Aiuti alle imprese in crisi
Salve redazione, Egr. Direttore,
Sono Pierpaolo Bossi, presidente provinciale di Genova de Unione Artigiani Italiani, Vi scrivo perché sto informando tutto quello che “posso”, per un discorso molto importante in questo momento di crisi per l’economia.
Abbiamo lavorato bene fino a Luglio, poi al rientro dalle ferie cosa è successo? Nulla!!! Ma i consumi si sono fermati, colpa di un terrorismo mediatico ideato da chi?
Si parla di aiutare le imprese…come gli aiuti Ob.2, come mai nonostante si possa pensare ad accedere a questi fondi sono sempre in maggioranza aziende di nuova costituzione? Come mai gli artigiani con uno storico di impresa decennale o più non chiedono detti fondi? Pensate che non ne abbiano bisogno? Sbagliato!!! Ne hanno una necessità folle, ed alcuni rischiano di chiudere o ridurre il personale entro l’anno…
Il tutto è per colpa di un documento che deve essere allegato alle domande: il DURC, documento unico di regolarità contributiva, che viene rilasciato dall’inps o inail, e comprende anche la regolarità dei pagamenti con l’erario(multe per sosta….).
Le imprese con anni di attività non sempre, anzi quasi mai riescono ad essere in regola con tutto, ma non per questo non smettono di dare lavoro e pagare la maggior parte delle tasse(iva, irpef…), poi se aggiungiamo che un’impresa in CRISI ( le banche non stanno aiutando, anzi stringono il cappio al collo dell’artigiano) le prime cose che non pagano sono purtroppo le tasse, infatti non possono smettere di pagare i fornitori e dipendenti, ecco che la frittata è fatta, all’artigiano non viene concesso nulla!
Secondo voi è meglio concedere fondi per 100.00 euro ad in’impresa nuova, che molto probabilmente verrà tenuta in stand by per 5 anni, senza produrre reddito, è questo il tempo sabbatico, per poi rivendersi i macchinari o chiudere, oppure concedere 20.00 euro ad un’impresa con qualche “problema” di regolarità , ma con uno storico di produzione decennale con dipendenti e fatturato consolidato che potrebbe crescere?
Preciso che il DURC che è nato per i grandi appalti e per combattere il lavoro nero, quindi giusto, è stato poi esteso a tutto indiscriminatamente .
Mi scuso per essere stato prolisso, per qualsiasi chiarimento sono a disposizione.
Saluti
P.Paolo Bossi
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Categorie: - Consumatori - Politica
31 commenti
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Sono un piccolo commerciante da oltre 15 anni con una famiglia sulle spalle da tirare avanti mutui da pagare tasse a non finire arretrate con perdite spaventose ad oggi non ho mai ricevuto aiuti dallo stato e da nessun altro ed ho 35 anni le banche chiedono rientri e tassi di interessi assurdi mi chiedo come faro’ a tirare avanti sono l’unico a lavorare e con un secondo bambino in arrivo.Si parla tanto ma chi ci aiuterà?
Caro Michele, nella tua situazione ci sono ormai miiglioni di piccole imprese che tentano in ogni modo di salvaguardare il proprio lavoro e quello dei propri dipendenti, purtroppo il governo ha stanziato fondi per quelli come te, come noi, per fare in modo da non hiudere i battenti, ma le regioni, specialmente quelle di sinistra,( non è per parlare di politica, sono un presidente di associazione apartitica), sono schiave dei sindacati dei lavoratori , che vedono i piccoli imprenditori come quelli che da anni non pagano le tasse, che sfruttano i subalterni, vedono il nemico da “combattere”. Apertamente non, ma poi fanno di tutto per abissare i piccoli imprenditori.Naturalmente le banche non aiutano ,infatti oramai raramente concedono prestiti,e solamente a coloro che”NON HANNO BISOGNO”.
Un consiglio che ti posso dare è di rivolgerti ad una associazione di categoria della tua città, se sei di genova http://www.unioneartigianiitaliani.it e contattami.
