Felice non anniversario!!
Cara Daniela,
Felice NON anniversario… oggi sarebbero stati 20 anni.
20 anni da quel 10 dicembre 1995, giorno che credevo fosse un “punto di arrivo” e non un “punto di partenza”, come effettivamente è stato.
Le ragazze che arrivavano al matrimonio, pensavano di essere arrivate alla svolta…invece… responsabilità su responsabilità, le figlie che arrivano, lavoro, bollette. Lavoro su lavoro…
Negli anni si inizia a perdere il sorriso, piano piano , non te ne accorgi neppure, ma dentro quell’insoddisfazione inizi a sentirla.
Comunque fai la brava donnina seria e responsabile e vai avanti.
Finché, come è normale che sia, arriva la crisi, che tenti di arginare.
Un castello che inizia a crollare dalle fondamenta.
Oggi dico alle donne, a partire dalle mie figlie:
– anche se la scuola è noia, gestita da insegnanti senza passione per il compito importante che hanno scelto, STUDIATE.. studiate per arrivare all’indipendenza.
– l’indipendenza è il primo pilastro che vi aiuterà nella vita
Qualunque cosa succederà , potrete vivere!
– sorridete , gioite e SCEGLIETE
– SCEGLIETE cosa fare, scegliete gli uomini che faranno un pezzetto di strada con voi
– non fatevi mettere il guinzaglio da quei modelli culturali che ci hanno imposto. MAI
– la vita deve essere gioia, deve essere risate, deve essere gioco. Il più possibile…
– se vi innamorate godetevi l’amore, ma sceglietevi ogni giorno. Non trascinate
– se sentite il vuoto dentro… cambiate percorso.
Senza farvi condizionare. MAI
Oggi dico: se diventerò vecchia, spero di essere una vecchietta sorridente.
Senza rimpianti, senza rimorsi (o almeno pochissimi). La vita è UNA. E va vissuta.
Quindi cara Dany …VAI AVANTI!!!
SII FELICE COME MERITI!!
FELICE NON ANNIVERSARIO!!
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Categorie: - Me stesso
28 commenti
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Dici bene. La superbia è la libertà del maschio. La libertà dell’uomo consiste in un sottile velo di malizia e talvolta mi rammarico per essermi lasciata abbindolare dall’illusione che potesse esistere qualcosa di bello in quella che è una vera e propria forma di schiavitù. L’uomo diventa più ragionevole quando si sente “dominato” dalla vita o dalle donne… poi è chiaro che ci sono le eccezioni ma si tratta di uomini che per cultura tendono ad identificare la libertà con l’amore della famiglia. La fede entra di riflesso in questa scelta; a monte c’è un bisogno che passa dal negativo al positivo…. camminando su questa strada alcuni diventano santi.
Ciao Dani, grazie per la tua lettera, capisco quello che dici…Arrivata a 30 anni capisco tutto anche se non ho ancora avuto bambini… Prima l’indipendenza, poi l’amore, e che sia solo per gioia e mai “per dovere”, “perchè si fa così” o “perchè altrimenti che vuoi fare?”.. grazie grazie e tante care cose 🙂
Sono completamente d’accordo con Rossella, come sempre in tema, credo.
Non ci può essere libertà senza superbia, seppure io tenda contemporaneamente ad indentificare questa con l’amore per la famiglia e nel contempo sia dominato dalle donne, cosa che peró mi rende più ragionevole, nonostante la superbia iniziale non mi abbandoni. Ma pur vivendo un bisogno alternandomi tra negativo e positivo, temo che non ci sarà mai nessun San Golem.
Dany, bella lettera.
Grazie!
Scritta di getto alle 6,30 del mattino…scusate le imprecisioni.
Il senso di quello che volevo comunicare comunque mi sembra chiaro lo stesso!!
Buon tutto a tutti !! 😉
Cara dany non ho ben capito..a chi scrivi?????? A te stessa?!
