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Blocco emotivo dopo rottura

Lettere scritte dall'autore  Samantha.org

Salve,
Scrivo qui perché vorrei un parere esterno riguardo una situazione molto particolare in cui mi trovo. Sono veramente disorientata e non so come interpretare le mie emozioni.
Parto dal principio: il primo anno di università conosco un ragazzo che fin da subito mi trasmette molta calma e sicurezza. Dopo qualche mese di frequentazione, ci mettiamo insieme e ci facciamo tanta compagnia ma io sento che nel nostro rapporto manca un’intesa profonda fatta di affinità mentale, interessi in comune, senso dell’umorismo simile. Non mi arrendo alla prima difficoltà e cerco di trovare modi per dare un po’ di “brio” al nostro rapporto, molto rassicurante da un lato ma piatto e noioso dall’altro. Ci vogliamo però molto bene e si crea un rapporto fondato sul rispetto, il sostegno e la fiducia reciproca.
Ahimè arriva il primo problema: io conosco un ragazzo che mi da proprio quello che manca nella mia relazione: sane risate, avventura, complicità e sensazione di essere compresa. Non tradisco il mio ragazzo ma decido di lasciarlo, non tanto perché pensassi di avere qualche speranza con quest’altro ragazzo ma per rispetto nei suoi confronti.
Intanto continuo ad uscire con quest’altro ragazzo e lui si dichiara.
Ci mettiamo insieme e i primi due mesi di relazione mi appagano sotto tutti i punti di vista. Ora però lui è partito per lavoro e io mi ritrovo sola nella città in cui studio col mio ex come vicino di casa, che continua a cercarmi e a essere gentile con me come sempre. Vedo che sta soffrendo e un giorno è anche venuto da me in lacrime.
Ahimè, sorge un altro problema: non riesco a vivere serenamente il rapporto con il mio attuale ragazzo a causa del senso di colpa nei confronti del mio ex. In questa città, ogni cosa mi ricorda il mio ex e non riesco a smettere di pensare ai bei momenti passati insieme. Non lo amo, ne sono convinta, ma mi dispiace averlo perso e averlo fatto soffrire così.
Ma quello che mi preoccupa di più è che questa situazione mi ha portato ad interrogarmi anche sulla mia nuova relazione: il mio attuale ragazzo è molto diverso dal mio ex e subito mi piaceva proprio per questo, perché è più il mio tipo. Ma ora invece mi ritrovo a pensare: e se in futuro si rivelasse peggiore del mio ex? Sicuramente l’inizio della storia è molto più promettente ma lo conosco molto meno e ho paura del futuro. Credo di avere la mente offuscata d senso di colpa e dalla rottura, che probabilmente devo ancora elaborate. O almeno spero.
Secondo voi questo significa che c’è qualcosa che non va nella mia nuova relazione? Oppure è normale (quasi) all’inizio di una relazione avere qualche paura?

Scusate il papiro
Grazie mille

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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9 commenti

  1. 1
    white knight -

    Ma nooo… è solo il classico trade-off che c’è tra il porto sicuro e noiso da un lato, e il brio e l’adrenalina del rischio dall’altro.
    Inoltre la tua giovane età non fa che amplificare la sensazione di disorientamento che hai.
    Se vuoi la pillola rossa continua a leggere, altrimenti fermati qui: tutte le relazioni sono basate su quel contrasto di sentimenti che provi tu. Tutti (maschi e femmine) vorremmo la sicurezza di una persona affidabile a fianco ma allo stesso tempo anche (almeno) un’altra persona disponibile per vivaci scappatelle.
    E questo è un desiderio che abbiamo tutti. L’unica differenza sta soltanto tra chi “mette in pratica” e chi invece “si limita a desiderare”.
    Quindi tranquilla, sei perfettamente umana e la tua relazione presenta dinamiche più che comuni.

  2. 2
    Elena -

    Grazie white king.
    Hai proprio ragione.
    L’ideale sarebbe trovare una persona affidabile ma con cui ci si possa anche divertire.
    Il problema è che dato l’insuccesso della mia scorsa relazione, sono piena di paure e ansie per quella nuova e faccio fatica a dare ficucia a questi ragazzo, nonostante mi piaccia davvero tanto: e se non fosse affidabile come dice di essere?
    Vorrei provarci ma ho paura di starci male

