La donna di oggi causa delle catastrofiche relazioni sentimentali
Premetto che vengo da una colossale delusione amorosa ricevuta nell’aprile scorso. Non mi dilungo sulla mia vicenda personale perchè basta andare a leggere un po’ di lettere e un po’ di commenti per rendersi conto che le dinamiche sono più o meno le stesse.
Vorrei iniziare da molto lontano, da quando i ruoli sociali dei membri della coppia erano suddivisi secondo una precettistica spontanea e implicita correlata alla sopravvivenza della specie. In sostanza l’uomo era colui che doveva provvedere al cibo andando a caccia, era colui che doveva andare là fuori nel mondo. La donna doveva invece accudire la prole, che necessita di un lungo periodo di sviluppo, e gestire la “tana”, e oltre a ciò, era costituita da un sistema muscolare inferiore all’Uomo. Detto questo si capisce come la donna è sempre stata passiva, non solo nell’atto sessuale, ma anche nella vita sociale. E’ evidente che molte saranno state le eccezioni nella storia di donne che riuscivano a svolgere attività maschili in modo sorprendente, ma si ricordi che questa è pur sempre un’eccezione. Comunqe sia, nel corso dei secoli il lavoro si è sempre più specializzato e variegato e soprattutto semplificato, grazie all’esperienza e alla tecnologia, nonché all’azione dell’uomo. Da qui siamo arrivati passo dopo passo ad un livello tale per cui ci si può esonerare dal lavoro fisico. La conseguenza, unita ad altri fattori sociali pur anche rilevanti, come la possibilità, grazie alla comunicazione, di acquisire una più vasta consapevolezza globale, è stata che ad un certo punto la donna, stanca di essere relegata ad un ruolo passivo, ha iniziato a pretendere una posizione di maggiore importanza, forte della possibilità di svolgere mansioni che prima, non esistendo, non avrebbe mai potuto svolgere. La conseguenza di questo è, a mio parere, la nascita di un conflitto interiore nella donna che pur volendo rivendicare un ruolo meno marginale nella vita sociale di una società, non può dimenticare la sua storicità e il suo ruolo di madre, che è ben più rilevante nella vita di un figlio rispetto al padre. Questa bipolarità filogenetica è sempre secondo il mio (demoralizzato e doloroso) parere la causa del nichilismo sentimentale che oggi governa credo quasi tutte le relazioni. La contrapposizione attività/passività nella donna crea un conflitto tale per cui l’unico modo per venirne a capo è quello di superare il ruolo dell’uomo in tutte le dinamiche della vita. Senza prendere ad analizzare strati sociali complicati, basti vedere come già in quello che credo sia il più potente condizionamento psicologico, ossia nel mondo della libido sessuale, la donna abbia già superato l’uomo.
Credo che non ci sia molto da lamentare se le cose vanno cosi nelle coppie al giorno d’oggi. Magari può consolare che è una sorte meschina che ci tocca tutti quanti, senza guardare iun faccia nessuno. Ci si chiede come possa la donna essere a volte cosi subdola e macchiavellica. Un perchè a mio parere c’è. E pensare che è una creatura cosi meravigliosa…
(forse tutto questo è solo uno sfogo, forse sto sviluppando una misoginia acuta in seguito ad un acuto dolore. Forse tra qualche mese mi rinnamorerò e ricambierò parere…ma ad oggi una qualche verità credo di averla nella testa)
saluti
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Categorie: - Riflessioni
77 commenti
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la verità sta nel mezzo: la donna si è mascolinizzata e non è una bella cosa da vedere concordo con te…vedere una donna che parla di sco.... proprio come fanno gli uomini, ho fatto questo ho fatto quello tromba di qua là su e giù come dell’aranciata che ha bevuto l’altro giorno al bar o l’esercizio di palestra dell’altro pomeriggio fa venire i brividi pure a me, che di anni ne ho 31 e di morosi ne ho già cambiati due, anche se ho dovuto farci ormai il callo. Io evito di farlo mi faccio schifo da sola se lo faccio.
Non è neppure bello però, e questo lasciamelo dire in scioltezza vedere uomini femminilizzati ovvero sia….l’uomo che non caccia più che si fa cacciare, che aspetta sempre la prima mossa della donna anche quando sarebbe compito suo, che fa il prezioso, va e viene come una primadonna nel suo show, che vuole “ritornerò in ginocchio da te col mazzo di fiori e la serenata”, ci sono e non ci sono, che va a farsi ceretta sopracciglia e massaggi in istituto…no….ecco questa è un altra cosa che mi fa venire l’orticaria e che mi fa rimanere single forever. Non felicemente ma per forza di cose.
Dove sta la verità? Nel mezzo. Ormai i ruoli si sono invertiti, io non ci sto bene e mi sembra neppure tu.
Della serie…io donna delle caverne posso seguire la mia natura passiva anche murarmi viva in casa, far da mangiare, le pulizie ed accudire la prole felice e contenta ma a due condizioni:
– che mio marito-compagno sia una persona PRESENTE, COSTANTE NELLE IDEE e non dico fedele perchè vabbè sarebbe chiedere troppo a quanto pare ma almeno RISPETTOSO DEI SENTIMENTI che non si vergogni di darmi un bacio
– che abbia le palle di prendersi le sue responsabilità di uomo, e non di giocare eternamente a fare la primadonna come un bambino…e mettere da parte l’orgoglio quando in ballo c’è qualcosa di concreto. Altrimenti non posso tirare su il bambino che mi chiede: “mamma: dov’ il papà?” Risposta: “E’a farsi le sopracciglie” piuttosto che “Amore non so lui non chiama mai sai la mamma, devo prima chiamarlo io e sentire cosa mi dice se mi risponde”.
La risposta che vorrei dare a mio figlio è: “amore adesso è al lavoro ma poi tranquillo sai: non si stravacca sul divano a fumare con la birra in mano, ti porta fuori mezzoretta al parco a giocare al pallone ok? ti fa giocare con la macchina telecomandata, piuttosto che col trenino, piuttosto che con la costruzione dei lego, piuttosto che finire i compiti per casa”
Cooperazione, il segreto è questo: perchè se l’intento è quello di fare una famiglia, la coppia regge finchè c’è equilibrio e la famiglia si fa in due, i genitori sono due, i ruoli si dividono.
Dovremmo avere solo la fortuna di trovare qualcuno che ragioni con la testa e non seguendo la massa di caproni al pascolo, e mi sa di savio c’è un 25-30% della popolazione mondiale. Credo di si.
Confido nella provvidenza. L’impegno ce lo metto sempre, salvo battere in ritirata strategica quando vedo certi segnali di disinteresse già visti e rivisti
Si, certo, ovviamente, infatti…
Che noia questi stessi identici post, con le stesse identiche conclusioni, scritti (forse, chissà, il dubbio viene) per aizzare il conflitto verbale fra le due parti…
Ma non è che forse conviene semplificare la cosa standocene tutti per conto nostro ed evitando di fare affidamento sulla relazione di coppia? Tanto, alla fine, sempre tutti insoddisfatti siamo.
io credo che se tutte le donne fossero come silvana_1980 sarebbe davvero un mondo di coppia migliore.
