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Grazie Blen

Lettere scritte dall'autore  faustoferri

In questa terribile giornata ove la mia Blen mi ha lasciato, ho pensato di mitigare un po’ le lacrime (se riesco) cercando di tirar fuori gli insegnamenti che mi ha dato e quel che c’è di buono negli 8 anni passati insieme.
La mia Blen era un pastore tedesco femmina a pelo lungo, nero focato, bellissima e dolcissima, ci siamo conosciuti quando dopo aver perso Shon, sempre un pastore tedesco che ha vissuto con noi 12 anni, ho sentito di dover colmare il vuoto che aveva lasciato quel maschione un po’ intrattabile ma così pieno di amore.
Così tornando dalle vacanze in camper avevo organizzato tutto in precedenza con l’allevatore per passare a prendere, a sorpresa per mia moglie e i nostri due figli, questo batuffolo di pelo.. E’ stato amore a prima vista. Era talmente bella che ho detto a mia moglie (mia compagna di vita da 32 anni) che avrei voluto chiamarla Belen.. mia moglie sorridendo mi disse che una Belen in casa non la voleva (gelosia femminile..) così tolsi una “e” e divenne Blen..a parte questi simpatici aneddoti che i cani nel loro vivere insieme a noi ci regalano in continuazione, non voglio raccontare i nostri 8 anni insieme, perché sono nostri e solo nostri e sarebbe difficile trasmetterne l’intensità nella loro semplicità..
Voglio invece cercare di trasformare questa terribile giornata in qualcosa di propositivo.
A soli 5 anni dopo varie visite le è stata diagnosticata la PLE (enteropatia proteino disperdente), una malattia che viene, e che a volte può essere tenuta sotto controllo ma a volte come nel nostro caso non da scampo. Ho provato di tutto, tutta la farmacologia possibile, sono andato ovunque, ho parlato con diversi specialisti, ma non c’è stato niente da fare, la malattia ha vinto.
Però ho imparato molto in questi 8 anni.
Ho conosciuto tra i vari veterinari e specialisti chi lo faceva solo per lavoro e chi invece come la mitica Federica Cappelli, la veterinaria che la Blen ha più amato ma che poi la vita l’ha portata a trasferisci in Romagna ( pur restando sempre in contatto con noi) o il dottor Procoli di Bologna, ottimo professionista e capace medico.
Ma ciò che ho capito ancora di più, è quanto amore hanno i cani da donare, amore incondizionato.. si perché un cane se malauguratamente il suo padrone dimentica per un giorno di dargli da mangiare o da bere, cosa che non deve accadere, lui comunque aspetterà.. e aspetterà.. non romperà cose o morderà persone.. solo aspetterà.. noi esseri umani che ci definiamo così evoluti possiamo definirci capaci di ciò?..
Blen mi ha insegnato che non mi amava perché gli facevo regali firmati ma solo perché a volte giocavo con lei, o le dedicavo tempo.. si il tempo che spesso non abbiamo perché presi da mille altre cose meno importanti di questo.
Lei invece, il tempo tutte le mattine o a ora di pranzo o la sera quando arrivavo a casa, lo trovava e mi ha sempre aspettato al cancellino, sempre..a volte anche con la pioggia seppur la pioggia non le piacesse.
Sapete quale fosse il gioco preferito da Blen? Un pezzo di legno di vite che un giorno mi rubò mentre mettevo la legna in legnaia. Da allora è divenuto il suo gioco, lo portava in giro con se, e quando correva in giardino andava subito a cercarlo per portarlo.. un semplice pezzo di legno che oramai è secco ma era per lei il gioco più bello del mondo..
Poi qualche giorno fa mi ha parlato, si perché i cani parlano ci parlano se sappiamo ascoltarli, e mi ha detto che era stanca, che non aveva più voglia di combattere.. ha smesso di mangiare, allora ho provato ad aumentare le dosi delle medicine ma nulla.. poi ho capito, mi stava chiedendo di aiutarla, chiedeva a me di prendere una decisione difficilissima..oh mio dio le lacrime ricominciano……..
Ho capito, era arrivato il momento di aiutarla a smettere di soffrire, e che il mio stava divenendo egoismo, tenerla qui con me pur sofferente quasi incapace di alzarsi per non volermene separare. Non era giusto, non era dignitoso per lei.
E così stamani siamo andati, dopo giorni di lacrime in famiglia, lei ed io dal veterinario..
L’ho messa sul lettino, oramai magrissima, e il veterinario ha rasato la zampa per inserire l’ago per il sonnifero, per evitare ogni altra sofferenza.. lei non ha provato ad alzarsi o altro, si è semplicemente girata verso di me che ero li accanto lei e l’accarezzavo e mi ha guardato, non dimenticherò fin che scampo questo sguardo ancora pieno di amore e fiducia in me.. ha appoggiato la sua testa sulle mie mani ed è rimasta li sin che si è addormentata..non si è mossa..ancora una volta mi ha dato il suo amore e la sua fiducia incondizionati.. io piangevo come ora ma capivo che aveva capito e che era contenta di finirla li con me..
Poi il veterinario ha fatto l’iniezione per accompagnarla in un altro mondo, migliore, ove poter ancora correre per i prati e mangiare le more o i kaki.. si perché Blen amava queste cose strane forse per un cane.
Se né andata..ed ha lasciato un vuoto immenso.. un mare di lacrime. sono tornato a casa e sono dovuto venir via perché sentivo i suoi passi.. prima di uscire però ho subito buttato tutte le medicine, ho lavato le ciotole e le ho messe via..ed ho portato in garage il suo legno.. si perché ora lo pulirò per bene e lo metterò in sala, un semplice pezzo di legno di vite così pieno d’amore.
Ho voluto condividere tutto ciò con chi ha deciso di leggerlo, perché spero di convincere coloro che hanno intenzione di abbandonare il loro cane di non farlo, chi maltratta il proprio cane di non farlo, chi lo fa combattere di non farlo, chi lo fa soffrire di non farlo, chi reputa che un cane sia solo il nuovo giocattolo per il loro figlio perché razza alla moda o visto in un film di non prenderlo se non sono pienamente consapevoli di quel che fanno, perché queste persone che mi perdonerete se definisco “rifiuti umani” facendo ciò provocheranno un dolore immenso al cane, che magari continuerà a provare a dare amore incondizionatamente a colui o colei che reputa il suo padrone ma troverà solo dolore.. tanto dolore..dolore che non merita perché lui vorrebbe solo un legno con cui giocare e un padroncino che lo ami.
Da cinquant’enne mi sento di dare un consiglio a le ragazze o ragazzi che sono in procinto di condividere la loro vita con un’altra persona, più che guardare molti aspetti materiali nel prendere una decisione che vi porterà a camminare a fianco di un’altra persona, verificate se questa persona ama gli animali, ma li ama davvero, se così non fosse, diffidate.. chi non sa dare amore a un essere che te lo dona incondizionatamente non saprà amare fino in fondo nemmeno voi.
Ti ho voluto tanto bene Blen e grazie per quel che ci hai regalato, sarai sempre con noi.
Fausto Ferri

