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Cosa è giusto accettare per amore?

di tabatha2
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Lettera pubblicata il 15 Dicembre 2008. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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La lettera ha ricevuto finora 135 commenti

Pagine: 1 9 10 11 12 13 14

  1. 101
    Luna -

    Tabatha: meglio, e continua il suo percorso 😉 🙂

  2. 102
    tabatha2 -

    AIUTO! Sono in forte crisi. Oggi non faccio che piangere e gli occhi mi bruciano. Non avrei mai pensato di ridurmi cosi. Mi sentivo cosi bene. E bastato che la mia amica ieri l altro mi scrivesse di averlo visto in citta con degli amici. Questa sua frase mi ha scombussolata talmente..perche me lo immaginavo con la sua solita giacca verde camminare per la strada.. non sono riuscita a non rispondergli. Sono ricaduta. Mi vergogno quasi a confessarlo ma e cosi. Oggi non sono nemmeno andata a scuola. Ho vomitato. Vedo un uomo alla televisione e mi sembra gli somigli. Vedo un uomo nella metro e mi sembra di vedere lui. E in ogni angolo. Cosa mi sta succedendo? Era troppo bello essere solo felice e determinata. Ho bevuto tutte le sue frasi e le ho scolpite nella mia mente quasi fossero parole sacre. E mi chiedo..e tutto l aiuto che ho ricevuto? Perche basta che arrivi lui e tutto il resto passa in secondo piano? Perche non mi ricordo piu il sostegno e i discorsi che mi hanno fatto le altre persone? E soprattutto perche non ascolto me stessa? E continuo a colpevolizzarmi. Ma allora..se arrivasse qui davanti a me, oppure qui in internet qualcuno mi dicesse che al mio posto ci starebbe assieme, sopporterebbe, lotterebbe in nome dell amore..io lo prenderei in seria considerazione e comincerei a pensare di dover agire veramente in questo senso? Sono cosi fragile, insicura. E vero. Luna. Io ho chiesto a tante persone cosa farebbero al mio posto. Ma alla fine cosa importa? (A parte che nessuno mi ha mai detto di continuare con lui) Se qualcuno mi dicesse ” no dai tenta ancora se lo ami..forse e colpa tua” io cadrei come un salame! Ti rendi conto in che condizioni sono?
    Ma..e vero che in una coppia gli errori si commettono da entrambe le parti. Infatti, come ha sostenuto la mia amica, io non sono sempre stata zitta, buona e dolce. Io non sono sempre stata comprensiva e attenta e rispettosa. Mi sono arrabbiata nel vederlo ubriaco. Mi sono arrabbiata una volta perche aveva invitato di sabato sera un amico senza chiedermi che ne pensavo ed io invece volevo stare sola con lui. La serata ha preso una brutta piega. Li ho lasciati soli e sono uscita a farmi un giro. Quando sono tornata mi ha detto che non dovevo rompere le scatole – perche aveva li il suo amico ed io..che abitavo li con lui non contavo piu in qual momento – quindi gli ho risposto con un insulto grave. gli ho detto che era un..co...... e lui giustamente mi ha dato due ceffoni fortissimi davanti al suo amico..perche gli avevo fatto fare una brutta figura.. Come ho potuto essere cosi volgare e offenderlo cosi? Insomma io non sono stata brava a gestire i conflitti. Vorrei tanto chiedergli scusa per quella volta.
    E ora, lui mi scrive che non trova lavoro ma che visto che io sono sparito chissa dove e chissa quante corna ormai gli ho fatto, non vuole piu vedermi, sono morta per lui. e in effetti queste frasi mi hanno ammazzata.

  3. 103
    tabatha2 -

    Ha inoltre aggiunto che non ha piu amici. Ha solo il cugino. Con l amico con cui aveva forse preso qualcosa..ha litigato e mi ha scritto di averlo pestato da mandarlo in ospedale. e il motivo del litigio ero io!

