Felice non anniversario!!
di
Dany0103
Riferimento alla lettera:
Cara Daniela, Felice NON anniversario... oggi sarebbero stati 20 anni. 20 anni da quel 10 dicembre 1995, giorno che credevo fosse un "punto di arrivo" e non un "punto di partenza", come effettivamente è stato. Le ragazze che arrivavano al matrimonio, pensavano di essere arrivate alla svolta...invece... responsabilità su responsabilità,...
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Data di pubblicazione: 10 Dicembre 2015
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Categorie: - Me Stesso

ciao michelle
che dirti… molto dipende dal carattere, dal temperamento e dalle convinzioni dell’ altra persona. Le quali, se sono davvero radicate, è difficile se non impossibile modificarle. se ti risulta impossibile trovare un dialogo costruttivo con tua madre, non resta che allontanarsene e metterla di fronte alla vita in maniera “cruda”, di modo che possa LEI DA SOLA prendere coscienza delle cose. Mia madre ha riconosciuto i propri torti, anche se non ha la volontà e la capacità di uscire da una condizione stagnante. ma il riconoscere la realtà dei fatti è una cosa che è partita prima di tutto da lei. io da sola, solo con le mie forze e con le mie parole, non avrei potuto riuscirci. Prima della morte di mio padre lei viveva in un mondo poco reale ed era mio padre ad occuparsi di tutti gli aspetti pratici. Poi eventi esterni e gravosi che ci sono accaduti ( primo tra tutti il decesso di mio padre ), l’ hanno costretta a rivedere molte cose nella sua vita, e hanno fatto sì che si convincesse che io e lei dobbiamo essere due “alleate”, non due nemiche che si fanno le guerra perchè l’ una non capisce l’ altra.
tu hai molta forza d’ animo per come affronti la situazione con tua madre, perchè ( senza volerle muovere alcuna accusa ) ci sono però figli che con una madre così finiscono per drogarsi o per prendere strade discutibili. proprio perchè sono madri incapaci di vera empatia ( anche se con tutti millantano il contrario ) e che pretendono invece di imporre sempre e solo la propria visione. Lo si capisce anche da come queste donne si rapportano con gli altri in generale ( gentili e comprensive solo di facciata e generalmente benvolute “in società”. Ma al tempo stesso, intransigenti e terribili se invece non ne assecondi il volere ). se non si hanno caratteri forti ( come il mio e il tuo ) si finisce per essere completamente vittime dei loro comportamenti. Bisogna dire però che anche queste madri “fagocitanti” e poco empatiche sono delle vittime. sono vittime di SE STESSE, e se vengono assecondate in tutto, oltre che distruggere la vita di chi gli sta vicino, distruggono anche la loro.
Michelle,
il mio contributo alla difficoltà di relazione con tua madre consiste nel puntualizzare che le donne nate intorno alla fine dell’ultima guerra erano in generale cresciute con l’obiettivo, nella migliore delle ipotesi, di affidarsi, nel bene e nel male, a un uomo. da questo concetto di fondo e attitudine di vita gregaria deriva quasi sempre l’incapacità di molte donne ora abbastanza avanti con gli anni di prendere nelle proprie mani il proprio destino, nel senso di esserne artefici con scelte non troppo condizionate da pensieri di sottomissione.
alcuni temperamenti, pochi in quanto sempre parte di eccezioni, avevano la forza di ribellarsi a questa impostazione di vita e di famiglia. non per altro, ancora adesso, spesso alle bambine si regalano bambole. quindi, se la scelta del compagno, ammesso che fosse libera, non portava a realizzare le aspettative nutrite nell’adolescenza/prima giovinezza, era quasi inevitabile per loro ricadere nella negatività e in un vittimismo privo di sbocchi, per sé e per i figli.
dal mio punto di vista, come non si può cambiare un partner negli aspetti caratteriali sgraditi, ancor meno possibilità si hanno di mutare la personalità di chi ha superato la maturità. come un genitore non può, nemmeno volendolo, accogliere con gratificazione un figlio troppo diverso da sé, è altrettanto scontato che alcune giovani figlie, che hanno avuto altre possibilità di autorealizzazione, non possano né comprendere né accettare le attitudini nei loro confronti della madre, con cui vorrebbero poter stabilire i soli rapporti fra donne del tutto scevri di invidie. a volte si riesce a trovare un qualsiasi punto d’incontro (personalmente ho impiegato più di trent’anni ma non mi sono mai permessa di rinfacciare niente); in altri casi, proprio non è possibile, come ad esempio è successo fra mia madre e mia sorella, caratterialmente agli opposti.
gli esami di coscienza sono intimi e soggettivi. alcune madri, poi, non desiderano ricevere lezioni dai figli, cresciuti con i loro sacrifici, in epoche diverse da quelle in cui loro economicamente e culturalmente si sono venute a trovare. sono rari i genitori che non rinunciano a qualcosa per sé, a beneficio dei figli… si recide il cordone ombelicale quando si è in grado di considerare i genitori per quello che sono come persone, con limiti e difetti, accantonando l’ideale che di loro ci si era fatti nell’infanzia.
si può mediare con chi lo merita; difficilmente cambiare l’indole degli esseri umani, anche quelli a cui siamo più legati o con cui, magari solo per dovere, si è costretti a continuare a interagire. nessuno è in grado di condizionare i sentimenti, che, al di là di ogni miglior sforzo di buona volontà o di forma, restano nella sostanza soltanto quello che istintivamente sono, evolvendo o involvendo, a seconda dei momenti, delle persone e di un vasto insieme di circostanze, spesso ignorate o pregresse. a volte nemmeno la morte permette di fare chiarezza.
buona domenica!
penso che ricevere “lezioni” non piaccia a nessuno. Ma chi si reputa “maturo”, e non solo anagraficamente, dovrebbe avere l’ onestà di riconoscere i propri torti e i propri errori. sia che si trovi ad esser figlio, sia che si trovi ad essere genitore. La scusante dell’ “aver vissuto in epoche diverse” non è una giustificazione valida alle prevaricazioni, all’ invasione e alla mancanza di rispetto che certi genitori fanno subìre ai loro figli.