Crisi dei 40 anni
Penserete che questa è la classica lettera di una quarantenne con marito e figli alla ricerca della sua identità di donna annullata nella cura della famiglia. Una donna che ormai raggiunti gli obiettivi che si era prefissata, si sente svuotata e vuole ancora sentirsi desiderata o vuole solo più tempo per se stessa. Magari vuole realizzare i sogni nel cassetto che aveva a ventanni e che lì sono rimasti.
Niente di tutto ciò!
Sono una donna che alla soglia dei 40 si sente finita. Qualche anno fa avevo un compagno, un lavoro che mi piaceva, una casa. Ora non ho più niente. Prima sono stata lasciata dal mio uomo che è andato nel pallone quando abbiamo iniziato a parlare di costruire una famiglia insieme. Poi ho perso il lavoro a causa della crisi generale e ed infine anche la casa che non ero più in grado di mantenere. Sono tornata a vivere dai miei, io che già a 18 anni ero fuori casa, una convivenza che sta diventando sempre più pesante. Faccio qualche lavoretto saltuario, poco gratificante e mal pagato che non mi basta neanche per la sopravvivenza. Sono anni che non esco più con un uomo e l’aver (ovviamente) rinunciato a viaggi, palestra e cene fuori non aiuta i contatti sociali.
Pensavo di essere brava nel mio lavoro, di aver fatto esperienza, di aver acquisito conoscenze spendibili, invece mi sento un’incapace che non è neanche in grado di trovarsi un lavoretto part time. Pensavo che sarei andata a pulire i cessi delle stazioni pur di non rimanere senza lavoro e invece ho passato mesi a girarmi i pollici, a mandare curriculum, a fare colloqui.
Essendo figlia di genitori anziani avevo giurato a me stessa che non avrei mai fatto figli in tardi età. Ed io i figli li volevo, volevo una famiglia. Invece ora come ora, non solo probabilmente non avrò figli, ma se mai ne avrò sarà in tarda età.
In più ci si mette anche l’aridità sentimentale. Mi sento sola, non riesco a incontrare uomini disponibili, sono tutti impegnati come è giusto che sia a quest’età. Ma dove sono gli uomini singles?
Una mia zia mi ha messo a disposizione un monolocale malandato con l’accordo che l’avrei rimesso a posto a mie spese ed è quello che sto facendo per tornare ad avere un pò d’indipendenza. Ovviamente sto facendo tutto da sola o con l’aiuto di qualche amico e passo il tempo libero che tra trapani, martelli e vernici. Almeno ho un obiettivo.
So che questa crisi economica sta mettendo a dura prova tutti, ma a me sembra di non essere riuscita a costruire niente.
Scusate lo sfogo vorrei sentire le vostre esperienze o anche ricevere dei consigli.
Data di pubblicazione: 17 Settembre 2012.
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Categorie: - Me stesso

cinzia nn ti consola pero nn sei la sola..dopo 17anni,anni in qualli mi sono veramente impegnata nel lavoro mi ritrovo a spasso..causa:chiusura attivita..ed è difficile ricominciare per una 40enne…anche se nn li dimostri…tutti si ritirano quando sentonno l’eta…poi ho falito pure nella vita sentimentale..l’uomo che amo mi ama…si mi ama…con un ,,piccolo”dettaglio lui ama la donna..nn conta il suo nome..ora che faccio con questo casino ch’e la mia vita?lo so che in gran parte le colpe li ho io…pero volevo dirti forza..ora sei motivata…continua cosi:)dobbiamo sperare…e la sola cosa che ci manda avanti..un abbraccio e buona fortuna
Ciao Cinzia
Io ho avuto un problema quasi simile. Solo che all’inverso. Non mi decidevo a fare figli con la mia compagna e lei mi ha mollato. Io ho fatto carte false per farla tornare indietro, dimostrandomi pronto a fare un figlio con lei. Ma non c’è stato verso.
Vorrei tanto che lei leggesse la tua lettera perchè magari riesca a capire la differenza che c’è tra un uomo che non vuole un figlio ma poi torna sui suoi passi e uno che non ne vuole e non solo non torna sui suoi passi ma lascia pure la propria compagna.
Secondo me hai le carte in regola per costruirti una bella vita,arrivare ai quaranta è sicuramente un gradino difficile da superare,anch’io ho “accusato il colpo”soprattutto quando sei single e tutti gli amici sono felicemente sposati,ma l’importante è volersi bene e non mollare mai,il fatto che hai accettato di ristrutturare il monolocale dimostra che non hai gettato la spugna e vedrai che questo ti ripagherà sicuramente.
