Essere l’ossessione di qualcuno
di
hila
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti. Ho da qualche tempo un problema che non so come affrontare. Ho 24 anni, e un ragazzo di 32 si è preso una bella cotta per me. Ma la cosa sta sorpassando i limiti. La situazione dura da 5 mesi. L'ho conosciuto quando mi sono trasferita in...
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Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2014.
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Categorie: - Amicizia
104 commenti
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La_verità_fa_male ha scritto tutte verità da seguire alla lettera e che condivido in pieno dalla prima all’ultima. D’altra parte è quello che avevo scritto pure io in forma molto più semplice. Hila fossi in te seguirei questo consiglio. Poi ognuno è libero, giustamente, di fare della sua vita ciò che vuole.
Dedalus, abbi pazienza… Ma io mica mi offendo se Hila può pensare, ed estendeva un po’ il discorso (parlava in generale), che le persone sono chiuse, non aperte al diverso ecc. Era per farle capire come si è già incasinata lei… Sta lì, a giustificare un tizio che si ritrova dappertutto, che non la ascolta, le mette 200 euro perché LEI LO CERCHI. Lui, credi a me, era già pronto… Che bello ricevere il tuo messaggio: è quello che voleva LUI. Un tizio che non la ascolta, se ne strabatte di quello che vuole LEI, sono fidanzata, niente; ho un altro impegno, niente, se lo ritrova addosso; è a casa sua, e se lo ritrova sul pianerottolo; sta su facebook e la controlla e segue i suoi movimenti. Che altro vuoi che faccia: che la strangoli? Non lo so io… E sta lì, a trovare giustificazioni razionali: dobbiamo essere più aperti, più sensibili, più comprensivi. Solo Dio lo sa che io sono sensibile, aperta, comprensiva, Dedalus, ma lo stalkng no, i pedinamenti no, che io ho un impegno e tu mi segui no, che io sono a casa tranquilla e ti trovo sul pianerottolo, eh no. Vogliamo occuparci del diverso? Benissimo. Andiamo a fare volontariato, stiamo in situazioni “protette”. Non è facile gestire persone con PROBLEMI. Ed è presuntuoso volerlo fare se non si è in grado. E Hila è una ragazza di 24 anni, sola, in una città non sua, lontana dai genitori. C’è una bella differenza… Che essere nel proprio quartiere, coi genitori, i parenti, gli amici di sempre… O in strutture protette. E Hila già dimostra che la presenza di questa persona, in maniera così inquietante, non le rende la vita tranquilla. E poi, state lì, Asperger, oppure che cosa. Ma chi siete, medici? Che si curi, se è malato. Lei non lo conosce come qui qualcuno ha raccontato di conoscere qualcuno fin da bambino, e di avere la certezza di una non pericolosità. Ma tu ti rendi conto o no che donne o ragazze ammazzate erano addirittura o fidanzate o sposate con persone che dopo sono DIVENTATE stalker? Che cosa ne sai, tu, di questa persona, scusa? E poi, che cosa ne puoi sapere, soprattutto, di cosa può scattare nella testa di una persona con qualche problema. Magari lui è tranquillissimo… Nel SUO ambiente. Poi, riaccompagnando per la cinquantesima volta la ragazza e sapendo che lei non ha nessuno, che cosa ne sai che pretese può avere? Ok, magari è uno che non sa abbracciare e non farà violenza carnale. E se poi invece ti sa stringere il collo,con le mani, eh?
E poi, scusa, tu hai detto che hai una figlia. Bene, e tu saresti tranquillo con tua figlia che ti racconta di sto tizio che non lo vuole e se lo ritrova dappertutto, che prende informazioni su facebook di dove lei va, la segue, che se lo trova sul pianerottolo di casa? E tu, lì, bello tranquillo, che diresti a tua figlia: ma sì, è una chiara sindrome di Asperger, stai tranquilla, figlia mia, vai, esci lo stesso con lui, fai del bene… Ah, ami un altro? Gli hai detto che sei fidanzata e lui niente? Non importa: vah, esci con lui, e fai del bene. Te lo sei trovato a casa? Tranquilla: non potrebbe fare male a una mosca, garantisco io, tu esci con lui a cena,figlia mia, stai tranquilla. Ti ha messo 200 euro in una busta e ora vuole prendere una camera con te con quei soldi? Ma stai tranquilla, ragazza mia. Per cortesia, siamo seri, eh. Che io mi ricordo molto bene del caso di una ragazza (purtroppo abbastanza famoso, andò in tv), tormentata per anni dal suo ex. Lei RISPONDEVA al telefono (errore): lei credeva di controllarlo così… E invece era lei la controllata… E i genitori? Persone buonissime… Troppo buone. Il padre? Un pezzo di pane. La tristezza inconsolabile nei suoi occhi. Perché non ha saputo capire, proteggere, minacciare LUI, semmai, questo, a muso duro, a un certo punto. Finché? Finché in un crescendo questo qui non l’ha seguita, una mattina, mentre lei andava al lavoro. In auto le si è affiancato, ha fatto in modo per forza che lei accostasse e si fermasse. La fatta scendere e l’ha accoltellata a morte. Capito? Sai come si salvava quella ragazza? Visto che le autorità erano al corrente? Doveva SPARIRE per un bel po’, cambiare città, punto. Faccio paura a Hila? Bene. Meglio la paura oggi, che una escalation incontrollabile domani. Bisogna prevenire. Perché quando si è morti si è morti. Non è pericoloso questo tizio? Bene. Meglio così, no? Ma domanda: perché metterlo alla prova? A me basta che Hila credo che prima si svegliasse la mattina e pensasse a uno che amava lei, ora deve svegliarsi col pensiero (preoccupato) verso questo? Non ti dice niente questo?
Poi: hai guardato storto, una volta, un tizio che “fissava” la tua ragazza e poi invece ti eri sbagliato? E allora? E poi: forse quel signore poteva “comunicare” in modo più chiaro di come ha invece fatto, prestandosi a malintesi, no? Mica ha fatto un reato lui, e nemmeno tu. Può succedere di fraintendersi. Questo invece vuol far fare a Hila cose che non vuole fare.
