Io… amante…
Riferimento alla lettera:
La vita ... meravigliosa avventura. Fatta di momenti belli e di momenti meno belli, che comunque servono per farci apprezzare quello che abbiamo. In questa partita a volte ci sono delle mosse segrete...senza vincitori nè vinti. Io...innamorata di un uomo sposato. Un uomo speciale, ma un po Pinocchio (come tutti....
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Data di pubblicazione: 28 Dicembre 2015
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Categorie: - Amore
321 commenti
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@Condor
Ipotizzo. La coppia ha un problema. La donna ne parla con il suo uomo perché bisogna risolverlo. L’uomo fa orecchio da mercante. La donna comprende che sta con una persona superficiale e delusa si allontana. Non ha più voglio di fare l’amore con quell’uomo perché è superficiale. Lui cerca un’ altra per il sesso tanto la moglie continua a gestire la casa e a garantire il pasto.
La donna si stufa, trova un altro (che sarà la copia dell’ ex marito) e lascia il marito (almeno se se ne va con un altro non tiene il piede in più scarpe come l’uomo).
Il marito si inzerbina in questa fase solo perché in competizione con l’altro uomo.
Condor ha perfettamente ragione!
Ueeeeee! Anna! Sveglia he .! Dove vivi ..pure te nel mondo dei puffi!??
Ma come fai a dire una stronzata simile???????
Dopo l’esempio di tutti gli uomini che ci scrivono ..te hai il coraggio di dire che l’uomo zerbino non esiste!!!!!!???????????????????
Robe da matti…!
No comment….
MG, in questi anni ho citato più volte il grande libro di Eric Fromm, “Fuga dalla libertà”, che lessi a 18 anni stravolgendo le mie giovanili certezze sul vero significato e la successiva interpretazione di quel termine, che a mio parere rappresenta in nuce il vero senso della vita umana.
La libertà spaventa la maggior parte di noi, e seppure anelata quando la si raggiunge o la si conquista anche indirettamente, può diventare un’arma in chi, per una serie di ragioni, non è abituato a usarla.
Le contraddizioni che elenchi tu nascono da questo presupposti: l’angoscia della scelta e la paura dell’analisi critica di sé. La soluzione più comoda è rifugiarsi negli stereotipi, che offrono una soluzione pre-digerita da altri, ma che QUASI MAI rappresenta quella che il soggetto in questione avrebbe SCELTO se avesse fatto di sè l’analisi di cui parlavo.
Questa caratteristica umana è ampiamente sfruttata dalle religioni, dalla politica fino ai più minuscoli persuasori che incontriamo nelle nostre relazioni, LaD compresa come sappiamo bene ormai, avendo questi individui un solo fine in comune: il consenso e il riconoscimento, e quindi la sopravvivenza nel ruolo che si immagina di meritare, con tutti i tornaconto che si possono immaginare.
La descrizione che fai tu, se la riconduci a quel fattore comune ti accorgerai che i conti tornano.
L’essere umano ha bisogno SEMPRE di una guida che indichi la strada, non avesse queste caratteristiche non si sarebbe mai potuto creare la figura del profeta, del dittatore e persino di Dio, che é un invenzione NECESSARIA dell’uomo, e non il contrario. Per questo motivo di fondo incontriamo anche su questo modesto palcoscenico esempi soggettivi di “innamorati” di entrambe i sessi che idolatrano individui che quasi non li considerano solo perché vi vedono la “soluzione” al loro bisogno.
La gente ha bisogno di “credere”, e quando qualcuno dà questa impressione vi si accodano come lemming che vanno verso il precipizio. Qui abbiamo visto begli esempi di “conduttori” e di “condotti”. E ti accorgi delle reali intenzioni dei primi in ragione di un certo stile da “rapinatore affidabile”. Come quelli che svaligiano le gioiellerie vestiti elegantemente per non destare sospetti. Stereotipi come al solito, che chi sa come usarli volge a proprio favore, in mille modi, ma sempre legati al solito discorso della “scelta” e quindi alla libertà in senso lato.