Amati e apprezzati per quello che sei e vedrai che qualcuno ti noterà sicuramente,personalmente ammiro molto il tuo modo di pensare e considerare i valori della vita,se potessi ti verrei ad aiutare a ristrutturare casa,sono artigiano! 😉
Buongiorno Cinzia.
La tua è una situazione che purtroppo colpisce, o ha colpito, un gran numero di persone e famiglie. E anni fa ha colpito anche me.
Proprio a 40 anni mi sono ritrovato con un divorzio da affrontare, debiti da onorare, senza lavoro e senza nemmeno un quattrino in tasca per poter comprare un gelato ai miei 2 figli che all’epoca erano piccolini. Tutto insieme. Sono quindi tornato a casa di mia madre, vedova e anziana. Ho stretto la cinghia il più possibile e ho cominciato a fare piccoli lavoretti: dalla pulizia delle vetrine alla distribuzione dei volantini, dalla vendita di libri porta a porta, alla vendita in strada di oggetti per la casa. (Tieni presente che venivo dal settore vendite di una concessionaria auto e avevo anche grande esperienza nel settore finanziario.) Nel frattempo mandavo tonnellate di lettere a chiunque. Mi rispose l’Inail dove ho lavorato sei mesi come sostituto Portiere. Poi trovai lavoro come guardiano e poi, sempre come Portiere, venni assunto ( un po’ di meritata fortuna…) in una grande azienda dove ancora lavoro e dove ho scalato un bel po’ di gradini, cercando di farmi apprezzare professionalmente, senza che nessuno mi regalasse nulla. E questo circa tre anni dopo essere rimasto disoccupato. Ora ho una discreta posizione. ma nonostante me lo possa anche permettere non faccio viaggi, non butto i soldi in ristoranti e faccio ginnastica senza arricchire palestre. E non lo facevo nemmeno prima di restare disoccupato anche se avevo in proporzione più soldi di ora. Nonostante questo ho buone relazioni sociali, una compagna e non mi mancano certo occasioni femminili che, qualora volessi…. Ma non voglio. Sto bene così.
Ora, tornando alla tua lettera, dall’esposizione e dalla fluidità dello scritto, ne traggo una immagine di una donna certamente capace ed istruita che, forse, colpita da tali circostanze negative, non ha avuto quelle reazioni violente e volitive come lei stessa si sarebbe aspettata di avere.
Per conto mio posso dirti che, ripartendo dalla consapevolezza delle tue capacità, da una età certamente ancora giovane,dal fatto che, circostanza in genere negativa ma in questo caso positiva, non hai figli nè altri che possono darti ulteriori preoccupazioni ed impegno, e ripartendo anche dalla libertà di movimento che ti dà una abitazione autonoma, per quanto piccola, hai tutte le carte in regola per ricostruirti una vita, economicamente e sentimentalmente. Certamente bisogna grinta, determinazione, atteggiamenti positivi e propositivi, non lasciarsi scappare nessuna occasione di lavoro per quanto umile, e valutare bene le persone che si vanno a frequentare.
A tutto questo va aggiunta un bel po’ di fortuna, ciò non può essere negato. Ma, come scrisse qualcuno:
” Non aspettare che la Fortuna gonfi la vela della tua barca. Intanto comincia a soffiarci dentro tu.”
Ciao Cinzia. Auguro a te e a chi vive le tue stesse difficoltà di superarle al più presto.
@”Sono tornata a vivere dai miei, io che già a 18 anni ero fuori casa, una convivenza che sta diventando sempre più pesante”
Che frase triste,quasi fosse un disonore vivere con i propri genitori anche se si è adulti,se non si ha famiglia propria.Ah gia,si è bamboccioni -_-.
Mi dispiace dirlo,ma quando si è schiavi di un sistema e si vuole programmare tutto nella vita (a tale età fidanzamento,a tale età matrimonio,poi figli ecc)inevitabilmente ci si scontrerà con la realtà impreparati,e spesso ci si ritroverà con un pugno di mosche in mano.
Forse il tuo problema è oltre la perdita del lavoro e dei sentimenti.Lavorerei su me stessa per sanare quell’aridità di fondo che auto-percepisci: gli uomini single,onesti e validi,esistono e ce ne sono a bizzeffe.Sei sicura che tu sia in grado di riconoscerli?
Buona fortuna.
Grazie a tutti per i vostri consigli, testimonianze e incoraggiamenti.