Grazie Je_sois_moi
Un anno fa mi è capitato di conoscere un ragazzo un pò “strano”. Lo avevo incontrato ad una festa, abbiamo parlato soltanto per 5minuti e sono andata via.. Il giorno dopo trovo una richiesta di amicizia su fb!! Ed io proprio non me la aspettavo! Conoscendo solo il mio nome ed avendo un cognome molto difficile essendo straniera, mi sono chiesta come ha fatto!! Questo qua ha chiesto quasi tutti gli invitati per avere un mio contatto!! Comunque mi aggiunge e mi scrive cose su di me tutte vere facendo delle ricerche su internet e cose varie, sapeva addirittura il titolo della mia tesi svolta anni fa!! Io naturalmente mi arrabbio perchè non mi piacciono questi comportamenti sfacciati, mi sono sentita spiata.. Poi giorni dopo mi scrive addirittura che si sta innamorando di me!! E io lo freno parecchio e metto tanti limiti e non gli rispondo più.. Qualche mese dopo ne parliamo sempre tramite messaggi.. Sempre troppi complimenti mi chiama spesso stella e fiore e cose così.. Mi chiede di vederci anche per un solo caffè, io accetto dopo troppi rifiuti..Lui arriva alla mia città con un alito pesante da farmi girare lo stomaco..tutto il tempo ho cercato di allontanarmi e lui si avvicinava sempre più!! Dunque quello che voglio dirti è che questo ragazzo è molto simile a quello che descrivi tu ,,intelligente, gentile, troppo antipatico non piace alle ragazze ,..ha avuto solo una mezza storia con una tedesca quando era a Londra .. Tutto qui!! Troppo pesante!! Si è innamorato di me dai primi 5 minuti che mi ha vista praticamente (me l’ha detto chiaramente lui!!).. Però per fortuna non è arrivato a questi livelli solo perchè sono scappata io bloccandolo su tutto e per fortuna non abitavamo nella stessa città.. È stato un incubo anche per me credimi.. Il mio consiglio è che devi liberarti al più presto non perché è pericoloso ma perché questo tipo di atteggiamento e relazione è stressante, soffocante e per niente “equilibrata”.. Ciao buona fortuna
Hila, mi permetto di dirti di stare attenta al tuo concetto di empatia/sindrome crocerossina versus pregiudizio/paura del diverso. Di starci attenta sempre e di lavorarci su, perche’ e’ un concetto che puo’ essere pericoloso e fuorviante. Tu potresti essere anche una psicologa, una psichiatra, un operatore che tutti i giorni vive tra varie tematiche e tanto piu’ pero’ distinguere tra assistenza e vita privata e spazio vitale ecc, tanto piu’ non farti fuorviare dal buonismo e tanto piu’, per esempio, distinguere tra cio’ che e’ rispetto per la diversita’ (in generale peraltro) e cosa aprire la porta a chiunque o subire le dinamiche altrui. Mantenere alto un certo livello dj attenzione e salvaguardia in ogni caso, coi normonevrotici anche, e’ buona norma. Mi spiace ma il ragazzo potrebbe anche avere la sindrome citata, ma resto dell’idea che “90% guardando internet” sia una assurdita’. E che non basti leggere wikipedia comunque per pensare di conoscere le peculiarita’ del disturbo autistico, per pensare di saper riconoscerlo e gestirlo. Peraltro al mondo ci sono molti casi di inconsapevole (per loro e gli altri) autismo ad alta funzionalita’ e ci sono patologie, per dirla in maniera spiccia, diverse che si manifestano in comportamenti anche simili tra loro. Come credo di avere gia’ detto anche la parola “depressione” che per i non addetti ai lavori e’ una sola per mille cose non e’ un passpartout quando ci si riferisce a un individuo, la sua storia, il suo funzionamento proprio ecc. Siamo, scusate, nel paradosso: se parliamo di ‘normodotati’ gli individui sono vari e imprevedibili ecc, se ci si addentra nel parlare di una sindrome specifica l’individuo si riassume in poche righe di wikipedia. A me questo pare un pregiudizio al contrario. Non si tratta di mettere in croce nessuno, ma fare diagnosi su un certo comportamento “estremo” mettendo etichette
E pensando con cio’ di minimizzare, gestire, empatizzare correttamente ma perdendo di vista cosa sta effettivamente succedendo a me pare fuori luogo. Parlando di straordinaria sensibilita’ autoreferenziale in certi termini, quando anche il narcisismo patologico, per fare un esempio, puo’ essere altrettanto autoreferenziale, invadente, dipendente e manipolatorio. ovviamente io non so quale sia il funzionamento di questa persona, potrebbe essere anche cio’ che Dedalus sostiene come altro. Mi permetto pero’ di dire, avendo avuto a che fare con delle persone affette da problematiche, diverse, in cui dal punto di vista diagnostico e’ possibile avere delle “linee guida” per entrare in una differente percezione cognitiva e altro, che a parte che una diagnosi (e ulteriori nelle loro specificita’) non e’ una cosa da “fai da te” o “indovina chi”, comunque, lo ribadisco, ognuno e’ anche un individuo a se’, il diabetico, l’autistico, il ciclotimico, il bipolare, l’ossessivo compulsivo, l’allergico, l’asmatico, il fibromialgico e chi ha l’alluce valgo. Personalmente ci sono cose su cui sono piu’ ferrata realmente e altre meno. E mi domando, di fronte a cio’ che Hila racconta come uno possa dire guardando internet quel 90% quando guardando altro potrebbe trovare altri 90% anche a seconda del proprio filtro con cui sta leggendo. Poi magari ha l:asperger. Ma persino di fronte a una vera diagnosi sarebbe meglio non andare a guardare internet, figuriamoci il processo inverso, dal web alla diagnosi. E in un caso in cui obiettivamente il risultato e’ cmq un atteggiamento manipolatorio e di stalking. Non si tratta di drammatizzare, ma che costui sia heidi o altro Hila deve mettere dei paletti e belli grossi. Ha il diritto di farlo e non il dovere di sentirsi a disagio. Un disagio che non nasce da un suo rifiuto per la diversita’, ma dall’effettivo comportamento di una persona, qualsiasi siano le di lui motivazioni. Anche perche’ Hila non intende farsi carico di questa dipendenza che accresce in modo esponenziale. E empatia sana e’ anche autoascolto e riconoscimento dei propri limiti, sintonizzazione su se’ e l’altro, semmai, non solo sull’altro, che lo si riconosca simile o diverso e da “proteggere/salvare”. Poi se Hila ha in atto una sindrome di Stoccolma mentre lui ce l’ha di Stendhal non mi e’ dato sapere….
“Però per fortuna non è arrivato a questi livelli solo perchè sono scappata io bloccandolo su tutto e per fortuna non abitavamo nella stessa città..”.
Brava Nora. Hai fatto bene a proteggerti. E questo tuo passaggio dimostra come conta moltissimo, per risolvere il problema, che o si sia lontani geograficamente e quindi si perdano le tracce, o si debba farle sparire, le tracce (chiudendo facebook per un po’, non avendo contatti in comune, cambiando casa, se necessario).
Riguardo sempre la diversità di ognuno di noi, e anche fra “depressi”. Ma infatti. Ci sono depressi che passano dal letto alla sedia, apatici, che “non farebbero male a una mosca”, altri addirittura iperattivi, altri che allo “scoppiare” della depressione sterminano una famiglia intera (è il caso, lo scorso Natale, di un uomo che ha perso il lavoro, è entrato in depressione e ha ucciso moglie, anziana suocera e non ricordo ora se una figlia).
La “normalità” non esiste e al tempo stesso esiste eccome. E’ anche un “parametro”, una convenzione. Se in un luogo geografico è “normale” essere cannibali, va da sé che in quella comunità sarà normale mangiare carne umana.
Nella società di Occidente la “norma” mi pare diventata come minimo una “moderata nevrosi”, per dire. Direi che la normalità esiste, in quanto l’essere “centrati”, in equilibrio, con una aggressività “incanalata”, sereni ecc.
Tenendo sempre presente che l’equiibrio (umano) è del tutto precario. La presunzione viene infatti dal pensare: ok, sono normale, ho tutto sotto controllo, a me non succederà, quel tizio è “malato”, ma io no, sono solo sensibile, comprensiva eccetera.
No.
Mettete un “normale” in un campo di concentramento, e vedrete.
Mettete una persona “normalissima” e “pacifica”, in un ambiente di poche stanze, con soprusi, violenze, messaggi del tipo: fai così anche tu, altrimenti morirai.
E vedrete, quell’essere umano “normalissimo”, che cosa farà (diventerà).
Care Verità e Luna, l’esempio dell’anziano signore voleva dimostrare come applichiamo degli strereotipi semiotici (scusa la parolona) all’interpretazione di certe situazioni relazionali. Stereotipi che riguardano un preciso metodo di comunicazione usato tra gli interlocutori, che NORMALMENTE usano gli stessi parametri culturali, dando a certi gesti un significato collaudato dall’esperienza.
Se in Giappone ti soffi il naso in pubblico diventa un gesto sconveniente da quelle parti, mentre loro mangiano i noodles col risucchio che è sconveniente dalle nostre parti. Capito l’esempio?
Il rischio di un risvolto negativo in una relazione, è sempre presente se la vogliamo mettere in questi termini, (stalker e violenti di solito erano insospettabili prima di diventarlo) ma in una come quella di cui stiamo parlando è talmente chiara l’ingenuità, o il candore, che dir si voglia, del personaggio che gli elementi della sindrome risultano evidenti, proprio dall’incongruenza dei suoi comportamenti letti attraverso la semiotica cui siamo abituati NORMALMENTE. Un marpione non tira in ballo i genitori quando vuol rimorchiare una donna.
C’è un bel libro di Desmond Morris che si chiama “L’uomo e i suoi gesti. L’osservazione del comportamento umano” dove si tratta in maniera interessante dei linguaggi corporei che usiamo in privato o in pubblico, che chiaramente sono differenti. Quello che è accettato nelle relazioni private non lo è in quelle pubbliche e può creare sconcerto in chi le osserva.
Questo ragazzo ha una espressione empatica che pare non fare differenza tra le due realtà, creando lo sconcerto di cui Hila si preoccupa. Ma la stessa non può fare a meno di notare che quel giovane ha qualcosa che non corrisponde con certi pericoli che vengono paventati, appunto. Il suo problema sono le attenzioni soffocanti e non che venga strozzata, mi pare.
Certo che come padte mi preoccuperei d’acchitto, ma valutando razionalmente la situazione, nel momento in cui mia figlia dimostrasse di non voler dar corso alla cosa, le farei applicare, con pazienza, il metodo soft di “uscita” di cui accennavo.
