Amore platonico
Riferimento alla lettera:
Non so da dove cominciare. Proverò ad essere breve. Sono fidanzata da 8 anni; una storia con i suoi alti ed i suoi bassi, litigi, crisi ma che siamo sempre riusciti a rimettere su, con la voglia di esserci l'un per l'altro. Siamo molto diversi come approccio alla vita e...
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Data di pubblicazione: 22 Febbraio 2015
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Categorie: - Amore
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Ciao, Leo.
Molto profonda la tua disamina.
Ho bisogno di leggerla ancora ed ancora.
Sì, hai ragione. Io sono tremendamente in conflitto.
Non so che dire. Non so più che direzione prendere.
Io so solo che ho amato tantissimo e che lui si è portato via per sempre una parte di me.
Forse dovrei solo smetterla di vivere l’amore in modo così romantico e romanzato.
Tu parli di bisogno. Ne parli così in modo generico o intravedi in me un bisogno disperato dell’altro?
Anni fa, poco dopo il suo trasferimento, lui smise di desiderarmi fisicamente. Preso dalla sua nuova vita all’estero io ero diventata quasi invisibile. Gli chiesi disperata di lasciarmi perché non potevo vivere così; non era giusto. Lui non volle farlo e la sua motivazione fu che l’idea che io potessi stare tra le braccia di qualcun’altro lo faceva soffrire.
Io l’ho aspettato. Tu ci vedi bisogno da parte mia in tutto ciò?
Per tanto tempo mi sono colpevolizzata per il fatto di essere legata a lui in questo senso. Io non riuscivo a non chiamarlo amore, tutto ciò.
DeaBastet,
– “Oggi io non ho paura di perdere nessuno perché ho me stessa.” – questo è un ottimo punto d’arrivo, soprattutto per una donna, e una donna come te, che ha sacrificato una parte di sé non tanto per l’altro quanto per l’amore che nutriva per un uomo (non per un altro), e di cui, forse, aveva in quel momento bisogno per la sua crescita e per il suo equilibrio interiori. spesso si sceglie relativamente, soggiacendo a impellenti necessità emotive che non sono soltanto chimica e ormoni.
– “non apprezzarsi per ciò che si è stati.” – non siamo burattini di legno come Pinocchio: ogni attimo della nostra vita è stato importante, sia nel bene che (forse persino di più) nel male. sono parti di noi che non andrebbero mai respinte del tutto. criticate sì, ma benevolmente. se non siamo noi per primi a considerarci con indulgenza, conoscendo tutto o quasi dei nostri sogni e dei vissuti che li hanno alimentati, chi mai potrà farlo? facile amare e amarsi quando si è avvolti dal successo sociale o anche soltanto dalla gratificazione personale! bisognerebbe saperlo fare anche meglio e di più quando più c’è bisogno d’amore e di comprensione per se stessi, innanzitutto.
forse mi ripeto ma, secondo me, ti trovi in un momento di svolta. ti stai riassestando sul presente, con uno sguardo al passato, nel timore di guardare troppo oltre nel futuro. datti tempo e attendi con pazienza una risposta dal tuo io più profondo. a tempo debito verrà, e potrai continuare il cammino che ti sarà tracciato serenamente, pur pagando anche in questo contesto i prezzi richiesti dalla tua scelta, qualsiasi essa sia. sei una donna forte, ora, padrona di se stessa!
“Forse dovrei solo smetterla di vivere l’amore in modo così romantico e romanzato.”
