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Il futuro mi spaventa!

Buongiorno! Mi sono laureata da qualche mese ( laurea triennale in lettere). Il mio sogno non è insegnare e ho quindi deciso di non frequentare la specialistica in Lettere Moderne. Dopo la laurea ho lavorato per quasi un mese in un ufficio, un lavoro slegato dalle mie competenze ma che mi ha permesso di guadagnare qualcosa. Scrivo perché ho difficoltà a scegliere quello che voglio per il mio futuro…mi piacerebbe studiare però sono portata solo per quelle materie interessanti ma senza sbocchi e non vorrei far spendere soldi ai miei e perdere tempo. Non ho un curriculum ricco di esperienze e non ho molta fiducia in me stessa. Ho difficoltà a trovare la mia strada e questo mi sta portando ad un leggero stato di depressione. Vorrei rendere i miei genitori orgogliosi. So che gli sbocchi lavorativi per lettere sono pochi…ma vorrei sentire qualche consiglio. Mi piacerebbe anche solo trovare un lavoro legato al mio ambito per non sentirmi “un pesce fuor d’acqua” ma sono anche pronta ad adattarmi…però ho solo 23 anni…non vorrei accontentarmi ora è avere dei rimpianti più tardi. Ditemi qualcosa…questo pensiero mi sta provocando una gastrite. Scusate il papiro. 

L'autore ha scritto 3 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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8 commenti a

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  1. 1
    Andrea -

    “Mi sono laureata da qualche mese”Tutta la risposta alberga in questa tua frase.Ti sei laureata da poco ed è normale sentirsi un pò pesci fuor d’acqua.In questo periodo cerca di fare dei piccoli lavoretti(come quello all’ufficio) finchè ,se andrai avanti,ti arriverà uno che ti piacerà.

  2. 2
    Rossella -

    Innanzitutto congratulazioni per la laurea. Dico sul serio, si tratta di un bel traguardo che meriterebbe di essere vissuto come tale. Io non sono laureata, ma ho frequentato diversi ambienti in cui il titolo di studio era relativo. Un architetto può dedicare la sua vita alla scrittura. Esistono premi letterari più o meno importanti che rappresentano uno strumento per conoscere e per farsi conoscere. Tutte queste esperienze mettono tutti nella condizione di poter insegnare. I seminari non sono tenuti solo da scrittori professionisti… basta anche un solo romanzo a introdurti nel mondo della narrativa. I giurati – ma questo vale per tutti i concorsi- ti tengono a battesimo… il resto sta alla tua intraprendenza e alla tua determinazione. Vuoi fare cinema, per dire. Ma hai la strada spianata. Il nome è importante. Poi ti ripeto, la realtà dei seminari ti mette in contatto con persone che hanno un hobby… ricordo: liceali (pochi… uno), insegnanti, professionisti, commercianti, ecc. Non è sempre possibile fare della propria passione un lavoro… in pochi lo desiderano. Chi ha la passione per la scrittura si dedica al giornalismo d’inchiesta perché scavare dentro sé stessi è una fatica immane. L’artista di strada è realizzato dai suoi ritratti. Non penso che in un mondo evoluto come quello di oggi abbia senso interpretare sé stessi. Anche il cantautorato non mi convince. La coppia autore-attore, dal mio punto di vista, rappresenta una sorta di apertura… è bello essere uno per qualcuno. Che dire? Il lavoro non è mai perso. Non si lavora per riempirsi gli occhi… se hai delle passioni (o degli impegni) è un bene per te. Significa che in quel lasso di tempo hai modo di diventare consapevole della tua libertà. Ti auguro buona domenica :)

  3. 3
    Amelie13 -

    Sì credo sia normale dopo la laurea sentirsi un po’ disorientati…perché il mondo dell’università e quello vero sono due cose differenti..però non voglio rimanere ferma e farmi mantenere dai miei. Un ambito che mi interessa è quello della grafologia, ho anche individuato due scuole potenziali dove tengono un corso di tre anni( impegnerebbe solo il weekend) ma richiede un investimento e dato che non navigo nell’ oro sono preoccupata che non porti a nessuno sbocco occupazionale. Molte mie amiche frequentano la magistrale e a volte ho nostalgia delle lezioni. Oppure pensavo che potrei scrivere o collaborare con qualche rivista online per aprirmi qualche ” strada”.

  4. 4
    Yog -

    Lascia perdere la gastrite, non vale la pena che ti ammali. Non c’è nè lavoro, nè sbocchi, fatti il primo concorso per insegnante che esce e vai tranquilla. Sennò fai come suggerisce Rossella, scrivi un libro, lo sto facendo anche io ma ieri mi è venuto il blocco da pagina bianca.

  5. 5
    Golem -

    Il “cantautorato ” non convince neanche me. Nell’Acquario Civico?

  6. 6
    Yog -

    Il cantautorato è prima di tutto una vocazione, almeno oggi. Secoli fa era una gilda, peraltro molto esclusiva, addirittura più del notariato. Però, al momento, no, non lo consiglierei. Nemmeno il giornalismo d’inchiesta mi attizza, ci sono troppi rischi; magari una collaborazione con l’Huffington Post, quella potrebbe essere un idea.

  7. 7
    Lux79 -

    Non devi adattarti adesso. Continua a studiare. Per lavorare e adattarti avrai tutta la vita! E se non troverai l’occasione o il lavoro dei tuoi sogni, continua a cercare la tua strada e non smettere di credere in te stessa. Per rendere orgogliosi i tuoi devi essere prima orgogliosa di te stessa. Segui il tuo istinto.

  8. 8
    cupcake00 -

    Cara mia il lavoro dei sogni non esiste, ora più che mai. Comincia pure a farti la gavetta, prima inizi meglio è. Se invece puoi permetterti di crogiolarti sui desideri di ciò che ti piacerebbe fare… allora fallo, ma non aspettarti chissà quali rivoluzioni, tanto più avendo conseguito una laurea umanistica

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