Un saluto e forza non mollare…
Paolo Bossi
Anche io sono un piccolo commerciante di Roma che opera da venti anni nel commercio, da circa 5 mesi sto combattendo per riuscire a tenere aperta la mia attività. Le banche mi hanno chiuso ogni via al credito, ho due figli a carico più genitore senza pensione, ma, nessuno trova la forma e la forza di concedermi un pò di ossigeno, siano esse banche che istituzioni. Non riesco a trovare neanche un posto di lavoro per evitare il crack, non so più che fare, ormai perdo più il tempo per girare a chiedere aiuti, finanziamenti, prestiti che pensare all’attività…
Buongiorno, sono l’amministratore di una piccola srl start-up (evoluta da una ditta individuale) e tengo a precisare che il nostro progetto è a lungo termine…
Il vero problema è che le banche non fanno le banche, cioè chiedono il progetto per concedere i finanziamenti ma, non essendo degli imprenditori, non appena te l’hanno concesso, si irrigidiscono e ti “stritolano” nei loro meccanismi.
Perchè le grandi imprese sono “esposte” verso le banche per milioni di euro e noi non abbiamo neanche 30.000,00 di fido???
Chiaro, le grandi imprese si “pubblicizzano” con i grandi utili, ma è chiaro che il rapporto è lo stesso, solo che nessuno si sognerebbe mai di “togliere” i milioni alla fiat o ad una squadra di calcio…
Perchè le agevolazioni delle regioni non sono più a fondo perduto ma sempre a rimborso agevolato??perchè negli anni ’80 le grandi imprese li prendevano e si compravano la barca..ora noi giovani (34 anni) ne paghiamo le conseguenze.
Un consiglio per tutti…prima di gettare la spugna, vendete cara la pelle!!!
Michele
Cari Amici imprenditori, scusatemi se mi permetto di chiamarvi amici, ma tra colleghi di fatto e temo di sventura….Il problema della banche è una vera catastrofe per la piccola imprenditoria, oggi quando versi un assegno prima della disponibilità ci vogliono 5 giorni….infatti dico ai miei iscritti di andare personalmente a monetizzare l’assegno e di versare i contanti….Quando è possibilile tagliare fuori le banche!Lo so è una piccola cosa ma tutto sta ad iniziare, le banche si comportano male con noi e noi le boicottiamo come possiamo!In riferimento ai finanziamenti pubblici, se non porranno a livello centrale una deroga sul famigerato D.U.R.C. oggi poche imprese riusciranno ad usufruire degli aiuti di stato, quindi chiuderanno , quindi licenzieranno e le conseguenze sono chiare a tutti.Come mai non tutte le Regioni applicano la regola del DURC allo stesso modo? Voi pensate che se la Campania applicasse la legge come in Liguria le aziende campane approfitterebbero di tutti gli aiuti a loro destinati? Volete dire che nel sud Italia sono più ligi a pagare le tasse nei tempi senza ritardi di noi al nord? Non voglio innescare una inutile diatriba tra nord e sud ma purtroppo la legge è applicata in modo differente….Il casco i motociclisti lo usano più al nord oppure el sud? Eppure la legge stardale è la stessa! cari amici …Uniamoci e con ogni mezzo facciamo sentire la nostra voce!
Paolo Bossi
U.A.I.
sono un artigiano e mi sono sempre dato da fare per realizzare un’azienda, potrei aver superato la crisi in molti modi, ma purtroppo i comproprietari non mi permettono di lavorare ostacolando da anni il mio lavoro ( macchine furgoni davanti alle porte chiusura locale caldai locale contatori a chiave dopo aver staccato l’energia elettrica allontamento dei clienti e fornitori , lavori iniziati e mai finiti sulla parte comune del cortile impedendo il parcheggio) quanto descritto non è nulla. Presumo, che in quanto gli stessi sono stati costretti a vendere la porzione di fabbricato da subito mi anno creato problemi per riacquistare quanto perso a prezzo inferire di quanto l’ho pagato. Basterebbe una udienza dal giudice per risolvere il tutto, invece nonostante le mie denunce non vengo mai capito e creduto. Da poco ho saputo che il venditore è C.C. ausiliare forse per questo non mi credono. Ho documentazione fotografica testimoni, ma non mi riesce di andarne fuori. Per ultimo i C.C. della mia zona mi anno consigliato di non lavorare e attendere la sentenza del giudice. A seguito di quanto descritto matrimonio in fumo non ho soldi per vivere e sono mantenuto dai miei genitoti. Come vivo se non mi permettono di lavorare e idee ne ho molte visto che mi trovo su una strada di passaggio !