@ Caracolito sono stata abituata ad avere la mia indipendenza sin dai 18 anni e i miei genitori sono stati ben felici di darmela perché mi hanno sempre ritenuta responsabile e affidabile. Credi che a loro faccia piacere vedermi a quasi 40 anni sola e senza lavoro in giro per casa?! Sarebbero molto più contenti nel sapermi autonoma, con un lavoro e un compagno. E io soffro nel vederli dispiaciuti per la mia situazione, anche se cerco di essere forte e non farmi vedere abbattuta.
Credo molto nel valore della famiglia e desideravo dei figli e questo non è essere schiavi degli schemi o avere programmato la propria vita, significa avere dei valori.
Parlo di aridità perché i colpi della vita ti rendono più cinica e diffidente ma penso che questo sia naturale.
Infine ti garantisco che non ho avuto modo di conoscere uomini liberi, ed io certo non mi metto ad infastidire quelli anche solo fidanzati. Ho amiche single e impegnate e amici impegnati. Ma di uomini liberi neanche l’ombra. Per cui come faccio a riconoscere i singles onesti e validi se tutti gli uomini con cui ho a che fare (amicizia, “lavoro” etc.) sono impegnati (come è anche normale che sia a quest’età)?!
Posso sapere di dove sei Cinzia ?
Ciao
Mi ha colpito molto il tuo sfogo.
in internet le consolazioni servono a poco però se fossi reale mi sentirei di aiutarti nel tuo percorso … magari verniciandoti il muro!
E poi dai …uomini da soli ce n’è pieno anche alla tua età
in bocca al lupo!
Mi dispiace @Cinzia1974,continuo a non condividere i tuoi pensieri.
Io ho qualche anno più di te,e fino a poco tempo fa ero single (seppur reduce da relazioni annose),sono sempre stato onesto studente e lavoratore e con i valori della famiglia e del rispetto ben radicati fin dalla nascita.E attorno a me vedo sempre ragazzi e ragazze validi/e e meritevoli di stima e fiducia,insieme ad altri impegnati,traditori ed opportunisti.Mai generalizzare.
Quindi mi unisco a chi ti ha chiesto: ma dove vivi tu?
Posso solo dirti che questa negatività che traspare dalle tue parole,non farà altro che riflettersi e condizionare le tue relazioni interpersonali.
Infine ti dico che secondo il mio umile parere,un genitore non dovrebbe essere felice di sapere la propria figlia sposata e con prole,o “sistemata”,ma di sapere la propria figlia sana,con tanta gioia di vivere e con tanta serenità in corpo,anche a costo di rimanere single a vita in casa,che non è un disonore.Confermo che secondo me hai degli schemi in mente dai quali non riesci a liberarti: vivi senza pensare troppo al futuro prossimo o remoto,vedrai che le occasioni giuste capitano sempre.Hai solo 38 anni,se non hai lavorato in miniera per 20 anni presumo che tu non sia un relitto,credi di più in te stessa ma sopratutto abbi fiducia anche negli altri.E usa tutti i mezzi possibili per conoscere gente (con le dovute prudenze),anche Internet,magari cominciando proprio da quelle persone che si pongono in maniera gentile proprio in questa discussione.Sorridi di più che mi sembri molto triste e rassegnata! E poi cosa c’è di più bello del sorriso di una donna gentile e piena di speranza?
Scusa se mi sono permesso un tono di confidenza,ma il tuo problema mi sta a cuore,perchè tempo fa anche io ho dovuto affrontare questa delicata fase,e ho realizzato che se ne esce solo nei modi in cui ti ho accennato.
Ciao Caracolito, solo per reagire sul fatto che tu e Cinzia state dicendo la stessa cosa.
Per lei essere “sana e con tanta serenita’ in corpo” equivale ad essere e sentirsi autonoma, a non vivere dai genitori e ad essere riuscita a formare una coppia ed una famiglia. Percio’ i suoi genitori, che lo sanno, non possono essere felici ora, visto che lei per essere felice vorrebbe raggiungere queste cose.
Io sono come lei.
Tu invece ti senti “sano e con tanta serenita’” in altri modi, i tuoi genitori ti sanno felice e sereno perche’ sei cosi e va bene. Ma non e’ che tu sei lo spirito libero e lei quella intrappolata in schemi sociali. Semmai o siete liberi tutti e due (con opinioni rispettabili ma diverse) oppure siete tutti e due intrappolati in schemi mentali (esterni a voi ma diversi).