  4. 104
    Luna -

    Tabatha: se tu fossi guarita del tutto saresti una miracolata.
    Cose così non guariscono in un battito di ciglia.
    Direi un due paroline, comunque, pur se con educazione, alla tua amica che ti dice di averlo visto. Anche se tu glielo hai chiesto, c’è una cosa che si chiama: evita di girare il coltello nella piaga.
    Adesso ti dico una cosa, e vediamo se riesco a spiegarmi: il mondo delle molestie morali e fisiche è un mondo a sè. E’ un mondo in cui le regole sono sovvertite. In cui una frase (corretta) come: “la responsabilità sta da entrambe le parti” ha un significato particolare. Che va guardato sotto un punto di vista diverso, fuori dai luoghi comuni.
    E’ un mondo difficile da spiegare, alle volte, a persone che, pur in buonissima fede, possono non capire fino in fondo sensazioni, emozioni, motivazioni interiori, adattamenti, confusioni.
    E fragilità, molta, che viene a crearsi nel soggetto coinvolto.

    Che non hai saputo gestire i conflitti è vero. Ma nel senso che se una mi dice che lui ha fatto bene a darle due schiaffoni forse deve imparare che nessuno fa bene a dare schiaffoni a nessuno.
    La tua ricaduta non mi sembra fantascientifica.

    E’ vero che ti sono state dette tante cose, Tabatha. E una di queste è:
    può essere che per uscirne tu abbia bisogno di qualcuno, al di fuori dalla cerchia degli amici, al di fuori dei forum, dei blog, delle pagine di un libro, che, da una posizione neutrale e insieme “specializzata”, possa aiutarti ad uscire da questa angoscia, dai pensieri in tilt, dal tuo cercare di dipanare una matassa quando ti mancano degli strumenti che, obiettivamente, è anche naturale che tu in questo momento non possa avere.

    Come, se non erro, ti ha detto anche Tina, nel momento in cui comincerai a capire SUL SERIO cos’è successo, quali sono le dinamiche e le responsabilità (che non è sinonimo di colpa, concetto con cui ti stai massacrando e che non ti serve a un bel niente) capirai che una volta capito questo tu sarai in grado di scegliere se stare con lui o no senza farti i dilemmi che ti stai facendo adesso.
    Perché scegliere una vita senza violenza sarà una conseguenza naturale delle cose che avrai capito, e sentito, guardando finalmente le cose da un punto di vista diverso.

    Scusa la mia franchezza, ma a te non serve qualcuno che ti dica: provaci ancora, Tabatha, perché chi ama davvero tenta e ritenta e si fa anche passare sopra come un rullo, nè, alla fin fine, una volta passata la prima fase, qualcuno che ti dica: mollalo!
    Perché una cosa è costringersi a mollare qualcuno, un’altra è capire, davvero, perché si sta scegliendo di vivere una vita diversa, che non sia fonte di continue e molteplici frustrazioni.

    A te serve capire, sì, ma non da sola, perché non puoi, non fino in fondo, almeno, e ti si fonde il cervello perché parti comunque dai presupposti distorti offerti dall’adattamento alla relazione insana che hai vissuto. Ti serve entrare nella cosa da un’altra porta. Che apparentemente è secondaria, ma invece è quella principale.

    Non è questione di vergognarsi di una ricaduta, perché le ricadute fanno assolutamente parte di quanto ti sta succedendo.

  5. 105
    Luna -

    “Ha inoltre aggiunto che non ha piu amici. Ha solo il cugino. Con l amico con cui aveva forse preso qualcosa..ha litigato e mi ha scritto di averlo pestato da mandarlo in ospedale. e il motivo del litigio ero io!”.