Ringrazio in anticipo dell’attenzione.
Giacobbi Valentino
Sono come tutti voi un piccolo artigiano della bassa Modenese, ho gli stessi problemi di voi tutti, e comunque quello che posso dirvi è che sto lottando da 5 mesi con le banche, e alla fine sono arrivato alla conclusione che non c’è nulla da fare, o uno è in grado di stare in piedi da solo oppure si chiude, mi sono rivolto alla locale CNA la quale pur essendo daccordo su quanto da me esposto mi ha detto che il mondo è cambiato e che bisogna adeguarsi…il vero problema si chiama Basilea e Rating….mi viene da ridere, come si fa a valutare una piccola ditta artigiana con questi parametri?? Abbiamo bilanci virtuali e virtuosi eppure pretendono di darci delle valutazioni come se fossimo delle società di capitale….dove erano le associazioni di categoria quando si discuteva l’applicazione Basilea2? La verità è che le banche continuano a far soldi macinando carta su carta e le microimprese che una volta erano dei pilastri portanti dell’economia sono costrette a chiudere, e oggi come oggi non è minimamente abbozzabile il fatto di fare impresa contando su incassi certi, quindi cari colleghi SI CHIUDE BATTENTI!!!
Una piccola nota: e la politica dov’è???? Pensano ai processi privati, ai paradisi fiscali ecc. ecc. predicano ottimismo, ma c’è gente che si suicida perchè presi dalla VERGOGNA DI NON POTER MANTENERE PIU’ LA FAMIGLIA, e poi si parla di costituzione….poverina quante volte è calpestata.
Poi il DURC…..siamo arrivati al gatto che si morde la coda…se non incassi non puoi pagare i contributi, così niente DURC e niente pagamenti e via si gira.!!!!!!!!!!!!!!
Cari Colleghi,
il discorso è sempre quello, Le banche con Basilea 1 e 2, guadagnano prestando soldi senza più rischiare, le associazioni di categoria, dato che al loro interno hanno direttori comandati da politici non hanno fatto nulla per contrastare questo, neanche per il DURC, che come potete vedere sta distruggendo la piccola impresa….vi invito ad andare sul sito dell'”indignato speciale” di canale 5 e guardare la puntata del 1/4/2009, dove ho denunciato questo problena….naturalmente la mia associazione nata nel 2007 non è iscritta al CNEL e non ha “diritto ” alla trattativa con lo stato….e’ un abuso che un’associazione venga tagliata fuori per questo motivo , ma non mi scoraggio e vado avanti….non chiedo nulla ai soci sto finanziando tutto io….Così nessuno potrà dire che possa avere qualche interesse in merito.
La mia mail è: uaige@libero.it
Vi invito a sostenermi con la vostra vicinanza ed esperienze…
Un saluto
Paolo Bossi
UAI di Genova
unione artigiani itatliani
Stessa storia, stessi protagonisti: piccola società commerciale milanese che sta
sudando sangue per cercare di restare APERTA (anche perchè a 45 anni per il
mondo del lavoro almeno quello dipendente, sei bello che morto e defunto).
Esponi un progetto alla banca per chiedere un aiuto ed è come se tu parlassi di
carne ad un vegetariano!! Non hanno la minima voglia di andare a vedersi il
pregresso, i bilanci passati ( e le commissioni corpose e copiose da essi stessi
prelevate direttamente dal conto soto le più improbabili voci di costo), per cui è
come parlare ad un muro. Non frega niente a nessuno se tutto implode e scoppia,
vige il “tanto peggio, tanto meglio” e oramai la parola d’ordine è “si salvi chi può!.
Resta solo l’amarezza e lo sconforto di aver lavorato anni e anni per strappare dal
mercato la tua piccola fettina business, che ora si sgretola piano piano senza
lasciarti neanche la cenere quale ricompensa.
