manifestazioni di squallore da parte dell’ altro sesso, è normale rimanere schifate, diventare stronze o chiudersi a riccio, penso.
Grazie Memore, ma non è la mia analisi, è la mente umana, un equilibrio molto delicato, e chi non usa la sua “corteccia cerebrale” per integrare lo stato istintuale armonizzando i tre cervelli finisce infelice e confinato nel subconscio, confuso erroneamente con il “cuore”, somigliando più ad un felino isterico che ad un essere umano. Un errore fatale dovuto ai suoi limiti interiori.
Razionalizzare l’amore non significa mica “pianificare”, bensì aprire il subconscio all’altro attraverso l’uso della ragione, ovvero “gettare la maschera”, permettendo di compenetrarsi reciprocamente e totalmente. Diversamente è solo una farsa.
Molte donne preferiscono nascondersi nel buio della loro “cantina” segreta, dove mettono tutto ciò che non fa comodo far vedere, e poi si lamentano però della freddezza maschile, fanno ciò pianificando i loro profitti materiali e morali.
Buona cripta, ma ricordate, la femminilità è tutt’altro che l’istintività irrazionale al servizio della premeditazione. 🙂
Diego, se puoi, dedicati alla frequentazione empirica delle donne per aggiustare il tiro, che di teorici che ci dicono come “dovrebbero” essere quelle frequentatrici di “cripte”, ne abbiamo a josa. E tutti hanno una loro teoria, condivisa da altri teorici, “specialisti”, in teoria, dell’altro sesso. Teorie che naturalmente sono altrettanto campate per aria, ma che servono a consolarsi dagli evidenti fallimenti con l’oggetto delle loro dotte teorie.
(Le ripetizioni in teoria sono volute)
La riflessione di questa sera sarà su questa frase “criptico rosseliana”.
“L’istintività irrazionale al servizio della premeditazione”. Una sfida alla logica aristotelica.
Diego, puoi continuare a tentare di convincere i gonzi con i tuoi elzeviri sul femminino. A noi puoi solo dirci cosa ti hanno fatto le donne che ci basta per capirti.
@maria grazia
è interessante il tuo pensiero, io valuto due atteggiamenti differenti, che poi noto anche qui dentro ed ovunque nel mondo.
C’è chi si chiude a riccio e, smettendo di sentire, alimenta sentimenti negativi quali la rabbia, l’odio, la frustrazione, la gelosia, la cattiveria…
E chi, pur chiudendosi momentaneamente all’altro, per difesa, non si lascia trascinare dai sentimenti inferiori ma cerca la comprensione profonda.
Ecco, sono due modi differenti di affrontare, secondo me, le delusioni che l’altro sesso ci offre.
Posso chiudere con qualche uomo per ovvi motivi ma rimanere aperta, disponibile e positiva nel confronto con l’altro sesso, senza continuamente scadere nel gorgo risucchiante dell’odio.
Rimanere aperta al confronto significa, per me, fare comunque una preventiva selezione che istinto ed osservazione mi suggerisce.
Io SENTO quando un uomo non è in Equilibrio e non impiego sforzi per tirarlo fuori dal pantano.
Semplicemente scelgo di evitarlo.
Ma non con disprezzo, dato che ci passai anche io da lì.
Io ho imparato a non smettere di AMARE e l’ho imparato quando ho toccato il fondo con quel mio ex.
Lui, lasciandomi, mi ha proprio uccisa dentro, ero così dolorante che vedevo solo la morte come soluzione.
Oppure l’odio.
Ma odiarlo non mi riusciva e così compresi che non era quella la soluzione.
la soluzione era solo il tempo.
Un dolore che mi ha lacerato dentro a lungo ma che piano piano mi ha fortificata.
La maggioranza oggi sceglie l’odio, sceglie di non perdonare chi fa loro del male e così resta legato agli istinti inferiori, ai sentimenti negativi.
Io ho scelto di amare e di comprendere che non significa affatto ACCETTARE tutto, anzi!!!!
Chi ama ha una forza in più, una chiarezza di visione maggiore, profonda! Chi ama VEDE davvero dentro l’animo umano e comprende cosa c’è dentro anche in chi scrive pan per polenta!!!
🙂
Aggiungo che questi due comportamenti differenti sono dati dall’accettazione del dolore, della sofferenza, quando arriva.
Mi spiego meglio.
Se io avessi odiato il mio ex, sicuramente dentro sarei stata meglio. Mi sarei detta: è uno stronzo bugiardo, infido e facendo questo il mio dolore si sarebbe attenuato.
Non l’ho fatto.
Mi son detta: lui non ce l’ha fatta a stare con me, sono una donna complessa, ha preferito prendere un’altra strada, lo devo accettare!
Il modo non è stato dei migliori, certo, ma posso capire che non ha avuto coraggio di essere sincero.
Mi sono tenuta tutto il mio pacco di sofferenza, dovuta dall’ego ferito e me la son sorbita pian piano… non sono fuggita di fronte al dolore con l’odio!
Sembra una cretinata ma è importante capire questo processo.
Non ho accettato la Croce ciecamente, sia chiaro, anzi ho cercato di comprendere ed ultimamente, quando lui è tornato coi soliti tira e molla, l’ho mandato a ca.... raccontando tutto alla moglie.
Voglio dire, c’è un limite a tutto.
Un conto è comprendere, altro è prendermi per fessa.
Cassandra, un altro conto ancora è capire i meccanismi mentali umani e spiegarli alla “controparte”, cosa che pochi fanno, molti si arroccano invece dietro al femminismo, al maschilismo, al qualunquismo o alla propria ostentata realizzazione presunta, tirando fuori gracidazioni rabbiose e inconcludenti quando si accorgono di avere dei deficit, senza però mai dare nemmeno dei pareri “teorici” sui fenomeni osservabili e non necessariamente vissuti, per arrivare a comprenderne con altri l’oscura origine.
