Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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@pianeta lontanissimo: dici delle belle cose davvero…non conosco la tua storia, ma sarei curiosa di sapere se c’è un motivo che spiega il perchè del tuo nick: ”lontanissimo”… 😛
Cara F.; vedo che nonostante tutto non hai perso la voglia di scherzare … mi fa piacere. Non vi voglio più tediare con questo mio problema, ma mi sembra chiaro ti devo una risposta. Ovviamente mi riferivo al mio temperamento passionale, al fatto che quando mi innamoro sul serio vivo le storie con grandissimo trasporto … Forse le donne non ci sono più abituate. Forse siamo diventati tutti matti. Mi guardo intorno e vedo tanta gente terrorizzata, che vive nella paura di lasciarsi andare, di abbandonarsi alle emozioni, di trasformare in realtà i propri sogni… io non ci capisco più niente.
Più in generale, e prescindendo dal mio caso particolare, noto una grandissima paura di essere felici. Niente di più paradossale, lo so, ma a me sembra che la realtà sia proprio questa. E’ un problema che riguarda molta gente depressa, ma anche molta gente apparentemente sana.
Ho conosciuto gente che era letteralmente terrorizzata dalla felicità e che la fuggiva come la peste. Qualcuna era così intelligente che se ne rendeva conto e lo ammetteva apertamente. La maggioranza non ne aveva il minimo sentore.
L’infelicità sembra esercitare uno strano fascino su certe menti contorte e problematiche. L’infelicità ha un suo tepore rassicurante; appare come un porto sicuro, come un rifugio tranquillo e tranquillizzante, dove si può trascorrere la propria pseudo-esistenza senza il rischio di emozionarsi troppo. I motivi possono essere tanti. Esperienze traumatiche che hanno lasciato un’impronta indelebile … autolesionismo più o meno inconscio … la sensazione, del tutto immotivata, di non valere niente e di non meritare niente… un’oscura volontà di punirsi e di castrarsi … La cosa è particolarmente triste quando a cadere in questa trappola sono delle persone meravigliose e adorabili, che avrebbero tutte le potenzialità per essere felici. Persone assolutamente straordinarie, dotate di una sensibilità incredibile, che avrebbero il potere di compiere miracoli e di trasformare la nostra vita nel Paradiso terrestre.
Il senso dell’umorismo è molto importante; complimenti … fammi la cortesia di non mollare.
Carissimissimissimo pianeta lontanissimo
Pensa un po’ che….. io mi sono fermata ad un certo punto della biografia di Annibale perché non riesco a leggere della sua disfatta. Mi dispiace anche se so che così è stato. E mi dispiace pure quando leggo che il Re e la Regina di Francia e i loro bambini non sono riusciti a salvarsi. E la fine del Re bambino affidato ad un ciabattino manesco e cattivo mi dà una tristezza….e pensare alla Regina che lo vedeva dalla sua prigione, senza poter nemmeno abbracciarlo. Ogni Rivoluzione diventa Sangue. Anche io tifo per gli oppressi ma sono contro ogni forma di violenza perpetrata a danno di chiunque. L’abuso e la sopraffazione mi sconcertano e disgustano. E tutta la Storia mostra come invece pochi riescano a fare del male a tanti. E questo è inaccettabile e vergognoso. Tornando a te, concordo quando asserisci che la parola amore spaventa diverse persone perché Amore è abbandono e abbandono è perdita di sé, temporanea per una ricrescita diversa. O almeno così dovrebbe essere. Per colpa di persone crudeli, insensibili, immature o calcolatrici, tante persone che hanno tanto da dare si vedono invece relegate al “tu sarai come l’altro/l’altra prima di te. non ci credo più”. E questo dall’Alba dei Tempi ahimé. Unica soluzione: frequentarsi e conoscersi. Attendere, pazientare e valutare.