Attenzione, questa e un azienda microscopica che ha sempre fatto utili e pagato
regolarmente tasse e gabelle varie; il declino è iniziato dalla metà del 2009 e
continua incessantemente la sua corsa, nel più totale silenzio delle istituzioni.
Un saluto e un abbraccio a tutti voi.
Roberto
Mi verrebbe da dire: storie come tante….ma siccome ci sono dentro anch’io , non c’è tanto da ridere..anzi.
Anzi mi verrebbe da dire che le associaioni di categoria sono assenti e non hanno un peso politico, mi verrebbe da dire che la politica si è dedicata a tutt’altro , mi verrebbe da dire che le banche non fanno più il loro mestiere , mi verrebe da dire che è uno schifo totale e chi ha capacita imprenditoriali e professionali va sostenuto.
Qualcuno ha suggerito di tagliare le banche, ma come si fa? Se hai un azienda grande o piccola che sia il conto corrente è indispensabile, e senza uno straccio di carta di credito no si va nemmeno al cesso…se dovete prenotare un volo aereo è indispensabile la carta di credito e via discorrendo.
Una cosa c’è da dire..il mondo improvvisamente è cambiato ed è cambiato così velocemente che non ci ha dato il tempo di adeguarci, ci ha trovato come si dice con il culo di fuori, e adesso è dura, pensate che con le nuove norme sui pagamenti e sugli assegni anche l’usuraio fa fatica a prestare i soldi…
Buongiorno a tutti, provate a dare un’occhiata sul vostro e/c bancario e calcolate quanti addebiti vengono fatti dalle banche sotto la voce “competenze di chiusura”.
Anche se hai il conto “sconfinato”, sono le uniche voci che ti addebitano.
Propongo una class-action verso questi delinquenti che affossano le PMI a favore dei grossi gruppi, sempre in perdita, che hanno nei vari CDA politici, amici dei politici, mariti e mogli dei politici.
Provate a leggere della faccenda “Denis Verdini” e fatevi due risate pensando al rating e Basilea 2…
Abbiamo tra i nostri lettori qualche studio legale per intentare una class-action verso le banche???
In giro si dice che qualcosa cambierà nei prossimi mesi, si parla di modifiche a Basilea, ecc. ecc qualcuno ne sa qualcosa?
A me pare strano anche perchè parlando con il mio ex direttore di banca ( Credito Cooperativo una banca locale che dovrebbe essere vicino al territorio!!!!!!!) mi diceva che hanno avuto degli imput a non dare più niente e addirittura a far rientrare i clienti dalle esposizioni.
Insomma però, visto che tutti si stanno dando delle regole, perchè non mettiamo dei paletti anche su quelli che sono i nostri pagamenti, e i rapporti tra noi e le banche? E’ vero che siamo messi malissimo, ma un buon fallimento è un modo più rapido per ripartire ( per chi ne ha le capacità professionali) quindi non abbiate paura…e secondo me le banche e almeno la maggior parte delle bancarelle con questo andazzo in futuro saranno costrette a tagliare personale e sportelli, perchè i polli saranno pokissimi e solo quelli con i soldi.
Cari colleghi,
Sapete quando lo stato e le istituzioni inizieranno ad occuparsi attivamente di noi?
Da quando non pagheremo più un euro di tasse….Ma dinessuna tassa…a cominciare dall’ Iva….Alieniamo le nostre risorse in beni di “Famglia” mettiamo al sicuro ciò che ci rimane…se si rimane qualcosa e comportiamoci come “alcuni” stranieri con occhi a mandorla….non paghiamo più nulla!
Sono sicuro che se all’italia le tre regioni che da sempre trainano l’economia di colpo si fermassero dal pagamento di qualsiasi imposta
, penso che si dovrebbe arrivare a qualcosa!
Saluti e non seguite il mio consiglio….era una supposizione.
Paolo Bossi
Ciao Gianni, ci diamo del tu che facciamo prima…
Secondo me se ci sono delle prospettive a breve per ripartire, un imprenditore deve evitare il fallimento, anche perchè è come auto-definirsi incompetente nel prorpio lavoro, secondo me.