Ma…cmq non sono d’accordo con certe cose che hai detto…
1.studiamo ,studiamo per arrivare all indipendenza! Certo..forse 20 anni fa era così.. Ora la scuola e il studiare serve a un c......! Ora conta essere raccomandati ,avere tanti calci in culo,andare a letto con il capo,essere anche ignoranti ma stare bene di soldi e comprarsi le lauree senza aver studiato un c....,essere figlia di qualcuno di importante…ALLORA TROVI LAVORO!
a nessuno gliene importa a qualcuno della tua scuola e delle tue capacita’!
2.sorridere e gioire in questa vita..sono bestemmie.. Non solo per la vita oscena e mostruosa che c’è adesso ma ancora più semplicemente perché non esiste felicita’ e gioia in questa vita..queste due cose non fanno parte di questa dimensione…
3.la vita non è una …disgraziatamente o no ,dipende dai punti di vista,la vita non è affatto solo una..abbiamo già vissuto e vivremo di nuovo..
Cmq hai ragione a dire che va visita e hai ragione a dire che bisogna arrivare senza rimorsi e rimpianti. E che non dobbiamo mai farci condizionare ..questo lo dico sempre anche io!
È impossibile essere felici in questa merda squallida assurda e vomitevole vita..
Scusa la mia franchezza e schiettezza… Solo l’amara e giusta verità.. Io sono troppo realistica
Cara Sofia, mi spiace che vedi tutto così nero. I problemi li abbiamo tutti.
Ma…. io non ho intenzione di spegnermi o di vivere nella rabbia ogni santo giorno.
Per niente proprio!
Ci sono anche dei momenti molto belli che ho intenzione di godermi. Sempre e comunque.
Grazie a tutti…
Beata te dany….non vedo nero sono solo estremamente realista
……la mia vita mi ha insegnato solo cosa sia l’odio..la rabbia e la sofferenza…non potrei pensarla altrimenti…ciao..
Sofia e Daniela toccate un punto su cui mi soffermo a pensare molto spesso. Reazioni opposte a difficolta` e problemi.
“Cara Sofia, mi spiace che vedi tutto così nero. I problemi li abbiamo tutti.
Ma…. io non ho intenzione di spegnermi o di vivere nella rabbia ogni santo giorno.
Per niente proprio!
Ci sono anche dei momenti molto belli che ho intenzione di godermi. Sempre e comunque.
Grazie a tutti…” Daniela tu sei simile a me, nonostante le cose brutte io continuo a vedere quelle belle, quelle piccole cose di ogni giorno, come un sorriso, uno sguardo d’intesa con un’amica, un gesto gentile.. tutto questo mi fa andare avanti con grande positivita`, perché so che ne vale la pena.
“non vedo nero sono solo estremamente realista
……la mia vita mi ha insegnato solo cosa sia l’odio..la rabbia e la sofferenza…non potrei pensarla altrimenti…ciao..”
Sofia tu invece sei sulla linea di pensiero di mia mamma. Sai lei ha avuto tanti problemi nella vita, e ora vede tutto nero e dice che sono piu` le cose brutte di quelle belle. Facevo questo discorso anche con maria grazia perché ci siamo ritrovate su questo punto.
Io credo che non sia questione di cose belle o brutte, di problemi o non problemi, dato che tutti devono affrontare delle difficolta`, ovviamente chi piu` chi meno. La differenza sta nell’interpretazione che diamo alla vita e nel modo che utilizziamo per reagire.
E` strano vedere come si creino visioni di vita totalmente opposte..
Cara michelle86..hai detto cose giuste…hai ragione.ma io sono ancora peggio credo di tua madre… Perché per me non esistono proprio le cose belle…non vivo nel mondo dei sogni ..vivo nella mia vita che è un inferno…e quindi è da anni ormai radicata in me la convinzione assoluta che gioia e felicita non fanno parte di questa vita…..