Concordo molto con l’autore della lettera, comunque. E’ vero generalizzare non va mai bene e le donne non sono tutte così. Com’è anche vero che ci sono molti uomini che non valgono decisamente un ca**o.
Però è altrettanto vero che nelle donne italiane sta avvenendo un cambiamento in peggio secondo me. Basta leggere questo sito…all’alba dei miei miseri 25 anni di esperienza ho visto molta più malvagità e ipocrisia nelle donne che negli uomini. Si dice che gli uomini non siano sinceri….mah, sicuramente di uomini bugiardi ne è pieno…ma anche per esperienza diretta (amici miei uomini che lasciano le loro ragazze) ho visto che un uomo in genere è meno cattivo quando lascia…diciamo che ha più cuore, anche se magari non è più innamorato..lo fa con più tatto. E sopratutto ho visto che tende a mentire di meno, o comunque con meno cattiveria… è difficile per un uomo cambiare la propria donna..questo in genere…mentre ho visto molte donne cambiare uomini come cambiare un paio di scarpe. Ricordate che quando un uomo viene lasciato, secondo me, ha una componente di sofferenza in più rispetto alla donna… IL SENSO DI PROTEZIONE. Questo discorso non lo capisce quasi nessuno..ma io ci credo pienamente. Voglio dire, un uomo per sua natura è protettore….ecco perchè quando un rapporto finisce non solo fa male per l’amore che c’era in mezzo…(come fa male alla donna, ovviamente) ma l’uomo ha questa componente in più… deve anche combattere contro la rassegnazione di non poter più proteggere chi ama. E questo, credetemi, se era vero amore…fa molto, molto, molto male.
era piu facile quando bastava un colpo di clava e si trascinava la donna nel fondo della caverna…
Concordo con te Christopher. Verissima la storia del senso di protezione.
se la donna vuole scappare dalla caverna, e se solo una botta in testa da parte dell’uomo la può fermare nel suo intento, un motivo vuol dire che c’è: credo nella caverna sempre da sola non ci sta più bene e forse all’uomo dovrebbe venire il dubbio che non caccia e torna col bottino con regolarità, che i figli hanno fame, che i figli hanno bisogno di qualcuno che insegni loro gradualmente come scagliare le pietre e le frecce addosso ai daini e non solo accendere il fuoco con le pietre che questo può farlo già tranquillamente lei, e che la donna delle caverne non li può sfamare in eterno con le bacche nel bosco e che continua a vedere che nelle altre caverne le cose vanno un pò diversamente…la donna della caverna vicino ha l’uomo che oltre a portarle il daino per la cena, qualche volta si porta anche i figli a caccia per insegnargli come va il mondo…e comincia a vedere che i figli sono uno, poi diventano due, poi diventano 3, il figlio più grande apprende e cresce e da una mano al padre a cacciare…pensa un pò. E col cavolo che la donna della caverna vicino vuole scappare e non ha bisogno della clava del marito per restare dentro e fare il suo dovere. Lo fa volentieri.
Ci credo che invece vuol scappare dalla caverna la donna di quello in grado di farla restare a forza di botte in testa con la clava!
Senza contare che una donna tramortita se sopravvive non è poi più così in forma da soddisfare l’uomo delle caverne nelle sue esigenze e nemmeno i suoi figli che non hanno più la mamma che gli arrostisce il daino cacciato per cena
Tu mi dirai…ok…l’uomo vede la donna della caverna vicino e tenta di conquistarla per far proseguire la specie rimasta senza mamma?
NEGATIVO: oltre al fatto che la donna della caverna vicino è tutt’altro che stupida (e lo si vede anche dalla scelta che ha fatto per l’uomo) si è fatta insegnare dal suo uomo tecniche di autodifesa in sua assenza…tipo…non so…una freccia scaldata sul fuoco sulle balle dell’invasore…oltre ad ospitare un bel lupone fedele e affezionato in caverna (sfamato anche lui con bistecche di daino dall’uomo della caverna vicino ma che “A SPOT” non disdegna carne umana di invasori di territorio) , l’uomo della caverna vicino e il figlio maggiore lo aspettano comunque al varco della porta per dargli non una, ma 3 clavate in testa…due il padre, e una il figlio maggiore.
E le figlie femmine della cavernicola vicina? Bhe danno una mano alla mamma in caverna finchè non conoscono un cavernicolo simile al babbo ed escono pure loro alla ricerca di un altro cunicolo.
Invece non lo vedo mica tanto bene il cavernicolo iniziale sai, e i suoi figli diventano sempre più magri e infelici. La moglie se è sopravvisuta alle botte è diventata scorbutica, isterica o rincoglionita e non le importa più di vivere o morire. Estinzione.
Un incontro a mezza via ci vuole sempre se non si vuole che la specie umana si estingua e se siamo qui a parlarne vuol dire che noi siamo figli e nipoti di quelle coppie umane là
La verità giustamente sta nel mezzo, nel senso che l’uomo di certo si è impigrito. Nel concetto di esonero, oltre a dare la posssibilità alla donna di impegnarsi socialmente come non lo ha mai potuto fare, c’è da tenere in conto anche dell’effetto che provoca sull’uomo: non più fondamentale come un tempo, si ritrova a percorrere la strada opposta della donna. Di fatto si è impigrito. Dall’attività che un tempo lo caratterizzava è come se si stesse esonerando dall’azione, e ne consegue che agisce meno in tutti i campi. E’ vero, io per primo lo ammetto, tendo ad aspettare la mossa della donna,anche un piccolo cenno, per agire. Prima era completamente diverso.
Io comunque non voglio colpevolizzare nessuno, mi limito ad analizzare la situazione.
A mio avviso c’è bisogno di un riscatto dell’uomo, un ritorno all’azione. E questo credo che lo vogliano in fondo un po’ tutte le donne.
