Governo Conte II targato PD-M5S-LeU: l’ennesimo danno erariale!!
La condanna inflitta al Ministero dell’Interno per il mancato sgombero dell’immobile noto come “Spin Time Labs” rappresenta l’ennesimo caso paradigmatico di irresponsabilità amministrativa per omissione, del Governo Conte II, in cui la Pubblica Amministrazione viene chiamata a rispondere non per l’illecito originario, ma per la violazione di un obbligo giuridico specifico derivante da un provvedimento dell’autorità giudiziaria. La sentenza della seconda sezione civile del Tribunale di Roma, che quantifica in oltre ventuno milioni di euro il risarcimento dovuto dal Viminale, si fonda su un principio consolidato: quando l’amministrazione è destinataria di un ordine giudiziario, essa è tenuta a darvi esecuzione senza ritardo, in virtù dei poteri attribuiti dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e dei principi costituzionali di legalità e buon andamento. Il giudice ha chiarito che l’occupazione abusiva del 2013 è imputabile a terzi, ma il danno risarcibile deriva dalla mancata tempestiva attuazione del sequestro preventivo disposto il 31 marzo 2020, un obbligo che ricadeva integralmente sul Ministero dell’Interno, all’epoca presieduto da Luciana Lamorgese appunto durante il Governo Conte II, la quale aveva il dovere di impedire la prosecuzione dell’illecito attraverso l’esecuzione del provvedimento. È un’applicazione lineare dell’articolo 2043 del codice civile, che impone alla Pubblica Amministrazione di risarcire il danno ingiusto derivante da una condotta omissiva, e dell’articolo 28 della Costituzione, che sancisce la responsabilità diretta dei funzionari e indiretta dell’amministrazione per gli atti compiuti in violazione di diritti. Nel 2020, quando il sequestro doveva essere eseguito, il Ministero era guidato dall’esecutivo Conte II e non da quello attuale. L’omissione accertata si colloca interamente in quel periodo, come emerge dalla ricostruzione giudiziaria. La responsabilità giuridica, infatti, non segue la successione politica, ma resta ancorata al momento in cui l’amministrazione era titolare del potere-dovere di agire. Lo stesso schema di incompetenza amministrativa pubblica, si ritrova nella vicenda come ho scritto in una mia precedente lettera, riguardante il fermo amministrativo della Sea Watch 3 e nella responsabilità attribuita alla Prefettura di Agrigento di consolidamento del principio silenzio assenso per mancata risposta entro i termini prestabiliti. I giudici hanno accertato il comportamento elusivo di un obbligo amministrativo anche in quel caso, adottato tra il 2019 e il 2020, sempre sotto il Governo Conte II con conseguente attuale obbligo risarcitorio. In entrambi i casi, la Pubblica Amministrazione è stata ritenuta responsabile per omissioni verificatisi in anni precedenti, e l’attuale governo che non ha alcun ruolo causale nelle condotte irresponsabili che hanno generato tali danni, ora si trova suo malgrado costretto ad affrontare cause risarcitorie. Oggi lo Stato si trova comunque sempre grazie al Governo Conte II, a sostenere ancora una volta il peso economico di omissioni risalenti a un’altra stagione istituzionale, e ciò purtroppo non modifica la natura giuridica delle responsabilità: la Pubblica Amministrazione risponde per ciò che ha fatto o non ha fatto nel momento in cui era obbligata ad agire, e non solo per ciò che accade sotto governi successivi. Ovviamente la responsabilità personale sancita dall’articolo 28 della Costituzione di chi avrebbe dovuto provvedere a rispettare la sentenza della magistratura, magicamente decade e si scherma ingiustamente con il termine “Pubblica Amministrazione”. Le sentenze lo ribadiscono con chiarezza: il danno deriva da obblighi non adempiuti nel 2019 e nel 2020, non da scelte dell’esecutivo attuale. In questo senso, le due vicende costituiscono un monito severo sulla centralità del principio di legalità nell’azione amministrativa e sulla necessità che i poteri pubblici siano esercitati con tempestività, competenza e rispetto dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria, perché quando l’amministrazione non agisce secondo legge come ampiamente accertato nel caso del Governo Conte II, formato da Pd-M5S e LeU, il costo ricade inevitabilmente sulla collettività, anche a distanza di anni, indipendentemente da chi governa nel momento in cui il conto arriva!
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