I maschi folcloristici che descrivi nel thread di Olla vedono in quanto appena descritto la ragione di quello sbandamento, che nasce dalla nota liberazione femminile, a sua volta spesso mal utilizzata, come farebbe chi ha provato la fame e si trova di fronte a un improvviso banchetto a disposizione, col risultato di avere una congestione per abbuffamento.
Questo è il momento storico che viviamo, e in questo minestrone morale ed etico da società postbellica, c’è chi cerca una “casa” perché la precedente è distrutta, e chi cerca di “arricchirsi” col “mercato nero” delle “case”.
Bye MG
Anna il tuo ultimo commento è totalmente senza senso….scusami he ma ti converebbe lasciare perdere…perché non hai veramente idea e capito nulla su chi sia veramente un uomo zerbino o una donna zerbino..
Lascia perdere …che è meglio..
@Sofia
Tu che hai studiato psicologia, secondo te l’uomo zerbino tradisce?
Come sempre Golem i tuoi commenti lasciano senza fiato per la loro lucidità e profondità. Eric Fromm è stato un grandissimo scrittore e la “novella” riportata nelle sue opere dovrebbe essere il vangelo della società. Mentre è tutto l’ opposto, come possiamo ben vedere. secondo me chi campa di pregiudizi e di luoghi comuni ( cioè la maggior parte delle persone ) non è necessariamente “cattivo” o stronzo nel senso classico del termine, ma è perloppiù gente pigra che non ha il tempo, l’ occasione o la voglia di rimettere in discussione le sue certezze e i suoi punti fermi perchè gli costerebbe un’ enorme fatica. questo però non giustifica, ovviamente, il male che si fa ad altri a causa della propria intransigenza e ottusità. Sopratutto se queste sono adoperate per motivi futili ( l’ essere accettati dal branco ) e non per un fine “accettabile” ( cioè perchè in certe cose ci si crede veramente ). Ho notato sempre una costante nei moralisti e nei bigotti: hanno sempre un “branco” alle spalle, dal quale non vogliono e non possono staccarsi. E credo che tutte le contraddizioni – così evidenti in queste persone – derivino dal conflitto tra ciò che VORREBBERO FARE e ciò che DEVONO FARE per non scontentare i loro sodali. Un classico esempio è il “maschilista” che vive in provincia e che rifiuta l’ amore di una donna chiaccherata per non diventare costante bersaglio degli scherni dei cosiddetti “amici”.
In questo caso però il condizionamento ricevuto dalla persona in questione, il “maschilista” di provincia, è consapevole e anzi persino volontario. Ma ci sono casi in cui la persuasione e la manipolazione sono sottili e impercettibili ( pensiamo ai genitori che condizionano i figli, ai politici fasulli che incantano le masse, o agli opinionisti che dirigono il pensiero degli altri partecipanti al dibattito.. ). In tutti questi casi, bisogna davvero essere animi veramente forti, spiriti fuori dal comune per accorgersi in tempo ( evitando così grossi danni ) del disegno che viene adoperato su di noi. La maggior parte delle persone vivranno e moriranno senza mai accorgersi di aver vissuto accanto ad abili persuasori, ma convinti invece della buona fede di queste persone in virtù della “moralità” e dell’ immagine aulica che il loro ruolo sociale deteneva.
La VERA libertà, caro Golem, è roba per pochissimi, per pochi eletti. per un ELITE, appunto. Ecco perchè, ad esempio, non potrò mai ritenerti un classico uomo-medio. per quanto la definizione di uomo medio, in realtà, non corrisponda a quella degli “esuberi” cui accennavamo.
per quanto riguarda chi ha per lunghissimo tempo provato la FAME, e poi si ritrova all’ improvviso di fronte ad un ricco banchetto, è NORMALE che la reazione sia la stessa dei protagonisti dell’ indimenticabile capolavoro “miseria e nobiltà” mentre veniva fatto recapitare a casa degli sventurati e squattrinati protagonisti un pranzo da re.
