Il suicidio
di
beppino
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cio’ Marina, prima te disi che ti sì contenta adeso te me disi che non aveo pensà al trasloco sforzà. Ma no gato gnanca un amigo o un parente che te ciapa in casa anca parchè no te pol buttarte fora de casa senza alternative e cerca al manco de andar in comune a ciacolar del caso par farte destinar na casa o altro in parrocchia anche parchè da noialtri i fa cussì par i casi particolari
No , caro Luigi …non c’entra passare la palla. In questo mondo la morale corrente è che te la devi sciroppare tutta , la vita. Devi essere bello , felice , combattivo , e non sprecare questo unico , immenso dono ( che non ho chiesto) usque ad finem.
Dicevano gli antichi: la vita è una battaglia , se non vuoi combattere , puoi sempre scegliere di andartene. Mors omnia solvit , diceva Giustiniano.Oggi no.
Le derisioni per il mio fallimento sono quotidiane , ma rimango solo perchè riesco ad infliggere umiliazioni a chi mi attacca.Mi riesce particolarmente bene ( un caso di misantropia estrema , lucida , ragionata ,ha detto il mio ultimo collega psichiatra)
Se avessi letto i miei primi post capiresti. Non amo l’ amore , e non lo pratico. Criticabile , ma è cosi’.(Luna mi aveva capito , anche se non giustificato nè tantomeno solidarizzato)
gentile buck,
mi sembra che a premetterti il Gentile di aver sollecitato la finezza del tuo animo tanto da citare alcuni frasi in latino di formazione classica per cui se non c’è vita se non c’è lotta e viceversa oggi nel nostro tempo dobbiamo intenderla più con noi stessi: ego sum ergo cogito mens sana in corpore sanus, voglio dire se non vi sono vizi di intossicazione da cibo, alcool, droga etc, che con la medicina e la volontà si possono togliere definitamente per ricostruire la salute che non dovrebbe mancarti se hai fin studiato per acquisire questo tipo di educazione umanistica. Ma se il problema è nel anima è perché a noi stessi ci è data la libertà di condizionarci con i nostri pensieri e per modificali occorre che ci proponiamo di raggiungere mete diverse con fiducia di aprirci alla speranza come all’amore. ma se l’umiliazione credi di darla agli altri perché ti senti umiliato può essere un erroneo senso di colpa che hai voluto alimentare forse per quel gesto che allora indebolito o ammalato da solo non sei riuscito a controllare. Ma se il risultato è di essere ancora qui anche a scrivere vuol dire che non era quello il Tuo destino. Quindi per quella porta passa la palla a qualcun altro per allenati su un’altro campo per un altro tipo di gioco anche strategico personale ad accettare la derisione con allegria per maturare a cambiare un tipo di pensiero narcisista che non non serve e non è nel tuo vero essere volerti trascinare in troppi e inutili fallimenti. Scusami non sono un prete un psichiatra un insegnate, psicologo etc MA tutto avrei potuto, se solo avessi voluto . Un grazie da Luigi
Toni el veneto ,mi piace il tuo dialetto sai!! Allora non ci siamo capiti proprio scusa: io sono proprietaria di un appartamento di 140 m ,non sono sfrattata , il mio trasloco era un sogno : andare a vivere lontano da dove sono e sola dato che abito con un figlio ,ma tutto questo è difficile da spiegare dovrei raccontarti tutta la mia storia e non è il caso dato che è tutta già scritta quì in questo forum. Sono davvero un caso particolare!
@ Piergiorgio: ehm.. sebbene questo non giochi a mio favore, la verità è che io in terapia ci sono tornata, già a fine maggio, ma ancora ho questi “momenti” in cui il dolore mi schiaccia e non vedo via d’uscita. la mia psichiatra mi trova molto debole, triste, rassegnata al dolore, ed è successo anche che non abbiamo fatto la seduta prevista perchè ero troppo demotivata e non avrei accolto nulla di quello che avremmo fatto insieme. forse per me ci vuole più tempo per riprendermi proprio perchè ne ho lasciato trascorrere tanto prima di trovare (anche grazie a voi) la forza di ricominciare a combattere. per ora mi sembra di prenderne tante in questa battaglia, non ne ho ancora date al mio nemico/demone/dolore, però in alcuni giorni siamo riusciti ad ignorarci.. è già qualcosa?
@ Marina: ciao carissima! grazie per le tue parole, so che devo trovare la forza dentro di me, ma come dicevo sono talmente stanca che non la trovo, e forse neanche la cerco, mi sto solo “riposando”, come se tutto il periodo trascorso con la maschera addosso per fare quello che gli altri si aspettano da me, mi abbia stremato, davvero tolto ogni impulso a reagire.
oggi va meglio, nel senso che sono uscita da casa dopo qualche giorno di autosospensione dalla vita, non ho voglia di parlare nè trovo motivi per sorridere, ma sono fuori casa, riesco a incrociare le persone senza sentire l’impulso di scappare. è un miglioramento? rispetto agli ultimi giorni si. rispetto alla vita normale, no. lo capisco.
un abbraccio.
ciò Marina ! Te me gà cavà un peso parchè me sero proccupà da farme star mal . Cussì te digo che non go un dialetto da venesian verace, ma de campagna che j dise lé pi’da spagnol. Ma par la to storia che non go avuo el tempo da lesar, me par d’aver capio ch’ el se trata de un Amor. Mah, seto quante ne go lete e sentio anca en italian da farme pianser el cor tanto da desmentegar la mia , che se me meto a ciacolar rjempjmo tante de quee television e pagine da far cascar la dea poesjs. Ma non vogio come dise i venesian rompar i peoci (cozze) ma par tuto el to sol te ringrasio e te saludo da lontan , più vita e splendor .