Io sono un uomo di 41 anni che sognava una famiglia, figli, moglie ecc! Sono ancora in tempo, ed ancora cerco, ora sto con una tipa, che ha già avuto tre figlie e sta divorziando dal marito che la picchiava! Dopo 18 anni. Coevi ci vogliamo bene, ma io non avrò comunque un figlio mio! Il problema sarei potuto essere io, se non mi fossi fatto una bella analisi, scoprendo che alla fine, le storie passate sono finite, perché le tipe mi trovavano “troppo bravo ragazzo”! Io però, non mi faccio cerette, mi rado poco, e mi curo poco, sono forte (in tutti i sensi), ho una grandissima curiosità e un’ottima cultura. Allora? Be ho controllato un po i tipi con cui mi hanno cambiato, beh! Mie care sono tutti tipi che si fanno sopracciglia e ceretta! Alla fine, Sono ben poche le donne che vogliono il vero uomo, romantico, attento, eccetera eccetera! Ora io passo le mattine a soddisfare sessualmente una donna, senza più la speranza, ormai morta e sepolta, di avere un figlio! Per quanto riguarda l’argomento corteggiamento, oggi non funziona più! Al contrario, non porta, almeno per quanto mi riguarda, a nulla! Tutte le donne che ho corteggiato, (fiori, e romanticherie varie), non sono andate oltre, il “non me la sento di avere una relazione seria” a “non sono come tu m’immagini” oppure “mi va di fare solo sesso, sempre che tu non ti offenda”! Questo è tutto!
secondo me qua siamo tutti molto “rassegnati” e disillusi dalla gente che abbiamo incontrato; non dovremmo mai lasciarci cambiare le idee e il carattere dagli altri, farci avvelenare dagli altri…eppure lo lasciamo fare. Peccato.
@ Silvana80
La pensavo come te , ma ormai ho cambiato idea.
Se capiterà quella giusta , sarà solo questione di fortuna (non dipenderà da nient’altro )che mi farà incontrare una solida come la roccia , proprio perchè vuole fermamente staccarsi da tutta superficialità che ci circonda.
Lunga fortuna , perchè i conti si fanno alla fine della vita.
Nel mentre campero’ alla giornata!
silvana_1980
Si, siamo tutti disillusi. Ma da cosa? Dall’avere conosciuto la vita, dalla nostra esperienza. In pratica dalla realtà, la nostra realtà. Le idee si cambiano proprio a seconda dell’esperienza. Una idea che è frutto di un vissuto è più vera di un ideale. Purtroppo è così. Prima si conosce e si accetta la realtà prima si vive meglio.
In fin dei conti amore non coincide quasi mai con l’amore disinteressato verso una persona. L’amore forse è più complesso di quanto si creda.
Fondamentalmente è un prendersi cura di una persona dalla quale ci aspettiamo lo stesso trattamento: è un prendersi cura di se stessi. Se l’amore fondamentalmente non fosse il più alto atto di egocentrismo non staremmo così male. Se un’altra persona non ci vuole più non vuol dire che sta morendo o soffrendo, anzi il contrario. E allora cos’è l’amore?
E’ amore per noi stessi.. ma allora perchè dovremmo avere bisogno dell’altro per amare noi stessi?
Credo che l’amore, cosi inteso, sia un tipo di amore sbagliato, nocivo.
Credo che l’intero nostro sistema relazionale sia in fin dei conti male impostato…
Una persona che si ama a prescindere dall’altro è una persona serena, forse più felice di una persona che per raggiungere la sua stessa felicità ha bisogno di “amare”.
Questo è quello che spero di raggiungere.
E questa idea, seppur semplice di fondo, la capisci molto meglio quando lasci che un’altra persona si impadronisca completamente del tuo io. Poi può farci quello che vuole, come dimenticarlo. E tu ti ritrovi vuoto. Solo i tuoi pensieri puoi controllare e le tue volontà. E’ qui che si deve lavorare. Il nostro Io deve rimanere solo nostro. Lo dobbiamo custodire gelosamente, perchè è l’unica cosa su cui abbiamo potere decisionale. Amare un’altra persona dovrebbe essere amare il suo Io e farsi amare. Ma mantenendo sempre una distanza. Se piantiamo le nostre radici in un’altra persona correremo sempre il rischio che se le porti via. Le radici devono rimanere dentro di noi. Poi possiamo fondere i nostri rami e le nostre foglie con un altro albero e creare così una composizione fantastica: ma quand’anche arrivasse un gelido inverno che ce ne privasse, rimarremmo comunque sempre ben ancorati al terreno.
silvana_1980: ottima osservazione..davvero ottima…
ma credo che quello che chiedi sia impossibile. Il carattere di una persona per forza di cose (e per natura) si adatta alle esperienze di vita.
Voglio dire…fai crescere un bambino in mezzo alla strada…vedrai che imparerà a difendersi e a non fidarsi di nessuno…perchè vedrà il mondo da quella prospettiva.
Quindi è giusto quello che dici, molto giusto. Ma forse (io per primo) non abbiamo le palle per rimanere quello che siamo o per continuare a credere nei nostri valori, se incontriamo solo gente che ci calpesta.
Ciao Solamente, il tuo è un ragionamento molto sensato e in linea di massima sono d’accordo con te. Osservando il fenomeno in maniera sociologica come hai fatto tu emerge un dato significativo: l’uomo è l’unica specie animale che ha stravolto il proprio modo di essere e i proprio ruolo. Leoni e leonesse vivono in un determinato modo da milioni di anni, così come tutti gli altri animali. Pensa se ad un certo punto la leonessa si sentisse il re della foresta e il leone si rasasse a zero la criniera..ai nostri occhi sembrerebbero ridicoli e incomprensibili. In fondo è quello che è accaduto alla società umana.
Con quale risultato? Che alla fine gli uomini di oggi, ricreati a piacimento delle donne, non piacciono nemmeno più tanto a loro.
La passività è un modo di vivere che implica sempre la morte interiore come continua repressione dei propri impulsi vitali, può una persona scegliere quindi se continuare a vivere passivamente rinunciando per sempre alla felicità se non solo quella fisica. Una donna emancipata può essere sì la causa della rovina di una relazione naturale con il patner, ma anche l’unica ancora di salvezza da uno stato emotivo profondamente alienante.
So che è passato tantissimo tempo e che probabilmente nessuno leggerà quanto scriverò, ma volevo comunque dire la mia opinione.
Io ritengo meschino che gli uomini (e da quanto leggo anche alcune donne), per consolarsi delle proprie delusioni amorose, pretendano che le donne debbano tornare ad un ruolo di inferiorità e passività, credendo che in questo modo saranno risolti tutti i problemi di coppia attuali. “La donna è debole per natura, la donna è passiva per natura, è innaturale che la donna voglia essere pari all’uomo”.
Sinceramente, quando leggo frasi del genere mi sento molto offesa. La donna è sì diversa dall’uomo biologicamente, ma non capisco il voler insistere che “diversa” significhi passiva, inferiore, a voler ostinatamente negare alla donna gli stessi diritti e le stesse possibilità che ha l’uomo nella società. Non capisco il dover per forza rilegare la donna all’ambito domestico, con la giustificazione che siccome è sempre stato stato così allora è sicuramente giusto, che è “naturale”. Non capisco perché non vogliate accettare il fatto che le donne siano esseri con coscienze e personalità distinte che vogliono essere libere di scegliere come vivere la propria vita, senza per forza dover sottostare a dei ruoli di genere rigidi e invalidanti. Io ritengo che ci possa essere equilibrio in una coppia anche in maniera diversa dalla tradizionale divisione “lei in casa a curare bambini e marito, lui fuori a lavorare”.