Michelle,
“E` strano vedere come si creino visioni di vita totalmente opposte..” – credo che questo sia dovuto essenzialmente ai seguenti fattori:
1) carattere più o meno forte, più o meno reattivo, più o meno tollerante/giudicante, più o meno capace di superare vissuti sgradevoli;
2) entità reale della negatività che a volte si è contribuito a creare e a mantenere nella quotidianità, anche come conseguenza del proprio temperamento e delle proprie scelte;
3) abitudine fin dall’infanzia a piccole o grandi sofferenze, che rendono più facilmente adattabili a eventi nefasti;
4) concetto acquisito di come dovrebbe essere la vita rispetto a quello che mediamente può essere, con carente adeguamento alla propria realtà di fatto;
5) tendenza all’egocentrismo o all’altruismo;
6) capacità di crearsi isole sempre accessibili in cui rifugiarsi per mitigare sensazioni di malessere attraverso acquisizioni positive.
così come è necessaria una sopravvivenza fisica, altrettanto lo è quella psichica, che deve costantemente cercare il proprio equilibrio elaborando per istinto al meglio le componenti dei vissuti, nel modo più consono al proprio modo di essere.
buona domenica!
Vedere le cose belle non vuol dire credere nelle favole.
La mia vita è piena di problemi, le mie giornate una corsa infinita, il mio lavoro nell’ambito della sanità (disabilità, bambini abusati ecc) dove vEdi cose cHe non vorresti che esistessero neppure.
Ad ognuno il proprio carattere, ma quando la gente entra nella mia vita o nella stanza in cui lavoro, entra con gli occhi cupi e spesso esce con un lampo di serenità negli stessi.
Io il sorriso non voglio perderlo.
E farò di tutto per continuare cosi.
È solo il pensiero di una dei 6 miliardi, ma è il mio.
Sorrisi a tutti
Rossana si condivido. Mi piacerebbe però sapere come cambiare questa visione delle cose negativa.. Quando si tratta di altre persone, come Sofia, riesco a parlarne tranquillamente e a confrontarmi, ma quando si tratta di mia mamma mi verrebbe solo da urlare di piantarla, mi fa prioprio salire la rabbia, probabilmente perché sono dovuta crescere con la sua negatività che pesava su di me..
Perché dovrebbe essere strano avere visioni della vita totalmente opposte e farne pure un’analisi? È la cosa più umana che ci sia quello di avere idee differenti.
È da quando esiste il mondo che gli uomini si fanno la guerra proprio per le opposte visioni della vita se è per questo.
Ma per quanto riguarda le piccolezze che si leggono su questo forum, è la tendenza al vittimismo il vero problema di certe visioni. Non c’è nessuno al mondo che non abbia avuto, abbia o avrà guai, dolori e dispiaceri, cosa garantita fin dall’inizio della storia umana appunto, ma c’è chi reagisce e chi preferisce crogiolarsi nell’auto commiserazione, invocando la sfortuna o il carattere.
I caratteri possono, anzi, dovrebbero cambiare, in ragione delle circostanze che agiscono nelle nostre vite. Per questo l’umanità si è affrancata dal destino naturale che controlla le altre specie viventi. La selezione naturale ha questo scopo ma l’uomo ha trovato il modo di superarlo con le sue azioni. L’intelligenza e il carattere umano ci hanno aiutato a sopravvivere proprio grazie all’adattamento alle situazioni che solo quelle precipue caratteristiche umane ci consentono. Chi non ce la fa deve solo prendere atto della cosa, non sentirsi PIÙ sfortunato degli altri, almeno finché respira.
Dany,
da una manciata d’anni anch’io ho un atteggiamento simile al tuo. non è stata una conquista facile, tutt’altro, ma sono ben contenta di esserci arrivata, dopo essermi a lungo persa in una “selva” più che oscura… fra l’altro, rientra nella mia indole di bambina…
in effetti, essere capaci di vedere il bello e il buono in ogni aspetto dell’esistenza e del prossimo non è vivere nelle favole ma, sollevandosi dalle brutture che ci circondano, fare della propria vita quello che si preferisce, che è poi il modo migliore per trarne il meglio.