Alcune donne prediligono uomini “duri” e parchi di esternazioni affettivi. Io apprezzo la dolcezza e la costanza. Le stesse mi fanno stare bene in ogni contesto amicale o non. Per dolcezza non intendo “mielosità” o “melancolia perpetua”. Ma sono sicura che si impara da ogni esperienza. E sono altrettanto sicura che ci sono persone che vivono solo sui resti di altre persone perché non sanno confrontarsi e la loro autostima si nutre dell’azzeramento dell’autostima altrui. Le ragioni? Varie a sentire psicologi e psichiatri. E poi ognuno pensi quel che ritiene giusto. Ogni persona ha un pregresso che può segnarlo positivamente o negativamente, un presente positivo e negativo a dipendenza dei momenti ed un futuro dove può ancora avvenire di tutto e di più. Si spera sempre in bene. La vita è bellissima ma difficilmente rispetta i deboli ma ogni debole può diventare fortissimo.
Carissimissima F :-))
So quel che si prova quando si sta male dentro e chi non lo ha mai provato non potrà mai sapere quel che si prova. Il fatto di vivere situazioni in maniera estrema può voler dire che si è molto sensibili o che si è molto innamorati (bello quando capita e preferibilmente essendo corrisposti 🙂 )o che si viene costantemente confrontati a situazioni di disagio che creano ansia, instabilità , sofferenza. Una persona attaccata su più fronti sopravvive solo se qualcuno l’aiuta a meno che sia Superman o Wonderwoman. Quando si hanno situazioni familiari non necessariamente piacevoli ci si sente fragili e poco amati, questo generalmente parlando. L’amore dei genitori rappresenta la prima forma di amore e prima fonte di autostima e senza autostima una persona è vuota. L’autostima ti fa dire: TU NON MI FARAI CREDERE CHE VALI PIÙ DI ME. La mancanza di autostima provoca autolesionismo e masochismo. Questo secondo testi psichiatrici ecc. E quando si soffre, ogni lacrima, ogni grido, ogni ora gettata , ogni ora in più regalata ad un sonno per evitare la realtà erode l’autostima. Ma poi si torna a ricostruire . Mi fa piacere leggere che ti sei rivolta ad un medico e sono sicurissima arcisicura che al momento giusto vorrai fare quel che ritieni giusto. Tu hai la volontà di farlo. Ti riposi un po’, raccogli le forze, rivaluti quel che ti fa bene, trovi uno sport se non ne fai ancora (magari invece sei super sportiva) e ti prendi cura di te. Un passo alla volta. Poco alla volta perché il percorso è lento e pieno di insidie. Evitando magari, se posso permettermi il parere, le persone che invece ti danno input negativi. Mi spiego, se io mi circondo di persone che sempre piangono, e solo di quelle per un lungo tempo: continuerò a piangere. Potrei invece frequentare anche persone che mi dicono: dai esci, dai vieni, dai dai..Questo è capitato a me. Una mia amica mi aveva “costretta” ad iscrivermi a dei corsi in una palestra, mi telefonava. Ed alla fine, sfinita, ero andata.
Non conosco la tua situazione personale ed ho rispetto della tua privacy. Ma dici che hai il cuore spappolato. Se si tratta di un uomo che ti ha fatta soffrire, solo il Tempo aiuta ma poi passa il dolore. Sempre genericamente parlando perché ogni caso fa stato naturalmente. Ci sono dei libri bellissimi di Federica Bosco: 3 libri. Sono divertenti e leggendoli a volte sorridevo. È un suggerimento, un parere. Solo tu sei padrona della tua vita e nessuno deve darti lezioni. Un abbraccio
@pianeta lontanissimo
Mandarti a quel paese…e perchè dovrei?
Comprendo perfettamente le tue parole.
Cerco di distrarmi in tutti modi e fallo anche tu…ma quando il dolore diventa insopportabile il desiderio di morire è lì davanti a me.
Vorrei fargli ciaociao con la manina ma non ci riesco….mi sembra l’unica alternativa possibile.