Poi, sinceramente, non vedo perché ci deve essere tutto questo scandalo se una donna parla di sesso o si comporti “virilmente”, e allo stesso modo non capisco lo scandalo creato dagli uomini che si curano o che si depilano. Un po’ mi irrita sapere che la società pretende che io donna debba essere sempre depilata perfettamente altrimenti si schifa, che non devo parlare di certi argomenti o non mi posso comportare in un certo modo perché sennò non sono conforme al mio ruolo di genere.
Buonasera,non posso contraddire l opinione, e giustamente in parte sfogo, della signora. Però non posso non notare il notevole cambiamento in peggio, generato da una confusione immatura dovuta forse al fatto, che non ci siano radici profonde a favore del ” gentil sesso” .Non c e’ torto o ragione, ci stiamo evolvendo.Troppo in fretta, la complicanza e’ dettata anche da questo.Io personalmente sono un uomo di 36 anni,non credo più nei rapporti duraturi dall età di 15 anni.Bisogna imparare ad arrangiarsi e abituarsi hai cambiamenti, uomini e donne, senza imprigionarsi.E’ triste e privo di sentimento il mio discorso, ho sempre frequentato ” donne libere” ma non credo più nella fedeltà femminile.Basta guardarsi attorno e notare la maggior parte dei casi.Sono per l indipendenza femminile, ma …uomini forza e coraggio
La fedeltà femminile, ha sottolineato matteo, è un concetto piuttosto superato.
O forse, la donna pretende di vivere le medesime esperienze che sono state per secoli appannaggio quasi esclusivo dell’uomo.
L’uomo, generalmente, non è stato fedele e le donne hanno taciuto.
Ora che le donne si prendono le loro libertà, l’uomo ne fa un dramma.
Bah… io non ci vedo nulla di drammatico.
Io credo che si possa accettare il nuovo concetto di sentimento innanzitutto e poi di famiglia.
Un sentimento privo di possesso fisico che rivede i ruoli all’interno della famiglia spesso allargata dove l’uomo talvolta disoccupato fa anche il mammo.
Il crollo psicologico maschile non lo comprendo. le nostre nonne hanno retto benissimo matrimoni pieni di corna ed infelici, lavorando come schiave. Possibile che voi non possiate reggere altrettanto?
Arrangiarsi ed adattarsi è l’unico modo per sopravvivere!
Poi, certo, se l’uomo riuscisse ad essere un tuttofare, stantuffatore, psicologo, idraulico, elettricista, cuoco, agricoltore ed ingegnere, oltre che mammo, sarebbe perfetto!
Dai, rimboccatevi le maniche! 🙂
Sono d’ accordo con Cassy. L’ uomo oggi si lagna per cose che noi donne abbiamo sopportato per secoli. è il chiaro segnale di chi – venendo detronizzato – si trova all’ improvviso senza i suoi consueti privilegi. Però penso anche che da parte di alcune persone, sia uomini che donne, non portati alla fedeltà e alla vita di coppia, sarebbe più sensato fare scelte di vita più consone alla propria natura di creature “indomabili”, invece che sforzarsi di incasellare se stessi in un ruolo che gli è stretto. Chiaro che questo tipo di vita comporta delle rinunce ( come ad esempio il non potersi fare una famiglia ), ma dobbiamo capire che non ci siamo soltanto noi e quello che desideriamo, perchè nel momento in cui le nostre attitudini e i nostri comportamenti potrebbero andare a influire sulla vita di qualcun altro, dobbiamo tener conto di questo e non possiamo pensare solo a noi stessi.
Ci si può fare una famiglia anche senza incasellarsi 🙂
Cassandra,
verissimo: ci si può fare una famiglia o vivere un amore ANCHE senza incasellarsi!
basta sapere cosa si desidera e non adeguarsi forzatamente agli schemi. bisogna, però, trovare un partner che la pensi nello stesso modo, e qui, spesso, casca l’asino!
due ne ho avuti, ma… nessuno dei due perfetto in tutto e per tutto. e già mi è andata meglio di quanto mi potessi aspettare…
se uno fa una scelta ( di qualsiasi tipo ) incline alla propri natura, non si “incasella”. altrimenti si. come quelle donne che si sposano e intanto di nascosto si fanno l’ amante. sono donne “incasellate” in un ruolo che all’ apparenza gli è consono, ma in realtà non è così. stessa cosa non si può dire di chi vive la fedeltà coniugale come una gioia, non come un peso.
Le uniche famiglie e coppie “riuscite” sono quelle che durano per sempre e che non sono “allargate”. Quindi, mi spiace deludere i “bucolici” dei sentimenti, ma le cose stanno così.
Matteo.Avrei una domanda: Una difficoltà che riscontro spesso in me in questi tempi moderni,quando provo dei sentimenti per una donna mi vieni complicato mostrarli,le mie esperienze sono state pessime quando ho mostrato il mio interesse la donna ti vede sfigato, stronzo ti muoiono dietro.Se poi aggiungiamo quel non so che di dannato non capite più nulla.Secondo me,c e’ vendette nell aria,però rischiano di pagare chi con gli abusi passati non centra.Io da uomo ho paura della donna, provo attrazione e eccitazione solo al femminile ma ultimamente penso che se devo trovare una compagna che va oltre tutto questo mi sa
che devo scegliere il mio sesso. Scusate se qualc. si è sentito offeso, cerco opinioni,pareri che possano aiutarmi a comprendere il mondo femminile,perché nessuno aiuta i ragazzi, che poi saranno uomini,a capirsi.La tv ci insegna…..vedete un po’.Ciao e grazie
matteo, cioè per paura delle donne scegli un maschio????
:)))) interessante teoria: la gaiaggine come risultato del terrore verso ombre autoproiettate?
madonna santa, qui si ride forte…
matteo
hai descritto molto bene una certa tipologia di donne riscontrabile quotidianamente anche in questo forum. Si tratta di persone immature, che devono ancora assorbire il concetto di amore adulto e consapevole ( ammesso che prima o poi ci arrivino ). Fermo restando che all’ inizio è sempre meglio non sembrare troppo ansiosi di avere una storia e che qualche “accorgimento” per suscitare l’ interesse dell’ altro è sempre consigliabile in fase di corteggiamento, è anche vero però che con donne di questo tipo non potrai mai creare un legame autentico e profondo, perchè sono persone che vivono di emozioni adolescenziali. l’ amore vero è un’ altra cosa.
“Poi, certo, se l’uomo riuscisse ad essere un tuttofare, stantuffatore, psicologo, idraulico, elettricista, cuoco, agricoltore ed ingegnere, oltre che mammo, sarebbe perfetto!”
Perfetto per cosa? Per trovarsi una come te Cassye?
AH! AH! AH! GUAHHHHH! AH! AH! LA PANCIA! BUAHH AH! AH!
Ehm… ora mi ricompongo… niente, non ci riescoAH! AH! AH! GUAHHHHH!
