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L’amore romantico è un’illusione nociva

di Leonardo88

Riferimento alla lettera: Cadi, ti fai male, sanguini e poi ti dicono che la ferita guarirà. Aspetti, impari dall'esperienza e vedi che avevano ragione. La stessa cosa vale per le ferite sentimentali, anche se hanno modalità molto differenti. Chiaro come un lago senza fango. Poche considerazioni verbali per esprimere una verità universale, che...
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Data di pubblicazione: 16 Settembre 2011.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Riflessioni

39 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    Leonardo88 -

    Di fatto non serve.
    Comunque non è il dibattito a provocarmi sofferenza eh! Ci mancherebbe. =)
    Però diciamo che non mi distrae parlare più del “dovuto” di dinamiche amorose.
    Comunque sia ora come ora l’ultima cosa che vorrei fare è isolarmi.
    Se c’è una cosa certa che ho capito è che per quanto possa essere difficile la convivenza con l’altro, rimane pur sempre fondamentale il contatto umano.
    E’ da questo contatto espressivo-comunicativo-emotivo che si è potuta sviluppare quella che è la nostra vita.
    L’eremità rinuncia così non alla socialità, ma all’umanità. In pratica rinuncia alla sua essenza.
    Però Marquito non sono tanto d’accordo quando dici che le persone non possono cambiare il proprio carattere in corsa. In fin dei conti il carattere si plasma sull’esperienza. Sicuramente ci sono delle tendenze che ognuno si porta con sè per tutta la vita. Ma se uno ha l’esigenza di cambiare, con tanta e tanta fatica e determinazione, e soprattutto convinzione, ci riesce in parte. Però poi si va nello specifico, generalizzare sarebbe un errore.
    Diciamo che per quanto mi riguarda, la riflessione rigorosa mi sta aprendo molto. E anche se ti allontana effettivamente dal vivere, ti aiuta anche a capire in che direzione muoverti e come. Ti aiuta in oltre a fare chiarezza su chi sei e chi siamo. A volte i nostri comportamenti sono sorretti da elementi che, agendo in incognito, dirigono le nostre azioni ed emozioni. A volte (anche qui è difficile generalizzare) l’individuare questi elementi latenti può aiutare a comprenderli, ed eventualmente, con costanza, a rielaborarli. E’ però faticoso mettere in dubbio fino in fondo se stessi, se non altro perchè nel momento in cui lo fai sei vulnerabile, sei esposto. E in un mondo che va veloce è sempre più difficile farlo. Ci vuole pazienza per certe cose. Noi siamo la società del tutto e subito.
    Ecco…alla fine mi frego da solo e ricomincio a criticare..

  • 27
    Marquito -

    @ Leonardo:
    Ciao. Mi fa piacere che parlare con noi non ti abbia procurato altro stress. Diciamo che sul carattere (entro certi limiti) è ancora possibile lavorare, mentre il temperamento non si modifica mai perché è strettamente connesso alla nostra costituzione psicofisica. E’ anche vero che il temperamento rappresenta l’humus di fondo del carattere e che le persone “romantiche”, nella grande maggioranza dei casi, hanno un temperamento piuttosto emotivo e passionale … il che non toglie che possano essere dei formidabili ragionatori :-))
    La persona che ti ha fatto soffrire pareva romaticissima .. ecco; questa è una di quelle cose che si imparano con l’esperienza. Molto spesso, nell’approccio fra uomo e donna, l’apparenza può trarre completamente in inganno. Ci sono donne che a prima vista sembrano dure e aggressive e che poi, quando le conosci meglio, rivelano una dolcezza infinita e un ricchezza interiore sconvolgente. Avrei tante altre cose di cui parlare, ma non voglio correre il rischio di annoiarti. Resta sempre fedele ai tuoi sogni !