  3. 3
    Golem -

    Che strano, la tua storia è identica a quella di un’altra tizia che scrive qui e con i tuoi stessi dubbi, con l’ex vicino e col new entry lontano. Prova a cercarla, perchè ha avuto diversi “autorevoli” quanto ovvi consigli che potrebbero esserti altrettanto inutili. Ma di tutte le ovvietà dette, quella più ovvia non ti è stata ricordata, e cioè che non sai neppure tu cosa vuoi. E sai perchè? Perchè si capisce che ti fai dei film sui soggetti che incontri che poi, conoscendoli, non corrispondono al…sogno. Il primo segnale che dice che si ha a che fare con la sognatrice è quando parla del “mio tipo”, come fai tu. Quella è sempre un’indicazione
    che lavora di fantasie provenienti dall’esterno, e non da esperienze dirette.
    L’incontro col “proprio tipo” lo si ha dopo anni di relazione, quando questa ha attraversato una “vita” di esperienze in comune, che parlano di amore per come sono stare affrontate da entrambi, creando un intesa “unica” e un sentimento “esclusivo”. Su questo forum mi fa ridere un sacco di gente, ma da qui a dire che sono i miei tipi…

  4. 4
    Elena -

    Non sono d’accordo.
    Avere più o meno un’idea delle caratteristiche che cerchiamo in un potenziale partner non è una cosa da sognatrice ma da qualcuno che conosce se stesso e sa quello che vuole. Ovviamente la personalità di ognuno di noi è fatta di mille sfaccettature e tutti abbiamo dei difetti, ma dobbiamo cercare qualcuno che possegga almeno le caratteristiche che secondo noi sono importanti e che quindi ci attraggono.
    Mi dispiace, proprio non capisco come tu possa pensare di capire se una persona è il tuo tipo o no dopo anni di relazione: forse dopo anni di relazione capisci se andate d’accordo, ma come fai a metterti con qualcuno che non sai nemmeno se sia il tuo tipo? Ti metti con le persone senza nemmeno conoscerle? Oppure credi che uno non sia una persona indipendente fuori dallarelazione?
    Se senti i racconti delle coppie felicemente sposate, tutte confermano che quando incontri la persona giusta, sai istintivamente che è lei, senza usare troppa logica.

  5. 5
    rossana -

    Elena,
    su questo sito c’è chi è banale e non fa altro che dare consigli inutili, a utenti di tutte le età, ma in particolare a quelli molto giovani, che li chiedono.

    e c’è chi ha un solo punto di vista, da cui ne derivano due o tre altri, sempre gli stessi, ma di vitale importanza per qualsiasi caso venga esposto.

    vai a leggere sulla lettera che ti è stata consigliata, e decidi con la tua testa, esattamente come hai fatto qui.

  6. 6
    Golem -

    Il fatto è che, come ho detto, avere “un tipo” a cui riferirsi, alla tua età, significa attingere a un retroterra esperienziale pressoché inesistente, se non preso tramite idealizzazioni provenienti dalla cultura delle immagini. In questo senso la sensazione che ti fa dire “è il mio tipo” o “non è il mio tipo” è filtrata da quei parametri immaginifici privi di qualunque conferma concreta. Infatti, quante storie iniziate con “il mio tipo” sono finite perché si é rivelato nel tempo quello di un’altra? Per quello che vale, io non ho mai pensato a un tipo di donna ideale, anche perchè i fattori che possono colpire di una persona sono così tanti che non li si può immaginare tutti. Poi un bel giorno, pur piacendomi eroticamente le more, incontro una biondazza, ci innamoriamo e siamo sposati da oltre 30 anni. È il mio tipo, e io sono il suo? Adesso sì ovviamente se stiamo bene insieme da una vita, ma più che “il mio tipo” è “LEI”, unica nel suo genere, tanto quanto io sarò unico per lei immagino. Ci vogliono anni per sapere se era veramente il nostro tipo.

  7. 7
    Barbara Crusco -

    Cogli l’occasione per guardarti bene dentro, conoscerti, scoprirti, crescere. Le relazioni che intrattieni con gli altri sono riflessi della relazione che hai con te stessa, dubbi e sensi di colpa inclusi. Conosciti, non c’è un modo “giusto” di comportarsi, c’è il “tuo”, quello in cui svanisce ogni dubbio.. ma ci si arriva solo se si è disposti a guardarsi onestamente dentro, a riconoscere bisogni, desideri, e tanto altro..

  8. 8
    rossana -

    Elena,
    sottoscrivo il post 7, a cui non cambierei una sola virgola.

  9. 9
    Golem -

    Io forse i due punti li cambierei.
    Che poi, anche cercare il modo giusto come fa Elena è un modo “suo” di comportarsi.

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