Infatti non si vive l’amore in quel modo, ma solo l’idea che ognuno di noi ha, o vorrebbe avere, dell’amore. In realtà quest’ultimo è qualcosa di diverso che l’illusione dell’innamoramento ci instilla facendoci provare sensazioni che sono più oniriche che reali. L’amore è un “lavoro”, un azione protratta che parte da un progetto e supera tutte le difficoltà che ogni “creazione” comporta. L’innamoramento no, non deve superare niente, ma solo assecondare l’attrazione. Ma questa è principalmente sessuale, e segue indicazioni che hanno a che fare con l’istinto, non con la ragione. Persino il termine amore dichiara “l’azione” che non esiste nell’innamoramento : “A mors”, cioè negazione della morte, quindi la vita. E la vita perchè esista ha bisogno di azioni e progetti. Allevare un bambino, costruire una casa, curare una persona. Che può essere un genitore malato, un amico in difficoltà come pure il proprio partner. Ma tutto questo richiede una scelta che travalichi l’istinto, perchè questo ci indica che quell’uomo o quella donna ci piace e ci attrae, ma non sappiamo il perchè, e la Natura per riprodurre la specie usa questi messaggi, che vengono ripagati col “piacere” che quella persona ci ritorna attraverso la sua presenza e frequentazione. In fondo c’è un egoismo, seppure virtuoso, di fondo se ci pensi bene. L’amore esiste quando si “dà” all’interno di un progetto, che con un bambino per esempio ha il ritorno di vederlo crescere sano e felice, una casa quando la puoi abitare o far abitare e con il partner di vederlo “crescere” mentre lui fa lo stesso per te. Chi pensa di amare non essendo ricambiato NON sta amando, sta elemosinando. L’amore non deve essere sofferenza nè sacrificio inutile. Adattarsi contraddicendo la propria sensibilità e dignità significa NON rispettarsi, sperando che lo faccia l’altro. Ma questo non è possibile. Siamo noi, che amandoci per primi, non accettiamo i compromessi di un rapporto non equilibrato o che ci costringe ad adattarci. Non funziona così. E funzionerà peggio quando quell’attrazione sessuale si affievolirà.
Sarà in quel momento che emergeranno le affinità caratteriali, che saranno le sole a mantenere in piedi una storia. Questo è uno degli aspetti che mancano nelle infinite coppie che si “amavano” pazzamente e poi si scoprono sconosciuti gli uni agli altri. Perchè hanno confuso l’amore con l’innamoramento. La realtà con la fantasia.
Ciao
Ciao Deabastet ..tu poni questa domanda a me ,come se io potessi darti una risposta dal mio punto di vista .Ma in realtà ti sto dando molto di più. Io non posso parlare di quello che vedo ,perché ciò che vedo è una piccola espressione di te e non è abbastanza per darti un parere affidabile. Ma anche se vivessi insieme a te ,non sarebbe comunque decisivo ,magari andrebbe ascoltato come parere di chi fa parte della tua vita ,ma non potrebbe rispondere alla tua domanda. L’unica persona che può farlo sei tu .Per questo ciò che vuoi è una risposta, ma ciò di cui realmente avevi bisogno era della domanda. E se nessuno fuori da te ti può rispondere, le risposte solo tu hai le risorse per trovare o costruirle ..tu vedi nel tuo vivere quotidiano questo rapporto di bisogno ?? Il fatto che tu ti faccia questa domanda ,ti apre una porta per un percorso di consapevolezza maggiore .Marx parlava di conflitti tra le forze di produzione, Freud di conflitti interni alle persone, Darwin di conflitti tra le specie .Quindi se hai conflitti é solo perché sei viva ,e sei in evoluzione. I conflitti causano crisi ed Einstein ha già chiarito come la crisi sia una grande possibilità per migliorare. Nei tuoi conflitti/crisi ,sorgono problemi ,problemi chiedono soluzioni , cercarle e trovarle ti rende più preparata e più consapevole di chi sei ..
Non posso fare altro che ringraziarvi.
Grazie per le vostre parole d’ incoraggiamento e grazie per la possibilità che mi date di aprire più scenari di analisi.
Che dire…devo attendere, aspettare e continuare a lavorare su me e sulla mia relazione.
Un saluto.
DeaBastet,
per me amare è dare senza attendersi niente in cambio, come già hai fatto.
tutta la razionalità umana possibile da ammassare sulla terra non riuscirà mai a frenare gli istinti, sia fisici, al maschile, che emotivi, al femminile (a maggior ragione quando in uno stesso sentimento sussistono entrambi). lì da sempre sgorga spontanea la fonte della vita e… dell’amore, che molto raramente è incline a sottomettersi a regole o a contratti…
un abbraccio.