Con un uscita di quel genere gli eventuali pericoli sarebbero comunque ragionevolmente monitorati.
Non creiamo a Hila scenari catastrofici più di quanto lei non ne abbia percepito.
P.S. Ho citato Wikipedia per far conoscere a Hila la sintomatologia dell’Asperger, ed eventualmente confrontarla con le azioni del suo amico, non per documentarmi della cosa e fare una diagnosi in contumacia
ma basta, state ancora qui a dibattere, non ci credo! Hila, te l’ho già detto e anche altri lo dicono, chiudi ogni contatto, punto. non c’è altro da fare né da dirgli. non parlargli, non salutarlo, non rispondergli, non accettare passaggi, scansati se lo vedi, chiudi una volta per tutte e anzi digli soltanto di smettere di cercarti, ma poi coerente, eh! devi tenerti lontana, non che fai che 100 inviti non li accetti e poi uno sì, questa non è coerenza!
pure uno normale (sempre ipotizzando che sto tizio sia davvero malato, cosa tutta da dimostrare, eh) non capirebbe nulla del tuo comportamento contraddittorio! basta, scegli una strada e che sia una e chiara. ciao
Dedalus, mi perdonerai se non starò più granché a replicare, in quanto penso di essere già intervenuta abbondantemente. Mi pare che tu abbia un qualche piacere nel “teorizzare”: ma sulla pelle di un’altra persona però. Questa, scusami, la mia sensazione, che mi porta anche a dubitare, e scusami di nuovo, della tua REALE conoscenza di un certo tipo di problemi, in quanto continui, secondo me, a sminuire, o “sdrammatizzare”, un problema, che potrebbe essere (potenzialmente) serio. Probabilmente non sei stato mai vittima di stalking, o non ti sei mai informato del problema, o non hai avuto reale conoscenza di persone vittime di stalking: che ti assicuro, come Nora più sopra, fatta l’ESPERIENZA, stanno molto ma molto attente. PREVENENDO. Ai PRIMI segnali di un certo tipo. Con assoluto MENEFREGHISMO, mettiamola così, quanto a “dar dispiaceri” a sconosciuti, e con ASTUZIA (di non dire DIRETTAMENTE alla persona che non ci piace, ci fa schifo, ci dà fastidio ecc.: pena lo scatenare reazioni imprevedibili). D’altra parte, solo un ingenuo o un inesperto non lo sa: un manipolatore, e uno stalker, *è* ASTUTO. La cosa dei 200 euro nella busta *è* un’astuzia. Lui SAPEVA che lei lo avrebbe contattato PER QUELLO. E ha subito DISTORTO il cercarlo di Hila.
Lo stalking – per me: sia chiaro – è “controllare” una persona, creando alla “vittima” problemi notevoli. Questi problemi possono essere di natura solo emotiva e psicologica: non mi sento più tranquilla, mi sento il fiato sul collo, mi sento braccata, e lo sono, in effetti, oggettivamente (per quanto cerco di giustificare, spiegare razionalmente, sminuire…), fino ad arrivare a un controllo totale della persona e a poter sfociare in una violenza (per sua natura “incontrollata”). Un “crescendo” è tipico: se ci sono le condizioni e si ci sono le possibilità (quindi con il contribuito, anche incosciente, inconsapevole, della “vittima”). Direi che se riesci a svignartela, al più presto, stoppandoti alla fase “emotiva e psicologica”, facendo IN CONCRETO perdere le tue tracce, te la sei cavata: evitando l’escalation, che certo non vorrai stare a guardare fino a dove possa arrivare. Poi se anche Hila vuole fare una specie di “esprimento” con questo tizio, non so per quale ragione (ragioni da crocerossina, pseudo-volontariato, opere di bene, prove di forza e fiducia in lei stessa, specie di cure di “malati” che lei vuole diagnosticare eccetera) e ciò sulla sua pelle, a un certo punto per me è liberissima di farlo. Punto.
Ho teorizzato, come tutti, perchè Hila ha chiesto delle opinioni. Credo che la nostra interlocutrice ormai sappia cosa fare.
Io personalmente non ho la pallida idea se si tratta di una malattia o meno, e all’epoca non mi è venuto neanche in mente questa cosa,, mi è bastato solo una serie di atteggiamenti (parole, fatti, controlli vari) per capire che non si tratta di una persona “normale” o “equilibrata”… Faccio un esempio, la stessa sera in cui siamo usciti per quel caffè.. Mi arriva un messaggio dal mio ex e lui mi chiedo di che si tratta, io ridendo sulla cosa gli ho risposto, è il mio ex che mi chiede di un certo mio amico su f.b che mi segue dapertutto!! Il mio ex fa il geloso scherzando!! Il giorno dopo un altro mio amico collega mi scrive in bacheca ti voglio bene con un cuorincino .. Questo tipo che fa?? Mi manda subito un messaggio sul cell. Chiedendomi chi è sto X!!!! Praticamente ha imitato il mio ex!!! La stessa frase, stesso atteggiamento!! Non ditemi che una persona ‘normale’ lo avrebbe fatto!!! Un giorno senza avviso me lo trovo anche fuori all’uscita della lezione ad aspettarmi al freddo!! Mi trattava come se fosse sua dal primo giorno!! E quando ho smesso di rispondergli a tutto.. Lui ha sofferto troppo e si è dimagrito tanto.. Figuriamoci se davvero ci è stato qualcosa tra noi!!
@Probabilmente non sei stato mai vittima di stalking, o non ti sei mai informato del problema, o non hai avuto reale conoscenza di persone vittime di stalking: che ti assicuro, come Nora più sopra, fatta l’ESPERIENZA, stanno molto ma molto attente.
E’ molto vero. L’esperienza dello stalking o comunque di un certo tipo di manipolazione et similia ti cambia la vita. Non nel senso che diventi paraonoico o paranoica (fermo che ci vuole un tempo per digerire un’esperienza che in sè è comunque pesante, anche nelle manifestazioni più lievi), ma impari anche a cogliere dei segnali che forse prima sottovalutavi o semplicemente a dare molto più credito a certe tue sensazioni e a uscire anche da certe logiche che in certi casi possono davvero risultare auto-dannose.
Premettendo che tutti noi possiamo agire in una certa percentuale minima dei piccoli atteggiamenti invadenti o manipolatori anche senza rendercene conto e senza che i nostri interlocutori o chi si relaziona con noi se ne renda conto, perché rientrano comunque in un certo “equilibrio”, non è così immediato (allargo il discorso, scusate, solo per essere più chiara) entrare così facilmente in una logica molto diversa come è quella della manipolazione conclamata, dello stalking, della violenza psicologica ecc.
Chiaro che il discorso è complesso, tuttavia non si sta neanche parlando di usanze di un popolo o di un altro, o di normalità cosa è la normalità, ma proprio di funzionamenti più o meno lesivi. La manipolazione, lo stalking, la violenza psicologica o emotiva di qualsiasi tipo, il ricatto morale ecc, che siano accettati o meno da una famiglia, da una società o collettività, restano dei comportamenti lesivi. Lesivi anche allorquando una persona li accetti, per sue problematiche personali, per adattamento, per paura o convinzione che debbano essere accettati, perché ha un parametro sballato.
Un conto è una caccia alle streghe per cui si esasperano certi atteggiamenti negli altri, un altro è ascoltare o meno delle sensazioni di disagio, autorizzare/giustificare comportamenti che in fondo si sentono stonati, lesivi, coercitivi, ricattatori, spostare l’attenzione da sè all’altro, anche alle sue logiche o pseudo tali, nel senso di dimenticarsi l’istinto di preservazione.
Va anche detta una cosa: tutti possono pestare i piedi agli altri o si possono manifestare delle incompatibilità di vario genere.
Il punto è che nella maggior parte dei casi la cosa si risolve, nel senso che le persone o si mettono nei panni l’uno dell’altro o almeno di provano, oppure no, ma per dire, ognuna piglia la sua strada.
Diverso è un funzionamento in cui ciò non avviene. Perché una persona funziona davvero in un altro modo. Non si tratta di fare un processo a chi funziona in un modo o in un altro. Messa sotto pressione ecc ecc anche una persona normonevrotica può cadere dall’equilibrio quotidiano in un pentolone di follia.
Ma si tratta di essere presenti a se stessi e di mettere un confine a ciò che per sè si ritiene accettabile o meno.