Ahem… lo stantuffatore immagino debba essere una specie di perito meccanico abilitato alla conduzione di generatori di vapore, vero?
In realtà, caro Yog, mi accontento di molto meno, come ben sapete :))) galline, asini, capre e cavie…
in effetti Yog, qui c’è solo da farsi delle gran risate!..
Illustrissimo Professor Yog,
Il collegio dei periti meccanici -in particolare i conduttori di generatori di vapore – si dissocia e deplora l’abbinamento della emerita categoria in parola con i martelli pneumatici, che seppure attrezzi utili ai più vari usi demolitivi, non possono aspirare alla funzione inversa, caratteristica precipua della categoria di cui si tratta.
Cordiali Saluti.
Il Presidente
Robert Mimanchi
Cassandra,
può succedere che si confonda l’immaturità con la ricerca di autenticità, in se stessi o nel partner. tante teste, tante idee, il più delle volte talmente convinte da volerne convincere il mondo intero!
per me, qui, sei stata un grande dono, conferma delle infinite risorse di LaD. se anche non dovessi continuare a frequentare il sito, non dimenticherò mai il tuo contributo, che mi ha ridato libertà.
rossana, e perchè ? qui qualcuno ti aveva tolto la libertà?? non mi pare proprio! sei libera ( e lo sei sempre stata ) di scrivere quello che ti pare, e gli altri lo sono altrettanto. Ma non sempre si può suscitare approvazione e piacere a chiunque. Bisogna aspettarsi anche le critiche oltre che gli elogi, fa parte del gioco. Di certo, io la “mia” libertà me la prendo senza aspettarmela dagli altri! e tu mi sembri in grado di fare altrettanto..
quindi basta con il vittimismo, sù.
per me l’ immaturità è la totale incapacità di provare empatia ( quella vera ) e di mettersi nei panni altrui. e quando mi trovo a doverla fronteggiare, so facilmente riconoscerla! tutto il resto è aria fritta.
@MG hai raggiunto questa consapevolezza alla soglia dei 40, ma presumo che fino a qualche anno fa non era così nemmeno per te.
L’amico Matteo ha purtroppo ragione, con le donne di oggi non sai proprio come comportarti. Anche perché, diciamocela tutta, le trentenni single sono donne scottate, che sono single non certo per scelta ma per qualche altra motivazione (lunghe storie terminate male).
Per cui sono come le anguille, scivolose, diffidenti, guardinghe. E pure stronze.
ets, voi uomini spesso e volentieri vi mettete a rincorrere solo le donne complicate o che non vi vogliono. è più che naturale che poi prendete delle legnate. dieci anni fa rispetto a oggi ero sicuramente meno consapevole di tante cose, ma io ho sempre saputo cosa cercavo e cosa volevo. che poi la sorte non sia stata dalla mia parte questo è un altro discorso. Ma ho cercato perlomeno di non peggiorare ulteriormente la situazione ( ad esempio accasandomi con qualche tiranno o diventando l’ amante di un uomo sposato ). cose, queste due, che fanno in tante pur di ovviare alla solitudine. E naturalmente poi queste donne si sentono ancora più sole che se fossero rimaste single.
Considero una grande fortuna l’ essere giunta alla consapevolezza a 40 anni. c’è chi non ci arriverà mai. e comunque non sono ancora pronta per la pace dei sensi, per la bagina o per il camposanto, come pensano quelli che ragionano come te.
Meglio a 40 che mai MG, ma per carità, io mica ti vedo già al campo santo!
Semmai qualora tu avessi scelto meglio in passato ora saresti in un’altra situazione.
Questo si, lo penso, ma non solo per te, non pensare che sia qualcosa di personale.
Lo penso generalmente sulle donne che per un motivo o per un altro sono single anche a 40.
Tutto lì
ciao
ets, magari una donna è più contenta di arrivare single a 40 anni che accanto a un uomo non adatto a lei. e per me quella era l’ unica alternativa alla “solitudine”. Sia che si trattasse di persone non interessate a me, sia che si trattasse di uomini che avevano intenzioni serie.
“scegliere bene” non significa tanto scegliere qualcuno solo perchè vuole stare seriamente con noi. oltre a questo occorre anche affinità caratteriale, di visioni, di idee, e reciprocità dei sentimenti. E per me non è stato mai così, anche con gli uomini che nei miei riguardi avevano intenzioni serie.
E’ andata così.. pazienza.
Ma non mi considero “finita” e non escludo l’ ipotesi di poter provare ancora attrazione ( o addirittura AMORE ) per qualcuno. Sono pronta ad accettare serenamente ciò che viene.
Non mi pento di non aver avuto figli, perchè se li avessi fatti non avrei potuto crescerli in una situazione tranquilla e ne avrebbero sofferto. E il bene dei bambini deve venire prima di tutto, ancor prima del nostro desiderio di diventare madri, altrimenti le conseguenze possono essere disastrose. Fare del proprio meglio o avere le migliori intenzioni, purtroppo non basta se non si ha la naturale predisposizione ad essere buoni genitori ( e i miei ad esempio non ce l’ avevano ), o se non ci si trova in una condizione esistenziale ottimale per poterlo essere.
Credo di aver fatto le scelte migliori che si potevano fare, IN TUTTI I CAMPI, in una situazione come quella in cui mi sono venuta a trovare io. Che non era assolutamente facile e reggerla non era una cosa DA TUTTI.
Tu ad esempio, perchè sei single A QUESTA ETA’ ? non è che al fatidico traguardo dei 40 ti manchi molto… sempre se ti va di rispondere ovviamente.
Evidentemente hai anche tu determinati parametri di scelta a cui non sei disposto a rinunciare. e magari, come molte donne, preferisci “il niente” che il venir meno a quei presupposti. La mia è una semplice ipotesi, sia chiaro.
Concordo totalmente con l’autore della lettera.
Aggiungo che nel nuovo millennio l’essere umano (specialmente la donna, visto il suo passato sociale) nei sentimenti tende a complicarsi la vita da solo, più di quanto sia gia complicata di suo.
@MG non è che io sia di gusti difficili, per carità!
Sono single a 34 anni perché non volevo sposarmi a 30 anni e quindi sono stato mollato perché la mia ex voleva sposarsi a tutti i costi e infatti si è sposata.
Poi in questi 4 anni ho fatto un lungo percorso di crescita personale tra storie e scelte sbagliate. Quindi direi che 50% perché ho incontrato stron@e, 50% perché ho fatto delle scelte sbagliate.
In un modo o nell’altro è colpa mia, lo ammetto e lo confermo. Ma come ho detto tempo fa, i conti con me stesso li ho fatti veramente e ora sono pronto.