Golem quanto hai ragione!! Ma questo è tutto funzionale al mercato.Ormai i valori vengono indicati dai link di facebook e dai film .Oltre a questo , dev’essere trasmesso che l’amore è un qualcosa che possono vivere tutti e che non richieda alcuna capacità fuori dal comune .Crescendo con i cartoni della Disney e le fiabe , più le innumerevoli serie tv e film che hanno come fulcro centrale le relazioni passionali e col nnarcisismo di chi non vuole declassare ciò sta vivendo a mero gioco di ormoni ,predisposto dalla natura per favorire l’accoppiamento di due individui, cresciamo con l’idea che l’amore sia il “quanto ” si sente e non il “come ” si agisce.
Ma per amare bisogna essere grandi .Non parlo di età, parlo di animo.La capacità fuori dal comune di cui parlavo è proprio l’impegno , la determinazione, la volontà (non voglia) ,che solo chi è grande può avere.
Proprio a livello etimologico abbiamo considerato l’amore (a mors -senza morte, eterno, senza fine ) , passione (greco pathos : subire , soffrire ) .Altre parole derivate dalla stessa sono : simpatia (condividere ciò che patiamo) ,antipatia (il contrario ) , empatia (connettersi al pathos ) ,ma soprattutto patologia (il discorso sulla sofferenza ) .Passione é un qualcosa che si asseconda senza meriti .Al contrario dell’amore (senza fine, senza morte ) , la passione ha una sua durata specifica (circa 7 anni : crisi del settimo anno) e in più la persona altro non è che un corpo morto che prova pulsioni ..In più per la passione si parla di “avere un debole per qualcuno ” .L’amore non è una debolezza ,esso invece ci fa tirare fuori più di ciò abbiamo ..
Leo, chi non ha potuto fare il percorso che parte dagli istinti e arriva alla ragione non potrà mai comprendere la differenza tra quello sembra e quello che “È” l’amore.
Non si può biasimare chi non ha potuto provarlo, fermandosi alla pur piacevole sensazione emotiva dell’attrazione e del desiderio che rende tutto rosa e l’animo leggero, come una dolce droga.
La valutazione di un sentimento “accudito” dalla volontà e dalla ragione verrà sempre considerato semplicisticamente un calcolo da chi non ha vissuto questa esperienza, mentre invece è esattamente il contrario. La consapevolezza e’ un’emanazione dell’intelligenza, ma questa in termini sentimentali non significa “interesse” egoistico, anzi. In questo senso lo è molto di più la passione incosciente, che persegue la propria soddisfazione attraverso l’altro, esattamente come hai spiegato tu con l’esempio del “drogato”. Ma ripeto, se si è provato solo quello non si può sapere che c’è molto altro.
L’innamoramento può capitare a tutti, l’amore no. L’amore è volontà, è coscienza, è impegno, che parte dal rispetto di sé per offrirlo all’altro. Cioè il massimo del dono che si può fare a chi si ama. C’è una differenza sostanziale con l’ebbrezza dei sensi che ti fa accettare anche di NON essere amato pur di godere, quando capita, di quei piaceri sensuali che ti elemosina l’altro.
Questo senso del sacrificio, dell’immolarsi sull’altare della passione, e del “prezzo” da pagare per avere la “gioia”, è un retaggio culturale che è scolpito dentro molti di noi, che ci arriva dalla sottocultura di stampo cattolico, dove la figura della Vergine è un paradigma assoluto della femminilità idealizzata. Questa “morale” ci permea nostro malgrado, e alla quale ci rifacciamo inconsapevolmente, come un computer che segue un programma. In particolare il sesso femminile, che in quel senso è sempre stato osteggiato nella manifestazione della propria naturale sessualità, e che nei secoli ha dovuto imparare a metaforizzare il desiderio sessuale come amore per renderlo accettabile alla società nella quale viveva. Cosa questa che crea continui equivoci e fallimenti nelle relazioni, i cui risultati si leggono su queste pagine, come nel caso della protagonista di questo thread.
Ma ripeto, se non si analizzano i nostri comportamenti alla luce di determinati indicatori culturali, non si capirà mai perché accadano determinate cose.