    Bene… se domani tu non avessi più amici probabilmente ti chiederesti il perché, qual è la tua responsabilità (anzi, tu ti chiederesti quale colpa, probabilmente) nel fatto che la tua vita sociale sta andando in vacca…

    Se tu non trovassi lavoro probabilmente, pure nello sconforto, continueresti a cercarlo.

    cosa dovrei pensare io, Luna, persona qualunque, leggendo che lui ha mandato all’ospedale un altro e il motivo del litigio eri tu?
    che lui è un eroe perché litiga per te mandando all’ospedale la gente?
    o forse che magari esistono altre vie che mandare la gente in ospedale per “dirimere” i conflitti?!?

    indipendentemente dal motivo del conflitto.

    Il motivo eri tu? in che senso? che sarebbe colpa tua? o che è eroico che mandi all’ospedale la gente in nome tuo?
    il motivo eri tu? e sei in un altro paese?
    bhe, caspita, Tabatha, certo che tu hai poteri eccezionali.
    Se stasera mi rubano il parcheggio do un pugno sul naso a chi me l’ha rubato, e poi gli dico “Mi manda Tabatha”.

  6. 106
    tabatha2 -

    grazie Luna questa tua ultima frase mi ha fatto ridere di gusto e ne avevo bisogno!
    Si effettivamente non ha spiegato il motivo del litigio, la dinamica, ma ..chissa..forse l amico ha parlato male di me..e lui mi ha difesa…oppure voleva farmi sentire in colpa anche di questa cosa…alla fine non ha importanza, ha importanza il fatto che lo abbia pestato..Crede di fare bella figura facendomelo sapere? Piu passa il tempo, e piu si comprende che queste modalita fanno parte di lui e ne e’ altamente convinto..si sente nel giusto..Da un lato ho piacere che si sia reso conto che forse non valeva la pena mettere gli amici sul podio e lasciarmi in secondo piano, visto come sono andate le cose..
    Oggi non ho pianto tanto come ieri, e sono andata a scuola. La mia amica non avrebbe dovuto informarmi di averlo visto..e vero..del resto anche lei..sta con un ragazzo napoletano..hanno una bambina di due anni..stanno assieme da 3 anni..e poco tempo fa ha ricevuto la seconda sberla..Per caritä, questo ragazzo non si e mai drogato ne ha fatto risse ne si e mai ubriacato..pero chi dice che non potrebbe arrivare la terza sberla? Quindi vedi, la mia amica lo ha giusticato dicendo che lei usa un linguaggio forte con lui..e naturalmente ha incolpato me per aver risposto male a lui..dicendo che le sberle era “giusto” che me le tirasse..visto che per di piu c era un amico presente..Ed io sono caduta…sprofondata sempre di piu…tra i pensieri di quell episodio accaduto nel settembre 2007…senza tenere a mente che poi non ho piu usato certe parole..anzi..che avevo scelto di non rispondere piu…
    Si, sbaglio ingresso dei miei pensieri .. ma ho solo questo modo..e questa ragazza che io reputo un amica..non mi fa sempre del bene…Oppure, mi dico che io dovrei essere piu forte e sicura di me stessa..basta cosi poco..mi sento di pastafrolla…potrei crollare da un momento all altro..

  7. 107
    Luna -

    Tabatha cara, guarda che rafforzarsi non significa riuscire a far entrare qualsiasi cosa senza esserne scombussolati, ma molto spesso, piuttosto, imparare a scegliere, a priori, cosa è bene far entrare e cosa no.

