Il suicidio
di
beppino
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ciao a tutti,e da tanto che penso a suicidio visto che non ho piu nessuno,ne familia,ne amici,neanche un lavoro.
La solitudine mi ammazza pian piano,non avere una familia per poter festegiare il Natale…
non riesco a fare nulla,non mangio,non esco piu di casa e voglio solo morire!
caro luca belle parole le tue del tutto condivisibili se non ci fosse il piccolo particolare che a volte frutti buoni da cogliere, prospettive da vedere non ce ne sono e i dispiaceri ti cadono sulla testa come pioggia; non sono ne giovane ne vecchia, sono , a detta d’altri, bella intelligente ecc… eppure per una serie di scelte sbagliate mi ritrovo un una disastrata situazione ex matrimoni oda chiuidere senza o quasi lavoro(e mi dici adesso chi ti asssume?) e con una storia che credevo ,importante finita(mi hanno appena datonotizia che l’uomo che amo e ho avutoper 2 anni è stao visto in tenera compagni di una donna che ha l’età di sua figlia fino a 7 mesi fa la sua vita ero io) sono stanca di lottare x tutto, di tirar su una figlia da sola di farmi carico di responsabiltà e di continuare a fingere tranquillità. Voglio solo un posto dove veramente ci sia pace silenzio non più bugie ipocrisie varie, una piccola cuccia dove poter dormire. e allora perchè non aprire tutti i miei sonniferi?
Oggi ho riflettuto su quanto è difficile convivere per vivere.
Credo che le maggiori difficoltà, anche se non tutte: ad esempio le malattie, ci vengano propinate dal cosiddetto “prossimo”.
Oggi ero davanti a una farmacia con la mia ragazza, passeggiando tranquilli mano nella mano.
Passano, andando nella direzione opposta, due ragazzi sui vent’anni, marocchini e con facce non rassicuranti.
Naturalmente non potevano passare senza dir niente e quindi, nella loro lingua, ma in modo comprensibilissimo, fanno un apprezzamento poco carino e sghignazzano.
Io mi fermo e li guardo e loro proseguono. La mia ragazza comincia ad avere paura che accada qualcosa e io non so cosa augurarmi, perchè la voglia di menare le mani è tanta, ma insieme c’è lo sguardo di lei che implora di lasciar perdere e a paura dello scontro.
Insomma, un piccolo, stupido episodietto che fa capire come una giornata può essere rovinata da due persone che ci irridono. Personalmente mi è venuto il sangue agli occhi e se non fosse che uso troppo raziocinio mi sarebbe piaciuto massacrarli, probabilmente finendo massacrato.
Odio puro, odio feroce, voglia di sangue, di uccidere, di vedere i loro cervelli sparsi per la strada.
Basta poco per perdere la brocca.
E non farlo per paura fisica, per quieto vivere, e lasciargliela vinta, coi loro sghignazzi idioti.
Cosa c’entra tutto questo in un forum sul suicidio?
C’entra, perchè la stima per noi stessi parte dai piccoli episodi e così lo sgretolamento della stessa passa per piccole angherie che dobbiamo subire.
Violenze tremende eppure a prima vista piccole.
Come comportarsi? Come risolverla senza sentirsi una merda ambulante che la lascia vinta? Come preservare la propria vita dalla violenza che tutt’intorno ci circonda? E parlo della violenza, più che fisica, psicologica.
E’ un mondo così orrendo.
Vale la pena viverci? Combattere ogni giorno contro i mulini a vento?
Elisa, ti sento molto vicina, credimi.
Se vuoi parlare con me ne sarei felice.
Scusate se mi intrometto in questo argomento verso cui nutro un profondo senso di rispetto.
Ho letto una cinquantina degli ultimi post e mi è sorto spontaneo riportare alcuni miei pensieri a riguardo.
Anche io in passato ho avuto momento bui. L’idea del suicidio non l’ho mai abbracciata seriamente, anche se ogni tanto il solo pensiero pareva un sollievo. Leggendo le vicende qui riportate mi rendo però conto del profondo senso di rispetto che mi è scaturito per le persone che stanno affrontando periodi DAVVERO difficili. Non sto offrendo la mia pietà o la mia compassione ma semplice e incondizionato rispetto.