A me francamente il quadro prospettato da Anna non mi sembrava così assurdo. Per quello che ho potuto percepire, ci sono molti uomini che preferiscono interrompere il rapporto o cercare “evasioni esterne”, piuttosto che affrontare davvero e risolvere i problemi. Salvo poi dare tutte le colpe alla donna. Fermo restando che di zerbini ( sia sessuali che amorosi ) il genere umano abbonda. e in entrambi i generi. Non è una questione di uomo o donna.
Gli stereotipi sono i soli salvagente di chi non sa nuotare nel mare della vita. È l’unico modo che hanno per galleggiare.
@ mg
Ma infatti Sofia si fa abbindolare dalle lacrime di coccodrillo dell’ uomo.
Io per come ho conosciuto l’uomo so che per lui vale la regola “minimo impegno massimo risultato”. E ciò vale in tutti i campi.
Sofia scambia la sceneggiata che fa l’uomo con la sofferenza.
Se la sofferenza dell’uomo fosse reale avrebbe molta paura di sbagliare con la donna. Perché sbagliare con la donna significherebbe provare questa DEVASTANTE sofferenza. Invece è tutta scena. La donna é sciocca ci crede a queste cavolate per colpa delle fiction.
He Anna avessi tu tutta l’esperienza e la conoscenza che io con gli uomini…( che sono di sicuro 100 mila volte più sveglia do te e li conosco molto bene) di sicuro non saresti venuta fuori con la stronzata che l’uomo zerbino non esiste! E come dice mg.non solo l’uomo ma anche la donna!
Te sai manco cosa dici e dove vivi!
E credimi che con l’esperienza che io ho ormai io non mi faccio per nulla abbindolare ( poi per me puoi credere e pensare ciò che vuoi..mi è totalmente indifferente il tuo pensiero )e cmq cara Anna puoi avere ragione sul fatto che a volte l’ uomo in amore vuole massimo risultato con minimo impegno,ma non è di sicuro il caso in queste ultime lettere…qua è pieno di uomini zerbini che danno l’anima per donne di merda!!e io quando le leggo mi incazzo come non so! ..te si vede che sei nuova qua he!
Inoltre l’uomo non fa sempre sceneggiate. .esistono anche uomini veri che sanno amare..questi che ci scrivono per esempio stanno male e stanno soffrendo davvero OK?
L’uomo sa’ amare e sa soffrire per amore!e io l’ho capito proprio qui in questo blog!
Ma se te non riesci nemmeno a distinguere le due cose…chi fa tutta scena e chi ama davvero e soffre ..è grave!
Comodo mettere tutti sullo stesso piano e fare di tutta un erba un fascio!
Le telenovele le guarderai te che vivi nel tuo mondo!
Stammi bene!
@Anna
Beh, non è che tutte le donne sono inscemenite dalle fiction, he! Molte nascono proprio stupide e poi con il tempo peggiorano. Dico “molte”, così ogni lettrice è libera di collocarsi nel ristretto ambito di quelle che stupide non lo sono affatto.
@Sofia
Io conosco uomini che puntano più donne contemporaneamente per ridurre il rischio di stare soli. Uomini che hanno un bisogno affettivo o sessuale che se la propria donna non appaga cercano di soddisfare altrove.
Io in tutto questo non vedo amore ma la ricerca di un servizio.
Servizio affetto (che vogliono ricevere non vogliono dare), servizio compagnia, servizio sesso. Servizi che loro da buoni consumatori pagano (cene, regali, soldi se è una prostituta, vitto e alloggio). E, guarda caso, la “sofferenza” esce fuori quando perdono uno di questi servizi, non la persona che li offre. Sofferenza che sarà maggiore quanto minore e la loro capacità di rimpiazzo.