    Confesso che, non per superpoteri 😉 ma a logica, ho pensato anche che la tua amica potesse essere una che, a sua volta, subisse molestie morali o fisiche, di qualunque grandezza siano.
    E’ chiaro che se, per stare “in equilibrio” – o adattamento, meglio – nella sua relazione ha attivato tutta una serie di giustificazioni e punti di vista, è quelli che può proporti, perché, detto in parole spicciole, quello è il modo in cui si orienta nel suo mondo. Con le sue ragioni per starci, in quel mondo, che sono le sue, non le tue. E questa non è una sfumatura.
    Lei sceglie di stare con il suo compagno per determinate ragioni, e mette sulla sua bilancia interna le sue giustificazioni da dare a lui.
    Ma quella è la sua storia, non è la tua.
    E’ chiaro che esiste anche chi predica bene e razzola male, e quindi avrebbe potuto, paradossalmente, dirti il contrario di quello che lei fa nella sua relazione (perché a volte si fa per gli altri ciò che non si riesce a fare per se stessi), ma tendenzialmente si dice ciò che si conosce. E lei ti porta il funzionamento del suo mondo.
    Riesco a spiegarmi?
    Non so se ti ho già detto questa cosa, scusa non me lo ricordo, forse mi ripeterò:
    comunque, una mia amica soffre da diversi anni di bulimia. Ci ha messo un sacco di tempo per ammettere di soffrire di bulimia, per confessarlo a qualcuno e per decidere finalmente di andare da uno psicologo per capire perché mai ogni volta che è sotto stress si mette un dito in gola. E quindi uscire dal circolo vizioso del suo disturbo.
    Un giorno, mentre sta seriamente pensando di prendere un appuntamento, parla con un’altra ragazza bulimica, la quale le dice:
    “Lo psicologo non serve a niente, se ne esce da soli”.
    Ok, opinioni, però ci sono dei però.
    Il primo però è che la ragazza con cui ha parlato è una che è ancora bulimica, e non si sta curando. Quindi una persona perfettamente in grado di capire che lei si mette un dito in gola, e di farla sentire compresa nelle manifestazioni e nelle sensazioni del disagio comune…
    però poi la mia amica si è resa conto di una cosa. e cioè che se parli con qualcuno che ha una forma di dipendenza è diverso dal parlare con chi ha avuto quella forma di dipendenza – e quindi può capirne i meccanismi a posteriori – ma ne è uscito o ne sta uscendo.
    Intendo dire che se fumi un pacchetto al giorno e stai pensando di smettere se parli con chi non ha mai fumato ti senti alien, se parli con chi ne fuma 20 o 40 troverai qualcuno che capisce benissimo cosa significa fumare e le giustificazioni che ti dai, ma che magari tenderà anche in buona fede (è il suo mondo) a sciorinarti tutte le motivazioni perché lui sta continuando a fumare e non smette.
    Diverso è parlare con qualcuno che fumava, ma sta smettendo – davvero – o ha smesso.

  8. 108
    Luna -

    Ciò te lo dico con cognizione di causa, perché io fumo (non 20 o 40 sigarette, ma fumo). Quando le persone che conosco smettono sono contenta per loro, e sicuramente non offro loro sigarette tentatrici. Anzi, cerco di non fumare loro davanti. Però se qualcuno di loro mi chiedesse: perché fumi? io direi: perché mi piace, perché è il rito del dopo caffé, perché a volte mi viene voglia di fumare e altre no, perché… le mie giustificazioni, insomma.
    Se la tua amica vuole restare in quella relazione, e tu le parli del fatto che stai cercando di uscire da dinamiche che ti hanno fatto male, e che fanno male anche a lei (ma lei ha le sue giustificazioni per dire di no, o per dire che una ragione c’è se ti becchi due schiaffoni…), come vuoi, umanamente, che lei possa non andare in difesa? e dirti: ti capisco, però…

