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Frammentate emozioni…

di Cristiane

Riferimento alla lettera: Ti scrivo da qui, apparendo pur banale o sognante io ci sono, presente e viva dentro vividi esperienze senza memorie.  Ti ho conosciuto da lontano, una separazione astrale, percepibile attraverso l'anima, molto spesso frustrante. Si può amare qualcosa di inspiegabile ed inesistente? Appare come un qualcosa di anomalo eppure, è...
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Data di pubblicazione: 23 Ottobre 2015

L'autore ha condiviso 7 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Cristiane.

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Categorie: - Amore

35 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    maria grazia -

    a proposito dei “due canali”, ora qui ci stava bene una delle tipiche freddure del nostro mitico Gaudente!

    scherzi a parte, penso che sia una contraddizione in termini affermare che l’ irrazionalità ha una parte importante nella vita amorosa ed emotiva di una donna, e poi subito dopo dire che “bisogna sapere sempre quando poter usare l’ uno o l’ altro canale, o tutte e due contemporaneamente”. scusate, ma a questo punto se io devo “dosare” le due dimensioni a seconda della persona e della situazione che ho davanti, a quel punto sto RAZIONALIZZANDO. O, se preferite, mi sto CONSAPEVOLMENTE RINCOGLIONENDO.. o mi sbaglio ?? non so… ma mi sfugge qualcosa! ..

    abbandonarsi alle emozioni, per quello che ne so, vuol proprio dire non fare NESSUN CALCOLO, e quindi buttarsi alla cieca verso una persona o una situazione senza vagliarne preliminarmente i pro e i contro.
    per il resto, E’ ASSOLUTAMENTE OVVIO che un rapporto d’ amore è fatto sia di una parte razionale ( stima, rispetto, apprezzamento, reciprocità ) sia di una parte irrazionale ( passione, istintività ). Se manca questo secondo aspetto, siamo di fronte a una semplice amicizia platonica. se manca il primo aspetto, siamo di fronte a una sola cosa: una botta ormonale. niente in contrario a chi se la vuole COMUNQUE vivere, l’ importante è essere CONSAPEVOLI di quello che in quel caso si sta vivendo. perchè le botte ormonali sono uguali PER TUTTE le donne. non ci sono quelle più “edificanti di altre”.

  • 27
    Cristiane -

    Rossana 🙂 grazie dei tuoi pensieri!!!

  • 28
    Cristiane -

    Io penso Maria che bisogna analizzare se stessi per capire come interpretiamo le cose che ci circondano e viviamo… è inutile che sto a spiegare il mio punto di vista, posso comprenderlo soltanto io perché lo vivo in prima persona… la razionalità è la voce che manca all’irrazionalità che va interpretata… l’ esempio di un pittore che da forma al suo mondo interiore razionalizzandolo con delle immagini visive ed interpretative… per me è questa la razionalità… perché la vivo in questo modo e non perché debba valere per tutti come verità assoluta…. se ad esempio un verme è cieco e sa dell’inesistenza della luce e poi arrivo io affermando che si sta sbagliando perché realmente la vedo chi ha ragione? Entrambi perché io posso vedere la luce e dire che esiste attraverso un canale che mi permette di verificarlo ma il verme non lo sta usando ed è condizionato da un suo limite a non poterlo constatare…. possibilmente noi che ci convinciamo di vedere ciò che identifichiamo luce è altro ma non possiamo verificarlo se non usiamo altri canali per poterlo interpretare… la vita alla fin fine è tutto questo… e la razionalità per me è la voce della parte irrazionale ed ovviamente se la interpretiamo con dei limiti il mondo che possiamo solo sentire od intuire possiamo solo comprendere ciò che ci siamo imposti di sapere….
    Io la penso così…..

  • 29
    Golem -

    “ma a questo punto se io devo “dosare” le due dimensioni a seconda della persona e della situazione che ho davanti, a quel punto sto RAZIONALIZZANDO”

    È talmente evidente che non sarebbe neppure il caso di sottolinearlo.

  • 30
    maria grazia -

    Cristiane,
    non ho avuto modo di risponderti prima, ma ho pensato e ripensato al tuo commento n. 28, che secondo me è davvero eccezionale e mette il focus su tutta l’ intera questione. Il problema principale è appunto questo: riuscire a far sì che l’ altro veda con i nostri stessi occhi, capisca ciò che NOI proviamo, riesca a sentire ciò che NOI sentiamo. per me è stata sempre questa la difficoltà maggiore che ho incontrato in ogni rapporto: far sì che l’ altro si mettesse nei miei panni, che si sforzassi di VEDERMI come io mi sforzavo di VEDERE LUI. Non si trattava semplicemente di riuscire a suscitare la sua attrazione nei miei confronti, ma è un discorso molto più profondo e molto più ad ampio raggio. tu accennavi a una sorta di “quadro” che andiamo delineando ogni volta che viviamo un’ esperienza. Se io dovessi paragonare a una tela dipinta le mie esperienze relazionali più significative, direi che l’ “immagine” che andava formandosi era pressapoco sempre la stessa: due figure mitologiche, due “icone” dell’ immaginario collettivo che si vanno “scontrando”, ognuna cercando di prevalere, ognuna cercando di “vincere” nella sua battaglia “epica” riuscendo a far emergere il suo messaggio, il suo verbo e la sua presenza. Ma, alla fine, nessuno dei due vince, nessuno dei due emerge. ma invece entrambe le figure, bloccate dall’ impossibilitè di venirsi incontro, finiscono per sprofondare nel buio e nel freddo assoluto dell’ oblio, in una specie di “burrone” immaginario oscuro e profondissimo, a cui sono destinate le anime “sole”, e tutti quegli “amori” che non nasceranno mai a causa dell’ umano egoismo, o della pigrizia, o dell’ ottusità delle persone. un pò come quei bambini che non verranno mai al mondo perchè si è preferito abortirli. un pò come una rosa calpestata da piedi fangosi e cattivi.

