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Debito pubblico record… ma lo Stato risparmia sugli interessi

Lettere scritte dall'autore  MARIANO CANGIULLI

Anche a Giugno, come prevedibile, il Debito Pubblico italiano ha aggiornato nuovi record crescendo di ben 20 miliardi e portandosi complessivamente a 2.531 miliardi. A conti fatti quindi il debito è cresciuto di ben 121 miliardi da Gennaio 2020 e di 87 miliardi rispetto a Giugno dello scorso anno.
Il rapporto Debito /Pil, nemmeno a dirlo si aggira al momento intorno al 155,7% (era 134,8% prima della crisi) e a questi livelli, si stima, rimarrà fino, almeno, al 2024.
Dai numeri quindi ben si comprende come, anche per le prossime generazioni, il Debito pubblico sarà una costante a cui far fronte.
Detto questo però dai numeri traspare anche un dato che lascia ben sperare….grazie alle politiche Europee di Commissione e BCE spendiamo sempre meno di interessi sul Debito.
Nel periodo 2010-2019 infatti il costo per interessi sul debito sostenuto dalla nostra repubblica è stato di 707 miliardi (già in diminuzione rispetto ai 727 miliardi del periodo 2000-2009) mentre per il periodo 2021-2030 si stima un costo complessivo di 630 miliardi.
Numeri insomma davvero rilevanti soprattutto se rapportati ad uno stock del debito in estrema crescita.
E’ proprio da questi numeri quindi che occorre ripartire per avviare Il Debito su un sentiero di “tranquilla” stabilità e, si spera, decrescita.
Ovviamente non si può rinegoziare in toto il costo del Debito, ma provare a canalizzare questi risparmi verso una spesa produttiva e non assistenzialistica è uno sforzo che tutti dovremmo fare….sopra tutto come gesto di attenzione rispetto alle future generazioni alle quali stiamo almeno in parte ipotecando il futuro.

Mariano Cangiulli
Economia e Buonsenso (You-Tube)

L'autore ha scritto 15 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti

  1. 1
    Nicolas -

    Per crescere ci vuole il debito, ma è chiaro che se diamo il reddito di cittadinanza a tossici, ubriaconi, zingari e nullafacenti vari, stiamo solo affondando il nostro paese. Dovremo invece usare queste risorse economiche per abbattere il costo del lavoro con sgravi fiscali alle imprese qualora assumano nuovi operai.

  2. 2
    Trader -

    Come ho già commentato in un’altra lettera, secondo le teorie keynesiane e moltiplicatori bisogna far ripartire l’economia tramite la spesa pubblica finanziata in deficit, quindi con la conseguenza di aumentare il debito pubblico. Però in Italia abbiamo sempre avuto una qualità bassa della spesa pubblica. I cosiddetti trasferimenti non sono così efficaci, meglio fare degli investimenti pubblici. Lo Stato deve fare l’imprenditore per risollevare l’economia.

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