  • 28
    rossana -

    Anonimo,
    nemmeno io ho intenzione di mettere in dubbio le certezze che ti sono utili per meglio affrontare l’esistenza.

    concordo anche, parzialmente, su questa tua affermazione: “Le persone che credono a questo ideale vivono inseguendo dei fantasmi, e saranno sempre perennemente insoddisfatte, perchè è un ideale irraggiungibile.”

    a me è sempre piaciuto inseguire sogni e ideali, tenendo tuttavia ben presente che diventando adulti e maturi non si deve più credere ciecamente al “vissero felici e contenti” di questa favola-mito dell’amore. fra l’altro, di solito la conclusione positiva di questo tipo di favole si colloca proprio al termine delle grandi emozioni, esattamente nel momento in cui ha inizio la vita vera, che perfetta non è mai, in nessuno dei suoi aspetti. anche in amore non si può non fare i conti razionalmente sia con la realtà che gli esseri umani che ci circondano.

    come Leonardo, sento di essere viva soltanto quando amo e sono riamata. percepisco una crescita e un’espansione soltanto quando vivo un confronto serrato con il prossimo. alla soglia della vecchiaia, sono lietissima di aver vissuto così, pagandone tutti i prezzi. mi sento ricca d’umanità, appunto, una ricchezza che mai avrei potuto accumulare se non avessi amato, sia pure con i miei limiti e con i limiti delle persone con cui ho condiviso lunghi tratti di cammino.

    si tratta di aspirare alla luna ma di sapersi accontentare anche del lampione all’angolo della strada. entrambi rischiarano il buio, anche se in dimensioni diverse. inoltre, credo che in questo tipo di passione esista, in modo difficile da spiegare razionalmente, un interscambio di dare-avere quasi sempre molto vicino alla perfezione. i simili si attraggono e si compensano, nel bene e nel male, ed è difficile, sempre, per tutti, raggiungere la piena maturità, la sola che può dare una qualche forma di garanzia di coppia per il futuro.

  • 29
    LUNA -

    Leonardo, anch’io penso che tu abbia tutto il diritto di lasciare un dibattito, che pure hai aperto tu, quando non hai più voglia di continuare 🙂 quindi non voglio rompere le scatole. Anche perché penso che ciascuno di noi cerca di fare ciò che gli serve in quel momento e serve alle sue considerazioni, anche a difendersi che sia dall’ambiente (se percepito come una minaccia) o da un dolore, o semplicemente a rielaborare un certo vissuto o esperienza mentre sta ricostruendo un nuovo equilibrio.
    Ti dico considerazioni mie su me e poi me ne vado 🙂
    io non so esattamente cosa gli altri intendano per amore romantico, ma per me certe emozioni non sono soltanto qualcosa che cerchiamo negli altri ma ovviamente anche un nostro modo di essere e sentirci.
    è una gioia nostra che siamo in grado di provare. In fondo la mia gioiosa passionalità è la cosa che sino da quando ero bambina mi ha fatto fare le mie cose in un certo modo, che fosse inventarmi un gioco diverso se pure c’erano le regole scritte sulla scatola, appassionarmi ad imparare delle cose nuove, avere un certo tipo di socialità con la gente, ascoltare il mio istinto nel fare una scelta piuttosto di un’altra e portare avanti delle mie scelte “originali”, diciamo così, fino in fondo, a modo mio, e non sbagliare, e anche ridere, e essere più ironica che sarcastica, più leale che cinica… insomma è un mio modo di essere più esteso. ciò non significa che io non sia piena di difetti e cose da migliorare, ovviamente, che non abbia fatto anche i miei ruzzoloni, che sia sempre andata d’accordo con tutti, che non abbia pianto e che non abbia anche una parte introversa e un carattere drek… ma in sintesi quello che voglio dire è che quando ad un certo punto sono stata male e anche senza accorgermi ho chiuso la mia parte “romantica”, chiamiamola così, non è cambiato solo il mio modo di guardare i sentimenti e le relazioni d’amore, ma ho finito con il sentire appannato e differentesofferente tutto il mio modo di essere, in senso più esteso. E, per quanto io avessi bisogno di chiudermi, per quanto io avessi bisogno di essere anche pessimista, per quanto avessi delle ottime ragioni per buttare acqua sul fuoco della mia passionalità interiore… beh, posso dirti che ho sentito la MIA mancanza. Ho sentito nostalgia non solo di un amore che purtroppo era finito e si era rivelato un dramma invece che una gioia, ma ho sentito una fortissima nostalgia di me. Perché sentivo che IO avevo perso la mia tavolozza di colori, e la capacità di vedere sfumature, la mia capacità di appassionarmi in genere… la razionalità, ok… in fondo sono sempre stata razionale anche quando mettevo passione in un progetto, i due… emisferi lavoravano insieme, comunque, per portarlo a termine. Anche gli artisti usano entrambe le parti, creativa e razionale, per portare a termine le cose. Il punto è però che senza la miccia della passione non fai niente. Almeno io funziono così, non voglio dire che debba essere così anche per altri