Anni fa pensavo che il suicidio fosse solo uno smacco in faccia a chi lotta per vivere ma ora non la penso più così. Nessuno, tantomeno il sottoscritto, può permettersi di giudicare coloro che sono giunti al punto di volerla far finita, perchè gli avvenimenti che li hanno condotti fin lì probabilmente sono così terribili che non posso nemmeno immaginarli.
Mi sento insignificante, piccolo e misero in confronto a voi, perchè molti soffrono al punto di voler terminare la propria esistenza, spesso per forze di causa maggiore, mentre io posso ancora permettermi alcune speranze. Non posso nemmeno immaginare quanto debba essere terribile e il cervello mi si riempie di “perchè?” se cerco di capire come mai la sorte sia stata così terribile verso così tante persone.
Non voglio sembrare quello che fa finta di essere vicino ai sofferenti, standosene comodamente seduto a scrivere davanti ad un computer. Io non sono vicino al vostro dolore, perchè è così grande da farmi paura e me ne tengo inconsciamente alla larga. Però non posso davvero nascondere il grande rispetto che sento in questo momento, per voi e per le difficoltà che state attraversando.
Quando sento persone che gettano m***a in faccia a chi pensa di farla finita, sentenziando come se sapessero tutto di tutti, credo che invece dovrebbero proprio fare il contrario e ritirarsi con un minimo di rispetto per chi è in una situazione così estrema.
Quando leggo le autocommiserazioni di chi si sente “misero e fallito”, proprio a causa di queste situazioni difficili… mi verrebbe da urlargli che è tutto il contrario, che i miseri ed i falliti sono quelli come me che riescono ad andare avanti spesso grazie alle condizioni favorevoli e poco altro.
Nessuno che soffre dovrebbe mai considerarsi misero o fallito…
Spero di non essere sembrato uno sviolinatore gratuito. Volevo solo condividere un mio pensiero.
Ciao Gewrekan, il tuo post non è affatto inopportuno. E’ il post di una persona che dimostra rispetto verso i suicidi ed il suicidio più di quanto ne dimostrino alcuni potenziali, anzi, SEDICENTI potenziali suicidi.
Ho abbandonato l’idea del suicidio ma nutro un rispetto talmente forte nei confronti di chi arriva a questo gesto estremo da essere schifata da chi ne parla con leggerezza, come un qualcosa a cui dedicare i propri pensieri fino a quando un amico ti fa uno squillo sul cellulare per invitarti a mangiare una pizza o a bere una birra per poi riprendere a pensarci una volta rientrati a casa.
Nessuno dovrebbe giudicare perché nessuno può conoscere la reazione che una catena più o meno lunga di grossi drammi, piccoli incidenti, sviste colossali e non, false opportunità può scatenare all’interno della nostra mente. Una mente il cui funzionamento, a volte, è ignoto persino a noi stessi.
Però, in certi casi, la presa in giro verbale di oziosi fanfaroni impegnati unicamente nel rotolarsi in seghe mentali è talmente evidente da rovesciare lo stomaco.
Non sto parlando dei sopravvissuti.
Sto parlando dei bugiardi, dei fanfaroni, degli esagerati, dei mitomani. Di quelli per cui il suicidio non è altro che un parolone di cui riempirsi continuamente la bocca salvo farsela addosso se, per esempio, il medico consiglia di fare le analisi del sangue….
Già……alcuni sopravvivono…….Magari con un atteggiamento completamente autolesionistico ma sopravvivono.
C’è chi si rifugia nella preghiera, chi nell’odio, chi nella violenza verso gli altri o verso sé stessi. C’è chi si isola e perde il concetto di spazio-tempo (sempre ammesso che esista) e chi si butta nel sociale e, a volte, si prodiga per il prossimo, a volte si consola con le disgrazie altrui. C’è chi si attacca a tutto pur di non sprofondare e viene quasi maledetto dai propri compagni di sventura che non hanno la stessa agilità nell’aggrapparsi ad un filo di erba sospeso nel vuoto.