Certo è che se fallisci e poi riparti cambiando ragione sociale ecc. e le banche inserendo una nuova partita iva è come se non ti conoscessero affatto, puo essere che tu ottenga nuovo credito….
Anche se dubito che nei data base non compaia un fallimento legato al tuo CF..
Sbaglio??
Stiamo ripartendo con il piede sbagliato! Quando dico fallimento dico l’ultima spiaggia, e non deve essere un umiliazione o incapacità di gestire la propria azienda, io faccio impianti elettrici industriali e mi pagano a 90 giorni, con importi a contratto chiuso di circa 70-80 mila euro a lavoro un lavoro lo chiudo in due-tre mesi quindi capisci bene che se non mi pagassero per due mesi di fila io devo chiudere, questo tanto per far capire che oggi sono altre situazioni che ti mettono al tappeto e non la capacità imprenditoriale e professionale.
Altra cosa le banche incominciamo a scordarcele, perchè NON DARANNO PIU’NIENTE, quindi BISOGNA FARSI PAGARE!!!!! Con pagamenti corti e a breve termine altrimenti è meglio starsene a casa, oggi non vale più la regola che ti presenti con un nome pulito e le banche ti danno qualcosa….TOGLIAMOCELO DALLA TESTA il mondo della finanza è cambiato IL MONDO E’ CAMBIATO, si deve ripartire con altro spirito e con altre regole, lasciamo stare il concetto che non appena si apre una partita iva si deve andare in banca per ottenere qualcosa, anche perchè poi si deve anche restituire, NOI SIAMO STATI ABITUATI A VIVERE OLTRE IL NOSTRO LIVELLO questo è l’errore!!!
Ciao, ti chiedo una cosa, prendendo come spunto il tuo lavoro.
Se ti pagano a 90 gg e tu, giustamente, hai bisogno di soldi ogni mese per dipendenti, bollette, vivere insomma, è chiaro che o sei ricco di famiglia e “compensi” mettendoceli ogni mese oppure chiedi alla banca un anticipo fatture.(è il mercato che detta le regole dei pagamenti non noi..)
Quindi, volente o nolente dalla banca ci devi andare.
Se fare l’imprenditore è roba da ricchi, allora abbiamo sbagliato tutti a fare questo mestiere perchè, notoriamente, il ricco o lo è di famiglia o evade tutto l’evadibile oppure ha vinto al superenalotto!!
Non’esite, conti alla mano, alcuna azienda che oggi possa dire di essere in attivo, senza l’aiuto delle banche.
Pensate alle squadre di calcio, come cavolo fanno a pagare 2/3milioni di euro uno scarpone, se non avessero le banche a sostenerli??(vedi unicredit per la Roma ecc.)
Quindi per l’imprenditore la banca non’è l’unico socio ma un valido “volano” tra lo start-up e l’attività avviata.
Sento sempre più spesso di grossi nomi, spa ecc, che fatturano miliardi ma sono esposti verso le banche per altrettanti miliardi.
Scusate ma cosi sono capace anch’io di presentare i bilanci in attivo….
Ciao Michele, il tuo ragionamento non fa una grinza, e in effetti anche io lavoro con gli anticipi fatture….almeno fino a oggi..le risposte te le sei date da solo, in futuro solo chi ha valide garanzie ( soldi) potrà avere quello che in passato abbiamo avuto, e infatti la famigerata Basilea mira proprio al consolidamento delle stesse da parte dei clienti, in sostanza prima si veniva affidati anche per conoscenza diretta del direttore e garanzie minime, adesso per avere 100 ne devi garantire 700 capito? E non si tratta solo di bilanci….io sono un artigiano e come tutti quelli della mia categoria sui bilanci ci possiamo sguazzare a volontà nel senso che siamo virtuosi e con bilanci che al 90% NON RISPETTANO IL VERO, ED è PROPRIO LA BATTAGLIA CHE PERSONALMENTE PORTO AVANTI!!! Ad una azienda artigiana non si possono imporre delle regole di valutazione come se fosse una società di capitali è assurdo!