Non sono zerbini sono solo costantemente a caccia.
Per me questo è puro calcolo, quindi raziocinio. Quindi sono intelligenti.
Anna ha descritto molto bene la realtà: l ‘ uomo ha in genere una visione “opportunistica e funzionale” del rapporto a due: “do per ricevere”. La donna ha invece una visione più idealizzata: “voglio LUI perchè mi attrae”. Non è certo un caso che i “servizi” in assoluto più cercati e più pagati dagli uomini siano la compagnia femminile e le prestazioni sessuali. In queste situazioni i desideri e le emozioni della donna passano del tutto in secondo piano mentre l’ unica cosa che conta è il soddisfacimento dell’ uomo. E’ una visione barbara e primitiva dell’ interazione tra i due sessi. Ma è purtroppo una visione che sembra destinata a sopravvivere. Certo, chi compra servizi sessuali ha una visione distorta del rapporto con l’ altro sesso, ma non è tanto diverso da chi paga cene e gite di lusso per far colpo sulla bella ragazza. sono i due lati dello stesso fenomeno: l’ affetto inteso come premio, come “ricompensa”. Una visione consumistica e “merceologica”, appunto, del rapporto tra le persone. Anch’ io come dice Anna credo che non esista lo “zerbinismo maschile” in quanto tale. esiste semplicemente la necessità impellente degli uomini di trovare compagnia femminile per soddisfare certi loro bisogni. e per ottenerla molti sono disposti a tutto. Così come non è un caso che gli uomini più sofferenti e più rabbiosi verso il genere femminile siano, come dice Anna, quelli che fanno più fatica a ottenere un “ricambio” nel momento in cui vengono lasciati.
Oggi gli uomini sono in crisi perchè l’ autonomia che le donne hanno raggiunto non consente più loro di tenerle legate attraverso il ricatto economico, come invece avveniva in passato. Ma devono invece dimostrare anche in termini umani e affettivi di avere VERAMENTE qualcosa da offrire. E la maggior parte degli uomini di fronte a questo implacabile “test”, sta fallendo miseramente.
@MG tu sei un eccezione, per quello ti corteggio da più di 1 anno…ma purtroppo non mi vuoi 🙂
@Anna
Ipotizzo. La coppia ha un problema. L’uomo ne parla con la sua donna perché bisogna risolverlo. La donna dice che va tutto bene e comincia a non dargliela più. E intanto comincia a cercare una nuova liana.
Se la trova comincia a non sopportare più il suo ormai ex uomo, ma aspetta di capire se la liana è sicura, prima di sfanculare l’attuale fidanzato.
L’uomo si azzerbina per cercare di rendere la meretrice contenta, ma ormai è un morto che cammina e inevitabilmente la donna lo lascerà come una ciabatta vecchia per il nuovo montone.
Se l’uomo fosse furbo (ma di solito non lo è) invece di azzerbinarsi dovrebbe iniziare a cercare sesso, in preparazione allo sfanculamento.
@Sofia una donna obiettiva! ma esisti veramente?
Anna,
concordo in linea generale con il tuo punto di vista sul maggior raziocinio del maschio medio, teso spesso ad assicurarsi “servizi” di vario genere, concedendo in cambio il minimo indispensabile.
sempre difficile, se non impossibile, distinguere fra l’accettazione della PERSONA, per un rapporto sessuale ed emotivo, dalla proiezione del rapporto in un futuro di coppia, cioé dalla previsione della SITUAZIONE esistenziale a due che si vorrebbe creare, e a cui non tutti sono inclini per indole.
l’innamoramento, quando esiste davvero, prevedere il reciproco accogliersi, senza impegni di sorta che non quello di godere della compagnia e del desiderio dell’altro, e non sempre da questo aggancio istintivo e profondo può derivare la possibilità di armoniazzare i caratteri e le aspettative per il futuro. a mio avviso, più facile che questo avvenga per comuni scelte essenzialmente razionali.