Per inciso intorno a me vedo molti più Caracoliti che Cinzie, percio’ lo schema mentale dominante oggi, ammesso che ce ne sia uno, non e’ proprio essere indipente, sposarsi e fare figli.
ciao cinzia, parto dicendo che penso che la cosa del monolocale sia ottima e di cercare di vederla come una svolta positiva. Concordo con caracolito che dobbiamo stare attenti che gli schemi non ci stressino più del dovuto, e che non ci scolleghino dal guardare noi stessi e le nostre risorse. Capisco quando dici che essere tornata dai tuoi ti ha fatto un certo effetto, è normale, però stai attenta a non guardare te stessa attraverso un vero o presunto punto di vista degli altri (genitori, amici, detrattori, donne o uomini, madri, sposati, single) perché rischi anche di chiuderti in estremizzazioni, come quella sui single inesistenti, o guardare la tua vita come un fallimento o metterti tu dei limiti interiori connessi all’età – anche al di là dell’orologio biologico – e metterti a confronto con una quarantenne tipo delle prime righe del tuo post. E ciò te lo dice una tua coetanea che ha subito varie ‘rivoluzioni’ negli ultimi anni. E che nel periodo peggiore non è neanche tornata dai suoi. Ho pure sperimentato parecchio la modalità abitativa provvisoria. Io di schemi ne ho sempre avuti ben pochi. Ero felice della mia vita per come la conoscevo però. Posso dirti che
capisco bene cosa sia vivere una propria crisi nel privato mentre intorno c’è crisi. Si provano sensazioni, credo, molto più estreme nel momento in cui ci si chiede anche quanto la forza di volontà o l’ottimismo possano veramente cambiare le cose anche volendo dare un’altra direzione alla propria vita, superare un periodo di stasi, rimettersi in gioco nel lavoro ecc.
Peraltro la classica quarantenne in crisi di cui parli nelle prime righe forse oggi esiste fino ad un certo punto.
Per varie ragioni sono molte di più le persone che a 40 anni, e non per ragioni bamboccione, iniziano appena o hanno iniziato da poco a formarsi una famiglia e lottano ogni giorno con l’arrivare a fine mese.
Tantissime sono le persone poi di tutte le età che risentono della crisi e del precariato o si ritrovano a dover rivoluzionare la loro vita dopo una separazione.
Non sto relativizzando nè dicendo mal comune mezzo gaudio manco un po’. Dico però che se sono d’accordo con Colam’s sul fatto che ognuno la sente a modo suo, però penso davvero che dobbiamo anche stare attenti a non cadere nel “doveva essere così, e invece…”, perché rischiamo di restarci intrappolati.
Quando dico che non avevo molti schemi intendo dire che non mi ero prefissata un’età per il matrimonio e dei figli. Non mi ero neanche prefissata il matrimonio e i figli, a dire il vero. Neppure di avere un compagno per quasi due decenni. Ciò non significa neppure che pensavo che piuttosto single è bello. Ho vissuto la mia vita secondo le mie emozioni, i miei valori, le mie idee.
Anche l’idea, non dipendente, ma credo realistica e positiva, che se si amiamo qualcuno e qualcuno ci ama la sinergia è una forza, un valore. Ad un certo punto qualcosa è andato storto. Non riassumo le 34989 puntate precedenti, però posso dirti che, anche se comprendo cosa abbia significato per te tornare dai tuoi potresti considerarla come una base piuttosto che come un fallimento. Di per sè il fatto di tornare dai tuoi in un momento di difficoltà non fa di te una persona dipendente se non lo sei. Anche le persone indipendenti possono avere dei periodi di difficoltà, in cui si ritrovano a dover fare i conti con una situazione diversa e cercare, in quella situazione diversa, di riconoscere e usare al meglio le proprie risorse. Questo mi pare il messaggio di MAU.
Qualunque cosa tu abbia giurato a te stessa, pur non venendo meno ai tuoi valori, al tuo modo di essere, ti consiglio, se posso, di guardare te stessa oggi, con amore, possibilmente, e con indulgenza (non passiva, reattiva) alle tue difficoltà invece che a ciò che doveva essere secondo l’idea che avevi 10, 20 anni fa. Non dico che sia semplice, ma non darti addosso con concetti come “cosa sarebbe normale a questa età”. Se il messaggio di Caracolito era questo io sono perfettamente d’accordo.
@colam’s non so cosa intenda con “Per inciso intorno a me vedo molti più Caracoliti che Cinzie, percio’ lo schema mentale dominante oggi, ammesso che ce ne sia uno, non e’ proprio essere indipente, sposarsi e fare figli.”
ma parli con uno che non ha nulla contro l’essere indipendente,sposarsi e fare figli.Io ho sfiorato il matrimonio 10 anni fa e lo desideravo con tutto il cuore,io sono indipendente da quando avevo i pantaloni corti… Ma il fatto di non aver realizzato una famiglia propria a tempo “debito”non mi pesa affatto,o meglio,non mi pesa più.Questo vorrei far capire: se un obiettivo non viene raggiunto,mai sentirsi dei “falliti” o perdere fiducia nel mondo e nel prossimo.Solo quando ho vinto la mia misantropia,ho incontrato la donna della mia vita,e il fatto che l’opener faccia certe affermazioni,mi rattrista un pò.Parlo degli uomini single,sposati ecc
@LUNA: ” non darti addosso con concetti come “cosa sarebbe normale a questa età”. Se il messaggio di Caracolito era questo io sono perfettamente d’accordo.”