—
Michelle,
se la persona, adulta, non vuole cambiare il modo di porsi, perché lo trova congeniale al suo equilibrio, temo ci sia ben poco da fare. è una scelta, anche quella! oltre a essere una caratteristica del carattere e di maturità, sia mentale che emotiva.
può succedere che non si riesca a superare un qualcosa che ti ha piegato in due, per il resto dei tuoi giorni, oppure che sia stati colpiti da eventi negativi che non si è in grado di elaborare correttamente, assumendosi la propria parte di responsabilità. nessuno può essere aiutato a star meglio o ad affrontare la realtà in modo diverso se non è lui per primo a volersi orientare in tal senso…
“I vincenti trovano sempre una strada
I perdenti sempre una scusa”
“La vittoria non è definita dalle vincite o dalle sconfitta. Essa è definita dall’impegno. Se puoi dire sinceramente “ho fatto il meglio che potevo, ho dato tutto quello che avevo, allora sei un vincitore.”(Wolfgang Schadler, allenatore sportivo)
per me le definizioni “vincente” o “perdente” non hanno alcun valore, né più né meno di tutte le altre classificazioni, sempre e comunque soggettive!
opinione personale anche questa, ovviamente!
Golem mi correggo, io mi stavo riferendo alla mia situazione personale e al fatto che mi sembra strano che una persona a me vicina come mia mamma sia totalmente l’opposto di me nella visione della cose, e che non c’e` verso di incontrarci a meta` strada.
In generale ovviamente e` normale essere diversi nel modo di pensare e avere idee diverse e opposto, solo fa piu` effetto quando la persona in questione e` quella che ti ha cresciuto. Interessante vedere come io sia diventata l’opposto in molte cose.. ma anche quella e` una reazione spontanea, lo so.
Michelle, i nostri genitori sono l’unico parametro di riferimento al quale rifarci sintantoché non ci facciamo una “mappa” di chi siamo e cosa vogliamo da noi stessi e dalla vita. Tuttavia, anche nei casi più clamorosi di differenze caratteriali – che arrivano anche all’incompatibilità, perche no – il più “tollerante” dei due (genitore o figlio che sia) tende a farsi scrupolo dei problemi dell’altro, pur non capendone le ragioni, come nel tuo caso. L’atteggiamento di fronte agli eventi della vita degli esseri umani è quello solito del bicchiere pieno a metà, con differenti risultati di soddisfazione nel momento in cui se ne sorseggia il contenuto, ma resta il fatto che chi lo vede mezzo vuoto ha sempre una sorta di risentimento di fondo per cui pensa che lo meritava più “pieno”. Questo è il vittimismo dei perdenti, che spostano l’attenzione dalle loro mancanze a quelle degli altri, o del fato nei più romantici.
Accettare quello che si ha o fare di tutto per cambiarlo e riuscirci, questo è essere vincitori e non perdenti di sè stessi, perché come ho giá sostenuto, nel primo caso si trova la strada se SI VUOLE, nel secondo solo le scuse.
Tu sii contenta di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma non accontentarti mai quando SENTI che lo vorresti TUTTO pieno.
“Le persone che si lamentano del proprio stato danno sempre la colpa alle circostanze. Le persone che vanno avanti in questo mondo sono quelle che si danno da fare e cercano le circostanze che vogliono e se non riescono a trovarle, le creano”.