Ho certi momenti di abbattimento che non ti dico…ma è anche vero che il suicida, si suicida e basta…senza fare troppe storie….insomma, senza lagnarsi e gridarlo ai quattro venti…
Il vero suicida non ha paura di morire e non ha bisogno di trovare il coraggio per farlo.
Che dire?
Sì, forse per quelli come noi esiste ancora una speranza…per averlo scritto vuol dire che sei sulla buona strada…riesci a scorgerla…io non ancora…tutto nero pesto!!!!
Cmq, grazie 🙂
Un abbraccio forte
@simone
L’amore per se stessi innanzi tutto…è una cosa che t’insegnano da piccoli ….l’ amor proprio… una roba difficilissima da attuare da adulti …quanti danni possono fare dei “cattivi maestri” …
è incredibile!
Un abbraccio forte
Salve,sono entrata in questo forum perchè oggi ero un po’ triste.
Non credo si possa giudicare la tristezza (disperazione) di un’altra persona ma non si può certo dire che il suicidio sia una cosa buona.
Lo so è liberazione, quando non c’è speranza, quando hai lottato fino a non poterne più e non è servito a niente perchè ti sembra che niente sia cambiato e devi ricominciare tutto da capo.E non hai le forze perchè sei troppo stanco…
Allora si ti culli in questa idea perchè ti sembra l’unica cosa possibile per riposare…
Non è così però.
Io l’ho vissuta e l’ho rivissuta.
E mi sono curata e non so se ne sono uscita o per quanto.
vivo accanto alla depresione da quando sono nata, e la mia mamma si è ammalata, ma finchè non ti capita non sai com’è…
purtroppo non c’è una formula magica per uscirne
Io ho lottato, e se dio vuole sto meglio, ma vi assicuro che si pùò uscirne.
Chiedete aiuto e fregatevene se sembra che non vi voglia ascoltare nessuno.Voi pretendete di essere aiutati.
non vale mai la pena rinunciare….
A volte ciò che spaventa, ciò da cui si fugge non è ciò che può darti un altra persona ma è il male che si potrebbe fare ad un’altra persona.
Le aspettative che verranno deluse in quei momenti di Vuoto che arrivano all’improvviso e colpiscono alle spalle, i silenzi, le crisi di nervi del tutto immotivate, i momenti di Morte. Già….quei momenti di oscurità che si staccano dal muro come ombre, ti saltano addosso e ti tolgono tutto ….e tu non sai che fare.
Qualsiasi disagio mentale ha mille sbocchi, mille vie di uscite e a volte occorre tanto tempo per poter individuare tutti quei maledetti passaggi segreti.
E se si mette un piede in fallo, si inciampa, si cade….. si torna indietro e si ricomincia da capo come in un gioco assurdo dove la posta in gioco è la Vita stessa.
Si parla di chi vuole vivere e di chi si è arreso.
Di persone vive e di zombie.
E gli spaventati?
Quegli ibridi che sono vivi e vivono attraverso uno specchio di Non Vita?
Quelli che hanno provato e fallito mille volte e che hanno ancora voglia di rimettersi in marcia ma hanno una giustificata e paura per sè e per chi con sta con loro?
Quelli che hanno bisogno di un tempo incalcolabile (1 giorno? 1 mese? 1 anno? 10, 20 30 anni???) e devono, DEVONO, mettere in conto che potrebbero non riuscire a tirarsi fuori dal fondo del tunnel.
A volte c’è un evento, un dramma, uno stato d’animo alla base di tutto.
Lo puoi riconoscere, isolare, affrontare e, forse, sconfiggere.
Ma a volte c’è un intero sistema di vita, un indole, un carattere, un dna che rende tutto confuso e fa sbagliare troppe strade troppe volte per non aver paura, terrore di coinvolgere chi non c’entra nulla e rischia di pagare un conto troppo alto cadendo da una vetta spinto da chi stava tentando di imparare a volare.