Senza con questo lapidare nessuno, ma neppure perdendo il parametro, che sia per paura, buonismo, scarsa attenzione per ciò che accade, pseudo empatia o altro.
Non si tratta neppure di dire: io sono tutto giusto e l’altro è tutto sbagliato.
Ma la sana empatia, l’ho detto, è un’altra cosa. E scegliere a chi aprire la porta, tenerla aperta ancora, quanto e come, o se chiuderla. E ciò vale sempre. Con chiunque. Anche con persone con cui ci relazioniamo tutti i giorni. Tanto più perciò…
Non si tratta di spaventare Hila, che comunque un problema ce l’ha nel momento in cui la sua lettera si intitola “ossessione” e lei prova determinate sensazioni che lei stessa racconta.
Che lui sia anche Peter Pan comunque è vero che la sta ossessionando e concordo che, volens o nolens, quello di lui è comunque un comportamento manipolatorio e ricattatorio, se quello che vuole Hila passa non in secondo piano ma al dodicesimo. Lei poi ha un atteggiamento contradittorio? Ma con quali basi? Questo deve sentirlo lei.
Tuttavia diciamo che è abbastanza evidente che i feedback da parte sua non sono stati paritari alle azioni e intenzioni di lui.
In generale, a scanso di equivoci: non sempre i manipolatori ecc si presentano con una mazzetta in mano e dicendoti che vogliono farti venire un’ulcera perforata o farti entrare in una setta o chiuderti in cantina. Molto spesso si presentano con un sorrisone, vogliono rendersi indispensabili, e dicendoti che avranno cura di te e che per loro sei la cosa più importante del mondo. Così importante che finisci con non esistere in quanto individuo, ma solo nelle proiezioni che si fanno su di te e nelle conferme che tu DEVI dare loro. Devi. Che tu le dia o no.
Temo che per Hila stia divendando stalking anche questo forum. “Normonevrotica…”?! Altro che Asperger.
Dedalus, cosa ti disturba in “normo nevrotico”, espressione che, per inciso, non e’ stata inventata in questa lettera? E nel fatto che delle persone con esperienze di stalking a diversi livelli dicano ad Hila di restare comunque centrata su di se’ e di ascoltarsi bene e di stare attenta a non empatizzare in un certo modo, che puo’ essere comunque lesivo, di fronte ad un comportamento che volens o nolens, e che venga da Peter Pan o meno, e’ in ogni caso eccessivo, non empatico e manipolatorio? Ti sembra la stessa cosa parlare di “normonevrosi” o di una diagnosi di asperger? / comunque se pensi che questi vari commenti siano “stalking” nei confronti di Hila evidentemente non hai ben chiaro cosa sia lo stalking e come funziona. Di vero c’e’ che le varie opinioni possono confonderla o farle ansia, ma questo purtroppo e’ il rischio del web. Territoriodi utili scambi di informazioni e opinioni, spunti ecc, ma ovviamente con dinamiche diverse dal rivolgersi agli addetti ai lavori in modo specifico e in altra sede. Cosa che il forum non puo’ sostituire. E ribadisco, comunque, che anche nel caso si trattasse di autismo la cosa e’ un po’ piu’ complessa di come appare da wikipedia. Se poi ti urta che te l’abbia detto mi spiace, ma non l’ho inventato io. / per il resto auguro a Hila di affrontare il problema nel modo piu’ funzionale possibile e di risolverlo, una volta identificato il problema. Se a lei non va bene quello che sta succedendo, sw effettivamente le crea disagio, il centro principale e’ questo. Se lei ha delle resistenze nello spostarsi dalla situazione speroriesca a identificarle serenamente.
Grazie mille a tutti per il vostro confronto, il vostro tempo e i numerosi spunti di riflessione che mi avete dato. Dedalus, ormai mi ero affezionata a voi, altro che stalking! Vi informo del fatto che ho finalmente scritto al ragazzo in questione per ricordargli che tra noi AMICIZIA SI, TUTTO IL RESTO NO (scritto esattamente in questo modo. chiaro no?) e che mi scuso ma anche per una questione di rispetto nei confronti del mio ragazzo non posso più accettare i suoi inviti nè i suoi regali. spero di aver risolto qualcosa. forse sono stata un pò scarsa, al momento è almeno un primo passo, sperando sia sufficiente. siete stati fantastici. ciao a tutti
Hila, scarsa non direi, semmai diretta e chiara. Anche perche’, mi pare, non hai messo in primo piano il tuo moroso ma te (cioe’ ‘per me e’ cosi’ e in piu’, anche come amico, non allargarti troppo ANCHE per rispetto verso il moroso che io metto in primo piano / e non: vorrei assai e me gusta mucho ma a mio moroso non va). spero in sviluppi positivi. / amicizia: anche l’amicizia e’ reciproca e si sceglie. a parte che credo sia anche una parola importante. che si sviluppa nel tempo. in realta’ forse voi siete piu’ conoscenti che amici? questo solo per ricordarti che puoi scegliere. Oltre alle sue aspettative e proiezioni. Ho capito il senso del messaggio a lui, cmq, eh!
Luna, il mio commento nasceva dal fatto che mi è sembrato che il dibattito avesse preso una piega poco utile alla ragazza, tutto qui. Per quanto riguarda Wikipedia, lo ripeto, quella era un’indicazione per Hila, perché integrasse le sue informazioni in merito al suo sospetto, visto che lei per prima parlava di Asperger. Non posseggo le autorevoli cognizioni che alcuni hanno messo in evidenza in questa sede.
Hila, facci conoscere gli esiti della tua iniziativa, ok? Ciao
@Dedalus
Suvvia : Il tuo commento nr 65 e’ una stizzita reazione di nervi, un commento marcatamente sarcastico e unicamente distruttivo.
Punto.
(Chiedo scusa agli altri per l’intervento fuori tema)
Come credi Ermes. Bello sarebbe che spiegassi il perché e magari sottolineassi anche certe verbosità del tutto fuorvianti, e forse solo ostentative, a proposito di distruttivita’.
Comunque Hila ci ha ringraziato, quindi è soddisfatta così. Bye.
Sono d’accordo con gli ultimi interventi di Luna (nonché i precedenti) e con questo passaggo, riferito a Dedalus e la sua “battuta”: “comunque se pensi che questi vari commenti siano “stalking” nei confronti di Hila evidentemente non hai ben chiaro cosa sia lo stalking e come funziona”.
Infatti…
Dedalus, Ermes ha utilizzato in poche righe un italiano corretto e appropriato, rferendosi al tuo commento: “marcatamente sarcastico e unicamente distruttivo”. Sì, proprio così.
Ma davvero vuoi che ti si spieghi che cosa significa “distruttivo”, non hai un vocabolario a portata di mano che te lo spieghi, non vuoi e ci pensarci su un pochino da te?
Forse puoi trovare qualcosa anche su wikipedia, guarda. 🙂
Hila, ciao. Bene per il primo passo. Solo una cosa, riguardo la tua offerta di amicizia: ricordati che nell’amicizia devono valere le stesse “regole” (non sono regole scritte, ma di buonsenso… E come si dice per una serena e pacifica convivenza col prossimo…) che nell’amore e così in tutti i rapporti, allargandoci, con gli altri: rispetto dei TUOI spazi, come tu rispetti quelli degli altri; dare/avere reciproco; ascoltare/essere ascoltati eccetera… Ciao, buona fortuna 🙂
Luna: “non sempre i manipolatori ecc si presentano con una mazzetta in mano e dicendoti che vogliono farti venire un’ulcera perforata o farti entrare in una setta o chiuderti in cantina. Molto spesso si presentano con un sorrisone, vogliono rendersi indispensabili, e dicendoti che avranno cura di te e che per loro sei la cosa più importante del mondo. Così importante che finisci con non esistere in quanto individuo, ma solo nelle proiezioni che si fanno su di te e nelle conferme che tu DEVI dare loro. Devi. Che tu le dia o no.”
Infatti.
E direi alla luce di ciò che i “migliori” sono proprio quelli che sono “eccessivi” sin dall’inizio: così i segnali di qualcosa che non va, o che può degenerare, li hai subito, e puoi dartela a gambe subito.
I “peggiori”, quelli che ti sembrano normalissimi all’inizio, e in cui il “crescendo” è molto molto più lento, e va di pari passo con un tuo coinvolgimento: emotivo, psicologico, sentimentale, pratico…
Credo di aver utilizzato anch’io un italiano corretto, e lo stalking di cui parlavo si riferiva alla inutilità di ostentare cognizioni, peraltro discutibili, che avrebbero aumentato la confusione sull’argomento.