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2 commenti

  1. 1
    Rospo -

    Ciao, anche io ho avuto e ho cani. Ora il mio migliore amico, è. dopo tre boxer, un rottweiler di diciannove mesi, Rufus, un simpatico testone, rozzo e adorabile, un mostro di simpatia e di potenza, un gigante tanto buono nell’anima quanto serio nell’aspetto.
    Ho letto tra le lacrime la tua lettera e ti capisco profondamente il dolore della perdita dei propri amici. L’ultimo boxer è andato sul ponte nel 1989 e da allora mi ero ripromesso di non voler più cani, ma due anni fa circa ho ceduto ed è arrivato Rufus. Quando lo guardo, penso che con i boxer sono cresciuto, ora Rufus mi accompagnerà verso la vecchiaia, dato che ho cinquantanove anni.
    Scusami se ti ho annoiato con le mie chiacchere, ma è solo per farti in qualche modo sentire la mia vicinanza in un momento così doloroso come quello che ora tu e la tua famigli state attraversando. La tua Blen ti è ancora accanto e così anche Shon, solo sotto un diverso aspetto che noi umani, limitati come siamo, non cogliamo. Con affetto…

  2. 2
    Trader -

    Mi dispiace per la tua perdita, Fausto. Pensa che il tuo cane ha vissuto bene insieme a voi, gli hai dato tutte le cure e l’affetto di cui aveva bisogno.
    Un animale dà gioia e amore. Ne so qualcosa perché abbiamo un simpatico gatto che ci fa compagnia.

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