C’è chi non sopravvive. Perché un giorno si sveglia e scopre di non farcela più. Di non riuscire più a stare stretto in un corpo, sentendosi soffocare, sentendosi costantemente sopraffatto, legato, incaprettato, solo ed in balia di eventi totalmente incontrollabili.
Altri, invece, non sopravvivono perché, in realtà, stanno vivendo benissimo e si divertono a scherzare come quei pirloni che si impegnano in giochi “estremi” sfidando la morte e perdendo clamorosamente.
C’è chi chiede mille aiuti ma poi, alla fine, ama crogiolarsi nelle proprie disgrazie o “disgrazie” e si accascia sul soccorritore pretendendo assistenza 24 ore su 24, insultando o bacchettando o aggredendo se il soccorritore ha (anche) altro a cui pensare.
C’è chi crede di stare bene e rovina oltre alla propria esistenza anche quella di chi lo circonda e non può fisicamente, economicamente , anagraficamente “spostarsi altrove”. E non si renderà mai conto del male che ha fatto né, tantomeno, cercherà di fare qualcosa per rimediare (sempre ammesso che esista un margine per rimediare).
C’è chi è convinto di stare male ed impegna la propria mente nel trasformare situazioni inoffensive in scenari tragici pur di ingannare sé stesso e gli altri e aggrapparsi all’idea del suicidio come le attrici degli anni venti si aggrappavano ai tendaggi nelle scene particolarmente drammatiche.
E ci sono anche quelli che un giorno si svegliano e …..ohhhhh……gli si apre un mondo davanti e scopre che “oibò, ullalà, perdinci basta una corsetta, una nuotatina per abbandonare l’idea della Morte come unica soluzione”.
Mi sono resa conto che, a volte, è proprio chi si dichiara potenziale suicida che infanga, sminuisce questo atto minacciandolo a vuoto o utilizzandolo per scroccare attenzione e, magari, favori.
E in mezzo a questi scrocconi, a volte, c’è il vero povero cristo, che in silenzio, senza ragliare, senza darsi una mazzata sui piedi per poter urlare “AHIA….che tragedia” , impugna una pistola e fa bang, o svuota l’armadietto dei medicinali e degli alcolici, o si butta dal ventesimo piano oppure muore piano piano senza fare nulla di particolare e limitandosi a non vivere. Oppure un giorno cerca di fare qualcosa per sé e di rendere partecipi gli altri per tirare fuori dalle sabbie mobili chi ha un dolore, una tragedia, un dramma simile al proprio.
Sono queste le uniche persone che rispetto. Sopravvissute o morte che siano.
Le persone il cui dolore, le cui decisioni non vanno commentate o giudicate o fatte oggetto di dibattiti inconsistenti ed inconcludenti.
e’ da una settimana che la mia vita e’ finita, il mio cuore e’ morto, . racconto brevemente la mia storia. tre anni e mezzo fa, stanca della mia convivenza di 11 anni che ormai era diventata solo routine, ho conosciuto in rete un uomo, l’ho incontrato e da li’ e’ iniziata la mia ossessione e il mio incubo. ho chiuso la storia con il mio ex compagno sperando di poter costruire qualcosa con quest’uomo ma e’ stato solo l’inizio dell’annichilimento totale di me stessa. sino a quest’ultima estate andava e veniva quando voleva dalla mia vita, ero completamente in sua balia, lo cercavo e mi umiliava, elemosinavo il suo amore e le sue attenzioni ….so che era sbagliato ma non potevo fare niente altro, avevo bisogno di lui come dell’aria fresca che si respira.poi questa estate sembra accadere il MIRACOLO ….dice di essersi finalmente innamorato di me , che mi sente ormai come un pezzo della sua vita.. iniziamo a vivere insieme nella mia casa in affitto, facciamo progetti di comprare una casa, i figli nati dal suo precedente matrimonio stanno bene con me..il 24 dicembre, la sera della vigilia, apro un biglietto in cui mi scrive che spera i nostri progetti si realizzeranno presto e che mi ama tanto. sono giorni un po’ di attrito questi, mi lamento del fatto che anche nelle feste mi devo sorbire i suoi amici, quegli amici che fanno costanti battutine nei miei confronti, quegli amici con i quali io proprio non riesco a legare ma verso i quali lui invece nutre un rapporto quasi morboso.il 28 sera all’interno di un centro commerciale litighiamo e lui , tornati a casa, mi dice che basta e’ finita, che a lui non piace come sono io e a me non piace com’e’ lui, che ha bisogno di stare tranquillo e che gli e’ troppo pesante sorbirsi i miei problemi.
