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2 novembre, ti sto pensando nonna…

È passato quasi un anno da quando non la vedo più, non le parlo più, non sento più la sua voce, né posso sfiorarla o quant’altro…
È passato quasi un anno da quando un tumore mi ha portato via la mia nonna materna.
Solo dopo averla persa ho imparato tante cose di lei, tante sfaccettature della sua splendida persona che prima non conoscevo.
Lei stava male da parecchi anni per diverse ragioni, diversi mali, ma forse il più grande male fu per lei il dottore che non capì in tempo che la situazione stava precipitando…
La sua vita era sull’orlo di un precipizio, e noi non lo sapevamo!Lei non lo sapeva!
I medici e poi noi ce ne accorgemmo troppo tardi, quando non potevamo fare nulla per salvarla. E così la sua vita cominciò a precipitare, e lei iniziò a percorrere il lento cammino che la condusse alla morte.
I medici le tolsero subito ogni speranza, e le diedero soli sei mesi di vita. Mia nonna però resistette più a lungo, e visse per ben un anno e mezzo, con quel male che covava dentro di lei, che la logorava da dentro, che la rendeva sempre più debole e più magra, e il suo viso diventava sempre più scarno.
Ma lei aveva dentro di sé una forza pazzesca, e riusciva a vivere e ad alzarsi ogni mattina con il sorriso, e con la voglia di dare forza agli altri.
Io entrai a conoscenza della sua situazione solo pochi giorni prima della sua morte, e ancora oggi non so se per me sia stato meglio così, o se fosse stato meglio sapere tutto fin dall’inizio.
Mio nonno, addirittura, non sapeva nulla…Mia nonna aveva vissuto per un anno e mezzo accanto a lui, giorno e notte, con la forza straordinaria di non dire nulla, per evitare a lui dolore e sofferenza.
Io non sapevo quanto mia nonna avesse bisogno di sostegno, di amore…Vedevo quotidianamente quanto mi voleva bene, quanto mi amava, tanto che a volte, egoisticamente, ero talmente presa dai miei impegni e dai miei interessi, che non volevo nemmeno dedicarle un po’ di tempo…E di questo sono amaramente pentita…questa cosa mi fa stare male e mi fa versare litri di lacrime ogni volta che penso a lei.
E soprattutto oggi, 2 novembre, il mio pensiero è rivolto a lei.
Gli ultimi giorni della sua malattia furono bruttissimi.
Il dolore la tormentava ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Lei sopportava il dolore come solo poche persone sanno fare…Ma nei suoi ultimi giorni di vita, il dolore era troppo forte e insopportabile, e nemmeno gli antidolorifici facevano effetto. I suoi lamenti li ricordo ancora.
Soprattutto di notte, quando fuori regnava il silenzio, nella sua stanza i suoi lamenti erano continui, erano continue pugnalate al cuore…vederla distesa su quel letto, enormemente sofferente, e non poter fare nulla.
Credo che stare su un letto aspettando la morte sia una delle cose più brutte che possa capitare.
I farmaci e gli antidolorifici la stordivano, e lei non ci riconosceva più…a tratti riconosceva mia mamma, o me…Ricordo che le sentii pronunciare il mio nome per l’ultima volta il giorno prima di morire. Sentirglielo pronunciare fu come avvertire una sua ultima carezza sul mio cuore, il che mi fece quasi sorridere…
In uno dei suoi momenti di lucidità successe una cosa che solo a ricordarla mi da i brividi…Lei si era ormai resa conto di aver poco da vivere, e aveva chiesto a mia mamma di prendere dall’armadio i suoi vestiti più belli, in modo tale da poterli indossare al momento della morte e della sepoltura…Non so cosa le rispose mia madre, ma penso che non riuscì a dirle nulla…
Io pregavo ogni giorno, sperando quasi in un miracolo…Miracolo che purtroppo non arrivò.
L’unica cosa che mi fa stare meglio è pensare che nei suoi 75 anni di vita lei visse felice e serena, con suo marito, sua figlia, e me e mia sorella.
Oggi è il giorno dedicato alle persone defunte, ma non siamo andati al cimitero, credo che mia mamma non abbia ancora il coraggio e la forza di andarci.
Oggi, comunque, i miei pensieri sono rivolti a lei. Credo non sia necessario andare al cimitero o portare fiori sulla sua tomba per ricordarla.
Lei vive in me, e vivrà in me finché vivrò anch’io. E questa lettera l’ho scritta con immenso affetto pensando a lei.

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3 commenti

  1. 1
    bb -

    Ciao nonna , mi manchi.

  2. 2
    Ari -

    Brava, cara.
    Tua nonna ne sarà felice.
    Un bacio.

  3. 3
    lipsia -

    Mia nonna è mancata 11 anni fa, era il punto di riferimento di tutta la famiglia e quasi tutti noi nipoti e bisnipoti, siamo cresciuti con lei. Se ne è andata improvvisamente una mattina di settembre e ha capito perfettamente che stava per morire, è stato tutto così rapido, che mentre percorrevo i 5 Km che separano la mia casa dalla sua era già morta. Tutto reso più difficile dal fatto che la sera prima, lei aveva preparato la pasta fatta in casa e si era cenato insieme, godendo dell’ ultimo tepore estivo, sulla sua terrazza nella quale abbondava la menta. Mi manca, eccome mi manca. Penso a lei ogni giorno e mi sento sola, quando sono in difficoltà prendo la bicicletta e vado sulla sua tomba, ma una volta che arrivo lì, non riesco a formulare un pensiero, nè a pregare. Allora torno a casa e mentre pedalo parlo con lei e le chiedo di aiutarmi.
    L’ ho sognata da poco, quando ho perso il lavoro e stavo davvero male.
    Lei mi ha detto che dovevo reagire e che seppur con fatica tutto sarebbe andato bene.
    E ho cercato di seguire quello che mi ha detto (e che, mi hanno detto tutti) d’ altronde non è che avessi molte alternative, però sicuramente questa cosa mi ha restituito un po’ di serenità.
    Fortunatamente io non mi sono persa niente di lei e anche i miei figli l’ hanno amata e goduta per parecchi anni.
    Se fosse qui, oggi di anni ne avrebbe 98, c’è ancora mio nonno però che, di anni ne ha quasi 101.
    Buona stirpe vero?
    Non penso ci sia bisogno di una data per commemorare chi non è più vicino a noi, nè portare fiori al cimitero, faccio mia la frase della nostra amica giu12d90, per dire che anche per noi (tutta la mia famiglia) mia nonna è sempre presente, nelle piccole cose di tutti i giorni, nelle abitudini e nelle tradizioni che ci ha lasciato e soprattutto nei valori che ci ha insegnato.

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