La richiesta di Hila era chiara, io dopo un primo momento ho intravisto la sindrome di cui sappiamo, altri no, paventando cognizioni nel settore che non appaiono frutto di una conoscenza diversa da quella di un profano, quanto potrei esserlo io.
Quindi quanto valgano quei “trattati” saranno i fatti a dimostrarlo.
Quanto alla conoscenza delle modalità con cui si manifesta lo stalking, mi inchino alla vostra esperienza, ma quando si esagera nelle esternazioni chiamalo come ti pare, ma non aiuta Hila più di quanto si sia già fatto, e quindi “non costruttivo”. Va bene questa definizione o devo sentire l’Accademia della Crusca? La nostra interlocutrice non appare una stupida, è solo giovane.
Saluti
Dedalus, non capisco il riferimento ad una presunta stupidità di Hila, chi le avrebbe dato, tra le persone a cui ti stai rivolgendo, della stupida? Per quanto riguarda la giovane età si può essere impreparati a gestire gli eccessi che viaggiano su altre frequenze da quelle abituali a qualsiasi età e anche non essendo appena caduti da un pero. Proprio per questo ne stiamo parlando.
La cosa meno costruttiva in questi ultimi commenti, i tuoi, è una stizza che sa di competitività, mi auguro sentitamente che non sia così, perché in casi sì che quella la troverei totalmente fuori luogo, sia riguardo il problema di Hila, sia riguardo l’argomento, oltre che in generale.
Mi dispiace che tu ti sia risentito per una osservazione, piuttosto banale, sul fatto che non si possa sapere se una persona ha l’asperger dicendo che ha il 90% dei sintomi compatibili con ciò che dice Wikipedia. Lo direi anche a me stessa se, solo in base a Wikipedia, dicessi che io, che mi sono più presente e mi conosco, ho il 90% dei sintomi di qualcosa. Ma non lo faccio.
@lo stalking di cui parlavo si riferiva alla inutilità di ostentare cognizioni, peraltro discutibili, che avrebbero aumentato la confusione sull’argomento.
Lo stalking di cui parlavi tu dunque continua a non essere stalking. Se chiamo una pera “arancia” e mi dici che è una pera non mi offendo. Se tu ti offendi non so che farci.
@La richiesta di Hila era chiara, io dopo un primo momento ho intravisto la sindrome di cui sappiamo, altri no, paventando cognizioni nel settore che non appaiono frutto di una conoscenza diversa da quella di un profano, quanto potrei esserlo io.
Quindi quanto valgano quei “trattati” saranno i fatti a dimostrarlo.
Non si sta facendo un totoscomesse, forse ti sfugge questo. Fermo che la vita è di Hila, e così le sue scelte, penso che lo spirito comune ai commenti sia che lei ne esca benissimo. Dubito fortemente che se qualcosa le risultasse più difficile qualcuno direbbe: wow, ho vinto io.
Forse, nella foga di leggere i commenti con un tuo certo spirito, non li hai letti davvero.
A me se il tizio ha l’asperger o la gotta non cambia, non c’è il club dell’asperger e altri club. Non ho detto, infatti, che costui non può avere l’asperger, ho detto un’altra cosa, come ho ribadito alcune righe più su. Inoltre il problema non era che tu dicessi che potrebbe avere l’asperger, ma che l’atteggiamento fosse che se ha l’asperger allora che problema c’è..
@paventando cognizioni nel settore che non appaiono frutto di una conoscenza diversa da quella di un profano, quanto potrei esserlo io.
Quindi quanto valgano quei “trattati” saranno i fatti a dimostrarlo.
Forse, se tu ne sapessi davvero un po’ di più di queste tematiche non prenderesti come desiderio di chiacchierare e paventare cognizioni delle cose scritte sulle dinamiche di manipolazione, lo stalking ecc, nè delle specificazioni riguardo la difficoltà di diagnosticare e di gestire anche delle sindromi.
E’ abbastanza evidente che chi ha parlato delle proprie esperienze in modo diretto non ha parlato da “totale profano” e che chi ha tentato di fare informazione in un certo modo riguardo certe dinamiche del tutto profano non è. Perché certe cognizioni sulle dinamiche di manipolazione ecc, parlo degli altri, così banali proprio non sono.
Si può fare anche a meno di fare informazione su queste tematiche o leggere un post come quello di Hila, chiudere il pc e andare a fare una partita a ramino, una corsa coi sacchi o a mangiare du spaghi. Forse non riesci a cogliere perché alcune persone nel momento in cui hanno letto il post di Hila, invece, indipendentemente dal fatto che costui abbia l’asperger, sia un narcisista patologico o qualsiasi altra cosa, si sono fermate a dire alcune cose. Che non fa male considerare comunque.
Non poter cogliere fino in fondo il perché non è una colpa, non è una lacuna.
Anzi, io direi, se non si è mai stati direttamente coinvolti è una bella fortuna.
Ed è tanto più normale non saperne di certe cose se non si ha mai avuto un preciso interesse a saperne di più e/o se non si è in alcun modo degli addetti ai lavori che con determinate cose hanno comunque a che fare.
Ciò vale per tutti gli argomenti emersi in questi post.
Personalmente non parlerei di tematiche delicate come queste e in un certo modo se fossi del tutto profana. E’ una questione di informazione, disinformazione o controinformazione. Non è proprio banale in internet.
E, su cose di una certa serietà, consulto internet soltanto se ho un sufficiente filtro che mi permette di dare il giusto peso. C’è una battuta significativa che gira, più o meno è questa: “Ho cercato su internet dei sintomi che ho, secondo la rete dovrei essere già morto da sei mesi”. Wikipedia, e altro, è buono per vedere, nozionisticamente, cosa sia una cosa o un’altra, ma in sé non è un “tutorial”.
Ricentrandomi sull’argomento, comunque emerso attraverso la lettera, rispondo al 73 di Verita’ Fa Male: @si’, e’ vero, gli eccessi sono piu’ riconoscibili. Tuttavia, purtroppo, certi “eccessi” in alcuni casi hanno all’inizio un aspetto preso per “confermativo”… Intendo dire: guarda quanto mi vuole bene, ci tiene a me, mi conferma, gli/le sono indispensabile, quanto pensa al mio bene e ci tiene a leggermi dentro e darmi ottimi consigli per il mio bene ecc ecc… qualcosa che somiglia alle tattiche (non a caso manipolatorie) di certi venditori e che somiglia anche a un’idea riempitiva, salvifica, dipendente ecc che si puo’ avere dell’amore. Come giustamente dici tu di solito una persona quando racconta cio” che non va e’ gia’, oltre che confusa, in una situazione di disagio. Per cui da fuori: ma sei masochista? Come sei andato a cercartelo un personaggio cosi’? / in realta’ pero’ il biglietto da visita puo’ essere stato benaltro. E essersi innestato su difese basse per varie ragioni, anche meramente contingenti. / tra l’altro certe dinamiche non si verificano solo in relazioni “amorose”, ma anche amicali. O meglio ci puo’ essere chi ci prova. Conoscevo per esempio una tipa che se ti mandava un messaggio e non lo vedevi e quindi non rispondevi immediatamente andava fuori e te ne arrivavano caterve in cui lei era tanto brava, bella, buona, generosa, sempre pronta a sacrificarsi per tutta l’umanita’ stronza e ingrata. E nota bene che per riceverli, e pieni di rabbia e odio, non serviva aver “usufruito” in alcun modo di questa sua generosita’, manco chiedendo “mi passi uno stuzzicadente”. E nella totale autoreferenzialita’ lei sola lavori forzati e si immolava per il mondo anche chenon le chiedeva nulla mentre gli altri se non rispondevano subito a parte non avere una vita e il diritto ad averla non potevano manco essere semplicemente.al gabinetto. Dispiace per la sofferenza che puo’ stare dietro a cio’? Certo. Ma il ricatto morale anche in base al nulla puo’ essere violentissimo. Francamente mi spiace anche per chi ne e’ colpito. Anche perche’ chi ne e’ colpito se e’ empatico fa fatica a proteggersi mentre chi lo agisce non empatizza. E’ convinto/a e va per la sua strada. Ti “cosifica” e basta e non si ragiona su un piano di reciprocita’ e manco di causa/effetto paritario. Ciao!