Esatto,il messaggio era proprio di vivere la propria vita con determinazione senza tappe precostituite,ma anche fiducia in se stessi e negli altri: a parte il generare figli,non esiste un limite di tempo per realizzarsi.Forse a Cinzia pesa più questo.
@ colam’s esatto era proprio quello che intendevo. Ognuno la serenità la raggiunge in situazioni (anche mentali intendo) diverse.
@ Caracolito “a Cinzia pesa più questo”. La gioia nell’essere genitore, l’amore verso un figlio… non so mi sembrano cose così immense ed importanti che non vorrei mai rinunciarci.
E se posso aver vissuto la singletudine in maniera più serena di come la sto vivendo ora (forse perchè appunto ora si sono sommate più problematiche) non vedo ancora nulla di positivo nel non avere un lavoro. Un’occasione per ricominciare da capo, rimettersi in gioco, cambiare direzione? Può darsi io ancora non ci riesco.
Per ora quello che mi è successo mi sta facendo solo dubitare di me stessa. Anche quando faccio quei pochi lavoretti che mi capitano ho sempre paura di sbagliare, tanta ansia e poco entusiasmo.
Se qui sembro così negativa è perchè ho dato libero sfogo al mio malessere, lasciando trapelare solo quello, cosa che non accade nella vita reale dove cerco diciamo di essere più propositiva e sorridente. Insomma non sono solo rassegnazione e tristezza.
@ Luna cito una frase che m’ha colpito “Si provano sensazioni, credo, molto più estreme nel momento in cui ci si chiede anche quanto la forza di volontà o l’ottimismo possano veramente cambiare le cose anche volendo dare un’altra direzione alla propria vita, superare un periodo di stasi, rimettersi in gioco nel lavoro ecc.”
Non so come deve essere a quest’età, so però quello che io desideravo e desidero tutt’ora e che col passare degli anni mi sembra sempre più difficile da realizzare.
CARACOLITO: beh, forse a Cinzia può pesare il fatto di non avere ancora dei figli se, al di là di uno schema costituito, ha sempre pensato di voler averne. Poi se non dovesse averne ciò non significherà non poter avere una vita serena o felice, nè il fatto di avere una relazione implica per forza il fatto di avere dei figli, non solo per scelta, ma anche perché, purtroppo, possono subentrare delle difficoltà anche avendo amore, casa, lavoro e persino, in generale, salute.
Io penso che per quanto sia lecito pensare di volere dei figli la cosa più importante sia che nascano dall’amore, non dal solo desiderio di avere figli. Poi non sto dicendo che questo sia il punto di vista di Cinzia, sia chiaro. Dico che nessuno può sapere al cento per cento, purtroppo, se una relazione durerà, però penso che sia importante sentire, ascoltare con chi stai per mettere al mondo un figlio. Non conosco la storia di Cinzia nel dettaglio, ma forse, se ancora non ha figli, magari è anche perché non è successo di incontrare la persona con cui era il caso di metterli al mondo.
Fermo restando che essere genitori va al di là dell’essere compagni e compagne, mariti o mogli anche quando una relazione finisce. Voglio solo dire che a volte, anche istintivamente, non è del tutto casuale se non si sono fatti dei figli prima.
Quello che vorrei dire a Cinzia semmai è la questione che si era ripromessa di non avere figli più in là con gli anni. Ecco, mi auguro che quello, salute permettendo, ovviamente, non sarà un limite che si porrà se desiderasse davvero mettere al mondo un figlio, se si innamorasse di un uomo oltre che di questo desiderio.
Io ho dei genitori giovanissimi e quindi so quanto bello sia, mio fratello è molto più giovane di me, ha dei genitori comunque giovani.
Io non ho rimpianti sul fatto di non aver avuto figli giovanissima, perché onestamente in quel momento non li desideravo. Se fossero venuti non avrei mai detto no, ma comunque ho seguito un mio percorso, sincero con me stessa, e quindi non mi pento.