Ciao
Rossana, “amare è dare senza attendersi niente in cambio” – credo anch’io che questa sia la forma più alta d’amore: l’amore incondizionato. Ma il mio era davvero così? Io volevo qualcosa in cambio e soffrivo per questo! Volevo che fosse più presente, volevo che condividesse con me certe scelte, che fosse meno egoista, volevo essere un suo desiderio.
Leo, Golem, l’amore è vita, è propensione verso l’altro, verso il suo mondo, è il desiderio di farne parte ed insieme costruirne uno proprio.
Se penso all’altro ragazzo, ecco che viene fuori tutta questa energia creativa. A lui penso proprio come energia che muove le cose. Non lo penso dal punto di vista sessuale, anzi! La componente sessuale è proprio ciò che ha rovinato quella che sarebbe potuta essere una bellissima amicizia. Lui non voleva un’amica, io forse sì e proprio in virtù del fatto che ho già una storia che oltretutto richiede molta cura visto l’equilibrio a volte precario della vita e le fragilità di ciascuno di noi.
Con lui era tutto uno scavare e scavarsi dentro e questo ci ha portato a conoscerci nel profondo (e credo che sia successo perché riparati dallo schermo di un pc).
Quest’energia verso l’altro ed il proprio mondo, è qualcosa che io ho sentito anche per il mio compagno all’inizio della nostra storia. Non era soltanto pura energia sessuale, era desiderio di costruire, di fare, di creare insieme e per questo ci vuole molta fantasia e molto coraggio cosa che a lui mancava ed io l’ho sostenuto anche in questo, anche quando lui era insicuro dei suoi sentimenti.
Ora la questione ruota proprio intorno a quell’ energia creatrice. Perché ad un certo punto viene rivolta altrove? Perché è così e basta? Perché non si ama più chi ci sta accanto? Perché semplicemente l’altro risveglia quella fantasia e quell’immaginazione ormai sopite?
Si parla di figli, matrimonio, casa. Altro tasto delicato. Il mio compagno è molto preso dalla sua carriera lavorativa. Vive in una…
Vive in una metropoli – ed io ho realizzato di non poter sostenere certi ritmi, nè mi piace più un certo stile di vita.
Non abbiamo mai voluto sposarci se non civilmente ma abbiamo sempre concordato che non sia necessario. i figli: siamo sempre stati superficiali nel trattare l’argomento perché io non sono pronta.
E allora semplicemente non siamo compatibili? E allora dobbiamo lasciarci solo perché o lo seguo io visto che lui lavora o sono immatura e capricciosa?
E lui per me cosa ha fatto? Certo, se non chiedi mai ricevi.
“Io volevo qualcosa in cambio e soffrivo per questo! Volevo che fosse più presente, volevo che condividesse con me certe scelte, che fosse meno egoista, volevo essere un suo desiderio”.
Cara DeaBastet, hai scritto TUTTO in questa frase che ti ho riportato. Desiderare di essere ricambiati è il minimo che si possa desiderare in un rapporto nel quale uno dei due dà più dell’altro.
E’ bello parlare romanticamente di dare senza aspettarsi niente, ma quando impegni tutta te stessa non basta sapere di essere in buona fede se dall’altra parte non c’è la risposta che ci si aspetta. E infatti tu te ne lamenti.
Se hai letto il mio post indirizzato a Leo, potrai capire cosa io intenda per amore, e come questo non possa manifestarsi se non vi è una equilibrata compartecipazione dei due protagonisti. L’affetto e l’attrazione per l’altro spingono spesso uno dei due ad “accettare” il compromesso, accontentandosi di come vanno le cose nella umana speranza che queste miglioreranno. Non accadrà, e mentre questa sensazione si fa strada dentro di noi, facciamo sempre più fatica ad ammetterlo, sino al limite estremo, quando le cose appaiono chiare ma spesso è troppo tardi.
Capisco che tu distingua l’amicizia al sesso, dando a quest’ultimo una connotazione moralmente diversa dall’amicizia. E’ uno dei tanti retaggi che la sessuofobia occidentale si porta appresso. Io sono il miglior amico di mia moglie e viceversa, e questo aspetto aggiunto all’amore, dopo una crisi superata alcuni anni fa, ha trasformato in meglio il nostro rapporto erotico, rendendolo più giocoso.Io ti auguro invece di diventare amico dell’uomo con cui deciderai di condividere la vita.