George Bernard Shaw
michelle,
come già ti avevo accennato in un altro thread, io ho il tuo stesso identico problema. devo fare una scelta: o vivere la MIA vita, o far contenta mia mamma. e purtroppo le due cose non sono concigliabili. non è tanto un fatto di scontro generazionale tra persone che hanno visioni differenti. è che mia madre è proprio una persona incapace di intervenire su quelle che sono le sue falle, anche se magari riesce a riconoscerle. io non voglio e non posso condividere la mia esistenza con una persona che sa solo lamentarsi, vedere il lato negativo delle cose, complicare fino all’ inverosimile anche le questioni più semplici e vedere spettri persecutori di nemici o di eventi nefasti imminenti dappertutto. e come dici tu, anch’ io mi chiedo come mai invece io rispetto a lei sono all’ opposto. sono cioè una persona che cerca più che può di allontanare preoccupazioni inutili ed energie negative, e che non si perde mai d’ animo nemmeno di fronte agli eventi più critici. mi rendo conto che per una persona emotiva come lei, è irritante avere vicino chi come me tende non tanto a “minimizzare”, quanto a RIDIMENSIONARE il peso di ciò che ci succede intorno, facendo del PRAGMATISMO la mia bandiera. lei no. lei vive di intrighi ( reali o immaginari che siano ), di tensioni passionali, di drammi scenici, di proiezioni. e tutto questo, per riflesso, a me porta via un sacco di energie, che voglio invece impiegare in altre cose. mi dispiace perchè le voglio bene, ma è proprio impossibile per me condividere l’ esistenza con una persona votata all’ infelicità e al perenne vittimismo. una persona che VORREBBE MA NON FA. proprio nel senso DI FARE LE COSE che devono esser fatte. credo che sia arrabbiata sopratutto con se stessa, perchè NON vorrebbe essere così. ma non ha la forza e la volontà per cambiare. ha PAURA della vita e vede in me la persona che forse lei avrebbe voluto essere, senza riuscirci. ecco perchè le risulta più facile accusarmi e non fidarsi di me, piuttosto che tentare di migliorare la sua sfera esistenziale con azioni concrete. dobbiamo fregarcene, michelle. e fare ciò che riteniamo giusto, anche se le nostre madri non ci approveranno e non ci capiranno. ma ho visto la fine che ha fatto mio padre, che ha assecondato sempre tutti ( la dipendenza materiale ed emotiva di sua moglie nei suoi confronti, le manìe di dominio e di controllo di sua madre, le intromissioni dei suoi parenti nella sua vita ) invece di fare quello che realmente avrebbe voluto. tutti tranne me, che ero l’ unica che cercava di aprirgli gli occhi. e tranne lui stesso, naturalmente. così facendo non solo ha fatto del male a me, a sua figlia, seppur inconsapevolmente. ma ha anche fatto un grave torto a se stesso. ora si ritrova sottoterra, per un cancro che lo ha spento a soli 67 anni. e non è escluso che sia stato per tutte le tensioni e le imposizioni a lungo sopportate. non farò la sua fine, mi dispiace. anche se questo vorrà dire inimicarmi ancora una volta mia madre.
Giusto MG. Non ci deve essere niente che mortifichi mai la nostra natura, e questo vale anche per quelli che per questo danno la colpa all’amore. L’amore fa crescere, non mortifica. Sia che di tratti di quello di un genitore o di un partner.
ti dirò Golem che se un tempo l’ uomo che mi piace mi avrebbe mortificata, continuavo comunque a donargli la mia dedizione, come se niente fosse. adesso uno così mi sembra solo un povero stronzo. “opportunismo” ? mah!.. una cosa è certa: il sopraggiungere dei “capelli grigi” a qualcosa dovrà pur servire 🙂
Per alcuni soprattutto a spendere quattrini nelle tinte.
E` esattamente cosi maria grazia, anche mia mamma ha paura ed e` arrabbiata con sé stessa ma scarica la rabbia su di me, o almeno l’ha fatto per anni quando ero piu` giovane. Ora non ne ha piu` la possibilita` perché io mi sono distaccata quasi totalmente, sia fisicamente che emotivamente, il che pero` vuol dire che io ancora questo rapporto non lo so gestire. Forse tu con tua mamma di alcune cose puoi parlare? Le hai mai fatto presente i problemi che avete? Io con la mia non posso proprio avere un confronto, ha delle mura di difese innalzate che neanche ci si puo` avvicinare.. L’ultimo tentativo e` stato una volta, qualche anno fa, quando le ho detto che avrei iniziato a parlare con qualcuno perché alcune cose di quando ero piu` piccola mi facevano ancora stare male, si e` arrabbiata tantissimo dicendo che con tutto quello che ha fatto per me non dovrei lamentarmi di niente.. mah!!