Cari amici e care amiche
si può cercare di vincere la paura, qualsiasi forma la stessa possa assumere, e in questo modo, poco alla volta si recuperano le forze.
La paura può essere vinta. Passa, si sdraia un attimo, ma poi deve andarsene. Altrimenti si adagia e rimane. La paura segnala un disagio e aiuta. Se persistente comanda e fa tabula rasa. Una buona notte a tutti voi 🙂
Grazie a tutti voi per avermi tenuto compagnia. Mi sono appena operato, sono ancora convalescente e voi avete reso più piacevole la mia domenica.
Animula; mi permetti un ultimo excursus storiografico ? Io sono convinto che Annibale sia stato il più geniale, il più coraggioso e il più eroico generale del mondo antico e forse non solo di quello antico. Lo sai che le sue strategie militari sono state imitate perfino dai generali tedeschi nella prima guerra mondiale ? Purtroppo la sorte non premia quasi mai i più meritevoli. Premia chi possiede maggiori mezzi economici e maggiori risorse materiali.
A parte questo, io ho l’impressione che tu sia una persona molto dolce e molto affidabile; una donna che probabilmente ha raggiunto un certo equilibrio dopo avere superato alcune traversie. Credo anche che tu sia molto romantica e che creda davvero nell’amore; solo che non ne parli apertamente per una forma di riguardo e di pudore. Il mio intuito si sbaglia di rado su queste cose. Parli della depressione con grande cognizione di causa; come una persona che ci è passata attraverso ma che è riuscita a venirne fuori. Mi sbaglio ?
Patty; mi chiedevi di questo nick … credo che abbia un duplice significato. Quel pianeta sono io, che vivo, mio malgrado, in uno stato di alienazione e di disadattamento rispetto alla maggior parte della gente che ho attorno … ma il nome allude anche alla felicità e in particolare a una persona che io vedo così … come un pianeta lontanissimo e probabilmente irraggiungibile. Un astro del firmamento che splende più di tutti gli altri ma che le circostanze della vita hanno posto a una distanza siderale dal sottoscritto.
Cara F,
l’amor per sè stessi è una cosa difficilissima da attuare, come hai detto tu, o meglio, dipende dal carattere di una persona…è risaputo che le persone più sensibili, più consapevoli e più altruiste sono quelle che soffrono di più, che prendono più bastonate dalle persone e che più facilmente cadono in depressione…mentre le persone stronze o che hanno amore SOLO per sè stesse e riservano il peggio agli altri sono quelle che più hanno dalla vita e, soprattutto, sono circondate di persone.
Penso che una delle ricette per vincere la depressione sia diventare più menefreghisti verso ciò che ti circonda, è brutto da dire, ma è così. Purtroppo non è una cosa così facile, per uscire da questo stato bisogna avere la fortuna di trovare quel qualcosa che faccia scattare in te la voglia di vivere, o meglio, di iniziare a vivere per te stessa…di certo non può farlo un farmaco o un medico.
Io non conosco bene i motivi per cui tu ti senta così, ma tra i tanti so per certo che hai avuto una delusione amorosa: non DEVI permettere che una persona ti rovini il resto dell’esistenza.
Come hai detto tu i cattivi maestri possono fare tanti danni, a volte però il nostro peggior maestro siamo proprio noi stessi! Per cui reagisci, togli questo brutto pensiero dalla tua mente: per farla finita c’è sempre tempo, mentre se ti suicidi te ne pentirai, e di tempo per tornare in vita non ne avrai più! Quindi devi restare viva e vegeta! : ) Per raggiungere la felicità tutti dobbiamo passare attraverso la tristezza, certo, la depressione è lunga da sconfiggere, ma tu non hai nemmeno idea dell’euforia che proverai quel giorno che ti sveglierai e riuscirai di nuovo a sorridere dopo mesi o anni che non lo facevi. Sarai più forte di prima.
Noi siamo gli ultimi di ieri, ma i primi di domani. Un abbraccio.