Concludo commentando questo tuo periodo finale:
“E allora semplicemente non siamo compatibili? E allora dobbiamo lasciarci solo perché o lo seguo io visto che lui lavora o sono immatura e capricciosa?
E lui per me cosa ha fatto? Certo, se non chiedi mai ricevi. E allora semplicemente non siamo compatibili? E allora dobbiamo lasciarci solo perché o lo seguo io visto che lui lavora o sono immatura e capricciosa?
E lui per me cosa ha fatto? Certo, se non chiedi mai ricevi.”
DeaBastet, puoi immaginare che questa frustrazione che senti non sia quello che ci si aspetta quando l’amore fila come si deve? E quando fila come si deve? Quando le scelte dell’uno ALMENO non mortificano l’altro, come invece mi pare ti senta tu.
L’amore si FA in due, sennò è solo sco...., in tutti i sensi. Quando cioè ognuno pensa al proprio tornaconto.
Ciao
Golem ..non fa una piega ..Eppure nel 2015 ,si conosce il mentalismo (anche se molti fingono di non sapere cosa sia ) .Si parla tanto d’istinti irrefrenabili ,al limite del masochismo .Si vuole estromettere la ragione dall’amore ,come l’emozione dal business, affermando che l’amore non è ragione o calcolo matematico.Il fatto però é nessuno ha detto questo. L’amore é verità e in quanto tale complessa (epistemologia della complessità) .Ovvio che non è solo ragione ,ma nemmeno solo emozioni .Un complesso delle due …Questo lo rende indefinibile ,ma non indefinito. É investimento di fede verso il noi ,aldilà sia dell’ego-ismo che dell’ altru-ismo .Il primo spesso é razionale e so basa sull’ “ho una vita sola” .Il secondo è emotivo e si basa sul proprio valore solo se utile all’altro .Esattamente come è il tossicodipendente che tiene in vita la droga ,non il contrario .O al contrario come il presidente della grande multinazionale che non si preoccupa di far morire di fame qualcuno o distruggere qualche ecosistema .Ma l’amore non è ne egoista, ne altruista ,ne razionale , ne emotivo .É sia altruísta, che egoista ,che razionale che emotivo.Chi é grande può capire questo , chi no non può far altro che assecondare istinti e poi prendersela col destino o la vita per non aver ottenuto ciò che voleva.Ci si aggrappa allo stare bene pur di non essere felici. E la più grande critica diventa “l’amore non è una cosa razionale” , ma se vivessi in un mondo in cui l’amore fosse una cosa razionale e non concordassi mi direbbero :”l’amore non è una cosa emotiva ” .Un po come che crede che Dio esista e chi che non esista .Ma cosa ne sanno entrambi? Io sono agnostico perché non ho risposta a questa domanda ..L’amore é vita ,non esistenza e non sopravvivenza della specie ,ne il miglior adattamento all’ambiente ,ne la pulsione fisica che ti indica che esisti .É un complesso, e se non si capisce cos’è un complesso ,si continuerà a ragionare per eccessi
Leo, con “l’amore” spesso non si ragiona, e invece bisognerebbe farlo. La mente dovrebbe essere il direttore d’orchestra e le emozioni Lorchestra. Ma quasi tutti fanno “dirigere” alle emozioni. Puoi immaginare che sinfonia ne nascerà.
DeaBastet,
Milton affermava già nel Medioevo che le separazioni fra amanti avvengono più per differenze caratteriali che per tradimenti. non è tanto questione di volontà quanto di entità delle differenze e di reciproche capacità d’adattamento.
ma… così come non sai bene perché hai seguito il tuo attuale compagno, potresti a un certo punto essere spinta a seguirne un altro…
ti sei chiesta perché l’hai fatto, dimentica di te, se non ti dava quanto desideravi? pensi forse che in un eventuale altro amore-impegno potresti trovare TUTTO quello che vorresti?
forse sì, se ora sei più matura e più consapevole di cosa cerchi in un uomo, ma soprattutto se sei meno bisognosa di prima di colmare dei vuoti…
—
PS: non ho letto né le ultime dissertazioni di Golem, né quelle di Leo, per cui mi scuso se non resto in tema con quanto ti hanno scritto.
