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Burqa

Lettere scritte dall'autore  Giulia Gabbia

Sotto il Burqa,
una donna
vestita di nero
come cento donne uguali
dentro una grata
che racchiude
il dolore
degli orrori
senza diritto ,
senza alcun valori .
Sotto il Burqa,
una madre
come cento madri
silenziosa
senza identità
senza libertà.
Sotto il Burqa,
una sposa
come cento spose
ha creduto
ad uno
sguardo
ad un sorriso.
Sotto il Burqa,
un’ombra nuda ,
come cento ombre nude
..complici
di un ignaro destino.

Giulia Gabbia

nota d’autore:
Una mia considerazione su quel velo burqa o burka che sia, mi viene il sospetto che dietro ci sia una filosofia arcaica che doveva rispettare la donna come figura umana e cioè trarla da quei vincoli che attraggono l’uomo scegliendole per la loro bellezza o procacità, premiando l’uomo in caso di matrimonio della sua scelta attraverso il portamento, il comportamento e la voce, questo credo metta tutte le donne sullo stesso piano, certo sappiamo che è disumano imporre ad un popolo questo e magari per rendere meno oppressiva l’imposizione viene mascherata dal credo religioso inserita da qualche profeta nelle scritture…
Di fondo c’è la disumanità e la discriminazione che l’uomo fa sulla donna, dall’altra c’è la donna che discrimina sull’altra donna vezzeggiandosi e mettendosi in mostra per evidenziare la sua femminilità e la bellezza, mi viene da pensare e le donne brutte che fanno si sparano? Ai nostri giorni tutti questi soprusi questo assurdo e sinistro, dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più ..devono appartenere solo al passato come storia (di un mondo violento), da raccontare e meditare ..

L'autore ha scritto 23 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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8 commenti

  1. 1
    KATY -

    E’ molto carina questa poesia. Ma pubblicarla qui serve a poco.

    Dovresti sesibilizzare chi pensa che il BURQA serva a qualcosa.

    PErchè non scrivi a loro? Guarda

    http://www.giovanimusulmani.it

    E gli mandi il tuo scritto, loro sapranno commentarlo certamente con piu cognizione di causa.

  2. 2
    Angelo9 -

    Cara Giulia, secondo me hai colto nel segno evidenziando la discriminazione tra uomo e donna e tra donna e donna. Per altro una simile doppia discriminazione avviene anche nella nostra società, con altre forme. Ma personalmente ho il massimo rispetto di tutte le religioni e ritengo che troppo spesso sì sono utilizzate e si strumentalizzano le fedi per scopi ben poco religiosi.
    Ad esempio il Corano non invita di certo al terrorismo. Il burqa credo sia un’ usanza persiana assimilata quando i Persiani conquistarono le zone del Medio Oriente che erano state islamizzate. Il discorso è molto lungo e complesso, percio concordo con Katy; un musulmano che conosca bene la propria fede puo’ darci indicazioni ben più precise. Come al solito, le tue parole sono straordinariamente profonde. Ciao

  3. 3
    Rossella -

    Non sono interessata alla religione. Sono nata per fare soldi. Non mi farò mai mettere in mezzo. Mi sembra una cosa contraria alla mia natura. Io vado in chiesa per esibirmi. Se mi vogliono si devono mettere in ginocchio come ha fatto il papa. Non mi considero una persona qualsiasi. C’entro con la religione in quanto discendo dalla costola dell’uomo. Sono una principessa. Poi ho fede, ma è chiaro che devo fare soldi. Prima i soldi. Questa è la differenza tra noi e l’islam. L’islam almeno si limita a coprire, non a negare la verità. Ma non ci andrei neanche se mi pregassero in ginocchio. Il sentimento antireligioso è radicato nelle mie carni. Questi si vogliono prendere il potere. Io credo nel papa, credo nella chiesa per modo di dire, ma non sono una che si fa mettere con la testa nel sacco. Capito? Ci vedremo per l’estrema unzione. Io non mi considero praticante. Non sono un membro della famiglia reale. In quel caso… perché, guarda, veramente mi sono scocciata. Mi dispiace per il tono… ma prima neanche si parlava di queste cose. Era pacifico che ti facevo l’offerta per il santo e per lo meno mi rispettavi. E che diamine! Ma cosa volete da noi? Ma basta!

  4. 4
    Rossella -

    Il Concilio un dramma, ragazzi miei. Ve lo ricordate Benjamin Button… come si dice? Voi la gente la rovinate. Vergogna! Un bambino fa sempre in tempo a razionalizzare l’età, ma un uomo la testa la perde… vergogna! Guardatevi in giro e ver-go-gna-te-vi. basta. Non ho niente da aggiungere. La misura è colma.

    PS Ormai dobbiamo dire faceva in tempo il bambino a specchiarsi nell’anziano e ad accettare la sua età anagrafica. Adesso manco quello!

  5. 5
    Yog -

    Perfetto Rossye: “Ho – ne – stà, ho – ne stà, ho – yii – sttt, yii – ho -ss, yiiihh – ho!, yiiihh – ho!”.
    La misura è colma, e anche il cesto di biada.

  6. 6
    Angwhy -

    è proprio vero Rossye,chi da bambino non ha razionalizzato l’età! io ricordo che non facevo altro era il mio passatempo preferito.bei ricordi

  7. 7
    Lea -

    Io l’ho sempre saputo che sono le donne brutte a reprimere le altre donne, specie quelle belle, perché non potendo neanche lontanamente gareggiare con loro, cercano di rendere tutte brutte indiscriminatamente o di nasconderle sotto un burqa. Vi do un consiglio: se siete brutte fatte una dieta, fate palestra, curatevi e imparate a vestirvi così diventerete quantomeno decenti e smetterete di rovinare la vita alle belle come arpie.

  8. 8
    Yog -

    Rossella, guarda che ha raggione Lea. Tu magari sei principessa e il Papa si inginocchia di fronte a te, ma scoltammè, vai prima dal medico, poi in palestra, ti sistemi un poco e poi se ne riparla, dai che ce la facciamo.

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