Gli ultimi anni sono stati più rocamboleschi, non sono in grado di dire con certezza che avrei avuto dei figli in questi anni più recenti se le cose fossero andate diversamente. E’ possibile, forse probabile, avevo una relazione stabile, amavo l’uomo che avevo accanto, ero proiettata (non per schema, ma di cuore e di “pancia”) verso un’espansione della mia e nostra vita. Se il nostro rapporto fosse cresciuto ancora, come aveva sempre fatto, noi saremmo cresciuti insieme al nostro rapporto, al di là che come individui. Con ciò non voglio dire che fossimo infantili prima, nè considero che per forza una persona che non desidera dei figli sia egoista o altri luoghi comuni. Anche perché ho visto persone desiderare, apparentemente, dei figli o comunque averne e poi rivelarsi estremamente egoisti e immaturi nel momento in cui sono divenuti genitori.
e altre persone non avere figli ma essere assolutamente persone mature e generose.
Sto generalizzando, lo so, ma intendo dire che ogni individuo ha la sua storia, il suo percorso, le sue sensazioni che ha ascoltato o meno ecc.
Anch’io, avendo dei genitori molto giovani, e avendo per contro vissuto da vicino quali problemi possano accadere nella terza età (anche se non solo nella terza età) mi faccio delle domande sull’eventualità di diventare madre alla mia età.
Tuttavia dobbiamo anche stare anche attenti a non dare per scontate delle cose proiettando delle nostre convinzioni o paure.
c’è un uomo che conosco il cui padre è stato colpito dall’alzaymer in età ancora giovane, giovane per l’età che consideriamo propria della demenza senile. Ciò significa che a poco più di 30 anni aveva un padre con questi problemi, pur non avendo un genitore che l’ha avuto quand’era avanti con gli anni.
In teoria questo mio amico, per la sua esperienza personale, che certamente è stata ed è molto intensa, traumatica, dovrebbe essere molto spaventato all’idea di diventare padre, già solo in senso proiettivo.
Esperienze come la sua, che io ho vissuto anche, seppure in modo diverso, ti fanno riflettere riguardo cose sulle quali magari non rifletteresti.
Tuttavia questo mio amico ha trovato l’amore della sua vita a 42 anni, lei ne ha 37. Lei ne ha passate molte in vita sua, abbastanza anche per essere alquanto pessimista, chiusa, cose che invece non è affatto. Cercano un figlio, e io credo che il loro sia un modo per abbracciare la vita, e l’amore, nonostante le esperienza che hanno avuto.
L’esperienza di lui, comunque, è stata anche un’esperienza ricca d’amore, per quanto faccia male. Peraltro, anche avendo un figlio a 20 anni, non potremmo essere certi di cose di cui magari, Cinzia, idealmente vorremmo essere certi.
E il mio ex, essendo il più piccolo della “cucciolata”
ha dei genitori anziani, ma suo padre, più vicino ai 90 che agli 80, è in gambissima.
Con ciò voglio dire che almeno di quello schema dell’età mi libererei, per restare in apertura.
Senza tradire te stessa, lo ripeto, ma restare in apertura piuttosto che in chiusura, verso se stessi, prima ancora che verso gli altri (ma le cose sono fortemente collegate) un senso ce l’ha.
Ti assicuro che ho conosciuto molte persone che per il loro vissuto precedente avrebbero dovuto in teoria “chiudersi in casa” e non avere neanche il coraggio di mettere il naso fuori o di credere che qualcosa di positivo possa ancora succedere.
Siamo le nostre esperienze, siamo le cose che abbiamo costruito e quelle che non abbiamo costruito, ok, ma a volte quando facciamo dei bilanci siamo anche troppo severi o parziali verso noi stessi.
Siamo soprattutto il nostro presente. A volte è lo stesso presente a spaventarci, lo so. Però io ti auguro di cuore di vedere le risorse in te e nel tuo presente. Ripeto, secondo me la cosa del monolocale è molto positiva. ciao!
Caracolito, intendo che la maggioranza degli uomini che conosco sono simili a te, ovvero che non gli pesa più di tanto non avere una famiglia pur avendo un’eta’ “matura” per farla, dai 30 in su. Non e’ una critica, solo una mia personale sensazione.
Io sono uomo ma mi riconosco personalmente molto in Cinzia. C’e’ chi nella vita ha degli obbiettivi che considera fondamentali e sta male se non li raggiunge, e chi come te piuttosto che star male preferisce darsi meno obbiettivi. Direi il solito dilemma se e’ “stare bene” deve essere o no in cima ai nostri valori. Per me no, ma ognuno la pensa come crede !
@Colam’s scrive “e chi come te piuttosto che star male preferisce darsi meno obbiettivi.”
