Sono molto meravigliato di come, di fronte a un tale disegno di legge a dir poco devastante, a nessuno sia venuto ancora in mente di avanzare una proposta che definirei “salomonica”. Eccola.
Pur mantenendo le scadenze proposte, tre o due anni a seconda dei gradi di giudizio, allo scadere delle stesse scatterebbe per il giudice l’obbligo di emettere la sentenza, magari previa un’assegnazione di 15-30 giorni alle parti per depositare le conclusioni.
In questo modo si potrebbe parlare davvero di “processo breve” e non di “processo estinto”.
Inoltre appare chiaro che così i legali avrebbero tutto l’interesse di attivarsi e non quello di rinviare semplicemente i procedimenti per giungere a virtuali assoluzioni.
Il ministro Alfano ha affermato più volte che è un diritto dei cittadini quello di ottenere risposte dalla giustizia in tempi ragionevoli. L’applicazione del disegno di legge in atto riguarderebbe una grande quantità di processi per i quali questa risposta non arriverebbe mai!
È evidente che in qualche caso si potrebbe pervenire a sentenze di assoluzione per insufficienza di prove, ma questo sarebbe sicuramente un male minore e non provocherebbe comunque la prescrizione, lasciando alle parti la possibilità di ricorrere a giudizi successivi.
corrado. spada@libero. it
E’ evidente a cosa servirebbe questa legge…lo sanno tutti,non credo che ci sia nemmeno bisogno di spiegarlo.Ma non temere non passerà. Come ha ampiamente spiegato Taormina ormai ex PdL,questo era solo lo spauracchio per far si che venga approvato il “legittimo impedimento”,difatti Casini sembrerebbe intenzionato ad accordarlo,anche se Ghedini proprio oggi ci ha fatto sapere che useranno l’ennesimo voto di fiducia per far passare il decreto.Il PD si vorrebbe mettere di mezzo con circa 1200 emendamenti,ma con una richiesta di fiducia al governo, sanno già dove potranno metterseli gli emendamenti.Caro Corrado la tua proposta però mi pare un pò troppo vaga. Cioè,se ho ben capito, invece di prescrivere il reato, trascorsi i termini,tu proporresti di obbligare un giudice a scrivere una sentenza. Ma se il giudice non ancora le idee chiare? o se mancano ancora dati per il giudizio?o se il gip non ha ancora tutti gli elementi?
Come dovrebbe comportarsi un giudice se non rendere del tutto sommaria una sentenza e magari rovinare la vita ad un innocente oppure salvare un malfattore dal carcere?Non sono affatto d’accordo!
Non sarebbe più giustizia questa e la magistratura perderebbe quel poco di stima rimasta da parte della società.
Io penso che l’unica via da seguire sarebbe quella di eliminare alcuni reati,quelli più inutili e a volte gratuiti.
Ad esempio: se tu mi querelassi per 1 milione di euro,ma se dovessi vincere io la causa tu fossi obbligato a darli a me,probabilmente ci penseresti 100 volte prima di rivolgerti ad un tribunale,a meno che tu non sia totalmente sicuro di vincere. Non ti puoi rendere conto quanti processi si spazzerebbe via in un colpo solo.Oppure penso a tutti quei reati legati allo spaccio di droghe leggere. Se fosse legalizzata l’erba e si dasse la possibilità ad ognuno di coltivarsela,si darebbe un altro bel colpo di spugna a decine di migliaia di processi in corso e sicuramente la criminalità organizzata prenderebbe un bel colpo.
Davide
possibili soluzioni alternative al processo breve:
- ricorrere alla scadenza a giudici privati a pagamento;
- istituire l’istituto del legittimo sospetto di colpevolezza;
- assumere oggi un numero di giudici pari a quelli che andranno in pensione tra dieci anni. I vecchi giudici si smaltiscono le vecchie cause e processi, i nuovi giudici le nuove cause e processi. In dieci anni si smaltisce l’arretrato e si fanno tutti i processi (se si vuole).
- il dannegiato chiede immediatamente il risarcimento del danno allo stato che è il garante della giustizia. Se non riesce a fare giustizia per colpa della sua inefficienza (o collusione) è giusto che il peso del danno cada sullo stato