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Tu due cuori non li hai e a me non basta la metà

di serotonina86

Cerco qui una risposta che forse solo io posso darmi, ma ho voglia di sfogarmi, ne ho bisogno.
Come se raccontare ad altri mi aiutasse a esorcizzare, a ritrovarmi nel garbuglio in cui mi sento persa.
Mi sono sempre considerata eterosessuale, o meglio, non mi ero mai neanche posta la domanda.
Poi è arrivata lei…
Io fidanzata con un ragazzo, lei altrettanto.
Non so come ho iniziato a ritrovarmela nei pensieri, nelle fantasie, era ovunque…
Ed era reciproco.. lei si fa avanti e inizia così la nostra doppia vita, scorretta e deprecabile: per i primi mesi nessuno lascia il rispettivo ragazzo.
Io mi innamoro, mi sento felicemente invasa e senza difese, la vorrei tutta per me, sempre.
Finisce la mia storia di facciata, ma lei non fa finire la sua.
E oggi mi ritrovo qui… a fare i conti con le lacrime ogni volta che lei è con lui, con una sofferenza lacerante ogni volta che mi ritrovo a pensare che l’amore che sento esclude a priori la condivisione con altri, una rabbia infinita ogni volta che vorrei un’esclusività che non c’è.
Lei mi cerca, mi vuole, mi fa sentire amata, mi dice che preferisce me a lui, che io sfuggo dalla sua razionalità e lui no, che sono la sua più grande sorpresa, ma… non lo molla; mi dà un sacco di giustificazioni: ha paura, lui le serve per mantenere la facciata, per mantenere la compagnia di amici, gli vuole bene, lui le fa pena perché ha da poco subito vari lutti significativi e se lo mollasse si sentirebbe troppo in colpa, allora preferisce stare con lui, anche con lui, e tranquillizzarlo, tenergli nascosto tutto, fargli credere di essere una ragazza devota e intanto riempirlo di corna e bugie.
Come se non avesse capito che voler bene a qualcuno non significa non fargli sapere che lo stai ferendo, ma tentare in tutti i modi di proteggerlo dalle ferite.
Mi ripeto ogni giorno che dovrei lasciar perdere, ho provato più volte a lasciarla, ma il peso del vuoto che sarebbe venuto mi ha spaventata troppo. Preferisco la sofferenza di averla così, a pezzi… ma ogni giorno è più dura.
Centinaia di motivazioni razionali per lasciarla andare: mi merito l’interezza, l’unicità, ce la meritiamo tutti in fondo, anche il suo povero ragazzo; lei è profondamente scorretta e ingiusta, è abile e furba, sa mentire con una facilità impressionante, lo fa anche con me in fondo; è egoista, un Don Giovanni al femminile… ottime motivazioni per non tenersela vicino.
Eppure…
Quando è tra le mie braccia, quando siamo solo io e lei… io sto bene, mi sento travolta da un sentimento profondo e inspiegabile, mi sento talmente felice che mi verrebbe da piangere e urlare dalla gioia, sento di amare la vita come mai ho fatto prima. insomma sto BENE.
Salvo poi ricadere nelle mie tristezze paralizzanti il minuto dopo, quando penso che comunque lui è nella sua vita e io mi sento tradita, ancora una volta, ogni giorno; quando penso che ancora una volta mi sto accontentando delle briciole di affetto.
Che fare dunque?
Che fare quando la razionalità ti dice una cosa e tu non riesci a farla perché finalmente, dopo tanti anni di sterilità emotiva e di paure, qualcuno è riuscito a smuoverti dalla tua solitudine e a far crollare mura di difesa costruite in tanti anni?
Perché lasciare andare qualcuno che, quando c’è, ti fa stare così divinamente?
Dove la trovo un’altra persona (a sto punto non so neanche più se uomo o donna) capace di farmi da specchio senza neanche saperlo, una persona che mi permetta di sentirmi a mio agio sempre, che capisce quello che sto pensando, che sa quello che sto per dire, che riesce a farmi sentire degna di un amore che io non ho mai concesso a me stessa, come sa fare lei.
Perché dovrei cercare un’altra persona se sento di averla già trovata?
Mi sento senza alternative… o forse quelle che ho non sono in grado di attuarle.
Non posso lasciarla andare, non riesco… e neanche posso rassegnarmi a fare l’amante e accettare serenamente l’idea che lui esista, non è concepibile.
Quindi si, la risposta me la do io… starò così, a giorni alterni, oscillando tra la gioia immensa e la disperazione più profonda, fino a quando non ne avrò più, fino a quando le cose non si risolveranno da sole e il pensiero di lasciarla andare forse non sarà più così gravoso.
Non aspetto soluzioni, ma parlarne aiuta, soprattutto in queste serate infinite e silenziose, trascorse con un unico pensiero in testa… lei non è con me.

Silvia.

Lettera pubblicata il 14 Marzo 2010. L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Gay - Me stesso

La lettera ha ricevuto finora 2 commenti

  1. 1
    diana -

    Certo ke lei è proprio una stronza…è una persona falsa!Ma come fai a pensare di stare con una persona così? Perchè ti devi accontentare?

  2. 2
    Mo -

    ciao silvia…sai anche io sono qui,non ancora in preda alla disperazione ma ad una vaga tristezza.perchè per lo meno lui non ha nessun’altra.però non è con me,e non si fa sentire e non mi cerca, quando invece potremmo essere insieme e condividere tante,tantissime cose.vivere tra giorni di gioia delirante e giorni di sofferenza in cui ti sembra ti manchi l’aria non è sano ed è maltrattare profondamente e senza pietà se stessi.perchè tutti hanno il diritto di essere amati e di amare,non ci si deve accontentare delle briciole di affetto.eppure siamo qui.tu lì ad aspettare lei che pensa alla sua facciata,io qui ad aspettare lui che deve risolvere i suoi problemi e mi tiene fuori dalla sua vita.se almeno non ci avessero fatto vedere l’amore nei loro occhi…credo che non saremmo in questa situazione.perchè a certe cose non si comanda,e non si può ingannare il cuore.non si può lasciar andare,lasciar perdere in nome di un diritto di felicità che abbiamo,perchè qualsiasi altra persona,e il mare,come si dice,è pieno di pesci,non sarebbe quella che desideriamo.io scrivo e mi sfogo,faccio tante cose per passare la giornata,ma ad ogni pausa volo in silenzio da lui che vive la sua vita senza di me.non è giusto,non lo è affatto.ma non si deve mollare. e quando,in ogni caso,sarà il momento, lo sentiremo e lo sapremo.perchè c’è un tempo per ogni cosa…
    un abbraccio

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