Quindi da lí ho rinunciato totalmente ad un rapporto vero con lei, le parlo solo di cose superficiali e cerco di parlarle il meno possibile..
ciao michelle. ti dirò che ultimamente il rapporto con mia madre è molto migliorato e che sono riuscita a farle prendere coscienza di tante cose, anche perchè comunque le circostanze pratiche che stiamo vivendo l’ hanno costretta a farlo. ma ho capito una cosa importante: a mia madre star male PIACE. può sembrare assurdo ma è così. Lei letteralmente gode nel lamentarsi e nel fare perennemente la vittima, invece di perseguire soluzioni concrete al suo malessere. e siccome io non sono disposta ad affiancarla nelle sue ossessioni e nel suo piangersi addosso, a volte mi accusa di essere insensibile. Ma la realtà è che a me dispiace vederla sempre incaxxata con il mondo e vedere che preferisce arrendersi perchè non ha la capacità, la forza o la volontà di prendersi la vita che vorrebbe. e comunque io non voglio sprecare la mia esistenza come ha fatto lei, tra continue recriminazioni verso questo e quello. voglio semplicemente DARMI DA FARE per affrontare i problemi e reagire alle sfighe con il sorriso sulle labbra. perchè davvero è l’ unico modo per risolverle NEL CONCRETO. A mia madre i cambiamenti anche se in positivo fanno paura perchè richiedono la sua partecipazione e il suo impegno. e lei semplicemente pensa di non esserne all’ altezza. ecco perchè è così frustrata e rabbiosa. quando si altera con me, lo so bene che in realtà se la prende con se stessa. ma come ripeto, bisogna che io non la assecondi in questi meccanismi malati. per dovere sia verso di lei che verso me stessa!
maria grazia mi ritrovo molto nella tua situazione con tua madre.. sembrano molto simili! Purtroppo la mia di consapevolezza ne ha zero.. Sembra che viva davvero in un altro mondo, nei pensieri negativi della sua testa che le impediscono di essere presente e di affrontare la realta`.. Si sente vittima del mondo, della vita, ed e` brutto vedere che col tempo sta peggiorando invece di migliorare!
Per le cose che ha fatto non mi ha mai chiesto davvero scusa, sento di starle sulle palle per il mio modo di essere, come se invidiasse la mia vita e il fatto che io sia diventata forte e indipendente nonostante tutto.
Quando ci vediamo mette su la sua miglior facciata da madre buona e premurosa, quando so benissimo che dietro quella si nasconde una rabbia nei miei confronti e nei confronti di tutto e tutti che guai a farla uscire.. Vorrei riuscire a non prenderla sul personale ma e` come se la questione fosse sempre in sospeso perché io con lei non ci posso parlare.
Vedremo se un giorno le cose cambieranno..
ciao michelle
che dirti… molto dipende dal carattere, dal temperamento e dalle convinzioni dell’ altra persona. Le quali, se sono davvero radicate, è difficile se non impossibile modificarle. se ti risulta impossibile trovare un dialogo costruttivo con tua madre, non resta che allontanarsene e metterla di fronte alla vita in maniera “cruda”, di modo che possa LEI DA SOLA prendere coscienza delle cose. Mia madre ha riconosciuto i propri torti, anche se non ha la volontà e la capacità di uscire da una condizione stagnante. ma il riconoscere la realtà dei fatti è una cosa che è partita prima di tutto da lei. io da sola, solo con le mie forze e con le mie parole, non avrei potuto riuscirci. Prima della morte di mio padre lei viveva in un mondo poco reale ed era mio padre ad occuparsi di tutti gli aspetti pratici. Poi eventi esterni e gravosi che ci sono accaduti ( primo tra tutti il decesso di mio padre ), l’ hanno costretta a rivedere molte cose nella sua vita, e hanno fatto sì che si convincesse che io e lei dobbiamo essere due “alleate”, non due nemiche che si fanno le guerra perchè l’ una non capisce l’ altra.
tu hai molta forza d’ animo per come affronti la situazione con tua madre, perchè ( senza volerle muovere alcuna accusa ) ci sono però figli che con una madre così finiscono per drogarsi o per prendere strade discutibili. proprio perchè sono madri incapaci di vera empatia ( anche se con tutti millantano il contrario ) e che pretendono invece di imporre sempre e solo la propria visione. Lo si capisce anche da come queste donne si rapportano con gli altri in generale ( gentili e comprensive solo di facciata e generalmente benvolute “in società”. Ma al tempo stesso, intransigenti e terribili se invece non ne assecondi il volere ). se non si hanno caratteri forti ( come il mio e il tuo ) si finisce per essere completamente vittime dei loro comportamenti. Bisogna dire però che anche queste madri “fagocitanti” e poco empatiche sono delle vittime. sono vittime di SE STESSE, e se vengono assecondate in tutto, oltre che distruggere la vita di chi gli sta vicino, distruggono anche la loro.