Forse mi sono spiegato male: io obiettivi ne ho moltissimi,forse più di Cinzia.Ma se non riesco a raggiungerli non ne faccio una tragedia,me ne pongo altri nuovi e/o diversi.
Come ti ho detto anche io avrei voluto sposarmi a 30 anni.Non ci sono riuscito? Bene,mi sposerò quando la vita me ne darà la possibilità,anche a 80 anni! La differenza fra me e Cinzia,e forse anche fra me e te,è che io non vedo limiti ai miei obiettivi,nè di tempo nè di spazio.Se fallisco su qualcosa,ricomincio da capo più motivato di prima,e non ho mai visto i 40 anni come un limite oltre il quale si è finiti.Figurati,tanto per fare un esempio, che se con la mia donna non avremo figli naturali (probabile vista l’età),saremmo felicissimi di adottarne uno!
Praticamente concepisco la vita come una continua mutazione di eventi,dove i paletti e le mete fisse ho capito che raramente portano a qualcosa di positivo.
Questa la mia opinione,poi come dici tu ognuno la pensa come crede!
Ah ok d’accordissimo con te Caracolito, salvo che secondo me non per tutti e’ cosi facile dire “non mi sposo ora, chissene posso farlo anche a 80 anni” o “non avro’ figli miei, chissene li adotto”.
Per inciso superata una certa eta’, in Italia, non puoi più nemmeno adottare. Ed e’ anche grosso modo l’eta’ in cui non puoi più nemmeno procreare.
Per le mie batoste ricevuto concordo con te che la vita e’ una continua mutazione, ma ci sono dei treni (specie per le donne ) che una volta persi non tornano più . E fare figli o adottarli e’ uno di questi. E penso che per chi vorrebbe figli vedersi invecchiare senza figli lascia comunque sempre un velo di malinconia, poi giocoforza ci si rassegna, ma il rassegnarsi non e’ essere felici. Per come lo vivo io (io per esempio avrei fortissimamente voluto avere ancora adesso una bella famiglia unita, e invece mi devo rassegnare al divorzio dei miei ed ai litigi trasversali) rassegnarsi e’ quella forma di serenita’ malinconica, di fatalismo “e’ andata cosi, pensiamo al domani” che non e’ vera felicita’. Che ne pensi ?
colam’s: non ho capito cosa intendi con “Direi il solito dilemma se e’ “stare bene” deve essere o no in cima ai nostri valori. Per me no, ma ognuno la pensa come crede!”.
Mi sembra (ma forse sarà un mio problema di ricezione o interpretazione, per questo chiedo) che sia come nel vedere nel “stare bene” per forza una visione egoistica?
Io credo che Caracolito parli di “elasticità”, non di incoerenza o dell’essere volubili o dell’avere meno obiettivi.
Si può essere elastici all’interno dei propri obiettivi e anche senza cambiarli completamente, o venire meno ai propri valori, credo. Non dico che sia sempre possibile, ma penso davvero che esistano delle persone che hanno visione più rigida (sto parlando in generale, non dei presenti) e quindi vivano le cose con maggiore frustrazione rispetto ad altri.
Il che non è una critica, anche se “rigido” suona male, ognuno di noi è fatto a modo suo e anche il percorso personale, oltre al carattere, sono solo alcune delle variabili.
@ CARACOLITO scusa ma i tuoi commenti mi sembrano sempre più delle sentenze, delle critiche e ben poco costruttive. Mi sono esposta scrivendo qui della mia storia e sono pronta e confrotarmi. Sono felice per te che hai raggiunto un equilibrio, che hai vinto la tua misantropia e incontarto la donna della tua vita e che hai molti obiettivi SICURAMENTE molti di più di quanti ne ho io. Sembra che tu voglia dimostrare che sei migliore di me e lo sei SICURAMENTE. Buon per te! Sei uno in gamba! Forte! Non ti lasci abbattare dai fallimenti anche quando sono più di uno e quando devi affrontarli da solo? Bè complimenti davvero!
Forse non riesco a spiegarmi quando dico che guardandomi indietro vedo dei vuoti che cominciano ad essere parecchi e la cosa mi rattrista. E’ strano?! Credi sia facile ricominciare? Anche se è ovvio cerco di andare avanti (il monolocale è per me un obiettivo per quanto piccolo). E’ CHIARO che se avessi l’uomo della mia vita al mio fianco e volessimo dei figli e non potessimo averne si penserebbe all’adozione!!! Che sforzo! E poi gli obiettivi cambiano e si evolvono man mano che cresciamo. Almeno per me è stato così non sono nata con dei paletti fissi.