Rossana,
l’ho seguito ed aspettato e compreso in virtù di quello che ci aveva unito nei primi due anni di storia. Io ero convintissima di noi due; non so perché, smossa semplicemente dal sentimento.
Quando ho cominciato a ragionare mi sono accorta di tante piccole cose che non erano del tutto accettabili o perdonabili, ma è proprio in questo frangente che ho “attivato” la ragione e mi sono chiesta: “in virtù di quello che provi e che hai provato, puoi perdonare questo? Puoi buttarlo nel pozzo del passato?” ed io ho risposto sí perché sono forte e coraggiosa. Poi però qualcosa ha fatto scattare l’orgoglio e credo sia stata la stessa ragione a tirarlo fuori e quindi le domande sono diventate: “Perché devo perdonare questo? Perché buttarlo nel pozzo del passato? È giusto se queste cose mi fanno male? ”
Sono anni e dico davvero anni che provo ad avere un confronto vero con lui su certe cose che mi hanno fatto male e mi fa rabbia la sua superficialità nel liquidare la faccenda:”Pensi ancora a queste cose? Smettila, è passato tanto tempo”
Come puoi essere così superficiale?
DeaBastet,
ho riflettuto sul tuo caso e ho riletto quanto hai scritto.
secondo me, in passato sei stata attratta più che da tutto il resto dalla forza di carattere (che rasenta l’egoismo) del tuo attuale compagno, perchè questa in qualche modo compensava la tua debolezza interiore, il tuo bisogno di essere amata da qualcuno a cui poterti appoggiare, anche a costo di sacrificare parti di te.
ora hai meno bisogno di tutto questo e puoi pensare di più a te stessa e alle tue attuali necessità di condivisione e di SPONTANEA armonia. forse non sei mai stata profondamente innamorata del tuo compagno. se il sentimento accoglie soltanto alcune parti dell’altro, e non il suo intero, difetti inclusi, difficilmente è profondo. la momentanea magia dell’incontro, se è reale, quasi sempre include fisico, mente e trasporto emotivo. per questo quando mi riferisco all’amore intendo quello incondizionato.
negli anni sei cambiata e rifiuti il precedente asservimento amoroso, forse perché prettamente sensuale. è in questi momenti di svolta che appaiono nuove opportunità, altrimenti nemmeno sarebbero percepite…
la tua capacità d’introspezione (che dev’esserti stata d’aiuto nel maturare attraverso l’esperienza di vita) e l’attuale attenzione razionale alle tue scelte rendono interessante il tuo futuro di coppia, di cui spero vorrai renderci partecipi. tieni presente che quando si analizza un rapporto scorporandolo nei suoi componenti, di solito lo si fa come in un’autopsia, cioé quando questo già non è più vitale. a maggior ragione questo accade quando si è eccessivamente critici sia su se stessi che sull’altro.
PS: immagino tu possa avere circa 35 anni e che quanto ti sta accadendo rientri dal più al meno nella norma dell’odierna evoluzione sentimentale.
DeaBastet, questo scrivi tu: “Quando ho cominciato a ragionare mi sono accorta di tante piccole cose che non erano del tutto accettabili o perdonabili, ma è proprio in questo frangente che ho “attivato” la ragione”
E questo io:”Leo, con “l’amore” spesso non si ragiona, e invece bisognerebbe farlo. La mente dovrebbe essere il direttore d’orchestra e le emozioni l’orchestra. Ma quasi tutti fanno “dirigere” alle emozioni. Puoi immaginare che sinfonia ne nascerà.”
Guarda, dovrei ringraziarti per avermi dato una indiretta dimostrazione di alcune teorie che ho elaborato attraverso la vicenda di mia moglie, e di cui quotidianamente mi convinco sempre più essere corrette.
Mai far volare il cuore oltre la testa.
Auguri Dea.
Ciao Rossana,
per compiere 35 anni ci vuole ancora qualche anno.
Tutta questa analisi non mi rende certo immune dalla sofferenza.
Accettare determinate cose che riguardano te personalmente e che si riflettono sulla coppia, non è semplicissimo.