Si sono pronto, ma spesso ho a che fare con donne che pronte, non lo sono proprio. 🙂 Già le vedo tante donne che conosco arrivare a 40 e a fare esattamente i tuoi discorsi.
ciao
ets, mettiamola così.. l’ amore è un pò come il SEO: per farti trovare dall’ “utente” adatto a te, devi utilizzare delle “parole chiave” e ottimizzare il tuo “posizionamento”. Nel mio caso, le parole chiave erano : coraggio, carattere, PALLE, personalità, controtendenza, determinazione, passionalità. Evidentemente, POCHI “utenti”, cioè pochi uomini, erano interessati a ciò che io avevo da offrire. Ho notato invece che sono in TANTISSIMI a cercare: sottomissione, remissività, stupidità, omologazione.
E per quanto riguarda il “posizionamento”, sono stata enormemente penalizzata.. in quanto sono venuta a trovarmi nel posto sbagliato e al momento sbagliato. o forse ho solo sbagliato “descrizione”… 🙂 ma del resto non sono mai stata brava a “pubblicizzarmi”. Davo per scontato che alla maggior parte degli uomini interessi la sostanza, più che la forma. Mi sbagliavo.
Ma non rimpiango nulla. Ho comunque potuto vedere anche “il bello” della vita, oltre che solo il “brutto” che ho dovuto sorbirmi o solo ciò che mi è mancato.
io sinceramente nelle tue parole intravedo un pò di rabbia e di insofferenza verso le donne, quasi come a voler colpevolizzare TUTTE le 30 di oggi o tutte le 40enni single. Ma questo è un atteggiamento sbagliato e fuorviante, perchè devi comprendere che ognuno ha il suo percorso e la sua storia, che non c’è una regola assoluta che vale per tutte e che una determinata donna o una determinata persona, può ritrovarsi “da sola” per i più svariati motivi. Farsi condizionare troppo dalle proprie esperienze vissute, può portarti a una certa “miopia” quando ti trovi a dover valutare chi hai davanti, perchè sei influenzato dai tuoi schemi precostituiti.
Mentre invece l’ interazione con un ‘ altra persona presuppone comprensione e apertura al dialogo.
E comunque a volte, viste le “alternative” a disposizione, la scelta di rimanere da sola è dettata dal buonsenso piuttosto che da frivolezza o inconsistenza della persona.
No non ho rabbia nei confronti delle donne MG. Difficilmente ho ira o rabbia, semmai ogni tanto mi innervosisco come è giusto che sia 😀 ma smaltita la situazione mi rimane un qualcosa di fatalistico della serie “fare spallucce e andare avanti”.
Ho solo detto che le trentenni single sono pazze. Hanno comportamenti misti tra rabbia nei confronti delle loro sfighe e infantilismi di ritorno.
Le quarantenni invece dopo aver fatto le pazze per 10 anni vogliono accasarsi perché il tempo è agli sgoccioli.
Semmai sono arrabbiato con me stesso per aver sbattuto la testa tante volte contro la rabbia e la violenza (quella si) delle donne, però insomma, i momenti di crescita personale alla fin fine è meglio averla a 30 anni che a 50.
Però di positivo c’è che queste situazioni in cui ho sofferto moltissimo in questi anni, quando mi meritavo un po di pace, dopo aver sofferto per altro durante i 20, mi hanno dato gli stimoli giusti per almeno realizzarmi in altro.
Vabè, speriamo che data la stabilità della mia situazione attuale, si regolarizzi anche quella sentimentale
Ma devo spezzare una lancia a favore delle donne, oggigiorno sono continuamente bombardate da richieste di incontri, amicizie sui social, caffè, cene e aperitivi da parte di decine e decine di uomini, ogni giorno.
Quindi devono stare abbastanza attente a come muoversi.
Secondo me state continuando a girare attorno al problema, perchè ha poco senso portare esempi personali dicendo “io sono così, io sono cosà”. Vi perdete nel soggettivo e non sviscerate il vero problema.
La questione va affrontata in modo più ampio. Ad esempio vi siete mai accorti che noi 30/40 enni siamo una generazione di separati?? Vi siete chiesti il perchè?
Se ci pensiamo è semplice. Perchè siamo molto più immaturi dei nostri genitori, dei nostri nonni. Ed è la società, il benessere e l’eccessivo consumismo che ci ha portato a questo. Una parvenza di libertà e di emancipazione che in realtà è una forma di schiavismo totale. Che influenza i nostri usi, costumi e modi di pensare.
E così si sviluppa una forma di schiavismo nei confronti del disimpegno, del divertimento, della superficialità, del futile.
Ci bombardano continuamente con giocattoli tecnologici (e dai forti risvolti sociali) per adulti. I social ad esempio siano quanto più distruttivo per una società di individui reali. Sono tutto fuorchè sociali.
Una generazione così immatura…cosa vuole insegnare? I nostri figli possiedono cellulari da 500 euro. Ci rendiamo conto di cosa trasmettiamo ai nostri figli?
E con simili premesse cosa possiamo mai insegnare dell’amore maturo noi 30/40 enni??
“Ho solo detto che le trentenni single sono pazze. Hanno comportamenti misti tra rabbia nei confronti delle loro sfighe e infantilismi di ritorno.
Le quarantenni invece dopo aver fatto le pazze per 10 anni vogliono accasarsi perché il tempo è agli sgoccioli.”
scusa ets, ma queste non sono appunto generalizzazioni belle e buone, dettate più da un senso di insofferenza verso le donne che da una visione obiettiva delle cose ? io perlomeno la vedo così…
Forse sei tu che tendi a “scegliere male” ma questo, come dici tu stesso è un TUO problema. Non te la puoi prendere con TUTTO il genere femminile.
E comunque una persona ( uomo o donna ) non ancora “matura e pronta” per un legame profondo e vincolante con qualcun altro, è molto meglio che “faccia la pazza”, come lo chiami tu, piuttosto che andare a sconquassare la vita di qualche malcapitato/a che ha delle qualità e ha le migliori intenzioni.
C’è chi la stabilità affettiva la raggiunge a 25 anni e chi un pò più tardi. Qual’è il problema ? E non tutti peraltro sono portati al rapporto di coppia per loro naturale inclinazione. Questo però non fa di questi individui persone da demonizzare, sempre che decidano di vivere in linea con quelle che sono le loro peculiarità.
penso che J.J Bad abbia colto perfettamente il vero punto! oggi la vita e la società si fondano su tante cose inutili e senza significato, e questo intacca inevitabilmente anche la qualità dei rapporti umani. Che oggi, a differenza di ieri, si reggono su modelli fuorvianti e su fattori artificiosi.
L’ unica soluzione sarebbe forse quella di fare tutti quanti un grande passo indietro in un’ ottica di rimessa in discussione dei nostri attuali “valori” e di rinuncia al totale individualismo ( il grande nemico dell’ affettività, dell’ altruismo e dell’ empatia ), partendo proprio dalle piccole cose.