  • 31
    Golem -

    Il verme non vede la luce ma questa esiste. È lui che ha un limite, non chi la luce la vede. La realtà ha delle oggettività che non possono essere ignorate dalle soggettività solo perché da queste non “notate”.
    La scienza sta oggettivando da qualche centinaio di anni decine di soggettività che hanno condizionato le vite di milioni di persone.
    La vita non è un sogno, e anche se c’è chi la vive in quel modo resta sempre una realtà tangibile, che comincia con la nascita e termina con la morte. Entrambi realtà NON discutibili.
    Nelle relazioni sentimentali fallite o destinate al fallimento, di cui questo forum abbonda nelle descrizioni, è proprio la visione “idilliaca” che impedisce quella comunicazione tra due persone che vorrebbero amarsi, ma che non ci riusciranno mai perché NON si vedono per quello che sono, ma per quello che VORREBBERO che fossero. Lo ripeterò sempre che l’amore per NASCERE e crescere richiede di essere adulti. Ragionare e esprimersi come un adolescente farà tenerezza, simpatia, ma serve solo a costruire castelli in aria, che sono abitati solo nei sogni, non nella realtà.
    Un abbraccio. Anzi due.

  • 32
    xleby -
  • 33
    LastMohican -

    Cristiane,
    il mio grazie più sincero per le tue lettere.

    Cosa intendi per essenza come “pietra che nel tempo si polverizza”? Io non riesco a percepire il tempo come immobile. Lo sento scorrere e mi mette ansia. Però c’è qualcosa di immutabile dentro di me. 🙂 E’ quella parte che anche a me fa affermare in maniera assoluta che chi è felice non attacca gli altri. Secondo te da dove nasce l’amarezza e la cattiveria gratuita delle persone?

    Quando ho letto “vedere attraverso gli occhi di un bambino” ho subito pensato a Kate Bush; la canzone “The man with the child in his eyes”. Invidio la pace interiore di chi crede… Parli di un equilibrio che si rigenera, puoi spiegarmi meglio? E’ una lotta di forze opposte o è qualcosa di simile a due sostanze che vengono agitate,mescolate,ma che comunque rimangono separate?
    A me il logorio delle cose porta così tanta tristezza. Vorrei che la vita avesse un telecomando:vivrei perennemente in pausa.

    Io mi sono isolata a causa di due malattie (una grave) e in questo lungo periodo di sofferenza non esito a chiedere consigli a quei pochi che sembrano saggi. Hai qualche lettura da consigliare? Qualsiasi cosa, qualcosa che magari ha aiutato anche te a risollevarti nei momenti peggiori della tua vita?

    Scusa la sfilza di domande ma sono troppo curiosa: sembri una persona che… insomma chi ti ha accanto deve sentirsi fortunato.

  • 34
    maria grazia -

    “Vorrei che la vita avesse un telecomando:vivrei perennemente in pausa.”

    questa è epica. La dedico a tutti coloro che, come me, inseguono l’ eterna giovinezza!

    “Secondo te da dove nasce l’amarezza e la cattiveria gratuita delle persone?”

    dalla mancanza di amore. inteso come INTERSCAMBIO VERO con un’ altra persona.

  • 35
    Cristiane -

    LastMohican
    Posso dirti come vedo la vita ma non posso darti consigli su come andrebbe vissuta e sul perché individui scelgono di esprimersi al peggio… a te stessa devi porre le tue domande, essere chiara e indubbiamente bisogna accettare la verità e non desiderare una che giustifichi le nostre azioni ed il nostro pensare…
    Io non ho trovato il mio benessere interiore, io evito di legarmi a ciò che mi reca squilibrio interiore, lavoro sui miei stati d’animo, studio profondamente me stessa e le vicende che mi si presentano, comprendendo cosi che devo solo cambiare il mio approccio con il mondo per avvicinare a me situazioni più piacevoli. Osservo le persone, il loro modo di fare non giudicandole in apparenza, poi mi rendo conto il perche del loro modo di essere… tutto parte da come si vuole vedere la vita e le cose si evolvono secondo le proprie convinzioni…
    Non è leggendo un libro che si possono comprendere le nostre problematiche, bisogna anche cambiare le nostre azioni… bisogna ritrovarsi in quei concetti… Non dandole per scontate e vere…. il mio lavoro interiore che ha dato più risultati è stato capire la mia mente, imparando a farla tacere, controllando i miei pensieri e soffermandosi solo su ciò che voglio… sugli stati d’animo è complicato ma ciò che mi è stato più utile è fare uscire tutto fuori, pianto, rabbia, nella forma meno distruttiva ma utile… facendo ciò che più ci appaga, e la fase più complicata è accettare di risultare ridicoli agli altri… se comprendi come funziona la tua mente e lascia respirare la tua parte interiore puoi comprendere gli altri perché sono anch’essi parte di te… dagli altri c’è sempre qualcosa da capire che riguarda noi stessi…

    Io non posso esserti utile ma posso solo dirti che è questo ciò che faccio per stare bene con me stessa ed accettare il mondo per ciò che appare…. ciao.

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