Luna, buongiorno. Non sono riuscito a leggere tutto quanto hai scritto, per una replica che conferma una “graforrea” che, se mi consenti, è del tutto superflua in questa fase della “consulenza” a Hila, che giustamente ci aveva già salutati e ringraziati.
Entrare in ipotetici scenari nei quali potrebbe trovarsi la nostra protagonista, appare un esercizio del tutto retorico e fine a se stesso, non dissimile qualitativamente dal mio scandaloso ricorso a Wikipedia, per com’è stato male interpretato da qualcuno su questo forum.
Hila ha capito perfettamente, da un pezzo, lo ha detto, comunicandoci quello che ha scritto allo “stalker”. Io sarei solo curioso di seguirne gli esiti e capire meglio lo stato di quel ragazzo, questo sì. Stop
Non ho nessuna intenzione competitiva, credo di conoscere i miei limiti; ho solo cercato di dare il mio contributo ad una ragazza solo poco più grande di mia figlia, ricorrendo alle mie modeste cognizioni sull’argomento, ma senza autocompiacimento nè millantando cognizioni che non ho, cercando solo di essere il più chiaro possibile.
Tutto qui.
Saluti
Dedalus, certo che hai utilizzato un italiano corretto, tant’è che qua hanno capito tutti benissimo quello che hai scritto, credo. Solo che hai storpiato il senso del commento di Ermes, affermando che le sue sarebbero state “verbosità del tutto fuorvianti”.
Il tuo commento era, in sintesi: qua state VOI facendo stalking a Hila.
Ora tu specifichi: “lo stalking di cui parlavo si riferiva alla inutilità di ostentare cognizioni, peraltro discutibili, che avrebbero aumentato la confusione sull’argomento”.
Ora, concentriamoci su questo passaggio: “inutilità di ostentare cognizioni, peraltro discutibili, che avrebbero aumentato la confusione sull’argomento”, mi dovresti spiegare che cosa significa.
No, perché io ci leggo qualcosa di “distruttivo”, perdonami. Nel senso di puramente negativo: perché non hai dimostrato né l’inutilità di certe cognizioni, né le cose per te discutibili, né la confusione dell’argomento.
Traduco, hai scritto: è inutile ostentare le vostre cognizioni, peraltro discutibili, che aumentano la confusione sull’argomento.
(Parentesi: se per me qualcosa è “discutibile”, entro e ne discuto tranquillamente. Why not? Per me era discutibile fare diagnosi non essendo medici, psicoterapeuti, e tanto meno non conoscendo la persona, ma consultando Wikipedia e infatti ne ho discusso, di questo).
Traduco (e stringo) ancora, hai scritto: state parlando di cose che non sapete e state confondendo l’argomento (state confondendo l’argomento stesso proposto da Hila, che parlava di uno che la stava “ossessionando”; lei era “l’ossessione di qualcuno”,forse non ti rendi conto Dedalus… E noi, parlando di stalking, avremmo confuso Hila che diceva di “essere l’ossessione di qualcuno”? Dai, su, siamo seri).
Traduco e stringo ancora, e ipotizzo ora che tu volessi scrivere/dire: non capite nulla; smettetela di scrivere cose diverse dalle mie. Questo non è stalking; il tale ha la Sindrome di Asperger, è sicuro, l’ho già diagnosticato, detto e ridetto, e voi non lo volete capire, quindi fate silenzio, smettetela di discutere.
Dedalus, vedi: se tu pensi che una tua “teoria” sia valida, la devi dimostrare.
Tutto lì. Se non conosci l’argomento, e/o non sai almeno *discutere*, portando argomenti e confutandone altri, non discutere.
Nelle discussioni si confutano gli argomenti, in caso, e si propongono ulteriori argomenti: non si offendono le persone. E non si distorcono (volutamente) le cose che dicono altri.
Esempio: non ho scritto che tu hai scritto in un italiano scorretto.
Ho scritto che Ermes ha scritto in un italiano corretto, visto che tu gli hai scritto “certe verbosità del tutto fuorvianti, e forse solo ostentative, a proposito di distruttivita’”.
Hai scritto che Ermes, spero che tu te ne renda conto, avrebbe scritto, secondo te: “verbosità del tutto fuorvianti”.
Cosa falsa. E te l’ho appena *dimostrato*.
Altri due esempi: hai fuorviato di nuovo ciò che si stava trattando qui seriamente, insinuando che qui si tratterebbe Hila come stupida. Non ho mai pensato che Hila fosse stupida, ho anzi pensato che fosse molto intelligente, e particolarmente sensibile e anche umile. Il suo discorso “allargato” (e peraltro giusto, a che le persone, spesso, tendono ad allontanare il “diverso”), purtroppo, temevo che le si ritorcesse contro. Spesso l’intelligenza, la sensibilità, l’umiltà, è paradossale, ma può farci male…
Altro esempio: “Io sarei solo curioso di seguirne gli esiti e capire meglio lo stato di quel ragazzo, questo sì. Stop”.
Di nuovo, stai spostando continuamente il tema e il PROBLEMA. Il problema è il disagio di Hila, causato da ‘sto tizio a Hila: non di questo tizio. A me importa una cippa di lui. Io mi stavo occupando di Hila. Punto.
Ora, con te ovviamente, la chiudo qui: perché e una e due e tre, quando vedo che uno non è minimamente interessato al problema, ma anzi sta cercando di fare cose *distruttive*, allora io non ci *discuto* più nemmeno, molto semplicemente.
Ecco, direi che questo è un esempio, e non certo cercato da me, pratico, di COME e PERCHE’ si debba EVITARE chi è, o diviene, molesto e basta.
LUNA, sono d’accordo con i tuoi interventi che ho letto interamente.
PS: in caso che mi si venga qua a dire che io dovrei dimostrare che qui si trattava di stalking, rispondo che l’ho già dimostrato, e spetta a chi non crede questo, semmai, dimostrare che così non sarebbe. Come detto: lo stalking significa “controllare” qualcuno senza essere, viceversa, controllati (l’altro infatti non è uno stalker…). Se Hila si sveglia col patema d’animo, sentendosi braccata, con messaggi di ‘sto tizio, con “appuntamenti” decisi da lui, visite a casa non richieste ecc., è lei la *controllata*. Fino a prova del contrario. Spetta a chi non crede questo: d-i-m-o-s-t-r-a-r-m-e-l-o. Dimostrarmi che non sia Hila la *controllata*.
Scusa Verità, non si capisce nè cosa vuoi dire, nè dove vuoi andare a parare. Comunque ho risposto già a Ermes su un altro thread, che almeno appare lucido, seppure con le sue rispettabili convinzioni.
In questi dialoghi deliranti o utilizziamo le regole della logica (oltre quelli della sintassi) altrimenti mi arrendo e vi dò ragione su tutti i fronti.