Per esempio ho letto in alcuni siti online che le persone senza lavoro, senza soldi e senza prospettive concrete stanno cominciando a organizzarsi in gruppi solidali e a richiedere quanto gli è necessario in cambio della propria opera lavorativa o della propria assistenza. Una sorta di grande “industria” dello scambio, libera dalle logiche del consumismo finanziario. che, se portato alle sue distorsioni può creare ingenti danni come abbiamo visto.
L’ accennare ai propri vissuti personali non credo che però sia inopportuno, se sono inerenti al tema e se rientrano nell’ ottica di descrivere meglio certe dinamiche.
Del resto è un fatto che molti uomini scelgano una partner per quello che rappresenta agli occhi altrui ( in particolar modo dei conoscenti e dei “compaesani” ) e non tanto per quello che è o che possiede in sè.
@MG naturalmente i miei discorsi riguardano il mio vissuto e le trentenni che conosco io, ma ti garantisco che ne conosco tante. Non sono un tipo molto socievole, amo stare in disparte e mi piace stare solo, ma per tanti motivi conosco un botto di persone e quindi anche di donne della mia età e l’andazzo, ti garantisco, è più o meno quello che ti racconto.
Io non credo ai colpi di fulmine, ma credo che l’amore, se esiste, cresca piano piano all’interno della relazione e quindi nell’ultimo anno ho conosciuto o cercato di conoscere molte trentenni.
Rappresentano un campione statisticamente rilevante, la disuccupata, la lavoratrice, la carina, la bellissima, la meno bella, etc etc. Ebbene tutte, dico tutte, sono donne piene di se. Ma la colpa qui è essenzialmente dell’uomo dato che generalmente incensa le donne e le eleva su piedistalli per poter ricevere una sua attenzione.
Si poi è chiaro che ci sono pure le ragazze magari.. come dire, un po brutte, che mi sposerebbero domani, ma anche io fossi in loro mi sposerei domani.
Ora non banalizzando quanto ho detto, benché possa sembrare una banalizzazione, le donne di bellezza nella media, quindi normali, purtroppo sono intrattabili perché hanno un ego spropositato e come dicevo in qualche altro post, sono continuamente sotto l’attenzione di decine di morti di fi@@ e per questo si permettono di fare il bello e cattivo tempo, di tirarsela all’inverosimile e di fare le capricciose, anche in una età che dovrebbe rappresentare non dico la maturità ma quasi.
Parlando con un mio amico imprenditore ieri sera, single anche lui per una relazione temrinata qualche settimana fa, si lamentava dello stesso fatto. Eppure è uno con i soldi, grande lavoratore, bello e intigrante. Eppure non riesce a quagliare.
Ah, dovesse capitare a me una donna grande lavoratrice, che mi presti un po di attenzione invece che cercare solo rapporti a sensi unici.
Alla fin fine prima o poi una donna che mi sia compagna di vita sicuramente la troverò, ma veramente, tra 10 anni, se dio vuole, vorrò tanto vedere cosa hanno realizzato le trentenni di oggi che non si degnano nemmeno di guardarti a pari altezza.
Il tempo passa per tutti, ma per le donne passa un po prima. Almeno su questo, noi maschi siamo avvantaggiati 🙂
Non personalizzare le cose @MG, quello che scrivo ovviamente riguarda me e il mio vissuto. Mica ce l’ho con qualcuno di qui dentro o con le donne in generale che non consoco.
ets, meglio lasciar perdere lo stabilire su chi il tempo passi per primo… oggi come oggi, complice l’ allungamento della vita, il miglioramento delle condizioni di sopravvivenza, ecc… molte donne arrivano agli “anta” in perfetta forma e l’ età biologica femminile tende a prolungarsi sempre di più. senza contare che sono gli uomini ad essere più soggetti a morire prematuramente per malattie degenerative.
può anche essere vero che oggi le donne sono stordite da tutte le attenzioni che ricevono e provenienti dai più svariati canali, e questo forse porta molte a perdere il senso della realtà. Sono anche dell’ idea però che una ragazza o una qualsivoglia donna “si ferma” nel momento in cui ritiene di aver trovato qualcosa o qualcuno che ha un “valore”, per cui vale davvero la pena. Se così non è, probabilmente anche dall’ altra parte c’è una qualche carenza. Vedi, tu ne fai una questione di “apparenza esteriore” e di status: uomo di bella presenza, posizionato, con serie intenzioni. Possono essere senz’ altro peculiarità ottimali per avviare una relazione costruttiva. Ma in una coppia contano anche altri fattori, più invisibili e imponderabili ma non per questo meno incisivi: come la sintonia di dialogo, le affinità caratteriali, la complicità. Cose, queste, che non si trovano dietro l’ angolo e non è detto che tra due persone possano sbocciare semplicemente perchè ci si trova in una condizione esistenziale tranquilla.
Una donna che ti dovesse rifiutare perchè ti ritiene non adatto a lei non se la sta tirando, sta semplicemente adoperando il buon senso. e questo può valere per un uomo che non ci attrae particolarmente come anche per uno che ci piace alla follia. Una donna saggia capta in tempo i “segnali premonitori” di un rapporto disastroso e si tira indietro, punto e basta. Non è questione di “fare le preziose”.
Le donne negli ultimi decenni si sono evolute alla velocità della luce mentre gli uomini – culturalmente – sono rimasti parecchio indietro, perlomeno per quel che attiene ai modelli femminili e di coppia. i pochi casi circoscritti di uomini che invece sono riusciti a “tenere il passo” con i tempi, riguarda non a caso uomini felicemente accoppiati, senza nulla togliere a tutti gli altri. Non è tanto una questione di maschilismo patriarcale o di femminismo post-moderno perchè il discorso è molto più ampio e complesso.
Io condivido moltissimo l’ analisi che ha fatto J.JBad perchè secondo me ha analizzato lucidamente la società odierna: una società edonistica dove conta solo l’ appagamento dei propri personali desideri a dispetto di tutto il resto, e questo – se da una parte rende l’ esistenza più piacevole – dall’ altra genera chiusura nella comunicazione empatica e imbarbarimento dei rapporti.
Ecco perchè molte delle donne che incontri non riesci a capirle e ti sembrano “aliene”, così come molti uomini sembrano essere diventati incontentabili o eccessivamente diffidenti quando si tratta di scegliere la compagna della vita.
Sono sempre più convinta che molte storie sentimentali finiscono per degli equivoci, per dei fraintendimenti, per una mancanza di comunicazione, più che per motivazioni davvero serie e reali. Oggi si tende a classificare frettolosamente le persone perchè non si ha più il tempo per fare nulla, non si ha la voglia e l’ occasione di conoscere gli altri a fondo e non ci si parla. ci si reclamizza, che è ben altra cosa. salvo poi venir meno subito dopo alle “fantastiche promesse” fatte in fase di “slogan”. è tutto un correre come pazzi verso un qualcosa che non riusciamo nemmeno a vedere. Ma io mi chiedo, verso DOVE corriamo ?…
Forse, è arrivato un pò per tutti il momento di “fermarsi un attimo” e riflettere.