Uno scrive qui per avere un confronto sereno e viene subito giudicato messo quasi sul piatto della bilancia “ho più obiettivi io No io!”. Sin dal primo tuo commento sembra quasi che io ti faccia rabbia, come ho scritto nel mio post precedente che forse tu non hai letto, qui ho dato massimo sfogo al mio malessere, non passo certo le giornate a casa a darmi le chiodate in fronte! Semmai le dò sui muri visto che sto ristrutturando il mio buchetto!
Mi spiace ma non mi hai capita e io forse non ho capito te!
@Colam’s non sto dicendo che a 80 anni mi sposerò e adotterò dei bambini,i miei erano solo degli esempi per far capire come la penso 😉
@Colam’s “rassegnarsi e’ quella forma di serenita’ malinconica, di fatalismo “e’ andata cosi, pensiamo al domani” che non e’ vera felicita’. Che ne pensi ?”
Penso che il mio non sia un “rassegnarmi”,ma una razionalizzazione del fatto che un fallimento di qualcosa non è IL fallimento della vita,e che la felicità è solo una tendenza mutevole,condizionata dagli eventi e dalle occasioni.L’importante è non perdere mai l’entusiasmo di migliorarsi.
In generale,i nostri pensieri si assomigliano.
@Cinzia1974,credo che tu abbia completamente frainteso le mie idee e i miei intenti.Giudicare? Sentenze? Io che faccio a gara su chi ha più obiettivi? Io migliore di tutti? Perbacco,ho sbagliato completamente modo di esprimermi allora.Mi pare che all’inizio abbia con molta pacatezza espresso opinioni circa il “mio umile parere”,abbia solo cercato di esternare il mio pensiero nella maniera più educata e consona possibile,in relazione al tono della discussione.
Se ti ho dato tutta un’altra impressione me ne scuso e ti rinnovo i miei auguri per una vita migliore.
Saluti.
Non esattamente Luna, provo a dirlo in un altro modo.
Caracolito mi sembra metta al primo piano la sua felicita’, lo star bene. Percio’ si adatta ai mutamenti (che e’ in parte una cosa saggia secondo me) e modifica i suoi obbiettivi, direi, “per non stare male”. A sensazione (con tutte le precauzioni del caso, non ci conosciamo e scriviamo in un blog pubblico anonimo) Caracolito non mi sembra uno che si intestardirebbe 10 anni in una direzione pur di ottenerla , bensi’ ad un certo punto forse mollerebbe e cambierebbe direzione “senno’ poi sto male”.
Cinzia da canto suo invece mi sembra una che , pur soffrendo, s’impunta e ricostruisce pian piano quello che ha momentaneamente perso e in cui crede. In questo senso lei invece dice “non m’importa se soffro, il mio obbiettivo e’ questo”.
Ho reso un po’ meglio l’idea ?
colam’s, sì, grazie. Ma – senza giudicare – quale atteggiamento ti sembra più costruttivo? – cinzia, a me non è parso che caracolito l’abbia messa giù come dici tu. Forse un po’ all’inizio, ma nel senso di dirti che una visione così negativa non aiuta a te. Ho capito che tu sfoghi una parte, e puoi sentire il bisogno di un’empatia che ti dia solo ragione. Però avevo chiesto opinioni e testimonianze. – ‘che sforzo!’ dici. Beh, cinzia, il percorso che porta all’adozione è, credo, anche interiormente, più complesso. E anche l’accettare il lutto biologico. Non conosco la storia di caracolito nè perché parla di adozione però, onestamente, leggo più fastidio in te verso lui che viceversa. A me non sembra che il suo messaggio sia negativo nè irrealistico. Probabilmente tu ora senti anche la necessità di dirti ‘sto male’.
Eh Luna, dipende ! Io sono un “cinzia” . Dai 18 ai 28 anni sarei stato molto più saggio ad essere un caracolito, perche’ mi sono intestardito sulla “storia seria” sbagliata mentre in quell’eta’ bisogna cercare e provare fino a capire cosa ti fa star bene nella coppia e nella vita. Percio’ Caracolito ha un atteggiamento sicuramente più costruttivo se parliamo della giovinezza.
Detto questo quando ho trovato la persona giusta per alterne vicende non l’ho mollata anche se in certi mesi stavamo di cacca, ed alla fine ho fatto bene, perche’ ora ho raggiunto i miei famosi obbiettivi e con lei sto bene. Allo stesso modo, i miei genitori passati i 50 anni si sono chiesti “ma io ora sto bene ?” , e rispondendosi di no, hanno divorziato dopo 30 anni ed ora sono più poveri, con più problemi di prima e con conflitti a volte legali a destra e manca. Percio’ per me Cinzia e’ più costruttiva superati i 30/35.