Saluti
Ogni tanto, Dedalus, qualcuno nel forum fa come te: esulando (in quel caso si’) dall’argomento comincia a metterla su un piano di egocentrismo personale, insulta (e non tra le righe) altri, tira la pietra e nasconde la mano, negando di farlo e quando qualcuno scrive “non ci sto” fa finta che cio’ che e’ logico e lineare sia ostrogoto e “non leggo, non si capisce”. Il solo che parla di stupidita’, millantate conoscenze e ostentazione ecc sei tu. A chi sta sul pezzo e se ne frega di questo piano che interessa solo a te. Ti irrita persino che persone che abbiano vissuto esperienze dirette di stalking ne parlino con piu’ cognizione di te. Il fatto che lo abbiano subito e’ irrilevante rispetto al fatto che ti metti in competizione. La Verita’ Fa Male reagisce alla tua prepotenza tirolapietraenascondolamano e alla tua manipolazione dei commenti altrui. Se altri scrivono su un tema stando nel tema, per dare delle informazioni a Hila o in generale a chi puo’ passare di qua per via del titolo, con una chiave di ricerca, e non sono informazioni scorrette, tu ti metti nelle intenzioni altrui, dicendo che si tratta di informazioni senza cognizione o con intenzione meramente autodimostrativa. Ma tutto cio’ sta nel tuo bisogno di leggere cosi’ la cosa e non negli altri. La fai tanto lunga (tu, non gli altri) battendo sempre li’ perche’ ti sei offeso perche’ ti e’ stato detto che dire “90% asperger” e metterla in un certo modo era fuorviante. E ti e’ stato detto: certo lo hai detto in buona fede e che poiche’ sono argomenti specifici non e’ certo una colpa non essere informati piu’ in profondita’. Fai cosi’ anche con l’idraulico se ne sa un po’ piu’ di te di un tubo e spiega a qualcuno che di tubi sta parlando qualcosa? Perche’, se e’ un problema tuo, e nostro evidentemente non e’, non possiamo farci niente. Se non dirti che non ci interessa. / personalmente se qualcuno ha un’informazione che non so in generale non penso che ostenti a meno che non lo stia davvero facendo. E tra l’altro la lettera parla di questo, di cio’ di cui nei commenti si parla. Quindi che problema hai? Inoltre continui a insistere con ste menate dei “profani che ostentano cognizioni”. Ora chi ci tiene a dire che e’ un umile profano ma con un certo tono stizzito sei solo tu
E’ normale che in una lettera come questa le persone che portano una loro testimonianza e dialogano con Hila e gli altri dicano se hanno avuto esperienze di stalking et similia. E non lo fanno per ostentare (cosa? Sono esperienze che si preferirebbe non fare. Utile e’ trarre dall’esperienza in modo costruttivo e fare informazione). I sottotemi: manipolazione/empatia ecc sono inoltre assolutamente inerenti al tema. Strettamente connessi. Se tu li trovi fuori tema non so che dirti. Per quanto riguarda il fatto che batti avanti con “millantare cognizioni” tu non hai la piu’ pallida idea di quale percorso di studi e professionale abbia chi scrive. Parli di ostentazione mentre e’ palese che a nessuno frega una ceppa di parlare di titoli o di che lavoro anche inerente possa fare, ma ci si attiene ai concetti in tema con il post e l’argomento emerso. Chi pero’ costantemente decide su quali basi parlino gli altri sei tu e chi delira “millantare cognizioni” et similia sei tu. Perche’ TU ne fai una questione di titoli, parrebbe, o di proprieta’ di linguaggio su uno specifico tema. Solo tu. A me frega che se si parla di certe cose l’informazione sia corretta, punto. Chiunque la faccia e da dove provenga. Se questo per te e’ di poco conto quando si parla di queste tematiche continua a fare le bizze e l’offeso. A me non interessa. Il modo in cui con prepotenza interpreti le intenzioni altrui non mi appartiene manco quando parlo mettendoci faccia, nome e cognome. Figurati che cosa me ne frega quando parlo con un nick. Il problema e’ pero’ che chi fa confusione sei tu allorche’ si parla di cose inerenti a problematiche serie e continui a blaterare che siano informazioni scorrette ecc. Poiche’ gli interventi in tal senso sono invece corretti, e parlo degli altri interventi, a me delle tue bizze personali nei confronti miei o degli altri utenti non frega una ceppa, esulano dai contenuti che sono costruttivi. Ma se fai ostruzionismo e confusione su informazioni comunque corrette su temi cosi’ seri e’ un altro discorso. Se tu non hai idea di quanta fatica si faccia per fare informazione su questi temi, autismo incluso, e perche’ sia necessario farlo, indipendentemente dal mezzo, non e’ un problema nostro. Ne’ di Hila. Il terreno polemico e competitivo su cui hai portato la discussione non mi interessa.
Anche lo stalking avete sperimentato! E pure psicologhe! Che vite straordinarie. Non ho la più pallida idee del percorso di studi che avete o hai alle spalle, ma posso facilmente immaginarlo, ma soprattutto devono essere veramente alle spalle. Ma per favore.
Ripeto, i problemi li avete voi, fatevene una ragione.
Intanto altre due pagine di deliri sconclusionati da sciroppare.
Basta!! (“Et similia e sottotemi”. Così faccio bella figura anch’io)
Luna, scusa se estrapolo questa frase omettendone la fine, ma secondo me è importante: “Se altri scrivono su un tema stando nel tema, per dare delle informazioni a Hila o in generale a chi puo’ passare di qua per via del titolo, con una chiave di ricerca, e non sono informazioni scorrette”…
Vedo infatti, in questo sito, che si riprendono lettere vecchie, ma sempre valide, se l’argomento interessa. Magari perché si ha proprio un problema, come spesso qui si verifica.
Speriamo che nelle lettere in cui si parla di diabete, per esempio, non si parli (o almeno non troppo) di artrosi! 🙂
Ma torniamo ad altro che hai scritto. Sì, il sottotema manipolazione/empatia sono decisamente inerenti al tema e strettamente connessi. Ho voluto rileggere ora la lettera di Hila, e l’ho trovata ancora più interessante, pensando a qualcuno che potrebbe avere un problema di questo tipo e passare di qui. Ho notato ancor più (sulle prime ero più colpita dalle conseguenze in lei nel quotidiano/pratico) la sua particolare, e direi asimmetrica, empatia. Empatizza con lui vivendo lei a sua volta un amore non corrisposto, divenendo quindi in quel punto ancora più sensibile: A non mi ama, ma io sì. B sembra amarmi, e io non vorrei dare lui il dolore che provo io per A… Come avevi detto già, poi, queste situazioni possono accadere anche trovandosi più “indifesi”, in particolari circostanze, anche contingenti, e infatti lei arriva in una città nuova, sola, e lui la aiuta.
Non è poi che chi è vittima di stalking debba essere “stupida”, tutt’altro, oppure poco indipendente (nel caso di Hila poi lei specifica proprio di essere particolarmente indipendente, e di avere quindi ancora più fastidio che la si aiuti magari troppo, a fare cose che lei normalmente vorrebbe far tutte da sé). Mi verrebbe da pensare che anzi non ci siano regole, modelli, per la vittima dello stalking. Nel senso che chiunque potrebbe diventarlo, o no? Si può diventarlo, forse, più facilmente, o se non se ne è avuta mai esperienza, oppure se non se ne è mai sentito parlare, se non molto superficialmente.
Oppure, mi domando, no, c’è una sorta di *predisposizione* della persona, al di là di “fragilità” momentanee o situazioni contingenti? Qui però mi riferirei più al crescendo “grave” in cui non si riesce a distanziare/distanziarsi, fino a conseguenze drammatiche. Non a un caso come quello che ha raccontato qui, mi pare Nora, in cui lei ha notato subito diciamo delle esagerazioni inaccettabili per lei, e ha *stoppato* e chiuso subito.
Mi colpiva, nel suo caso, che lei diceva che quella persona dopo era stata malissimo, dimagrito, tanto che lei dice: figurarsi se ci ero stata insieme veramente che cosa sarebbe successo… (anche in termini di sofferenza di lui).
Vittima di stalking puo’ essere chiunque, visto che chi lo attua puo’ non avere neppure bisogno di una reale conoscenza e contatto per “partire”. Importante e’ riconoscere e non “giustificare”. il che non significa «giudicare/lapidare» ecc, ma aver presente che mettere dei paletti e’ un diritto. Per quanto riguarda la manipolazione e la violenza psicologica e fisica (e di cui lo stalking puo^ essere una delle espressioni o cmq il controllo agito in diverse forme e livelli) chi agisce queste modalita’ puo’ farlo con chiunque. puo’ farlo tanto piu’ con chi percepisce come libero; indipendente, con delle qualita’ che non riesce a tollerare. con la gioia di vivere. sul perche’ le persone possano cadere nella rete se vuoi ti diro’. – Dedalus; stai iniziando davvero a diventare patetico… la frase “sperimentato lo stalking… che vite straordinarie”, beh; se non ti rendi conto da solo e non ti vergogni nemmeno un po’… Ti ho gia’ detto che questo tuo bisogno di sfogare le tue frustrazioni, nervi o veleni in Lad non mi interessa. trovati altri a cui tentare di scartavetrare i maroni. ma forse vuoi offrire una simulazione on line di una certa dinamica? tutto sommato involontariamente potresti aver avuto la tua utilita’
Utilissimi mi sono stati alcuni di voi, per verificare gli effetti della psicopatologia … Da web.
Però un po’ mi vergogno effettivamente , per non aver capito prima i vostri problemi.
Auguri, soprattutto a chi gliela date a bere.
P.S. Cosa sono i ” veleni in Lad?”