Michelle,
il mio contributo alla difficoltà di relazione con tua madre consiste nel puntualizzare che le donne nate intorno alla fine dell’ultima guerra erano in generale cresciute con l’obiettivo, nella migliore delle ipotesi, di affidarsi, nel bene e nel male, a un uomo. da questo concetto di fondo e attitudine di vita gregaria deriva quasi sempre l’incapacità di molte donne ora abbastanza avanti con gli anni di prendere nelle proprie mani il proprio destino, nel senso di esserne artefici con scelte non troppo condizionate da pensieri di sottomissione.
alcuni temperamenti, pochi in quanto sempre parte di eccezioni, avevano la forza di ribellarsi a questa impostazione di vita e di famiglia. non per altro, ancora adesso, spesso alle bambine si regalano bambole. quindi, se la scelta del compagno, ammesso che fosse libera, non portava a realizzare le aspettative nutrite nell’adolescenza/prima giovinezza, era quasi inevitabile per loro ricadere nella negatività e in un vittimismo privo di sbocchi, per sé e per i figli.
dal mio punto di vista, come non si può cambiare un partner negli aspetti caratteriali sgraditi, ancor meno possibilità si hanno di mutare la personalità di chi ha superato la maturità. come un genitore non può, nemmeno volendolo, accogliere con gratificazione un figlio troppo diverso da sé, è altrettanto scontato che alcune giovani figlie, che hanno avuto altre possibilità di autorealizzazione, non possano né comprendere né accettare le attitudini nei loro confronti della madre, con cui vorrebbero poter stabilire i soli rapporti fra donne del tutto scevri di invidie. a volte si riesce a trovare un qualsiasi punto d’incontro (personalmente ho impiegato più di trent’anni ma non mi sono mai permessa di rinfacciare niente); in altri casi, proprio non è possibile, come ad esempio è successo fra mia madre e mia sorella, caratterialmente agli opposti.
gli esami di coscienza sono intimi e soggettivi. alcune madri, poi, non desiderano ricevere lezioni dai figli, cresciuti con i loro sacrifici, in epoche diverse da quelle in cui loro economicamente e culturalmente si sono venute a trovare. sono rari i genitori che non rinunciano a qualcosa per sé, a beneficio dei figli… si recide il cordone ombelicale quando si è in grado di considerare i genitori per quello che sono come persone, con limiti e difetti, accantonando l’ideale che di loro ci si era fatti nell’infanzia.
si può mediare con chi lo merita; difficilmente cambiare l’indole degli esseri umani, anche quelli a cui siamo più legati o con cui, magari solo per dovere, si è costretti a continuare a interagire. nessuno è in grado di condizionare i sentimenti, che, al di là di ogni miglior sforzo di buona volontà o di forma, restano nella sostanza soltanto quello che istintivamente sono, evolvendo o involvendo, a seconda dei momenti, delle persone e di un vasto insieme di circostanze, spesso ignorate o pregresse. a volte nemmeno la morte permette di fare chiarezza.
buona domenica!
penso che ricevere “lezioni” non piaccia a nessuno. Ma chi si reputa “maturo”, e non solo anagraficamente, dovrebbe avere l’ onestà di riconoscere i propri torti e i propri errori. sia che si trovi ad esser figlio, sia che si trovi ad essere genitore. La scusante dell’ “aver vissuto in epoche diverse” non è una giustificazione valida alle prevaricazioni, all’ invasione e alla mancanza di rispetto che certi genitori fanno subìre ai loro figli.