N.B Anca a versar la finestra par buttar sò , robe vecie,
luigi 9252 mi ha colpito molto ciò che hai scritto… penso che aiutino molto di più parole tanto dure quanto vere, piuttosto che mille incitamenti a lottare…tanto, quando stai veramente male, lottare, sbatterti, provarci è l’ultima cosa che vuoi fare. preferisci lasciarti andare, seguire la corrente che ti porta alla deriva del tuo essere. dormire e cancellare la tua esistenza in un oblio interiore, in un continuo stato di intossicamento dei sensi, per non sentire + niente, per diventare solo materia inorganica, e niente più.
io,io,io, non c’è la faccio… vedo buio…. nessuno mi capisce….. voglio solo riposare………..voglio finirla con tutto………. per noi che vi stiamo intorno invece una passeggiata, siamo sempre li cercando di dire la cosa giusta, attenti persino alle
espressioni…se no vi turbiamo, la nostra normale esistenza viene annullata diventiamo il vostro bastone e se una volta non ci siamo, magari solo perchè ci vogliamo concedere un minuto di vita nostra, ritorniamo indietro correndo senza quasi più un po’ di fiato per respirare perchè non sappiamo se durante la nostra assenza è successo l’irreparabile. Non diciamo mai la cosa giusta,perchè l’unica cosa che volete sentire sono bugie, la realtà quella no…è sbagliata per voi…alcune volte gli vorrei urlare contro perchè anche la mia vita sta andando a pezzi e io casini non è ho combinati io sono sempre stata onesta e sincera, ho faticato,ho amato, mi sono creata una famiglia e ora devo soffrire perchè lui ha trasformato la sua vita in un caos e non sapendone uscire…ha preso la strada più semplice………
Scusatemi, so che mi attacherete ma queste cose non si possono dire a chi avresti voglia di urlargliele le posso solo scrivere nell’anonimato di un blog
Marina, quando si vive per anni-decenni-ventenni nell’occhio del ciclone ci si aggrappa a tutto ciò che sembra stabile e fermo, anche se si tratta di cose-sensazioni-emozioni negative.
Quelle che, in genere, hanno la “brillante” caratteristica di non cambiare mai (quantomeno nelle nostre convinzioni e fino a prova contraria).
E poi…quando si tratta di ribaltare la propria esistenza come se fosse un materasso impolverato per portarla ad un livello migliore rispetto al precedente….possono scattare mille paure che non si sarebbe mai potuto immaginare di poter provare una volta usciti dal tunnel.
Paura, insicurezza, malinconia, disagio, terrore della solitudine anche se la compagnia non andava bene o stava stretta.
A volte le cose che più fanno paura sono quelle che si sono sognate per anni. Quando le hai lì, a portata di mano, scatta una sorta dii embolo che ti porta quasi a rinnegarle.
E la tentazione è quella di scappare e di lasciare le cose come stanno.
Anche se stanno strette.
Anche se non vanno bene.
Non so se tutto questo sia normale, se sia normale per quelli che hanno passato periodi indecenti o se sia una reazione fuori dai parametri classici della normalità.
So che batti la paura e fai il salto sarai felicissima di una cosa: di aver ascoltato e di aver dato fiducia ai tuoi sogni e alle tue ambizioni.
E, chi lo sa, scoprirai che dietro a quella porta che ti faceva tanta paura c’è la serenità.
Ed è ciò che ti auguro 😉
P.s. M. ha smesso di scrivere e di leggere dopo una serie di scontri a fuoco in altre lettere con una serie di misogini pieni di rancore, livore, odio e dopo aver letto frasi del tipo: “ti auguro di sfracellarti” (emotivamente, non fisicamente credo….almeno spero.
Ele: anche autosospendersi dalla vita, se fatto a scopo terapeutico, non è una scelta malvagia.
Ma poi: è veramente sospensione o si tratta di staccare la spina per riprendere fiato?
E’ positivo sentire l’esigenza di staccare, di avere “due ali di aliante per volare sempre più distante ed una baracca sul fiume per pulire in pace le piume” come cantava Fiordaliso anni fa.
Vale per tutti. Per chi ama la gente, la confusione, ha ottomila amici e ama stare in piazza a ridere e fare casino e per chi, non appena può, chiude il mondo fuori dalla porta perchè in mezzo alla gente non si trova a proprio agio,
Chi lo sa, magari l’essere un “animale sociale” non è nelle tue corde neppure in stato di benessere emotivo. E isolandoti ti rintempri.
Io quando sono da sola o in compagnia della mia ristrettissima cerchia di “gente come me” recupero tutte le energie.
Se mi proponessero shopping-aperitivo-palestra-ristorante-localenotturno con le amiche per stare meglio probabilmente imbraccerei un fucile.
E se mi costringessero a realizzare la sequenza di cui sopra probabilmente utilizzerei il fucile a metà serata :-).
Cara Ele, non ti devi abbattere se un giorno sembra che vada meglio ed un altro sembra che il mondo ti crolli addosso.
Sono fasi del percorso.
Di un percorso che ha salite e discese che fanno sembrare ancora più irte le discese successive.
Ma non devi battere il record mondiale dei centro metri. Non devi dimostrare niente a nessuno.
E se , adesso, il tuo passo non può che essere più lento di quello di una lumaca bè….procedi un cm alla volta. E fermati se ti senti stanca. E riparti se ti senti di farlo. Altrimenti è una violenza che eserciti su te stessa.
Birillo: zau anche a te e al bau.
Lunetta: un bacino .-)