Zzzzzzzzzzzzz
La Veriita’: il discorso rimane comunque che ognuno di noi, anche in relazioni interpersonali non fortemente disfunzionali, di qualsiasi tipo, e anche laddove “l’altro” non si comporti in un certo modo con volonta’ di dolo, ma semplicemente per il proprio modo di essere, funzionare e secondo le sue motivazioni e il suo sentire, non deve dimenticare oltre a percepire l’altro e all’empatia, di percepire anche se stesso e il suo sentire. E’ chiaro che mentre una persona e’ e agisce in un certo modo anche nell’altra, a propria volta, si attivano delle “ragioni”, che possono essere l’idea, per esempio, chenon si possa dire no, un estremo senso di responsabilita’, il bisogno di conferme, il non riconoscimento dei propri bisogni, un’abitudine anche inconsapevole a rivestire un certo “ruolo” anche in altre relazioni anche per una sensazione di inconsapevole “vantaggio emotivo”, vero o presunto, la paura dell’abbandono o di non riuscire a gestire il senso di colpa non sentendosi sufficientemente “buoni” o altruisti ecc ecc. Ognuno sa (o non sa) per se’. Cio’ puo’ avvenire quotidianamente anche in situazioni molto meno estreme dello stalking. Comunque e’ vero che in caso di una famigliarita’ con certe modalita’, anche inconsapevole, o con le difese basse la soglia di attenzione si puo’ abbassare. Buon fine settimana. Hila, spero tutto ok. Che la risposta sia stata assertiva.
Luna, sono d’accordo che chiunque possa essere vittima di stalking.
Sul seguito di quanto da te scritto, mi pare allora che la consapevolezza di noi stessi, delle nostre particolarità (tendenza a un forte altruismo, senso di responsabilità, difficoltà a dire “no” ecc.), sia molto importante, per riuscire a distinguere, in caso, con più chiarezza, se si tratti, volta volta, di un abbassamento della soglia di attenzione, di nostre difese abbassate, che non ci permettono appunto di difendere anche noi stessi e i nostri spazi, esigenze, desideri. Difficile mantenere l’equilibrio in questo… O no invece e potrebbe essere più facile di quanto sembri?
Buon fine settimana.
Non posso lasciare questo forum senza un gesto di umana carità, e lo dico senza ironia. Se Ermes mi ha fatto notare una certa arroganza, io non posso fare a meno di farvi notare le ovvietà che scrivete. È lo dico sinceramente perché riflettiate. Avete discusso dottamente su chi porebbe essere vittima di stalking , con tesi e teorie psicanalitiche, quando un padre di famiglia avrebbe dato la stessa risposta in un secondo: chiunque.
Capite a cosa andate incontro, specie quando il lettore non è dei più sprovveduti? Risate.
Cercate di credermi, se prima ho esagerato col sarcasmo ora sono serio.
Chiunque puo’ dire “chiunque”, anche sui tumori, il raffreddore o un meteorite. Forse pero’ il punto non sta nella parola “chiunque”, ma in altro. Anche sul come schivare un meteorite umano che puo’ volere arrivarti addosso o sul perche’ puo’ essere o sembrare piu’ difficile schivarsi. E se “chiunque” non per forza e’ scemo/a forse proprio tanto banale la questione.. visto poi che lo stereotipo e’ (e alcuni commenti lo dimostrano) che queste cose capitano solo “agli altri” e a chi se le va a cercare. / La Verita’: beh, anche riuscire a dire di no, anche su cose banali, o un si’ piu’ in accordo con se’, senza sensi di colpa o sentendo uno spasmodico bisogno di giustificarsi spesso migliora la vita o comunque fa sentire piu’ leggeri. Poi, certo, non tutti sono disposti ad accogliere un no e alcuni le giustificazioni le esigono (e non sono mai sufficienti). Ma le persone non solo si sopportano o meno a vicenda, ma anche si scelgono. Ciao!
Ps: Dedalus, non scomodare impropriamente un riferimento alle teorie psicanalitiche, ironico che sia, ma comunque un’attribuzione impropria, quando ti riferisci ai miei commenti. Naturalmente, come nel caso dell’asperger o del termine stalking, mela/pera/panino o cassapanca, per te, suvvia, che differenza c’e’… ma chissa’ perche’ allora a cose diverse si danno nomi diversi… E’ incredibile quanto il mondo si complichi banalizzandosi solo per dare fastidio a te. O darti un pretesto per andare avanti a oltranza con un tuo travaso di bile personale perche’ non ti sei sentito sufficientemente confermato. Forse sei un’azionista di Wikipedia? / comunque da menate come le tue e’ buona norma spostarsi, nella vita come on line, da chiunque vengano. Delle tue bizze qui nessuno ha alcun dovere di farsi carico. E questa non e’ psicanalisi ridi un po’ di piu’, ma sul serio. Cosi’ magari, chissa’, riesci pure a ridimensionare l’enorme offesa che sembri pensare di avere subito. Il mondo, reale e virtuale, va avanti benone anche senza i miei commenti, questo e’ certo. E anch’io. Ma ancge senza le tue polemiche infinite su dotto e non dotto e su chi dovrebbe avere o non avere una medaglietta per il commento piu’ bello. Fidati. / Spero che la’ fuori Hila abbia risolto il suo problema, di qualsiasi natura e consistenza sia. Buona domenica.
Luna, “beh, anche riuscire a dire di no, anche su cose banali, o un si’ piu’ in accordo con se’, senza sensi di colpa o sentendo uno spasmodico bisogno di giustificarsi spesso migliora la vita o comunque fa sentire piu’ leggeri.”.
Sì. Ed è anche così “ovvio”, magari, pensare (in automatico: perché è ovvio che nessuno pensi oh adesso voglio proprio PERDERE la mia libertà, la mia autonomia e la mia tranquillità…) “oh, a me non capiterà mai…”, “oh, ma io sono capace di dire di no, se non voglio una cosa”, “oh, ma in fondo non sto ancora facendo nulla che io veramente non voglia”, che invece si può finire vittime di stalking ed entro certi limiti… Manco saperlo, manco rendersene conto.
Quindi bene sottolineare cose “ovvie”, che tanto ovvie non devono essere, altrimenti non esisterebbero la limitazione della libertà, in varie salse, nel mondo… Né lo stalking vero e proprio.
Ed è bene anche guardarsi dalle proprie “ovvietà” o dal dare per scontate tante cose o di saperle già… Un po’ come quando si dà per scontato di essere LIBERI, di avere la libertà, e invece poi… Toh, non si è liberi per niente…O quasi. E allora…
Luna, poi so che tu certe cose le sai già: per me lo hai dimostrato ampiamente, “ovviamente”… 🙂
Hila, sempre innamorata del 48enne? Se è così, motivo in più per far capire bene una volta per tutte a questo spasimante che non ti interessa come stanno le cose.
Ciao a tutti.. per dovere di cronaca volevo solo render noto che il ragazzo in questione è veramente Asperger (ho avuto occasione di parlare con la madre) e tutto ciò che ha supposto Dedalo era alla fine vero.
Hila, ciao, e com’e’ finita con te? tutto ok? per dovere di cronaca io non ho detto che non poteva essere un asperger, ma che basarsi solo su una deduzione da internet, di fronte ad un atteggiamento ossessivo compulsivo di non chiara natura poteva essere anche fuorviante ecc. Avere una conferma reale, anche di una supposizione che ha delle basi, mi sembra invece piu’ “sano” e concreto. Anche per conoscere il problema legato ad uno specifico individuo. Cosa che puo’ confermarti, al di la’ ovviamente di caratteristiche salienti generali e linee guida, anche chi ha in terapia persone con disturbi dello spettro autistico. Ognuna comunque un individuo a se’. ciao 🙂
“Non posso lasciare questo forum senza un gesto di umana carità, e lo dico senza ironia. Se Ermes mi ha fatto notare una certa arroganza, io non posso fare a meno di farvi notare le ovvietà che scrivete. È lo dico sinceramente perché riflettiate. Avete discusso dottamente su chi porebbe essere vittima di stalking , con tesi e teorie psicanalitiche, quando un padre di famiglia avrebbe dato la stessa risposta in un secondo: chiunque.
Capite a cosa andate incontro, specie quando il lettore non è dei più sprovveduti? Risate.
Cercate di credermi, se prima ho esagerato col sarcasmo ora sono serio.”
qualche battibecco qua e là! niente di serio ma… comodo non apparire mai litigiosi cambiando nick a piacere!
ricolmi di disprezzo rivestito di UMANA CARITA’, sia lui che M., nei confronti di casi/persone miserevoli, visti dall’alto della superiorità umana e culturale che li contraddistingue!
concordo con Rossana! 🙂