    dici: @e questa ragazza che io reputo un amica..non mi fa sempre del bene…

    che tu ti sia resa conto di questo mi sembra molto sano. Nn perché la tua amica non sia veramente tua amica, ma perché in lei forse non trovi ciò di cui hai bisogno adesso.
    E forse anche lei sentendoti dire che la violenza è sbagliata, o sentendoti mettere in discussione il sistema con il quale ti adattavi prima ad una situazione di disagio, sente – anche inconsciamente – messo in discussione il suo sistema. E quindi lo difende. Perché è una sua scelta restare nel suo sistema, e non è pronta nè vuole (forse non vorrà mai) metterlo in discussione da un altro punto di vista.
    Ovviamente io sto parlando di una persona che non conosco, e il mio è un discorso assolutamente generale. La sua storia è la sua storia, la conosce lei, la tua storia è la tua storia, e la conosci tu, ecc. Magari a loro va bene usare un linguaggio forte, magari lei sa che davvero quando lui le ha tirato una sberla lei gli aveva tirato in testa due vasi di fiori, ma quella è la loro storia, non è la tua. E in questo momento forse qsti paralellismi non ti fanno bene. Perché ti misuri sul metro altrui, mentre è dentro di te che devi stare, nelle tue sensazioni.
    Detta brutalmente: se lei ha preso due sberle e forse arriverà la terza, ma non si sa, sono affari suoi. Pensa a te. (che non vuol dire non aiutarla se un giorno avrà bisogno di te, ma: non cercare nei parametri altrui i tuoi parametri, cerca i tuoi, quelli nuovi, rispetto a quelli che, ti sei accorta sulla tua pelle, quando erano travolti non hanno funzionato nel farti stare bene, che è la prima cosa. E parlo di malessere interiore, non di strategie più o meno valide che avresti dovuto proporre per controllare una relazione incontrollabile).

    @Da un lato ho piacere che si sia reso conto che forse non valeva la pena mettere gli amici sul podio e lasciarmi in secondo piano, visto come sono andate le cose..

    Capisco quello che intendi dire. Però il punto non è mettere prima sul podio uno e poi tirarlo giù, magari a cazzotti, invertendo le priorità, ma è che in una socialità sana ci sono rapporti di tipo diverso che hanno uguale dignità, nella loro natura diversa. Si possono amare compagni, amici e parenti. senza togliere nulla a nessuno.

  9. 109
    tina -

    Tabatha NON MOLLARE!
    anche in quest’ultimo post si notano i tuoi passetti in avanti. hai scritto: “questa ragazza che io reputo mia amica..non mi fa sempre del bene”. hai perfettamente ragione, cara. ti fa, secondo me e in base alla mia esperienza, solamente del male. io fossi in te l’allontanerei, almeno fin quando non sarai così forte da poterle essere tu d’aiuto in qualche modo. ma adesso proprio non è il momento più adatto per pensare agli altri. hai bisogno di raccogliere tutte le tue forze per aiutare te stessa. e lo stai facendo, ma sono d’accordo con luna. da soli non si può. e ti assicuro che poter parlare con qualcuno che ti sa ascoltare e ti sa aiutare (uno completamente diverso dalla tua “amica”) perchè ha gli strumenti giusti per farlo (la professionalità, intendo) è qualcosa che ti aiuta tantissimo. ma non perchè ti fornisce la soluzione ai tuoi problemi. solo perchè ti aiuta a cercarla dentro di te, dove risiede già. che poi non è una vera “soluzione”, ma semplicemente la giusta forma mentis con cui affrontare i problemi, le difficoltà che sempre incontriamo. la capacità di farlo entrando dalla porta giusta!
    mi fai tanta tenerezza quando ti rimetti sempre in discussione cercando in qualche modo di attenuare le colpe che sono solo ed esclusivamente altrui. ma cara tabatha così non fai del bene a nessuno, credimi. nè a te nè a lui.
    visto che sei ancora così sensibile nei suoi confronti perchè non cerchi di adoperare qualche “accorgimento” pratico che ti aiuti a tenerlo fuori dalla tua vita? tipo cambiare numero di cell. o dire a chi ti sta accanto che non vuoi sentir più nulla al suo riguardo?
    a volte bisogna essere scaltri ed aiutarsi a non ricadere. ti può sembrare una sciocchezza ma io, ad esempio, per non cedere alla tentazione di chiamare l’amica di mio marito e finire poi col litigarci mordendomi le mani per averlo fatto, cancellai tutti i suoi contatti. quando succedeva qualcosa e mi veniva la voglia di dirgliene 4, mi passava nel frattempo che cercavo in qualche modo di recuperare i suoi numeri!! e sì lo sò…un pò infantile come sistema ma grazie a Dio ha funzionato in più di un’occasione 🙂
    poi sono diventata pian piano più forte e ora non mi fa niente nemmeno incontrarla.
    tieni duro cara tabatha. un abbraccio.
    ps. anch’io ho riso a crepapelle per la chiusura del post, luna 🙂 🙂 🙂 un abbraccio anche te.