  • 30
    LUNA -

    Non a caso, nel periodo più buio, quello in cui non sapevo se mi sarei “riportata a casa” e come, e soprattutto mi domandavo, forse come te, chi volevo diventare, per difendermi meglio, oltre che perché il dolore e la delusione (anche di alcuni tra i miei più costanti ideali) mi aveva cambiata e credevo inesorabilmente… beh, non a caso in realtà ho comunque mantenuto, istintivamente più che inconsciamente, dei canali di espressione che in realtà non differivano molto (anche se si cresce, certo, attraverso le esperienze e anche solo per il passare degli anni e per un bagaglio culturale maggiore e di riferimenti vari rispetto alla seconda elementare) dal mio modo di guardare il mondo da quando ero bambina… uno di questi canali, credo, sia stato il forum.
    Insomma, siamo fatti di molte parti, e, parlo per me, io ho bisogno di tutte le mie parti. capisco più che mai, quando torno ad appassionarmi alla vita, quando torno a innamorarmi delle cose che sto facendo, perché l’idea di non amare più, in senso esteso, o con il freno a mano tirato, da un lato mi difendeva, dall’altro mi faceva stare male e provare una terribile nostalgia di chi ero stata quando ero… me.
    Avendo provato diversi dolori in un tempo breve e avendo provato anche emozioni di tenerezza fortissima per il fatto che una persona vicina sia molto ammalata è naturale, forse, che il mio universo emotivo sia piuttosto sconvolto, tra punte di difesa tipo fort knox (non so come si scrive, pardon) e ipersensibilità estreme tipo coccolino concentrato vedendo due vecchietti che si tengono per mano. Per molto tempo questa… dualità mi ha portato a stare in eremo, e a portare fuori molto di più la mia parte più introversa. anche a pensare cose che non avevo mai pensato sulla vita, anche a soffrire nel pensarle.
    e anche a tirare fuori il mio lato più emotivamente autosufficiente. Ora io forse sono in una fase delle vita in cui, dopo essermi fatta 349090909 domande sulla mia Storia d’amore, e quindi ovviamente sulle relazioni sentimentali in genere, sull’Amore in genere, dopo essermi detta un sacco di cose su cosa l’amore non è stato e non è, mentre rielaboro la fine del mio grande amore, non pensare all’amore e alle relazioni mi fa stare molto più serena. Però forse riesco anche a vedere (oltre alle cose che ho imparato sulla dinamica precisa della mia relazione, che è stata molto pesante per me) che in fondo quella che ha amato con gioia, quando ho potuto amare con gioia, ero io, come da quando ero alta un metro. e che probabilmente se un giorno tornerò ad amare qualcuno davvero sarò contenta di essere me e di non essere diventata un’altra. anche se ovviamente il bagaglio di esperienza mi servirà. io almeno spero che sia così.e sennò ci penserò al momento. ma diciamo che tornare ad essere me, intanto nel resto, non mi dispiace affatto. step by step. scusa lungaggine, ciao 🙂 fai quello che ti senti, ma che sia ciò che ti fa stare bene con te stesso, prima di tutto, no? 🙂 step by step