@Anna sarà anche vero che gli uomini vogliono un servizio, ma molte donne si fanno pagare profumatamente per questo servizio! E non parlo di professioniste, ma di donne della porta accanto.
Yog,
ma allora guarda, preferisco restare tra le sceme, anche se non guardo le fiction, perché di certo è la sponda meno affollata.
Tanta gente, troppa, da noia e leva l’aria
@Condor
Sofia è per te obbiettiva solo perché è l’unica che crede nelle sceneggiate dell’uomo.
Io ho scritto i miei pensieri qui nella speranza di essere contraddetta con argomentazioni valide naturalmente. Ma così non è stato. Mi piacerebbe credere che l’uomo ami. È quello che cerco.
Condor, quanti uomini affettuosi, fedeli, disposti al dialogo conosci? Non sono questi i sentimenti? L’uomo sa aprire il portafogli è vero ma il cuore? Un uomo che é così durante il rapporto non può essere credibile quando per pochi giorni finge di essere zerbino. Un uomo che non ama non può soffrire.
Per me questa è strategia. L’uomo si inzerbina anche sul lavoro per non perdere il posto. Quindi inzerbinamento non é conseguenza del’amore. Sarà la presenza anche di un rivale? Quindi pura competizione con l’altro uomo?
E stai tranquillo che se la donna ritorna sui suoi passi per l’effetto sceneggiata dell’ uomo, l’uomo ritorna ad essere come prima.
Poi il fatto che la donna lasci é da apprezzare. Se non ama (verbo sconosciuto all’ uomo) più quell’ uomo é giusto che lo lasci. O deve fare come l’uomo che tiene il piede in più scarpe?
🙂
Quante parolone…
W L’UOMO ZERBIN0O!!!!
TROPPE PAROLE E POCHI FATTI, lo dico dall’inizio.
TROPPA mente e poca passione (e non parlo solo di sesso ma anche della vita.
Passa solo freddezza, glaciale freddezza.
NON MI PIACE!!!
Ciaooooo
Condor, non ti conviene! 🙂 io sono scandalosa, spudorata e meretrice! in questo sito puoi trovare figure femminili di ben altra elevatura. e sopratutto di grande empatia e di una viva intelligenza.. 😉
secondo me Anna ha colto perfettamente il punto: cioè la differenza tra AMORE e INZERBINAMENTO finalizzato ad avere dei benefici. sono due cose diversissime!
Almost, se vengo con te dici che poi siamo già in troppe ? 🙂
@Condor
Se non facessero pagare tutti i servizi le donne realmente non riceverebbero nulla a questo punto.
Io accetto questo meccanismo. Se la natura umana è questa, non possiamo farci nulla. Sono solo infastidita, a volte, dalle bugie: l’uomo è zerbino, l’uomo impazzisce per una donna (per le donne sì ma non per una), l’uomo sa amare (vuole essere amato ma non vuole amare, preferisce pagare piuttosto che amare), l’uomo soffre per amore (soffre sì ma soffre non per amore ma per possesso). L’uomo se gli togliete il posto di lavoro soffre, se gli rubano la macchina soffre.
Smettiamo di edulcorare la realtà. Basta con le telenovelas!!!
Anna, perché l’uomo non dovrebbe essere capace di amare? Non è impedito di natura, casomai vi è impossibilitato, spesso per colpa della sua natura e dei limiti soggettivi di ognuno, donne comprese.
