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La guerra di Piero, indignato da 20 anni

di Pierogiotti

COME SI FA LA RIVOLUZIONE attraverso il volontariato politico.

Solo con la partecipazione i cittadini possono cambiare l’Italia, non c’è altra speranza, nessuna delega, nessun salvatore ne tantomeno il tempo potrebbe riuscirci, il momento è ADESSO.

La nazione è in agonia, i “medici” che dovrebbero salvarla aspettano che muoia salvando il loro salvabile, non lasciategli uccidere il nostro tempo, venite in corsia, non deleghiamo il nostro futuro a gente che ha già il proprio ben al sicuro lontano dalla nostra miseria, è tempo di agire, se non sapevate come e cosa fare ma sentite che è stato superato il limite e che qualcosa deve essere fatto, una possibilità c’è.

Premesso che siamo tutti convinti che il potere politico vada sottratto al potere mediatico ed al potere economico per cercare con ogni forza di riportarlo alla maggior rappresentatività delle esigenze e delle istanze del popolo con la maggior attenzione possibile agli anelli più fragili della catena sociale e con l’obbiettivo sia di arginare i tentativi di prevaricazione e di iniquità dei pochi,sia di creare futuro di qualità se non altro almeno sulle poche cose di buon senso che accomunano la logica delle soluzioni evidenti e si distanziano dalle false logiche criminali di vantaggio dei disonesti.
Premesso che il buon senso non è legato ad una visione politica in particolare e che spesso in amministrazione pubblica in discussione non vi sono temi di filosofia politica assoluta ma semplici soluzioni che non trovano attuazione perchè chi ne è responsabile preferisce l’immobilismo alla presa di posizione ed è costretto, vincolato a logiche di partito , di sopravvivenza, di galleggiamento politico e di stipendio che ne comportano l’incapacità ad agire secondo coscienza.
Premesso che si può parlare di futuro ricominciando solo dalle poche semplici cose che accomunano veramente le maggioranze in modo trasversale, ovvero i problemi contingenti di sopravvivenza prima e le soluzioni per lo sviluppo subito dopo e che i pilastri concettuali trasversali suggeriti dal buon senso siano la Laicità, la modernita, il riconoscimento della fondamentale importanza di cultura e cultura democratica, il rispetto delle lregole e la capacità di interloquire coi diretti interessati quando si tratta un argomento sociale e a monte e imprescindibile il riconoscimento del requisito di “Onestà intellettuale“ come imprescindibile per accedere alla vita pubblica, e che questo non sia il tempo di battaglie ideologiche ma di soluzioni pratiche,
Suggerisco la mia ricetta per cambiare l’Italia dal paese del si salvi chi può e degli arroganti al paese della cultura e della solidarietà , valori che dal nostro dna gridano giustizia, sopraffatti dalle grida di uomini miserabili che non hanno mai saputo cosa sia il senso sociale e l’impegno per il loro paese.
Premesso che questa ricetta per funzionare si basa sulla partecipazione di almeno il 10% degli elettori, una volta raggiunto tale livello di adesione dovrebbe dare i suoi frutti nel giro di 18 mesi, sopratutto se saputa comunicare in maniera semplice e trasparente attraverso i mass media ed in internet.
Premesso che l’amministrazione pubblica ( Rai compresa ) sono espressioni di partito e che quindi le vie d’accesso ed i criteri di scelta siano partitiche sappiamo che per accedere quanto meno alle informazioni necessarie ad esercitare il controllo del buon senso sui piccoli e grandi “affari” a vantaggio dei singoli.. il miglior punto di osservazione è il partito stesso.
Premesso che in una sezione di partito al massimo troverai 20 partecipanti attivi sotto campagna elettorale , quindi negli unici momenti in cui i partiti aprono ( si fa per dire ) le proprie porte all’esterno, basterà portare 21 persone di buon senso per innescare la miccia rivoluzionaria della partecipazione e della coerenza. ( nei partiti non esiste ne contraddittorio ne controllo, ci stai se sei uniformato alla linea di chi non può fare a meno di rimanerci e questo trascina il livello verso il basso e respinge i giovani e le persone di qualità, trasparenti e non invischiate nelle “logoche” di potere ).
Facciamo girare questa proposta e se decidiamo di iniziare scegliamo una data simbolica per “INVADERE LE SEZIONI” che dia risonanza mediatica all’operazione dopo di che :

Tre semplici passi.

1) SCEGLI UN PARTITO, liste civiche e movimento 5 stelle compresi, quello di maggioranza sul tuo territorio preferibilmente se non hai un identità politica precisa già formata da rispettare.
2) FAI LA TESSERA, costa poco e ti da accesso alla vita di sezione.
3) PARTECIPA CON EDUCAZIONE, UMILTA’ E RISPETTO ALLE RIUNIONI DI SEZIONE e chiedi informazioni. PRETENDI CHIAREZZA ED ONESTA’ , documenta , discuti e diffondi.

Le verifiche:

DOPO 12 MESI LA PRIMA VERIFICA, OSSERVA I RISULTATI E GUARDA COME CAMBIA L’ATTEGGIAMENTO DEI POLITICI NEI CONFRONTI DELLA BASE. DI UNA BASE ATTIVA I VERTICI CHE SONO VECCHI SQUALI HANNO PAURA, SI SENTONO IN DISCUSSIONE ED INIZIANO A FARE IL LORO LAVORO finalmente in maniera democratica.

A tutti gli “Indignati” di buon senso, Piero Giotti. info@isalici.it

Lettera pubblicata il 21 Ottobre 2011. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Cittadini - Politica

La lettera ha ricevuto finora 1 commento

  1. 1
    golemelog -

    Non è male come proposta, tuttavia nella mia esperienza ti posso assicurare che:
    – le sezioni dei partiti difficilmente verranno aperte a Gruppi di almeno venti persone…
    – alcuni partiti (mov 5 stelle) ha un sistema di “reclutamento” singolo; altri (FI ex pdl ecc.) viaggiano ancora sulle nomine…

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