Esatto, hai centrato il punto, molte donne mi sembrano aliene.
Semplicemente non le capisco, non c’è logica nei loro comportamenti, e questo mi da veramente da pensare.
Che poi la donna si sia evoluta, ok sono daccordo.
Se si sia evoluta in meglio o in peggio non lo so. Su questo ci devo ancora ragionare.
Contesto però il ragionamento sui segnali premonitori, se a me una donna non piace non ci parlo per due settimana tutto il giorno, ci esco fino al mattino presto etc etc. Insomma fila tutto per il meglio quando, di punto e in bianco la stessa diventa fredda e distaccata, lo si percepisce ad istinto, non è che ci voglia una laurea in psicologia!
Quando io capto la freddezza e il distacco purtroppo non riesco più a parlare perché credo che le persone intelligenti, in fondo, non hanno bisogno di spiegarsi più di tanto. E dunque sparisco, magari ci sto un po male, ma a zerbinare proprio non riesco, perché mi risulta complicato andare a ragionare su cose che reputo senza logica.
Diventeremo magari un’occasione persa? Può darsi, ma non per colpa mia. Io quello che dovevo fare e dire l’ho fatto!
In una situazione attuale non mi sono già fatto sentire per una mezza giornata e mi venne chiesto come mai fossi sparito. E le dissi che non la vedevo loquace e dunque perché insistere?
Dopo una settimana non molto e cambiato, se non peggiorato, a parte le risposte a monosillabi, e quindi ora è più di una giornata che non ci si sente.
Ma se non mi ricontatterà lei, dopo che io mi sono comunque esposto moltissimo, mi sa che tutto terminerà in una bolla di sapone.
Hai ragione quando parli del fermarsi un attimo e riflettere, soprattutto per quelle donne che vivono per apparire, per essere alla moda, per i selfie su FB e per mangiare nel ristorante di tendenza.
La ragazza di cui parlo è esattamente una di queste. Anche se per la verità, ho imparato che quando più una donna espone all’esterno, tanto più ha sofferto in passato ed è fragile all’interno.
Si tratta di donne che si ritraggono sempre felici e sorridenti, vestite all’ultimo grido etc, perché in fondo vogliono far vedere che la loro vita felice continua anche dopo che sono state mollate dopo 8 anni di fidanzamento ufficiale.
Ma perché incancrenirsi in questa finta felicità? Perché mostrare sempre di essere allegri e sorridenti? Per far dispetto? In realtà questo evidenza una non stabilità emotiva che fa perdere di vista l’obiettivo più importante: trovare qualcuno con cui condividere questa vita.
ets, non per tutti trovare il partner giusto è “l’ obiettivo principe”. magari lo è per te, ma non puoi dare per scontato che lo sia anche per tutte le donne che incontri, molte delle quali magari preferiscono per il momento avere altre priorità e vivere tutto molto leggermente, senza pressioni e senza aspettative. Forse è questo il tuo sbaglio, ci hai mai pensato ? Mi permetto di dirlo perchè dalle tue parole percepisco “sofferenza” e di questo mi dispiace.
Hai ragione: tra persone intelligenti non ci sarebbe nemmeno bisogno di capirsi. Il problema è che – da quello che vedo – la VERA intelligenza e l’ obiettività sono doti molto rare, ecco perchè molte persone avvertono il bisogno di spiegarsi continuamente per non essere fraintese. Non si tratta di dipendere dal giudizio degli altri, come crede qualcuno, ma di stabilire un dialogo sul presupposto della reale comprensione dei concetti, altrimenti ( e lo so per esperienza ) tutto il seguito della comunicazione risulterà sempre distorto da un’ idea errata che ci si è fatti e da un pregiudizio di fondo.
Quando susciti l’ interesse spontaneo di una donna te ne accordi e non hai bisogno di zerbinare proprio niente, ovvio. Ma tu sei certo che queste tue frequentazioni partano dalle giuste basi e dai giusti approcci fin dall’ inizio, o non siano piuttosto conoscenze “così tanto per…” giusto per provare a “gettare l’ esca” e vedere un pò come va ? Ho l’ impressione che sia quest’ ultimo il tuo caso. Ma vedi, se è così parti male fin dall’ inizio perchè sei vuoi davvero conquistare una qualsivoglia donna devi cercare di entrare “nel suo modo”, di capire come è fatta, quali possono essere le sue inclinazioni e le sue peculiarità e agire di conseguenza. E devi far capire che ti interessa QUELLA donna, e non QUALSIASI donna di bell’ aspetto e presentabile.
Usare un approccio “standard” con tutte non ha mai funzionato. Io fossi in te rifletterei su questo invece di arrivare alla conclusione che certe donne si dimostrano fredde e ritrose perchè hanno la testa bacata. Può essere che magari sei anche un pò tu che devi “saperle accendere” ?
Le mie sono supposizioni, sia chiaro. Non so niente di te e della tua vita per cui lungi da me esprimere giudizi ( e questo vale per tutti ).
Ti potrei dire che anch’ io nella mia vita ho visto in ben pochi uomini un comportamento davvero “logico”. Ma star qui a rimarcare presunte rispettive colpe di genere serve a poco, bisogna invece arrivare al nocciolo del problema, che qui secondo me non viene mai affrontato: il guardarsi dentro.
Il fermarsi a riflettere, oggi come oggi dovrebbero farlo TUTTI, per come la vedo io. e non solo le belle ragazze che si fanno i selfie sui social, che poi in fin de conti è solo una moda dei tempi ( un pò come le timberland negli anni 80 ) e nulla di più.
ciao.
Un punto di vista obiettivo il tuo, MG.
Ma se avessi voluto scrutare la psicologia delle donne, sarei diventato uno psicanalista ti pare?
Non si tratta di gettare ami e sperare che qualcuna abbocchi, assolutamente, però non bisogna nemmeno passare le giornate in terapia di coppia per capire se siamo fatti l’uno per l’altra e viceversa.
E che è.
ets ma che cacchio, dai! 😀 parli di cose senza senso..psicanalisi ?? terapia di coppia???
ma io ho parlato di ACCENDERE una donna. accendereee!!! capisci che significa?..
ets, ma tu hai mai FATTO L’ AMORE o ti sei sempre e solo ACCOPPIATO ai fini di una seria frequentazione?? scusa la domanda, he! ( come direbbe Sofy ) ma quanno ce vò ce vò…
Io ho parlato di “entrare nelle corde” di una persona, rompere le barriere, farla a poco a poco sciogliere e far sì che “si perda”, PER RITROVARSI. e per questo bisogna essere UOMINI, non aspiranti-fidanzati-della-tipetta-perfetta.
Beh insomma…le timberland sono tuttora delle scarpe costose e di moda…però sono anche di ottima fattura! Durano una eternità! 😀