Io invece credo che di questo passo il sistema collasserà nel giro di un paio di anni, oggi le banche non danno, ma invece tolgono, e allora? Un tempo le banche facevano il loro mestiere, vendevano e compravano soldi dai clienti, oggi invece il cliente non rende più anzi è molto rischioso prestar soldi , invece si investe sulla carta, assicurazioni che poi vendono e rivendono fra di loro, scommesse sui cosiddetti derivati, il trading, insomma molte cose che rendono di più che di una semplice impresa..è vero che senza banca non si riesce a lavorare e loro lo sanno per cui sei costretto a garantire di più
Ciao Gianni, concordo con te, inoltre la scusa più grossa è Basilea 2,3,4 ecc. in realtà non prestano soldi perchè gli interessi imposti sono molto più bassi di due-tre anni fa, quindi a loro non conviene.
Ci vorrebbe un’imposizione dal governo, pena la caduta dei “privilegi” che le banche hanno sempre avuto.
La costante in banca è sempre quella, ti chiedo un progetto, un business plan ma poi non sanno nemmeno leggerlo e non capiscono nulla di imprese.Alla fine o firmi fidejussioni o dai a garanzie case.
Il vero pericolo è questo, le banca TUTTE non sono in grado di valutare i progetti delle aziende!!!
Confindustria&Co. continua a fare accordi inutili, non c’è un ‘ente, associazione influente che prenda in mano la situazione.
Io personalmente obbligherei a sedersi ad un tavolo imprenditori VERI e non incravattati con conti correnti a 6 zeri, le banche e i politici.
Devono parlare solo gli imprenditori e gli altri prendono appunti.
Dopodichè devono mettere in atto il possibile per “oliare” tutta la filiera.
Se agli imprenditori non si permette di lavorare, investire, assumere, chi puo mantenere attiva la nostra economia????
Possibile che non c’è un pensiero comune su questo???
Bisogna per forza iscriversi a qualche associazione che, guarda caso, ti chiede sempre la quota associativa ma nel momento di fare i fatti dimostra di valere meno di 0???
Ciao Michè, il pensiero comune c’è, tutti ne parlano, tutti ne parliamo ma nessuno fa niente, assolutamente nulla, fino allo sfascioio finale, e poi non è vero che le banche applicano un tasso di interesse minore rispetto al passato, mi chiedi dove finirà la nostra economia? E’ sotto gli occhi di tutti, io ho valutato tutte le variabili possibili, ma sinceramente la vedo nera!
Ci vorrebbe una specie di piano Marshall, leggi ad ho, incentivi ( e non alle auto elettrodomestici ecc. ecc. vedi la Fiat? Nel corso degli anni gli abbiamo dato un sacco di soldi pubblici e poi cosa fa?) una sorta di terapia d’urto a favore dell’economia, meno vincoli burocratici, ma i nostri politici sono più indaffarati a feste e festini hard, case ai tropici e via dicendo, intanto l’economia muore, sono associato CNA e quando gli ho messo sotto il naso tutta la problematica sai qual’è stata la risposta?
Sig…..condividiamo quasi tutto di quello che lei ci ha esposte, ma sia noi che lei non possiamo cambiare il mondo..si adegui….capito!!!!
E comunque chiedo a tutti scusa per l’uso un pò chattistico della rubrica, ma l’indifferenza al problema da parte dei nostri politicanti è tanta, l’unico mezzo per contare è quello di di fare numero, fare numero vuol dire un bel pacchettone di voti che fanno gola a tutti i partiti, e vedrete poi che saranno loro a cercarci.
E poi in ultimo fare una guerra mediatica alle banche questi banditi e strozzini autorizzati vanno combattuti con ogni mezzo e senza esclusione di colpi.
Cari colleghi,
Vi invito ad andare su FaceBook ed iscrivervi al gruppo: ARTIGIANI CONTRO IL DURC.
Uniamo le nostre forze…
Grazie
Pierpaolo Bossi
Unione Artigiani Italiani
Oggi una chicca!!!!!
L’Unicredit presso cui siamo correntisti ci chiama urgentemente perchè ci dice che non ci può rinnovare gli affidamenti , il fido scadeva a fine mese ed era un temporaneo a 6 mesi che si rinnovava di volta in volta, ci chiedono più garanzie……un ipoteca di 2° grado sulla cas per soli 20.000,00 di castelletto+5mila di scoperto!!!!!!!!!!!!