  • 31
    Leonardo88 -

    Rossana.
    Si tratta di aspirare alla luna, anche se poi ci si deve accontentare del lampione.
    Questo è l’Uomo.
    Aggiungerei però che non si deve mai accontentare. Salendo sul lampione sarà un po’ più vicino alla luna.
    La nostra stessa coscienza è da principio una coscienza creatrice. C’è una certa intenzione, una certa tendenza a trascendere le “cose”. In fin dei conti la vita viene riempita dai sogni. A volte però i sogni possono crollare. La soluzione è di andare avanti e riscostruirne di altri nascondendo le macerie, senza tuttavia dimenticarle.
    Siamo noi che indirizziamo i nostri sogni, però a volte siamo fuorviati da una certa passività che ci blocca, che ci fa credere che non è bene costruirsi dei sogni. E’ un’illusione d’immanenza, che dipende dalla nostra esperienza. E a volte è un’ illusione troppo grande.
    Uno spirito che riesce a vitalizzare la propria vena creativa è uno spirito che può conoscere per più tempo l’ebbrezza del vivere. E’ uno spirito forte che non si lascerà violentare dall’esperienza.
    Questa illusione d’immanenza ci porta a credere che la sola realtà accettabile sia quella delle mere cose, quella inconfutabile.
    Però le nostre emozioni si basano su un’altra tipologia di realtà. In quest’altra realtà non esiste la spazialità. Lì non vigono le medesime regole. Lo stesso amore pone le sue radici in quest’altro mondo.
    Da ragazzino mi sono sempre chiesto come durante l’innamoramento ci si potesse sentire così bene.. Non capivo come si potesse provare un sentimento così immenso per una persona che non si conosce. L’innamoramento è un sogno, una fantasia, una idealizzazione.
    Ma non sono più propenso a chiamarlo illusione. L’illusione si riferisce a qualcosa che in realtà non è quel che vuole essere. Ma quando si è innamorati non si crede che quella persona sia così o cosà. Si sa che è tutto ancora da conoscere. Eppure le nostre emozioni sono così intense, così VERE.
    Quindi, il sognare, il fantasticare, l’immaginare…è questa la realtà della vita emotiva. Tuttavia prende pur sempre le mosse dalla realtà. In realtà sono due cose cooriginarie.

  • 32
    Leonardo88 -

    Luna
    Mi piace quando dici che ti manchi. Non è facile rimanere impassibili all’esperienze, specie a quelle negative. Queste sono infatti quelle che più ci plasmano.. Quando stiamo bene non mettiamo in dubbio noi stessi. E’ quando si soffre che cerchiamo un modo per placare il dolore. E a volte (come anche in parte sta succedendo a me) si cade nell’errore di voler stravolgere il proprio sistema di credenze. Tuttavia a volte è necessaria una auto-analisi per migliorarsi. Il difficile è l’avere bene in mente l’ancoraggio di questo miglioramento..
    Step by step =)