“Istintività irrazionale al servizio della premeditazione” significa semplicemente che l’essere “umano moderno” è solo una belva intelligente pilotata dall’istinto, non fa nulla per amore o per passione, bensì usa perversi stratagemmi per raggiungere i suoi lauti profitti, siano essi monetari o sentimentali, essere umano carente a cui certi riflettori danno molto fastidio, tanto da cominciare a lanciare goffe invettive personali, come gli antichi trogloditi lanciavano i sassi contro gli eventuali esploratori bianchi. :))
E’ un classico dei “forum”, la cui parola significa “luogo in cui si discute”, ma dove l’ignoranza pretende sempre il silenzio assenso oppure il luogo comune, in barba a tutte le “alte vette filofiche” vantate, che servono ai più solo da pannolino.
Golem, le donne possono solo nuocere a se stesse, come tutti quelli che non vogliono guardare la realtà, non lo sai?
“vedevo solo la morte come soluzione.
Oppure l’odio.”
Cassandra, è una fase che ho attraversato anch’ io. e in quel momento non nascondo di aver fatto scelte che esulano dai canoni anche per una questione di rivincita personale sui dolori e le delusioni che mi venivano costantemente inflitti dall’ altro sesso, o più in generale “dalla sorte”. Una specie di “reazione”, di “ribellione”. Anche se comprendo bene che si è trattato perloppiù di “estremismi” dettati anche dalla giovane età. Oggi sono consapevole che bisogna fare una distinzione tra la necessità di difenderci da chi non merita la nostra fiducia e il nostro amore e la tendenza a chiuderci nell’ isolamento e nell’ odio. Ma per molti anni ammetto di aver avuto PAURA DEGLI UOMINI, PAURA DI LASCIARMI NUOVAMENTE ANDARE perchè erano troppo profonde e brucianti le ferite che mi portavo dentro. e ho preferito vivere a lungo come su una “giostra”, con leggerezza, senza mai cercare o aspettarmi altro. Ero letteralmente terrorizzata all’ idea di aprirmi di nuovo ai sentimenti. Ma più che altro non mi fidavo di me stessa e del mio metro di valutazione, dato che in fatto di uomini ho avuto sempre la tendenza a scegliere male. E allora preferivo non rischiare di nuovo di metterci il cuore e di investire la mia vita. Tutto qui.
Ma questa mia tendenza non era dettata dalla ricerca fine a se stessa di una certa libertà sessuale, della sperimentazione sessuale fine a se stessa me ne è sempre importato molto poco. Credo anzi di essere portata più al “sentimento cerebrale” che al sesso carnale. La verità è che mi sentivo IMBROGLIATA, perchè quell’ idea di “amore favolesco” d’ altri tempi con la quale ero cresciuta, e quell’ unione di cuori e di anime che mi ero illusa di trovare si era rivelata solo una grande utopia, un grande inganno. di contro, tutto lo squallore che vedevo in giro intorno a me mi ha portata a ragionare in un certo modo. Ma il più grande squallore l’ ho trovato proprio in quella che generalmente è considerata la “gente perbene”, e in situazioni cosiddette “normali”. Ecco perchè sono disgustata da certe cose, da certe idee, da certe affermazioni.
Qualcuno pensa che una donne che si porta dietro delle ferite, sia assolutamente da evitare. ma sono proprio quelle che mi hanno permesso di farmi crescere, di farmi evolvere come donna e come persona.
Capisco bene il discorso che fai sulla necessità di non passare per fessi, di non sentirsi presi in giro. Ma qui vorrei aprire una parentesi a parte che non centra con il tuo caso. a volte ci sono sfere e parti di noi che è difficile far emergere, o far emergere immediatamente. Magari è un nostro limite, una forma di vigliaccheria, non lo metto in dubbio. Ma parliamoci chiaro: se incontri o ti relazioni con una persona che in quel momento ritieni interessante e diversa dalle altre, viene istintivo e automatico caricarla subito dei gravi problemi che affliggono la nostra vita o dei lati meno edificanti di noi stessi o dei nostri vissuti ? io credo di no. Senza mettere in discussione l’ onestà di nessuno qui, ma sinceramente credo che sia una cosa che in ben pochi saprebbero fare, anzi direi NESSUNO. Ecco perchè non condanno in chi cade in questo tipo di “debolezza”, ma semmai mi piacerebbe una società migliore è più “giusta”, scevra da pregiudizi e nella quale non ci si debba sentire in difetto o preoccupati se, in qualche modo, il nostro percorso “stride” rispetto a quello di molte altre persone.
Tornando invece alla TUA, di situazione, secondo me in quel caso non restava altro da fare se non chiudere definitivamente ogni rapporto. E mi permetto di dire che probabilmente hai trascinato questa situazione anche troppo a lungo, ma capisco bene che in questi casi risulta difficile non idealizzare, almeno in parte, l’ altra persona. Lo abbiamo fatto tutte a suo tempo.
“lui non ce l’ha fatta a stare con me, sono una donna complessa”
è lo stesso motivo per cui alcuni uomini hanno rifiutato anche me. Per loro si trattava di confrontarsi con una persona e/o una situazione “complessa”. Una volta queste circostanze mi scaturivano odio e disprezzo verso l’ altro, verso quella che ritenevo pura e semplice vigliaccheria maschile, oggi riesco a comprendere un pò meglio i limiti dell’ altro e a dimenticare e “perdonare”. Ma lo faccio sopratutto PER ME STESSA, per non più inquinare la mia aurea e la mia vita nutrendole con emozioni negative.