Fate la guerra a questi strozzini per favore, se hai un pò di sangue te lo tirano, sono loro la vera lobby della politica, del lavoro, ecc.ecc. non aprite conti correnti.
Secondo me i responsabili di questa congiuntura economica sono i grandi gruppi bancari…. Vedete per esempio la crisi immobiliare, non conbcedendo mutui non si vendono più case con tutto l’indotto conseguente…Una volta le banche lavoravano guadagnando e rischiando, ora con basilea 2 guadagnano ma senza rischiare….affossando il sistema. Prima o poi ci rimetterannno anche loro!
Sono nella stessa sistuazione di tutti voi …
Mi chiedo … ma per lo Stato è meglio che falliamo e diventiamo in qualche modo parassiti dello stesso oppure che ci venga permesso di lavorare e magari in qualche modo meno dissanguante delle rateizzazioni proposte da equitalia, pagare i nostri peccati?
salve
sono un giovane imprenditore che rischia ormai di mettere per strada oltre 100 dipendenti ormai in una situazione più che tragica, debiti nei confronti inps inail ecc esiste qualche risoluzione al problema??? vi prego di aiutarmi.
Nicola
salve
sono un piccolo artigiano avevo alle mie dipendenze 6 operai ho
dovuto licenziarli tutti perchè non ho più lavoro le banche non ti aiutano non ho nessuno che mi aiuta non ho altra scielta che farla finita vi ringrazio per avermi ascoltato un ultima volta .
Fermati Mauro!!!!!
Non vale la pena!!! A tutto c’è rimedio.
Non pensare ai debiti, non ti può succedere nulla se non vuoi!!!
Pensaci…..
salve sono davide…ho una ditta ,o almeno avevo una ditta ben avviata …sono socio con mio fratello …e’ una snc carpenteria metallica e serramenti … ….da circa 3 anni la mia vita e’ cambiata ….mi son separato ,ma fin qui ok cosa normale ..poi an cominciato a tornarmi in dietro le ricevute bancarie di soldi che dovevo prendere ……mai più presi ….ho ipotecato la mia piccola casa .nel pensiero di andare avanti …..ora mi trovo con debiti che si accumulano …1 per lavoro 0……2 per le banche …e promesse di lavoro senza risultato …ho stretto i denti fino ad ora ..credetemi che ho provato di tutto …… penso di chiudere a giorni …si ma colmo di debiti ….la paura ce’ la vergogna ce’ mi resta solo la salute …..almeno quella ……ditemi ..ho 43 anni .debiti un futuro che boo non so che fine faro”’ e la solitudine …..grazie e scusatemi se non e’ scritto in modo laureato ……..;-(………………..davide ..
che tristezza…. sentire tutto ciò… e vedere tutto ciò. Si perchè mi trovo nelle vostre stesse condizioni… Lavoro in una piccola azienda a conduzione familiare, che ci ha permesso da da c.ca 40 anni, e fino a 3/4 anni fà.. di sopravvivere e di avere una vita dignitosa…. Ma da 4 anni ad oggi, le cose non vanno…. non abbiam fatto altro che rimetterci, dissanguarci, indebitarci, e consumare quegli ultimi spiccioli rimasti, magari avuti in dono , da avi e/o genitori ormai defunti.. per cercare di pagare tasse e fornitori (senza a fine mese guadagnare un centesimo). Ed ecco che incominci a risparmiare ed a mangiare pane e pomodoro, a bloccare l,assicurazione auto, ed inizi ad essere un “parrassita dello stato”… Come si fà ad andare avanti cosí? Con la preoccupazione di non arrivare a fine mese, con l’insonnia che tutte le notti ci accompagna, perchè desolati, disperati, preoccuopati, con la vergogna di sapere di avere debiti con chi ci é intorno, e non poterli saldare. Tu che fino a pochi anni fà… andavi a testa alta… ed ora? o chiudi e fai l,elemosina,o vai a rubare o ti togli la vita. Ecco a che punto siamo arrivati quï in italia. Che qualcuno faccia qualcosa!!!