  • 33
    LUNA -

    Leonardo: ciao… scusa, ti rispondo, non sei obbligato a continuare questo dialogo, ma tiri fuori spunti a mio avviso interessanti di riflessione. Sai, non sono del tutto d’accordo con il fatto che sono le esperienze negative quelle che più ci plasmano. E’ vero che quando stiamo male ci facciamo più dubbi (a meno di non soffrire della paura del benessere e dello stato di gioia… perché in quel caso, e diverse persone non ne sono immuni, almeno in certe fasi particolari della vita, ci si fa dei dubbi anche quando si sta bene… sto veramente bene? è vero questo bene? e se il bene finisse? mi merito questo bene? ecc ecc… c’è il sole, ma se poi inizia a piovere? esistono molti modi, conosciuti dagli esseri umani, anche per autoboicottare le proprie sensazioni di serenità, pace, per non sentirle sino in fondo…), ma non è che sempre i dubbi ci insegnano qualcosa o ci aiutano a crescere. Anche perché a volte, dei dubbi che ci facciamo, sono figli dell’ansia, del malessere, di un trauma, del nostro bisogno di rielaborare dei dati e non semplici constatazioni di realtà estesa o illuminazioni… (concetto complesso, forse, che non riesco a spiegare).
    dicevo, non credo che siano le esperienze negative quelle che più ci plasmano. In vita mia ho vissuto cose veramente belle, e anche quelle cose mi hanno fatto crescere e su di me mi hanno insegnato. Tanto che quelle cose, le sensazioni che mi hanno dato, le cose che mi hanno insegnato anche su di me, sono un serbatoio dal quale comunque ho attinto e attingo anche nelle difficoltà. Le cose positive in cui credo non nascono solo da desideri, illusioni destinate a cadere nell’incontro con la realtà, con un mio romanticismo dell’anima o da degli ideali, ma anche da esperienze positive e soddisfacenti molto concrete. Dall’essere riuscita a costruire situazioni positive con persone affini, e dall’aver capito perché mi erano più affini di altre. Vero è che anche le esperienze negative mi hanno insegnato. Mi hanno insegnato a confrontarmi con la frustrazione, con la delusione, e a dover conoscere anche esperienze che non avrei voluto conoscere.
    Per esempio lavorare per un periodo in un posto dove regnavano diverse dinamiche negative mi ha oltre che causato disagio fatto conoscere anche quelle dinamiche negative, cioè mi ha dato la possibilità di riconoscerle, anche in seguito, e di metterle… in archivio.
    Ciò non significa però che mi abbiano fatto entrare in quel coro di dinamiche, che non sentivo affine. Semmai a riconoscere, anche in quel pantano, le persone che potevo stimare (la cui amicizia conservo ancora), e quelle da tenere a distanza e come. Quindi quella è stata un’esperienza sia dal punto di vista negativo che positivo che mi sono portata… a casa. Di quegli anni ricordo molte mie emozioni positive, comunque. Molte cose utili e positive che ho imparato. Non a caso, quando ho pensato che avevo concluso il mio percorso lì (quello che mi era affine) me ne sono andata.

  • 34
    LUNA -

    Il dolore è una sensazione terribile, che sconvolge. La frustrazione emotiva, sentimentale, che qualcuno ci abbandoni, rinneghi, che una persona a noi molto vicina, di cui ci siamo fidati, si riveli diversa, perché è cambiata, o perché non la conoscevamo a sufficienza, o anche solo perché non sa gestire adeguatamente i (anche suoi) conflitti e quindi non riesce a contemplare le soluzioni più armoniche (anche di distacco) e scatena guerre o un clima di frustrazione che avvertiamo come incomprensibile… beh, sono terremoti. E’ chiaro che attraversando i terremoti ho imparato delle cose. Ti posso dire, per quanto io dica, e sinceramente, che a quel punto è meglio trarre insegnamento dall’esperienza – e non semplice implosione o resa – che ne avrei fatto volentieri a meno. E mi sarei tenuta volentieri piuttosto le importanti lezioni che comunque nascono anche dalle situazioni di benessere, empatia condivisa, solidarietà, dal fatto di vedere che con una nostra piccola azione positiva non possiamo cambiare il mondo, ma qualcosa si muove, e che qualcuno, idem, può arricchire e muovere il nostro mondo). Mi è capitato di sdrammatizzare dicendo: ok, ma non è che le cose che ho imparato dall’esperienza negativa potevano arrivarmi semplicemente come informazioni via fax? senza tutto questo casino, la sofferenza “pratica”?