Il punto è sempre il solito, quello di confondere l’attrazione sessuale con l’amore, quando questa è solo l’innesco offerto dalla natura animale, come ho detto mille volte, coniugata dai più in altrettanti modi, romantici, struggenti, sofferti, e chi più ne ha più ne metta, ma NON é l’amore. È un benedetto bisogno egoistico di avere a “disposizione” chi ci dà del piacere, ma l’amore richiede di più che il semplice “trasporto”, richiede una intesa intellettuale che va oltre il sesso, che è integrato all’interno di quell’intesa di cui parlavo come ulteriore mezzo di comunicazione della coppia. Se non si verifica quell’intesa, l’amore realmente umano, quindi intelligente, non esiste, e finché resiste, quello che quasi sempre viene confuso con l’amore si chiama solo innamoramento. Lo stesso che troviamo nelle specie animali per la riproduzione, solo più “civilizzato” dalla cultura, dalla morale e dall’etica.
Perché si verifichi la scoperta di quello che merita quel nome servono diversi fattori. La fortuna di incontrare la persona giusta, (che quadi mai è quella che ci fa “sangue”) maturità emotiva, cultura e…tempo. Sì, perché solo col tempo può avvenire il miracolo di scoprire che dietro lo sbarellamento che ci regala “l’in-amoramento” fisico é solo il sentimento razionale che si viene a creare con le esperienze vissute insieme, la volontà e un progetto di vita comune che merita l’appellativo, troppo abusato per i succedanei, di amore.
L’amore insomma è il frutto di un lavoro, non un regalo. Un lavoro fatto con passione, certo, ma che richiede costanza, applicazione, pazienza e capacità, e naturalmente fiducia reciproca. Perchè l’amore si fa in due, in tutti i sensi. Chi ama non ricambiato è solo un illuso o un onanista mentale.
Chi lascia una relazione “d’amore” è perché ha “lavorato” solo per sè stesso, e non con la persona giusta inoltre, perché se avesse avuto quella fortuna di incontrarla lo avrebbe capito strada facendo che c’era qualcos’altro oltre il “miele ” delle emozioni ormonali più o meno. “romanticizzate”. “È stato un grande amore ma è finito” si sente dire. Sbagliato, non è stato nè grande e neanche amore. Se va bene è stato un piacere reciproco, e se va male una tragedia, a volte fatale.
Ma come ripeto, scoprire la strada che porterà a riconoscere cosa sia il vero amore é talmente raro che non può sorprendere che se ne parli tanto, anzi ne è la conferma, e LaD lo dimostra. Continuamente.
Obiettiva con una sola B.
Anna,
Se un uomo zerbino è un uomo che insegue chi non lo vuole più, che ancora non ha capito certe dinamiche, che si mette nella bruttissima posizione del mendicante perché in quei momenti sta elemosinando spiegazioni che non gli vengono date, oppure sentimenti e comportamenti che per motivi a lui ancora sconosciuti gli sono stati tolti, allora io sono stato un uomo zerbino.
Spesso non ci si riesce a rendere conto di quanta dignità ci sia nel dolore e nei pensieri che portano un uomo o una donna a diventare dei zerbini (così ci si diverte a chiamarli), e per riflesso, di quanta indegnità ci sia nella indifferenza con la quale l’altra parte tratta, alimenta e macina il dolore che ha provocato. Per certa gente il dolore altrui diventa l’unità di misura utilizzata per misurare il proprio ego.
Solitamente gli zerbini sono attaccati al pavimento e quindi il mio livello di dignità doveva essere rasoterra, e invece, pur senza saperlo, mi trovavo già 100 metri sopra al valore di chi mi aveva usato come zerbino.
Anche in chi commette l’errore più grande del mondo può esserci una sofferenza causata dal rendersi conto di ciò che ha commesso. Il fatto che noi non crediamo che questo dolore non ci sia, non è detto che non ci sia per davvero. Sarebbe più corretto dire che su certe sofferenze tardive non ci passiamo sopra, per mille motivi, piuttosto che far passare tutti gli uomini per capricciosi, incapaci di provare dei sentimenti, perennemente infantili e incapaci di caricarsi sulle spalle il peso delle responsabilità. Troppo comodo liquidare il tutto con un bel: non esistono.