dovevamo partire insieme il capodanno per passare qualche giorno fuori con gli amici di cui parlavo prima ed ha deciso di partire da solo dicendomi che non mi vuole piu’ con lui. ieri sera e’ venuto a prendere parte delle sue cose e presto tornera’ a prendere il resto.
la mia vita e’ finita , quando respiro mi brucia la gola, a dire il vero non ha piu’ alcun senso respirare. vorrei addormentarmi e finalmente non svegliarmi piu’, non sentire piu’ la vita, ne’ i rumori…finalmente riposare, dare riposo alla mia sofferenza, sconfiggere la mia ossessione, il mio incubo da cui non riesco a liberarmi, nemmeno dopo ormai molti mesi di psicoterapia.. mi sento maledetta e non ce la faccio davvero piu’….ma sino ad oggi sono stata
Caro Eme,
dici che chi proclama di voler morire spesso è solamente un pagliaccio che cerca un pò di attenzione.
Sai, io ho pensato molto prima di scrivere su questo sito e come dici tu, so bene che nessuna parola, anche se di conforto mi potrà mai davvero essere utile.
Eh sì, perché la gente a volte per curiosità passa per questi siti, e abituato a vivere una vita abbastanza mediocre giudica chi soffre e soffre davvero.
Io credo che in fondo ci voglia più coraggio a morire che a vivere…perché a volte è più semplice trascinarsi un corpo senz’anima che avere la fermezza di dire basta.
E allora ti chiederai perché l’ho fatto?..forse perché ho sentito dentro di me che il mio dolore era talmente grande che doveva essere ascoltato in qualche modo.
Fuori la gente ride delle disgrazie altrui, le minimizza, e giudica giudica sempre.
Io so bene che la maggior parte delle mie disgrazie sono dovute a me..e sai perché..perché oggi ad andare avanti sono le persone senza scrupoli, le gatte morte senza valori, i menefreghisti.
Una ragazza seria, che vorrebbe vivere col sorriso, con ironia, viene vista come “sfigata” e allora ecco che viene allontanata..perché se no i loro grandi amici li criticheranno..diranno perché esci con questa poveraccia?non è come noi!!!
E così si resta soli, un bel giorno si scopre di avere un bel cancro e credimi si arriva a provare gioia, eppure anche in quel caso trovi qualcuno che ti impedisce di morire, di inganna promettendo di aiutarti a mettere fine ai tuoi patimenti, in realtà è l’ennesima presa in giro.
C’è anche l’amore della tua vita che in realtà ti telefona solo per pietà..e ti ha lasciato su msn..e sai qual è il vero motivo?una gatta morta l’ha portato via, una che si è data subito senza troppe spiegazioni. Cerchi di aprirti gli altri, ma tu mi insegni che si merita più rispetto nel rimanere in silenzio..e forse hai ragione, il dolore è come l’ultrasuono, è talmente forte che non si riesce a sentire.
anche una codarda….ho pensato molte volte al suicidio, anche prima di oggi…poi pensavo alle mie due gattine, chi si sarebbe mai preso cura di loro? ma sono veramente molto molto stanca….potrei sistemarle con il mio ex compagno che tanto le amava e poi essere finalmente libera.
Non ho nessuno mai con chi sfogarmi, fatta eccezione per la mia psicoterapeuta, non ho amicizie e con la mia famiglia ho rapporti solo formali e di cortesia…credo che tutto questo renda la cosa ancor piu’ pesante.
sono molto sensibile…troppo…e molto riservata faccio molta fatica a inserirmi con le persone