  • 35
    LUNA -

    Non tutti al mondo sono brave persone, e anche le brave persone possono sbagliare, perché ciascuno conosce le sue ragioni. Alcune persone possono farci molto male, è indubbio, per ragioni che forse non saremo in grado di capire mai. E in modi che possono stupirci e toglierci il fiato, come un pugno nello stomaco. Anche noi possiamo farci fare male dalle persone, impreparati a cogliere delle variabili che prima non avevamo avuto bisogno di considerare.
    Però se abbiamo una certa visione della vita, e quella visione non ancorata solo all’ideale ma anche ad una progettualità concreta, ad un certo modo di intessere relazioni positive, e se siamo capaci di provare emozioni buone, ove sia il caso, non di inventarcele per mettere lo zucchero in una minestra rancida, allora penso valga la pena di non castrare noi stessi in ciò che consideriamo il nostro lato più aperto e solare e creativo. Perché forse è castrandolo che la nostra sensibilità diventa veramente un lato debole. BOH 🙂 ciaoooo 🙂

  • 36
    Leonardo88 -

    Luna
    Beh sono stato sbrigativo e poco attento alle parole forse. Le esperienze negative, il dolore, è un qualcosa che per forza di cose ti porta a cambiare o te stesso o la situazione, nel minor tempo possibile. Qualcosa però devi fare per ritornare ad un certo benessere. Poi in senso lato è impossibile capire cosa più ci cambia e ci plasmi. A volte sono piccole cose, piccoli spunti, altre un grande evento, altre un trauma. Pertanto mi sono espresso male io. Il fatto che quando stai bene sei comunque portato ad andare oltre il tuo benessere, cercandolo di nuovo o temendo di perderlo, è lo stesso per il quale l’uomo è capace di autosuperarsi.
    L’Uomo è l’essere che trascende sè stesso,
    Lo stesso fatto che si possa parlare di storia culturale ne è una dimostrazione. La soglia della necessità l’uomo l’ha superata da parecchio tempo. Eppure non mi sembra che si stia fermando.
    E’ così, c’è solo da accettarlo e da capire come sfruttare questa pecularietà a nostro favore, o a favore di chi ci sta intorno.

  • 37
    rossana -

    forse per l’uomo e la donna comuni l’amore sembra essere la possibilità più probabile di riuscire a trascendere se stessi.

    che sia per questo che il mito stenta a morire?

  • 38
    Leonardo88 -

    Si Rossana,
    l’amore, o meglio l’innamoramento è uno stato di estasi (che letteralmente vuol dire uscire da te stesso)
    Non è un caso che quando l’innamoramento svanisce, e quando l’amore “vero” dovrebbe affacciarsi al rapporto, nascono i problemi.
    Se però si riesce a trasformare questa tendenza in un entusiasmo nel voler costruire un’ambiziosa vita insieme, anche quello potrebbe rappresentare uno stato estatico..

    E’ quello a cui anelo io =)

  • 39
    rossana -

    Leonardo,
    credo che quello a cui aneli sia comune alla gran parte delle persone mature, che già hanno avuto modo di avere l’esperienza necessaria per orientare il loro futuro adulto.

    secondo me, in un innamoramento profondo dovrebbero esserci i presupposti per il desiderio di costruirsi una vita insieme. la difficoltà successiva è far quadrare il puzzle di slancio, limitazioni e supporto, insiti nella vita di coppia, con regole pienamente condivise, atte a dare forma alla quotidianità.

    il quarto ostacolo, che sembra il più banale ma è spesso quello su cui casca l’asino, è restare concentrati sulla persona che si è scelta e coltivarne la presenza nella propria vita con la stessa intensità dei primi tempi di frequentazione.

    sempre tenendo presente che non tutti hanno tendenze monogame e caratteri fermi…

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