  10. 110
    tabatha2 -

    grazie siete eccezionali.
    Credo proprio che allontanerö la mia amica per un po di tempo..pensate che anche stamattina mi ha scritto di averlo visto in citta..sembra lo faccia apposta…io non le ho risposto..
    Domani torno in Italia. La famiglia va alle terme per tutto il week end ed io ho pensato di tornare a casa visto che la mia unica nonna non sta molto bene..Ho deciso oggi. L idea di rimanere da sola inoltre, pensando a come sono stata e sto ancora male durante questa settimana, mi ha creato un angoscia tale..mi sembrava di essere senza fiato..Da un lato so che saro vicina a lui..
    Ragazze mi sento in balia degli eventi, come se non riuscissi a comandare la mia vita. Aiutooo!!
    Dunque, domani pomeriggio andro a trovare mia nonna, sabato andro dalla zia..domenica riprendo il treno e torno qui..devo stare tranquilla…
    Allora, vi confesso una cosa. Quando ho deciso di partire, ho pensato che fosse una scelta sana..per il mio futuro lavorativo..ma anche per tutelarmi..infatti, con la crisi che ho avuto l altro giorno, sapete cosa avrei fatto? Avrei preso la macchina, e nel giro di dieci minuti mi sarei fatta trovare sotto casa sua..o ci saremmo visti fuori..Come e’ sempre successo del resto..Sono sempre tornata io! Sempre!! Anche dopo le sberle. E sapete come mi sono sentita ogni volta e come mi sarei sentita nuovamente? Doppia. Una parte di me con il cuore pieno e felice perche ha di nuovo l amore e tutto va bene, ok andiamo al cinema, mangiamo la pizza, ridiamo, siamo una bella coppia..l altra parte, quella che e troppo piccola perche ho sempre soffocato..male, a disagio, strana..e’ difficile da spiegare..male perche in fondo accetto certe condizioni, accetto che lui mi dica che devo fare la brava, so che staro di nuovo male prima o poi per qualcosa che lui mi dira, o saro in apprensione per lui..e perche tutto l ho portato avanti di nascosto dalla mia famiglia..per diversi mesi..non ho piu voluto coinvolgerli, per cui immaginate la mia paura di incontrarli, il mio stato d animo..il mio non vedere un futuro…Allora mi dicevo che se con lui sarebbe andata avanti bene per diversi mesi, avrei potuto cominciare a informare la mia famiglia di averlo rivisto eccetera…Cosi avevo pensato..ma diversi mesi non sono passati. Perche proprio quando mi stavo dicendo che era tutto ok..ecco che cucino la carne sbagliata e mi dice che sono una mongoloide di merda..dopo un po di tempo ecco che sono uno schifo di persona perche non lo aiuto abbastanza economicamente..ed ecco che io torno sempre con la coda tra le gambe, gli faccio la ricarica telefonica, cerco di essere ancora piu gentile e di appianare tutto..
    Non sono adatta a lui. Deve trovare un altra persona, piu brava di me, piu in gamba di me, piu capace di comprenderlo, piu vicina al suo modo di essere, di fare, di parlare. Mi dispiace, io ci ho provato.
    Mia zia dice che mi ha usata per diversi motivi, che non e in grado di amare perche ha il cervello cotto da tutti gli allucinogeni che si e

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