Grazie a tutti. Vi terró aggiornati sui risvolti.
Ciao Golem,
ma come si fa a ragionare in quella fase iniziale in cui tutto è cosí irrazionale? Impossibile! A maggior ragione se è la prima volta che si provano quelle precise sensazioni e ci si butta – per spinta emozionale – in qualcosa che non si sa dove ci porterà. Sapevo che c’era la possibilità che mi sarei fatta male ed infatti, mi sono fatta molto male.
Il risveglio è una gran bella botta!
Un saluto ed un augurio a voi!
Dea, hai perfettamente ragione: e’ impossibile, specie se non si hanno esperienze precedenti della stessa portata, non devi fartene nessuna colpa. Quello che è importante e che tu ti renda conto che questi soggetti non potranno mai cambiare, evitando di insistere attaccandosi ai sentimenti. Ma un rapporto sentimentale deve sempre essere equilibrato perché abbia una possibilità di far crescere la coppia. In caso contrario si arriva ad un certo punto come pile scariche, e con la sensazione di “essersi tradite”, che è infinitamente peggio che essere traditi.
Ora sei cosciente che sono emerse del tue esigenze. Non trascurarle, perché se non soddisfatte prima o poi si ripresenteranno a farsi sentire, forse quando è già troppo tardi. Abbi fiducia in te stessa.
Un grande saluto.
DeaBastet,
“ma come si fa a ragionare in quella fase iniziale in cui tutto è cosí irrazionale? Impossibile!” – concordo! diventa facile farlo quando si sono superati i cinquanta-sessant’anni, oppure se si è razionali come in linea di massima sono gli uomini, legati alla fisicità, e non istintive come le donne, sempre maggiormente coinvolte nell’emotività.
è possibile che in linea di massima l’esplosione dei sensi avvenga prima (15-25 anni) della maturità emotiva (30-35 anni) ma a mio avviso nessuno può stabilire regole generali valide per tutti i casi. subentrano una grande quantità di varianti da persona a persona, per cui un innamoramento può coinvolgere entrambe le componenti a 20 anni e un altro non raggrupparle nemmeno a 50.
il risveglio, ora doloroso, era probabilmente inevitabile. purtroppo, non si cresce leggendo libri oppure osservando le esperienze altrui… in qualsiasi vita gli eventi non capitano quasi mai per caso, e tutti danno e tolgono nello stesso tempo…
Grazie Golem! E grazie Rossana!
Avrò fiducia in me stessa.
Non posso più fare a meno di dare ascolto alle mie esigenze; è un processo talmente naturale e fluido che bloccarlo sarebbe un male sia fisico che mentale.
La mia mente, in virtù della maturità emotiva raggiunta – come dici tu, Rossana – dovrà a questo punto elaborare nuove soluzioni di felicità e benessere.
È davvero triste – e non mi viene in mente nessun altro termine – realizzare che esplosione dei sensi e maturità emotiva avvengano con tempistiche diverse. Certe emozioni non le proverei per nessun altro, ne sono sicura. Finirei sempre a fare confronti col passato perché quelle emozioni è come se mi avessero bloccata in “una dimensione perfetta” e più di così non puoi provare. E non si tratta di libri letti o film visti con cui ti sei costruita un certo immaginario emozionale, si tratta proprio di sensazioni che io ho provato col corpo e con la mente lí, in quel preciso istante e che restano eternamente impresse prevalendo su tutto il resto.
Ora basta peró con questo romanticismo spicciolo.
Un saluto e buon week end!
“Certe emozioni non le proverei per nessun altro, ne sono sicura.” Te lo incido sulla pietra che non è vero. Ti accorgerai che sarà proprio quella maturità emotiva a farti scoprire sensazioni che l’istinto non può dare. Fin’ora hai fatto solo il SUO gioco. Dopo sarai TU che ti costruirai la felicità.
Ciao
DeaBastet,
a chi di preciso è riferita questa affermazione: “Certe emozioni non le proverei per nessun altro, ne sono sicura.”?
Rossana, mi riferisco al mio compagno; a quelle emozioni che ti hanno fatto dire “ecco è lui”.